domenica 13 settembre 2026

... inferno che puzza!!! ...

... continua il periodo di MERDA!!! - Stamane, al nostro arrivo, altra bella sorpresa! saltato il contatore e tutti i surgelati andati a male - le nostre cose buttate qua e là -per fare le foto!! - MALEDETTO SETTEMBRE MALEDETTI TUTTI COLORO CHE MI HANNO MANDATO TUTTO QUESTO O LO HANNO PERMESSO!!! Ho sputato tre volte sul quadro con la croce nel mio studio!!!

sabato 12 settembre 2026

... Scusa, Denise!!! ...

𝐒𝐜𝐮𝐬𝐚, 𝐃𝐞𝐧𝐢𝐬𝐞 


Il #buongiorno di Giulio Cavalli 

 Quanto dolore, mentre fuori piove e sconquassa, per la morte di Denise Garofalo. Denise, figlia di Lea, che si portava addosso il dolore di una madre ammazzata da suo padre Carlo Cosco, uomo di mafia. Il clan non sopportava che Lea Garofalo avesse deciso di raccontare la mafia che aveva vissuto in famiglia e così madre e figlia, con Denise appena bambina, su e giù per l’Italia, poche ore per mettere in valigia una vita intera, un nome e un cognome finti e una storia da simulare a memoria, e poi un caravanserraglio che le portava via, di notte. È cresciuta così, Denise, scappando dalla mafia solo che la mafia aveva i denti di suo padre. È vissuta dovendo esistere il meno possibile, meglio ancora se trasparente, con le imposte socchiuse. E se per caso qualche volta avevano la sensazione di essere riconosciute si ripartiva di nuovo. Di nuovo ancora le valigie con tutta la vita dentro, di nuovo via, di nuovo. Carlo Cosco, padre di Denise, uccise Lea, madre di Denise, il 24 novembre 2009, dopo un appuntamento a Milano che si apparecchiava con troppo anticipo al Natale, poco lontano dal cimitero Monumentale. Nel processo Denise ha scoperto che anche il suo fidanzato d’allora, Carmine Venturino, fingeva amore per compiere l’omicidio. Così Denise ha cambiato nome, ha cambiato cognome e ha provato a rinascere. Era un giunco fragile, apolide, che aveva attraversato troppi cognomi da imparare a memoria. Li definiscono testimoni di giustizia e da anni sono scomparsi dal dibattito e dalla sensibilità pubblica. Denise s’è uccisa e aveva gli stessi anni di sua madre quando fu trovata fatta a pezzi. Si è buttata da una finestra, come fece Rita Atria, altra eroina civile di questo Paese con una memoria sempre più opaca. 

Non abbiamo fatto abbastanza, tutti. Scusa, Denise.

... fino a quando?? ...

... siamo di nuovo in partenza ... 

verso una casa che non sarà più nostra ... 

con un futuro che più di MERDA non si può!! 


 io mi chiedo: FINO A QUANDO????????

... disobbedite!!! ...

DISOBBEDITE.

 Disobbedite quando vi chiedono di odiare qualcuno. 
Quando vi dicono che un popolo vale più di un altro. 
Quando vi dicono di dividere le persone tra italiani e stranieri anziché tra diseredati ed oppressi. 

Disobbedite quando vi chiedono di scegliere un nemico per sentirvi più sicuri. 
Disobbedite quando vi dicono che la guerra è inevitabile e che armarsi serve a costruire la pace. Disobbedite quando vi chiedono di ignorare le vittime. 

Disobbedite. 
Quando vi dicono che siamo troppo pochi per cambiare le cose e ripetono che “è sempre stato così”. Quando obbedire appare più facile che pensare. 

Oppure obbedite alla vostra coscienza. Alla dignità, alla ragione, alla pietà. Alla libertà. 

Fate voi. 

Ma credo che il momento di essere pienamente umani sia arrivato per tutti. 
Penso anche per salvare le penne. 

Per questo DISOBBEDISCO! 
E voi? 


 Alberto Fois.

venerdì 11 settembre 2026

... un troll servo di Putin!! ...

LA RUSSIA HA L'ONERE DI PRESERVARE LA STORIA E I SUOI CONFINI. Vladimir Putin che ci piaccia o no come politico e come persona , è uno statista di lungo corso e appartiene alla destra popolare. Inutile negare che ha svolto operazioni militari dure in passato in Cecenia, Georgia, ma ha rinnovato la Russia ed è amato dal popolo, ha reso Mosca una della città più sicure al mondo col tasso più basso di omicidi e rapine . Ha triplicato il pil russo in 20 anni, ha nazionalizzato le aziende russe strategiche e l'ha fatto utilizzando il sistema economico misto "capitalistico-sociale", inviso all'élite globalista anglo-americana indottrinate dal LIBERISMO SELVAGGIO. Mentre i governanti attuali di Inghilterra, Germania Francia, Italia, hanno portato l'intera UE al fallimento economico e militare, si meravigliano se crescono partiti di destra, che si oppongono alle loro errate scelte economiche . Come fanno i vari Merz Macron Meloni Rutte Draghi Von Der Layen , a non rendersi conto che le loro azioni sono tutte sbagliate? Bisogna essere ottusi per non capirlo, oppure non gli interessa perché pensano che cambiando il sistema da democratico ad autoritario continueranno a mantenere il potere. Tornando alla storia da preservare: gli Usa hanno basi militari fisse in tutti i continenti, incentrate al mantenimento del controllo militare dell' egemonia Statunitense. Io non nego la violenza della conquista, ma demonizzare la Russia come che sia l'unico "impero" che usi l'espansione militare per creare zone cuscinetto per proteggere i propri confini , è demenziale. La Russia ha l'onere e la responsabilità della propria complessa eredità imperiale e dell'era post-sovietica da preservare, con confini di sicurezza e zone cuscinetto stabili.

... contenti gli italiani?? ...

Con una faccia di bronzo senza precedenti, la Presidente del Consiglio Meloni si sta vantando urbi et orbi di essere il governo che ha reintrodotto le preferenze alle elezioni politiche dopo 35 anni. Peccato che oggi in aula le cose siano andate in modo “leggermente” diverso da come le spiega la propaganda meloniana e di come le ripetono a pappagallo social, tg e media di regime. La destra oggi ha avuto l’occasione - quella sì, davvero storica - di votare un emendamento dell’opposizione che rimetteva le preferenze LIBERE e incondizionate. E sapete come hanno votato? Lo hanno bocciato. Totalmente. Poi, come se nulla fosse, hanno approvato a colpi di maggioranza un proprio emendamento per introdurre… le preferenze. Peccato che prevedano il capolista bloccato, che miracolosamente passa a prescindere da quanti voti prenda e, in caso di un seggio, è anche l’unico ad entrare. Non solo. Resta anche il listino nazionale collegato al premio di maggioranza, che la sinistra avrebbe eliminato del tutto col proprio emendamento. Tradotto? Fanno credere ai cittadini di scegliere e poi continuano a decidere le segreterie di partito. Almeno il primo della lista, cioè il più importante. E gli altri si scannino pure con le preferenze. La verità è che stasera la destra aveva un’occasione storica per restituire ai cittadini un proprio diritto sacrosanto di scegliersi i propri rappresentanti. E hanno preferito mantenere intatto il proprio potere, concedendo le briciole e spacciandolo pure per tartufo. 
Questo è successo stasera. Tutto il resto è propaganda e fumo negli occhi dei cittadini. 
 La vergogna di chi non conosce la parola vergogna. 


 Lorenzo Tosa.

... Emma Bonino ...

Il vuoto dopo la tempesta: Emma Bonino e il tramonto dell'eresia radicale. 


Con la scomparsa di Emma Bonino non si chiude soltanto una pagina di storia, ma si spegne definitivamente quel faro di coraggio civile che ha guidato l'Italia fuori dal buio del bigottismo. Insieme a Marco Pannella, Emma ha rappresentato l'anima più autentica, tenace e a tratti dolorosa del mondo radicale: quella che metteva il proprio corpo al servizio delle libertà di tutti, accettando la solitudine e l'impopolarità pur di non piegarsi ai compromessi. Oggi, guardando a chi si professa erede di quella straordinaria stagione, lo spettacolo è a dir poco desolante. La transizione dai giganti del passato alla burocratizzazione del presente trova una perfetta e triste sintesi locale in figure come Igor Boni. Già presidente nazionale di Radicali Italiani e da sempre volto del movimento a Torino, Boni rappresenta, a mio parere, questa normalizzazione della lotta. I fatti parlano chiaro: i Radicali storici entravano nelle istituzioni solo per scardinarle o per accendere i riflettori sulle grandi piaghe sociali del Paese. Boni, al contrario, ha scelto la via della politica ordinaria. La sua candidatura a sindaco attraverso le primarie cittadine del 2021 fotografa perfettamente questa mutazione: la ricerca di un posizionamento istituzionale e di un'approvazione formale ben lontane dall'indipendenza dissacrante e corsara di chi lo ha preceduto. Laddove un tempo c'era l'azione transnazionale, lo sciopero della fame duro, l'eresia consapevole e il corpo come arma politica, oggi rimangono l'ordinaria amministrazione e le alchimie elettorali per la sopravvivenza. Si è passati dall'essere "guerriglieri dei diritti" a inseguire la rassicurante routine della politica di professione. Emma ci lascia una lezione immensa: i diritti si difendono con il coraggio delle proprie idee, anche quando si è da soli contro tutti. Una lezione che i leader locali di oggi farebbero bene a rileggere, invece di continuare a richiamarsi a un nome e a una storia che, a mio avviso, chiederebbero un coraggio oggi difficile da ritrovare. 

Buon viaggio, Emma. L'Italia libera ti deve tutto. 

 #EmmaBonino #Radicali #MarcoPannella #IgorBoni #Torino #PoliticaItaliana 


 Paolo Ranzani