sabato 26 settembre 2026

... non ci sono parole!!! ...

Credo sia la prima volta nella storia che si rivendica all'ONU un atto di autentico terrorismo di stato, esibendo da spavaldo capomafia stragista quale costui è lo strumento utilizzato per uccidere, accecare, mutilare e sfigurare a vita migliaia di civili e bambini libanesi, con la perfidia di detonare simultaneamente migliaia di dispositivi apparentemente innocui. Pensate se la stessa identica operazione fosse stata realizzata dai servizi russi a Kiev, o da quelli iraniani a Tel Aviv. Immaginate migliaia di cellulari esplodere a Manhattan, o a Londra, o a Roma e Milano, mentre sono in mano a figli, mogli, sorelle, in auto in transito, dal barbiere, dal fruttivendolo, al supermercato, sullo scaffale della sala di attesa di un ospedale. E invece no. Non lo hanno fatto loro. Lo abbiamo fatto 'noi', i nostri alleati. Le nostre TV pubbliche, i nostri maggiori quotidiani, le aule parlamentari e gli scranni del Governo sono pieni di gente che applaude. 

Non trovo le parole. 
 Tutte le parole falliscono. 


 Luigi Daniele.

... tutto di fretta!!! ...

... sono le 14,40 e Antonio è già arrivato ... questo da la misura della nostra situazione attuale ... domani scriverò di più!!!

venerdì 25 settembre 2026

... MISERABILI 2!!! ...

I 77 paesi le cui delegazioni hanno abbandonato l'aula dell'Assemblea generale dell'ONU durante il discorso di Netanyahu. 
La delegazione italiana, da buona serva devota, è rimasta ma non in mio nome 

#NotInMyName 


 Arab Countries — 18 Delegazioni ▪️ Syria ▪️ Palestine ▪️ Jordan ▪️ Lebanon ▪️ Iraq ▪️ Saudi Arabia ▪️ Qatar ▪️ Kuwait ▪️ Oman ▪️ Yemen ▪️ Egypt ▪️ Sudan ▪️ Tunisia ▪️ Algeria ▪️ Libya ▪️ Mauritania ▪️ Somalia ▪️ Comoros 🔴 Asia and Turkey — 14 Delegazioni ▪️ Turkey ▪️ Iran ▪️ Pakistan ▪️ Afghanistan ▪️ Bangladesh ▪️ Indonesia ▪️ Malaysia ▪️ Brunei Darussalam ▪️ Maldives ▪️ Myanmar ▪️ North Korea ▪️ Turkmenistan ▪️ Uzbekistan ▪️ Kyrgyzstan 🔴 Non-Arab Africa — 20 Delegazioni ▪️ South Africa ▪️ Senegal ▪️ Djibouti ▪️ Angola ▪️ Congo ▪️ Democratic Republic of the Congo ▪️ Liberia ▪️ Eritrea ▪️ Chad ▪️ Central African Republic ▪️ Madagascar ▪️ Niger ▪️ Botswana ▪️ Uganda ▪️ Lesotho ▪️ Eswatini ▪️ Equatorial Guinea ▪️ Mozambique ▪️ Namibia ▪️ Kenya 🔴 Latin America and the Caribbean — 17 Delegazioni ▪️ Suriname ▪️ Panama ▪️ Venezuela ▪️ Antigua and Barbuda ▪️ Belize ▪️ Barbados ▪️ Colombia ▪️ Dominica ▪️ Nicaragua ▪️ Peru ▪️ Saint Lucia ▪️ Bahamas ▪️ Bolivia ▪️ Cuba ▪️ Guyana ▪️ Brazil ▪️ Chile 🔴 Europe — 6 Delegazioni ▪️ North Macedonia ▪️ San Marino ▪️ Slovenia ▪️ Bosnia and Herzegovina ▪️ Spain ▪️ Ireland 🔴 Oceania — 2 Delegazioni ▪️ Tuvalu ▪️ Tonga 

🔴 Total: 77 Delegazioni 


 Laura Rocci

... MISERABILI!!! ...

Bassezza morale e miserabilismo politico 


Quando ti accorgi di annaspare perché hai esaurito gli effetti speciali e l’uditorio, assuefatto alle giaculatorie, mostra disincanto, i miserabili non cercano di migliorare se stessi ma trascinano nel fango, o almeno ci provano, chi è migliore di loro. Sopraffatta dai fallimenti politici e amministrativi: riforme bocciate, economia in stato di asfissia, nonostante gli effetti dei Bonus edilizi e le risorse del PNRR che hanno mascherato una economia inerziale, senza guida, senza crescita, infatti ultima in Europa; una politica energetica vissuta alla giornata, senza programmazione e disattesa ogni promessa, dal taglio delle accise fino al prezzo fuori controllo del carburante; dall’abolizione della legge Fornero, alla realtà del pensionamento a 67 anni e 1 mese nel 2027, in progressione fino a 67 anni e 8 mesi nel 2031; Una sanità devastata in cui è assistito chi se la può pagare; lo squallore di un welfare ridotto ad elemosina; alla crescita del debito pubblico fino alla possibile procedura di infrazione per il deficit al 3,1%; alla politica estera al servizio dei potenti guerrafondai e genocidari, nonchè ridicola nella rappresentanza. Allora l’urgenza di ricreare consenso ricorrendo, almeno in casa propria, ai fedeli cavalli di battaglia, razzismo e menzogna, per ritrovare nuova luce possono non bastare, lo avverti che non basta, ma occorre fare altro, ad esempio attenuare la luce degli altri, trascinare nel fango chi, istituzionalmente, moralmente e politicamente ti sovrasta: il Capo dello Stato, Sergio Mattarella. Così è stato, ieri sera, da Bruno Vespa, il domestico di corte, il genuflesso della comunicazione, in cui, programma di pochi minuti, ma in una fascia di ascolto elevata, Giorgia Meloni, per cercare di riaggiustare la sua miseranda idea della scuola in cui la realtà sociale multietnica era stata, il giorno prima, derisa e ghettizzata, ha cercato di associare alla stessa sua idea quella del Capo dello Stato, riesumando sue circolari vecchie di 36 anni, il cui contenuto, rivolto alla migliore inclusione degli alunni stranieri nelle scuole, raccomandava lo spirito dell’art.34 della Costituzione, senza imposizioni, ma lasciando piena autonomia gestionale alla scuola. L’esatto contrario di ciò che intende fare lei con una proposta di legge tesa a ghettizzare gli alunni stranieri, a separare anziché includere, irregimentando il sistema scolastico caratterizzandolo con una impronta razzista per dimostrare che il fascismo di Vannacci è solo una minaccia, mentre quello di Meloni è già in opera, concreto e pure istituzionale. 


 Giovanni Maria Fresu.

... guerra ai poveri!! ...

𝐈𝐥 𝐬𝐞𝐥𝐟𝐢𝐞 𝐚𝐢 𝐠𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐅𝐞𝐧𝐢𝐱, 𝐮𝐧 𝐩𝐫𝐨𝐜𝐮𝐫𝐚𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐚𝐧𝐭𝐢𝐦𝐚𝐟𝐢𝐚 𝐚 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐢 𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐥𝐭𝐫𝐢 



Il #buongiorno di Giulio Cavalli Giovedì 


il governo ha affidato i quattordicenni all’Antimafia. Il decreto giustizia del Consiglio dei ministri porta la Procura nazionale antimafia dentro i processi ai minorenni, mentre il decreto scuola fissa per legge un tetto del 30 per cento agli alunni stranieri appena arrivati e multe fino a mille euro per chi entra col volto coperto. L’aveva annunciato domenica Giorgia Meloni dal palco di Fenix, la festa dei giovani di Fratelli d’Italia che si è chiusa con un sorridente e sguaiato selfie collettivo. La guerra ai giovani, del resto, è l’unica che questo governo combatte con metodo da quando, a ottobre 2022, il suo primo decreto inventava il reato di rave. Poi il decreto Caivano, che dava l’avviso orale del questore ai quattordicenni e il carcere cautelare più facile, la bocciatura col cinque in condotta nel 2024, le multe ai genitori a febbraio e a luglio due disegni di legge con il fermo preventivo per i minori e la capacità di intendere presunta dai quattordici anni, perché chi sbaglia, spiegava Meloni, risponde «anche quando è minorenne». Il conto lo tiene Antigone: negli istituti penali per minorenni i ragazzi erano 381 a fine 2022 e 572 a fine 2025. Eppure la scienza dice l’opposto. Uberto Gatti, criminologo dell’Università di Genova, seguendo 779 ragazzi poveri ha misurato che chi passa dal tribunale per i minorenni finisce più spesso nel crimine da adulto, e Stanley Cohen già nel 1972 dava un nome al meccanismo che fabbrica un nemico giovane per fargli la guerra: panico morale. Ai giovani di Fenix il selfie con la premier, a tutti gli altri un procuratore antimafia.

... ritorno in città ...

... domani pomeriggio si ritorna in città con la prospettiva di un mese di ottobre semplicemente orribile!!

giovedì 24 settembre 2026

... un segnale potente!!! ...

La sala delle Nazioni Unite si svuota mentre Benjamin Netanyahu si appresta a parlare. 

Un’immagine potentissima. Ma, a mio giudizio, il problema è ancora più grave: un personaggio sul quale grava un mandato d’arresto della Corte Penale Internazionale per presunti crimini di guerra e crimini contro l’umanità non dovrebbe nemmeno avere accesso a quel podio. Chi ha le mani politicamente sporche del sangue di decine di migliaia di palestinesi non dovrebbe essere accolto nella più importante istituzione multilaterale del mondo come un normale interlocutore diplomatico. E l’ipocrisia raggiunge il massimo livello proprio qui. Netanyahu ha attaccato ripetutamente le Nazioni Unite, accusandole di essere ostili a Israele e arrivando a definirle un «covo» di antisemitismo. Quando l’ONU denuncia ciò che accade a Gaza, per lui diventa un’organizzazione delegittimata e antisemita. Quando invece gli offre un microfono davanti al mondo, quel podio improvvisamente gli va bene. 

Le delegazioni che oggi hanno scelto di alzarsi e abbandonare la sala hanno mandato un messaggio molto più forte di qualsiasi dichiarazione diplomatica: non tutto può essere normalizzato. Non tutto può essere coperto dal protocollo. E non basta indossare una giacca, entrare in un palazzo internazionale e parlare da un podio per cancellare il sangue. 


 Emir Alili.