martedì 1 settembre 2026

... FORZA TORO!!! ...

SIMEONE CARICA IL TORINO! Ora si svolta tutti insieme! Stadio pieno e tifo indiavolato per le due finali: in coppa contro il temibile Monza di Juric e sabato contro la ricca Fiorentina!
TA-TA-TA-TA-TA, CAIRO KALASHNIKOV, PRESI PATTERSON, BRAGANCA E MANDRAGORA, COLPI A RAFFICA! 

Siamo stati criticati da alcuni tifosi poiché risultiamo troppo disfattisti e negativi. Quindi abbiamo deciso di tornare alle origini. Patterson, Braganca, Mandragora, tutto bellissimo. 
Aspettiamo prima di giudicare. Mandragora è un buon giocatore, speriamo che continui ad esserlo. Intanto ci godiamo la raffica di colpi in attesa della coppa Italia.

... scandalo perfetto!! ...

𝐋𝐚 𝐥𝐞𝐠𝐠𝐞 𝐞𝐥𝐞𝐭𝐭𝐨𝐫𝐚𝐥𝐞 𝐞̀ 𝐮𝐧𝐨 𝐬𝐜𝐚𝐧𝐝𝐚𝐥𝐨 𝐩𝐞𝐫𝐟𝐞𝐭𝐭𝐨: 𝐜'𝐞̀ 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐭𝐫𝐚𝐧𝐧𝐞 𝐠𝐥𝐢 𝐬𝐜𝐚𝐧𝐝𝐚𝐥𝐢𝐳𝐳𝐚𝐭𝐢 


Il #buongiorno di Giulio Cavalli 


 A fine corsa, di fretta, una maggioranza che non è d'accordo su niente tranne che sull'amore per il potere sta cambiando la legge con cui voteremo. La Camera l'ha licenziata il 16 luglio a scrutinio segreto, due giorni dopo essere andata sotto per un voto, e oggi a mezzogiorno al Senato scade il termine per riscriverla: soglia del premio giù al 40 per cento e ballottaggio. Già questo basterebbe. Nel 1952, contro la legge truffa, Vittorio Emanuele Orlando, ex presidente del Consiglio e costituente, avvertì già allora che la prassi parlamentare vieta di cambiare a fine legislatura i meccanismi elettorali che formeranno la Camera nuova. Aveva novantadue anni e morì poco dopo. Già negli anni scorsi avevamo digerito che le regole se le scrivano i vincitori: il Porcellum nel 2005, il Rosatellum nel 2017. Ogni volta a quattro mesi dal voto, e pensare che il 23 settembre 1947 i costituenti votarono un ordine del giorno per il proporzionale e poi lo lasciarono fuori dalla Costituzione, perché pareva scortese non fidarsi del legislatore. Piero Calamandrei si fidava meno, e scrisse che i mesi rimasti bastavano appena "per fabbricare la nuova legge elettorale che servirà a questa maggioranza per rimanere maggioranza". Ora accettiamo anche la sfacciataggine, e c'è dell'altro, che riguarda noi che scriviamo. Perfino la stampa che si dice progressista la racconta come una riunione di condominio, e Repubblica chiama "dilemmi" i buchi che i prossimi giorni risolveranno. Nel 1953, per una legge così, alla Camera si arrivò alle mani. Oggi c'è lo scandalo e intorno non si scandalizza quasi nessuno.

... A 054 ...

... saldata la rata TARI - Mattie con scadenza 31/08/2026: un giorno di ritardo per un problema sulla mia nuova carta d'identità!

... calendario ...

... nuovi impegni all'orizzonte, con la speranza che il nostro cielo si rischiari!!

... Settembre ...

... Settembre, per favore, dammi una mano!!!

lunedì 31 agosto 2026

... fine mese ...

... un altro mese è passato ... hai un bel essere ottimista ma l'andamento dei mesi è più o meno sempre uguale ... e subentra un nuovo sentimento: l'apatia!!

... una rapina elogiata!! ...

𝐈𝐥 𝐩𝐞𝐭𝐫𝐨𝐥𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐕𝐞𝐧𝐞𝐳𝐮𝐞𝐥𝐚 𝐞 𝐥𝐚 𝐥𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐝𝐢 𝐜𝐡𝐢 𝐜𝐡𝐢𝐚𝐦𝐨̀ 𝐝𝐞𝐦𝐨𝐜𝐫𝐚𝐳𝐢𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐫𝐚𝐩𝐢𝐧𝐚 


Il #buongiorno di Giulio Cavalli 


 Sarebbe bastato ascoltarlo. «We're going to run the country», il Paese lo gestiamo noi, disse Donald Trump il 3 gennaio, poche ore dopo che i suoi avevano rapito Nicolás Maduro dal letto. Ora sappiamo che cosa voleva dire, perché venerdì Washington si è presa il controllo di maggioranza su oltre 65 miliardi di barili venezuelani, "il più grande accordo petrolifero della storia", dice sornione Trump: un quinto del greggio del Paese che ne ha più di tutti. Usiamo bene le parole: rapina a mano armata con sequestro di persona, visto che il blitz ha lasciato 80 morti a Caracas secondo il New York Times, visto che il presidente sta in cella a Brooklyn e visto che dopo otto mesi manca la data delle elezioni. È il metodo Trump ma è anche il metodo Netanyahu e il metodo Putin, tutti convinti che il cortile del vicino sia casa loro. Così l'imperialismo criminale smette di nascondersi, anzi si intesta il bottino con tanto di firma. E ricordiamoci stretti quelli che chiamavano tutto questo "democrazia". Il 4 gennaio Palazzo Chigi raccontava la telefonata di Giorgia Meloni con María Corina Machado: l'uscita di Maduro apriva "una nuova pagina di speranza" per i venezuelani che sarebbero tornati "a godere dei principi base della democrazia e dello Stato di diritto". Antonio Tajani a Rtl 102.5 spiegava che «è legittimo l'intervento statunitense», e Giuliano Ferrara sul Foglio la chiamava "amputazione chirurgica di un arto infetto". Intanto anche Machado dal primo agosto sta fuori dal tavolo della transizione. I principi base dello Stato di diritto, insomma, sono il pieno che costa meno agli automobilisti americani. 
E i difensori di quell'imperialismo sono qui, tra noi.