sabato 3 gennaio 2026

... 3/1/1925 ...

3.1.1925 – IL DUCE ASSASSINO DIVENTA DITTATORE: I NOSTALGICI FANNO ANCORA FESTA? 

Se mio zio avesse potuto processarlo… (e non è una battuta). 

Le indagini sull’omicidio di Giacomo Matteotti furono affidate al magistrato Mauro Del Giudice, fratello di mio nonno. Nonostante ostacoli continui e ripetuti tentativi di depistaggio, il giudice riuscì a individuare e a far arrestare gli esecutori materiali del delitto: la Banda Dumini, un gruppo di fascisti violenti utilizzati dal regime per mettere a tacere gli oppositori politici. Malgrado blandizie e pesanti intimidazioni, mio zio portò avanti l’istruttoria. Dalle indagini emersero elementi chiari che indicavano Mussolini stesso come mandante dell’assassinio. La notizia suscitò un’indignazione crescente in Italia e all’estero, tanto che Mussolini tentò l’ultima mossa: chiamare a raccolta, in sua difesa, fascisti, monarchici e liberali di destra. Lo fece con il discorso arrogante e terribile del 3 gennaio 1925, nel quale si assunse la “responsabilità politica, morale e storica” della morte di Matteotti. Quel giorno nefasto, con l’avallo del Re, ebbe inizio il ventennio fascista: soppressione delle libertà democratiche, della libertà di stampa e di pensiero, del diritto di manifestare, abolizione dei partiti politici. Il processo per il delitto Matteotti venne sottratto al suo giudice naturale. Mio zio fu allontanato da Roma e destinato ad altra sede; i membri della Banda Dumini subirono condanne lievissime e furono presto scarcerati. 

Chissà cosa starebbe provando oggi mio zio, sapendo che a oltre 80 anni dalla sconfitta del fascismo il Presidente del Senato espone sulla scrivania il busto del Duce e che l’attuale Premier è fondatrice di un partito che porta ancora nel simbolo la fiamma tricolore di fascista memoria. 

Sono sicuro che di mio zio le ossa 
Si stiano rivoltando nella fossa. 

 Mauro Del Giudice.

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