

Al netto delle nefandezze della società, il Torino in casa è diventato un enigma irrisolvibile, un paradosso calcistico che rasenta l’autosabotaggio. Il fattore campo, un tempo arma e identità, oggi è un peso che la squadra si porta dietro come una zavorra. Prestazioni molli, approcci sbagliati, primi tempi regalati sistematicamente agli avversari: al Grande Torino si entra in campo senza fame, senza rabbia, senza quella cattiveria che dovrebbe essere il minimo sindacale davanti alla propria gente. I risultati casalinghi sono lo specchio di una squadra che non ha certezze, che non sa cosa vuole essere e che vive di fiammate isolate più che di un’idea solida. Vincere fuori e sbriciolarsi in casa non è sfortuna, è un problema strutturale.
E qui il focus non può che spostarsi su Baroni, perché questa schizofrenia tecnica e mentale porta inevitabilmente la sua firma. Il Torino cambia volto ogni settimana, moduli e interpreti sembrano pescati a caso, senza una logica riconoscibile. Non c’è continuità, non c’è crescita, non c’è un piano leggibile. La squadra non sa gestire i momenti della partita, non sa reagire agli schiaffi, non sa nemmeno proteggere un risultato. Baroni appare in balia degli eventi, sempre un passo indietro rispetto alle difficoltà, incapace di dare un’identità chiara a un gruppo che ormai riflette la sua confusione. Se dopo mesi il Torino è ancora così altalenante, il problema non è più episodico: è la guida tecnica che non sembra capirci molto.
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#lapanciadeltifoso torinista incazzato nero, deluso, amareggiato.
Lega Serie A giornata 19 del 7 Gennaio 2026
#TorinoUdinese 1-2.
Siete solo dei buffoni, a partire dal PresiNIENTE. Sono stanco di vedere il mio Torello senza palle, senza idee, con un allenatore nel pallone.. dove è finito il nostro Toro..
Ogni volta che proviamo ad alzare la testa ce l'abbassano quei 4 c... in campo.
Il gran capo dirà che tutto va bene, faremo, vedremo.... sono 20 anni che sentiamo queste buffonate.
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