martedì 30 giugno 2026
... c'ero anch'io!! ...
C’ero anch’io, in quei giorni. Da Sindaca, durante il Covid, ho dovuto fare delle scelte e firmare delle ordinanze. Quindi so bene cosa significava decidere allora: nel buio più totale, contro qualcosa che nessuno al mondo conosceva ancora, con milioni di vite sulle spalle e nessuno che ti dicesse come si fa.
Per questo abbiamo il dovere di indignarci e alzare la voce e denunciare lo squallido sciacallaggio costruito dalla destra contro il Movimento 5 Stelle e il Presidente Conte.
Da settimane i giornaloni della famiglia Angelucci - sì, quell’Angelucci che si è fatto eleggere con la Lega e che in Parlamento non si presenta mai - agiscono come un megafono della propaganda della destra, rilanciando quasi a penne unificate la stessa narrazione. Lo dipingono come un fuggitivo, riciclano accuse già smentite, parlano di mascherine e ventilatori evocando presunte tangenti.
Non è informazione: è un processo mediatico costruito per riscrivere la storia della pandemia e trasformare chi ha governato l’emergenza in un capro espiatorio.
Eppure lo sappiamo tutti: quelle accuse, nei procedimenti giudiziari, non hanno trovato conferma e si sono via via sgonfiate fino alle archiviazioni. Ma questo ai giornali di Angelucci e alla destra non interessa.
Lo dimostra anche il tentativo della maggioranza, nella Commissione d’inchiesta sul Covid, di escludere dall’analisi proprio le Regioni, che hanno competenza sulla sanità. E guarda a caso le più colpite sono ed erano governate dalla destra. Se davvero cercassero la verità, partirebbero da lì. Invece cercano un bersaglio politico.
La verità è che la destra preferisce processare il passato perché è allo sbando e non sa difendere il proprio presente. Mentre il Governo Meloni colleziona fallimenti su sanità, salari, industria e costo della vita, prova a spostare l’attenzione costruendo un nemico.
Conte ha retto l'Italia nel momento più buio del Dopoguerra e non si è mai nascosto: ha chiarito davanti ai magistrati, ha risposto pubblicamente decine di volte, si è sempre detto disponibile a essere ascoltato.
È facile fare processi a tavolino, anni dopo, con giornali amici a fare da cassa di risonanza. Molto più difficile è assumersi la responsabilità di decidere quando ogni scelta può significare salvare vite umane e quando gli altri - da Meloni a Salvini - sbraitano tutto e il contrario di tutto per raccattare qualche consenso.
A chi continua a gettare fango sul M5S, rispondiamo con i fatti, con la verità e con la piena vicinanza al nostro Presidente, Giuseppe Conte. Non un passo indietro.
Chiara Appendino.
... lettera aperta ...
Da settimane Fratelli d’Italia cerca di costruire una narrazione falsa sul mio conto, arrivando persino a sostenere che mi sottragga alla Commissione Covid.
La verità è esattamente l’opposto. Da quasi due anni chiedo di essere ascoltato e continuo a non ricevere risposta. Per questo oggi ho scritto ai Presidenti delle Camere e pubblico questa lettera, affinché tutti possano conoscere i fatti.
***
Signori Presidenti del Senato e della Camera dei Deputati,
mi rivolgo a Voi, quali massimi garanti del rispetto dei Regolamenti parlamentari e della correttezza delle procedure, per segnalare che sono ormai quasi due anni da quando, nell’ottobre 2024, ho scritto al presidente della Commissione parlamentare di cui all’oggetto, Marco Lisei, per informarlo della mia disponibilità a essere audito in Commissione nelle forme e nei modi ritenuti congrui.
Aggiungo che questa mia disponibilità l’ho riconfermata intervenendo spontaneamente nel corso della quinta seduta della Commissione, tenutasi il 15 ottobre 2024.
A questa mia lettera non c’è stata nessuna risposta formale da parte del presidente Lisei, il quale si è solo limitato, nel corso della medesima seduta della Commissione, a valutare genericamente questa possibilità.
Da allora non ho mai revocato questa mia disponibilità, alla quale, tuttavia, il presidente Lisei non ha inteso dare alcun seguito concreto.
Eppure sono settimane che i suoi colleghi di Fratelli d’Italia che siedono in Commissione, unitamente ai giornali del deputato Angelucci, tentano di screditarmi in tutti i modi, sostenendo anche l’idea che io abbia qualcosa da nascondere e che per questo stia cercando di sottrarmi al confronto in Commissione.
Si è così prodotto un paradosso, mio malgrado. Sulle varie questioni su cui vengo attaccato e infamato dai Commissari di Fratelli d’Italia e dai giornalisti a loro vicini ho fornito ampie delucidazioni a mezzo stampa e tv, in molteplici occasioni. Ma non mi è consentito riprodurre queste precisazioni anche in Commissione Covid, considerato che il presidente Lisei preferisce attaccarmi pubblicamente, anche a mezzo video, piuttosto che acconsentire alla mia richiesta formale.
Sono pertanto costretto a rimettermi ai Vostri poteri, anche solo di moral suasion, per chiederVi di intercedere con il presidente della Commissione affinché possa essere audito al più presto, concordando la prima data utile.
Questa mia richiesta - mi par di capire - costituisce un “precedente” che non ha riscontri nella prassi parlamentare, tanto che agenzie di stampa, nei giorni scorsi, hanno riferito (riportando “fonti delle Presidenze delle Camere”) di una qualche incertezza per quel che riguarda l’an e il modus procedendi riguardanti la mia audizione.
Tali fonti ipotizzavano la necessità di interrogare le Giunte per il regolamento, al fine di superare eventuali perplessità e di definire le modalità di questo passaggio.
Ora, però, siccome tengo in massima considerazione la tutela delle Istituzioni e la piena correttezza delle procedure parlamentari, vorrei evitare che gli attacchi strumentali di Fratelli d’Italia nei miei confronti possano arrivare a coinvolgere anche le Giunte del Regolamento, che, peraltro, mi risultano a tutt’oggi non ancora convocate.
E allora provo a semplificare il passaggio procedurale, dichiarando con la presente che, non appena conosciute le modalità con cui avverrà la mia libera audizione e una volta concordata la data in cui mi sarà consentito presentarmi, farò pervenire, immediatamente prima dell’audizione, le mie dimissioni da Componente della Commissione.
Mi rivolgo, tuttavia, al Presidente della mia Camera di appartenenza, Lorenzo Fontana, al quale spetta il compito di assicurare che ciascun Deputato sia posto nella condizione di poter esercitare i propri diritti e di osservare i propri doveri: non intendo affatto rinunciare, una volta completata l’audizione, al mio ruolo di Componente della Commissione, per cui chiedo a Lui di farsi garante sin d’ora affinché non siano frapposti ostacoli al mio tempestivo reinsediamento in Commissione.
Un’ultima considerazione.
Come a Voi noto, i Capigruppo delle opposizioni Vi hanno scritto ben due lettere, con le quali hanno denunciato la faziosa e illegittima conduzione dei lavori della Commissione ad opera del presidente Lisei, il quale, da ultimo, ha violato ogni regola, costituzionale e parlamentare, a garanzia dei procedimenti, consentendo a consulenti della Commissione, indicati peraltro da lui e dalla sua parte politica, di procedere ad acquisire prove testimoniali in totale segretezza, in un Commissariato di polizia, senza che i rappresentanti dell’opposizione fossero informati e potessero presenziare agli interrogatori.
Questo è stato l’ennesimo strappo procedurale, che ha fatto traboccare un vaso già colmo di violazioni e scorrettezze, e che ha spinto i Capigruppo delle opposizioni a invocare congiuntamente, con le due lettere sopra richiamate, le dimissioni del presidente Lisei.
Mi preme precisare che con la presente lettera, con la quale chiedo di essere audito, non viene affatto meno questa richiesta di dimissioni del presidente Lisei.
Confido, infatti, che la mia libera audizione si possa tenere davanti a un Presidente di Commissione imparziale e rispettoso delle regole.
Pur tuttavia, se questo non dovesse avvenire, non posso rimanere oltre ostaggio di una campagna denigratoria che, prima ancora che indirizzata a colpire la mia persona e il mio operato, svilisce le Istituzioni parlamentari piegandole agli interessi di parte di coloro che, già durante l’emergenza pandemica, in una fase storica così tragica e senza precedenti per la vita del Paese, hanno dimostrato di avere a cuore la più becera e sterile propaganda piuttosto che l’interesse degli Italiani.
Cordiali saluti,
Giuseppe Conte
... carceri strapiene!!! ...
𝐌𝐞𝐭𝐭𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐢𝐧 𝐜𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐢 𝐦𝐚𝐥𝐚𝐭𝐢 𝐞 𝐥𝐚𝐬𝐜𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐢 𝐢 𝐧𝐚𝐫𝐜𝐨𝐬. 𝐄 𝐥𝐚 𝐜𝐡𝐢𝐚𝐦𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐬𝐢𝐜𝐮𝐫𝐞𝐳𝐳𝐚
Il #buongiorno di Giulio Cavalli
Calano i reati, si riempiono le carceri. Nel primo semestre del 2025 le denunce sono scese del 4,8%, eppure al 31 dicembre dietro le sbarre c'erano 63.499 persone, quasi duemila più dell'anno prima, su 46.124 posti reali. A crescere, evidentemente, è la voglia di punire.
Punrie chi? Il XVII Libro Bianco sulle droghe, curato da Forum Droghe, Antigone e Cgil, lo certifica: oltre un terzo dei detenuti, il 33,9%, è dentro per la legge sugli stupefacenti. La media europea è del 18%, quella mondiale del 22%. Più di un ingresso su quattro passa dall'articolo 73, che colpisce il piccolo spaccio e il consumo, non i narcotrafficanti. Quelli, del resto, continuano a lucrare indisturbati. E un detenuto su tre, il 32,7%, è una persona tossicodipendente: un malato che mettiamo in cella invece che in cura.
Il governo Meloni ha pestato sull'acceleratore. Il decreto Caivano, nato contro il disagio minorile, ha alzato da 4 a 5 anni la pena massima per i fatti di lieve entità: così è tornata possibile la galera prima del processo per chi ne restava fuori, tanto che la Corte costituzionale ha dovuto rimettere una pezza. E Alfredo Mantovano propone comunità chiuse, carceri private travestite da cura.
Funziona, questa guerra alla droga? Il Portogallo, che dal 2001 ha tolto il consumo dal codice penale, ha visto i detenuti per droga crollare sotto la media europea e le morti per overdose tra le più basse del continente. Lì la polizia dà la caccia ai trafficanti, non ai ragazzi con una canna.
Qui invece si riempiono le celle di chi avrebbe bisogno di un medico. E la chiamiamo sicurezza.
lunedì 29 giugno 2026
... Clima Elettorale!! ...
Il caldo ha dato alla testa a qualcuno. Va bene che ormai Fratelli d'Italia, i giornali del deputato della Lega Angelucci e le tv controllate dal Governo sono entrati in clima elettorale e hanno individuato in me il nemico pubblico numero uno, insieme al M5S e ai nostri Scarpinato e De Raho - che hanno combattuto per tutta la vita in prima linea mafie e clan. Ma quando addirittura l'ex ministra di Fratelli d'Italia Daniela Santanchè, mandata a casa da 15 milioni di voti al referendum, dopo 3 anni incollata alla poltrona ministeriale nonostante l’inchiesta per truffa Covid, si permette di dire che io starei evitando di dare spiegazioni sul Covid viene da ridere.
Io sulla gestione Covid, la crisi più dura e imprevedibile dal Dopoguerra, sono andato a fornire tutte le spiegazioni nei tribunali ricavandone una completa archiviazione, ho dato tutte le risposte di fronte all'opinione pubblica in decine e decine di interviste, ho comunicato subito la mia disponibilità anche ad essere audito nella Commissione Covid diventata un tribunale politico di FdI contro il sottoscritto senza ricevere risposte. Per Santanchè il silenzio sarebbe d'oro vista la situazione. Se proprio vuole occuparsi di gestione Covid vada in Tribunale a farsi giudicare anziché farsi scudare dai suoi Fratelli e dalla maggioranza in Senato, nell’attesa che scatti la prescrizione. Ma un po’ di ritegno, proprio no? Per lei e per un partito che è stato costretto a far dimettere un sottosegretario alla Giustizia entrato in società con i familiari di un prestanome del clan Senese, e che è sommerso nei territori da casi di corruzione e peculato?
Se pensate di farci paura col vostro potere mediatico e la vostra strafottente arroganza vuol dire che non ci conoscete affatto.
Giuseppe Conte.
... uno sfogo!!! ...
SONO STUFA!
DAVVETO STUFA DA TUTTO
STO PUTRIDUME .RAZZISTA
FASCISTA CHE CI
CIRCONDA.....
PERCHE CREDO CHE TUTTE LE PERSONE SIANO UGUALI, NON IMPORTA DOVE SIANO NATE, CHE COLORE ABBIANO O QUALE DIO PREGHINO
. SONO STUFA DI PERSONE CHE SI RIEMPIONO LA BOCCA DI CRISTI E DI MADONNE E POI NON CONOSCONO LA MISERICORDIA ... NON HANNO CAPITO CHE IL GRANDE MESSAGGIO EVANGELICO è “AMATEVI GLI UN. GLI ALTRI.”
MI ANGOSCIA E MI FA SCHIFO VEDERE IL MIO PAESE PIENO DI ODIATORI, RAZZISTI, COMPLOTTISTI FASCISTI: SEMINARE ODIO E CONTRAPPOSIZIONE TRA GRUPPI SERVE SOLO AD AUMENTARE IL TASSO DI ODIO E QUINDI È IL PROBLEMA.
VI HANNO CONVINTI CHE LA COLPA È DEI DEBOLI, DEI POVERI, DEI DIVERSI, DI CHIUNQUE MA NON VOSTRA: VOI NON POTETE FAR NULLA: NON VOLONTARIATO, NON ACCOGLIENZA, NEMMENO UN SORRISO AL VOSTRO VICINO DI CASA: SOLO SPUTARE ODIO SU UNA TASTIERA...
MA RASSEGNATEVI A ME NON POTETE REIMMIGRARMI PERCHÉ SONO ITALIANA, FIGLIA DI ITALIANI, NIPOTE DI ITALIANI, A MENO CHE NON VOGLIATE ARRIVARE PIÙ O MENO AL SECONDO SECOLO DOPO CRISTO NEL QUAL CASO PROBABILMENTE DOVREI ANDARE IN NORVEGIA O IN AFRICA..TANTO PARTIAMO TUTTI DI LI,.. MA NON SO QUANTI “ITALIANI ” RIMARREBBERO QUI.
E NON INVITATEMI AD EMIGRARE PERCHÉ RESTERÒ QUI, NEL PAESE CHE AMO E CHE È MIO TANTO QUANTO VOSTRO E LOTTERÒ CON TUTTE LE MIE FORZE PERCHÉ SIANO I MIEI VALORI E NON I VOSTRI A PREVALERE.
Ps: a quelli che mettono le faccine che ridono vorrei dire due cose: meglio far ridere che far piangere come voi e se la vostra capacità dialettica SI limita ad un emoticon andrete POCO LONTANO....
Buona giornata !!!!
Silvana Carreggioli.
... tre minuti e niente!!! ...
𝐓𝐫𝐞 𝐦𝐢𝐧𝐮𝐭𝐢 𝐝'𝐚𝐜𝐪𝐮𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐜𝐡𝐢 𝐠𝐢𝐨𝐜𝐚, 𝐯𝐞𝐧𝐭'𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐧𝐢𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐜𝐡𝐢 𝐬𝐮𝐝𝐚 𝐝𝐚𝐯𝐯𝐞𝐫𝐨
Il #buongiorno di
Giulio Cavalli
Tre minuti. Tanto dura la pausa che la Fifa ha reso obbligatoria a ogni partita dei Mondiali 2026, al 22′ e al 67′ di ogni gara, in ogni stadio degli Stati Uniti, anche col tetto chiuso e poco caldo. I calciatori bevono, si bagnano la nuca, ripartono. Una civiltà.
Poi esci e trovi chi quegli stadi li ha costruiti, e a lui la stessa cortesia nessuno la concede. La Confederazione europea dei sindacati (Ces) lo ha detto con una domanda che è già un'accusa: se possono fermarsi i calciatori, perché non l'edile, il bracciante, l'autista? Alla Commissione europea chiede una direttiva vincolante sulle temperature massime al lavoro, dentro il Quality Jobs Act: pause pagate, acqua, ombra, bagni. Il minimo.
I numeri li mette la Ces, e sono osceni. Dal 2000 i morti per caldo sul lavoro nell'Unione europea sono cresciuti del 42%, la crescita più rapida del mondo, dato Ilo. Gli esposti al caldo mentre lavorano sono aumentati del 60% in vent'anni. Il 47% ha patito il caldo in servizio, solo il 15% ha visto una protezione. Sopra i 30°C gli infortuni salgono del 5-7%, oltre i 38°C fino al 15%.
E l'Italia? Nessuna legge nazionale. Diciotto ordinanze regionali che fermano campi e cantieri dalle 12.30 alle 16, solo nei giorni rossi e in certi settori, da chiedere da capo ogni estate. Il governo, da parte sua, riapre la cassa in deroga e fa sapere che picchi di mortalità non se ne vedono: come se la prova del caldo fosse il cadavere e non la prevenzione.
Quei tre minuti per un calciatore sono diventati legge in un mese.
Per chi lo stadio lo tira su a quaranta gradi, la legge non arriva da vent'anni.
... il DEMENTE!!! ...
QUESTO NON È UN UOMO. MA UN.MALATO MEGALOMANE PSICOPATICO NARCISISTA SOFFRE DI DELIRIO DI ONNIPOTENZA
ECCO QUA LE SUE PAROLE
DA SCHIZOFRENIA ACUTA
HA DETTO CHE IN VENEZUELA "AL DI LÀ DEL TERREMOTO, LA GENTE È FELICE E BALLA PER STRADA"
PECCATO CHE, PROPRIO A CAUSA DEL TERREMOTO, IN VENEZUELA OGGI SI CONTINO QUASI 1500 VITTIME e 70 MILA DISPERSI. PER ORA.
Le zone più colpite sono state La Guaira e Catia la Mar, con edifici rasi al suolo e montagne di macerie dove si cerca disperatamente di trovare persone sepolte vive. L'aeroporto internazionale di Maiquetía è stato chiuso per gravi danni alle infrastrutture.
Le Nazioni Unite stimano danni per 6,7 miliardi di dollari, pari al 6% del PIL del paese.
E già prima del terremoto, quasi otto milioni di persone in Venezuela avevano bisogno di aiuti umanitari, con un'inflazione annua che supera il 600%.
Un tassista di Caracas ha risposto a Trump così: "Non ci sono stati miglioramenti economici nel paese. Anche se sono arrivati più soldi dalle entrate petrolifere, non sono arrivati a noi".
E un coordinatore sindacale ha dichiarato: "Qui in Venezuela nessuno è felice, qualcuno lo dica a Trump".
QUELLA CHE IL DEMENTE TRUMP CHIAMA "GENTE PER STRADA" IN REALTÀ SONO SOLO PERSONE CHE CERCANO I LORO MORTI TRA LE MACERIE.
NON È PROPAGANDA. È SOLO VERGOGNOSO...
E QUANDO CREPERA' SARA' SEMPRE TARDI.
Silvana Correggioli.
domenica 28 giugno 2026
... NO Melonellum!!! ...
In meno di due giorni oltre 12.000 persone hanno già firmato l’appello #NoMelonellum grazie al passaparola, grazie a voi.
Il Melonellum trasforma la politica in un gioco per pochi, pochissimi. Presenta agli elettori delle liste bloccate confezionate dai capi-partito senza più nessuna connessione col territorio e umilia il Parlamento trasformandolo nel passacarte dell’esecutivo.
L’Italia si trasforma da democrazia parlamentare a presidenziale senza neppure i contrappesi di una riforma costituzionale.
Vogliamo una legge elettorale che dia più potere ai cittadini di scegliere, che crei un legame tra eletto e territorio e che torni a rendere centrale e vivo il Parlamento.
Perché solo così può tornare la fiducia verso la politica e si può ridurre l’astensionismo dilagante.
Ecco perché ci appelliamo al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Firma e fai firmare quante più persone possibile, abbiamo pochissimi giorni per far sentire la tua voce.
✍️Link in bio e nelle storie
+ Europa.
... Tototruffa 2026!! ...
🎭 Ci prendono per il Decio Cavallo a cui Totò vendeva la Fontana di Trevi in "Tototruffa '62". E, incredibilmente, c'è sempre qualcuno disposto a cascarci!
🥵 Da decenni l'estrema destra ricicla le stesse balle sull'immigrazione: prima Bossi, poi Salvini, poi Meloni, oggi Vannacci. Cambiano gli slogan, sempre più estremisti e nazistoidi, ma la truffa è sempre la stessa. E dopo anni di governo, una domanda è inevitabile: se erano davvero intenzionati a fare quello che promettevano, perché non l'hanno fatto?
‼️La risposta è semplice: perché non gli conviene. Hanno bisogno che i migranti continuino ad arrivare - perché le loro politiche economiche hanno distrutto la demografia del paese e ci vorrebbero decenni per riparare ai danni -, ma li vogliono ricattabili, con meno diritti e sempre sotto minaccia di cadere nell'illegalità, così da alimentare sfruttamento, abbassare le tutele per tutti e trasformare paura e tensioni sociali in voti.
🧨Nel frattempo raccontano la favola che basti fare più figli, mentre lasciano salari da fame, lavoro precario e un costo della vita che rende impossibile per i giovani progettare un futuro e per gli anziani vivere serenamente.
💥 Il loro obiettivo non è fermare l'immigrazione: è dividere chi sta in basso, mentre chi sta in alto continua a guadagnarci.
✊ L'unica risposta è l'esatto contrario: più diritti, più tutele e più dignità per tutti. Perché quando distruggono i diritti di qualcuno, stanno preparando il terreno per togliere anche i tuoi.
#immigrazione #vannacci #bastabugie #antifascismo
Fronte Popolare.
... esempio di coerenza?? ...
Sono per le unioni civili, per l'integrazione e l'accoglienza agli immigrati. E quindi piaccio a sinistra.
Tifo per la causa palestinese e per l'autodeterminazione di quel popolo. E quindi continuo a piacere alla sinistra.
Ma non rifiuto il libero mercato, sono per la competitività delle imprese private e quindi piaccio improvvisamente anche ai centristi-liberali.
Mi oppongo all'ideologia "woke" e soprattutto detesto l'eccesso di politicamente corretto. Mi fa schifo la "cancel culture". E quindi piaccio anche a destra.
Sono per la medicina basata sulle evidenze, detesto i novax, i fricchettoni, quelli che parlano di Big Pharma e quindi continuo a piacere ai moderati. E i complottisti mi odiano.
Poi mi ritengo un "atlantista critico", detesto le politiche Usa e sono profondamente severo su quello che fa la Nato. E ritorno a piacere a sinistra.
Però sono fortemente europeista, da sempre: e quindi confondo la stessa sinistra che, prima, mi applaudiva.
Difendo Michele Mari? E quindi piaccio a destra.
Poi attacco Erri De Luca? E piaccio agli scrittori di sinistra.
Insomma, si può dire definitivamente che non appartengo a nessuno e a niente?
E sono uno dei pochi esemplari viventi a capire bene i problemi specifici e sapere adottare soluzioni trasversali?
Cito di nuovo Gaber:
"Sono diverso e certamente solo, sono diverso perché non sopporto il buon senso comune, ma neanche la retorica del pazzo. Non ho nessuna voglia di assurde compressioni, ma nemmeno di liberarmi a cazzo."
Votatemi.
Carlo Righetti.
sabato 27 giugno 2026
... VERGOGNA!!! ...
Questo è il livello assoluto di “Libero”, che ha pensato bene di sbattere in prima pagina la sindaca di Genova Silvia Salis in costume sulla spiaggia a Forte dei Marmi in un momento di relax, con un titolo che è sessismo in essenza.
“La Salis bollente”.
Evidentemente non gli è bastata la sentenza della Cassazione che condannò lo stesso “Libero” per diffamazione per il vergognoso titolo del 2017 sull’allora sindaca di Roma Virginia Raggi: “Pat*** bollente”.
Non hanno argomenti, non hanno critiche costruttive, e allora sono costretti a ravanare nel volgare, nella misoginia greve, hanno bisogno di stuzzicare le viscere di un pubblico del loro livello.
Siamo orgogliosi di essere politicamente, culturalmente, geneticamente diversi da questa schif*** qui sotto.
E tutta la mia, e sono sicuro la vostra, solidarietà piena e totale va alla sindaca di Genova Silvia Salis.
Sta facendo un lavoro straordinario nella mia città, e questo proprio non glielo perdonano.
Hanno provato a umiliarla, ma hanno finito per umiliarsi da soli. Come sempre.
Vada fino in fondo, sindaca!
Lorenzo Tosa.
... un TG 1 fasullo!!! ...
𝐈𝐥 𝐓𝐠 𝐝𝐞𝐢 𝐟𝐚𝐭𝐭𝐢, 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐯𝐚 𝐢𝐧 𝐨𝐧𝐝𝐚
Il #buongiorno di Giulio Cavalli
Immaginate il telegiornale che stasera non vi faranno vedere. Apre con l'Onu: a Gaza è genocidio, almeno 20.179 bambini palestinesi uccisi, presi di mira di proposito. Il governo italiano, che ancora non riconosce lo Stato di Palestina, fa rispondere il ministro Antonio Tajani: «Vediamo le cose che usciranno e poi valuteremo». Le cose, intanto, sono già uscite.
Poi la scaletta corre. L'Istat conta 5,7 milioni di poveri assoluti, 1,28 milioni sono minori, mai così tanti in dieci anni. I salari reali sono fermi ai primi anni Novanta, e l'Ocse ci consegna il calo peggiore tra le grandi economie. Nel 2025 i morti sul lavoro superano i mille, e la ministra Marina Calderone parla di «segnali incoraggianti».
Si cambia argomento. La manovra Meloni porta la spesa militare a 33,9 miliardi, record storico, 13,1 solo in armi nuove: per i poveri i soldi mancano, per i caccia mai. I centri in Albania, venduti come modello, costano oltre 153mila euro a posto letto, e il carcere da 20 posti non l'ha aperto nessuno: soldi nostri, scenografia loro. Ultima prima dello sport: Reporters Sans Frontières ci mette 56esimi per libertà di stampa, con la «legge bavaglio» in dotazione.
Questo telegiornale non andrà in onda. Al suo posto, un delitto di provincia in apertura, l'allarme cinghiali, l'influencer con la borsa nuova. È comodo chiamarla distrazione, del resto distrae da chi ci governa. La propaganda regge per quello che tace, non per quello che dice. È l'unico telegiornale che il governo può ancora permettersi, e ce lo manda in onda ogni sera.
... il deus ex machina!! ...
Io mi ripeto, e risulterò anche antipatico, per carità: ma io me la prendo con chi continua a non aprire gli occhi, più che con loro.
Grazie a questo governo, grazie alla destra, grazie a Meloni, Salvini e compagnia cantante, 250mila lavoratori della sanità privata non avranno adeguamento salariale all’inflazione, in caso di scadenza del contratto nazionale.
È un regalo al signore qui in foto: parlamentare Lega, assenteista record, e proprietario di mezza sanità privata di Roma e non solo. È Antonio Angelucci, la prova vivente che la destra è esattamente, precisamente, indiscutibilmente l’avanguardia e il presidio dei ricchi. In Parlamento da quattro legislature, oggi ha meno dell’1% di presenze. Non sta lì per sfizio: controlla che tutto vada bene, anche se da remoto.
E in quattro anni le cose gli stanno andando bene, va detto. Paga molto quel controllo serrato.
Paga sulla pelle di gente che fa le notti, che lavora come un mulo, che ha figli e figlie e guadagna una miseria.
La destra che vaneggia di patriottismo e giustizia, quella gente l'ha guardata in faccia, ben 250mila persone, e ha detto loro non valete nulla. Valete meno, molto meno, di questa persona qui.
Questo è solo l’ultimo regalo ai lavoratori. Sono mesi che assistiamo ad atti di pirateria, incursioni e assalti alla diligenza (e che diligenza….i soldi rubati da imprenditori a lavoratori: volevano condonare il malloppo) contro chi non solo lavora, ma spesso lo fa già in condizione miserevoli.
E ancora una volta, io lo ripeto: non è colpa loro. Loro fanno quello che hanno sempre fatto: proteggere i ricchi. Il punto è chi si ostina a non volerlo vedere.
Leonardo Cecchi.
... ANTIFASCISMO!!! ...
⚠️ L'Italia sta andando in una brutta direzione, una che già conosciamo. Con la menzogna e la manipolazione, le Meloni, i Salvini, i Vannacci ci stanno spingendo in un baratro fatto di salari da fame, sfruttamento, repressione, pericoli di guerra.
💰🇺🇲 Loro lavorano per potenze straniere e per i ricchi di casa nostra. Fanno tutto quanto in loro potere per creare emergenze nei nostri quartieri, per allargare sacche di disagio economico e marginalità, e poi ci aizzano gli uni contro gli altri. Rovinano le nostre vite e cercano di spingerci contro chi sta peggio ed è più fragile di noi.
❌️ Se crediamo alle loro bugie, se cadiamo nella trappola del loro odio, il risultato sarà un disastro da cui l'Italia non si rialzerà. Già lo vediamo: ogni anno quasi 200.000 italiani migrano all'estero, ogni anno i morti sono il doppio dei nuovi nati e il collasso demografico è una realtà che servirebbero decenni per invertire, intere regioni sono economicamente in cancrena, i nostri quartieri sono abbandonati al degrado.
Abbiamo bisogno di un'alternativa politica vera e di una nuova Resistenza. Costruirle tocca a tutte e tutti noi.
#antifascismo #noracism #nowar
Fronte Popolare.
venerdì 26 giugno 2026
MALEDIZIONE!!!
Maledetto tu dio ed il tuo compare Satana che ancora una volta mi avete colpito, questa volta con una truffa on line con un disgraziato strumento subumano dal nome fasullo Maurizio Tognazzi!
Io non ho idea di dove vogliate arrivare ma Satana sarà felice perché avrà un anima in più d’ora in poi!! MALEDETTI ENTRAMBI!!!
giovedì 25 giugno 2026
... Barbarie!! ...
Tutto è passato in fretta, troppo in fretta: questa è una giornata nera per la storia della nostra nazione.
Al Senato, la maggioranza di centrodestra ha consumato un vero e proprio blitz, dando il via libera al disegno di legge sulla caccia del Ministro Lollobrigida -Meloni.
Ci troviamo davanti a un provvedimento scellerato e intollerabile, la più violenta offensiva mai sferrata contro la fauna.
Hanno scientemente scelto di piegarsi ai diktat delle lobby delle armi e dei cacciatori, calpestando la volontà della stragrande maggioranza dei cittadini, che da anni chiede l'abolizione dell'attività venatoria e non il suo selvaggio ampliamento.
Questa decisione condanna a morte milioni di animali innocenti e trasforma il nostro territorio in un far west.
La sicurezza pubblica viene sacrificata: le doppiette potranno sparare persino a ridosso dei centri urbani, nel demanio forestale e con la nuova possibilità di oblazione per il reato di caccia nei parchi naturali e nelle oasi di protezione.. Si aggiunge la mobilità esasperata ingigantendo gli ATC, l'aumento del numero di richiami vivi utilizzabili giornalmente, l' impiego di visori notturni, la cancellazione del tetto massimo per concedere appostamenti fissi, e togliendo l'opzione obbligatoria del tipo di caccia sventrando l'articolo 9 della Costituzione che impone la tutela dell'ambiente e della biodiversità.
MA NOI NON CI ARRENDIAMO!
Adesso la battaglia si sposta alla Camera, l'ultimo argine rimasto per bloccare questa barbarie.
Ogni singolo deputato ha il dovere morale di metterci la faccia, difendere la fauna selvatica e votare contro. Fermiamo questa follia, proteggiamo l'Italia dalle armi!
#LAC
www.abolizionecaccia.it
#DDL1552
#NoDdlCaccia
#faunaselvatica
@tutti @followers
... un po' di ironia!! ...
Sentite, sono anni che i talk-show, i dotti opinionisti e una certa politica complice mi martellano la testa con questa storia che la Russia ci vuole invadere. Tutti uniti nel sacro dovere di spaventarci, magari per giustificare il miliardesimo stanziamento a favore dei soliti, famelici mercanti d'armi.
E io giuro che ci ho provato a farmela salire, questa benedetta paura. Mi sono sforzato con tutto me stesso per fare la mia parte di bravo cittadino terrorizzato. Ho passato intere serate a sbirciare da dietro le persiane aspettando i carri armati in Via del Corso, ho persino iniziato a fare scorte di vodka e a ripassare il cirillico la sera prima di dormire, non si sa mai. Per un periodo, ogni volta che sentivo un rumore sospetto in cantina, pensavo: "Ecco, ci siamo, è l’avanguardia di Mosca che sbuca dalle fogne".
Ma soprattutto, mi sono sforzato di capire quale incredibile colpo di genio strategico spingerebbe Putin a dichiarare guerra all'Europa. Ci penso e ci ripenso, ma il vantaggio mi sfugge. Cosa vorrà mai fare? Conquistare il Molise per controllare i pascoli? O forse il suo sogno segreto è invadere Bruxelles per prendersi il monopolio delle quote latte e dei divieti sui formaggi tipici? Immagino già lo stato maggiore russo che mappa palmo a palmo i caselli della Salerno-Reggio Calabria per bloccare i nostri vitali rifornimenti di mozzarelle. Un piano perfetto, non c'è che dire.
Niente. Non ci riesco. Non mi hanno convinto.
Ora, per favore, risparmiatemi il solito riflesso condizionato: non datemi del putiniano, perché non lo sono affatto.
Il punto è un altro. È che se si prova a guardare la cosa senza il copione della propaganda sotto il naso, al di là dei torti e delle ragioni - che ci sono sempre, ci mancherebbe - la sensazione è un'altra. La sensazione è che questo sia, molto banalmente e tragicamente, un gigantesco regolamento di conti privato tra stati. Una faccenda squisitamente loro, tra Russia e Ucraina.
Ma la nostra politica, si sa, ha questo disperato bisogno di trascinarci nel fango di un'apocalisse globale. Altrimenti, per far girare l'economia dei signori della guerra, quale altra scusa potrebbero mai inventarsi?
Mauro David.
... schiena dritta, o no? ...
𝐋𝐚 𝐬𝐜𝐡𝐢𝐞𝐧𝐚 𝐝𝐫𝐢𝐭𝐭𝐚 𝐝𝐢 𝐦𝐚𝐫𝐳𝐨, 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐚𝐭𝐚 𝐚 𝐠𝐢𝐮𝐠𝐧𝐨, 𝐟𝐚 𝐜𝐢𝐧𝐪𝐮𝐞𝐜𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐜𝐨𝐥𝐥𝐢
Il #buongiorno di Giulio Cavalli
«500 aerei statunitensi sono decollati dalle basi americane in Italia per supportare l'operazione.» Lo ha detto Mark Rutte, segretario generale della Nato, a Fox News il 24 giugno. Un numero "enorme", parola sua, dentro le 4-5mila missioni partite da tutta Europa per Epic Fury, la guerra americana contro l'Iran.
A fine marzo lo stesso governo aveva fatto del suo "no" un monumento. L'Italia negò la base di Sigonella a dei bombardieri statunitensi e la destra esultò: schiena dritta, sovranità, Guido Crosetto ribattezzato "Craxetto". Roberto Vannacci approvò, "ha fatto bene". Sara Kelany di Fratelli d'Italia rivendicò che l'Italia sa dire no quando è giusto dirlo.
E invece quel "no" era l'eccezione. I 500 sì erano la regola, e alle Camere nessuno li aveva raccontati.
Oggi il governo ha perso la sua epica. Il ministero della Difesa parla di "messaggio totalmente fallace", solo voli "tecnici e logistici". Antonio Tajani liquida tutto come "una tempesta in un bicchiere d'acqua". E a blindare la versione arriva Stefania Craxi, capogruppo di Forza Italia al Senato: dalle basi italiane "non è partito alcun attacco". La figlia dell'uomo della Sigonella vera, quella del 1985, a spiegarci che stavolta è tutto regolare.
Meloni tace, del resto ci aveva fatto sapere che la politica estera non è "Temptation Island". L'opposizione chiede che venga a riferire. Giuseppe Conte parla di "favolette del governo e dei suoi trombettieri"; il Pd la mette davanti a un bivio: o ha mentito lei al Parlamento, o mente il capo della Nato.
La schiena dritta di marzo, contata a giugno, fa cinquecento decolli.
mercoledì 24 giugno 2026
... Fuck All Them!! ...
🎬 Trama: un noto politico di estrema destra, passato dai pestaggi di gioventù alla poltrona di Sindaco di Roma grazie al pluripregiudicato Silvio Berlusconi, finisce in galera per traffico illecito d'influenze e abuso d'ufficio.
🤔 ⛓️ Il nostro protagonista, esponente dell'estremismo fascista più forcaiolo (contro poveracci, tossicodipendenti, migranti e marginali di ogni tipo, MAI contro politici corrotti, colletti bianchi, ricchi bancarottieri ed evasori o terroristi stragisti neri), scopre il segreto di Pulcinella del sovraffollamento e delle condizioni incivili in cui versano le carceri italiane (in buona parte grazie alle politiche dei governi da lui sostenuti) e, da perfetto opportunista politico, fiuta l'opportunità di rifarsi una verginità utile a rilanciarsi una volta uscito di prigione.
📕📣 Comincia così a farsi portavoce della battaglia contro il sovraffollamento delle carceri e le condanne facili alla detenzione (di cui lui e i suoi accoliti fascistoidi sono i principali responsabili politici e morali). L'occasione, naturalmente, è ghiotta per unirsi ancora una volta all'attacco contro la magistratura, perché si sa: la colpa delle condizioni vergognose delle nostre prigioni è solo di chi applica le leggi, NON di chi le fa!
🕊 Appena rilasciato, il nostro protagonista si precipita ad aderire al partituncolo razzista ed eversivo del generale Vannacci, che nel frattempo delira a reti unificate su deportazioni di massa, pene detentive per chiunque sgarri e non abbia conti in banca con cifre a parecchi zeri, negazione di diritti umani elementari a migranti, omosessuali e a qualunque genere di minoranza, ecc.
‼️ Ovviamente, nel frattempo il nostro protagonista ha ottenuto compassione e ascolto da parecchi "democratici" e "progressisti", talmente allo sbando a livello etico e politico, da avere a tutti i costi bisogno che certe cose le dicano "persino a destra" per non sentirsi in difetto.
ALEMANNO, MA VAFF.....
#alemanno #vannacci #carceri #giustizia
Fronte Popolare.
... oltre ogni limite!! ...
Nessun bambino nasce terrorista. Nessun bambino sceglie dove nascere, sotto quali bombe o sotto quale regime. Dire che i bambini uccisi a Gaza 'sono figli di terroristi' è un insulto alla morale, alla dignità umana e alla logica. Un bambino è una vittima, punto. Quando la retorica politica arriva a questo livello di cinismo, ha già perso ogni legittimità.
Giustificare o relativizzare la morte di innocenti non è politica, è disumanità. Quando la propaganda geopolitica diventa così cieca da cancellare l'empatia e la tutela dell'infanzia, significa che si è smarrita ogni bussola morale. La dignità umana non ha confini, bandiere o schieramenti. I bambini sono bambini, ovunque.
Quando il pensiero di un politico supera ogni limite di umanità, viene da chiedersi quali interessi si stiano davvero difendendo. Questo totale allineamento ideologico fa sorgere il forte sospetto che si preferisca tutelare l'agenda e l'influenza di potenti lobby internazionali come AIPAC ed ELNET, piuttosto che i valori fondamentali della dignità umana
... Bibi il terribile!! ...
Guerra a ogni costo. Benjamin Netanyahu non sta preparando Israele alla pace. Sta preparando Israele a combattere anche se gli Stati Uniti decidono di fermarsi. «Apprezzo molto il sostegno che abbiamo ricevuto dai nostri amici americani», ha detto davanti agli ufficiali della riserva a Gush Etzion. «Dobbiamo liberarci dalla dipendenza e costruire un nostro sistema autonomo di armamenti». Ha messo le cose in chiaro: faremo da soli. Non ci importano le conseguenze.
Il riferimento è l’Iran. «Non è ancora finita», ha detto Netanyahu. «Abbiamo colpito. Non è ancora finita». Per il premier israeliano la guerra resta aperta. La diplomazia americana può cercare un accordo con Teheran. Israele, però, vuole colpire ancora. Con o senza Trump.
Netanyahu ha bisogno della guerra. Ne ha bisogno il suo governo, appeso alla destra religiosa e nazionalista che considera ogni tregua una resa. Ne ha bisogno il premier, che da anni tiene insieme potere personale, sicurezza nazionale e nemico permanente. L’Iran serve a questo: spostare il centro della politica israeliana dalla crisi interna alla minaccia esterna.
«Voglio un Israele più forte e meglio armato dalla nostra forza», ha detto ancora Netanyahu. Il piano prevede circa 110 miliardi di dollari in dieci anni, per rafforzare l’industria bellica israeliana. Le aziende sono Elbit Systems, Rafael e Israel Aerospace Industries: munizioni, droni, missili, radar, sistemi antimissile.
Ma oggi Israele resta legato agli Stati Uniti. Washington garantisce 3,8 miliardi di dollari l’anno in aiuti militari. JD Vance ha ricordato che negli ultimi mesi «due terzi» delle armi difensive usate per proteggere Israele sono state prodotte negli Stati Uniti e pagate dai contribuenti americani.
𝑹𝒆𝒅𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆
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#diagonale #israel #iranwar #netanyahu
... sono mostri o no?? ...
𝐈𝐥 𝐦𝐨𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐢𝐳𝐢, 𝐢𝐥 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐧𝐞𝐫 𝐩𝐞𝐫 𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐟𝐟𝐚𝐫𝐢: 𝐥'𝐄𝐮𝐫𝐨𝐩𝐚 𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐚 𝐜𝐨𝐢 𝐭𝐚𝐥𝐞𝐛𝐚𝐧𝐢
Il #buongiorno di Giulio Cavalli
Martedì 23 giugno cinque uomini del regime talebano sono stati ricevuti a Bruxelles, lontano dalle sedi della Commissione europea, da funzionari di 15 Stati membri. Riunione "a livello tecnico", senza politici, presieduta dalla Commissione e dalla Svezia, col Belgio a firmare i visti. Sul tavolo una cosa sola: come deportare in Afghanistan gli afghani che gli Stati considerano scomodi.
Sono gli stessi talebani che l'Europa esibisce come il volto del male ogni volta che serve a spaventare l'elettorato. Gli stessi che a luglio 2025 la Corte penale internazionale ha incriminato per persecuzione di genere, coi mandati contro la guida suprema Haibatullah Akhundzada e il capo della Corte suprema Abdul Hakim Haqqani (nella foto WP). Quelli di un Paese dove alle donne è tolta la scuola, il lavoro, il parco, la voce, e che l'Onu chiama apartheid di genere. Stesso regime, due usi opposti. Il cattivo da sventolare in campagna elettorale e il partner con cui chiudere l'accordo a porte chiuse.
Il commissario Magnus Brunner difende: parlarci è una necessità, non un'opzione. La Fidh chiedeva di arrestarli, quei delegati, appena scesi dall'aereo. Intanto il Patto asilo e migrazione è in vigore dal 12 giugno, e dei 14.270 afghani con ordine di rimpatrio nei primi nove mesi del 2025 ne sono tornati 340, il 2 per cento (Eurostat). Il resto è la fila da svuotare.
Tutto questo mentre in Parlamento ci si accapiglia sui nomi nei citofoni delle case popolari, e qualcuno scopre indignato il razzismo dei seguaci di Vannacci. Il razzismo che fa rumore sta in Aula.
Il volto del male va benissimo per i comizi. Per gli affari, ci si siede allo stesso tavolo.
Auguri all'Europa dei valori.
martedì 23 giugno 2026
... GENOCIDIO!!! ...
La Commissione internazionale indipendente d’inchiesta delle Nazioni Unite ha dichiarato di aver trovato prove secondo cui bambini palestinesi sono stati deliberatamente presi di mira e uccisi dalle forze di sicurezza israeliane. Per gli investigatori ONU, si tratta di un elemento chiave del genocidio in corso a Gaza.
È una notizia gravissima.
E non arriva da una fonte qualsiasi: arriva da una Commissione indipendente delle Nazioni Unite.
Per mesi ci hanno chiesto prudenza. Ci hanno chiesto di non usare certe parole. Ci hanno detto che erano “danni collaterali”, “incidenti”, “tragiche conseguenze della guerra”.
Ma quando i bambini vengono deliberatamente presi di mira, quando un intero popolo viene bombardato, affamato, sfollato e privato di futuro, il nome è uno solo: genocidio.
E davanti a un genocidio non si resta neutrali: o si sta dalla parte delle vittime, o si diventa complici.
Carolina Morace.
... Giuseppe Conte ...
Bambini presi di mira e uccisi nel genocidio di Gaza.
Lo abbiamo detto e denunciato tante volte, ora questa realtà emerge anche dalle inchieste indipendenti in seno all’Onu.
Alla presidente Meloni, da italiano, chiedo:
volete continuare a chiacchierare di orgoglio nazionale con vaniloquenza o volete dimostrarlo con i fatti?
Vi decidete a promuovere sanzioni economiche e commerciali contro Netanyahu e i suoi sodali?
Vi decidete a strappare gli accordi militari con Israele e a togliere a Israele lo status di partner economico privilegiato?
Vi decidete a restituire il cappellino Maga a Trump e a rinunciare al ruolo di "osservatori" nel Board of Peace?
Vi decidete a riconoscere lo stato di Palestina?
... un po' di tregua! ...
Barcellona, 100.000 poesie dall'elicottero.
Ma perché da noi mai?
Forse perché qualcuno ululerebbe alla sporcizia senza capire che servirebbe eccome alla pulizia dell'anima.
Vabbe'.
Scusate l'intemerata poco adatta ai social.
Sarò vecchio, sarò pure un po' rincoglioni*o, ve lo concedo, ma conservo ancora gelosamente l'illusione di Vivere in un paese che ancora e nonostante tutto confida nel futuro senza rifugiarsi per frustrazione, ignoranza, apatia, abitudine o semplicemente paura, in fallimentari ricette del passato.
OK.
Torniamo all'odio.
Ricreazione finita.
Gustavo Ferretti.
... Starmer Kaputt!! ...
𝐒𝐭𝐚𝐫𝐦𝐞𝐫 𝐜𝐚𝐝𝐞 𝐢𝐧𝐬𝐞𝐠𝐮𝐞𝐧𝐝𝐨 𝐥𝐚 𝐝𝐞𝐬𝐭𝐫𝐚. 𝐄 𝐢𝐧 𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚 𝐜'𝐞̀ 𝐠𝐢𝐚̀ 𝐜𝐡𝐢 𝐥𝐨 𝐩𝐢𝐚𝐧𝐠𝐞
Il #buongiorno di Giulio Cavalli
Keir Starmer lascia Downing Street dopo nemmeno due anni, convinto di aver ereditato «un partito politicamente, finanziariamente e moralmente fallito». Quel partito l'aveva vinto lui, nel 2024, con la maggioranza più larga di una generazione. Si dimette il 22 giugno e si stupisce.
Si stupisce che imitare la destra da sinistra sia una pratica perdente. Aveva sistemato la bandiera, la sicurezza, i confini, e si vantava di stare «con orgoglio accanto alla nostra bandiera nazionale, non contro di essa». Solo che i conti li ha fatti YouGov: dopo le amministrative di maggio, dei suoi elettori del 2024 è rimasto fedele il 46%, il 22% è passato ai Verdi, il 16% ai Liberaldemocratici, appena il 6% a Reform UK. Ha perso a sinistra, non a destra. Rincorrere Nigel Farage, dicono gli stessi Verdi, è stato un fallimento spettacolare.
Si stupisce pure che insozzarsi di complicità lasci gli elettori di ghiaccio. Da capo dell'opposizione, nell'ottobre 2023, ripeteva che Israele «aveva quel diritto», compreso quello di tagliare acqua ed elettricità a Gaza. Poi le licenze d'armi sospese a metà, i pezzi britannici dentro gli F-35, il genocidio negato in tribunale. Il suo predecessore Jeremy Corbyn, che da quel partito è stato espulso, lo saluta con due parole: «complicità nel genocidio».
E chi piange, qui da noi? Ursula von der Leyen lo ringrazia come "uno statista in due anni". Del resto le lacrime più amare le versano proprio quelli che da sinistra sognano di fare la destra, e che il modello Starmer volevano importarlo.
L'hanno visto cadere prima ancora di copiarlo.
lunedì 22 giugno 2026
... DIMISSIONI!!! ...
Il recente, durissimo scontro diplomatico tra Palazzo Chigi e la Casa Bianca segna il definitivo collasso della politica estera di Giorgia Meloni. L'illusione di poter addomesticare il nazionalismo di Donald Trump attraverso una linea di subalternità ideologica si è tradotta in un fallimento strategico di vaste proporzioni. Avendo sacrificato i rapporti europei sull'altare di un asse personale mai nato con il tycoon, la premier si ritrova ora respinta da Washington e guardata con diffidenza da Bruxelles. Questo cortocircuito distrugge la credibilità internazionale del paese e demolisce la narrazione interna di una destra pragmatica e capace di governare, rivelando una profonda e strutturale inaffidabilità della leadership.
Le pesanti ricadute per il sistema paese
Il vuoto diplomatico generato da questo strappo produrrà conseguenze immediate e concrete sull'economia e sulla sicurezza nazionale. Sul piano commerciale, l'Italia si trova ora totalmente esposta alle politiche protezionistiche americane, senza alcuna sponda politica per negoziare deroghe sui dazi che colpiranno le nostre esportazioni. Dal punto di vista geopolitico, il paese va incontro a una progressiva emarginazione dai dossier strategici nel Mediterraneo e in Medio Oriente, declassato a spettatore passivo delle decisioni prese dall'asse franco-tedesco. Infine, l'isolamento internazionale si ripercuoterà inevitabilmente anche sulla stabilità interna, aprendo insanabili linee di frattura all'interno di una maggioranza in cui l'anima moderata difficilmente potrà avallare una rottura totale con l'alleato atlantico.
La via d'uscita e l'impasse della leadership
Uscire da questa palude richiederebbe un'inversione di rotta radicale, articolata su tre capitoli fondamentali. Il primo è l'ancoraggio di necessità al nucleo decisionale europeo, l'unico vero scudo contro le guerre commerciali globali. Il secondo è la de-personalizzazione della politica estera, restituendo centralità alla diplomazia istituzionale. Il terzo è il passaggio dalla propaganda nazionalista a una strategia concreta, capace di negoziare con gli altri stati in base ai reali benefici per l'interesse nazionale.
Tuttavia, si tratta di soluzioni che Meloni è impossibilitata ad attuare. Da un lato vi è un'insuperabile barriera ideologica: il dna politico della premier rifiuta per principio le dinamiche di integrazione europee, rimanendo fatalmente ancorato alla retorica nazionalista. Dall'altro, emerge una manifesta incapacità strategica, che ha ridotto la complessa scacchiera geopolitica a una sequenza di mosse d'immagine a uso dell'elettorato interno.
Un atto di responsabilità necessario
Di fronte a un simile stallo, le ambizioni personali e di partito dovrebbero cedere il passo alla tutela della Repubblica.
Se Giorgia Meloni tenesse davvero al destino e alla dignità dell'Italia, prenderebbe atto del fallimento della propria linea strategica e rassegnerebbe le dimissioni. Sarebbe l'unico gesto politico responsabile per permettere al paese di ritrovare una guida autorevole e credibile sullo scenario internazionale, ammesso e non concesso che l'attuale panorama politico sia ancora in grado di esprimere una figura all'altezza di tale compito.
Mauro David.
... l'unico vero Leader!! ...
È passato piuttosto inosservato qui da noi uno dei punti più bassi della storia dell’Unione europea.
Tutti i partiti di destra ed estrema destra - e sono oggi la maggioranza - hanno votato compatti il Regolamento Rimpatri, ovvero quella che è di fatto l’anticamera della Remigrazione in Europa.
418 voti a favore (contro 218), tra cui Popolari, Conservatori, sedicenti “Patrioti”, sovranisti, Afd, al grido di “Send them back”, “Rimandateli indietro”.
Mentre Giorgia Meloni straparla di “successo storico”, l’unico leader europeo ad aver preso con forza posizione contro la negazione stessa del concetto di Europa è stato - avevate dei dubbi? - il premier spagnolo Pedro Sánchez.
Che non solo si è dichiarato assolutamente contrario, ma ha spiegato nel dettaglio perché è un modello miope oltreché disumano.
"La Spagna ha manifestato la propria contrarietà verso la politica europea dei rimpatri che è stata approvata anche dal Parlamento europeo.
L'Europa sta trasmettendo un messaggio sbagliato: non è quello di condividere la sfida della migrazione insieme ai Paesi di origine e ai Paesi di transito, bensì quello di comunicare che questo è un problema dei Paesi terzi e che l'Europa si chiuderà in se stessa. Dal punto di vista economico, politico e della diffusione dei valori che l'Europa dovrebbe manifestare e diffondere, è un messaggio assolutamente negativo".
Il problema è che quest’uomo è rimasto l’unico e l’ultimo leader europeo a dirlo.
Lorenzo Tosa.
... Meloni, fai schifo!! ...
Una grande lezione di stile l'ha data Sánchez.
Da mesi attaccato da Fdi e Meloni, che gli ha anche fatto lo sgarbo di non riceverlo quando è venuto a Roma e che ogni volta che lo vede ha quella fastidiosa espressione altezzosa e da persona sempre infastidita, Sánchez non appena ha saputo che Trump l'aveva offesa le ha subito espresso solidarietà e l'ha difesa pubblicamente.
A parti inverse, da Chigi non sarebbe volata una mosca; o, a seconda del periodo, con buone probabilità Meloni si sarebbe pure unita agli attacchi, nel guicciardiniano e tipicissimo tentativo di lisciarsi il potente di turno, di compiacerlo e fargli capire che si è sempre dalla sua parte (e abbiamo visto com'è andata: vivaddio un po' di giustizia morale c'è stata, su questa fastidiosissima attitudine).
Non la coglierà nessuno, al governo. Figuriamoci Meloni che ha anche avuto il "coraggio" di fare un video dove diceva che "l'Italia non si piega" e ha smentito quanto accaduto (ma figuriamoci, chi conosce la destra italiana sa benissimo che quella è una delle caratteristiche tipiche: cercare il selfie del potente di turno per accreditarsi in patria).
Ma forse a qualcuno qui smuoverà qualcosa.
Leonardo Cecchi.
... il "bunker" Gemona! ...
𝐆𝐞𝐦𝐨𝐧𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐛𝐮𝐧𝐤𝐞𝐫: 𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐦𝐢𝐞𝐫 𝐬𝐢 𝐜𝐮𝐫𝐚 𝐥𝐞 𝐟𝐞𝐫𝐢𝐭𝐞 𝐝𝐢 𝐄𝐯𝐢𝐚𝐧
Il #buongiorno di Giulio Cavalli
Giorgia Meloni è sfilata domenica tra le penne nere a Gemona del Friuli, al raduno degli alpini per i cinquant'anni dal terremoto, e ha spiegato il blitz con una confessione: «Avevo bisogno di un po' di sano orgoglio nazionale e, se non si trova qui, non so dove altro si potrebbe trovare». Traduzione: dopo lo scontro con Donald Trump le serviva un bagno di folla amica.
La premier ha sperato a lungo che il litigio col presidente americano fosse una parentesi. In fondo contava su un Trump troppo pazzo per fare sul serio. Solo che Trump è lucidissimo e cattivo come tutti i sovranisti che amano la violenza, quella fisica e quella verbale. Da egomaniaco ha preso una questione personale, la foto «concessa per pena» al G7 di Evian, e l'ha fatta politica. E Meloni, che a lui si era asservita per anni, ne esce ammaccata.
Andare tra gli alpini a cercare ristoro in una zona di comfort serve a poco. Come serve a poco recitare la generalessa più dura del generale Vannacci, che intanto le rosicchia voti a destra: Futuro Nazionale ha appena scavalcato la Lega nei sondaggi YouTrend, 5,9% contro 5,8%, primo sorpasso da quando il generale ha lasciato il Carroccio e ora punta a Fratelli d'Italia. E intanto Matteo Salvini sul litigio con Trump già si smarca: «Mi auguro che si chiuda in fretta questa parentesi di incomprensione».
La statura di Meloni si misura adesso sui tavoli internazionali, anche perché in casa il quadro è pessimo: 5,7 milioni di persone in povertà assoluta, l'8,4% delle famiglie, un milione in più rispetto al pre-pandemia secondo l'Istat. E lì Trump dovrà rincontrarlo, senza alpini e senza amici tra i banchetti.
domenica 21 giugno 2026
... davvero, ci riesci?? ...
"Meloni manda gentilmente a cagare Trump"
#Politica #Meloni #Trump #Italia #Europa #USA #Geopolitica
Alla fine è successo. Non poteva non succedere. Daje, picchia e mena... Dopo mesi di dichiarazioni che cambiano ogni settimana, e offese personali, Giorgia Meloni ha deciso che la misura era colma.
Senza sceneggiate e senza proclami, la premier italiana ha preso le distanze da Trump e dal suo entourage, diventando di fatto la prima leader europea a farlo in modo così netto e senza possibilità di fraintendimento.
La realtà è semplice: gli interessi italiani ed europei non possono essere subordinati alle improvvisazioni della politica americana e agli scatti d'ira di un ottantenne spesso impegnato in continue crisi autoreferenziali.
Quindi, caro Donald... passi lunghi e ben distesi. Con educazione, ma senza alcuna possibilità di equivoco.
AtSalut
... Memoria e Dignità ...
La dico diritta, perché resti agli atti.
Quello che sta accadendo, con stracci che volano ovunque, sta diventando il più grosso regalo politico ed elettorale che potesse ricevere Giorgia Meloni.
Talmente enorme da apparire persino sospetto, se di mezzo non ci fosse uno come Trump.
Ricapitolando.
Fino a 48 ore fa avevamo una Meloni in chiarissima difficoltà, con Vannacci che vola, il governo che perde colpi, i sondaggi che piangono, nessun risultato o misura degna di questo nome in quattro anni di esecutivo, e lei che letteralmente non tocca palla su tutti i fronti più caldi della politica internazionale.
E all’improvviso si ritrova su un piatto d’argento l’occasione di presentarsi agli italiani come martire della patria e sventolare davanti ai suoi elettori la carta della leader che non si lascia irretire dal potente di turno, che “non implora” e non si piega.
E pazienza se è la stessa che per quattro anni si è piegata eccome ai voleri del padrone americano, ha avallato ogni richiesta, giustificato ogni prepotenza, lo ha addirittura candidato al Nobel per la Pace, non ha speso una parola quando Pedro Sánchez osava tenere la schiena dritta - lui sì, per davvero - contro il bullismo dell’autoproclamato imperatore mondiale, anzi si è sempre e solo schierata dalla parte del più forte, perché era comodo e perché tanto non toccava a lei.
Tutto questo, nella narrazione dei meloniani è magicamente sparito, dimenticato, evaporato in una nuvoletta di propaganda da due spicci e revanscismo di quart’ordine.
Eh no, troppo comodo ora presentarsi come la campionessa della sovranità italica, dopo averla svenduta per anni per un piatto di lenticchie.
Troppo facile smarcarsi ora che non sono rimaste neanche le lenticchie nel piatto, ma solo gli insulti tanto sguaiati e intollerabili quanto prevedibili, perché è sempre andata così con Trump, solo che non toccava a lei.
Perciò no, mi spiace, non darò alcuna solidarietà a chi ci ha portato fino a questo punto, né mi lascerò incantare da una retorica di muscoli e slogan da parte di chi ha incarnato il concetto stesso di sudditanza.
Potrà anche prendere in giro milioni di italioti e fratellini d’Italia, gli stessi che per anni ci hanno ripetuto la favola del Trump pacifista.
Ma per fortuna siamo tanti, e anche molti di più, a non esserci dimenticati nulla di questi anni, ad aver segnato tutto, ogni dichiarazione, ogni cedimento di sovranità, ogni ridicolo salamelecco.
E quel pezzo di Paese non è mai stato dalla parte di Trump e certamente non diventerà trumpiano oggi.
Ma non starò e non staremo neanche dalla parte di chi lo ha prodotto e giustificato, in qualche modo creato.
Si chiama Memoria. Si chiama Dignità. E mai come oggi sono due facce della stessa medaglia.
Lorenzo Tosa.
... Giuseppe Conte ...
Potete anche controllare quasi tutte le tv e i giornali ma risparmiateci la favoletta del Governo Meloni che tutela l'Italia con la schiena dritta.
La premier si guardi allo specchio.
Ad aprile 2025 per far contento Trump è andata negli Stati Uniti a prendere impegni per acquisti di armi e gas americani, per non tassare i giganti del web statunitensi.
Nell'estate 2025 è andata a firmare l'aumento esorbitante delle spese militari al 5% del Pil per far contento Trump e non si è schierata con i leader europei che hanno alzato la voce come Sanchez.
Sui dazi imposti alle nostre imprese ha parlato di accordo "positivo" e "sostenibile" e ha fatto dire al suo vicepremier, sfidando il senso del ridicolo, che le misure contro le nostre aziende in fondo erano una "opportunità".
Rispetto agli attacchi al Venezuela ha parlato di azione difensiva legittima mentre lo stesso Trump spiegava che la ragione era il petrolio. Di fronte alle violazioni del diritto internazionale di Netanyahu e Trump in Iran ha detto "non condivido né condanno" ma a pagare sono stati gli italiani con il boom di prezzi, energia e carburante.
Di fronte a un genocidio con oltre 20mila bambini uccisi da Netanyahu ha mandato Tajani a "osservare" il Board of peace di Trump con il cappellino rosso Maga in mano mentre lo proponeva per il Nobel per la Pace.
Potrei continuare. Le favole di un Governo che tutela l'interesse nazionale la possono raccontare i giornali del deputato di maggioranza Angelucci e tutto il sistema informativo che controllano da Palazzo Chigi. Lo stesso che ha buttato fango su di noi, che abbiamo portato 209 miliardi quando ci volevano imporre il Mes. Lo stesso che rideva per "Giuseppi" mentre scontentavamo Trump su spese militari e Via della Seta per tutelare i nostri interessi nazionali, pur senza mettere in discussione le nostre alleanze storiche.
Lo scontro di oggi non è contro un leader che alza la testa, ma è un richiamo all'ordine verso chi ha sempre obbedito senza fiatare, assumendo impegni insostenibili per il popolo italiano.
Chi ha ridotto l'Italia così non la rimetterà in piedi di certo. Tocca a noi.
... ESTATE ...
Roma, 20 giugno 2026 –
Summer solstice: il solstizio d’estate 2026 cade domenica 21 giugno e segna l’inizio ufficiale dell’estate astronomica nell’emisfero boreale. In Italia il momento esatto sarà alle 10:24, corrispondenti alle 08:24 di TU, il sistema di riferimento orario internazionale usato in astronomia per indicare con precisione i fenomeni celesti.
Il solstizio d’estate rappresenta l’istante in cui il Sole raggiunge la massima altezza apparente nel cielo dell’emisfero nord. Perciò, coincide con il giorno più lungo dell’anno e con la notte più breve.
Che cos’è il solstizio d’estate
Il solstizio d’estate è un fenomeno astronomico legato all’inclinazione dell’asse terrestre. La Terra, infatti, ruota intorno al Sole mantenendo il proprio asse inclinato di circa 23,5 gradi. Nel giorno del solstizio di giugno, il Polo Nord è orientato nella posizione di massima inclinazione verso il Sole: la condizione fa sì che l’emisfero boreale riceva il maggior numero di ore di luce dell’anno.
Nello stesso momento, nell’emisfero australe accade il contrario: il 21 giugno segna l’inizio dell’inverno astronomico e il giorno più corto dell’anno. Per questo, in astronomia, si parla spesso anche di “solstizio di giugno”, una definizione più precisa rispetto a “solstizio d’estate”, perché evita confusioni tra i due emisferi.
Perché si chiama solstizio
La parola solstizio deriva dal latino solstitium, composto da sol, “Sole”, e da stare, “fermarsi”. Il significato letterale richiama l’idea del “Sole fermo”.
Il nome nasce da un’osservazione antica. Nei giorni che precedono e seguono il solstizio, il punto in cui il Sole sorge e tramonta sembra cambiare pochissimo sull’orizzonte. Anche la sua altezza a mezzogiorno pare arrestarsi per un breve periodo, prima di invertire il cammino apparente. Da qui l’immagine del Sole che si ferma.
Perché (o meglio, dove!) è il giorno più lungo dell’anno
La durata effettiva della giornata varia in base alla latitudine: più ci si sposta verso nord, più il Sole resta a lungo sopra l’orizzonte. Il 21 giugno 2026 sarà il giorno con più ore di luce nell’emisfero nord. Nelle aree vicine al Circolo Polare Artico si verifica il fenomeno del Sole di mezzanotte, con giornate in cui il Sole non tramonta.
In Italia la differenza si nota soprattutto nelle ore serali, con tramonti tardivi e una luce prolungata fino a sera. Il solstizio, però, non coincide con il giorno più caldo dell’anno. Le temperature più elevate arrivano di solito nelle settimane successive, tra luglio e agosto, perché terre e mari continuano ad accumulare calore anche dopo il massimo della luce.
Per secoli è stato legato a riti del fuoco, raccolta delle erbe, celebrazioni agricole e feste popolari, il solstizio resta uno dei momenti più simbolici dell’anno. Al solstizio si sovrappongono le tradizioni del giorno di San Giovanni, tra il 23 e il 24 giugno, quando falò, acqua profumata e rugiada conservano il ricordo di antichi rituali legati alla luce e al passaggio dell’estate.
sabato 20 giugno 2026
... i dieci stadi ...
I DIECI STADI DEL GENOCIDIO DI STANTON
di Lavinia Marchetti
L'articolo lo trovate qui:
https://laviniamarchetti.substack.com/.../i-dieci-stadi...
Credo sia importante, in epoca di negazionismo, tenere sempre presente questi stadi, lui li definisce un "termometro". Dobbiamo partire dal suo presupposto secondo cui Il genocidio non scoppia, ma si costruisce. Gradino dopo gradino, e Stanton, studiando i peggiori orrori genocidari del 900 quei gradini li ha individuati e contati.
Nell' articolo seguo i dieci stadi del genocidio individuati da Gregory Stanton, che confronta l'Olocausto con i massacri di Ruanda e Cambogia, e cerco di compararli a Gaza (ed al Libano) oggi.
Dalla prima divisione tra «noi e loro» fino alla negazione che ai morti toglie perfino la memoria. In mezzo sta la disumanizzazione, il gradino in cui un ministro chiama l'altro «animale umano» e la strage diventa "liberazione dal terrorismo" (bambini compresi).
A mio avviso seguire gli stadi ci serve a riconoscere ciò che accade a Gaza e in Cisgiordania mentre accade, e ciò che comincia ad accadere anche in Libano.
Chi conosce la scala non potrà più dire che non sapeva.
... Delirio-Trump!! ...
Alessandro Magno, Napoleone Bonaparte e Giulio Cesare. Ma anche Hitler, Stalin e Mao, fino ad Attila e Gengis Khan. Donald Trump si lancia in un delirio di onnipotenza che attraversa la storia e arriva ai tempi dei grandi imperatori. “I miei poteri sono illimitati" ha dichiarato, "Sono la persona più temuta di sempre". In un’intervista ad Axios ha detto di aver scoperto, dall’inizio della guerra in Iran, di non avere “alcun limite” al proprio potere. Un concetto ben ribadito da un libro a breve disponibile nelle librerie americane: Regime Change. La firma sul volume è dei reporter del New York Times Maggie Haberman e Jonathan Swan. Secondo il loro ritratto - e non è difficile immaginarlo - al presidente piace pensare di essere l’uomo più potente della storia, di avere più potere di Hitler, Stalin e Mao, ma anche di Attila e Gengis Khan. Secondo Axios, Trump si (auto)collocherebbe “nella linea di discendenza di conquistatori, dittatori e uomini forti che piegano le nazioni al proprio volere”
... Trump e Meloni ...
Non ci vuole molto per capire cosa sta succedendo. Meloni, da quando è in carica, ha fatto una scelta di campo: servilismo spinto nei confronti degli USA per farsi spalleggiare, pesare di più rispetto a Germania e Francia e restare a galla. Funzionava (in apparenza) con Biden, che rispettava (più o meno) le forme del linguaggio diplomatico, mentre non funziona più con Trump, che vuole vassalli.
E Meloni vassalla lo è! Il suo problema è il non poterlo essere fino in fondo, perché ci sono interessi economici che lo impediscono.
La realtà, che prende forma da decenni, è che Stati Uniti ed Europa sono concorrenti naturali: l'alleanza tra le due sponde dell'Atlantico non ha materialmente senso all'insegna della cosiddetta "civiltà occidentale" e dei suoi presunti "valori", ma ne ha ancora meno quando al governo ci sono destre cavernicole, razziste e autoritarie che basano il loro consenso su balle spaziali e violenza omicida contro migranti, marginali e oppositori (interni ed esterni).
In sintesi: L'ATLANTISMO È MORTO!
È un relitto della guerra fredda che non ha nulla a che vedere col mondo contemporaneo.
Se ne facciano una ragione, a Libero: le menzogne dell'estrema destra mondiale stanno crollando, e loro non possono nascondersi dietro gli insulti al padrone.
#usa #europeanunion #Trump #Meloni
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