martedì 30 giugno 2026

... fine mese ...

... Grazie bastardo giugno, hai lasciato la tua scia di MERDA ma Luglio la pulirà!!!

... c'ero anch'io!! ...

C’ero anch’io, in quei giorni. Da Sindaca, durante il Covid, ho dovuto fare delle scelte e firmare delle ordinanze. Quindi so bene cosa significava decidere allora: nel buio più totale, contro qualcosa che nessuno al mondo conosceva ancora, con milioni di vite sulle spalle e nessuno che ti dicesse come si fa. Per questo abbiamo il dovere di indignarci e alzare la voce e denunciare lo squallido sciacallaggio costruito dalla destra contro il Movimento 5 Stelle e il Presidente Conte. Da settimane i giornaloni della famiglia Angelucci - sì, quell’Angelucci che si è fatto eleggere con la Lega e che in Parlamento non si presenta mai - agiscono come un megafono della propaganda della destra, rilanciando quasi a penne unificate la stessa narrazione. Lo dipingono come un fuggitivo, riciclano accuse già smentite, parlano di mascherine e ventilatori evocando presunte tangenti. Non è informazione: è un processo mediatico costruito per riscrivere la storia della pandemia e trasformare chi ha governato l’emergenza in un capro espiatorio. Eppure lo sappiamo tutti: quelle accuse, nei procedimenti giudiziari, non hanno trovato conferma e si sono via via sgonfiate fino alle archiviazioni. Ma questo ai giornali di Angelucci e alla destra non interessa. Lo dimostra anche il tentativo della maggioranza, nella Commissione d’inchiesta sul Covid, di escludere dall’analisi proprio le Regioni, che hanno competenza sulla sanità. E guarda a caso le più colpite sono ed erano governate dalla destra. Se davvero cercassero la verità, partirebbero da lì. Invece cercano un bersaglio politico. La verità è che la destra preferisce processare il passato perché è allo sbando e non sa difendere il proprio presente. Mentre il Governo Meloni colleziona fallimenti su sanità, salari, industria e costo della vita, prova a spostare l’attenzione costruendo un nemico. Conte ha retto l'Italia nel momento più buio del Dopoguerra e non si è mai nascosto: ha chiarito davanti ai magistrati, ha risposto pubblicamente decine di volte, si è sempre detto disponibile a essere ascoltato. È facile fare processi a tavolino, anni dopo, con giornali amici a fare da cassa di risonanza. Molto più difficile è assumersi la responsabilità di decidere quando ogni scelta può significare salvare vite umane e quando gli altri - da Meloni a Salvini - sbraitano tutto e il contrario di tutto per raccattare qualche consenso. A chi continua a gettare fango sul M5S, rispondiamo con i fatti, con la verità e con la piena vicinanza al nostro Presidente, Giuseppe Conte. Non un passo indietro. 


 Chiara Appendino.

... lettera aperta ...

Da settimane Fratelli d’Italia cerca di costruire una narrazione falsa sul mio conto, arrivando persino a sostenere che mi sottragga alla Commissione Covid. La verità è esattamente l’opposto. Da quasi due anni chiedo di essere ascoltato e continuo a non ricevere risposta. Per questo oggi ho scritto ai Presidenti delle Camere e pubblico questa lettera, affinché tutti possano conoscere i fatti. 


*** 


Signori Presidenti del Senato e della Camera dei Deputati, 


mi rivolgo a Voi, quali massimi garanti del rispetto dei Regolamenti parlamentari e della correttezza delle procedure, per segnalare che sono ormai quasi due anni da quando, nell’ottobre 2024, ho scritto al presidente della Commissione parlamentare di cui all’oggetto, Marco Lisei, per informarlo della mia disponibilità a essere audito in Commissione nelle forme e nei modi ritenuti congrui. Aggiungo che questa mia disponibilità l’ho riconfermata intervenendo spontaneamente nel corso della quinta seduta della Commissione, tenutasi il 15 ottobre 2024. A questa mia lettera non c’è stata nessuna risposta formale da parte del presidente Lisei, il quale si è solo limitato, nel corso della medesima seduta della Commissione, a valutare genericamente questa possibilità. Da allora non ho mai revocato questa mia disponibilità, alla quale, tuttavia, il presidente Lisei non ha inteso dare alcun seguito concreto. Eppure sono settimane che i suoi colleghi di Fratelli d’Italia che siedono in Commissione, unitamente ai giornali del deputato Angelucci, tentano di screditarmi in tutti i modi, sostenendo anche l’idea che io abbia qualcosa da nascondere e che per questo stia cercando di sottrarmi al confronto in Commissione. Si è così prodotto un paradosso, mio malgrado. Sulle varie questioni su cui vengo attaccato e infamato dai Commissari di Fratelli d’Italia e dai giornalisti a loro vicini ho fornito ampie delucidazioni a mezzo stampa e tv, in molteplici occasioni. Ma non mi è consentito riprodurre queste precisazioni anche in Commissione Covid, considerato che il presidente Lisei preferisce attaccarmi pubblicamente, anche a mezzo video, piuttosto che acconsentire alla mia richiesta formale. Sono pertanto costretto a rimettermi ai Vostri poteri, anche solo di moral suasion, per chiederVi di intercedere con il presidente della Commissione affinché possa essere audito al più presto, concordando la prima data utile. Questa mia richiesta - mi par di capire - costituisce un “precedente” che non ha riscontri nella prassi parlamentare, tanto che agenzie di stampa, nei giorni scorsi, hanno riferito (riportando “fonti delle Presidenze delle Camere”) di una qualche incertezza per quel che riguarda l’an e il modus procedendi riguardanti la mia audizione. Tali fonti ipotizzavano la necessità di interrogare le Giunte per il regolamento, al fine di superare eventuali perplessità e di definire le modalità di questo passaggio. Ora, però, siccome tengo in massima considerazione la tutela delle Istituzioni e la piena correttezza delle procedure parlamentari, vorrei evitare che gli attacchi strumentali di Fratelli d’Italia nei miei confronti possano arrivare a coinvolgere anche le Giunte del Regolamento, che, peraltro, mi risultano a tutt’oggi non ancora convocate. E allora provo a semplificare il passaggio procedurale, dichiarando con la presente che, non appena conosciute le modalità con cui avverrà la mia libera audizione e una volta concordata la data in cui mi sarà consentito presentarmi, farò pervenire, immediatamente prima dell’audizione, le mie dimissioni da Componente della Commissione. Mi rivolgo, tuttavia, al Presidente della mia Camera di appartenenza, Lorenzo Fontana, al quale spetta il compito di assicurare che ciascun Deputato sia posto nella condizione di poter esercitare i propri diritti e di osservare i propri doveri: non intendo affatto rinunciare, una volta completata l’audizione, al mio ruolo di Componente della Commissione, per cui chiedo a Lui di farsi garante sin d’ora affinché non siano frapposti ostacoli al mio tempestivo reinsediamento in Commissione. Un’ultima considerazione. Come a Voi noto, i Capigruppo delle opposizioni Vi hanno scritto ben due lettere, con le quali hanno denunciato la faziosa e illegittima conduzione dei lavori della Commissione ad opera del presidente Lisei, il quale, da ultimo, ha violato ogni regola, costituzionale e parlamentare, a garanzia dei procedimenti, consentendo a consulenti della Commissione, indicati peraltro da lui e dalla sua parte politica, di procedere ad acquisire prove testimoniali in totale segretezza, in un Commissariato di polizia, senza che i rappresentanti dell’opposizione fossero informati e potessero presenziare agli interrogatori. Questo è stato l’ennesimo strappo procedurale, che ha fatto traboccare un vaso già colmo di violazioni e scorrettezze, e che ha spinto i Capigruppo delle opposizioni a invocare congiuntamente, con le due lettere sopra richiamate, le dimissioni del presidente Lisei. Mi preme precisare che con la presente lettera, con la quale chiedo di essere audito, non viene affatto meno questa richiesta di dimissioni del presidente Lisei. Confido, infatti, che la mia libera audizione si possa tenere davanti a un Presidente di Commissione imparziale e rispettoso delle regole. Pur tuttavia, se questo non dovesse avvenire, non posso rimanere oltre ostaggio di una campagna denigratoria che, prima ancora che indirizzata a colpire la mia persona e il mio operato, svilisce le Istituzioni parlamentari piegandole agli interessi di parte di coloro che, già durante l’emergenza pandemica, in una fase storica così tragica e senza precedenti per la vita del Paese, hanno dimostrato di avere a cuore la più becera e sterile propaganda piuttosto che l’interesse degli Italiani. 

Cordiali saluti, 

Giuseppe Conte

... carceri strapiene!!! ...

𝐌𝐞𝐭𝐭𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐢𝐧 𝐜𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐢 𝐦𝐚𝐥𝐚𝐭𝐢 𝐞 𝐥𝐚𝐬𝐜𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐢 𝐢 𝐧𝐚𝐫𝐜𝐨𝐬. 𝐄 𝐥𝐚 𝐜𝐡𝐢𝐚𝐦𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐬𝐢𝐜𝐮𝐫𝐞𝐳𝐳𝐚 


Il #buongiorno di Giulio Cavalli 


 Calano i reati, si riempiono le carceri. Nel primo semestre del 2025 le denunce sono scese del 4,8%, eppure al 31 dicembre dietro le sbarre c'erano 63.499 persone, quasi duemila più dell'anno prima, su 46.124 posti reali. A crescere, evidentemente, è la voglia di punire. Punrie chi? Il XVII Libro Bianco sulle droghe, curato da Forum Droghe, Antigone e Cgil, lo certifica: oltre un terzo dei detenuti, il 33,9%, è dentro per la legge sugli stupefacenti. La media europea è del 18%, quella mondiale del 22%. Più di un ingresso su quattro passa dall'articolo 73, che colpisce il piccolo spaccio e il consumo, non i narcotrafficanti. Quelli, del resto, continuano a lucrare indisturbati. E un detenuto su tre, il 32,7%, è una persona tossicodipendente: un malato che mettiamo in cella invece che in cura. Il governo Meloni ha pestato sull'acceleratore. Il decreto Caivano, nato contro il disagio minorile, ha alzato da 4 a 5 anni la pena massima per i fatti di lieve entità: così è tornata possibile la galera prima del processo per chi ne restava fuori, tanto che la Corte costituzionale ha dovuto rimettere una pezza. E Alfredo Mantovano propone comunità chiuse, carceri private travestite da cura. Funziona, questa guerra alla droga? Il Portogallo, che dal 2001 ha tolto il consumo dal codice penale, ha visto i detenuti per droga crollare sotto la media europea e le morti per overdose tra le più basse del continente. Lì la polizia dà la caccia ai trafficanti, non ai ragazzi con una canna. 
Qui invece si riempiono le celle di chi avrebbe bisogno di un medico. E la chiamiamo sicurezza.

lunedì 29 giugno 2026

... Clima Elettorale!! ...

Il caldo ha dato alla testa a qualcuno. Va bene che ormai Fratelli d'Italia, i giornali del deputato della Lega Angelucci e le tv controllate dal Governo sono entrati in clima elettorale e hanno individuato in me il nemico pubblico numero uno, insieme al M5S e ai nostri Scarpinato e De Raho - che hanno combattuto per tutta la vita in prima linea mafie e clan. Ma quando addirittura l'ex ministra di Fratelli d'Italia Daniela Santanchè, mandata a casa da 15 milioni di voti al referendum, dopo 3 anni incollata alla poltrona ministeriale nonostante l’inchiesta per truffa Covid, si permette di dire che io starei evitando di dare spiegazioni sul Covid viene da ridere. Io sulla gestione Covid, la crisi più dura e imprevedibile dal Dopoguerra, sono andato a fornire tutte le spiegazioni nei tribunali ricavandone una completa archiviazione, ho dato tutte le risposte di fronte all'opinione pubblica in decine e decine di interviste, ho comunicato subito la mia disponibilità anche ad essere audito nella Commissione Covid diventata un tribunale politico di FdI contro il sottoscritto senza ricevere risposte. Per Santanchè il silenzio sarebbe d'oro vista la situazione. Se proprio vuole occuparsi di gestione Covid vada in Tribunale a farsi giudicare anziché farsi scudare dai suoi Fratelli e dalla maggioranza in Senato, nell’attesa che scatti la prescrizione. Ma un po’ di ritegno, proprio no? Per lei e per un partito che è stato costretto a far dimettere un sottosegretario alla Giustizia entrato in società con i familiari di un prestanome del clan Senese, e che è sommerso nei territori da casi di corruzione e peculato? Se pensate di farci paura col vostro potere mediatico e la vostra strafottente arroganza vuol dire che non ci conoscete affatto. 


 Giuseppe Conte.

... uno sfogo!!! ...

SONO STUFA! DAVVETO STUFA DA TUTTO STO PUTRIDUME .RAZZISTA FASCISTA CHE CI CIRCONDA..... PERCHE CREDO CHE TUTTE LE PERSONE SIANO UGUALI, NON IMPORTA DOVE SIANO NATE, CHE COLORE ABBIANO O QUALE DIO PREGHINO . SONO STUFA DI PERSONE CHE SI RIEMPIONO LA BOCCA DI CRISTI E DI MADONNE E POI NON CONOSCONO LA MISERICORDIA ... NON HANNO CAPITO CHE IL GRANDE MESSAGGIO EVANGELICO è “AMATEVI GLI UN. GLI ALTRI.” MI ANGOSCIA E MI FA SCHIFO VEDERE IL MIO PAESE PIENO DI ODIATORI, RAZZISTI, COMPLOTTISTI FASCISTI: SEMINARE ODIO E CONTRAPPOSIZIONE TRA GRUPPI SERVE SOLO AD AUMENTARE IL TASSO DI ODIO E QUINDI È IL PROBLEMA. VI HANNO CONVINTI CHE LA COLPA È DEI DEBOLI, DEI POVERI, DEI DIVERSI, DI CHIUNQUE MA NON VOSTRA: VOI NON POTETE FAR NULLA: NON VOLONTARIATO, NON ACCOGLIENZA, NEMMENO UN SORRISO AL VOSTRO VICINO DI CASA: SOLO SPUTARE ODIO SU UNA TASTIERA... MA RASSEGNATEVI A ME NON POTETE REIMMIGRARMI PERCHÉ SONO ITALIANA, FIGLIA DI ITALIANI, NIPOTE DI ITALIANI, A MENO CHE NON VOGLIATE ARRIVARE PIÙ O MENO AL SECONDO SECOLO DOPO CRISTO NEL QUAL CASO PROBABILMENTE DOVREI ANDARE IN NORVEGIA O IN AFRICA..TANTO PARTIAMO TUTTI DI LI,.. MA NON SO QUANTI “ITALIANI ” RIMARREBBERO QUI. E NON INVITATEMI AD EMIGRARE PERCHÉ RESTERÒ QUI, NEL PAESE CHE AMO E CHE È MIO TANTO QUANTO VOSTRO E LOTTERÒ CON TUTTE LE MIE FORZE PERCHÉ SIANO I MIEI VALORI E NON I VOSTRI A PREVALERE. Ps: a quelli che mettono le faccine che ridono vorrei dire due cose: meglio far ridere che far piangere come voi e se la vostra capacità dialettica SI limita ad un emoticon andrete POCO LONTANO.... Buona giornata !!!! 


 Silvana Carreggioli.

... tre minuti e niente!!! ...

𝐓𝐫𝐞 𝐦𝐢𝐧𝐮𝐭𝐢 𝐝'𝐚𝐜𝐪𝐮𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐜𝐡𝐢 𝐠𝐢𝐨𝐜𝐚, 𝐯𝐞𝐧𝐭'𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐧𝐢𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐜𝐡𝐢 𝐬𝐮𝐝𝐚 𝐝𝐚𝐯𝐯𝐞𝐫𝐨 


Il #buongiorno di Giulio Cavalli 


 Tre minuti. Tanto dura la pausa che la Fifa ha reso obbligatoria a ogni partita dei Mondiali 2026, al 22′ e al 67′ di ogni gara, in ogni stadio degli Stati Uniti, anche col tetto chiuso e poco caldo. I calciatori bevono, si bagnano la nuca, ripartono. Una civiltà. Poi esci e trovi chi quegli stadi li ha costruiti, e a lui la stessa cortesia nessuno la concede. La Confederazione europea dei sindacati (Ces) lo ha detto con una domanda che è già un'accusa: se possono fermarsi i calciatori, perché non l'edile, il bracciante, l'autista? Alla Commissione europea chiede una direttiva vincolante sulle temperature massime al lavoro, dentro il Quality Jobs Act: pause pagate, acqua, ombra, bagni. Il minimo. I numeri li mette la Ces, e sono osceni. Dal 2000 i morti per caldo sul lavoro nell'Unione europea sono cresciuti del 42%, la crescita più rapida del mondo, dato Ilo. Gli esposti al caldo mentre lavorano sono aumentati del 60% in vent'anni. Il 47% ha patito il caldo in servizio, solo il 15% ha visto una protezione. Sopra i 30°C gli infortuni salgono del 5-7%, oltre i 38°C fino al 15%. E l'Italia? Nessuna legge nazionale. Diciotto ordinanze regionali che fermano campi e cantieri dalle 12.30 alle 16, solo nei giorni rossi e in certi settori, da chiedere da capo ogni estate. Il governo, da parte sua, riapre la cassa in deroga e fa sapere che picchi di mortalità non se ne vedono: come se la prova del caldo fosse il cadavere e non la prevenzione. Quei tre minuti per un calciatore sono diventati legge in un mese. 
Per chi lo stadio lo tira su a quaranta gradi, la legge non arriva da vent'anni.