Bassezza morale e miserabilismo politico
Quando ti accorgi di annaspare perché hai esaurito gli effetti speciali e l’uditorio, assuefatto alle giaculatorie, mostra disincanto, i miserabili non cercano di migliorare se stessi ma trascinano nel fango, o almeno ci provano, chi è migliore di loro.
Sopraffatta dai fallimenti politici e amministrativi: riforme bocciate, economia in stato di asfissia, nonostante gli effetti dei Bonus edilizi e le risorse del PNRR che hanno mascherato una economia inerziale, senza guida, senza crescita, infatti ultima in Europa; una politica energetica vissuta alla giornata, senza programmazione e disattesa ogni promessa, dal taglio delle accise fino al prezzo fuori controllo del carburante; dall’abolizione della legge Fornero, alla realtà del pensionamento a 67 anni e 1 mese nel 2027, in progressione fino a 67 anni e 8 mesi nel 2031; Una sanità devastata in cui è assistito chi se la può pagare; lo squallore di un welfare ridotto ad elemosina; alla crescita del debito pubblico fino alla possibile procedura di infrazione per il deficit al 3,1%; alla politica estera al servizio dei potenti guerrafondai e genocidari, nonchè ridicola nella rappresentanza.
Allora l’urgenza di ricreare consenso ricorrendo, almeno in casa propria, ai fedeli cavalli di battaglia, razzismo e menzogna, per ritrovare nuova luce possono non bastare, lo avverti che non basta, ma occorre fare altro, ad esempio attenuare la luce degli altri, trascinare nel fango chi, istituzionalmente, moralmente e politicamente ti sovrasta: il Capo dello Stato, Sergio Mattarella.
Così è stato, ieri sera, da Bruno Vespa, il domestico di corte, il genuflesso della comunicazione, in cui, programma di pochi minuti, ma in una fascia di ascolto elevata, Giorgia Meloni, per cercare di riaggiustare la sua miseranda idea della scuola in cui la realtà sociale multietnica era stata, il giorno prima, derisa e ghettizzata, ha cercato di associare alla stessa sua idea quella del Capo dello Stato, riesumando sue circolari vecchie di 36 anni, il cui contenuto, rivolto alla migliore inclusione degli alunni stranieri nelle scuole, raccomandava lo spirito dell’art.34 della Costituzione, senza imposizioni, ma lasciando piena autonomia gestionale alla scuola.
L’esatto contrario di ciò che intende fare lei con una proposta di legge tesa a ghettizzare gli alunni stranieri, a separare anziché includere, irregimentando il sistema scolastico caratterizzandolo con una impronta razzista per dimostrare che il fascismo di Vannacci è solo una minaccia, mentre quello di Meloni è già in opera, concreto e pure istituzionale.
Giovanni Maria Fresu.