domenica 24 maggio 2026

... Zohar Regev ...

Che storia interessante! 

Chi è questa signora? 

Zohar Regev. 

Una donna velata in catene dentro una delle aule di tribunale dello stato di occupazione. Si chiama Zohar Regev. È sempre stata in prima linea in ogni flottiglia per la libertà e la solidarietà lanciata da Turchia, Grecia e Spagna - accompagnando attivisti e sostenitori internazionali nei loro pericolosi viaggi marittimi. Le autorità di occupazione hanno rilasciato tutti gli altri che erano stati a bordo dell'ultima flottiglia e li hanno rimandati nei loro paesi... eccetto lei. Lei possiede la nazionalità dell'occupazione, è nata nel cuore dell'entità in un kibbutz, e originariamente proveniva da uno sfondo sionista. Ma in un momento decisivo del 2004, Zohar Regev decise di abbandonare quello che lei vedeva come un velo di inganno. Emigrò e lasciò la terra occupata, trasferendosi a Betlemme in Cisgiordania. Lì si immerse nel volontariato e viveva tra le famiglie nei campi profughi. In seguito ha descritto quel periodo come un punto di svolta nel suo viaggio spirituale, il momento in cui ha approfondito la sua comprensione della costanza palestinese e del Corano. Dopo due anni e mezzo, ha abbracciato l'Islam interamente per sua scelta e ha dedicato la sua vita a difendere ciò che riteneva giusto con tutte le sue forze. Più tardi lasciò Betlemme e si stabilì in Spagna. Dal 2008 è diventata una voce incessante in ogni flottiglia volta a rompere l'assedio su Gaza. Una donna di Israele, nata in mezzo a loro, che porta passaporto e nazionalità, lascia alle spalle conforto, ricchezza, ricordi d'infanzia e amici — emigrava sia con il corpo che con l'anima perché non poteva accettare di vivere in una terra che credeva non fosse sua. Qualche giorno fa, mentre il mondo guardava la "Flottiglia della fermezza", Zohar era ancora una volta in prima linea, proprio come lo era stata ogni volta precedente. A differenza degli attivisti stranieri che sono stati deportati, è stata portata in tribunale ad Ashkelon con l'accusa di "tradimento" - semplicemente perché era un' "israeliana" che ha osato rivelare la verità. Si è messa dentro la gabbia dell'imputato con la dignità di chi non ha più nulla da perdere. Una persona che ha sacrificato famiglia e patria per amore dell'umanità non sarà scossa dalle sbarre del carcere. In verità, Zohar non è solo un attivista. Lei è la prova vivente che la verità non è determinata dal luogo di nascita. 

 Paolo Ranzani.

... Torino - Juventus ...

sabato 23 maggio 2026

... il "becchino" Renzi!! ...

IL VIZIO ASSURDO DEL CENTROSINISTRA: PERCHÉ ALLEARSI CON RENZI È UN SUICIDIO POLITICO ANNUNCIATO 


Gira un’aria strana nel centrosinistra. Per battere quella che viene definita l'“Armata Brancameloni”, qualcuno nel cosiddetto campo largo sta accarezzando di nuovo l’idea di imbarcare Matteo Renzi. L'obiettivo? Qualche voto in più per vincere le elezioni. Il risultato garantito? Consegnare le chiavi del futuro governo a un "Demolition Man" seriale. C'è una celebre favola che spiega tutto: quella della rana e dello scorpione. La rana si fida, lo carica sulle spalle per traghettarlo dall'altra parte del fiume, e a metà strada lo scorpione la punge condannandoli entrambi alla fine. "Perché lo hai fatto?", chiede la rana morente. "Perché è la mia natura", risponde lui. Ecco, snoccioliamo punto per punto qual è la "natura" politica ed economica di Matteo Renzi e cosa succederebbe il giorno dopo il voto. 1. Il curriculum del distruttore (Cosa ha già fatto) Chi pensa che Renzi sia un alleato affidabile soffre di amnesia selettiva. Negli anni ha scientificamente demolito: • Il governo Letta (dopo il famoso "Enrico stai sereno"). • Il suo stesso governo e la segreteria del PD. • Il governo Conte II, aprendo la strada a Draghi e, di riflesso, spianando l'autostrada elettorale a Giorgia Meloni. • Le alleanze con i suoi stessi alleati di centro (Calenda e Bonino). • La Costituzione e la legge elettorale (salvate solo dai cittadini e dalla Consulta). 2. Il ricatto programmatico (Cosa farebbe al governo) Proviamo a immaginare il centrosinistra al governo con Renzi dentro. Il giorno dopo il giuramento inizierebbe il logoramento quotidiano fatto di trappole, imboscate parlamentari e minacce di crisi. Su cosa si metterebbe di traverso? Praticamente su ogni misura progressista: • No al salario minimo e al reddito di cittadinanza. • No alla tassa sugli extraprofitti delle banche, delle multinazionali delle armi (Big Arma) e del farmaco (Big Pharma). • No alle tasse green, ai patrimoniali sui grandi patrimoni e alle norme serie anti-evasione. • Sì al riarmo UE-NATO, alle grandi opere inutili (come il Ponte sullo Stretto) a discapito della sanità e della scuola pubblica. In poche parole: bloccherebbe l'agenda sociale per cercare sponde a destra, magari bussando alla porta di Marina Berlusconi per un nuovo "Patto del Nazareno" in salsa ereditaria, chiedendo rimpasti continui in nome di un fantomatico "equilibrio al centro". 3. L'errore di fondo: Politico o Affarista? Il vero cortocircuito di chi a sinistra vuole dialogare con lui sta nel considerarlo ancora un attore politico tradizionale. La realtà, guardando i fatti, è un'altra. Parliamo di un uomo saldamente inserito in una fitta rete di interessi privati globali: • Consulente per il Tony Blair Institute. • Inserito in società israeliane di criptovalute. • Già nel board dell'azienda italo-russa di car sharing. • Membro del board saudita del fondo di Bin Salman. Parliamo di un lobbista internazionale prestato al Parlamento italiano. Come si può pensare di costruire un programma di riscatto sociale, di difesa dei beni pubblici e di transizione ecologica con chi risponde a logiche che con il bene pubblico italiano non hanno nulla a che fare? In conclusione: Regalare posti in lista a Italia Viva significa fare da taxi gratuito a chi ha come unico obiettivo politico il proprio posizionamento e il logoramento degli alleati. Se il PD e il Movimento 5 Stelle decideranno di caricarsi lo scorpione sulla schiena, non potranno poi lamentarsi del veleno. La rana è avvisata. 


 Raffaele De Santis.

... la crisi d'Israele! ...

LA FORTEZZA DI SABBIA 


 L’economia israeliana ha un’infrastruttura tecnologica di prim’ordine, un importante sostegno per il settore militare dal Congresso Usa, un sistema bancario robusto e la borsa di Tel Aviv in salute. Ma la realtà dei consumi, dei salari reali, del debito pubblico e della legittimità internazionale racconta di un’economia che ha smesso di crescere. In questo contesto chi partecipa alle campagne di boicottaggio dell’economia di guerra di Israele si sente rispondere che è inutile. Ma quella crescita che non c’è più dimostra altro. Non che il movimento BDS abbia già vinto, ma che l’economia israeliana è strutturalmente dipendente da condizioni esterne. Che non sono immutabili. La storia insegna che le economie di guerra non crollano per un singolo shock. “Il Sudafrica dell’apartheid era considerato, fino agli anni ’80, un’economia solida - scrive Riccardo Taddei - La campagna internazionale di sanzioni e boicottaggio fu a lungo derisa… Israele non è il Sudafrica ma il principio rimane: le lotte che sembrano impotenti di fronte alla forza accumulano nel tempo una pressione che i modelli econometrici non sanno misurare… Le lotte non creano il problema, lo rendono irreversibile…” 


 [Foto BDS Lanciano: Ortona (Chieti), 17 maggio: 18.457 nomi scritti su pezzi di stoffa bianchi, cuciti assieme a ricordare i sudari con cui i corpi assassinati sono stati avvolti. Sono i nomi delle bambine e dei bambini uccisi a Gaza dal 07/10/23 al 31/07/2025]

... non illudetevi!! ...

Non illudetevi: una fascista e’ per sempre se poi e’ condita da ignoranza, be’ i risultati dopo 4 anni di governo sono sotto gli occhi di tutti sia negli approcci, che nelle menzogne che negli effetti nefasti del suo operato…Le sue origini fasciste sono note a tutti e lei non riesce a prenderne le distanze. Ed anche quest’anno ha celebrato Giorgio #Almirante, nascondendo la realtà e raccontando @ le solite menzogne abilmente travestite da verità. "Di lui restano il carattere, la forza delle idee, l'amore per l'Italia". Chiama #Almirante patriota, scordando che divento’ ministro della Repubblica di Saló, una roba da operetta messa lì su iniziativa del pazzo insieme ad #Hitler . È stato un fervente collaborazionista dei nazisti durante l'occupazione. #Almirante contribuì fattivamente alla fucilazione di moltissimi patrioti (quelli si veri). Quelli che contro l'invasore tedesco stavano lottando. E mentre i partigiani davano la vita, lui con i tedeschi condivideva ricche cene e degustazione di pregiati vini. Invitò i resistenti a consegnarsi ai tedeschi pena la fucilazione, che considerò una giusta punizione, giunse ad auspicarla e la facilitò in molti casi. Era un convinto sostenitore delle leggi razziali. Scrisse: "il razzismo ha da essere cibo di tutti e per tutti, altrimenti finiremo per fare il gioco dei meticci e degli ebrei. Non c’è che un attestato col quale si possa imporre l’altolà al meticciato e all’ebraismo: l’attestato del sangue". #Almirante era un dichiarato fascista, non ha mai smentito di esserlo e l'antifascismo è uno dei princìpi cardine sul quale è stata fondata la Repubblica Italiana. Il fascismo in Italia è un reato, non è un'opinione. Celebrare un collaborazionista nazista, teorico del primato della razza e del massacro di suoi connazionali da parte di un esercito di occupazione, non può essere accettato. Il post celebrativo di oggi dichiara la #Meloni, di fatto, ideologicamente al lato di Almirante. In tutti i sensi. Ha ragione Montanari a sostenere risolutamente che #Meloni è fascista. Punto. E per tutti i disastri che ha contribuito a determinare in questi anni senza arginarne alcuno, va mandata a casa senza indugi.

venerdì 22 maggio 2026

... OPEN FIBER ...

... problemi con il modem: domani mattina ore 11,30 interverrà il tecnico!

giovedì 21 maggio 2026

... Dario Carotenuto ...

Ci sono momenti in cui l'ignavia diventa complicità. E ci sono persone che scelgono invece di esporsi, di metterci la faccia e la libertà. Dario Carotenuto lo ha fatto. Insieme agli altri attivisti della Flotilla hanno sfidato un genocida, un criminale potente: hanno sfidato Benjamin Netanyahu. E lo hanno fatto per portare un messaggio di speranza a un popolo oppresso perché non è accettabile che un popolo venga lasciato solo sotto le bombe, nella fame a combattere inerme contro la barbarie perpetrata da Israele. Per questo anche Dario è stato arrestato, picchiato, umiliato. E mentre lui e gli altri attivisti subivano violenze fisiche e verbali, qui c’era chi li derideva. E allora lasciatemelo dire chiaramente: fate pena. Perché si può non condividere una scelta politica, ma perdere completamente l’umanità davanti a persone che rischiano la propria incolumità in nome dei diritti umani e della pace è qualcosa di profondamente miserabile. E attenzione: non basta indignarsi per il ministro estremista che umilia gli attivisti, perchè la responsabilità politica e morale di Benjamin Netanyahu è chiarissima. E proprio per questo ribadisco ancora una volta che non servono parole vuote ma fatti: le sanzioni, il ritiro dell’Italia dal Board of Peace, l'eliminazione del memorandum con Israele. Dario è un amico e un collega coraggioso, da sempre dalla parte di chi non ha voce e di chi viene schiacciato dall’indifferenza del mondo. 

Io sto con Dario. 
Io sto con gli attivisti della Flotilla. 
Io sto con chi continua ad alzare la testa anche quando sarebbe più facile girarsi dall’altra parte. 


 Chiara Appendino.