domenica 22 marzo 2026

... Ana Kasparian ...

Il messaggio di Ana Kasparian rivolto agli israeliani sta facendo discutere milioni di persone. Per alcuni ha detto una verità scomoda. Per altri ha superato il limite, scivolando nell’antisemitismo. Di certo, nessuno lo sta ignorando. Ana Kasparian, volto di The Young Turks, ha lanciato una dura critica a Israele in un video diventato virale. Rivolgendosi direttamente agli israeliani, ha detto che il Paese è “odiato a livello internazionale” e ha accusato Israele di comportarsi “come dei demoni”, pur continuando a richiamarsi all’idea di essere il popolo eletto. Ha precisato che la sua condanna non riguarda la religione, ma l’uccisione di civili. La polemica è aumentata quando, su X, Kasparian ha definito Israele “malvagio” e “genocida”, aggiungendo che avrebbe “distrutto il nostro Paese”. Dopo essere stata accusata di antisemitismo, ha replicato in modo duro, usando anche il termine “goyim”, e ha poi fissato in alto un nuovo messaggio in cui rifiutava di scusarsi. Ha ribadito che le sue critiche sono rivolte al sionismo e alle politiche del governo israeliano, non all’ebraismo, citando anche alcuni commentatori ebreo-americani per cui ha rispetto. Diverse organizzazioni ebraiche, tra cui l’ADL, hanno condannato le sue parole, definendole antisemite secondo la definizione dell’IHRA. I suoi sostenitori, invece, difendono il suo diritto a criticare apertamente le azioni del governo israeliano. Kasparian, che è di origine armena, non ha ritirato nessuna delle sue dichiarazioni.

... siamo bersagli!! ...

L’INVERNO NEL DESERTO 

- Dimona e l'inizio di un'altra Storia. 
di Lavinia Marchetti 


 Se, e dico se perché il condizionale è d'obbligo in tempi di guerra, come suggeriscono le ricostruzioni più critiche, i sistemi di difesa non sono più in grado di garantire l'inviolabilità del territorio più "critico" per Israele, cioè il centro di ricerca tecnologico e il centro dell'energia atomica, ci troviamo di fronte a un "momento Sputnik" per il Medio Oriente. La capacità iraniana di saturare i cieli, non solo con quantità, ma con una precisione balistica capace di sfidare l'Iron Dome e l'Arrow-3, segna un passaggio fondamentale di questa guerra. Intanto da "asimmetrica" si fa "simmetrica". L'Iran ha risposto simmetricamente all'attacco sul suo territorio al sito nucleare iraniano a Natanz. Quindi non si tratta più di un esercizio di superiorità unilaterale, ma di una guerra d'attrito tecnologico dove peraltro il costo di un intercettore supera di cento volte quello di un drone o di un missile d'attacco. Il concetto classico di "deterrenza" che ha ricattato mezzo mondo viene meno. E anche il trionfalismo a stelle e strisce appare grottesco. Liquidare la resistenza iraniana come un’agonia tecnologica ("hanno finito i missili", "la vittoria è questione di ore") ha prodotto un distacco fatale dalla realtà sul campo. Il Pentagono ha sottovalutato la capacità di Teheran di operare una disintermediazione della difesa. L'Iran ha saturato i sistemi di intercettazione con precisione e non solo con numero, i gangli vitali del nemico, trasformando, di fatto, il "vantaggio tecnologico" americano in un costoso ingombro burocratico. Posso anche sbagliarmi, ma dopo la crisi dei missili a Cuba del 1962 credo che non siamo mai stati così vicini ad una guerra atomica. Infatti l'atomica potrebbe diventare l'unica extrema ratio di attori che si sentono con le spalle al muro e se Israele non ha più i mezzi per contrastare i missili iraniani l'ipotesi atomica in mano a uno stato canaglia non è così remota. Dobbiamo anche pensare che mancano ancora due attori a pieno regime nello scacchiere. Hezbollah e gli Houthi. Hezbollah può diventare la profondità strategica mobile per l'Iran. Se la difesa israeliana ha mostrato crepe contro i lanci dall'Iran, un'attivazione massiccia dal Libano, con tempi di reazione azzerati dalla vicinanza geografica, renderebbe lo spazio aereo israeliano un colabrodo. Gli Houthi, ancora inattivi, rappresentano la capacità di trasformare una guerra regionale in una crisi energetica mondiale chiudendo anche lo stretto nel Mar Rosso. Colpendo le arterie del commercio mondiale e le infrastrutture petrolifere, questi attori dimostrano che la sicurezza dell'Occidente non dipende dai suoi eserciti, ma dalla fragilità dei suoi approvvigionamenti. In questo scacchiere, la stupidità europea non si fa attendere e si distingue, come sempre, per una forma di nichilismo burocratico. Rifiutare l'idrocarburo russo per legarsi a un Medio Oriente che sta bruciando le proprie riserve, e la propria stabilità, sotto i colpi di un conflitto dagli esiti catastrofici ed escatologici è l'apice dell'irrazionalità. La realtà materiale, evocata con durezza dalle cancellerie orientali, sta per presentare il conto con una deindustrializzazione forzata e una crisi sociale che nessuna propaganda potrà censurare perché la vedremo nella nostra quotidianità. Infine, la rivelazione tecnologica della notte di Dimona ha lacerato l’ultimo velo di Maya, con la conferma non solo che i cieli Occidentali sono scoperti ma che la gittata dei missili balistici iraniani ora è attestata oltre i 4.000 km, Roma, Parigi, Berlino... La rassicurante finzione della "guerra vista da lontano" è definitivamente tramontata. Abbiamo vissuto nell'illusione che la nostra sicurezza fosse un diritto acquisito e che la complicità nelle politiche di aggressione non avesse ricadute sulle nostre belle e patinate città dai salotti borghesi. Oggi comprendiamo che la distanza geografica era solo una tregua temporanea. Il tempo del distacco è finito e la storia, con la sua ferocia circolare, ci ricorda che la complicità strategica è un debito che si paga sempre in natura.

... ci siamo!!! ...

sabato 21 marzo 2026

... sincero democratico??? ...

ALLA PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA 

 Presidenza della Repubblica - La Posta del Quirinale 
https://servizi.quirinale.it/webmail/ 


Questo il testo del mio messaggio inviato oggi. Invito i cittadini e, in particolare i miei colleghi docenti, a fare altrettanto. 

Illustrissimo Signor Presidente Mattarella, 

dopo aver letto con sconcerto e amarezza, da Sua sincera estimatrice, il contenuto del messaggio che Lei ha ritenuto di formulare in occasione della morte di Umberto Bossi, mi sento in dovere - da cittadina e da insegnante chiamata a formare al rispetto dei fondamenti della civile convivenza, di cui il defunto ha fatto strame divulgando l’odio tra connazionali, legittimando l’insulto razzista e prodigando i suoi sforzi in direzione dello sgretolamento dell’unità del Paese, - di manifestarLe il mio più profondo dissenso. 

Illustrissimo Presidente, 

Lei sa meglio di chiunque che le caratteristiche di “un sincero democratico” sono altre e nessun cordoglio funebre può riabilitare una vita costellata da reati, tra cui Le ricordo le principali condanne: 

- Il vilipendio alla bandiera; 
 - La tangente Enimont (Finanziamento illecito per 200 milioni);
 - Il vilipendio al Capo dello Stato (Giorgio Napolitano chiamato “terùn”); 
- L’istigazione a delinquere. 

Tra i processi conclusi esclusivamente per prescrizione, si segnalano: 

- La truffa ai danni dello Stato per 49 milioni (la confisca dei 49 milioni di euro al partito è stata confermata e la somma non è ancora stata restituita); 
- L’appropriazione indebita (uso personale di fondi del partito per sostenere spese familiari). 

 Lucia Annunziata.

... editoriale ...

IL NIPOTE DI MUBARAK... 

Editoriale di Marco Travaglio 

 Il Fatto Quotidiano - 
21 marzo 2026 


Quindi il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove, piemontese di Biella e fedelissimo di Giorgia Meloni, conosce il mafioso romano Mauro Caroccia, all’epoca imputato per intestazione fittizia di beni con aggravante mafiosa in quanto uomo del clan Senese, almeno dal 2023, quando frequenta il suo ristorante “Da Baffo” e si fa le foto con lui. Nel dicembre 2024, con altri tre big piemontesi di FdI, fonda la srl biellese “Le 5 Forchette” che di lì a poco aprirà a Roma il ristorante “Bisteccheria d’Italia”. La prima azionista è la figlia di Caroccia, Miriam, 18 anni appena compiuti: i soci la nominano amministratore unico senza uno straccio di esperienza manageriale. Basterebbe digitare il nome del padre su Google per scoprire che è la figlia di un prestanome dei Senese, arrestato e imputato per rapporti mafiosi, ed evitare di diventarne socio e anche di frequentarne il ristorante. Ma Delmastro, che siede al ministero della Giustizia accanto a Nordio con delega sulla polizia penitenziaria ed è così curioso sulle vicende di mafia da possedere e passare a Donzelli i rapporti del Dap sulle visite di esponenti del Pd a Cospito e a tre boss al 41-bis (vicenda per cui è stato condannato in primo grado), racconta di essere rimasto ignaro del curriculum mafioso del padre della sua socia fino a un mese fa. Proprio allora Caroccia, condannato in Cassazione, viene arrestato. A quel punto il sottosegretario cade dal pero, scopre da dove viene la sua socia e vende le quote. Guardacaso, la Procura ha intanto aperto un’indagine anche sul ristorante di cui è socio Delmastro. Tant’è che ancora nel giugno ’25, sei mesi dopo la condanna in appello di Caroccia, il sottosegretario gli porta a cena alla “Bisteccheria” lo stato maggiore della Giustizia. Una foto lo immortala a tavola con la capogabinetto Giusi Bartolozzi e Massimo Parisi, n. 2 del Dap: la direzione delle carceri che di lì a sei mesi prenderanno in custodia il ristoratore mafioso. Ora provate a immaginare gli strepiti di Meloni, Delmastro e tutto il cucuzzaro se qualcuno del Pd o, peggio, dei 5Stelle avesse collezionato una simile serie di indecenze e di balle per coprirle. Nel 2011 Meloni & C. votarono la mozione “Ruby nipote di Mubarak” per salvare le chiappe a B.. Poi nel 2013 chiesero (e giustamente) le dimissioni perfino della ministra Iosefa Idem (governo Letta) per un trucchetto fra casa e palestra che le aveva risparmiato 3mila euro di Imu in cinque anni. Ma Delmastro non si tocca: al massimo è stato un po’ sbadato, una specie di nipote di Mubarak acquisito. E questi sono quelli che ci chiedono di votare Sì al “primato della politica” contro i “magistrati che non pagano mai”. Lunedì sapremo quanti boccaloni si sono bevuti anche questa. 


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... Milan 3 - Torino 2 ...

41 anni che non vinci in casa del Milan purtroppo certifica quello che siamo diventati da decenni. E comunque d'Aversa sta facendo un buon lavoro considerando che ha una difesa disastrosa!

... COMPLICI!!! ...

Il mio Levante sta bruciando: Palestina, Siria, Giordania, Libano. Bilad al-Sham, la Grande Siria, la terra più antica della storia, quella che ci fanno studiare fin dalle elementari, ridotta in macerie mentre il mondo guarda e fa finta di niente. Questa è la mia terra d’origine. La mia storia raccontata nei miei occhi. La mia identità. Nel mio sangue scorre sangue levantino, assiro, fenicio, e nessuno, nessuno ha il diritto di strapparla, dividerla, saccheggiarla come se fosse terra senza anima!!! E invece è esattamente quello che sta succedendo, mentre state zitti! MUTI!! Servi dei criminali, succubi di interessi sporchi, complici di giochi di potere che stanno distruggendo tutto, mentre chi potrebbe fermarli resta in silenzio. Un silenzio vergognoso. Complice.

 Quanto ancora dobbiamo guardare?! Quanto ancora dobbiamo sopportare?! Quante vite devono essere spezzate prima che qualcuno abbia il coraggio di chiamare tutto questo con il suo nome?!?! 
 Non è solo politica. È VIOLENZA. È DISTRUZIONE. Io non accetto tutto questo!! Non lo accetterò mai!! Perché questa terra non è una pedina. Non è un bottino!! È la mia araba fenicia, è la mia terra d’origine!! E mentre cercano di cancellarla, io non dimentico le mie radici. E non resterò in silenzio!!! 


 Sara El Debuch.