venerdì 25 settembre 2026

... MISERABILI 2!!! ...

I 77 paesi le cui delegazioni hanno abbandonato l'aula dell'Assemblea generale dell'ONU durante il discorso di Netanyahu. 
La delegazione italiana, da buona serva devota, è rimasta ma non in mio nome 

#NotInMyName 


 Arab Countries — 18 Delegazioni ▪️ Syria ▪️ Palestine ▪️ Jordan ▪️ Lebanon ▪️ Iraq ▪️ Saudi Arabia ▪️ Qatar ▪️ Kuwait ▪️ Oman ▪️ Yemen ▪️ Egypt ▪️ Sudan ▪️ Tunisia ▪️ Algeria ▪️ Libya ▪️ Mauritania ▪️ Somalia ▪️ Comoros 🔴 Asia and Turkey — 14 Delegazioni ▪️ Turkey ▪️ Iran ▪️ Pakistan ▪️ Afghanistan ▪️ Bangladesh ▪️ Indonesia ▪️ Malaysia ▪️ Brunei Darussalam ▪️ Maldives ▪️ Myanmar ▪️ North Korea ▪️ Turkmenistan ▪️ Uzbekistan ▪️ Kyrgyzstan 🔴 Non-Arab Africa — 20 Delegazioni ▪️ South Africa ▪️ Senegal ▪️ Djibouti ▪️ Angola ▪️ Congo ▪️ Democratic Republic of the Congo ▪️ Liberia ▪️ Eritrea ▪️ Chad ▪️ Central African Republic ▪️ Madagascar ▪️ Niger ▪️ Botswana ▪️ Uganda ▪️ Lesotho ▪️ Eswatini ▪️ Equatorial Guinea ▪️ Mozambique ▪️ Namibia ▪️ Kenya 🔴 Latin America and the Caribbean — 17 Delegazioni ▪️ Suriname ▪️ Panama ▪️ Venezuela ▪️ Antigua and Barbuda ▪️ Belize ▪️ Barbados ▪️ Colombia ▪️ Dominica ▪️ Nicaragua ▪️ Peru ▪️ Saint Lucia ▪️ Bahamas ▪️ Bolivia ▪️ Cuba ▪️ Guyana ▪️ Brazil ▪️ Chile 🔴 Europe — 6 Delegazioni ▪️ North Macedonia ▪️ San Marino ▪️ Slovenia ▪️ Bosnia and Herzegovina ▪️ Spain ▪️ Ireland 🔴 Oceania — 2 Delegazioni ▪️ Tuvalu ▪️ Tonga 

🔴 Total: 77 Delegazioni 


 Laura Rocci

... MISERABILI!!! ...

Bassezza morale e miserabilismo politico 


Quando ti accorgi di annaspare perché hai esaurito gli effetti speciali e l’uditorio, assuefatto alle giaculatorie, mostra disincanto, i miserabili non cercano di migliorare se stessi ma trascinano nel fango, o almeno ci provano, chi è migliore di loro. Sopraffatta dai fallimenti politici e amministrativi: riforme bocciate, economia in stato di asfissia, nonostante gli effetti dei Bonus edilizi e le risorse del PNRR che hanno mascherato una economia inerziale, senza guida, senza crescita, infatti ultima in Europa; una politica energetica vissuta alla giornata, senza programmazione e disattesa ogni promessa, dal taglio delle accise fino al prezzo fuori controllo del carburante; dall’abolizione della legge Fornero, alla realtà del pensionamento a 67 anni e 1 mese nel 2027, in progressione fino a 67 anni e 8 mesi nel 2031; Una sanità devastata in cui è assistito chi se la può pagare; lo squallore di un welfare ridotto ad elemosina; alla crescita del debito pubblico fino alla possibile procedura di infrazione per il deficit al 3,1%; alla politica estera al servizio dei potenti guerrafondai e genocidari, nonchè ridicola nella rappresentanza. Allora l’urgenza di ricreare consenso ricorrendo, almeno in casa propria, ai fedeli cavalli di battaglia, razzismo e menzogna, per ritrovare nuova luce possono non bastare, lo avverti che non basta, ma occorre fare altro, ad esempio attenuare la luce degli altri, trascinare nel fango chi, istituzionalmente, moralmente e politicamente ti sovrasta: il Capo dello Stato, Sergio Mattarella. Così è stato, ieri sera, da Bruno Vespa, il domestico di corte, il genuflesso della comunicazione, in cui, programma di pochi minuti, ma in una fascia di ascolto elevata, Giorgia Meloni, per cercare di riaggiustare la sua miseranda idea della scuola in cui la realtà sociale multietnica era stata, il giorno prima, derisa e ghettizzata, ha cercato di associare alla stessa sua idea quella del Capo dello Stato, riesumando sue circolari vecchie di 36 anni, il cui contenuto, rivolto alla migliore inclusione degli alunni stranieri nelle scuole, raccomandava lo spirito dell’art.34 della Costituzione, senza imposizioni, ma lasciando piena autonomia gestionale alla scuola. L’esatto contrario di ciò che intende fare lei con una proposta di legge tesa a ghettizzare gli alunni stranieri, a separare anziché includere, irregimentando il sistema scolastico caratterizzandolo con una impronta razzista per dimostrare che il fascismo di Vannacci è solo una minaccia, mentre quello di Meloni è già in opera, concreto e pure istituzionale. 


 Giovanni Maria Fresu.

... guerra ai poveri!! ...

𝐈𝐥 𝐬𝐞𝐥𝐟𝐢𝐞 𝐚𝐢 𝐠𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐅𝐞𝐧𝐢𝐱, 𝐮𝐧 𝐩𝐫𝐨𝐜𝐮𝐫𝐚𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐚𝐧𝐭𝐢𝐦𝐚𝐟𝐢𝐚 𝐚 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐢 𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐥𝐭𝐫𝐢 



Il #buongiorno di Giulio Cavalli Giovedì 


il governo ha affidato i quattordicenni all’Antimafia. Il decreto giustizia del Consiglio dei ministri porta la Procura nazionale antimafia dentro i processi ai minorenni, mentre il decreto scuola fissa per legge un tetto del 30 per cento agli alunni stranieri appena arrivati e multe fino a mille euro per chi entra col volto coperto. L’aveva annunciato domenica Giorgia Meloni dal palco di Fenix, la festa dei giovani di Fratelli d’Italia che si è chiusa con un sorridente e sguaiato selfie collettivo. La guerra ai giovani, del resto, è l’unica che questo governo combatte con metodo da quando, a ottobre 2022, il suo primo decreto inventava il reato di rave. Poi il decreto Caivano, che dava l’avviso orale del questore ai quattordicenni e il carcere cautelare più facile, la bocciatura col cinque in condotta nel 2024, le multe ai genitori a febbraio e a luglio due disegni di legge con il fermo preventivo per i minori e la capacità di intendere presunta dai quattordici anni, perché chi sbaglia, spiegava Meloni, risponde «anche quando è minorenne». Il conto lo tiene Antigone: negli istituti penali per minorenni i ragazzi erano 381 a fine 2022 e 572 a fine 2025. Eppure la scienza dice l’opposto. Uberto Gatti, criminologo dell’Università di Genova, seguendo 779 ragazzi poveri ha misurato che chi passa dal tribunale per i minorenni finisce più spesso nel crimine da adulto, e Stanley Cohen già nel 1972 dava un nome al meccanismo che fabbrica un nemico giovane per fargli la guerra: panico morale. Ai giovani di Fenix il selfie con la premier, a tutti gli altri un procuratore antimafia.

... ritorno in città ...

... domani pomeriggio si ritorna in città con la prospettiva di un mese di ottobre semplicemente orribile!!

giovedì 24 settembre 2026

... un segnale potente!!! ...

La sala delle Nazioni Unite si svuota mentre Benjamin Netanyahu si appresta a parlare. 

Un’immagine potentissima. Ma, a mio giudizio, il problema è ancora più grave: un personaggio sul quale grava un mandato d’arresto della Corte Penale Internazionale per presunti crimini di guerra e crimini contro l’umanità non dovrebbe nemmeno avere accesso a quel podio. Chi ha le mani politicamente sporche del sangue di decine di migliaia di palestinesi non dovrebbe essere accolto nella più importante istituzione multilaterale del mondo come un normale interlocutore diplomatico. E l’ipocrisia raggiunge il massimo livello proprio qui. Netanyahu ha attaccato ripetutamente le Nazioni Unite, accusandole di essere ostili a Israele e arrivando a definirle un «covo» di antisemitismo. Quando l’ONU denuncia ciò che accade a Gaza, per lui diventa un’organizzazione delegittimata e antisemita. Quando invece gli offre un microfono davanti al mondo, quel podio improvvisamente gli va bene. 

Le delegazioni che oggi hanno scelto di alzarsi e abbandonare la sala hanno mandato un messaggio molto più forte di qualsiasi dichiarazione diplomatica: non tutto può essere normalizzato. Non tutto può essere coperto dal protocollo. E non basta indossare una giacca, entrare in un palazzo internazionale e parlare da un podio per cancellare il sangue. 


 Emir Alili.

... che venga "'o miracolo!!" ...

TUTTI A CASA! 


Ma vi rendete conto di cosa succederebbe se quell'8 o 9 di ottobre il tabellone della Camera si illuminasse di rosso? Se per un meraviglioso, grottesco errore di calcolo la fiducia venisse bocciata e lei, mantenendo la parola d'acciaio, dicesse: "Basta, è finita, me ne vado!". Altro che crisi d'impatto o spread che sale. Sarebbe la catarsi! Un’esplosione di giubilo da far sembrare i baccanali dell'antica Roma un tranquillo catechismo di periferia. Un mese intero di festa nazionale contagiosa, viscerale, un vero e proprio delirio istituzionale! Guardate i comunisti! Quelli veri, ma anche quelli del centro-sinistra con il golfino di cachemire, gente che da cinquant'anni fa del malumore un'arte. Improvvisamente li vedi saltare! Non nei cortei: saltano di gioia! Professori di sessant'anni con l'artrosi che tentano dei jump acrobatici a mezz'aria, travolti da un'estasi che manco la caduta del Muro di Berlino! E la finanza? Piazza Affari che chiude per manifesta ebbrezza, con gli analisti finanziari che lanciano i caviali dalle finestre e i controllori del fisco che strappano le cartelle esattoriali ballando la tarantella nei corridoi dell'Agenzia delle Entrate! Nelle piazze si organizzerebbero tavolate lunghe chilometri con le fontane storiche che zampillano vino rosso e i ristoratori di Roma che regalano amatriciane ai passanti piangendo di commozione. E in televisione? Ma vi immaginate il telegiornale? Il mezzobusto storico, l'uomo che per anni ha letto le veline con la maschera di bronzo, che si blocca, guarda la telecamera, si strappa la cravatta, stappa uno spumante da tre euro schizzando la lente e parte il trenino da capodanno tra le quinte sulle note di una marcia funebre riarrangiata in versione dance! Persino le agenzie di scommesse inizierebbero a quotare il Papa che si affaccia su San Pietro per intonare Bella Ciao a reti unificate! Ma la vera festa, la liberazione più pura e commovente, avverrebbe nei corridoi dei ministeri! Immaginatevi i suoi ministri. Quelli che per quattro anni sono stati tenuti al guinzaglio, col terrore costante di una sua telefonata urlata alle sette di mattina: "Ma che hai detto?! Ma ti devi sempre far riconoscere?!". Ecco, immaginateveli finalmente liberi! Li vedresti correre nei corridoi a torso nudo a sparare castronerie in piena libertà senza più il tutoraggio di Palazzo Chigi! Lollobrigida che convoca una conferenza stampa d'urgenza solo per dichiarare che le verdure coltivate con la musica di Pupo crescono più forti e resistenti. Piantedosi che propone di risolvere il traffico sulle tangenziali sgomberando direttamente i semafori. Sangiuliano che riscrive la storia in diretta su Rai 3 collocando la scoperta dell'America a Montecatini Terme nel 1984! Una cascata incontrollata di perle quotidiane, rilasciate senza freni, senza paura, senza l'ombra minacciosa di lei che spunta da dietro la porta a gridare "Vergogna!". E la cosa più fantastica è che persino i parlamentari della sua maggioranza, passato il terrore per la perdita del vitalizio, verrebbero travolti da questo orrore bellissimo! Li vedresti nei corridoi che si strappano la spilletta dal bavero, abbracciano le opposizioni e confessano a squarciagola: "Finalmente! Smetto di dire che le preferenze temperate erano un'idea geniale! Libertà!". Un mese di sbornia collettiva in cui persino i gatti di Roma brindano a champagne. 

Certo.. poi il trentunesimo giorno ci si sveglierebbe col mal di testa, ricordandoci che dobbiamo ritornare a votare con il Rosatellum. Ma per la miseria.. che meravigliosa, indimenticabile, altissima farsa! 


 Mauro David.

... il morto può aspettare!! ...

𝟔.𝟓𝟎𝟎 𝐛𝐢𝐠𝐥𝐢𝐞𝐭𝐭𝐢 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐥𝐮𝐭𝐭𝐨: 𝐚𝐥 𝐂𝐨𝐥𝐨𝐬𝐬𝐞𝐨 𝐢𝐥 𝐦𝐨𝐫𝐭𝐨 𝐬𝐮𝐥 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 𝐩𝐮𝐨̀ 𝐚𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐚𝐫𝐞 


Il #buongiorno di Giulio Cavalli 


 Dalle nostre parti il morto sul lavoro si tratta come un guasto alla linea: se ne parla il meno possibile, badando che anche da morto intralci poco la circolazione, e se poi la notizia scappa gli si concede un giro di solidarietà. Ieri il Colosseo ci ha offerto la fotografia perfetta. Andrea Moretti, operaio rocciatore di 22 anni, è precipitato per dieci metri martedì notte mentre montava le nuove luci dell'Anfiteatro Flavio. Al mattino il Parco archeologico chiudeva soltanto il settore del secondo ordine dove il ragazzo era caduto e il resto del Colosseo apriva ai turisti. La serrata totale è arrivata solo dopo le proteste della Cgil, e il ministero della Cultura l'ha pure rivendicata in una nota: decisione "assunta già nella notte", attuata però "dopo aver gestito il primo turno di visita". Il direttore Simone Quilici ha spiegato che bisognava garantire la visita a circa 6.500 persone. Insomma, prima il biglietto e poi il lutto. Ai turisti rimasti fuori, raccontano, le spiegazioni le ha date un volantino del sindacato, nient'altro. Quando la notizia del morto è rimbalzata sulle agenzie internazionali allora il cordoglio si è messo in fila, ordinato come i visitatori del mattino: la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha definito inaccettabile morire a 22 anni, il ministro Alessandro Giuli ha deposto una corona al secondo anello precisando che «una corona di fiori del genere non si improvvisa in pochi minuti». La chiusura del Colosseo invece sì, improvvisata sotto dettatura di un sindacato nel monumento che per un'intera mattinata ha contato i visitatori prima del morto. 

 𝐼𝑚𝑚𝑎𝑔𝑖𝑛𝑒 𝑟𝑒𝑎𝑙𝑖𝑧𝑧𝑎𝑡𝑎 𝑐𝑜𝑛 𝐼𝐴