martedì 14 luglio 2026
... il futuro??? ...
Preistoria, 10.000 a.C.
- Se gestisce tutte quelle caverne ci sarà un motivo.
Egitto, 2560 a.C.
- Prima di criticarlo, prova tu a tirar su una piramide dal niente.
Grecia, 336 a.C.
- Sei solo invidioso perché tu non saresti mai in grado di fare quello che ha fatto lui.
Cina, 221 a.C.
- Però alla fine guarda cosa è riuscito a costruire!
Roma, 44 a.C.
- Il Senato lo attacca perché è l’unico che fa paura ai poteri forti.
Inghilterra, 1066
- Questo è un Re che capisce davvero le nostre esigenze.
Mongolia, 1220
- È partito dal nulla. Tutto quello che ha, se l’è sudato.
Firenze, 1434
- Intanto fa più lui coi suoi soldi che cento ONG messe insieme.
Spagna, 1490
- La cosa bella di Torquemada è che è contro il sistema.
Transilvania, 1459
- Finalmente uno che parla coi fatti.
Messico, 1520
- Sentiamo, se Cortes se ne va allora chi crea lavoro?
Francia, 1680
- Se non ci fossero i suoi grandi capitali, saremmo tutti più poveri.
Stati Uniti 1850
- Guarda quanta gente ha aiutato con le sue piantagioni.
Germania, 1933
- Almeno è uno che ha il coraggio di dire le cose come stanno.
Russia, 1949
- C’è da dire che ha azzerato la corruzione.
Cile, 1973
- Ci ha salvato dal comunismo.
Oggi
- Sai perché questo qui ti fa così paura?
- Perché?
- Perché è il futuro.
... emendamenti?? ...
Presidente Meloni,
poco fa ci ha sfidato sulla legge elettorale.
Credo però che il suo post sia frutto di un equivoco. Quale sarebbe l'emendamento sulle preferenze su cui ci sta sfidando? Ho letto e riletto gli emendamenti di maggioranza, ma non ne trovo nessuno che consenta agli elettori di scegliere liberamente i propri rappresentanti.
Non vorrà mica farci credere che l’emendamento “farsa” presentato da Fratelli d’Italia introduca davvero le preferenze… Le vostre sono preferenze farlocche, come il blocco navale e i 1000 euro con un click che lei aveva millantato. La verità è che avete blindato con un accordo di maggioranza una proposta di legge con listone nazionale e listini locali tutti preconfezionati dalle segreterie di partito.
E così nella “legge truffa” avete introdotto un emendamento “truffaldino” su finte preferenze, che non toccheranno mai la stragrande maggioranza dei parlamentari che entreranno nel nuovo Parlamento.
Lei la faccia ce la mette. Certo. Ma è la solita faccia di bronzo. Quando la smetterà di prendere in giro gli italiani? L’appello contenuto nel suo post mi induce a credere che non è sicura dei numeri della maggioranza. Sbrigatevela tra voi. Noi per bloccare i vostri obbrobri useremo tutti i mezzi previsti per il voto parlamentare.
Se davvero vuole fare una battaglia per le preferenze, faccia votare l’emendamento del M5S che lascia agli elettori l’effettiva libertà di scegliere i nomi dei propri rappresentanti.
Ma soprattutto ci richiami quando inizierà a occuparsi di stipendi ed emergenze degli italiani anziché di come rimanere imbullonati alle poltrone.
Giuseppe Conte.
lunedì 13 luglio 2026
... valutazione ...
... syamane incontro con il Sig. Melis per una prima valutazione del nostro "buen retiro" = Euro 78.000,00 ,!!! mi sono alzato di scatto inorridito!!
domenica 12 luglio 2026
... nel mirino!! ...
Chi minaccia Giorgia Meloni minaccia tutti noi.
Le minacce rivolte al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni sono un fatto gravissimo.
Ancora più grave è che, secondo quanto riportato da organi di stampa, il suo nome compaia in una lista di obiettivi pubblicata da un quotidiano iraniano vicino al regime di Teheran.
Non colpiscono soltanto una persona o un leader politico. Colpiscono le istituzioni della Repubblica, la democrazia e tutti noi.
Di fronte a chi usa l’intimidazione e la violenza non possono esistere divisioni politiche. Su questi temi non esistono maggioranza e opposizione: esiste soltanto lo Stato.
A Giorgia Meloni va la mia piena solidarietà e la mia vicinanza. Nelle minacce rivolte a lei non è sola: vengono colpiti tutti noi, viene colpita l’Italia intera.
La risposta deve essere una sola: unità, fermezza e difesa delle nostre istituzioni democratiche. Perché l’Italia non si lascia intimidire.
Enzo Amich.
... riposi in pece! ...
È morto il senatore Lindsey Graham, l’uomo che aveva portato il concetto di «guerrafondaio» a una dimensione tragica, grottesca e apparentemente insuperabile.
Lo hanno già commemorato il Babbuino arancione della Barbarie, il Genocida dello staterello mediorientale e naturalmente Zelensky, che lo aveva opportunamente incontrato a Kiev appena il giorno prima.
Ci uniamo anche noi al cordoglio: riposi in pece.
Pino Cabras.
... Noi con Report!!! ...
Stasera la squadra di Report non è sola
Questa sera Report non va in onda: la Rai ha sospeso cautelativamente le repliche estive, in attesa di chiarimenti sull’attentato che “abbiamo” subito lo scorso ottobre nella persona di Sigfrido Ranucci. Una decisione che non condividiamo, e che l’Ordine dei giornalisti e l’Usigrai hanno definito priva di reali motivazioni giornalistiche, parlando di “censura senza precedenti”. Siamo una squadra pesantemente attaccata — prima con un attentato, ora con una sospensione — ma non ci fermiamo: continuiamo a lavorare con la stessa determinazione di sempre. Ed è proprio questa tenuta, crediamo, a fare di Report un patrimonio da difendere: una garanzia di libertà di informazione che riguarda tutti. Per questo, come squadra, ci rivolgiamo al nostro pubblico, che in questi anni è sempre stato al nostro fianco, per una mobilitazione che vada a colmare il vuoto lasciato dalla sospensione delle repliche estive. Per policy aziendale non possiamo usare i nostri canali social ufficiali per promuoverla, ma chiediamo la vostra partecipazione: stasera, alle 21.15 — l’orario in cui saremmo dovuti andare in onda su Rai3 - collegatevi a RaiPlay attraverso questo link: bit.ly/RivediReport_pontemorandi, e guardate l’inchiesta che sarebbe dovuta andare in onda. Poi fatevi una foto davanti allo schermo (o dello schermo) e pubblicatela sui social, taggandoci e usando l’hashtag #giulemanidareport. Report è anche il suo pubblico. La memoria delle nostre inchieste non si sospende per decreto aziendale, e una squadra di giornalisti sotto attacco non è sola quando il pubblico le sta accanto.
Report è un patrimonio di tutti.
La redazione di Report
sabato 11 luglio 2026
... l'uovo di Colombo! ...
Le prime crepe dell'uovo di Colombo
Il Campo Largo ha finalmente liberato tutta una serie di personalità un po' costrette nel recinto dell'invisibilità mediatica. Frequentare la solitudine del pensiero critico non dà grandi soddisfazioni carismatiche in effetti. E dunque la trovata geniale per accodarsi al Campo Largo è l'entrismo partecipativo. Cioè condizionare, grazie alle proprie ed enormi capacità persuasive, il centrosinistra per convincerlo dell'esattezza di alcune criticità del sistema. Come è stato possibile non averci pensato prima? L'uovo di Colombo era lì, proprio a portata di mano.
Peccato però che, nonostante i continui sermoni esplicativi di questi infaticabili ottimisti, la realtà già appare nuda e cruda. A un timido accenno di Giuseppe Conte sulla pretestuosità di alcune posizioni riguardo la Russia, tanto per giustificare guerre e riarmo, ecco che è partita di slancio la controffensiva democratica. Una fuoco di fila a più voci condanna le parole dell'avvocato del popolo, fino a mettere in discussione l'alleanza stessa e il prossimo comizio congiunto. La Russia non deve partecipare alle Olimpiadi, per sempre. Così si esprime il bellicismo democratico. Appare chiaro chi detta la linea e chi si deve adeguare.
Quindi, come qualcuno sommessamente provava a ribattere di fronte a quell'esercizio prestazionale rappresentato dalla litania spiegona degli ottimisti, la questione Partito democratico non si risolve con una Pina Picerno qualsiasi e la questione alleanze non si liquida con l'accantonamento del renzismo. Il punto critico sono proprio il Partito democratico e la sua pertinenza manipolatoria rosé chiamata AVS. I democratici rappresentano il perno strutturale del sistema che ha il dovere di garantire la supremazia della sfera sovranazionale. Loro, quei dirigenti così educatamente levigati non fanno nient'altro e non servono a nient'altro se non alle loro truppe cammellate, chiamate alle armi a ogni tornata elettorale.
Il Pd, insomma, deve assicurare stabilità istituzionale, motivo per cui non potrà mai rinunciare al Quirinale. Il giochino è molto semplice. Creare un'alleanza per disinnescare i pochi elementi di novità politica portati dai 5Stelle in questi anni. E cioè intimidirli per minimizzare quello sguardo più attento alla democrazia economica e correggere una postura meno asservita alle leggi della Ue e della Nato. Il progressismo di sinistra, difatti, ha partecipato a tutte le controriforme reazionarie degli ultimi trent'anni. Tutte, nessuna esclusa.
Ma non lo ha fatto causa l'irruzione di stravaganti personaggi sempre attenti a insultare il vecchio vocabolario socialista. Il Pd ha costruito la dittatura dei mercati e dei vincoli esterni grazie all'opera scrupolosa dei suoi generali più genuinamente di sinistra. Bersani rappresenta il prototipo di questa illusione ottica. Il posizionamento del Partito democratico sui diritti economici e sulla politica internazionale è esiziale per la sua sopravvivenza. Qualora tradisse il mandato per cui vive, scomparirebbe in venti secondi contati. Libera circolazione dei capitali, europeismo e americanismo imperiale. E da qualche anno guerra alla Russia. Questi i dogmi indissolubili.
Quindi quante dosi di ottimismo appiccicaticcio ancora dovremo ascoltare prima di una presa di coscienza definitiva sul ruolo antisocialista della sinistra italiana? Quanto tempo dovrà passare prima di comprendere che è proprio lei il problema politico del Paese e che non c'è alcun entrismo che tenga di fronte ai suoi interessi costitutivi? Quanti fascismi dovranno affacciarsi per capire che questi fioriscono quando l'orizzonte socialista scompare dallo sguardo della politica?
Nessun potere è stato mai scalzato dall'interno. Nessuno. Fossi stato a Napoli mi sarei accodato a quella contestazione, a quei sonori e meritati fischi. Ovviamente ignorati da Gruber e sodali, da quel circo civilizzato di casa a La7, sempre pronto, al contrario, nel dar voce, spazio e credibilità mediatica a generali da operetta, comunque orgogliosamente fedeli alla Nato, perché il ricatto sull'antifascismo sia sempre in prima pagina a corrompere il consenso. Non sia mai che qualcosa spunti all'esterno del sistema. Meglio continuare a spiegare quanto è saggio l'entrismo.
E spiega dai.
Ferdinando Pastore.
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