martedì 4 agosto 2026

... Fronte Antifascista ...

Riceviamo e pubblichiamo. 

Nasce il Fronte Antifascista. 

Avv. Fiumefreddo: “È il momento di reagire alla propaganda dell’odio” “È giunto il momento di costruire un Fronte Antifascista, libero da appartenenze di partito e aperto a tutti coloro che intendono difendere la Costituzione, la democrazia e i valori della convivenza civile”. Con questo appello l’avvocato Antonio Fiumefreddo annuncia l’avvio di un’iniziativa civica nazionale che nasce, spiega, “dal crescente allarme per il riemergere di linguaggi, simboli e pratiche che alimentano odio, discriminazione e intolleranza”. Secondo Fiumefreddo, negli ultimi anni il dibattito pubblico è stato progressivamente attraversato da una retorica che individua negli immigrati, nelle minoranze, negli avversari politici e in altre categorie sociali i responsabili di ogni problema del Paese, favorendo un clima di contrapposizione permanente e di crescente legittimazione della violenza verbale e, talvolta, fisica. “Non possiamo abituarci – afferma – a parole che evocano la sopraffazione, a slogan che trasformano il diverso in un nemico e a un linguaggio che richiama, sempre più, le pagine più buie della nostra storia. La democrazia non muore all’improvviso: si indebolisce quando l’odio diventa normale e l’intolleranza viene presentata come una soluzione”. L’iniziativa si inserisce nel percorso già avviato con la denuncia presentata nei confronti del generale Roberto Vannacci, nella convinzione, sostiene Fiumefreddo, che spetti alla magistratura verificare l’eventuale rilevanza penale delle condotte denunciate e garantire la tutela dei principi costituzionali. Ma, aggiunge, la risposta non può essere soltanto giudiziaria ma “occorre una mobilitazione civile. Così come la Resistenza seppe unire donne e uomini di diversa cultura politica nella difesa della libertà, oggi serve un luogo di incontro per tutti coloro che rifiutano la pratica dell’odio e intendono difendere i valori democratici senza bandiere di partito”. Il costituendo Fronte Antifascista si propone dunque come una rete civica aperta alla partecipazione di cittadini, associazioni, realtà culturali, studenti e professionisti, con l’obiettivo di promuovere iniziative di sensibilizzazione, soprattutto nelle scuole e nelle università, a difesa dei principi sanciti dalla Costituzione repubblicana. “Le migliaia di messaggi ricevuti dopo la denuncia – conclude Fiumefreddo – dimostrano che nel Paese esiste una vasta comunità silenziosa che non si riconosce nella propaganda dell’odio. È a questa Italia che rivolgiamo il nostro appello, perché la difesa della democrazia diventi un impegno quotidiano di tutti”. 

Catania, 1° agosto 2026 

Servizio Comunicazione Fronte Antifascista

... nella merda più nera!!! ...

“ECCO IL NOSTRO BEL GENERALONE... VANNACCI CHE GETTA LA MASCHERA. DOPO ESSERSI FATTO SCORRAZZARE DAL SALVINI PADANO NONCHE MADONNARO...NEL SUO GIRO PANORAMICO PER CAPIRE SE LA NUOVA LOCATION FOSSE DI SUO GRADIMENTO E AVER MENTITO SUL FATTO CHE NON AVREBBE MAI FONDATO UN PARTITO..TANTO HA GIA QUELLO DEL PADANO PRONTO..., SI LIBERA FINALMENTE DELLE POCHE TRACCE DI NORMALITÀ POLITICA RIMASTE, SI STRAPPA I VESTITI COME L ’INCREDIBILE HULK E CI MOSTRA LA SUA VERA FACCIA..CHE NON È VERDE..MA NERA.... DA CAPO DELLA FECCIA, COME LUI STESSO SI DEFINISCE, E FRANCAMENTE NON È UN BEL VEDERE. CI HA PROPINATO IL VIDEO DOVE DA IMPERATORE ROMANO ORDINA LA DECAPITAZIONE DEGLI AVVERSARI DA ESEGUIRSI CON LA FALCE E IL MARTELLO CHE IO CON TANTA UMANITA. GLI TIREREI IN FACCIA. CON LA SPERANZA CHE ALMENO IL MARTELLO VADA A SEGNO..COME UN BEL TIRO OLIMPIONICO...E POI CI HA PURE FATTO VEDERE..QUELLO DOVE DELIRA DI ARDIMENTI, DI ACCIAIO E DI GUERRE, ALLIETANDOCI CON GIOCOLERIE A BASE DI MELONI, IL TUTTO IMPREZIOSITO DAL CIONDOLARE DI QUEL SIMPATICISSIMO GADGET CHE È L'ASCIA BIPENNE, DANNO l’ESATTA MISURA DI QUANTO ESSO SIA LA PEGGIOR FIGURA POLITICA MERDOSA APPARSA ALLE NOSTRE VISTE, GIÀ DURAMENTE PROVATE DA QUESTI ANNI MISERABILI. PARLO DI FIGURA POLITICA, NATURALMENTE. QUELLA UMANA NON LA CONOSCO, NON CI TENGO, E TEMO CHE SIA PURE PEGGIO ANZI NE SONO CERTO!!!. LIBERATOSI DAGLI ORPELLI TIRERÀ FUORI TUTTO IL MARCIO DI CUI SIAMO INTRISI, TUTTA LA RABBIA E e L ’ODIO CONTRO I DIVERSI, GLI ULTIMI, I NATI DAL CULO. ESALTERA' L’EGOISMO, LA DISUMANITÀ, E MAGARI LO FARÀ ANCHE LUI IN NOME DI CRISTO COME FA DA SEMPRE IL SUO EX AUTISTA PADANO. CHE BEL PARADOSSO INVOCARE IL DIO IN CUI DICI DI CREDERE PER POI TRADIRLO MISERAMENTE. Con questo gran soggetto torneremo indietro di un secolo perché il nero del fascismo di merda non è quello delle camicie: ce l’abbiamo proprio nel DNA, abbarbicato come un serpente letale, e mancava solo l’occasione per rinverdire quei fasti. Certo, berlusconi ha aperto i tombini, ha sdoganato certi topi di fogna, ma non era abbastanza e anche meloni, che nel suo intimo sarebbe come vannacci, si trattiene, si limita un po’. Non osa. Esso invece, è il nuovo uomo forte bramato dalle folle, il nuovo maschio alfa che a torsolo nudo sfiderà indomito il periglio e naturalmente, neanche a dirlo, spezzerà le reni al nemico. 

Quando scrivo delle nostre miserie, leggo spesso nei vostri commenti cose come “ma di questo passo dove finiremo?”. 

Tranquilli, rilassatevi, non lambiccatevi più il cervello. Ho la risposta: ci siamo già finiti.

 (GRAZIE ORSO GRIGIO, come sempre, mi associo.) 


 Silvana Correggioli.

... la "provenienza"!! ...

"𝐀𝐥 𝐝𝐢 𝐥𝐚̀ 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐯𝐞𝐧𝐢𝐞𝐧𝐳𝐚", 𝐬𝐜𝐫𝐢𝐯𝐞 𝐢𝐥 𝐬𝐢𝐧𝐝𝐚𝐜𝐨 


Il #buongiorno di Giulio Cavalli 


 Ventitré città su ventisette in bollino rosso, domenica. Livello 3, che il Ministero della Salute dà come pericoloso anche per chi è sano e allenato. Nei campi di Stagno Lombardo, intanto, un ragazzo di 19 anni raccoglieva pomodori piegato in due, ed è morto in serata all'ospedale di Cremona. Assunto regolarmente, come i colleghi. A ventiquattro ore le cronache lo chiamano ancora così: diciannove anni, origini romene, residente a Monticelli d'Ongina. Un'età e una nazionalità al posto del nome. Lorenzo Parelli ne aveva diciotto quando una putrella lo ammazzò durante uno stage, e il nome lo sappiamo tutti, per fortuna viene da pensare. Il sindaco Roberto Mariani ieri ha scritto che quella dell'"origine romena" è una tragedia "al di là della provenienza e la nazionalità". Voleva difenderlo. Solo che a un ragazzo italiano quella frase la si risparmia. Tutta roba scientifica: del resto questa differenza di sentire è stata misurata in laboratorio. Nel 2010 Alessio Avenanti e Salvatore Aglioti hanno mostrato a volontari italiani e africani il video di un ago che buca la mano di uno sconosciuto, e intanto registravano la reazione del muscolo di chi guardava. Se la mano bucata è del tuo gruppo, il tuo muscolo si contrae come se l'ago stesse entrando in te. Se è dell'altro gruppo, quella contrazione sparisce. Poi hanno rifatto la prova con mani dipinte di viola, che non appartengono a nessun gruppo umano, e l'empatia è tornata intera. Fuori dalle categorie funzioniamo benissimo, ed è il pregiudizio a spegnere l'interruttore. E i numeri seguono il sentire. Inail, primi quattro mesi del 2026: le morti sul lavoro degli italiani scendono da 168 a 139, quelle degli stranieri salgono da 39 a 52. 

Il 25 agosto saranno trentasette anni da quando ammazzarono Jerry Masslo a Villa Literno. Raccoglieva pomodori pure lui. Due mesi dopo duecentomila persone sfilavano a Roma e nasceva una legge. Allora una morte così ci sembrava enorme. 

 𝐼𝑚𝑚𝑎𝑔𝑖𝑛𝑒 𝑟𝑒𝑎𝑙𝑖𝑧𝑧𝑎𝑡𝑎 𝑐𝑜𝑛 𝐼𝐴

lunedì 3 agosto 2026

... cara Stronza!! ...

La lettera aperta di Gustavo Zagrebelsky a Giorgia Meloni. 

Vi invito a leggerla… 

“Cara Giorgia, a distanza di qualche settimana ti riscrivo mentre a Ceuta si contano i morti e tu, invece di piangerli, ci costruisci sopra un comizio. Quello che stai facendo ha un nome preciso, e non è "difesa dei confini": si chiama sciacallaggio politico sulla pelle dei poveri. Menti sapendo di mentire. Hai annunciato la sospensione di Schengen con la Spagna come se le poche migliaia entrate a Ceuta stessero per bussare a Ventimiglia domani mattina. Sai benissimo che non è vero: Ceuta è un'enclave in territorio marocchino, chi arriva lì non entra in Europa continentale, viene identificato sul posto. I tuoi stessi funzionari del Viminale hanno ammesso che si tratta di controlli "a campione". Tradotto: una misura simbolica, inefficace, che serve solo a te e al generale Vannacci che ti incalza da destra. Il prezzo lo pagano i turisti in coda ai porti, gli imprenditori e soprattutto la verità. Cara Giorgia, il vero regista di Ceuta si chiama Donald Trump. Il tuo ex amico che continui a difendere. Tu fai lo sciacallo contro Sánchez, ma il fiammifero l'ha strofinato l'inquilino della Casa Bianca. Te lo dico in breve: 1. Trump ha regalato a Rabat il riconoscimento della sovranità marocchina sul Sahara Occidentale — nel 2020, riaffermato nell'estate 2025 — blindando l'asse Washington–Rabat contro il diritto internazionale. 2. La visita di Sánchez ad Algeri ha fatto scattare la ritorsione: il Marocco ha aperto i rubinetti dei migranti verso Ceuta. Non lo dico io, lo scrivono i giornali che non appartengono ad Angelucci. 3. Il 29 giugno 2026 Trump ha sospeso per otto mesi i dazi sui fosfati marocchini. Il quadro che fingi di non vedere è questo: Trump premia il Marocco con fosfati, Sahara e basi militari. Il Marocco usa i migranti come arma di ricatto contro una Spagna "colpevole" di riavvicinarsi ad Algeri. Migliaia di giovani — molti minorenni — si buttano in acqua e diciannove muoiono annegati. E tu prendi quei corpi e li usi come sfondo per un post su X. Questo non è governare. Questo è sciacallaggio. Non è da statista — perché una statista non chiude Schengen per un teatrino interno mentre nel Mediterraneo si muore: chiama Bruxelles, convoca l'ambasciatore USA, chiede conto a Trump del ricatto marocchino, costruisce una politica migratoria europea. Non è da italiana — perché l'Italia è il Paese di Lampedusa, di don Puglisi, di don Milani, di don Bosco. Il Paese che ha inventato la parola "solidarietà" nella Costituzione. Non è da madre — perché quei ragazzi affogati a Tarajal sono figli di qualche madre. I miei figli, tua figlia, hanno avuto la fortuna di nascere in Italia. Loro no. È l'unica differenza. Una madre lo sa. Da cristiana non ne parliamo neanche. Noi che accogliamo sappiamo cosa vuol dire stare sulla frontiera vera. Non quella retorica dei tuoi tweet. Ti chiediamo una cosa sola: smettila. Smettila di mentire agli italiani sulle cause. Smettila di attaccare Sánchez per coprire Trump. Smettila di trasformare diciannove cadaveri in punti percentuali. E se non lo fai per statura politica, fallo almeno perché — come hai detto tu — sei una madre. E sei cristiana.” 

#Zagrebelsky #Meloni #Ceuta 


 Mirella Jubani.



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Dopo un accurato controllo delle fonti, ho verificato che la presunta lettera attribuita a Gustavo Zagrebelsky, che avevo condiviso in un precedente post, non è autentica. Per questo motivo ho deciso di rimuovere il post. Ritengo che correggere un'informazione quando emerge che non è verificata sia un dovere nei confronti di chi ci segue. Mi scuso con chi l'ha letta o condivisa in buona fede. Continuerò a impegnarmi per verificare con la massima attenzione le informazioni che pubblico. 

Vi conviene eliminare il post, l interessato potrebbe denunciarvi . 


Comitato di cittadini attivi e democratici in difesa della Costituzione


Vincenzo San.

... Santiago Abascal ...

Pensavamo di aver assistito al punto più basso della disinformazione e dell’abiezione della destra italiana ed europea su Ceuta. Poi è arrivato il leader di Vox e dell’ultradestra spagnola Santiago Abascal e all’improvviso ha sposta l’asticella chilometri più in là. L’amico di Giorgia Meloni è atterrato direttamente a Ceuta, si è presentato davanti alle telecamere di mezzo mondo e ha invocato senza mezzi termini la “prigione per Pedro Sánchez”, definendo apertamente lui e i membri del suo governo dei “criminali che promuovono l’invasione”. E uno a quel punto si chiede: chissà cosa avrà combinato Sánchez? Chissà quali prove schiaccianti porterà Abascal per giustificare un simile attacco frontale al primo ministro del governo del suo Paese, ai limiti e anzi ben oltre il vilipendio? E invece se ne esce con questa supercazzola pescata e ripetua a pappagallo dalla peggior propaganda delle destre italiane, spagnole, europee e mondiali: “Pedro Sánchez dovrebbe andare in prigione perché ha consentito l’atto di guerra del Marocco nei confronti della Spagna”. E lo ha fatto aprendo le porte alla regolarizzazione di mezzo milione di migranti. Peccato che la regolarizzazione dei migranti non c’entri una beneamata mazza con la crisi di Ceuta e con i migranti lanciati da mani straniere verso i confini spagnoli, come ha capito chiunque dieci secondi dopo la cosiddetta “invasione”, risolta da Sánchez più o meno nel giro di 24 ore. In pratica, ricapitolando, per i fascisti e sedicenti “patrioti” spagnoli, se un Paese straniero colpisce deliberatamente il tuo Paese, come ha fatto il Marocco, per conto di qualcuno di molto più grande (?), la colpa non è del Marocco o di chi c’è dietro, ma del primo ministro che non lo avrebbe evitato. Certo che i fasci sono uguali ovunque in ogni Paese da ottant’anni a questa parte: la loro massima idea di democrazia è mettere in carcere chi non la pensa come loro. Immaginatevi la minima. 


 Lorenzo Tosa.

... camerati!!! ...

«𝐈𝐥 𝐜𝐚𝐦𝐞𝐫𝐚𝐭𝐚» 𝐬𝐢 𝐩𝐮𝐨̀ 𝐝𝐢𝐫𝐞, «𝐢𝐥 𝐟𝐚𝐬𝐜𝐢𝐬𝐭𝐚» 𝐧𝐨 


Il #buongiorno di Giulio Cavalli 


Nella Cappella Farnese di Palazzo d'Accursio a Bologna, il 9 luglio, Ignazio La Russa ha commemorato Marcello Bignami, dirigente dell'Msi, e l'ha chiamato «il camerata Marcello». Poi ha chiesto: «Lo posso dire?». Ventiquattro giorni dopo, nello stesso palazzo, si contavano le 85 persone ammazzate alla stazione e il governo mandava un sottosegretario. Giorgia Meloni ha spedito una nota dove la strage è opera del «terrorismo». Senza aggettivo. Terrorismo di chi, mistero. Come l'anno scorso: metà del comunicato del 2025 è tornata identica, il resto ritoccato coi sinonimi. Anzi, il lavoro stava già nel cassetto e bastava riaprirlo. Solo che diciassette sentenze, le ha contate dal palco Paolo Lambertini, dicono neofascista. L'ergastolo a Paolo Bellini è definitivo dal 1° luglio 2025, e nelle stesse carte stanno Licio Gelli, Umberto Ortolani, Federico Umberto D'Amato e Mario Tedeschi: mandanti, finanziatori, organizzatori. La parola non esce perché quella genealogia se la portano addosso: nel simbolo di Fratelli d'Italia brucia ancora la fiamma mutuata dal Msi, e dell'Msi era segretario Giorgio Almirante, quello che nel 1980 chiese un finanziamento proprio a Gelli, raccontò poi Giulio Caradonna. Non sapendo scrivere il futuro, e neanche il presente, gli resta da riscrivere il passato. In privato coltivano i camerati, in pubblico si vergognano perfino dei loro elettori, e a un anniversario di strage fascista arrivano col copia e incolla. In quella cappella il permesso La Russa l'ha chiesto a se stesso. E se l'è dato, come sempre.

... 76, Renato!!! ...