sabato 21 marzo 2026

... sincero democratico??? ...

ALLA PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA 

 Presidenza della Repubblica - La Posta del Quirinale 
https://servizi.quirinale.it/webmail/ 


Questo il testo del mio messaggio inviato oggi. Invito i cittadini e, in particolare i miei colleghi docenti, a fare altrettanto. 

Illustrissimo Signor Presidente Mattarella, 

dopo aver letto con sconcerto e amarezza, da Sua sincera estimatrice, il contenuto del messaggio che Lei ha ritenuto di formulare in occasione della morte di Umberto Bossi, mi sento in dovere - da cittadina e da insegnante chiamata a formare al rispetto dei fondamenti della civile convivenza, di cui il defunto ha fatto strame divulgando l’odio tra connazionali, legittimando l’insulto razzista e prodigando i suoi sforzi in direzione dello sgretolamento dell’unità del Paese, - di manifestarLe il mio più profondo dissenso. 

Illustrissimo Presidente, 

Lei sa meglio di chiunque che le caratteristiche di “un sincero democratico” sono altre e nessun cordoglio funebre può riabilitare una vita costellata da reati, tra cui Le ricordo le principali condanne: 

- Il vilipendio alla bandiera; 
 - La tangente Enimont (Finanziamento illecito per 200 milioni);
 - Il vilipendio al Capo dello Stato (Giorgio Napolitano chiamato “terùn”); 
- L’istigazione a delinquere. 

Tra i processi conclusi esclusivamente per prescrizione, si segnalano: 

- La truffa ai danni dello Stato per 49 milioni (la confisca dei 49 milioni di euro al partito è stata confermata e la somma non è ancora stata restituita); 
- L’appropriazione indebita (uso personale di fondi del partito per sostenere spese familiari). 

 Lucia Annunziata.

... editoriale ...

IL NIPOTE DI MUBARAK... 

Editoriale di Marco Travaglio 

 Il Fatto Quotidiano - 
21 marzo 2026 


Quindi il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove, piemontese di Biella e fedelissimo di Giorgia Meloni, conosce il mafioso romano Mauro Caroccia, all’epoca imputato per intestazione fittizia di beni con aggravante mafiosa in quanto uomo del clan Senese, almeno dal 2023, quando frequenta il suo ristorante “Da Baffo” e si fa le foto con lui. Nel dicembre 2024, con altri tre big piemontesi di FdI, fonda la srl biellese “Le 5 Forchette” che di lì a poco aprirà a Roma il ristorante “Bisteccheria d’Italia”. La prima azionista è la figlia di Caroccia, Miriam, 18 anni appena compiuti: i soci la nominano amministratore unico senza uno straccio di esperienza manageriale. Basterebbe digitare il nome del padre su Google per scoprire che è la figlia di un prestanome dei Senese, arrestato e imputato per rapporti mafiosi, ed evitare di diventarne socio e anche di frequentarne il ristorante. Ma Delmastro, che siede al ministero della Giustizia accanto a Nordio con delega sulla polizia penitenziaria ed è così curioso sulle vicende di mafia da possedere e passare a Donzelli i rapporti del Dap sulle visite di esponenti del Pd a Cospito e a tre boss al 41-bis (vicenda per cui è stato condannato in primo grado), racconta di essere rimasto ignaro del curriculum mafioso del padre della sua socia fino a un mese fa. Proprio allora Caroccia, condannato in Cassazione, viene arrestato. A quel punto il sottosegretario cade dal pero, scopre da dove viene la sua socia e vende le quote. Guardacaso, la Procura ha intanto aperto un’indagine anche sul ristorante di cui è socio Delmastro. Tant’è che ancora nel giugno ’25, sei mesi dopo la condanna in appello di Caroccia, il sottosegretario gli porta a cena alla “Bisteccheria” lo stato maggiore della Giustizia. Una foto lo immortala a tavola con la capogabinetto Giusi Bartolozzi e Massimo Parisi, n. 2 del Dap: la direzione delle carceri che di lì a sei mesi prenderanno in custodia il ristoratore mafioso. Ora provate a immaginare gli strepiti di Meloni, Delmastro e tutto il cucuzzaro se qualcuno del Pd o, peggio, dei 5Stelle avesse collezionato una simile serie di indecenze e di balle per coprirle. Nel 2011 Meloni & C. votarono la mozione “Ruby nipote di Mubarak” per salvare le chiappe a B.. Poi nel 2013 chiesero (e giustamente) le dimissioni perfino della ministra Iosefa Idem (governo Letta) per un trucchetto fra casa e palestra che le aveva risparmiato 3mila euro di Imu in cinque anni. Ma Delmastro non si tocca: al massimo è stato un po’ sbadato, una specie di nipote di Mubarak acquisito. E questi sono quelli che ci chiedono di votare Sì al “primato della politica” contro i “magistrati che non pagano mai”. Lunedì sapremo quanti boccaloni si sono bevuti anche questa. 


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... Milan - Torino ...

... COMPLICI!!! ...

Il mio Levante sta bruciando: Palestina, Siria, Giordania, Libano. Bilad al-Sham, la Grande Siria, la terra più antica della storia, quella che ci fanno studiare fin dalle elementari, ridotta in macerie mentre il mondo guarda e fa finta di niente. Questa è la mia terra d’origine. La mia storia raccontata nei miei occhi. La mia identità. Nel mio sangue scorre sangue levantino, assiro, fenicio, e nessuno, nessuno ha il diritto di strapparla, dividerla, saccheggiarla come se fosse terra senza anima!!! E invece è esattamente quello che sta succedendo, mentre state zitti! MUTI!! Servi dei criminali, succubi di interessi sporchi, complici di giochi di potere che stanno distruggendo tutto, mentre chi potrebbe fermarli resta in silenzio. Un silenzio vergognoso. Complice.

 Quanto ancora dobbiamo guardare?! Quanto ancora dobbiamo sopportare?! Quante vite devono essere spezzate prima che qualcuno abbia il coraggio di chiamare tutto questo con il suo nome?!?! 
 Non è solo politica. È VIOLENZA. È DISTRUZIONE. Io non accetto tutto questo!! Non lo accetterò mai!! Perché questa terra non è una pedina. Non è un bottino!! È la mia araba fenicia, è la mia terra d’origine!! E mentre cercano di cancellarla, io non dimentico le mie radici. E non resterò in silenzio!!! 


 Sara El Debuch.

venerdì 20 marzo 2026

... Ilja Remeslo ...

"Ilya Remeslo" segnatevi questo nome perché in settimana cade da una finestra... Giornalista smaccatamente putiniano della tv di stato RT. Dopo anni di propaganda per il governo ha invitato a processare Putin come criminale di guerra. (è un po' lungo ma merita) -Cinque motivi per cui ho smesso di sostenere Vladimir Putin. Qualcuno a questo punto doveva pur dirlo. 1. La guerra in Ucraina. Iniziata come una “operazione di polizia”, la guerra ha già causato, con certezza 1,2 milioni tra vittime e feriti. Nel 2014 avevo sostenuto l’annessione della Crimea proprio perché era stata senza spargimento di sangue. Allora ci sembrava che Putin fosse il “riunificatore delle terre russe”. Ma a cosa siamo arrivati? Assalti suicidi, reclutamento ingannevole di contrattisti e molto altro che qualsiasi partecipante alla cosiddetta operazione militare speciale può confermare. Una guerra senza sbocco, con perdite enormi, che può durare ancora 5–10 anni — siete pronti a questo? Nessuno invoca una guerra contro la Russia. Ma ora la guerra viene condotta esclusivamente per i complessi di Putin: noi, cittadini comuni, non ne otteniamo nulla, perdiamo soltanto. 2. Enormi danni all’economia russa e al benessere dei cittadini. Sanzioni, infrastrutture distrutte, perdita di partner commerciali. Anche secondo le statistiche ufficiali si tratta di trilioni di dollari, con cui avremmo potuto costruire città, scuole, ospedali pediatrici, rinnovare completamente i servizi pubblici. Invece si costruiscono soprattutto i palazzi del presidente e dei suoi amici. Anche prima della guerra l’economia aveva problemi: in un paese ricchissimo, decine di milioni di persone sono povere. Qualche milione poverissime! Il potere è arrivato al punto da togliere alle persone persino il bestiame, come è successo recentemente nella regione di Novosibirsk. 3. Soffocamento della libertà di Internet e dei media. Per ironia, nel 2017 fui proprio io a porre a Putin una domanda sul futuro di Internet in Russia durante un forum mediatico del Fronte Popolare Russo. Putin rispose che non avremmo seguito il modello cinese — e ha mentito. Lo stesso Putin non usa Internet, cosa vergognosa per un capo di Stato. Vediamo che Internet mobile non funziona nemmeno nelle grandi città russe. Tutti i social e i messaggi sono bloccati, da settimane, da mesi. Telegram è bloccato all’80%, e dal 01.04 è prevista la chiusura totale. Il sistema è talmente impazzito da soffocare persino Telegram, usato dagli stessi militari. Parallelamente le persone vengono spinte verso un messaggero “nazionale” promosso da Kirienko, venendo private dell’accesso a servizi essenziali come sanità e istruzione. 4. La durata del potere di Putin. Putin ha 74 anni ed è al potere dal 1999, quindi da oltre 26 anni. E, a quanto pare, intende restare sul trono ancora a lungo. Come si sa, il potere assoluto corrompe in modo assoluto — e cosa succede quando è anche senza limiti? Anche una persona moralmente irreprensibile si degraderebbe in tali condizioni. Putin non è sempre stato così: fino al 2003 era difficile criticarlo, per questo molti di noi lo sostenevano. Ma tutto ha un limite. Abbiamo bisogno di un presidente nuovo e moderno. 5. Putin non rispetta i suoi elettori e non vuole ascoltarli. Guardate qualsiasi recente “linea diretta”: è un vero circo! Al presidente non interessano la politica interna né i problemi dei cittadini. Non legge i canali Telegram, non gli importa nulla delle nostre proteste quotidiane. A Putin interessano guerre infinite (alle quali i suoi figli e parenti non partecipano), non libertà e stipendi dignitosi. Dell’opposizione non parlo nemmeno — semplicemente non esiste. Lo stesso Putin per 26 anni ha parlato dell’importanza della critica e dell’opposizione. Ma nominate almeno un deputato o attivista che lo critichi apertamente. Non ce ne sono: chi ha provato è stato dichiarato “agente straniero”, è all’estero o peggio. Putin teme dibattiti e elezioni libere — perché allora sarebbe chiaro che il re è nudo. Conclusione: Vladimir Putin non è più un presidente legittimo. 


 Massimo Biondi.

... non lo sapeva?|? ...

𝐀 𝐬𝐮𝐚 𝐢𝐧𝐬𝐚𝐩𝐮𝐭𝐚 

Il #buongiorno di Giulio Cavalli 


Il 16 dicembre 2024 il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove (Fratelli d'Italia) firma a Biella la costituzione di una srl. Il 50% va a Miriam Caroccia, diciottenne romana, amministratrice unica. Suo padre, Mauro Caroccia, è il prestanome del clan di Michele Senese: condannato in via definitiva con aggravante mafiosa. Non lo sapeva, dice Delmastro. Solo che Caroccia promuoveva il ristorante sui social. Solo che Delmastro ha cenato in quel locale, e Miriam non lo ha riconosciuto: è stato Mauro infatti a presentargli il suo socio, gestendo lui stesso la sala. La parte più istruttiva però è la cronologia. Quando la Corte d'Appello, nel secondo processo, reintroduce l'aggravante mafiosa e condanna Caroccia, Delmastro trasferisce il suo 25% alla G&G Srl, società immobiliare di cui detiene il 100%. Il 19 febbraio 2026 la Cassazione rende definitiva la condanna. Otto giorni dopo la G&G cede tutto. È casuale? Delmastro da parte sua invoca il «rigore etico e morale» che lo contraddistingue e aggiunge la scorta come certificato d'integrità. Sostanzialmente si difende con il curriculum della vittima mentre siede al ministero che sorveglia la cella del padre della sua ex socia. La domanda è una: perché un sottosegretario alla Giustizia, penalista, apre una srl con una diciottenne figlia di un uomo nell'orbita della Dda? La risposta potrebbe essere nell'omissione patrimoniale all'Antitrust e nelle quote girate prima a sé stesso. A quattro giorni dal referendum, il principale sostenitore del Sì è condannato in primo grado per rivelazione di segreto nello stesso ministero in cui lavora. 
La scorta non c’entra un fico secco, quella al massimo attesta una minaccia ricevuta; il rigore etico è tutt’altra cosa.

... niente rinnovo!!! ...

... stamane visita per il rinnovo della mia patente di guida presso la Commissione Medica Locale: NIENTE RINNOVO!! conseguenze: abbandono auto e "buen retiro"!!!