martedì 18 agosto 2026

... NO ed ancora NO!!! ...

Eppure a marzo, in occasione del referendum #popolare, l'avevamo già gridato in faccia alla Meloni che la Costituzione non si tocca con i nostri 15.085.410. #No 


Vuoi dire che saremo costretti a ripetertelo in occasione delle prossime elezioni. 


#fischiailvotoilvotofischia Bye bye, baby: game over don't try again, please

... Feccia, ma al 7%!!! ...

𝐅𝐞𝐜𝐜𝐢𝐚, 𝐚𝐩𝐩𝐮𝐧𝐭𝐨 


Il #buongiorno di Giulio Cavalli 


 In bella mostra sulla parete dello studio milanese dell'avvocato Maturo c'è una copia della Costituzione, elegantemente incorniciata. L'ha indicata ai cronisti mentre spiegava la merda nella chat di Futuro nazionale che amministra, raccontata ieri da Repubblica: sono quasi trecento iscritti. Mica persone qualsiasi ma gente che conta, dirigenti e capi dei comitati lombardi. Lì dentro la nostra Costituzione è "da buttare nel cesso", gli ebrei sono "bestie adoratori di Satana" e "pedofili, cabalisti, cannibali", gli arabi "dovrebbero essere sterminati", e "ci vorrebbe un altro Valerio Borghese". Nessuno di quella chat contesta queste affermazioni. Maturo si difende così: chiunque può entrare, saranno provocatori, sarebbe «come entrare in un bar ed essere responsabile di tutto ciò che dicono gli avventori», e ci spiega che un messaggio in chat, dice, è «aria fritta». Il 13 giugno, dal palco dell'assemblea costituente, Roberto Vannacci aveva già usato il termine esatto: «Noi rappresentiamo lo scarto, la feccia, ma siamo orgogliosi di esserlo». Feccia, aveva ragione. E i grandi difensori dell'antisemitismo? Il 4 marzo il Senato ha approvato il ddl sull'antisemitismo del leghista Massimiliano Romeo, quello che pesava parola per parola le piazze per Gaza, e l'hanno votato Italia Viva, Azione e sei senatori del Pd. Nella stessa seduta, sull'ordine del giorno contro i simboli nazifascisti, Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia si sono astenuti: mancavano quelli comunisti e quindi niente. Ora, cinque mesi dopo, l'antisemitismo vero sta nella chat di un partito al sette per cento, e non si leva nemmeno un refolo di protesta. Sul muro dello studio la Costituzione resta appesa, incorniciata e al sicuro: del resto è l'unico posto dove a certa gente non dà fastidio. Basta esibirla e poi calpestarla. Feccia, appunto.

lunedì 17 agosto 2026

... il ceto medio, non medio!! ...

IL CETO MEDIO CHE NON PUÒ PIÙ PERMETTERSI DI ESSERE MEDIO. 


Un tempo appartenere al ceto medio significava avere una vita dignitosa: lavorare, comprare casa, mantenere una famiglia e guardare al futuro con serenità. Oggi, invece, sempre più persone, pur lavorando, fanno fatica ad arrivare alla fine del mese. Il problema sono salari che non tengono il passo con il costo della vita, contratti precari e una sicurezza economica sempre più fragile. Eppure la politica continua spesso a indicare nell'immigrazione il principale responsabile del degrado sociale. Ma perché non si parla con la stessa forza di chi paga stipendi troppo bassi? Perché non si combatte lo sfruttamento del lavoro e la precarietà? Non tutti gli imprenditori sono uguali, naturalmente, ma un'economia sana non può basarsi sulla compressione dei salari e dei diritti dei lavoratori. Il governo dovrebbe occuparsi di far crescere gli stipendi, ridurre la precarietà, rendere più accessibile la casa e difendere il potere d'acquisto delle famiglie, invece di alimentare la guerra tra poveri. Il ceto medio non chiede privilegi: chiede semplicemente di poter vivere dignitosamente del proprio lavoro. 


Vincenzo San. 

 Comitato di cittadini attivi e democratici in difesa della Costituzione

... la sudditanza!!! ...

Come si coltiva la sudditanza. 


L’ultimo rapporto della Banca d’Italia sulla finanza pubblica ha certificato un nuovo e preoccupante record storico per il debito pubblico italiano, che nel mese di giugno 2026 ha ufficialmente sfondato la barriera dei 3.200 miliardi di euro, attestandosi con precisione a 3.207,2 miliardi. Il dato più significativo emerso dal rapporto riguarda la mutata composizione della platea dei detentori, con un prepotente riaffacciarsi degli investitori esteri che hanno visto la loro quota salire fino al 35,9% del totale. E’ interessante capire allora chi sono tali investitori. In base ai dati del medesimo rapporto di Bankitalia e alle analisi sulla scomposizione del portafoglio estero, la percentuale del debito pubblico italiano nelle mani dei fondi finanziari statunitensi si attesta oggi intorno all'11% del valore totale, rappresentando circa un terzo dell'intera quota in mano agli investitori stranieri che, come riportato, è salita complessivamente al 35,9%. Colossi della gestione del risparmio come BlackRock, Vanguard e State Street, insieme a grandi hedge fund americani, hanno incrementato l'esposizione verso i titoli di Stato italiani attirati dai rendimenti reali positivi, rendendo i fondi USA i principali detentori esteri privati davanti a quelli francesi e tedeschi. Per quanto riguarda invece la Banca Centrale Europea, decisiva nel recente passato per la gestione del debito italiano, occorre fare una distinzione tecnica fondamentale: la stragrande maggioranza dei titoli italiani acquistati tramite i programmi PSPP e PEPP non è detenuta direttamente a Francoforte, bensì dalla Banca d'Italia per conto dell’Eurosistema. La quota detenuta "direttamente" dalla BCE nei propri bilanci si aggira attualmente intorno al 2% del debito totale italiano, riflettendo la scomposizione degli acquisti che prevede che la BCE acquisti solo una piccola frazione (circa il 10%) dei titoli, lasciando il restante 90% alle banche centrali nazionali. Sommando la quota di Via Nazionale (16,7%) e quella diretta della BCE, il sistema delle banche centrali controlla ancora circa il 18,7% del debito, un dato in sensibilissimo calo rispetto agli anni passati a causa del proseguimento della strategia di riduzione del bilancio (Quantitative Tightening) che sta spostando il peso del finanziamento dello Stato dai canali istituzionali europei ai mercati privati, in particolare proprio verso i grandi fondi d'investimento americani. Per essere più espliciti, le politiche monetarie restrittive della Bce, impegnata nel vendere i titoli dei debiti pubblici dei singoli Stati, obbligano di fatto tali paesi ad alzare i tassi d’interesse, con un aumento del costo del loro debito, per attrarre i grandi fondi finanziari, destinati così a diventare decisivi nella tenuta dei conti pubblici con conseguenze facilmente immaginabili in tema di perdita di sovranità nazionale. 


Testo di Alessandro Volpi.

... POYEKHALI ...

YURI GAGARIN DISSE SEMPLICEMENTE : ​"POYEKHALI! (Andiamo)".. 


il suo sorriso per 108 minuti conquistò l'universo. Come l'Ulisse di Dante nel XX Canto dell'Inferno, che spinge i suoi compagni oltre le Colonne d'Ercole dicendo "fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza", Gagarin ha valicato il confine definitivo dell'umanità, l'atmosfera terrestre, accettando di guardare oltre la soglia del mondo conosciuto. La figura di Gagarin incarna l'archetipo puro dell'esploratore: non un conquistatore armato, non un politico, ma un figlio di contadini che con un sorriso ha preso su di sé la vulnerabilità e la curiosità di tutta la specie umana. In un secolo segnato da guerre terribili e dalla minaccia atomica, la sua figura ha unito idealmente il pianeta per un istante, mostrando che l'uomo sa essere anche poesia, coraggio e sete di conoscenza. Il fatto che la sua impresa sia rimasta così pulita, leggendaria e priva di retorica aggressiva lo rende un vero grande Maestro senza tempo... Chi è profondamente umile non ha un ego da difendere, non deve dimostrare niente a nessuno se non compiere il proprio dovere. È proprio questa assenza di vanità che regala una calma olimpica di fronte al pericolo e la forza di affrontare l'incredibile senza farsi travolgere dalla paura o dall'arroganza. Gagarin incarnava questo equilibrio perfetto: L'umiltà di chi sa di essere solo un piccolo uomo di fronte all'immensità del cosmo. La calma di chi non perde il controllo nemmeno quando la capsula gira su se stessa durante il rientro nell'atmosfera; Il coraggio di salire su quella bomba di metallo sorridendo e dicendo semplicemente "POYEKHALI (Andiamo)!". In un mondo dove spesso scambiamo la prepotenza per forza e l'arroganza per sicurezza, figure come la sua mi ricordano ogni giorno che la grandezza autentica ha un profilo discreto, composto e sereno.... 


Karima Angiolina Campanelli

... l'affaire Lavitola ...

𝐓𝐮𝐭𝐭𝐢 𝐚𝐥 𝐭𝐚𝐯𝐨𝐥𝐨 𝐝𝐢 𝐋𝐚𝐯𝐢𝐭𝐨𝐥𝐚, 𝐢𝐥 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐨 𝐬𝐨𝐥𝐨 𝐚 𝐑𝐚𝐧𝐮𝐜𝐜𝐢 


Il #buongiorno di Giulio Cavalli 


 "Io al Cefalù? Certo, per quelle vongole già sgusciate". Paolo Mieli ha spiegato così al Corriere, sabato, le sue cene nel ristorante di Valter Lavitola, reo confesso da mercoledì, dopo oltre cinque ore davanti al gip, come mandante della bomba esplosa il 16 ottobre 2025 sotto casa di Sigfrido Ranucci. Ha ragione chi ricorda che un cane da guardia del potere dovrebbe misurare le distanze, perché frequentare per raccontare è un mestiere e frequentare per coltivare relazioni è un altro, e su questo Ranucci una risposta la deve prima di tutto al suo pubblico. Solo che dalla telenovela, a fascicolo ormai aperto, spuntano gli altri. Il direttore di Repubblica Stefano Cappellini, che giovedì ha ricostruito in un lungo articolo il sondaggio su Ranucci premier commissionato da Lavitola, un progetto che racconta di aver liquidato subito. Italo Bocchino, che a Leggo ha detto che il faccendiere gli fornisce il pesce e che da lui con Ranucci ci ha pure cenato. Il caposervizio di Open, che per Lavitola raccoglieva materiale per un libro e si è sentito proporre una rete di contatti. Nessuno lo usava come fonte: cortesie tra gli ospiti, e qualcuno anche lavoro. Eppure Lavitola era Lavitola, condannato per le tentate estorsioni a Berlusconi e all'Impregilo, con oltre 23 milioni di fondi all'editoria da restituire secondo la Corte dei conti. Il senso di opportunità preteso da Ranucci valeva per tutti. Siamo sicuri che il problema sia un conduttore e non una categoria da Grande bellezza, stregata dalle faccende, dalle amicizie giuste, dal pettegolezzo e dai faccendieri? Sempre a proposito di autorevolezza.

domenica 16 agosto 2026

... ma quale invasione? ...

Qualche centinaio di disperati respinti con l'uso dei lacrimogeni. Quello che i nostri governanti prospettavano come un'invasione si è trasformata in un nulla di fatto. Le forze di sicurezza del Marocco hanno respinto e disperso con l'uso di gas lacrimogeni qualche centinaio di migranti. Si erano nascosti nelle aree montuose della periferia di Fnideq con l'obiettivo di forzare la frontiera ma ogni sforzo si è rivelato vano. L'invasione di terroristi islamici in Europa attraverso Ceuta, annunciata per ferragosto che ha addirittura reso necessaria la sospensione degli accordi di Schengen, s'è risolta per quello che era. Qualche decina di poveracci disperati respinti coi lacrimogeni tanto per dar qualcosa in pasto a favore di telecamere ai destropitechi affamati di capri espiatorio. 

Ma quanto è indecente e populista questa destra? Senza parole! 


 Mario Imbimbo.