domenica 12 luglio 2026

... nel mirino!! ...

Chi minaccia Giorgia Meloni minaccia tutti noi. 
Le minacce rivolte al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni sono un fatto gravissimo. Ancora più grave è che, secondo quanto riportato da organi di stampa, il suo nome compaia in una lista di obiettivi pubblicata da un quotidiano iraniano vicino al regime di Teheran. Non colpiscono soltanto una persona o un leader politico. Colpiscono le istituzioni della Repubblica, la democrazia e tutti noi. Di fronte a chi usa l’intimidazione e la violenza non possono esistere divisioni politiche. Su questi temi non esistono maggioranza e opposizione: esiste soltanto lo Stato. A Giorgia Meloni va la mia piena solidarietà e la mia vicinanza. Nelle minacce rivolte a lei non è sola: vengono colpiti tutti noi, viene colpita l’Italia intera. La risposta deve essere una sola: unità, fermezza e difesa delle nostre istituzioni democratiche. Perché l’Italia non si lascia intimidire. 

 Enzo Amich.

... riposi in pece! ...

È morto il senatore Lindsey Graham, l’uomo che aveva portato il concetto di «guerrafondaio» a una dimensione tragica, grottesca e apparentemente insuperabile. 

Lo hanno già commemorato il Babbuino arancione della Barbarie, il Genocida dello staterello mediorientale e naturalmente Zelensky, che lo aveva opportunamente incontrato a Kiev appena il giorno prima. 

Ci uniamo anche noi al cordoglio: riposi in pece. 

 Pino Cabras.

... Noi con Report!!! ...

Stasera la squadra di Report non è sola 

Questa sera Report non va in onda: la Rai ha sospeso cautelativamente le repliche estive, in attesa di chiarimenti sull’attentato che “abbiamo” subito lo scorso ottobre nella persona di Sigfrido Ranucci. Una decisione che non condividiamo, e che l’Ordine dei giornalisti e l’Usigrai hanno definito priva di reali motivazioni giornalistiche, parlando di “censura senza precedenti”. Siamo una squadra pesantemente attaccata — prima con un attentato, ora con una sospensione — ma non ci fermiamo: continuiamo a lavorare con la stessa determinazione di sempre. Ed è proprio questa tenuta, crediamo, a fare di Report un patrimonio da difendere: una garanzia di libertà di informazione che riguarda tutti. Per questo, come squadra, ci rivolgiamo al nostro pubblico, che in questi anni è sempre stato al nostro fianco, per una mobilitazione che vada a colmare il vuoto lasciato dalla sospensione delle repliche estive. Per policy aziendale non possiamo usare i nostri canali social ufficiali per promuoverla, ma chiediamo la vostra partecipazione: stasera, alle 21.15 — l’orario in cui saremmo dovuti andare in onda su Rai3 - collegatevi a RaiPlay attraverso questo link: bit.ly/RivediReport_pontemorandi, e guardate l’inchiesta che sarebbe dovuta andare in onda. Poi fatevi una foto davanti allo schermo (o dello schermo) e pubblicatela sui social, taggandoci e usando l’hashtag #giulemanidareport. Report è anche il suo pubblico. La memoria delle nostre inchieste non si sospende per decreto aziendale, e una squadra di giornalisti sotto attacco non è sola quando il pubblico le sta accanto. 
Report è un patrimonio di tutti. 

La redazione di Report

sabato 11 luglio 2026

... l'uovo di Colombo! ...

Le prime crepe dell'uovo di Colombo 


 Il Campo Largo ha finalmente liberato tutta una serie di personalità un po' costrette nel recinto dell'invisibilità mediatica. Frequentare la solitudine del pensiero critico non dà grandi soddisfazioni carismatiche in effetti. E dunque la trovata geniale per accodarsi al Campo Largo è l'entrismo partecipativo. Cioè condizionare, grazie alle proprie ed enormi capacità persuasive, il centrosinistra per convincerlo dell'esattezza di alcune criticità del sistema. Come è stato possibile non averci pensato prima? L'uovo di Colombo era lì, proprio a portata di mano. Peccato però che, nonostante i continui sermoni esplicativi di questi infaticabili ottimisti, la realtà già appare nuda e cruda. A un timido accenno di Giuseppe Conte sulla pretestuosità di alcune posizioni riguardo la Russia, tanto per giustificare guerre e riarmo, ecco che è partita di slancio la controffensiva democratica. Una fuoco di fila a più voci condanna le parole dell'avvocato del popolo, fino a mettere in discussione l'alleanza stessa e il prossimo comizio congiunto. La Russia non deve partecipare alle Olimpiadi, per sempre. Così si esprime il bellicismo democratico. Appare chiaro chi detta la linea e chi si deve adeguare. Quindi, come qualcuno sommessamente provava a ribattere di fronte a quell'esercizio prestazionale rappresentato dalla litania spiegona degli ottimisti, la questione Partito democratico non si risolve con una Pina Picerno qualsiasi e la questione alleanze non si liquida con l'accantonamento del renzismo. Il punto critico sono proprio il Partito democratico e la sua pertinenza manipolatoria rosé chiamata AVS. I democratici rappresentano il perno strutturale del sistema che ha il dovere di garantire la supremazia della sfera sovranazionale. Loro, quei dirigenti così educatamente levigati non fanno nient'altro e non servono a nient'altro se non alle loro truppe cammellate, chiamate alle armi a ogni tornata elettorale. Il Pd, insomma, deve assicurare stabilità istituzionale, motivo per cui non potrà mai rinunciare al Quirinale. Il giochino è molto semplice. Creare un'alleanza per disinnescare i pochi elementi di novità politica portati dai 5Stelle in questi anni. E cioè intimidirli per minimizzare quello sguardo più attento alla democrazia economica e correggere una postura meno asservita alle leggi della Ue e della Nato. Il progressismo di sinistra, difatti, ha partecipato a tutte le controriforme reazionarie degli ultimi trent'anni. Tutte, nessuna esclusa. Ma non lo ha fatto causa l'irruzione di stravaganti personaggi sempre attenti a insultare il vecchio vocabolario socialista. Il Pd ha costruito la dittatura dei mercati e dei vincoli esterni grazie all'opera scrupolosa dei suoi generali più genuinamente di sinistra. Bersani rappresenta il prototipo di questa illusione ottica. Il posizionamento del Partito democratico sui diritti economici e sulla politica internazionale è esiziale per la sua sopravvivenza. Qualora tradisse il mandato per cui vive, scomparirebbe in venti secondi contati. Libera circolazione dei capitali, europeismo e americanismo imperiale. E da qualche anno guerra alla Russia. Questi i dogmi indissolubili. Quindi quante dosi di ottimismo appiccicaticcio ancora dovremo ascoltare prima di una presa di coscienza definitiva sul ruolo antisocialista della sinistra italiana? Quanto tempo dovrà passare prima di comprendere che è proprio lei il problema politico del Paese e che non c'è alcun entrismo che tenga di fronte ai suoi interessi costitutivi? Quanti fascismi dovranno affacciarsi per capire che questi fioriscono quando l'orizzonte socialista scompare dallo sguardo della politica? Nessun potere è stato mai scalzato dall'interno. Nessuno. Fossi stato a Napoli mi sarei accodato a quella contestazione, a quei sonori e meritati fischi. Ovviamente ignorati da Gruber e sodali, da quel circo civilizzato di casa a La7, sempre pronto, al contrario, nel dar voce, spazio e credibilità mediatica a generali da operetta, comunque orgogliosamente fedeli alla Nato, perché il ricatto sull'antifascismo sia sempre in prima pagina a corrompere il consenso. Non sia mai che qualcosa spunti all'esterno del sistema. Meglio continuare a spiegare quanto è saggio l'entrismo. 
E spiega dai. 

 Ferdinando Pastore.

... siamo arrivati!!! ...

venerdì 10 luglio 2026

... - Euro 917,00!!! ...

Milano, 10 luglio 2026 


OGGETTO: Pratica di disconoscimento n. 010252026000949919 


Gentile Cliente CURTA RENATO, 


ci riferiamo alla pratica nr 010252026000949919 relativa al disconoscimento delle operazioni eseguite tramite l'utilizzo dei seguenti rapporti: carta pagamento nr. 516795******1662 per l'importo totale di Euro 917,00, che le è già stato accreditato dalla Banca in attesa delle opportune verifiche. 

Abbiamo rilevato che le informazioni fornite con il modulo di disconoscimento non risultano tra loro coerenti in quanto, nello stesso modulo inizialmente lei dichiara di non avere eseguito tali operazioni, mentre nella denuncia è stata fornita una descrizione diversa della dinamica dell'evento. Considerata tale difformità, la invitiamo a rivolgersi alla sua filiale/gestore che le fornirà il necessario supporto. 

Sulla base delle informazioni finora da lei rilasciate, non possiamo accogliere la richiesta di disconoscimento. 
Provvediamo pertanto all'addebito dell'importo che le avevamo accreditato all'apertura della pratica.




... Auguro al BASTARDO che mi ha colpito di morire tra atroci sofferenze e, per quanto mi riguarda, spero che questo periodo di Merda finisca, prima o poi!!!

... intervento ...

Avete visto che polverone? In Italia basta mettere in discussione i miliardi buttati per la corsa al riarmo per finire bersaglio di attacchi da tutte le direzioni. Io lo confermo: non penso che la minaccia numero uno per gli italiani sia la volontà della Russia di invaderci e che quindi la nostra emergenza sia buttare montagne di miliardi per una affannosa corsa al riarmo. Mi preoccupano altre minacce. Il crollo dei salari rispetto al 2021, i costi energetici che mandano sul lastrico le aziende, i 130 milioni di ore di cassa integrazione autorizzate aumentate in appena due anni, le file in ospedale, il record storico di persone in assoluta povertà. Comunque se il problema è quel che dico io potete rileggere la dichiarazione di Carlo Messina, amministratore delegato di Intesa San Paolo: "se mi si chiede qual è la priorità dico il sociale, non la difesa militare. Vedendo 95mila bambini in famiglie con reddito sotto i 15mila euro, il fatto che stiamo ragionando su come aumentare le spese per le armi mi fa sentire in imbarazzo da cittadino italiano". Quanto alla minaccia russa nei confronti dei Paesi europei, che i potenti comparti industriali e finanziari che ne traggono profitto economico hanno interesse ad alimentare sempre più, si può leggere la valutazione del comandante Nato Grynkewich secondo cui "la Russia non sta cercando un conflitto". Io e la mia comunità politica continueremo a contrastare la folle logica del riarmo e tutta la retorica che la accompagna per interessi che sono molto lontani da quelli reali dei cittadini. Su questo fronte, basterebbe costruire una difesa comune europea per ottenere un notevole risparmio delle spese militari. Ma soprattutto non dovremmo perdere tempo nel designare – sono passati ormai due mesi e non abbiamo ancora un nome – un delegato europeo per negoziare con la Russia, visto che la diplomazia non costa nulla e la storia ci insegna che è efficace, ben più del riarmo, per assicurarci un futuro di pace e di effettiva sicurezza. Se ne facciano tutti una ragione. 


 Giuseppe Conte.