venerdì 23 gennaio 2026

... Donald scappa!! ...

Trump colpisce ancora: annuncia vittoria mentre scappa Ripercorriamo la masterclass di negoziazione delle ultime settimane. - Fase 1: La richiesta "ragionevole". Trump decide che vuole comprare la Groenlandia, territorio autonomo danese, membro NATO, due milioni di chilometri quadrati di ghiaccio e terre rare. I danesi, inspiegabilmente, non sembrano entusiasti di cedere un pezzo del loro regno. Otto paesi europei inviano truppe simboliche sull'isola per chiarire il concetto. - Fase 2: La diplomazia trumpiana. Di fronte al rifiuto, il Presidente degli Stati Uniti fa quello che farebbe qualsiasi statista navigato: minaccia dazi del 10% (poi 25%) contro alleati NATO, inclusi paesi che ospitano basi americane, fino a quando non accetteranno di vendergli un'isola che non è in vendita. - Fase 3: L'Europa tira fuori il bazooka. Qui le cose si fanno interessanti. L'UE riscopre uno strumento mai usato, l'Anti-Coercion Instrument – l'opzione nucleare della debole e burocratica Bruxelles. Permette ritorsioni immediate senza passare per ONU o WTO, senza diritto di veto da parte di alcun Paese europeo: dazi punitivi, blocco degli appalti, sanzioni finanziarie, e soprattutto restrizioni all'accesso ai mercati finanziari europei e sospensione della proprietà intellettuale. Il Financial Times riporta che l'Europa stava preparando contromisure per 93 miliardi di dollari. - Fase 4: I mercati votano. Martedì 20 gennaio, mentre le borse europee restano sostanzialmente flat (DAX -0,24%), Wall Street va a picco: Dow -1,76%, S&P 500 -2,06%, Nasdaq -2,39%. La peggior seduta da ottobre. I Treasury salgono, il dollaro scende. Tradotto: i mercati stavano già prezzando il rischio che gli europei iniziassero a disinvestire dagli asset americani. Da qualche parte, qualcuno ha iniziato a fare telefonate. - Fase 5: La vittoria strategica. Oggi, poche ore dopo aver ribadito a Davos che la Groenlandia sarà americana, Trump annuncia trionfalmente un "accordo" con il Segretario NATO Rutte. Niente dazi, "discussioni in corso" sull'Artico, "sarà un ottimo accordo se concretizzato". Cosa ha ottenuto esattamente? Non è chiarissimo. Ma lui assicura che è una vittoria. Il Consiglio Europeo si riunisce domani. L'ACI era all'ordine del giorno. Pura coincidenza temporale, ovviamente. Al di là dell'ironia, quello che è successo questa settimana è importante. L'Europa ha scoperto qualcosa su se stessa: in un mondo multipolare, la pace non si ottiene piegando la testa, ma con il potere della coesione. Per anni ci siamo raccontati di essere deboli, divisi, incapaci di rispondere alle pressioni delle grandi potenze. Questa settimana, messi di fronte a una minaccia concreta, l'Europa ha risposto. Non ha urlato, non ha fatto sfoggio di muscoli, ha solo attivato il suo sistema immunitario. Tanto è bastato. Il bazooka non è mai stato sparato, è bastato mostrare di essere disposti a usarlo. L'Europa ha molto più potere di quanto pensasse di avere. Del resto, lo esercita già ogni giorno senza accorgersene: è il cosiddetto "effetto Bruxelles", il fenomeno per cui gli standard regolatori europei, dal GDPR alla sicurezza alimentare, dalle emissioni auto all'intelligenza artificiale, diventano standard globali di fatto, perché per le multinazionali è più semplice adeguarsi a un unico standard elevato che gestire regole diverse per ogni mercato. È un potere silenzioso ma enorme: l'Europa plasma le regole del gioco globale semplicemente esistendo. L'Europa non deve chiedere il permesso di esistere come potenza. Deve solo ricordarsi di esserlo. Siamo cresciuti con la memoria storica degli errori fatti dai nostri bisnonni e abbiamo vissuto 70 anni di pace, ma la pace esiste solo se mostri di avere la forza di difenderla. 

#TheOrangeOne #tradebazooka #Groenlandia #Europe Per notizie: https://www.open.online/.../trump-accordo-groenlandia-nato/ 


 David Wolfgang Vagni

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