giovedì 6 agosto 2026

... INDECENTI!!! ...

𝐋𝐞 𝐜𝐡𝐚𝐭 𝐢𝐧 𝐜𝐚𝐬𝐬𝐚𝐟𝐨𝐫𝐭𝐞 𝐞 𝐁𝐨𝐫𝐬𝐞𝐥𝐥𝐢𝐧𝐨 𝐧𝐞𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐢𝐳𝐢 


Il #buongiorno di Giulio Cavalli 


 206 sì e 133 no, a scrutinio segreto: la Camera ha negato ai pm di Roma le chat fra Andrea Delmastro e Mauro Caroccia, per gli inquirenti il prestanome del clan Senese in un'indagine per riciclaggio e intestazione fittizia con l'aggravante mafiosa. E le hanno negate senza leggerle, perché il cd spedito dai magistrati stava sotto chiave e la giunta, 7 a 6, aveva deciso il giorno prima che nessuno lo aprisse. Insomma, si sono arroccati a scatola chiusa, come si fa nei clan in cui per sapere da che parte stare non serve sapere niente. Il calendario spiega il nervosismo. La pensione dei parlamentari matura dopo quattro anni, sei mesi e un giorno, per questa legislatura il 14 aprile 2027, e i deputati e senatori di prima nomina sono 265 su 605, in Fratelli d'Italia il 66,1 per cento. Nessuno si alza da tavola prima del dolce. Poi c'è il santino. Galeazzo Bignami in aula ha detto che «la sinistra fece eleggere Oscar Luigi Scalfaro, che un anno dopo liberò 300 mafiosi al 41 bis», e che a riportarli in galera fu il ministro Giovanni Conso. È l'esatto contrario: a non prorogare 334 decreti, nel novembre 1993, fu Conso, e dal carcere non uscì nessuno. Studino. Paolo Borsellino lo lascino stare. Il 23 luglio, per la stretta sui ragazzini fra i 14 e i 18 anni, Giorgia Meloni aveva riassunto la linea così: «Chi sbaglia deve rispondere delle proprie azioni». 
Tredici giorni dopo, per non rispondere delle proprie, a un deputato sono bastate una maggioranza e una cassaforte, e il ministro della Giustizia Carlo Nordio, custode della legalità per contratto, a sera dice: «Sono soddisfatto del voto».

... confronti ...

 LAVROV: «SE AVESSIMO BOMBARDATO L’UCRAINA COME ISRAELE BOMBARDA GAZA, LA GUERRA SAREBBE FINITA IN POCHI GIORNI» 

Una frase brutale. Ma proprio per questo capace di squarciare il sipario dell’ipocrisia occidentale. Da oltre quattro anni ci raccontano che la Russia starebbe conducendo in Ucraina una guerra senza limiti, con l’unico obiettivo di distruggere città e popolazione civile. Eppure basta confrontare ciò che è accaduto a Kiev, Odessa, Kharkov o Leopoli con ciò che Israele ha fatto nella Striscia di Gaza per capire che siamo davanti a due guerre condotte con criteri radicalmente diversi. La Russia possiede la potenza militare necessaria per radere al suolo interi quartieri, interrompere completamente acqua, elettricità e rifornimenti, distruggere sistematicamente ospedali, campi profughi e infrastrutture civili. Non lo ha fatto. Questo non significa che in Ucraina non siano morti civili, che non siano stati commessi errori o che ogni attacco russo sia giustificabile. Significa però riconoscere un dato che la propaganda occidentale tenta disperatamente di nascondere: Mosca avrebbe potuto scatenare una capacità distruttiva enormemente superiore, ma ha scelto prevalentemente una guerra di logoramento contro obiettivi militari, energetici e logistici. A Gaza, invece, abbiamo visto quartieri cancellati, popolazioni costrette a spostarsi continuamente, ospedali assediati, aiuti umanitari bloccati e decine di migliaia di vittime. E qui avviene il miracolo linguistico. Quando bombarda la Russia è “terrorismo”. Quando bombarda Israele è “diritto all’autodifesa”. Quando Mosca colpisce una centrale elettrica che alimenta l’industria bellica, arrivano sanzioni, mandati di cattura e lezioni di diritto internazionale. Quando Gaza viene ridotta a un cumulo di macerie, arrivano armi, finanziamenti e dichiarazioni sulla “sicurezza di Israele”. Lavrov ha detto ad alta voce ciò che molti fingono di non vedere: se la Russia avesse davvero combattuto senza alcun riguardo per la popolazione civile, come viene accusata quotidianamente di fare, l’Ucraina non avrebbe resistito quattro anni. Altro che esercito russo impantanato. Altro che guerra totale. La realtà è molto più scomoda: rispetto alla devastazione consentita a Israele, la Russia sta combattendo con una mano legata dietro la schiena. Ma ammetterlo significherebbe far crollare tutta la narrazione costruita dal 2022. E soprattutto significherebbe rispondere alla domanda proibita: perché le bombe russe indignano l’Occidente, mentre quelle israeliane vengono pagate, armate e giustificate dallo stesso Occidente? 


 https://t.me/donchisciotte667 

Don Chisciotte 

Fonti: dichiarazioni attribuite a Sergey Lavrov; Reuters sulle critiche russe ai bombardamenti israeliani e sul loro possibile contrasto con il diritto internazionale; Associated Press sugli attacchi e sulle vittime a Gaza. (Reuters⁠) #Russia #Ucraina #Gaza #Israele #DoppiStandard

... in difesa di Elly!! ...

- La narrazione secondo cui Elly Schlein "non dice nulla" o "non ha proposte" è un cliché comunicativo, spesso alimentato dagli avversari politici o da una superficialità mediatica che preferisce la rissa ai contenuti. E molti giornalisti (giornalai… con tutto il rispetto verso i giornalai) non sono da meno. Continuano a chiedere il programma come se non ci fosse già un programma, un manifesto … il problema è la condivisione di certi punti con gli altri leader del cosiddetto campo largo … che è cosa ben diversa e più complessa se si vuole essere onesti con gli elettori e non fare come la destra che per vincere promette l’impossibile da mantenere e poi se ne dimentica. Quindi, ecco qua, copiate e incollate e condividete col mondo ignorante (che vuole appositamente ignorare!) Dal momento della sua elezione a segretaria del Partito Democratico nel marzo 2023 fino a oggi, la linea politica di Elly Schlein si è strutturata in modo molto netto. Il suo progetto per l'Italia ha impresso una svolta a sinistra rispetto al passato del PD, concentrandosi sul concetto cardine di giustizia sociale legata alla giustizia ambientale. Questa visione si traduce in cinque grandi pilastri programmatici che ripete costantemente in ogni piazza e comizio: 

1. Difesa e Rilancio del Welfare PubblicoSanità Pubblica. - Rappresenta la sua battaglia principale in Parlamento. Chiede lo sblocco delle assunzioni di medici e infermieri, l'abbattimento delle liste d'attesa e l'aumento dei finanziamenti al Fondo Sanitario Nazionale in rapporto al PIL, opponendosi alla privatizzazione strisciante delle cure. Istruzione e Scuola: Propone di rendere gli asili nido progressivamente gratuiti e universali, aumentare gli stipendi degli insegnanti per adeguarli alla media europea e contrastare la dispersione scolastica, garantendo libri di testo e trasporti gratuiti alle fasce medie e basse. Piano Casa: Rilancio dell'edilizia residenziale pubblica per dare risposta all'emergenza abitativa delle famiglie e degli studenti fuorisede. 

2. Dignità del Lavoro e SalariSalario Minimo - È la proposta bandiera portata avanti in modo unitario con le altre opposizioni. Prevede l'illegalità dei contratti sotto i 9 euro all'ora per contrastare il fenomeno dei "lavoratori poveri". Lotta alla Precarietà: Limitazione netta del ricorso ai contratti a termine, abolizione dei contratti pirata e dei tirocini gratuiti sfruttati come lavoro mascherato. Sicurezza sul Lavoro: Introduzione di controlli più severi, reati specifici per le aziende che violano le norme sulla sicurezza e investimenti massicci sull'ispettorato del lavoro. 

3. Transizione Ecologica e ClimaticaInvestimenti Green - Secondo Schlein non c'è transizione ecologica senza tutele sociali ("Green New Deal"). Propone di tassare gli extra-profitti delle grandi compagnie fossili per finanziare l'efficientamento energetico delle case popolari e delle periferie. - Energie Rinnovabili: Accelerazione drastica sulla transizione verso il sole e il vento, bloccando i sussidi ambientalmente dannosi e creando "comunità energetiche" per abbassare le bollette dei cittadini. 

4. Diritti Civili e di CittadinanzaMatrimonio Egualitario e Legge Zan - Riconoscimento pieno dei matrimoni e delle famiglie omogenitoriali (con i relativi diritti dei bambini), e contrasto ai crimini d'odio per omofobia. Ius Soli / Ius Scholae. Riforma della cittadinanza per i bambini nati o cresciuti in Italia che completano un ciclo di studi, superando la Bossi-Fini e modificando radicalmente le politiche europee di accoglienza. Parità di Genere - Contrasto al divario salariale tra uomo e donna, potenziamento dei centri antiviolenza e garanzia di applicazione della Legge 194 con medici non obiettori in ogni struttura pubblica. 

5. Riforma del Partito e Alternativa di GovernoCoalizione Progressista ("Campo Largo") - Costruzione di un programma condiviso ed unitario con il Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi-Sinistra e le forze centriste, ponendo i temi sociali (lavoro, sanità, scuola) come collante per un'alternativa all'attuale governo. Lotta alle Riforme della Maggioranza: Netta opposizione all'Autonomia Differenziata (definita "Spacca-Italia" perché impoverisce il Sud) e al Premierato, considerato una minaccia all'equilibrio dei poteri del Presidente della Repubblica. 

Tanto per dirne una parte. 
 Criticatela quanto volete ma basta con questa falsa narrazione! 


 Paolo Ranzani.

... a testa alta!!! ...

Oggi Giuseppe Conte, a testa alta, ha raccontato la verità. Hanno provato in tutti i modi a raccontare che si nascondeva. Lo hanno infangato per mesi con i loro giornali. Lo hanno accusato di ogni nefandezza, sperando di piegarlo. Non ci sono riusciti. Giuseppe ci ha messo la faccia durante i giorni più drammatici della pandemia e ce l’ha messa anche oggi. Ha ribadito la stessa verità che ha già fatto crollare le accuse nei tribunali, una dopo l’altra, fino all’archiviazione. Quelli che allora sciacallavano, gridando tutto e il contrario di tutto, continuano a farlo anche oggi, costruendo una commissione trasformata in un plotone di esecuzione, nel tentativo di riscrivere la storia e distrarre gli italiani dai propri fallimenti. Gli stessi che proprio in questi giorni negano alla Procura materiale ritenuto essenziale per indagare sugli affari della camorra pur di proteggere uno dei loro, non possono dare lezioni di coraggio e trasparenza a nessuno. 
Cercavano un capro espiatorio. Hanno trovato un Presidente che non si piega, non scappa e non rinnega le proprie scelte. 
Siamo orgogliosi del nostro Presidente. Ed insieme non faremo un passo indietro. 


 Chiara Appendino.

mercoledì 5 agosto 2026

... Franca Viola ...

Oggi, 5 agosto, esattamente 45 anni fa, nel 1981, il Parlamento italiano cancellava dal codice penale due aberrazioni giuridiche, il delitto d’onore e il matrimonio riparatore, grazie al coraggio di una straordinaria #giovanedonna siciliana: Franca Viola. È il 1965. Franca, 17 anni, viene rapita ad Alcamo, da Filippo Melodia, nipote di un boss mafioso. Franca viene violentata e segregata per una settimana. Il giorno di Capodanno, il padre viene contattato dai parenti di Melodia per far accettare ai genitori le nozze. Il padre e la madre di Franca fingono di accettare ma il giorno successivo la polizia libera Franca e arresta Melodia e i complici. In quel tempo la morale (immorale) prevedeva che Franca sposasse lo stupratore, per salvare l’onore. La legislazione era terribilmente patriarcale. Prevedeva la possibilità di estinguere il reato, anche ai danni di minorenni, se fosse stato seguito dal “matrimonio riparatore”. Ma Franca disse ‘io NON sono proprietà di nessuno’. Ci emoziona ancora pensare all’immenso coraggio di questa giovane donna: “Io non sono proprietà di nessuno, nessuno può costringermi ad amare una persona che non rispetto”. Che come, e assai prima, di Gisèle Pelicot, disse: “l’onore lo perde chi le fa certe cose, non chi le subisce”. Quasi un anno dopo il rapitore venne condannato a 11 anni, ridotti a 10 anni in appello. Sentenza confermata in Cassazione. L’8 marzo 2014, Franca Viola, diventa Grande Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica italiana. Non ha mai lasciato Alcamo, dove vive, con l’uomo che ha scelto di sposare nel 1968, Giuseppe Ruisi. Ci inchiniamo cara Franca Viola, al tuo immenso coraggio. Che hai rotto l’orrore. Mandando in frantumi secoli di misogina e criminale ‘tradizione’, divenuta legge. 


#labodifsegnala #francaviola #founders

... non sudditi, ma tifosi!! ...

Il gregge felice e l'incredibile arte di farsi votare dalle proprie vittime 


La più grande vittoria del potere non è quella di farsi temere. È quella di farsi amare. Anzi, di farsi applaudire proprio da chi paga il prezzo delle sue scelte. È un piccolo capolavoro di ingegneria sociale: convincere milioni di persone a sostenere politiche che ne peggiorano la condizione economica, riducono i loro diritti e aumentano le disuguaglianze, riuscendo perfino a far credere che tutto questo sia un esercizio di libertà. Non è facile. Eppure accade. Il capitalismo di oggi, del resto, ha ormai ben poco a che vedere con quello teorizzato da Adam Smith. Là c'era almeno l'idea che il mercato, regolato dalla concorrenza, producesse ricchezza diffusa. Qui, invece, sembra prevalere una filosofia molto più semplice: pochi accumulano, molti ammirano. Il lusso diventa una virtù, il privilegio un merito, l'arricchimento senza limiti un modello da imitare. Se qualcuno compra il quinto yacht mentre altri rinunciano alle cure mediche, la morale dominante non si chiede perché uno abbia cinque yacht, ma perché gli altri non abbiano imparato a "impegnarsi di più". Ogni riforma – o, altrettanto spesso, ogni mancata riforma – sembra muoversi nella stessa direzione: concentrare ricchezza e potere, rendere più fragile il lavoro, alleggerire il peso fiscale sui grandi interessi e lasciare che il conto venga presentato ai soliti noti. Accade in America, accade in Italia e accade ovunque trionfano le nuove destre rampanti. Il risultato è una frattura sociale sempre più evidente: una ristretta élite che continua a prosperare e una maggioranza che scopre ogni anno un nuovo significato della parola "sacrificio". 

E il popolo? 

Il popolo applaude. Li vota. Li difende. Li giustifica. 

Talvolta li considera perfino degli eroi che "dicono finalmente le cose come stanno", salvo poi accorgersi che le cose come stanno riguardano quasi sempre il suo portafoglio, e mai in senso positivo. Assistiamo così a scene che, se non fossero vere, sembrerebbero scritte da un autore satirico. Percettori del reddito di cittadinanza che votano chi promette di abolirlo. Piccoli imprenditori e lavoratori autonomi soffocati dal fisco che esultano mentre gli extraprofitti delle grandi banche restano sostanzialmente intoccabili. Dipendenti che vedono ridursi salari e tutele ma trovano comunque il modo di spiegare che, in fondo, "è colpa di qualcun altro". È come assistere a un tacchino che organizza una raccolta firme per anticipare il Natale. Naturalmente tutto questo non accade per caso. Il consenso non nasce spontaneamente: si costruisce. Attraverso una comunicazione che sposta l'attenzione dai problemi materiali alle guerre culturali, dai salari agli immigrati, dalla sanità pubblica ai simboli, dalle disuguaglianze ai nemici di turno. Se il cittadino arriva a fine mese con difficoltà, il problema non sarà mai chi concentra la ricchezza o chi scrive le leggi economiche: sarà sempre qualcun altro, possibilmente più debole di lui. È una tecnica antica quanto il potere stesso. Dividere chi sta in basso perché non guardi mai verso l'alto. Nel frattempo nasce una nuova classe dirigente che considera il popolo come un gregge. La vera novità, però, è che una parte del gregge sembra averne fatto motivo d'orgoglio. Guai a mettere in discussione il pastore: potrebbe offendersi. E un gregge senza pastore, si sa, dovrebbe perfino mettersi a pensare con la propria testa. Fatica insopportabile. La propaganda moderna ha compiuto un salto di qualità straordinario. Non chiede più di credere ai fatti, ma di credere contro i fatti. Se il tuo stipendio perde potere d'acquisto, non importa. Se i servizi pubblici peggiorano, pazienza. Se le opportunità diminuiscono, ci sarà sicuramente una spiegazione che non coinvolga chi governa. L'importante è non disturbare il racconto. George Orwell scriveva che il potere vuole controllare il presente per controllare il passato. Oggi sembra fare qualcosa di ancora più raffinato: convince le persone a votare contro il proprio futuro, e a esserne persino fiere. La domanda, allora, non è perché esistano politici che difendono gli interessi dei più forti. È sempre stato così. La vera domanda è un'altra: come può una democrazia funzionare quando una parte dei cittadini finisce per identificare i propri interessi con quelli di chi li impoverisce? Forse è questo il più grande trionfo del potere contemporaneo: non aver costruito sudditi obbedienti, ma tifosi entusiasti. Perché un suddito, prima o poi, può cominciare a pensare, può ribellarsi. Un tifoso, invece, continuerà a cantare l'inno della sua squadra anche mentre lo stadio gli crolla addosso. 


 Angelo Maione.

... ERA ORA!!! ...

Domani alle ore 11 la Commissione parlamentare d'inchiesta sul Covid ascolterà in audizione il Presidente Giuseppe Conte. Dopo mesi di propaganda, polemiche e di un teatrino messo in scena dalla destra nel tentativo di riscrivere la storia della gestione della pandemia, arriva finalmente il momento dei fatti. Siamo certi che Giuseppe Conte saprà ristabilire la verità, rispondendo con trasparenza e competenza a ogni domanda. Perché la verità non si costruisce con gli slogan, ma con i fatti e con il rispetto delle istituzioni. 
I cittadini meritano chiarezza, non processi politici confezionati per alimentare la propaganda della maggioranza. 

 
Patty L'Abbate.