Il #buongiorno di Giulio Cavalli
"Escursionisti", li ha chiamati il Tg1. Uno dei due israeliani morti venerdì mattina a Tell, vicino Nablus, era il capo della squadra di sicurezza armata della colonia di Havat Gilad, l'altro un ufficiale dell'esercito. Per il Tg1 erano in gita.
La ricostruzione proposta dal tg, del resto, è paro paro quella deimilitari israeliani. Per fare giornalismo così basta avere i pollici opponibili per aprire una mail. Alle 9:32 il portavoce parlava di civili aggrediti durante un'escursione, e poche ore dopo lo stesso esercito ammetteva che quell'ingresso in area vietata agli israeliani era avvenuto senza coordinamento. Nel mezzo, quaranta o cinquanta coloni con adulti armati e bambini al seguito dentro un villaggio palestinese all'alba, e quattro palestinesi morti, due fratelli e due cugini della stessa famiglia. Il Tg1 e il Tg2 hanno tenuto la prima versione e buttato la seconda, che veniva dalla stessa fonte.
L'articolo 2 della legge 69/1963 lo chiama obbligo inderogabile: verità sostanziale dei fatti e rettifica di ciò che risulta inesatto. Il Testo unico dei doveri del giornalista vieta di omettere i dettagli essenziali alla ricostruzione di un fatto. Roba da primo anno di praticantato.
Raffaele Oriani lasciò il Venerdì di Repubblica nel gennaio 2024 scrivendo che questo massacro ha una scorta mediatica e che la scorta siamo noi. Da allora la scorta ha preso l'ammiraglia: a giugno il direttore del Tg1 ha raccontato a una tv locale di essere profondamente di destra e grato a Giorgia Meloni, che sul telegiornale non mette becco perché si fida di lui.
Si fida. Novanta euro l'anno a famiglia, quasi due miliardi di gettito, e l'unica spettatrice di cui conti il gradimento sta a Palazzo Chigi.