lunedì 26 ottobre 2026
... la caccia continua!!! ...
𝐃𝐨𝐩𝐨 𝐢𝐥 𝐛𝐚𝐦𝐛𝐢𝐧𝐨, 𝐥’𝐢𝐬𝐥𝐚𝐦𝐢𝐜𝐨: 𝐥𝐚 𝐜𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢𝐧𝐮𝐚 𝐢𝐧 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐩𝐚𝐠𝐢𝐧𝐚
Il #buongiorno di Giulio Cavalli
Una pagina del Corriere della Sera mette in fila sotto il titolo “Le frasi” i passaggi degli articoli di Youssef Siher: l’intifada studentesca nelle università arabe per il Fatto Quotidiano, il Pakistan per il Foglio, la visita di Erdogan in Egitto per l’Ispi. Analisi di politica estera esposte come reperti di un delitto che nessuno è ancora riuscito a nominare.
Dopo la caccia al bambino è arrivata la caccia all’islamico, e i giornali si sono tuffati a pesce: Libero lo chiama “la mente islamica delle proteste”, Panorama “il capo e ideologo dei maranza”. Il ministro della Difesa Guido Crosetto (FdI) si complimenta per aver individuato l’ideatore, che sarebbe una persona molto introdotta, come se ideare fosse un reato e un curriculum fosse un’aggravante.
Siher è in carcere a San Vittore con l’accusa di terrorismo, eppure la pagina che avrebbe guidato la rivolta è nata dopo gli scontri del 17 e 18 ottobre. Gli contestano pure la violenza organizzata nelle manifestazioni, reato inventato dal decreto del 20 ottobre, e l’avvocato Paolo Di Fresco ha spiegato a Fanpage che una norma penale più severa vale solo per i fatti successivi. Se le sue chat istigano, il codice ha già un nome per farlo e un giudice lo dirà. Il terrorismo serve ad altro: regala al governo un nemico col nome giusto.
Intanto sabato a Bologna i manifestanti feriti erano 19, gli agenti restavano senza un numero sul casco che permetta di riconoscerli e c’è chi si gode i video delle manganellate scambiandole per forza, perché gli piace sentirsi dalla parte del bastone. Finirà male. Il manganello, prima o poi, cambia indirizzo.
... LULA ha vinto!!! ...
Lula ha sconfitto l'internazionale nera nazicapitalista.
Non ha battuto solo Bolsonaro figlio, una cimice nera come Bolsonaro padre, fascista golpista condannato a 27 anni di carcere per il tentato golpe e l'assalto a Brasilia dopo le scorse elezioni.
Ha dovuto combattere contro Trump che vuol mettere le mani su tutto il Sud America per rifarne il cortile di casa nord americano, contro Netanyahu e i nazisionisti che ha duramente condannato per lo sterminio a Gaza, contro la feccia evangelica che tira sempre in ballo "Deus" per sostenere i peggiori pezzi di merda di questo mondo, contro gli Epstein, contro i Musk, Meta e le big tech che boicottavano la sua campagna con gli algoritmi, contro Milei che lo ha attaccato frontalmente definendo Lula un «ladro», un «carcerato» e «spazzatura socialista».
Nemici potentissimi che fino all'ultimo hanno fatto di tutto per far vincere Bolsonaro, compreso il golpe bianco di ieri quando nelle zone a maggioranza PT sindaci e amministratori bolsonaristi hanno boicottato i servizi di trasporto pubblico, togliendo gli autobus per impedire alla gente di andare a votare e inducendo la Corte Suprema brasiliana a prorogare l'apertura delle urne di due ore.
Stiamo pur certi che questi nemici potentissimi non si rassegneranno, già Bolsonaro contesta il verdetto spalleggiato da Trump, c'è il pericolo che facciano scoppiare una guerra civile o tentino un altro golpe perchè hanno già dimostrato che non si fermano davanti a nulla e nessuno.
Sarà dunque necessaria una resistenza interna e un'ampia solidarietà internazionale per difendere il Brasile e la sua indipendenza.
Quindi giusto festeggiare, se cadeva Lula cadeva tutto il sud america e avrebbe avuto ripercussioni mondiali, ma la battaglia continua.
Lula e il popolo brasiliano ringraziano sentitamente i "progressisti" europei, e in particolare quelli italiani, per la grandissima solidarietà dimostrata quando la battaglia sembrava persa e le destre trionfanti, grazie per le parole pesanti come il piombo, le oceaniche manifestazioni a difesa della democrazia, dell'Amazzonia e contro il fascismo...
Ah no? Non hanno detto un cazzo? Lo hanno lasciato solo? Ma cosa mi dici mai...
Ah beh, c'è da decidere le primarie del campo largo, mica si possono perdere in queste quisquilie... Magari un piccolo post a cose fatte per salire sul carro del vincitore, avesse perso muti come pesci.
Paolo Soglia.
... due splendide notizie ...
Due splendide notizie.
In Serbia la lista indipendente degli studenti che riuniva le opposizioni batte a sorpresa la destra di Vučić, mentre in Brasile Lula per la prima volta nella storia ribalta il risultato al secondo turno e batte Flavio Bolsonaro.
Due grandi risposte di popolo chiare e forti, che in Paesi e contesti molto diversi fermano l'avanzata della destra estrema e autoritaria, offrendo un'alternativa concreta al proprio popolo scegliendo un futuro di diritti e libertà invece che di odio e paura.
La dimostrazione che è possibile battere la destra e la sua internazionale nera, al servizio di potenti e grandi capitali, attraverso la mobilitazione di piazza, proposte radicali e una grande partecipazione popolare.
Un’onda democratica di speranza e di riscatto che parla al mondo intero. Ascoltare questo messaggio è anche compito nostro.
Oggi ci svegliamo più felici.
C’è alternativa alla destra dell’autoritarismo e della guerra.
Nicola Fratoianni.
domenica 25 ottobre 2026
... comunicato ...
Con i colleghi Verducci e Verini abbiamo diramato poco fa questo comunicato.
"Parrini, Verducci e Verini: solidarietà alla storica Ponzani. No querele-bavaglio intimidatorie "
È un triste giorno quello nel quale il Presidente del Senato annuncia una querela contro una storica di valore come Michela Ponzani. La professoressa in una trasmissione televisiva ha ricordato, correttamente, una pagina buia della storia italiana, il Giovedì Nero di Milano. Era il 12 aprile 1973. A Milano - con tra i promotori i deputati del Msi Servello e Petronio e l'allora capo cittadino del Fronte della Gioventù Ignazio La Russa - i missini decisero di sfidare il divieto della Prefettura motivato da gravi ragioni di ordine pubblico. Tennero comunque la manifestazione, che avrebbe dovuto concludersi con un comizio del senatore del Movimento Sociale Ciccio Franco, già tristemente noto per i disordini verificatisi durante i moti insurrezionali del "boia chi molla" nel 1970 a Reggio Calabria. È ampiamente e tragicamente noto che il corteo di Milano degenerò presto in gravissimi atti di violenza e teppismo culminati nell'uccisione tramite bomba a mano di un poliziotto 22enne, Antonio Marino. Per tale crimine vennero giudicati responsabili i militanti neofascisti Vittorio Loi e Maurizio Murelli condannati in via definitiva nel 1978 a 19 e 18 anni di reclusione.
Essendo questi i fatti, storiograficamente accertati, la querela annunciata da La Russa appare un atto grave e infondato. E la seconda carica dello Stato dovrebbe evitare di muoversi con lo stile delle querele temerarie. La libertà di espressione e la libertà della cultura sono un bene intoccabile. Alla storica Michela Ponzani esprimiamo solidarietà e ribadiamo la necessità che l'odio di quegli anni non trovi più spazio nel confronto politico.
Questa vicenda è emblematica e gravissima: non riguarda solo Michela Ponzani, ma anche la difesa del principio della libertà di ricerca e della libera discussione pubblica dei suoi risultati, in questi anni ripetutamente minacciata dalla pratica delle querele intimidatorie.
Questo principio è un fondamentale perno di ogni democrazia.
Dario Parrini.
... Youssef Siher ...
Sui siti dei principali organi di stampa campeggia la sua foto e si legge il dettaglio della sua carriera accademica, riportato in modo che il suo campo d'interessi possa essere travisato e strumentalizzato.
Poi, l'elencazione delle accuse su cui "si indaga" e delle relative pene, in gran parte derivate dai deliri autoritari dell'attuale governo di estrema destra.
Stanno trasformando Youssef Siher in vittima sacrificale. Vogliono un "mostro" da sbattere in prima pagina, da dare in pasto al ventre putrido di questo paese in crisi terminale che chiede una catarsi violenta tramite la quale dimenticare il proprio collasso sistemico.
E a questo fine, stanno rovinando la vita di un giovane uomo, accusato di "terrorismo" solo per aver gestito una pagina social su cui rilanciare la convocazione di manifestazioni "non autorizzate".
Non permettiamolo.
#youssefsiher #17ottobre
... una voce nel deserto!! ...
Pasolini non parlava solo di economia, di ricchezza o di classi sociali. Parlava di qualcosa di molto più profondo: la nostra coscienza. Di quel meccanismo invisibile per cui finiamo per accettare di essere sfruttati, riducendo la libertà a un semplice scaffale di consumi e misurando il nostro valore, e quello degli altri, in base al potere o al denaro.
A distanza di anni, quel grido ci interpella ancora, in modo quasi scomodo:
Non c’è vera pace finché c’è chi comanda e chi è costretto a obbedire.
Non c’è normalità in una società che si regge sull’ingiustizia silenziosa.
Non c’è futuro finché la verità continua a farci più paura della menzogna.
Oggi, più che mai, abbiamo bisogno di una forma di ribellione diversa: non violenta, ma mentale. Di riprendere a pensare con la nostra testa. Di rimettere il valore dell’essere umano al primo posto, prima di ogni ruolo, prima di ogni logica di profitto.
Solo allora potremo cominciare a costruire, davvero, un tempo giusto.
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