giovedì 20 agosto 2026

... più Antifascismo!!! ...

CI VUOLE PIÙ ANTIFASCISMO 


Sulle pareti di questo profilo non ci sono mezze misure. Questo profilo è orgogliosamente e irriducibilmente ANTIFASCISTA. Stamattina mi sono svegliato così. Con il bisogno di ribadirlo. Perché vedo troppe scorie fasciste trattate con sufficienza. Liquidate come semplice folclore. Occhio. Si inizia così. Normalizzando il grottesco. Trasformando l’ennesima sparata suprematista in macchietta. Derubricando l’anti-antifascismo a nostalgia da bar. Il nuovo fascismo non arriva col botto. Con un golpe. S’infila piano piano, come una muffa. Roberto Vannacci non è una meteora caduta per sbaglio nel dibattito pubblico. È il sintomo, in alta uniforme, di qualcosa che covava sotto la cenere da un pezzo. Il meccanismo è vecchio come il mondo: prendi un linguaggio d'ordine, travestilo da "coraggio delle idee" o da sfacciata "libertà di pensiero", e servilo a una platea stanca, spaventata, affamata di scorciatoie. In un Paese che ha un rapporto irrisolto con la propria memoria, le parole del Generale sono un richiamo della foresta. I nostalgici ci vedono un leader, i progressisti un bersaglio perfetto per indignarsi a costo zero, e i salotti tv il carburante per fare ascolti. Ma a guardare oltre i toni da caserma, la sostanza è fredda. Quella che divide il mondo tra "noi" e "loro", e che ti dice che per stare in piedi devi per forza calpestare qualcun altro. Apro una parentesi, e la apro da osservatore della storia di questo Paese. Non ho carte firmate o scottanti. Sia chiaro. Ma le dinamiche del potere non cambiano mai davvero spartito. Chi conosce come funzionano certi ingranaggi sa che i personaggi pubblici non nascono quasi mai per caso nel vuoto spinto. Dietro questa figura è difficile non intravedere la regia di quei mondi di mezzo abitati da Logge occulte, cenacoli coperti, settori deviati degli apparati. Quelle reti d'influenza che da sempre, in Italia, usano l'uomo d'ordine del momento per sondare il terreno e misurare quanto si sia disposti ad arretrare. In questo Paese il potere reale non ha mai giocato a carte scoperte. È una lunga storia di stanze segrete e burattinai d'alto bordo. Vedi: la regia d'oltremare della CIA, la Gladio blindata da Cossiga, l’Anello ombroso vicino ad Andreotti, l’Ufficio Affari Riservati dell’infedele D’Amato, fino ai cappucci della P2 di Licio Gelli. Non hanno semplicemente tramato. Hanno disegnato i contorni della Repubblica con il compasso della strategia della tensione, muovendo le pedine nell'ombra mentre sul tabellone ufficiale si fingeva di fare la democrazia. Occhio. La memoria non è un monumento di marmo. L'antifascismo militante è un atto di vigilanza collettiva. Guardare a vista il presente significa non cedere neanche un centimetro di strada alla rimozione. 


Alfredo Facchini

... il ruggito del coniglio!! ...

𝐈𝐥 𝐫𝐮𝐠𝐠𝐢𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐌𝐞𝐥𝐨𝐧𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐮𝐧 𝐦𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐦𝐮𝐠𝐨𝐥𝐢𝐨 


Il #buongiorno di Giulio Cavalli 


 L'autorevolezza di una voce si misura da quel che provoca intorno quando decide di alzarsi. Giorgia Meloni l'ha alzata il 31 luglio, con la faccia golosa davanti alle immagini di Ceuta: "L'immigrazione clandestina fuori controllo rappresenta una minaccia concreta per la sicurezza dei confini europei", scriveva, e subito giù la sospensione di Schengen con la Spagna, la lettera di 22 governi contro Madrid. Tutto vannaccismo preventivo in purezza nella speranza di non avere bisogno di Roberto Vannacci, che Youtrend dà al 7,6%. Cosa abbia provocato si è visto ieri, quando anche l'Austria ha rimandato in Italia quattro richiedenti asilo con un biglietto del treno o dell'autobus pagato da Vienna. L'ennesimo episodio dopo Germania e Svizzera. Lo strumento usato è il Patto europeo su migrazione e asilo, in vigore dal 12 giugno, quello che Matteo Piantedosi salutava come «un grande successo per l'Europa e per l'Italia»: il Paese di primo ingresso resta responsabile, e i vicini adesso hanno le procedure bell'e scritte per attivare il meccanismo. Il grande successo urlato da Piantedosi del resto sta scritto tra i numeri di Eurostat: nel 2025 l'Italia ha ricevuto 24.152 richieste di riprendersi i dublinanti, la Germania ne ha spedite 35.993. Forse prima di alzarla, la voce, converrebbe guardare da che parte pende la bilancia. E mentre quelli a Palazzo Chigi provano a capire cosa hanno firmato Berlino ne vorrebbe spedire indietro tre arrivati prima del 12 giugno e, secondo il Quotidiano Nazionale, la via d'uscita allo studio sarebbe accettarne due, mentre sull'Austria, scrive l'Ansa, dal governo italiano ieri non è arrivata mezza parola. Insomma, la voce alzata contro Madrid è finita a risuonare come un mesto mugolio. 

Quattro biglietti di seconda classe: ecco quanto pesa la voce di Meloni.

... false flag ...

L'Ucraina sta chiaramente esaurendo carne da macello per la NATO, il suo crollo economico è senz'altro più accelerato di quello Russo. Buttare ancora soldi e armi non servirà a cambiare lo stallo attuale, ci può essere solo un'escalation che semplicemente ucciderà altre centinaia di migliaia di persone, da una parte e dall'altra (ricordo che molti soldati sono letteralmente buttati in trincea senza preparazione e senza consenso). C'è bisogno di nuova carne e nuova spinta per rinvigorire le "truppe" e soprattutto per tagliare completamente il welfare e comprare armi, armi e ancora armi. Per questo serve un nemico, possibilmente più credibile dei russi, che, in fin dei conti, in Europa, salvo pochi esaltati calendiani o picierniani, fatichiamo a riconoscere come nemici. Il nuovo sistema tedesco di reclutamento militare ha inviato quasi 300 mila questionari ai diciottenni. A metà giugno soltanto 530 giovani provenienti da questo canale erano già stati assegnati al servizio nel 2026, malgrado uno stipendio iniziale di circa 2.600 euro lordi. I giovani europei non ne vogliono sapere di fare la guerra. Per cosa poi? Per arricchire i già ricchi? Quindi c'è bisogno di una minaccia su cui tutti i governi lavorano da decenni: i cattivissimi islamici! Peraltro in combutta con i russi! I media stanno già preparando la strada. Sicuramente qualcuno a Washington si è chiesto: come facciamo a ribaltare una guerra persa? Ma è ovvio, costringere gli alleati-sudditi a buttarsi nella mischia. Come si fa? Si costruisce una profezia che si autoavvera. E se non si autoavvera, visto che abbiamo esperienza di 11 settembre, 7 ottobre e Nord Stream, prima costruiamo minacce immaginarie e poi alla fine una meravigliosa e spettacolare "false flag" e poi vediamo che succede.

 Ecco questo è ciò che penso. 

 Lavinia Marchetti.

... Marco tra le onde! ...

... una bellissima foto di nostro nipote Marco alle prese con il mare ... un periodo di gioia in un nuovo ambiente, lontano dal grigiore della città!

mercoledì 19 agosto 2026

... il figlio del vento ...

... ORRENDA ISRAELE!!! ...

Orribile e disumano. 

 Le immagini di queste ore di giornalisti e cittadini palestinesi marchiati con dei numeri dai soldati israeliani in Cisgiordania rimandano ai periodi più bui della nostra storia. Nel mentre continua senza sosta l'orrore in Palestina. Oltre 300 bambini sono stati uccisi dall'inizio di quella che doveva essere una tregua. Sempre più famiglie palestinesi sono sotto assedio dei coloni in Cisgiordania, senza cibo né acqua. Mi scrivono da Khirbet Umm Al-Khair, dove il governo israeliano ha modificato la classificazione di quella zona per permettere ai coloni di occupare quella terra. Non sono riusciti a cacciare i palestinesi con la violenza e gli omicidi, ora ci provano con la legge. E ancora mancano cure, elettricità, cibo e acqua: l'essenziale per sopravvivere. La verità è di fronte ai nostri occhi e di chiunque voglia guardare. Israele non vuole la pace, non vuole fermarsi. Vuole perseguire il suo piano di annessione illegale e apartheid, il piano della cosiddetta "grande Israele". Anche perché Netanyahu ha bisogno dello Stato di guerra permanente per non perdere il potere. E, ancora una volta, l'Italia e l'Europa non dicono e non fanno alcunché. Non interrompono l'accordo di associazione UE-Israele. Non condannano il genocidio, l'apartheid, l'occupazione illegale. Non riconoscono nemmeno lo stato di Palestina. 
 Una vergogna senza fine, alla quale abbiamo il dovere politico e morale di mettere fine. Per questo al Governo riconosceremo lo Stato di Palestina e voteremo in EU per l'interruzione del patto con Israele. 


 Nicola Fratoianni.

... fuori controllo!!! ...

Il costo del carocarburante è fuori controllo, l'intervento tardivo e ridicolo del Governo del 4 agosto è stato immediatamente mangiato dagli aumenti: la mazzata resta da mesi a carico di cittadini e imprese. Secondo il presidente di Federpetroli Italia nei prossimi mesi non sarà difficile toccare i 3 euro al litro sul gasolio se si continua così. Per non parlare dell'inflazione e dei rincari generalizzati, del preoccupante prezzo del gas che potrebbe tradursi in nuove stangate sulle bollette. Sono mesi che si fischietta. Un Governo all'altezza della sfida dovrebbe riunire immediatamente il Consiglio dei Ministri per adottare misure di emergenza recuperando tutte le risorse possibili da extraprofitti dei colossi energetici, delle banche e delle industrie militari per distribuire per sostegni mirati alle famiglie più in difficoltà e dosare interventi sui prezzi e sui crediti d'imposta per le imprese. Dovrebbe inoltre esercitare un ruolo vero a Bruxelles, dopo 4 anni di nulla. L'Europa dovrebbe mettere in campo un nuovo Pnrr per energia, lavoro e industria anziché favorire spese pazze sul Riarmo dei singoli Stati. Dovrebbe inoltre investire sulla diplomazia in maniera decisa: ha lasciato completamente impunito Netanyahu, che si è trascinato Trump in una guerra illegale all'Iran per cui gli italiani pagano il prezzo col caroenergia e anche i rischi di possibili ritorsioni di Teheran sulle basi in Europa di cui si parla in queste ore. Mi pare invece che si continui a far finta di niente. Meloni fa interviste per dire che "l'Italia è più forte di prima" e cercano di coprire l'emergenza economica arruolando tutti i giornali e le tv che controllano per buttare fango 24 ore su 24 sulla redazione di un programma d'inchiesta quale Report, che ha costituito una vera spina nel fianco di un Governo che vuole TeleMeloni a reti unificate soprattutto adesso che la campagna elettorale è alle porte. Teniamo alta la guardia: Report e le sue inchieste non sono un problema per gli italiani ma solo per i politici che non tollerano il giornalismo d'inchiesta. Il problema degli italiani è un governo che dopo 4 anni è rimasto immobile senza offrire soluzioni. 


 Giuseppe Conte.