lunedì 9 marzo 2026

... l'anima nera di Trump! ...

𝐍𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐝𝐢 𝐓𝐡𝐢𝐞𝐥, 𝐥’𝐢𝐝𝐞𝐨𝐥𝐨𝐠𝐨 𝐝𝐢 𝐓𝐫𝐮𝐦𝐩 


Articolo di Matteo Cazzato 


 Più di Steve Bannon è Peter Thiel, il fondatore di Palantir, a dettare la linea al presidente Usa. Il suo libro-manifesto, edito anche in Italia, è un distillato di delirio Maga, tra xenofobia e velleità autoritarie di ispirazione nazista In questi giorni è a Roma... Accanto alle appariscenti figure da palcoscenico, tutti i giorni sulle prime pagine, come Trump e Musk, ci sono soggetti più inquietanti, ma forse anche più influenti: cercano di fare meno rumore, e portano avanti le loro manovre nell’ombra. Pensiamo ai nomi di primo piano nella rete occulta di Epstein, e fra questi anche Peter Thiel (più di 2600 menzioni). Ancor più di Steve Bannon (con cui pure ha avuto legami), Thiel è un vero ideologo occulto, in cui progetto economico e pensiero si saldano nel tentativo di (ri)plasmare il mondo, e i punti di contatto con l’operato di Trump, le scelte e anche i simboli di questa sua seconda amministrazione, sono numerosi. Libri, interviste, podcast e articoli, quando il riferimento non è già di suo preoccupante, Thiel va a pervertire gli oggetti culturali a cui si richiama. Uno sguardo più attento permette di smascherare l’espediente, ma la sua esposizione è ridotta, la diffusione avviene in contesti selezionati. Inoltre, si serve di immagini e testi con tratti criptici – che siano filosofi o romanzi come quelli di Tolkien – e si pone con toni da intellettuale profetico, che mascherano contenuti vaghi e segnati da contraddizioni mai argomentate. Tutela delle diversità, diritti, pluralità delle culture, rispetto, tutto viene rigettato, in nome di tradizione e superiorità dell’Occidente. Si deve mettere da parte la cultura del dialogo – in realtà, tante volte più decantata che praticata dagli Usa – e tornare a imporsi. Già qui si configura l’idea di crociata, aspetto che diventa più chiaro dopo l’11 settembre. A partire da quell’evento epocale, fra il 2003 e il 2004, Thiel formula in modo più articolato il suo pensiero, e pubblica The Straussian moment (reperibile online in pdf), dove evoca esplicitamente la guerra santa e il motto “Dieu le veult”: lo stesso che il folle ministro della guerra di Trump ha come tatuaggio, guarda caso. Delirante folklore Maga, utile per la becera propaganda suprematista, ma al tempo stesso funzionale a una linea di pensiero ben più articolata. E sulla linea della crociata, i software di Thiel sono a disposizione dell’Ice e dell’esercito genocida Idf (fronti caldi della battaglia del nuovo Occidente prevaricatore). Certo, l’ossessione per l’Occidente è di casa anche da noi, Meloni ne ha fatto un mantra asfissiante. E siccome le scelte editoriali dicono molto, giova ricordare come la “prova letteraria” della presidente – Io sono Giorgia – è stata tradotta in inglese nel 2025, con una prefazione del figlio di Trump e consigliata pubblicamente dal presidente. Allo stesso modo, è indicativo il modo in cui sempre lo scorso anno il testo di Thiel è arrivato in Italia: Il momento straussiano, per Liberilibri, editore di destra, conservatore e libertario, a cui è legato anche Nicola Porro per capirci. Il volume è stato curato da Andrea Venanzoni, firma de Il Foglio, autore di libri sulla tecnodestra nel catalogo di case editrici come GiubileiRegnani (legata ad Alleanza Nazionale) e la famigerata Passaggio al Bosco. The Straussian moment e la fondazione di Palantir  si tengono a braccetto: da una parte si dà vita a un piano operativo, con aziende e software che nei nomi guardano a un testo narrativo come Tolkien, in una lettura distorta che propone un’identificazione accessibile al grande pubblico, e spendibile per vendersi; dall’altra si formula la griglia ideologica profonda, assumendo riferimenti filosofici preoccupanti e manipolandone altri.

... stati canaglia!! ...

"Fanno difetto le parole se si prova a descrivere le tragedie di cui sono responsabili i due principali stati canaglia dell’universo, Stati Uniti e Israele, il cui ordine di canaglità può essere invertito a piacimento. (...) La rassegna delle nefandezze dei due vetusti capi di governo – D. Trump (80 anni) e B. Netanyahu (77 anni) – richiederebbe un tempo infinito, perché la magnitudine dei loro crimini si perde nella profondità della galassia, in compagnia di quelli dei loro degni compagni: monarchi arabi e non, demonarchie europee e altri camerieri sparsi qua sul pianeta Terra. (...) Se qualcuno, di grazia, si chiede la ragione della posizione novantagradesca delle nostre classi dirigenti davanti all’incedere di questi carri mortuari, la risposta è banale: perché altrimenti ti fanno saltare il cervello. (...) Le ragioni addotte per giustificare una guerra dissennata riflettono invero il disordine cognitivo dei padroni di Washington e dei loro lustrascarpe europei, una fitta nebbia che avvolge menzogne, odio messianico, narcisismo vanaglorioso dei due psicolabili, e dunque un imperialistico nulla strategico che sta portando il mondo sull’orlo del baratro. (...) Affinché non vi fossero dubbi che il diritto internazionale è davvero morto, basta il ricordo di un ambasciatore israeliano, tale Gilad Erdan, che aveva fatto a pezzi la Carta delle Nazioni Unite durante una riunione dell’Assemblea Generale dell’ONU senza essere preso a pedate dagli inservienti. Del resto, le stesse costituzioni delle cosiddette democrazie vengono ormai utilizzate per incartare il pane. Tralasciando quelle dei valvassori e valvassini europei, ombre di ombre, la nostra – notoriamente la più bella del mondo, un esempio così che viene in mente a caso – … dovrebbe “ripudiare la guerra (art. 11) come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali” (...) Giungono voci che anche la Costituzione degli Stati Uniti venga ora stampata in cartaceo pieghevole per impacchettare il pesce nei supermercati Walmart. Sebbene infatti in quel nobile documento sia statuito che è il Congresso, come si addice a ogni democrazia, a decidere sulle questioni che contano, il Caligola della Casa Bianca ha avocato a sé la prerogativa di imporre dazi a tutti i pianeti del sistema solare o dichiarare guerra persino agli abitanti della faccia nascosta della Luna. (...) Davanti a tali raffinatezze politiche, giuridiche, etiche ed umane, i coraggiosi governi europei, in compagnia delle cosiddette istituzioni Ue, non si tirano certo indietro. L’emissione di balbettii corali costituisce un toccasana contro i conati di vomito che altrimenti ci soffocherebbero. Resta un mistero insoluto che donne e uomini di tale spessore siano alla guida di nazioni che – a parte violenze, aggressioni, guerre di ogni genere, colonizzazione e via dicendo, che è sempre bene ricordare! – hanno comunque lasciato qualche traccia positiva nella storia dell’umanità." 

Alberto Bradanini, ex diplomatico, Ambasciatore d’Italia a Teheran (2008-2012) e a Pechino (2013-2015), "Dopo l’immorale aggressione all’Iran, le macerie!", La fionda, 4 marzo 2026

... BANDITI!!! ...

ODIANO LA COSTITUZIONE PERCHÉ NE SONO STATI BANDITI... 


Una parola. È bastata una parola a fare impazzire Ignazio La Russa e Fratelli d’Italia. Quella parola è “banditi”. E a pronunciarla è stato Tomaso Montanari, parlando di chi sta tentando di scardinare la Costituzione con la riforma della Giustizia: 

“Volete avere ancora come padri e madri costituenti Teresa Mattei, Piero Calamandrei, Giuseppe Dossetti, Giorgio La Pira, Terracini, Nilde Iotti o preferite Giorgia Meloni, Carlo Nordio, Ignazio La Russa, Francesco Lollobrigida? Comprereste una Costituzione usata e manomessa da questi banditi? Io no, ed è per questo che voto no”. 

Una riflessione lucida. Un confronto tra giganti della storia repubblicana e chi oggi pretende di riscriverne le fondamenta. E allora è partita la macchina. Prima i giornali di destra e poi Fratelli d’Italia hanno preteso le dimissioni di Montanari da rettore dell’Università per stranieri di Siena per averli definiti “banditi”. Con la gogna di sempre, come ogni volta che fiutano l’occasione di abbattere una voce libera. E siccome non bastava, Ignazio La Russa ha minacciato di querelare Montanari se non si fosse scusato. Ma Montanari ha risposto. E lo ha fatto con la precisione chirurgica di chi conosce la storia, la Costituzione e il peso delle parole meglio di chiunque lo stia attaccando: 

“Tutta la fascisteria – dai camerieri nei giornali, fino ai federali della provincia e ora financo l’orgoglioso proprietario del busto del ‘funesto ciarlatano iracondo’ – insorge, insulta, chiede dimissioni e minaccia querele. Immagino che tutto questo nervosismo si debba al ‘Sì’ in svantaggio. Loro non si sono mai riconosciuti in questa Costituzione e in questa Repubblica. Nel suo primo discorso da presidente del Consiglio Meloni dice di sé: ‘Provengo da un’area culturale che è stata spesso confinata ai margini della Repubblica’. Ecco il punto: i fascisti sono stati banditi dalla Costituzione, e lo dicono. Banditi, messi al bando, messi fuori legge, estromessi. Loro chiamavano ‘banditi’ i partigiani: ma i banditi, dal primo gennaio 1948 e finché questa Costituzione dura, sono loro. Ed è esattamente per questo che si impegnano tanto per farla cadere. E poi i banditi sono quelli che agiscono fuori dalle regole e contro le regole: ed è del tutto evidente il banditismo politico di chi si impegna così tanto per distruggere la regola delle regole, la Costituzione della Repubblica. Che la seconda carica dello Stato trovi tempo e parole per una cosa del genere ormai non stupisce, visto che si occupa perfino dei comici di Sanremo e si intrattiene maschiamente sull’avvenenza fisica delle giornaliste. Che la seconda carica dello Stato minacci un cittadino per una opinione liberamente espressa e argomentata in una campagna referendaria, questo invece è grave: e ci dice a che punto siamo. E cosa ci giochiamo con questo referendum: la Costituzione antifascista, che per sempre li ha banditi”. 


Tutta la solidarietà e la stima a #TomasoMontanari. #IOVOTONO

domenica 8 marzo 2026

... giusto o sbagliato? ...

Il Dio giusto e il Dio sbagliato 

Michele Serra 

 Si dice che il vocabolario di Trump è quello di un bambino di dieci anni che ha letto poco. Ma forse perfino un bambino di dieci anni che ha letto poco si domanderebbe: ma perché mai il capo degli Stati Uniti dovrebbe nominare il capo dell’Iran? Con quale diritto? Secondo quale logica? Qualcosa suggerirebbe al bambino di dieci anni che no, il capo degli Stati Uniti non può nominare il capo dell’Iran, a quindicimila chilometri di distanza. Nei fatti, per l’anagrafe e anche per la cronaca, non è un bambino di dieci anni, è un maschio anziano di ottant’anni, ebbro di potere, a pronunciare le frasi incredibili che ogni giorno gli escono di bocca. La distruzione, la demolizione, l’annientamento del nemico, in pratica l’assoggettamento di novanta milioni di persone al suo arbitrio personale, sono le parole (testuali) che adopera questo signore, molto simili, per la banale ferocia, a quelle del clero fanatico che da mezzo secolo brutalizza i persiani, i curdi, gli azeri, i turcomanni e le altre etnie che hanno la disgrazia di vivere, volenti o nolenti, dentro i confini della “repubblica islamica”, costretti con la violenza e l’intimidazione alla religione unica. E cosa fa, l’ottantenne della Casa Bianca, per contrapporsi al fanatismo religioso che calpesta la libertà in Iran? Prega il suo Dio, circondato dai pastori evangelici che sono i suoi pasdaran elettorali, e invoca la vittoria contro il Male. A questo si riduce, alla fine, il famoso “primato occidentale”? A contrapporre il Dio giusto al Dio sbagliato? 
Ma questa, scusate, si chiama: bancarotta morale e bancarotta politica.

... una stupida guerra! ...

Dopo nemmeno 10 giorni di stupidità politica militare, USA e Israele affrontano un mondo che gira come dei teppisti. 

1. L'Iran è molto più resistente di quanto si pensasse, ha approfondito la sua difesa, apparentemente ha enormi riserve soprattutto nell'est del paese. 

2. Israele ha messo il lockdown (probabilmente per un buon motivo). Le perdite sono enormi, la cupola di ferro è quasi morta. I disordini stanno iniziando a diffondersi nel paese. L'accesso ai santuari è solo per gli ebrei. 

3. Gli stati del Golfo si sono svegliati in un mondo dove gli USA li hanno traditi. Traggono clausole contingenti in successione negli accordi di investimento con l'Occidente, aumentano le esportazioni, fermano le consegne e ostacoleranno definitivamente la presenza degli USA nel Golfo. 

4. Nonostante la diminuzione delle scorte in tutto il mondo, gli Stati Uniti non hanno quasi alcun missile (intercettazione). Gli iraniani non hanno ancora messo in uso le varianti ipersoniche dalla Cina. La Cina continua a fornire armi. (ad es. 40 combattenti moderni build) 

5. Il popolo iraniano continua a schierarsi dietro il governo a livello nazionale. Gli Stati Uniti vogliono armare i curdi dall'Iraq. L'Iran rifiuta il cessate il fuoco con gli Stati Uniti. 

6. Gli stati del Golfo ottengono il 90% della loro acqua dalle piante di dissalazione. Questi sono in parte gravemente danneggiati. Le riserve esistenti dureranno meno di 10 giorni. 

7. In Cina, l'opinione è fermamente che gli Stati Uniti perderanno il loro dominio su questo approccio armato. Israele distrugge sistematicamente interi quartieri residenziali in Libano. 

8. Migliaia di navi sono bloccate nella strada di Hormus. Secondo Goldmann Sachs e JP Morgan, il prezzo del petrolio sarà di 150$ al barile in 3 settimane, se la posizione rimane invariata. Il gas è già raddoppiato. L'assicurazione sulla barca sta saltando in aria. Blackrock ha chiuso certi fondi - gli investitori non riavranno indietro i loro soldi. 

9. Negli Stati Uniti, Pam Bondi è costretta dal Congresso a rendere pubblici tutti i file di Epstein, incluso Trump come accusato. I rappresentanti testimoniano anche che Trump appare lì diverse volte in legami criminali. MAGA sta perdendo la speranza. 

10. Se questi sviluppi continuano, Trump sarà politicamente instabile. Gli Stati del Golfo potrebbero volerlo. Le politiche del dopoguerra non discutono più con Trump. 


 Matthias Moosdorf.

... governucolo!! ...

Cosa succede quando si elegge come presidente un bullo con il cervello di un bambino di quattro anni? Accade ciò che sta accadendo agli USA. Che, credetemi è molto probabile, con Trump inaugureranno la fine del loro predominio e una crisi sistemica che li travolgerà. Ma è la stessa cosa che accadrà al nostro Paese, vista l'elezione di una imbarazzante signora, alla guida della peggiore, più insignificante, più incolta, più incapace classe politica possibile. Totalmente supina agli umori di un bullo con il cervello di un bambino di quattro anni. Chiaro, nel nostro caso non abbiamo (e neppure avevamo) un problema di conservazione di un predominio mai avuto. Ma abbiamo un problema di declino del nostro sistema Paese che l'elezione di questa improvvisata e sboccata donna politica, insieme alla sua improbabile compagnia di personaggi da commedia di quart'ordine, contribuirà ad accelerare. Contavamo poco, adesso contiamo nulla. Lei non dice, ma nel momento più spaventoso da quasi un secolo, parla per attaccare chi si sta occupando della famiglia "nel bosco". Con l'applauso di gaudenti e, secondo me, dementi tifosi della guerra, siamo stati capaci di seguire il bullo diversamente intelligente su un terreno minato che ci porterà solo guai. Ci porterà terrorismo e crisi economica. Una crisi che farà impallidire quella del 2008. Una crisi che ci troverà impreparati, con una classe dirigente di scemi (di guerra) che, invece di pensare all'interesse supremo del nostro Paese, diffonderà frasi fatte, come se la nostra sopravvivenza dipendesse dall'effetto che fa in un talk show. "Non siamo sicuramente dispiaciuti della morte di un tiranno", ripetono all'esasperazione mentre mandano armi a un altro tiranno, ancora peggiore. Parlano di 40.000 morti in Iran (dati diffusi dalla propaganda israeliana), dimenticando i 75.000 (ufficiali) morti di Gaza. Mentre si bombardano scuole e ospedali e si uccidono bambine. Attaccano Sanchez, un uomo che, rispetto a loro, sta in un altro sistema solare. Questo demente attacco all'Iran, senza strategia, sta modificando e invertendo il paradigma attuale. I paesi del golfo non sono affatto contenti, la stabilità che garantiva turismo, sviluppo e affari, con questo attacco è sfumata, stanno perdendo e perderanno miliardi. I gangsters delle petro-dittature si stanno ribellando e stanno disinvestendo negli USA. È per questo che Il "board of peace", quella abominevole immobiliare alla quale il più improbabile dei nostri uomini politici, in rappresentanza di tutti noi, ha assistito con un cappellino in mano, è ufficialmente morto. E questa è l'unica buona notizia. A Schlein: la posizione espressa da Picierno, Quartapelle, Sensi e compagnia cantante è uguale, forse ancora più abominevole, di quella della Meloni e del suo governucolo. Non crede che sia giunta l'ora di cacciare a calci in culo quella gentaglia? Come pensa di poter chiedere il voto con la presenza di Picierno nel suo partito? 

 Giancarlo Selmi.

... 8 marzo 2026 ...

... AUGURI AMORE MIO!!!
Per favore oggi non fatemi gli Auguri, non ditemi Buona Festa della Donna....Io non sono una Donna. Io sono una Persona, io sono un Essere Umano che ha gli stessi Doveri ma, soprattutto, ha gli stessi Diritti che DOVREBBE avere ogni Essere Umano. Sarà una vera Festa per noi Donne il giorno che la Violenza, l'Umiliazione e il non Rispetto saranno finiti. Quella sarà una Data da festeggiare. L'8i Marzo è solo da ricordare come il giorno per la Lotta per i nostri Diritti. Rispettiamo questa Data!!! 


 Giusy Quagliana.