giovedì 19 marzo 2026

... un pazzo furioso!! ...

Si, è vero. É un pazzo. 
 Ma in una democrazia la responsabilità è di chi l’ha votato. Questa considerazione non è affatto secondaria, perché ci induce a ragionare sullo stato mentale e morale di un intero Paese. 
 Prima di tutto: che fine hanno fatto i democratici? Sembrano tutti sotto scacco, sotto ricatto ( Epstein di Clinton…) Poi, ragionando sulla storia americana ,ricordo che il Primo Emendamento (First Amendment) della Costituzione degli Stati Uniti d'America è quello che sancisce le libertà fondamentali, garantendo la libertà politica individuale, di espressione e di pensiero. Anche dei nostalgici Nazifascisti. Mentre il 1° emendamento non ha impedito il “maccartismo”, cioè la persecuzione del pensiero marxista. Non ha impedito la dottrina Monroe, che ha trasformato tutti i Paesi limitrofi in un “cortile di casa”, fino alle numerose e crudeli “esportazioni di democrazia nel mondo che ha lasciato Paesi distrutti ( Vietnam, 🇻🇳, Irak, Afghanistan, Libia, ecc… E gli USA mostrano con Trump di non avere strumenti per fermare la follia di chi sta portando il mondo intero in un futuro distopico e in un caos irreversibile e sterminatore… 

Angelica Lubrano.

... un pieno per il SI!!! ...

𝐈𝐥 𝐩𝐢𝐞𝐧𝐨 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐯𝐨𝐭𝐨 

Il #buongiorno di Giulio Cavalli 


 Tre settimane di crisi, quattro giorni prima del referendum: il consiglio dei ministri si riunisce alle sette di sera. Fino a mercoledì mattina l'ipotesi più probabile era il rinvio a dopo il voto. Poi, nel pomeriggio, la decisione improvvisa: annuncio al Tg1, Mattarella che firma il decreto da Salamanca. Urgenza selettiva, con tempistica chirurgica. Solo che l'urgenza aveva già tre settimane di età. La guerra in Iran aveva fatto salire i prezzi alla pompa da subito. Il governo aveva chiesto tempo, valutato, rimandato. La scorsa settimana in Parlamento Meloni aveva invocato cautela, dicendo di voler valutare bene come calibrare l'intervento. Poi arriva il 18 marzo e la calibrazione è pronta in trenta minuti di consiglio dei ministri. Il decreto prevede 25 centesimi al litro su benzina e diesel per venti giorni, crediti d'imposta per autotrasportatori e pescherecci, più poteri al Garante dei prezzi, multe ai petrolieri. Circa 500 milioni di euro. Tutto temporaneo, tutto urgentissimo. Francesco Boccia, presidente dei senatori del Partito Democratico, ha centrato il meccanismo: «Il governo ha inventato un nuovo modello economico: uno sconto di 20 giorni pagato con i soldi che gli italiani hanno già versato con i rincari delle settimane scorse». Matteo Salvini, da canto suo, ha aggiunto che se i petrolieri «diranno di no a tutto», l'extrema ratio sarà tassare gli extraprofitti. Tradotto: il governo sapeva, poteva agire prima, ha aspettato. E ora brandisce la tassa come carta futura, non come errore da ammettere. Sostanzialmente, questo decreto è la firma del governo sulla propria incapacità di gestire una crisi senza un tornaconto immediato. Non perché tagliare le accise sia sbagliato in sé, ma perché farlo adesso, così, con questo tempismo, rivela la funzione reale del provvedimento. 
Vorrebbe sembrare una risposta alla crisi ma è una banale risposta al sondaggio.

... anime di ghiaccio! ...

SIAMO ICEBERG ALLA DERIVA, UN ESPERIMENTO DI CONGELAMENTO SOCIALE... 



C’è un tipo di freddo che non ha niente a che fare con il meteo. È un gelo che batte sui vetri dell'anima, che siede a tavola con te, ti guarda fisso negli occhi congelando il cuore. Non è una stagione. È la nostra paura e indifferenza. Succede quando l’intelligenza diventa un’armatura di ghiaccio, lucida, tagliente... ma perde il coraggio della reazione. È il cuore? Quello è rimasto chiuso fuori nella tormenta a bussare, con le nocche insanguinate. Abbiamo trasformato la nostra mente in un ufficio asettico dove la musica dell’anima non entra perché "disturba il nostro oblio". E fuori? Fuori c’è solo il silenzio monumentale di un mondo che ha smesso di ascoltare perché ha troppa paura di sentire. Guardiamoci allo specchio, se abbiamo il fegato di farlo. Non siamo più esseri umani, siamo iceberg alla deriva in un oceano di indifferenza. Il gelo di cui parlo non è una metafora letteraria, è la cristallizzazione delle nostre anime. Ci siamo trasformati in minerali. Fuori, il mondo è un mattatoio a cielo aperto gestito da assassini assatanati di potere, folli che giocano a dadi con la carne dei figli degli altri. E noi? Noi guardiamo lo schermo, sorseggiamo il caffè e non sentiamo più niente. Siamo diventati monumenti alla solitudine, statue di marmo che sanno tutto ma non provano più niente, capaci solo di beceri sentimentalismi da telenovela. Stendiamo i nostri panni sporchi sotto i riflettori dei social come stendardi ridicoli delle nostre meschine vite . Siamo diventati esperti nel sopravvivere, ma abbiamo dimenticato come si brucia di passione per un alto ideale di vita. L’intelligenza è diventata un’arma bianca, ci serve per analizzare l’orrore senza lasciarci toccare il cuore. Siamo diventati chirurghi del nulla. Vediamo la violenza, la ferocia, il sopruso sistematico, e la nostra reazione è un commento acido o, peggio, un silenzio monumentale. Questa è la vera morte, non quando il cuore smette di battere, ma quando smette di ribellarsi. Quando l'anima diventa un pezzo di ghiaccio talmente denso che nemmeno il grido di una madre riesce a incrinarlo. Siamo l'apice della paralisi. Più il mondo brucia sotto i colpi della tirannia e della follia, più noi diventiamo freddi, lucidi, immobili. Una solitudine definitiva, perché chi non sa più inorridire è già un cadavere che cammina. Ma ricordate, anche il ghiaccio più spesso, alla fine, si spacca. Sotto quella crosta c'è un seme che non ha ancora rinunciato a sognare la primavera, una primavera fatta di sana rabbia e di vita vera. Svegliatevi o godetevi l'inverno. Perché il silenzio di oggi è la complicità di domani. Non lasciate che il gelo vinca l'ultima partita. Smettetela di essere così maledettamente intelligenti da dimenticarvi di essere vivi. Fate in modo che il vostro cuore torni a sognare il sole della RIVOLUZIONE, unica fonte di vita per rigenerare questa rinsecchita umanità... prima che il silenzio diventi l'unica lingua che sapete parlare. 


Karima Angiolina Campanelli

... CUBA!! ...

Cuba, già strangolata da anni e anni di embargo spietato degli USA, sta vivendo ora una grande emergenza sanitaria ed energetica. E mentre un popolo è al collasso, il Presidente degli Stati Uniti, responsabile tra gli altri di questa guerra senza bombe, non ha altri pensieri che dichiarare di voler prendere Cuba e farne quello che gli pare. 
Così, come se stesse parlando di un giocattolo o di un monile. Come se non l'avesse strangolata abbastanza. La vuole sua. 

Cuba non ha la bomba atomica. 
Cuba non invade gli altri Stati. 
Cuba non è una minaccia per nessuno. 
Cuba è isolata, da anni. 
Cuba c'è stata quando serviva, per tutti. 

Ma lui la vuole sua. Per giocarci. 

Dov'è l'ONU? 
Dov'è l'Unione Europea? 
Dove sono i maestri di democrazia? 

Cosa altro dobbiamo sentire dalla bocca di questo pazzo prima che qualcuno intervenga? 

Con Cuba, sempre. 
Cuba No Está Sola! 

#Cuba

mercoledì 18 marzo 2026

... serva di Trump! ...

È tempo di chiederci, con la lucidità di chi guarda le bollette e non i talk show, se Giorgia Meloni si sia resa conto dell'enorme fallimento politico che sta consumando sulla nostra pelle. Il suo "fidanzamento" con Trump non è solo un errore di calcolo: è il simbolo del tradimento della destra post-fascista verso quel popolo che diceva di voler proteggere. Chissà se ha capito che mentre lei cerca una legittimazione internazionale come statista, l'Italia affoga. Quell'amore politico noi lo stiamo pagando letteralmente in euro e dollari: compriamo energia al triplo del prezzo, subiamo dazi che strangolano le nostre imprese e investiamo miliardi in armi mentre la sanità pubblica cade a pezzi. Lei incassa il prestigio, noi paghiamo il conto. Chissà se chi l'ha votata ha ancora il coraggio di sostenerla, ricordando quando lo proponeva per il Nobel per la Pace; oggi la realtà è una pozza di propaganda dove la "sovranità" è diventata accondiscendenza totale ai poteri forti e al liberismo più sfrenato ordinato da Washington e Bruxelles. Chissà se si rende conto che la sua narrazione, tesa solo a inventare nemici immaginari per distrarre le masse, sta svanendo davanti alla realtà: la precarietà lavorativa, le tasse che aumentano e l'impossibilità di curarsi non hanno colore politico. Quando la fame morde, anche i nostalgici del Ventennio capiscono che la "Fiamma" non scalda le case e iniziano a guardare altrove, magari verso il populismo ancora più estremo di Vannacci. Chissà se ha realizzato che il suo amore per Trump è anche una delle cause principali della sua imminente sconfitta: se il "No" vincerà il referendum, sarà il segnale che gli italiani hanno capito il trucco. Non si può essere "patrioti" a parole e "coloni" nei fatti. Chissà, infine, se Meloni comprende che il limite di uno statista si misura dal benessere della sua nazione, non dai sorrisi dei potenti. Sacrificare l'Italia sull'altare dell'atlantismo più servile, trasformando un intero Paese in una periferia dell'impero americano, non la rende una leader: la rende complice di un declino che la storia non le perdonerà. 

(Ho "rubato" al Fatto Quotidiano questa bellissima vignetta di Mannelli). 


 Mauro David.

... Joe Kent ...

𝐈𝐥 𝐜𝐚𝐩𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥'𝐚𝐧𝐭𝐢𝐭𝐞𝐫𝐫𝐨𝐫𝐢𝐬𝐦𝐨 𝐚𝐦𝐞𝐫𝐢𝐜𝐚𝐧𝐨 𝐝𝐢𝐜𝐞 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐢𝐧 𝐈𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐬𝐢 𝐩𝐮𝐨̀ 𝐝𝐢𝐫𝐞 


Il #buongiorno di Giulio Cavalli 


Joe Kent, direttore del National Counterterrorism Center, scrive a Donald Trump: «L'Iran non rappresentava alcuna minaccia imminente, ed è chiaro che abbiamo iniziato questa guerra a causa delle pressioni di Israele e della sua potente lobby americana». E si dimette. Queste parole, in Italia, si chiamerebbero antisemitismo. Il meccanismo è collaudato: Moni Ovadia e Gad Lerner, entrambi ebrei, vengono accusati di antisemitismo ogni volta che nominano il genocidio di Gaza. Il 5 marzo il Senato ha approvato il ddl che adotta la definizione Ihra, International Holocaust Remembrance Alliance, per cui criticare le politiche di Israele è antisemitismo. Ora passa alla Camera. Solo che Kent non è un intellettuale di sinistra. È un veterano dei Berretti Verdi, undici missioni, ex agente Cia, vedovo di guerra. Leggeva i briefing ogni mattina ma ha scritto che l'America è stata trascinata in guerra attraverso «una campagna di disinformazione» israeliana. Trump lo ha liquidato: «Era debole sulla sicurezza». Gaza è stata il laboratorio. L'impunità concessa durante il massacro sistematico della popolazione civile, che la Corte Internazionale di Giustizia, su ricorso del Sudafrica, ha già giudicato plausibile come genocidio, ha spostato il confine del tollerabile. Poi il Libano, poi una guerra contro l'Iran su intelligence contestata dai funzionari stessi. È uno schema che Israele applica su larga scala. Trump è il servo utile, non l'architetto. Tredici soldati americani sono morti, duecento feriti. 
In Italia discutiamo di chi ha usato la parola sbagliata.

... Apocalisse!! ...

STIAMO ASSISTENDO AL BANCHETTO DEI CIECHI IL DESTINO BUSSA E TROVA SOLO SANGUE... 


C’è un’oscurità specifica nel vedere il destino bussare alla porta del mondo e trovare, ad accoglierlo, solo l’arroganza di chi crede di possedere la terra. Se Hillman ci insegnava che il Daimon può farsi demone quando non viene riconosciuto, oggi assistiamo alla metamorfosi più atroce: il potere che si fa macelleria. Trump e Netanyahu non sono errori della storia, ma le escrescenze di un'anima collettiva che ha smesso di ascoltare. Mentre il Destino bussava chiedendo cura, diplomazia e visione, loro erano distratti dallo specchio del proprio narcisismo e dalla brama di un dominio che non conosce il sacro. Questa è l'apocalisse della distrazione, in questa "bellezza di ciò che non è accaduto", oggi leggiamo una verità spaventosa: la bellezza di ciò che avremmo potuto essere e che questi architetti del massacro stanno soffocando nelle macerie. La pace che non è accaduta non è un vuoto politico, è un crimine contro l’anima del mondo. Il genocidio è l’atto estremo di chi è così sordo al richiamo dell'Invisibile da sentire solo il rumore delle proprie armi e dei propri interessi. Secondo la via della Futuwwa, il vero cavaliere protegge il debole; chi sventra il pianeta e stermina i popoli non è un leader, è un mendicante di ego vestito da sovrano. La loro distrazione non è stata una svista, ma un rifiuto deliberato della vita stessa. È la condanna dell'Invisibile... il destino ha smesso di bussare, ora osserva in silenzio. La bellezza che non è accaduta, la convivenza, il rispetto per la terra, il respiro dei bambini sotto cieli puliti, griderà contro di loro per l'eternità. Hanno scelto il rumore della distruzione perché non avevano il coraggio di sostenere il silenzio della propria anima vuota. Non c'è gloria nel trionfo sulle ceneri. C'è solo l'orrore di aver scambiato il battito del cuore del mondo con il conto alla rovescia di una bomba. E per voi, spettatori inerti che nutrite il mostro col vostro silenzio, la condanna è già scritta: non sarete visitati dal Destino, ma divorati dal suo spettro, poiché chi guarda l'orrore senza farsi scudo per l'Innocente ha già venduto la propria anima al vuoto, trasformando l'umanità in un cimitero di dèi che non hanno più un popolo da amare, ma solo cenere da giudicare. 


Karima Angiolina Campanelli