martedì 3 novembre 2026

... sempre, sempre con noi!! ...

A oltre mezzo secolo dalla tragica morte di Pier Paolo Pasolini, il caso del suo omicidio torna al centro dell'attenzione. Secondo quanto riportato da la Repubblica è stata presentata una nuova istanza alla Procura di Roma per chiedere la riapertura delle indagini sull'uccisione del poeta, scrittore e regista, avvenuta nella notte tra l'1 e il 2 novembre 1975 all'Idroscalo di Ostia. Una vicenda dolorosa e ancora oggi ricca di interrogativi, che continua a suscitare interesse e a sollevare domande nella coscienza civile del nostro Paese. Già nel 2023 una precedente richiesta di riapertura era stata respinta. La nuova iniziativa riporta dunque l'attenzione sulla necessità di approfondire gli aspetti ancora controversi di uno dei delitti più discussi della storia italiana. Pasolini non è stato soltanto un grande protagonista della letteratura e del cinema del Novecento, ma una voce libera e scomoda, capace di leggere le contraddizioni del proprio tempo e di anticipare questioni ancora oggi attuali. A distanza di cinquantuno anni, il suo pensiero continua a vivere attraverso le opere, le parole e le riflessioni che ci ha lasciato: 

«Ma io sono un uomo che preferisce perdere piuttosto che vincere con modi sleali e spietati. Grave colpa da parte mia, lo so! E il bello è che ho la sfacciataggine di difendere tale colpa, di considerarla quasi una virtù.» 

(Pier Paolo Pasolini, frase tratta da un intervento pubblicato sulla rivista Vie Nuove il 28 ottobre 1961 “numero 42”) 

Perché ci sono storie che il tempo non può e non deve cancellare. 

#PierPaoloPasolini 

 Annalisa Costantino.

... un Potere che uccide! ...

"Scrivo “Potere” con la P maiuscola solo perché sinceramente non so in cosa consista questo nuovo Potere e chi lo rappresenti. So semplicemente che c’è. Non lo riconosco più né nel Vaticano, né nei Potenti democristiani, né nelle Forze Armate. Non lo riconosco più neanche nella grande industria, perché essa non è più costituita da un certo numero limitato di grandi industriali: a me, almeno, essa appare piuttosto come un tutto (industrializzazione totale), e, per di più, come tutto non italiano (transnazionale)". 


#PierPaoloPasolini, 24 giugno 1974. Ucciso 51 anni fa dal "potere senza volto", rimasto impunito e che oggi prospera anche grazie a chi storicamente aveva il compito di combatterlo. 


#qualcosadisinistra

... Forzisti mafiosi!! ...

Ieri sera a Otto e Mezzo Nicola Gratteri ha detto: «Giorgia Meloni ha lasciato la giustizia nelle mani di Forza Italia». Ricordiamo che il partito fondato da tre pregiudicati ha portato in Parlamento, in ruoli apicali: 

Marcello Dell’Utri: deputato (1996-2001), parlamentare europeo (1999-2004) e senatore (2001-2013). Condannato in via definitiva a 7 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa (Cassazione 2014). 

Nicola Cosentino: deputato (1996-2013) e sottosegretario di Stato all’Economia e alle Finanze (2008-2010). Condannato in via definitiva a 10 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa (Cassazione 2023); ha anche una condanna definitiva a 4 anni per corruzione di agenti della Polizia Penitenziaria. 

Antonio D’Alì: senatore (1994-2018) e sottosegretario di Stato all’Interno (2001-2006). Condannato in via definitiva a 6 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa (Cassazione 2022). 

Amedeo Matacena: deputato (1994-2001). Condannato in via definitiva a 5 anni di reclusione (poi ridotti a 3) per concorso esterno in associazione mafiosa (Cassazione 2013); è morto latitante a Dubai nel 2022. 

Ce ne sarebbero molti altri, ma per il momento ci fermiamo qui. 


 Antonio Francesco Spitale.

... trippa e frattaglie!! ...

𝐌𝐚𝐞𝐬𝐭𝐚̀, 𝐢𝐥 𝐩𝐨𝐩𝐨𝐥𝐨 𝐡𝐚 𝐟𝐚𝐦𝐞. 𝐃𝐚𝐭𝐞𝐠𝐥𝐢 𝐭𝐫𝐢𝐩𝐩𝐚 𝐞 𝐟𝐫𝐚𝐭𝐭𝐚𝐠𝐥𝐢𝐞 


Il #buongiorno di Giulio Cavalli 


Trippa e frattaglie, come nelle vecchie ricette della nonna, perché costano meno: è tutto qui il consiglio alle famiglie del presidente di Nomisma Energia Davide Tabarelli, che al Corriere di Bologna suggerisce anche di stringere la cinghia e immagina la benzina a 3 euro al litro per obbligarci a usare meno l’auto. Il punto non è lui, sia chiaro. Lui è solo l’ultimo a dirlo e presumibilmente il primo di molti altri nei giorni a venire: è questa la ricetta che ci serviranno per tutto l’inverno, mentre l’Istat misura l’inflazione di ottobre al 5,4%, come ad agosto 2023, e il Pil resta fermo nel terzo trimestre. Ce la serviranno quelli che con questo sistema si sono arricchiti, e le banche italiane nel 2025 hanno chiuso con 47,5 miliardi di utili secondo Unimpresa. Ce la serviranno quelli che fino all’altro ieri giuravano che andava tutto bene, governo in testa, con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni che ad aprile dell’anno scorso festeggiava il recupero del potere d’acquisto, con i salari reali ancora sotto il 2021. E ce la serviranno, soprattutto, quelli che trattavano i poveri da sfaticati, con Meloni che nel 2021 chiamava il reddito di cittadinanza «metadone di Stato». Adesso la soluzione è la nonna e la colpa scende dove la mettono sempre, in basso, su chi pretende troppo: il termosifone acceso e l’auto per andare a lavorare. Insomma: il prezzo alto per loro semplicemente sta educando chi non è in grado di pagarlo. Venerdì, nel giorno dello sciopero generale, studenti e lavoratori hanno occupato la tangenziale di Bologna e Tabarelli ha raccontato al Corriere di Bologna di esserci andato in bici a vederli, come si va a vedere la piena dal ponte. E poi si stupiscono della rabbia?

lunedì 2 novembre 2026

... post - partita ...

Sono andati in Ciociaria. Non al Santiago Bernabeu, non a giocare una finale di Champions. In Ciociaria. Che farebbe già ridere eh. E il Torino di Abate è riuscito a non presentarsi nemmeno in campo. Una prestazione di merda: senza attenuanti. Senza dignità. Una squadra senza capo né coda che ha smesso di giocare ancora prima di cominciare. Novanta minuti a guardare gli altri fare quello che nel calcio dovrebbero fare tutti: provare a tirare in porta per segnare. Primo tiro serio al minuto ottanta, per la cronaca. Dopo Como si era applaudito, nonostante la sconfitta. Oggi no. Oggi in bocca resta soltanto merda e letame. E parecchio. È l’ennesima umiliazione (perché il 2-0 è risultato strettissimo per il Frosinone) di una gestione scellerata che da vent’anni ci porta in giro per l’Italia a raccogliere figure di merda. Cambiano gli allenatori, cambiano i giocatori, ma il risultato è sempre lo stesso. Una barzelletta raccontata da qualcuno che ride soltanto lui. A proposito: Cairo in settimana ha parlato. Ha incensato, si è incensato, si è fatto i pompini da solo. Il solito disco rotto. Poi si scende in campo e arriva puntuale la solita porcata. Oltre a essere uno sfigato senza precedenti, è anche un gatto nero con la residenza in un nido di gufo. Domani comunque, esce la Gazzetta. State tranquilli. Probabilmente della partita non parlerá: al massimo due righe da osservare al microscopio. Magari ci racconterà di traverso della “favola Frosinone” perché diciamolo: quanto cazzo piacciono agli italiani le “favole” nel calcio? Finché non rompono i coglioni ovviamente. Non accenneranno al fatto che quella favola non siamo e non saremo mai noi. Al massimo ci sarà un’occhiello su quanto siamo fortunati ad avere Cairo. E noi qui, ancora una volta, ad ingoiare merda. 


 Ernesto Bronzelli.

... intervista ...

Cambiare il Paese. Questa è la nostra ambizione. Qui la mia intervista di oggi a la Repubblica, 

 ❓Nicola Fratoianni, co-leader di Avs con Angelo Bonelli, quali sono le vostre priorità per il programma? 
🎙️«L'ambizione di cambiare il Paese. La prima emergenza sono gli stipendi. Milioni di persone sono in difficoltà, schiacciate dalla tenaglia tra salari e inflazione. In questi anni al lavoro sono state sottratte enormi risorse a vantaggio di rendita e profitto, una gigantesca espropriazione di ricchezza, concentrata nelle mani di pochi». 

❓Quindi serve anche la patrimoniale, magari con un'altra "denominazione"? 
🎙️«Dovrà esserci. Trovo curioso che si continui a sostenere che parlarne faccia perdere le elezioni, quando tutti i sondaggi registrano un ampio consenso alla tassazione delle grandissime ricchezze. La nostra proposta, quella di Oxfam, riguarda i patrimoni personali netti superiori a 5,4 milioni di euro: appena 50 mila italiani, lo 0,1% della popolazione. Dobbiamo smettere di avere una sudditanza culturale verso la destra, anche nel linguaggio». 

❓Altri punti qualificanti? 
🎙️«Un investimento poderoso nella sanità pubblica, e sottolineo pubblica. Sei milioni di persone rinunciano a visite ed esami perché non possono permetterseli. Va rimessa al centro l'istruzione, stabilizzare i precari dell'universita e della ricerca. E poi la transizione ecologica, che non è una questione per soli ambientalisti: riguarda il lavoro, lo sviluppo industriale, la competitività. Sul piano internazionale: basta con la corsa agli armamenti, a partire dal 5% del Pil promesso da Meloni a Trump. Infine, vedendo gli scioperi e manifestazioni di questi giorni, quando le persone si mobilitano e c'è conflitto è sempre positivo: cancelleremo tutti i decreti pensati per impedire la partecipazione». 

❓Sull'Ucraina, Guerini sostiene che un governo di centrosinistra dovrebbe aumentare gli aiuti rispetto a quanto fatto sinora. 
🎙️«Nessuno mette in discussione il sostegno all'Ucraina, né il fatto che sia stata la Russia ad aggredirla. Ma puntare soltanto sulle armi non funziona. Serve una discontinuità, un investimento sulla diplomazia per fermare una guerra che sta cancellando un'intera generazione. L'Europa è scomparsa dal tavolo delle trattative, rischiando di consegnare la questione alla pace degli affari tra Trump e Putin». 

❓È questo il nodo più difficile? 
🎙️«Sì, ma dobbiamo discuterne fuori dal teatro del posizionamento politico. Nessuno può pensare di guadagnare consenso elettorale a spese degli alleati. Credo ci siano le condizioni per trovare una convergenza, purché finisca il gioco delle linee rosse». 

❓Conte chiede a Schlein di garantire per Renzi. Condivide? 
🎙️«Non penso che qualcuno debba garantire per gli altri. È la coalizione nel suo insieme che deve garantire un programma credibile. Conte poi pone il tema del conflitto d'interessi, sono d'accordo. Eun obiettivo che il centrosinistra ha mancato troppe volte». 

❓E a favore del voto ai sedicenni? 
🎙️«Tutto ciò che ripoliticizza il Paese, coinvolgendo i giovani, è positivo. Ne parleremo con gli alleati». 

❓E che pensa del voto online alle primarie? 
🎙️«È un'opzione da valutare, purché garantisca la massima partecipazione e sia certificata, sicura e trasparente. Ma non è la mia prima preoccupazione». 

❓Meglio un turno unico o doppio? 
🎙️«Non mi appassiona questa discussione. Dipenderà anche dal numero delle candidature. Ho sempre pensato che, se fossero più di due, sarebbe difficile immaginare un unico turno. Ma è una riflessione a voce alta». 

❓Avs non voleva le primarie. Ora presenterete un candidato? 
🎙️«Ne discuteremo e decideremo. Se Avs parteciperà, avrà una sua candidatura. Altrimenti potrebbe anche non partecipare e dedicarsi a far vivere il programma della coalizione nel Paese». 

❓Un nome circolato per Avs è quello della storica Michela Ponzani. Che vi piaccia si può dire? 
🎙️«È un'intellettuale di grande spessore, una personalità capace e autorevole. Ma che le sia stato chiesto da parte nostra di candidarsi è infondato, lo ha chiarito lei stessa».

... silenzio SI, silenzio NO!! ...

“𝐈𝐥 𝐬𝐢𝐥𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐚𝐜𝐜𝐞𝐭𝐭𝐚𝐛𝐢𝐥𝐞”, 𝐬𝐚𝐥𝐯𝐨 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐚𝐫𝐫𝐞𝐬𝐭𝐚𝐧𝐨 𝐥’𝐮𝐨𝐦𝐨 𝐝𝐢 𝐀𝐜𝐪𝐮𝐚𝐫𝐨𝐥𝐢 


Il #buongiorno di Giulio Cavalli 


“Il silenzio non è accettabile”, scriveva il 17 ottobre su X la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che dopo le vetrine sbeccate in piazza Duomo a Milano pretendeva che le opposizioni rompessero il silenzio. Cinque giorni dopo la Guardia di Finanza ha arrestato Fabio Pistarelli, capo di gabinetto del governatore delle Marche Francesco Acquaroli fino al dicembre 2025, nell’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Ancona sugli appalti del dopo terremoto: 8 arresti, 51 indagati e, per l’accusa, imprese vicine a ‘ndrangheta e camorra dentro i cantieri. Sta scritto nell’ordinanza che Acquaroli aveva “fondato sentore delle pressioni della cricca” quando lo fece dimettere, il 12 dicembre 2025. Lui racconta che gli erano arrivate delle voci. Pistarelli, che si dice estraneo alle accuse, prepara il ricorso al Riesame. Le opposizioni chiedono da giorni un’informativa in Aula e la premier che soppesava il silenzio degli altri con il bilancino da farmacista ora ha scoperto le virtù del riserbo: il silenzio, quando è il suo, diventa accettabile. Intanto il 30 ottobre lo sciopero generale dell’Usb ha riempito più di 60 piazze, oltre un milione di persone secondo le stime, mentre la Francia marcia da settimane insieme alla Germania e la Spagna si ferma l’11 novembre per il primo sciopero generale in 14 anni, contro il carovita e contro i soldi spostati sulle armi. A destra della giornata si è commentata soprattutto la vernice sulla tangenziale di Milano. 
Le vetrine, del resto, si contano meglio dei milioni, soprattutto quando servono a non contare il resto.