mercoledì 25 marzo 2026

... la "pitonessa" ...

Ci sono discorsi che rivelano molto più di quanto chi li pronuncia vorrebbe. Quello di Santanchè sulla mozione di sfiducia è uno di questi. Non è una colpa essere ricchi. Non lo è mai stato. Ma ostentarlo, rivendicarlo con arroganza proprio mentre milioni di italiani fanno i conti con bollette sempre più alte, stipendi che non bastano e un futuro incerto… questo sì, è un problema. Ed è un problema enorme. Perché mentre lei parla di tacchi, di immagine, di orgoglio personale, fuori da quell’aula c’è un Paese reale. Un Paese fatto di lavoratori onesti che ogni giorno si alzano presto, fanno sacrifici, rinunciano a tutto e, nonostante questo, non riescono ad arrivare a fine mese. Persone che non hanno avuto la fortuna — sì, fortuna, perché spesso è anche questo — di nascere nelle condizioni giuste o di avere le opportunità giuste. E allora no, non è la ricchezza il punto. Il punto è la distanza. Una distanza sempre più profonda tra chi governa e chi vive la realtà. Fa male sentire certi toni, fa male vedere quella sicurezza ostentata mentre il caro vita erode ogni certezza per chi vive di stipendio. Fa male perché ti ricorda che chi dovrebbe rappresentarti, in realtà, non ti vede nemmeno. E ancora più grave è il silenzio sulle soluzioni. Perché mentre le famiglie stringono la cinghia, mentre i giovani non riescono a costruirsi un futuro, mentre il lavoro perde valore ogni giorno, questo governo sembra incapace — o peggio, disinteressato — a migliorare davvero il tenore di vita degli italiani. Da elettore di sinistra, quello che provo non è solo rabbia. È delusione. È amarezza. Ma è anche la convinzione che non possiamo abituarci a tutto questo. Perché un Paese giusto non è quello in cui si esibisce la ricchezza, ma quello in cui si combatte la povertà. E oggi, purtroppo, siamo molto lontani da quell’idea di giustizia. 


Comitato di cittadini attivi e democratici in difesa della Costituzione
Il senatore del Movimento 5 Stelle Luca Pirondini ha depositato la mozione di sfiducia individuale contro la Ministra del Turismo, chiedendone la calendarizzazione urgente. < «Siamo stati i primi a presentarla due anni fa, quando esplosero gli scandali che la riguardavano, mentre la Presidente Meloni continuava a difenderla con convinzione. Evidentemente è servita la sconfitta clamorosa al referendum per arrivare a questa decisione. Ora chiediamo a Fratelli d’Italia e alla maggioranza di essere conseguenti e di dare seguito a quanto la stessa Meloni, sia pure con notevole ritardo, ha chiesto: Santanchè deve lasciare la poltrona». A questo punto la domanda è semplice e diretta: cosa farà Fratelli d’Italia? Si asterrà, lasciando così cadere la propria ministra grazie ai voti dell’opposizione? Oppure Giorgia Meloni insisterà affinché Santanchè faccia un passo indietro prima ancora che si arrivi al voto in Parlamento?

... il dopo Referendum ...

Doveva essere il ponte dell'Europa con Trump su dazi e guerra, doveva imporsi a Bruxelles... e invece scopriamo che Meloni fatica a far dimettere la sua Ministra e compagna di partito Santanchè. Che situazione indecorosa per le Istituzioni! Al danno di immagine di questi anni si aggiunge adesso l’imbarazzo di uno stallo che rivela tutta la debolezza della premier. Dopo quasi 3 anni passati a salvarla con voti e scudi in Parlamento anche di fronte a una truffa covid ai danni dello Stato, ora la Presidente del Consiglio è stata costretta da 14 milioni di voti a implorare Santanchè in un comunicato stampa affinché lasci il Governo. E dopo ore e ore ancora non succede nulla. Che balletto indecente! Tutto questo è la conferma che abbiamo avuto in questi anni una premier sotto ricatto politico anche dentro il suo partito. Altro che "Fratelli" d'Italia. 

 Giuseppe Conte
𝐀 𝐮𝐬𝐜𝐢𝐫𝐧𝐞 𝐬𝐜𝐚𝐬𝐬𝐚𝐭𝐚 𝐞̀ 𝐥𝐞𝐢 


Il #buongiorno di Giulio Cavalli 


 Dunque il referendum che non era “politico” in poche ore ha infilzato un sottosegretario alla giustizia (Andrea Delmastro), la capa di gabinetto di Nordio Giusi Bartolozzi e una quasi ex ministra al Turismo (Daniela Santanchè) bel giro di qualche ora. C’era da aspettarselo. Una presidente del Consiglio che da quattro anni dà la colpa dei suoi fallimenti polirtici sempre ad altri non poteva che esimersi dal consumare la vendetta per il capitombolo referendario contro qualcuno. C’è da scommettersi che l’avrebbe fatto ben più volentieri contro i giudici o contro quei 14 milioni e mezzo di italiani ma il voto, per fortuna, non glielo consente. Forse Meloni pensa così di scrollarsi di dosso la sua prima cocente sconfitta nel più infantile dei modi, ovvero attribuendola agli altri ma no, non funziona e no non basterà. È la stessa Meloni che s’è tenuta stretto l’amico Delmastro dopo una condanna di otto mesi per rivelazione di segreto d’ufficio, reato gravissimo per un uomo di Stato in un ministero così delicato. È la stessa Meloni che definisce “una leggerezza” il mettersi in società con un mafioso, tramite figlia sacrificale, e sorridere e cenare con lui. È la stessa Meloni che ha difeso Bartolozzi, e quindi anche il ministro Nordio, per avere gentilmente liberato uno stupratore criminale libico come Almasri. È la stessa Meloni che non ha alzato ciglio per l’accusa alla ministra Santanché di avere truffato lo Stato che in questo momento rappresenta. È la stessa Meloni che non riesce a scollare Santanché dalla poltrona del ministero del Turismo. A uscirne scassata è lei. Lei che voleva essere ricordata mentre dialogava con i grandi della terra e invece si svela come capobanda di inetti, inadatti e irresponsabili. E li ha scelti lei.

... il costo dell'energia ...

La Spagna, il 20 marzo, ha pagato l’energia 14 €/MWh grazie all’imponente strategia del governo spagnolo sulle rinnovabili, mentre l’Italia ha pagato circa 140 €/MWh. Meloni, invece di andare in Algeria a fare accordi per il gas, segua Sánchez e impari come si fa a pagare meno l’energia e a costruire una vera sovranità energetica. Il governo fossile sta costringendo gli italiani a dipendere da una fonte energetica responsabile del caro energia e delle speculazioni che hanno arricchito le lobby del gas e del petrolio. La presidente Meloni avrebbe dovuto sbloccare le autorizzazioni per le rinnovabili, che in tempi brevi potrebbero liberarci dalla dipendenza dal gas. La guerra sta mettendo in ginocchio l’economia e sempre più italiani stanno scivolando sotto la soglia di povertà: sono oltre 2,7 milioni le famiglie in povertà energetica, anche a causa delle politiche di dipendenza dal gas. La guerra ha origine anche nel controllo dei giacimenti di idrocarburi e, con il conflitto, si stanno arricchendo non solo le industrie delle armi, ma anche quelle energetiche. L’AD di Eni ha dichiarato che ci sarà un dividendo straordinario legato all’aumento dei prezzi di petrolio e gas causato dalla guerra. In tre anni e mezzo, le società energetiche italiane hanno realizzato profitti per 80 miliardi di euro, anche grazie all’aumento delle bollette pagate da famiglie, pensionati e imprese. 

È il momento di renderci indipendenti con le rinnovabili: se non ora, quando? 

Angelo Bonelli #alleanzaverdisinistra

martedì 24 marzo 2026

... cade una testa!! ...

È ufficiale! Ce l’abbiamo fatta! Andrea Delmastro Delle Vedove si è finalmente dimesso da sottosegretario alla Giustizia. L’uomo condannato in primo grado per rivelazione di segreto d’ufficio. L’uomo che risultava socio al 25% di una società con la figlia di Mauro Caroccia, prestanome del clan Senese. L’uomo che quella società se l’era tenuta nascosta, omettendola dalla dichiarazione patrimoniale obbligatoria alla Camera. Quest’uomo era il sottosegretario alla Giustizia della Repubblica Italiana. Alla Giustizia. Ci sono voluti giorni, un’inchiesta giornalistica, la sconfitta al referendum e una pressione politica insostenibile per ottenere quello che sarebbe dovuto accadere il giorno stesso dello scoop. Anzi, molto prima. Già dopo la condanna. Le dimissioni arrivano tardi. Troppo tardi. Ma finalmente sono arrivate. E adesso aspettiamo Daniela Santanchè.

... cara sinistra ...

Cara sinistra. 

Cari tutti i leader della sinistra. Ed i nomi non li metto non per pigrizia, ma perché in realtà non saprei quali mettere. Non saprei proprio dire chi sia davvero la sinistra. Anzi, non saprei manco dire chi rappresenti il minimo sindacale, ovvero il centro-sinistra, visto che anche per questo referendum sulla giustizia il funambolo Renzi non aveva dato indicazioni di voto, ed il suo compare Calenda addirittura suggeriva il sì. Motivo per cui è più importante che mai acchiapparvi tutti per le orecchie. L'Italia ha detto NO. Soprattutto i giovani, hanno detto NO. MA scordatevi che lo abbiano fatto per le vostre belle facce. Sì, ok, ci avete messo del vostro nello spiegare che questa riforma ci avrebbe spediti dritti dritti nelle mani di Benita ed i suoi gerarchi. MA quello che è accaduto, in realtà, è che il popolo ha lanciato anche a VOI un messaggio. Chiaro e forte. E cioè che la gente l'aveva capito eccome, il quesito. E pure il giochetto. E vi ha detto che ci tiene eccome, alla democrazia. Quella democrazia conquistata a lacrime e sangue. E se lo sa, che è costata lacrime e sangue, è perché lo ha studiato a scuola: la scuola pubblica. È perché è un popolo che la storia trasmessa e testimoniata dai nonni (i 50enni) ed i bisnonni (i 30enni) l'ha capita e la porta ancora nel cuore. Con menzione d'onore per i giovani siciliani, che sull'importanza della giustizia ed i magistrati hanno molto da dire. Su questa cosa però, cicci belli, non si vive di rendita. Non potete pensare di stare lì a pettinare le bambole, a giochicchiare con le vostre ventordicimila correnti, di prendervi il voto per diritto divino. Questa alta affluenza è stata un'affluenza di coscienza. Un'affluenza di emergenza. Un evidente "ok, tocca intervenire a noi. Questi non sono capaci". Tenetela a mente, questa cosa. Coltivatela davvero, questa massa risvegliata. Perché, se non accogliete il segnale, il rischio è che la bomba dei giovani stanchi di sopportare ed aspettare scoppi in faccia a tutti quanti.

... dodicesima puntura! ...

... si prosegue con le punture, oggi poi ho un bel bottone nell'occhio!!

lunedì 23 marzo 2026

... tanto rosso!!! ...

Vi presento la nuova mappa aggiornata dell’Italia nel giorno del Referendum Costituzionale. Una marea rossa di No, dal Sud al Centro, alle isole, fino al Nord ovest e pure pezzi del Nord est, a casa loro. L’Italia che resiste e dice NO! 

❤️🙏🌹 Lorenzo Tosa.
A oltre il 60% delle schede scrutinate, possiamo parafrasare #SandroPertini: 

"NON CI PRENDONO PIU'!" 

 Dopo mesi di fango e di una campagna elettorale oscena, gli italiani per la seconda volta in dieci anni hanno dimostrato di non voler essere presi per i fondelli dalla maggioranza di turno, perché la #Costituzione NON SI CAMBIA A COLPI DI MAGGIORANZA E CONTRO QUALCUNO. 

Grazie a tutte le compagne e i compagni che in queste settimane si sono impegnate da Nord a Sud per un risultato insperato fino a due mesi fa. Ora il Governo #Meloni la smetta di frignare e inizi davvero a fare qualcosa per far funzionare la giustizia in #Italia, anziché continuare a varare leggi che favoriscono corrotti e mafiosi! Viva la Costituzione nata dalla Resistenza antifascista! 

#qualcosadisinistra