martedì 13 ottobre 2026

... legati al potere!!! ...

𝐈𝐥 𝐠𝐨𝐯𝐞𝐫𝐧𝐨 “𝐩𝐢𝐮̀ 𝐥𝐨𝐧𝐠𝐞𝐯𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚” 𝐡𝐚 𝐩𝐚𝐮𝐫𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐯𝐨𝐭𝐨


 Il #buongiorno di Giulio Cavalli 

L’unica cosa stabile, stabilicum, in Italia è la smania di cambiare la legge elettorale in nome della stabilità. Dal 1948 al 1992 si è votato quasi sempre con lo stesso proporzionale, salvo la legge truffa del 1953 abrogata l’anno dopo, e poi è partito il luna park: Mattarellum nel 1993, Porcellum nel 2005, Italicum nel 2015 e mai usato, Rosatellum nel 2017 e adesso lo Stabilicum che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, relatore della prima, ha promulgato venerdì. Sono 5 leggi in 33 anni. Solo che la stabilità c’era già. Il governo della presidente del Consiglio Giorgia Meloni è nato con il Rosatellum ed è diventato a settembre il più longevo della Repubblica. Fra gli sherpa della nuova legge c’è Roberto Calderoli (Lega), ministro per gli Affari regionali e padre del Porcellum che lui stesso chiamò porcata, e a novembre spiegava al Piccolo: «La peggior strada che si può prendere per scrivere una legge elettorale è quella in cui si pensa a come vincere». Aveva ragione, perché secondo l’economista Paolo Balduzzi su Lavoce dal 1993 la maggioranza uscente che si era approvata la propria legge non è mai stata confermata dal voto. E pensare che Lucio Malan (FdI) l’anno scorso attribuiva alla stabilità del governo la credibilità ritrovata dell’Italia nel mondo, quando a rimettere in fila la storia, altro che autorevolezza, viene da ridere.

 L’intesa sullo Stabilicum, ha raccontato Avvenire, l’hanno chiusa in sei di notte nella sede di Fratelli d’Italia fra pizza, birra e cioccolatini: le regole di tutti, ordinate come una cena da chi vuole restare a tavola.

... i nodi al pettine!!! ...

E ALLA FINE ..CI SIAMO ARRIVATI... MAGARI DIRANNO CHE LA CORTE DEI CONTI E PIENA DI ZECCHE ROSSE MA IL DEBITO È ORMAI FUORI CONTROLLO: LA CORTE DEI CONTI SMONTA LA NARRAZIONE DELL'INDECENTE GOVERNO MELONI: ...IL RE È NUDO. SONO FINITE LE FAVOLE.. CHE GLI ESPONENTI DI FDI TANTO ANDAVANO CIANCIANDO NEI VARI TALK SHOW PIU O MENO DEMENZIALI... È FINITA LA FALSA NARRAZIONE DI UN ITALIA CHE CORRE..AL GRIDO DI " FORZA ,GIOGGIA" .. DELLA STABILITÀ FINANZIARIA E DEI SUCCESSI ECONOMICI. .MA QUANTE BALLE CI AVETE RACCONTATO..???.TANTE DA ADDOBBARE GLI ALBERI DEL PROSSIMO NATALE.IN TUTTA ITALIA....MA A TUTTO C'È SEMPRE UNA FINE... INFATTI ... POI ARRIVANO I MAGISTRATI CONTABILI ( non quelli di sismi tra l’altro eh! ) NELL'AUDIZIONE SUL DPFP E PIAZZANO UN MACIGNO SULLA REALTÀ. : DEBITO PUBBLICO IN "SIGNIFICATIVO AFFANNO", ECONOMIA REALE AZZOPPATA E UN PAESE ESPOSTO COME NON MAI ALLE SPECULAZIONI FINANZIARIE. ALTRO CHE MIRACOLO ECONOMICO: LA SPINTA DEL PNRR STA FINENDO E I NODI VENGONO AL PETTINE.. COM'E GIUSTO CHE SIA.... ANZI DITEMI UN PO CHE FINE HA FATTO IL PNRR..DAL MOMENTO CHE DITE CHE STA FINENDO?( BHOO CHISSÀ PERTANTO BOCCIATA SENZA APPELLO ANCHE LA GESTIONE DEL CARO CARBURANTI: LE MISURE "A PIOGGIA" E IL TAGLIO DELLE ACCISE VENGONO DEFINITI PER QUELLO CHE SONO, CIOÈ UNO "SPRECO COSTOSO E DISTORSIVO" CHE HA BRUCIATO RISORSE PUBBLICHE SENZA AIUTARE DAVVERO NESSUNO ..NE LE FASCE PIÙ DEBOLI.. NE' I LAVORATORI.( ma di certo hanno intascato loro) LA VERITÀ È BRUTALE: MENTRE MELONI E GIORGETTI VENDONO ILLUSIONI IN TV, LA REALTÀ DEI CONTI CI DICE CHE STIAMO ANDANDO DRITTI CONTRO UN MURO. QUINDI È OVVIO CHE GLI ANNUNCI TRIONFALISTICI DELLA NOSTRA BIONDINA RIFATTA NAZIONALE... NASCONDEVANO SOLO PROPAGANDA DA QUATTRO SOLDI, MENTRE I SOLITI GENI DELLA CLAQUE DI GOVERNO GRIDAVANO AL DISFATTISMO. ORA CHE A CERTIFICARLO È LA CORTE DEI CONTI, CHE SI INVENTERANNO PER GIUSTIFICARE QUESTO DISASTRO? FORSE DIRETE COME SOPRA HO GIA SCRITTO.... CHE "LA CORTE DEI CONTI È PIENA DI ZECCHE ROSSE??" 


 Silvana Correggioli.

... VACCINATI!!! ...

... il nostro medico ci ha vaccinato, il nostro medico è super veloce!!!

lunedì 12 ottobre 2026

... siamo al ridicolo!! ...

SALVATE IL SOLDATO MANAGER: L’ALLARME 007 CHE CI MANCAVA 


Svegliarsi la mattina, sorseggiare un cappuccino e leggere che il KGB, scusate, il Cremlino, ha pronto un piano diabolico per far fuori gli amministratori delegati delle fabbriche di bombe! Ma vi prego, è fantastico! Non bastava la guerra seria, sanguinosa e infinita, no: adesso ci serviva lo spy-thriller di serie B con la spia russa al veleno di polonio nascosta sotto il letto del manager della difesa! E la cosa sublime è il meccanismo: da Londra lanciano l’allarme apocalittico, a Roma rispondono "Ma no, tranquilli, sono i soliti avvisi generici che giriamo dal '15-'18", ma intanto il titolone è servito! La paranoia è servita! E qual è la contromisura immediata? Blinda l’amministratore delegato! Raddoppia la scorta al signor Fabbrica-Tank! Sia mai che ci tocchino il santo patrono del PIL bellico! Che meraviglia! Per anni ci hanno raccontato che compravamo montagne di armi per stare al sicuro. Risultato? Adesso dobbiamo girare col giubbotto antiproiettile pure per andare a comprare il pane! Più produciamo cannoni per difendere la pace, più ci dicono che siamo a un passo dall'estinzione. È il paradosso perfetto: la sicurezza armata che ti fa vivere nell'angoscia perenne! Ma il vero colpo di genio è la gente. Il cittadino medio, poveraccio, è talmente assuefatto che oramai se non legge di un attentato imminente prima di pranzo, gli sembra che manchi qualcosa. E guai a dire: "Scusate, ma invece di spendere triliardi per corazzare i manager e comprare altri missili, non si potrebbe tentare la follia di parlare di pace?". Macché! Traditore! Disertore! 

E allora avanti così, gonfiate la bolla! Creiamo il panico h24, così nessuno nota che i prezzi salgono, gli stipendi crollano e noi continuiamo a finanziare la grande fiera dell'estinzione umana. Bravi, applausi! Un bello show. Peccato solo che la sceneggiatura sia diventata di una pesantezza insopportabile! 


 Mauro David.

... un Governo fallito!!! ...

IL PNRR SPERPERATO: L'INCHIESTA DEL FINANCIAL TIMES CONFERMA IL FALLIMENTO DEL GOVERNO MELONI 


Non lo dicono solo le opposizioni, ora lo certifica la stampa finanziaria internazionale: la gestione del PNRR da parte del governo Meloni è un fallimento economico. In un’inchiesta d'approfondimento pubblicata a fine maggio 2026, il Financial Times ha tracciato un bilancio inclemente sul NextGenerationEU in Italia: mentre Giorgia Meloni continua a sbandierare il rispetto formale dei target burocratici, la realtà è che il piano che doveva dare la svolta al Paese è stato nei fatti un "fallimento" (a failure) rispetto alla capacità di generare crescita reale. Le cifre e le citazioni che smentiscono la propaganda: 1. PIL al palo e crescita asfittica: Il Financial Times sottolinea come, nonostante la pioggia di miliardi spesi, la crescita dell'Italia rimanga debole e tra le più basse d'Europa (con un PIL cresciuto appena dello 0,9%). 2. Nessun impatto strutturale: Come ha dichiarato l'economista Tito Boeri nell'analisi citata dal quotidiano britannico: «Non dico che tutti i soldi siano stati sprecati, ma non abbiamo migliorato il potenziale di crescita». E visto che oltre 120 miliardi sono prestiti che dovremmo restituire, questo è un problema enorme. 3. Opacità sulla spesa: Il Financial Times ha denunciato la mancanza di trasparenza del governo evidenziando che "il governo non è trasparente su come abbiamo speso i soldi o su quanti soldi siano rimasti" ("the government is not transparent on how we spent the money or how much money is left"). 4. Progetti ridimensionati: A furia di richiedere modifiche e revisioni a Bruxelles per non perdere le scadenze, il governo ha continuamente tagliato le ambizioni dei progetti originali, riducendosi a finanziare interventi a basso impatto o spettegolii burocratici. Mentre Palazzo Chigi celebra l'incasso delle rate europee come fosse un trofeo, la sostanza economica è devastante: ci stiamo indebitando per finanziare progetti che non creano ricchezza né produttività. A pagare questo conto saranno i giovani e le future generazioni, che erediteranno una montagna di debito senza aver ottenuto le infrastrutture, le riforme e le opportunità che erano state promesse. Il Financial Times ha smontato la narrazione della premier: la burocrazia è stata accontentata, ma l'economia reale è stata tradita. Un’occasione storica irripetibile che questo governo ha irrimediabilmente compromesso. 


 Raffaele De Santis.

... fare il contrario! ...

𝐋𝐚 𝐂𝐨𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐫𝐚𝐦𝐦𝐚: 𝐟𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐝𝐢 𝐌𝐞𝐥𝐨𝐧𝐢 


Il #buongiorno di Giulio Cavalli 


“Intollerabile invadenza”, così Giorgia Meloni l’anno scorso accusava la Corte dei conti che le negava il visto sul Ponte sullo Stretto e la cura avrebbe dovuto essere la riforma della giustizia, quella che a marzo gli italiani le hanno respinto con il 53,7% di No, dopo che la Corte costituzionale con la sentenza 192/2024 le aveva già smontato l’autonomia differenziata. Per questo governo la Costituzione è un vigile molesto, insomma, da scansare appena si volta. Venerdì è stata firmata la legge elettorale e la corsa al 2027 è partita, quindi a chi cerca un programma davvero innovativo suggerisco un testo di 139 articoli, in Gazzetta Ufficiale dal 27 dicembre 1947, che si applica rovesciando i loro quattro anni. Si chiama Costituzione italiana. Articolo 3 sulla pari dignità senza distinzione di razza: un ministro, Francesco Lollobrigida, agitava la “sostituzione etnica” mentre il reddito di cittadinanza veniva smontato e i poveri assoluti restavano 5,7 milioni per l’Istituto nazionale di statistica. Articolo 36: il salario minimo l’hanno sepolto in una delega, che è il modo educato di dire mai, con 2,5 milioni di occupati a rischio povertà. Articolo 32: nel 2024 hanno rinunciato a curarsi 5,8 milioni di persone, conta la fondazione Gimbe. Articolo 53: la premier che a Catania paragonava al pizzo i controlli sul piccolo commerciante ha firmato una rottamazione dopo l’altra. Articoli 27 e 21: 91 suicidi in carcere nel 2024 per Antigone, 56° posto per Reporters sans frontières. Il programma insomma è l’esatto contrario di tutto questo e costa meno di un ponte, anche se loro, ovviamente, la Costituzione la chiameranno "invadenza". 


 In apertura, il disegno di Marilena Nardi per la copertina di Left - luglio 2026 "𝐋𝐞 𝐯𝐢𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐥𝐭𝐫𝐢" 

Sommario: La Costituzione impegna la Repubblica a rimuovere ogni ostacolo al pieno sviluppo della persona umana. Ma per bambini, donne, studenti, lavoratori e immigrati il governo Meloni fa l’opposto: restringe diritti, impoverisce welfare e lavoro, aumenta le disuguaglianze. 
Analisi e dati che smentiscono i risultati propagandati dalla destra -

... Torino 2 - Udinese 1 ...