mercoledì 4 novembre 2026

... il prosecco e i morti! ...

𝐈𝐥 𝐩𝐫𝐨𝐬𝐞𝐜𝐜𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐪𝐮𝐚𝐭𝐭𝐫𝐨 𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐌𝐞𝐥𝐨𝐧𝐢 𝐞 𝐠𝐥𝐢 𝟖𝟏𝟎 𝐦𝐨𝐫𝐭𝐢 𝐬𝐮𝐥 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐈𝐧𝐚𝐢𝐥 


Il #buongiorno di Giulio Cavalli 


Si possono costruire narrazioni, si può tessere propaganda, si possono apparecchiare le migliori commemorazioni con il prosecco più fresco che si possa immaginare ma alla fine i numeri parlano. Martedì hanno parlato quelli dell’Inail, l’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, e raccontano che fra gennaio e settembre 2026 sono morti 810 lavoratori, 589 mentre lavoravano e 221 sulla strada per andarci o per tornare a casa, 33 in più dello stesso periodo del 2025. Solo a settembre: 91 denunce mortali, più di tre al giorno. E quei numeri l’Inail li mette in fila ogni mese senza aspettare che qualcuno abbia finito di brindare. Chi volesse cavarsela con i grandi numeri ha già il materiale pronto, perché il dossier di 71 pagine con cui Palazzo Chigi il 22 ottobre ha festeggiato i quattro anni del governo di Giorgia Meloni rivendica un record storico di 24,4 milioni di occupati e più gente lavora più gente muore. Solo che l’Inail la divisione l’ha già fatta: da 2,36 a 2,42 decessi ogni 100mila occupati e quindi si muore di più anche in proporzione. Eppure nello stesso dossier, alla voce sicurezza sul lavoro, ci sono più ispettori, 30 milioni per le vittime e addirittura la sperimentazione del badge di cantiere, mentre gli studenti morti, compresi quelli in formazione scuola-lavoro, sono passati da 7 a 13, quasi il doppio in un anno. Il badge insomma registra l’ora d’ingresso, quella in cui uno a casa non torna la timbra l’Inail ogni mese con una puntualità che a Palazzo Chigi riservano solo ai dossier.

... occhio al folle!!! ...

Nel giorno delle elezioni di midterm Trump annuncia che USraele smetterà di versare a Israele 4 miliardi di dollari l'anno in aiuti militari. Questa "notizia" ci dice 4 cose: 

 1) ci ricorda una vergogna che molti rimuovono: il memorandum d'intesa Usa-Israele in base al quale Usraele versa 3,8 miliardi di dollari l'anno in aiuti militari al più potente e spietato Stato terrorista e colonialista del mondo. A prescindere dal colore politico della Casa Bianca, dem, neocon o teocon.

 2) è l'ultima boutade elettorale di un servo di Israele che sente odore di sconfitta e che da un lato cerca di dare un segnale alla base Maga (sempre più critica verso la sudditanza della Casa Bianca a Tel Aviv) ma dall'altro cerca di rassicurare i suoi clienti/padroni di Tel Aviv (oggi è arrivato a dire "Se la gente negli Stati Uniti si stancasse mai di me, mi trasferirei in Israele e diventerei primo ministro"). 

3) lo psico-cazzaro multimiliardario (che ha aumentato il suo patrimonio personalmente, in questi ultimi 4 anni di presidenza , di circa 4 miliardi di dollari, l'equivalente della tassa annua sionista) ha detto: "Gli aiuti a Israele verranno interrotti alla fine dell'anno. Israele è un Paese prospero, non ha bisogno di 4 miliardi in aiuti. Abbiamo già concordato che, entro la fine di quest'anno, non effettueremo più versamenti a favore di Israele. Naturalmente, continueremo ad aiutarli qualora ne avessero bisogno e possono comprare da noi tutto quello che vogliono”. Peccato che il memorandum d'intesa che garantisce a Israele 3,8 miliardi di dollari di aiuti militari l'anno scada nel 2028, peccato che USraele costituisca ormai un sistema tecno-bellico unico e integrato. 

 4) sentite l'obiezione dell'oppositore democratico Yair Golan, in coalizione con Eisenkot: “Un altro fallimento enorme di Netanyahu, proprio nel periodo in cui le spese militari di Israele hanno raggiunto dimensioni enormi. (...) L'interruzione è un danno grave per la sicurezza di Israele e per la qualità della vita nel paese perché i costi ricadranno esclusivamente sul pubblico israeliano". Chiaro? Gli oppositori di Netanyahu non chiedono un argine alla militarizzazione totale di Israele ma accusano Netanyahu di essersi giocato i 4 miliardi annui americani per gli aiuti militari infliggendo un danno alla sicurezza di Israele. 

In ogni caso e soprattutto nel caso di sconfitta elettorale : OCCHIO AL COLPO DI CODA DELLA FOLLIA MAFIOSA, IMPERIALISTA E GUERRAFONDAIA di King Donald nel suo ultimo anno di presidenza. 


 Marco Grosso.

... 4 novembre! ...

I MORTI SI PIANGANO, NON SI USINO 


Il 4 novembre ricordiamo la fine della Prima guerra mondiale: ‘ inutile strage’. Ricordiamo i morti: solo per l’Italia 650.000 militari e circa 589.000 civili. “ Possano le lacrime di tante madri, di tanti bambini, di tanti anziani toccare le coscienze di chi ha potere di far tacere le armi!”, ci ha ricordato Papa Leone ieri (2 novembre 2026). Non possiamo piangere i morti e contemporaneamente accettare la continua e incalzante propaganda di guerra. Fare memoria di chi è stato ucciso sia monito per rinnovare l’impegno ‘ mai più la guerra’. Sia una occasione per ripudiarla, come ci chiede la nostra Costituzione! Non per ripetere ma, come ha detto più volte la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ‘Si vis pacem para bellum’. Èpura ipocrisia ricordare i morti e preparare la guerra, investire nella guerra, fare continua propaganda di guerra. Vogliamo ricordare non solo i morti ‘ caduti’ in guerra, ma anche i ‘disertori’, alcuni uccisi direttamente sul posto con le decimazioni volute dal generale Cadorna (difficile conoscerne il numero), altri, più di 4.000, condannati a morte. Proprio nella loro memoria rinnoviamo il nostro impegno in ogni settore, per dire no alla guerra, alle ‘ folli’ spese per gli armamenti, alla presenza dell’esercito nelle scuole e a tutto ciò che porta il nostro Paese verso una guerra. Siamo con le migliaia di giovani che hanno manifestato per ribadire che vogliono poter andare a scuola, non a fare la guerra. Siamo con i portuali che, con lo sciopero dello scorso 30 ottobre, hanno rinnovato la loro scelta di non voler essere complici con la guerra, coinvolgendo 22 Paesi, 5 continenti e 113 porti, di cui nove italiani. Abbiamo da poco lanciato, insieme ad altre associazioni, la Campagna “Sollevati. La coscienza non si arruola”, per raccogliere dichiarazioni preventive di obiezione di coscienza, soprattutto da parte di giovani, ancor prima che possa arrivare loro la cartolina di chiamata alle armi. Come ogni anno, abbiamo in programma la Marcia per la Pace, la sera del 31 dicembre: quest’anno sarà a Cuneo, preceduta il giorno prima da un convegno, dove si approfondiranno tutti questi temi. Ci aiutano, per essere credibili e non ipocriti, le parole di Papa Leone alla Sapienza di Roma, lo scorso 14 maggio: “ Nell’ultimo anno la crescita della spesa militare nel mondo, e in particolare in Europa, è stata enorme: non si chiami “ difesa” un riarmo che aumenta tensioni e insicurezza, depaupera gli investimenti in educazione e salute, smentisce fiducia nella diplomazia, arricchisce élite cui nulla importa del bene comune”. 

 Rifiutiamo la guerra, gridiamo la speranza. 

 Firenze, 3 novembre 2026 Pax Christi Italia

... Trump sconfitto!!! ...

Un’onda popolare ha travolto Trump e i repubblicani. Ha travolto le guerre, i dazi, le esecuzioni sommarie nelle strade americane, le promesse di prosperità per la classe dei lavoratori, che si sono rivelate bugie, perché a diventare sempre più ricchi sono stati i miliardari. Il voto di stanotte ha travolto Trump e il suo circo allucinato e pericoloso di miliardari sempre più ricchi e sempre più autoritari. Negli USA le persone hanno posto le basi per interrompere la stagione dei potenti che accumulano potere e ricchezze contro il popolo. Questo voto è una buona notizia per il mondo intero ed è un enorme capitale di fiducia per la sinistra negli USA. I democratici hanno un mandato chiaro, restituire ai lavoratori e alle classi popolari i diritti fondamentali che la destra ha progressivamente tolto. Il lavoro dignitoso, la sanità pubblica, l’istruzione di qualità. 

E in tutto questo c’è anche e soprattutto una traccia per noi, per l’Italia. O combatti per ridurre ingiustizie e disuguaglianze, o sei come Trump e Meloni. 


 Nicola Fratoianni.



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Dalle piazze italiane alle urne americane che hanno bocciato Trump i cittadini dimostrano di non poterne più di guerre illegittime, corsa al riarmo e alle spese militari, rincari, carovita, tagli e diritti che valgono fino a un certo punto. Il segnale giunto stanotte dagli Stati Uniti è un monito che parla a tutti: la partecipazione di chi esprime l’urgenza di voltare immediatamente pagina è fondamentale. Possiamo davvero cambiare le cose. 


 Giuseppe Conte.

martedì 3 novembre 2026

... sempre, sempre con noi!! ...

A oltre mezzo secolo dalla tragica morte di Pier Paolo Pasolini, il caso del suo omicidio torna al centro dell'attenzione. Secondo quanto riportato da la Repubblica è stata presentata una nuova istanza alla Procura di Roma per chiedere la riapertura delle indagini sull'uccisione del poeta, scrittore e regista, avvenuta nella notte tra l'1 e il 2 novembre 1975 all'Idroscalo di Ostia. Una vicenda dolorosa e ancora oggi ricca di interrogativi, che continua a suscitare interesse e a sollevare domande nella coscienza civile del nostro Paese. Già nel 2023 una precedente richiesta di riapertura era stata respinta. La nuova iniziativa riporta dunque l'attenzione sulla necessità di approfondire gli aspetti ancora controversi di uno dei delitti più discussi della storia italiana. Pasolini non è stato soltanto un grande protagonista della letteratura e del cinema del Novecento, ma una voce libera e scomoda, capace di leggere le contraddizioni del proprio tempo e di anticipare questioni ancora oggi attuali. A distanza di cinquantuno anni, il suo pensiero continua a vivere attraverso le opere, le parole e le riflessioni che ci ha lasciato: 

«Ma io sono un uomo che preferisce perdere piuttosto che vincere con modi sleali e spietati. Grave colpa da parte mia, lo so! E il bello è che ho la sfacciataggine di difendere tale colpa, di considerarla quasi una virtù.» 

(Pier Paolo Pasolini, frase tratta da un intervento pubblicato sulla rivista Vie Nuove il 28 ottobre 1961 “numero 42”) 

Perché ci sono storie che il tempo non può e non deve cancellare. 

#PierPaoloPasolini 

 Annalisa Costantino.

... un Potere che uccide! ...

"Scrivo “Potere” con la P maiuscola solo perché sinceramente non so in cosa consista questo nuovo Potere e chi lo rappresenti. So semplicemente che c’è. Non lo riconosco più né nel Vaticano, né nei Potenti democristiani, né nelle Forze Armate. Non lo riconosco più neanche nella grande industria, perché essa non è più costituita da un certo numero limitato di grandi industriali: a me, almeno, essa appare piuttosto come un tutto (industrializzazione totale), e, per di più, come tutto non italiano (transnazionale)". 


#PierPaoloPasolini, 24 giugno 1974. Ucciso 51 anni fa dal "potere senza volto", rimasto impunito e che oggi prospera anche grazie a chi storicamente aveva il compito di combatterlo. 


#qualcosadisinistra

... Forzisti mafiosi!! ...

Ieri sera a Otto e Mezzo Nicola Gratteri ha detto: «Giorgia Meloni ha lasciato la giustizia nelle mani di Forza Italia». Ricordiamo che il partito fondato da tre pregiudicati ha portato in Parlamento, in ruoli apicali: 

Marcello Dell’Utri: deputato (1996-2001), parlamentare europeo (1999-2004) e senatore (2001-2013). Condannato in via definitiva a 7 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa (Cassazione 2014). 

Nicola Cosentino: deputato (1996-2013) e sottosegretario di Stato all’Economia e alle Finanze (2008-2010). Condannato in via definitiva a 10 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa (Cassazione 2023); ha anche una condanna definitiva a 4 anni per corruzione di agenti della Polizia Penitenziaria. 

Antonio D’Alì: senatore (1994-2018) e sottosegretario di Stato all’Interno (2001-2006). Condannato in via definitiva a 6 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa (Cassazione 2022). 

Amedeo Matacena: deputato (1994-2001). Condannato in via definitiva a 5 anni di reclusione (poi ridotti a 3) per concorso esterno in associazione mafiosa (Cassazione 2013); è morto latitante a Dubai nel 2022. 

Ce ne sarebbero molti altri, ma per il momento ci fermiamo qui. 


 Antonio Francesco Spitale.