domenica 16 agosto 2026

... ma quale invasione? ...

Qualche centinaio di disperati respinti con l'uso dei lacrimogeni. Quello che i nostri governanti prospettavano come un'invasione si è trasformata in un nulla di fatto. Le forze di sicurezza del Marocco hanno respinto e disperso con l'uso di gas lacrimogeni qualche centinaio di migranti. Si erano nascosti nelle aree montuose della periferia di Fnideq con l'obiettivo di forzare la frontiera ma ogni sforzo si è rivelato vano. L'invasione di terroristi islamici in Europa attraverso Ceuta, annunciata per ferragosto che ha addirittura reso necessaria la sospensione degli accordi di Schengen, s'è risolta per quello che era. Qualche decina di poveracci disperati respinti coi lacrimogeni tanto per dar qualcosa in pasto a favore di telecamere ai destropitechi affamati di capri espiatorio. 

Ma quanto è indecente e populista questa destra? Senza parole! 


 Mario Imbimbo.

... elezioni ...

LE ELEZIONI IN ISRAELE DEL 27 OTTOBRE CAMBIERANNO IL DESTINO DEL MONDO


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Il prossimo martedì 27 ottobre, il giorno delle elezioni politiche in Israele, non sarà un giorno importante solo per Tel Aviv e dintorni, o per Gaza, o per la Cisgiordania e per il Libano o l’Iran. Sarà un giorno in cui con ogni probabilità cambierà, in un senso o nell’altro, il destino prossimo del mondo. Anche perché il martedì successivo, il 3 novembre, ci saranno pure le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti d’America, che alle elezioni israeliane sono legate a doppio filo. In una settimana, in pratica, si giocano i destini politici di Benjamin Netanyahu e Donald Trump. Di midterm parleremo presto, però. Oggi ci concentriamo sulle elezioni in Israele. Perché si terranno prima. Perché il loro esito condizionerà le midterm americane. E perché, soprattutto, è possibile che da qui al 27 ottobre succederà di tutto. E forse è utile avere un quadro chiaro del contesto, per poi leggere quel tutto. Com’è messo Netanyahu a tre anni dal 7 otttobre e dopo il fallimentare attacco all’Iran? Quanto possono pesare ancora Ben Gvir e Smotrich? E come sono messi gli oppositori dell’attuale primo ministro israeliano? Per rispondere a queste domande non potevo che chiedere a mia volta una mano a Elena Testi, inviata in Medio Oriente per La7 e autrice di un incredibile libro, Genesi, che racconta alla perfezione l’ascesa dell’estrema destra in Israele. 

Vi lascio giusto una delle risposte che mi ha dato, la più decisiva di tutte: 

 "Se dovessero perdere entrambi, Netanyahu e Trump, che cosa accadrebbe a Israele? Beh, questa è una domanda alla quale è difficile rispondere, perché poi eh sicuramente, come ho spiegato, i democratici si stanno allontanando da Israele, ma qualora cambiasse la leadership israeliana, ci sarebbe chiaramente un riavvicinamento. Molto probabilmente ci sarebbe un riavvicinamento. Diciamo che Israele ha avuto sempre un appoggio bipartisan. Non è che sono sempre stati solo i repubblicani ad appoggiare Israele, ma anche i democratici. Per quanto riguarda la domanda se vincessero entrambi, spero di sbagliarmi, veramente spero di sbagliarmi, ma si potrebbe tornare a combattere nuovamente contro l'Iran, che poi in realtà è la grande battaglia della vita di di Benjamin Netanyahu, sempre stata la sua grande ragione di vita, quella di sconfiggere l'Iran”. 


 Francesco Cancellato.

... primi scontri ...

Vinciamo e passiamo il turno 🐂💪 #TorinoCarrarese 


 



Torino, dov'è il calcio frizzante promesso? Contro la Carrarese riaffiorano i fantasmi del passato Doveva essere il Torino delle idee nuove, moduli alternativi e calcio più dinamico. Questo il messaggio della dirigenza. La Coppa Italia con la Carrarese ha raccontato altro. Chi si aspettava una squadra aggressiva ha visto possesso lento, costruzione prevedibile e poche occasioni. La Carrarese è stata ordinata e coraggiosa, vicina a un pareggio meritato. Le promesse di un Torino offensivo rischiano di ritorcersi contro: più offensivo verso i tifosi, ancora delusi. Le responsabilità non sono solo di allenatore e ds: la contestazione è rivolta alla proprietà e a Cairo, accusato di pochi investimenti e ambizioni ridotte. Il divario tra promesse e realtà cresce e la pazienza dei tifosi è al limite. Una partita con la Carrarese non cancella l’estate di proclami: resta la domanda, dov’è il nuovo Torino promesso?

sabato 15 agosto 2026

... Piantedosi, zitto!!! ...

Ma perché neanche a ferragosto ci lasciate in pace? Tu te ne stai tranquillo sotto il tuo ombrellone e cosa devi leggere insieme a dati un po' a caso su fantomatiche riduzioni di femminicidi ed aumenti delle espulsioni? "L'italia si conferma uno dei luoghi più sicuri al mondo" tuona Piantedosi. L'Italia? Ma siamo sicuri? Allora cosa fai? Controlli. Fai una ricerca e scopri il Global Peace Index 2026, ovvero il report internazionale più autorevole sulla sicurezza globale. E pensi, eh vabbè certo non saremo primi. Siamo fra i più sicuri, Piantedosi non ha mica detto il più sicuro. E così guardi fra i primi tre. Ma nulla. Eh vabbè saremo fra i primi 10. Siamo fra i più sicuri. Scorri, ma nulla. Nemmeno fra i primi dieci. Eh vabbe ma almeno saremo nei primi 20. Niente. Siamo 35esimi. Trentacinquesimi. Non solo, ma l'Italia registra anche "un lieve calo rispetto agli anni passati". 

Ma perché? Perché? Cosa abbiamo fatto di male per dovervi smentire marchianamente anche a ferragosto? Senza parole! 


 Mario Imbimbo.

... cinque anni fa! ...

Cinque anni fa, il 15 agosto 2021, i talebani entravano a Kabul proclamando la restaurazione dell’Emirato Islamico dell’Afghanistan e dando avvio ad una drammatica crisi umanitaria che continua ad affliggere il Paese, aggravandosi di anno in anno. Al racconto dell’anno e mezzo successivo e della ventennale presenza NATO in Afghanistan è dedicato “L’ultimo aereo da Kabul. Cronaca di una missione impossibile” - Edizioni Piemme - in cui l’ambasciatore Stefano Pontecorvo - che all’epoca dell’evacuazione di Kabul ricopriva la carica di NATO Senior Civilian Representative per l’Afghanistan dopo essere stato ambasciatore italiano in Pakistan - cerca inoltre di rintracciare le cause profonde che hanno portato al precipitare degli eventi. La recensione - a cura di Silvia Samorè - è disponibile sul sito di Pandora Rivista.

... FERRAGOSTO!! ...

... c'è poco da calcolare, quest'anno siamo messi peggio dell'anno scorso!! Ed il prossimo anno, che sarà di noi? DA PAURA, DA TERRORE!! al solo pensarci ...

venerdì 14 agosto 2026

... luridi figuri!!! ...

Lavitola è in carcere perché accusato di essere il mandante dell'attentato contro Ranucci, quello che nel 2025 gli ha semidistrutto l'auto con un ordigno. Il gip è stato esplicito: nessun elemento per ritenere che Ranucci sapesse o fosse d'accordo. Ranucci è la vittima, non un complice. Nel mezzo di tutto questo il Tg1 ci costruisce un servizio che mette in dubbio la posizione del giornalista, Salvini chiede pubblicamente la sua sospensione da Report e la RAI convoca il Comitato Etico. Non sappiamo ancora chi c'è dietro Lavitola, chi lo manovrava e perché, quali interessi politici o economici ruotavano intorno a quell'attentato, non lo sa ancora nemmeno la magistratura che sta indagando. Sappiamo invece con certezza chi sta usando questa vicenda per tentare di eliminare il giornalista che da anni fa le inchieste più scomode sul potere italiano: Salvini, il Tg1 e il governo Meloni. Chi ha ordinato l'attentato è ancora da accertare, chi sta cercando di far fuori Ranucci approfittando del casino è sotto gli occhi di tutti. 


 Cesare Di Trocchio.
Ha ragione Sigfrido Ranucci. La sua è una "voce che spaventa". E non esagera affatto quando scrive che nella vita ha "imparato, seguendo per anni il filo che lega Aldo Moro a Piersanti Mattarella, e Piersanti Mattarella a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, che la storia italiana non uccide mai i suoi uomini migliori per debolezza: li uccide per eccesso di chiarezza. Muoiono tutti nello stesso identico modo — non tanto per la pallottola o per il tritolo, quanto per aver visto, un attimo prima degli altri, il disegno intero di cui erano parte, e per aver tentato, con l'ingenuità di chi crede ancora nella verità come in un bene comune, di raccontarlo a voce alta". E chi ha interesse a zittire questa voce che spaventa? Beh due conticini li hanno fatti tutti. E chi muove i fili di Telemeloni è chiaro anche alle pietre. E sappiate che usare un attentato di cui ricordiamolo, in ogni caso, Ramicci è vittima sarà il macigno più grande sulla vostra coscienza. Giù le mani da Report!


 Mario Imbimbo.