C’è questa strana illusione. Questo continuo lamentarsi del fatto che in Italia la sinistra sia scomparsa, che non ci sia più un’alternativa, che manchi il coraggio. La gente si guarda intorno, si dispera, cerca un barlume di pensiero critico e vede solo il vuoto. Ma il problema non è che la sinistra non c’è. Il problema, molto più banale e tragico, è che lo spazio dove dovrebbe nascere è occupato. Chiuso per sovraffollamento di mestieranti della conservazione.
Guardiamo le cose con un minimo di lucidità, senza la solita anestesia del meno peggio. Da una parte c’è il Partito Democratico. Cos’è diventato il Pd? L’amministrazione condominiale dello stato di fatto. Il partito della responsabilità, dove la responsabilità significa accettare qualsiasi diktat economico, qualsiasi precarietà lavorativa, qualsiasi logica di guerra, purché presentata con un tono garbato e una cravatta ben stirata. È la politica che ha smantellato le tutele dei lavoratori sventolando la bandiera del progresso, la sinistra che piace ai mercati, agli industriali e ai salotti che non hanno mai visto una fabbrica o una periferia. Un comitato di gestione che vive di una presunta superiorità morale, buono solo a ricordarti che loro sono quelli educati, mentre il paese reale sprofonda.
A conferma di tutto questo c’è la figura della Schlein, dopo oltre tre anni di segreteria e’ la perfetta incarnazione di questo inganno. Un immobilismo calcolato, una paralisi infiocchettata da slogan vuoti per non scontentare nessuno. E quelle rare volte che si muove, cosa fa? Produce scelte ed elabora politiche che finiscono per essere perfettamente sovrapponibili a quelle del governo Meloni. Sull'atlantismo acritico, sulla linea di voto per l'invio continuativo di armi nei conflitti, sul sostegno all'incremento delle spese militari e sull'accettazione sostanziale dei vincoli di bilancio e dell'austerità europea, la convergenza con la destra è nei fatti. Si fa finta di litigare sui dettagli o sui diritti civili a costo zero, o sulla restituzione di alcuni diritti sul lavoro, per nascondere che sui grandi pilastri dell'economia, della geopolitica e della difesa la direzione di marcia è esattamente la stessa.
Dall’altra parte c’è Alleanza Verdi e Sinistra. L’opposizione da passeggio, il reparto cosmetico per le coscienze inquiete. AVS è la valvola di sfogo perfetta del sistema: intercetta la rabbia, l’indignazione ecologista, il desiderio di giustizia sociale di chi non ce la fa più a mandare giù la minestra del Pd, e cosa fa? Confeziona quel dissenso, lo veste con un linguaggio radicale e poi lo riconsegna puntualmente, pacchetto regalo incluso, al tavolo delle alleanze con il Pd stesso. È il gioco delle parti: si fa la voce grossa nei comizi e poi ci si accontenta di due poltrone nel listone comune in nome dell’emergenza.
Ed è qui che la trappola si chiude in modo perfetto e inconfutabile. Il Pd e AVS non sono la base su cui costruire un polo progressista: sono la diga che lo impedisce. Funzionano come una tenaglia. Il Pd stabilisce il confine dell’accettabile, cioè l’obbedienza alle logiche liberiste; AVS raccoglie chi vorrebbe uscire da quel confine e lo riporta dentro con la scusa del voto utile. È il ricatto permanente: vi dicono che bisogna fermare la destra, vi chiedono di turarvi il naso per la millesima volta, e intanto azzerano qualsiasi possibilità di far nascere un pensiero di classe, una vera redistribuzione della ricchezza, una vera alternativa di società.
Se il monopolio dell’opposizione appartiene a chi gestisce l’esistente e a chi gli fa da spalla decorativa, una vera politica di sinistra non ha semplicemente lo spazio fisico per nascere. Verrà sempre soffocata sul nascere dall’accusa di dividere il fronte, dal calcolo elettorale, dalla miseria delle coalizioni.
E parliamoci chiaro: chiunque non sia accecato dal fanatismo di partito, chiunque sia in buona fede e abbia l'onestà intellettuale di guardare in faccia e riconoscere decenni di errori, non può che convenire con la realtà di quello che c'è scritto qui. Non è una questione di sfortuna o di tempi difficili. È una certezza matematica: per piantare un albero nuovo non serve annaffiare le piante finte. Bisogna prima liberare il terreno da ciò che prosciuga l'aria e la terra.
Il Pd e AVS non sono la casa della sinistra: sono il tappo che la soffoca.
E badate bene, non sono un 5 stelle, sono un ex Pd ed un ex Sinistra Italiana.. e sono sempre di più in compagnia, sempre di più.
Mauro David.










