mercoledì 14 gennaio 2026

... melma della destra! ...

𝐌𝐞𝐥𝐦𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐦𝐚𝐭𝐭𝐢𝐧𝐨: 𝐈𝐫𝐚𝐧 


Il #buongiorno di Giulio Cavalli 

Da giorni rimbalza un refrain ripetuto allo sfinimento: la sinistra non difende l’Iran. Lo scrivono gli editorialisti di destra, lo mettono in prima pagina certi giornali al servizio del governo, lo ripetono compulsivamente i politici e i loro troll. Galeazzo Bignami, ad esempio, si domanda perché per l’Iran non siano in partenza nuove flotille, dimostrando poca attinenza con l’originalità e il senso della geografia. Il vizio molto provinciale di utilizzare la vita delle persone e i desideri di libertà dei popoli per regolare conti con gli avversari politici piace moltissimo ai meloniani, ai loro sgherri e a centristi di diverse salse. Ogni giorno un appello a presunti pezzi di sinistra. Ieri alle femministe, oggi ai pro-Pal, domani a chissà chi. L’importante, secondo loro, è dimostrare una presunta mollezza degli avversari politici che di volta in volta diventano amici di Hamas, poi di Maduro, poi di Putin e via così. Ci sarebbe da scommettere che gran parte dei bastonatori non sappiano nemmeno indicare l’Iran su una cartina geografica con il dito. Ma per loro non è importante: ciò che conta è avere imparato in fretta il posizionamento strumentale su ogni questione internazionale per accendere lo scontro. Questa mattina a Palazzo Madama la commissione Esteri voterà una mozione contro il regime iraniano per censurare il governo degli ayatollah, esprimere massima solidarietà al popolo in lotta e chiedere al governo e all’Unione europea di attivare iniziative per fermare i massacri. Sapete chi la voterà? Tutti. E questo è tutto quello che c’è da dire sulla melma e sulla propaganda.
E poi arriva lui, l’ineffabile capogruppo di Fratelli d’Italia, Galeazzo Bignami, e ci regala una perla inarrivabile anche per i suoi standard. Qualcuno di buon cuore spieghi al pover’uomo che Teheran è a 1100 metri sul livello del mare e a centinaia di chilometri dal più vicino sbocco sul mare. Il famoso porto di Teheran. Dio mio, questo è il capogruppo del primo partito di governo. Pensate gli altri. 

 Lorenzo Tosa.

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