giovedì 2 luglio 2026

... tiro al bersaglio!! ...

Chiariamo subito una cosa: non c’è una sola indagine, inchiesta o dossier che contenga il nome di Giuseppe Conte come indagato per ipotesi di illecito. Niente. Zero. Le volte in cui il presidente è stato sentito dai magistrati ha sempre risposto alle domande e non ne è mai derivata alcuna contestazione nei suoi confronti. Per quanto avversari e detrattori si impegnino, non troverete mai il nome del presidente Conte accostato ad accuse o procedimenti per fatti illeciti. E allora cos’è questa storia della Commissione Covid? Per noi è una provocazione. Un tiro al bersaglio politico. Vogliono mettere Giuseppe Conte al centro di una continua esposizione mediatica, provocarlo, incalzarlo, logorarlo, infangarlo sul piano politico. Sperano così, da un lato, di fargli perdere la calma e, dall’altro, di alimentare un certo consenso tra chi ha costruito in questi anni una narrazione ostile sulla gestione della pandemia. Non vediamo altre ragioni che giustifichino questo accanimento. Per questo pensiamo che la Commissione Covid, così com’è stata impostata e con una maggioranza a guida Fratelli d’Italia, rischi di trasformarsi più in una sceneggiata politica contro il M5S che in uno strumento di approfondimento serio. E il presidente Conte fa bene non solo a ribadire che non teme nessuna audizione, ma anche a tutelarsi nelle sedi opportune contro chi diffonde falsità sul suo conto. E una cosa simile vogliono fare con Scarpinato e De Raho: usare le istituzioni come clava per colpire gli avversari politici. Evidentemente, davanti al nulla cosmico del governo Meloni, si sono dati alla delegittimazione. 

Non hanno capito che la storia e l’integrità di certe persone rendono questi tentativi assolutamente inconsistenti. 

 Barbara Floridia.
Dimissioni storiche alla Vigilanza Rai: l’opposizione se ne va in blocco! Una mossa senza precedenti nella storia repubblicana. Dopo oltre un anno e mezzo di paralisi totale voluta dalla maggioranza, con la destra che boicotta le sedute per puro ricatto politico, la nostra Barbara Floridia, presidente della commissione, ha detto basta: “Non ha più alcun senso presiedere una Commissione ormai svuotata delle proprie funzioni, tenuta artificialmente in vita dalla maggioranza solo per fornire una foglia di fico a decisioni che vengono prese altrove, dal Governo, sulle spalle di milioni di cittadini che ogni anno pagano il canone”. Grazie Barbara per questo gesto di dignità e responsabilità. Hai provato a denunciare, a insistere, a far funzionare la Commissione. Hai dato un segnale forte contro chi impedisce il controllo parlamentare sul servizio pubblico. Il governo Meloni continua a trattare la Rai come una prebenda personale, a svuotare le istituzioni, a rendere impossibile qualsiasi forma di vigilanza democratica. Non bastava trasformare la Rai in TeleMeloni, la destra ora ha pure ucciso la Vigilanza. Vergogna! 

 Marco Croatti.

... 5 anni dopo ...

Quasi 200 miliardi di euro. Negoziati e ottenuti in Europa dal Presidente Conte e dal M5S lottando con le unghie e con i denti. Era la più grande occasione della storia repubblicana: il PNRR doveva garantire asili nido in ogni quartiere per non costringere le donne a scegliere tra lavoro e maternità, Case di comunità per curare gli anziani vicino casa, treni moderni per unire il Nord al Sud e incentivi per la transizione energetica delle imprese. Ma proprio mentre si preparava a gestirlo, il governo Conte fu fatto cadere e il timone passò ad altri. E oggi, quello che doveva rappresentare il nuovo piano Marshall per l'Italia si è tramutato nel peggior fallimento del governo Meloni. Abbiamo perso il treno, e non si tratta dell'ennesimo ritardo alla Salvini: lo abbiamo proprio perso. 5 anni dopo, i progetti conclusi sono solo il 36%: uno su tre. E nonostante ciò, solo grazie al PNRR il Paese non è ancora in recessione. Basta guardare l'Italia di oggi per capire il disastro. Una sanità allo stremo dove quasi 6 milioni di cittadini rinunciano a curarsi per liste d’attesa infinite e le poche Case di comunità restano scatole vuote senza personale. Le infrastrutture al collasso, con un servizio ferroviario regolare appena sei giorni al mese tra guasti e continui disagi, mentre il carovita morde con l'inflazione risalita al 3,2% e gli stipendi fermi al palo. L'industria in ginocchio dopo tre anni di calo della produzione, affossata dalla burocrazia di "Transizione 5.0", trasformata da volano di sviluppo a palude che mette a rischio le imprese. Non hanno semplicemente gestito male i fondi, hanno tradito la missione del PNRR, trasformando la più grande opportunità di rilancio della Repubblica in chiacchiere da campagna elettorale. Hanno scelto di fare propaganda anziché cambiare la vita delle persone e il conto, salatissimo, lo stanno pagando gli italiani. 


 Chiara Appendino.

... paura di perdere!! ...

𝐒𝐞 𝐜𝐚𝐦𝐛𝐢 𝐥𝐞 𝐫𝐞𝐠𝐨𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐯𝐢𝐧𝐜𝐞𝐫𝐞, 𝐞̀ 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐡𝐚𝐢 𝐩𝐚𝐮𝐫𝐚 𝐝𝐢 𝐩𝐞𝐫𝐝𝐞𝐫𝐞 


Il #buongiorno di Giulio Cavalli 


 Cinque milioni e ottocentomila italiani nel 2024 hanno rinunciato a una visita o a un esame, un milione e trecentomila più dell'anno prima: lo certifica l'Istat. Gli stipendi reali, dice l'Ocse, sono gli unici tra i grandi paesi a valere meno di trent'anni fa, sotto del 7,5% rispetto al 2021. Il 1° luglio il Ministero della Salute ha segnato 25 città da bollino rosso per il caldo, mentre il mondo brucia di guerre. E il governo Meloni, in mezzo a tutto questo, ha una sola ossessione: la legge elettorale. Il 26 giugno il testo che le opposizioni chiamano Melonellum è arrivato alla Camera, il voto è slittato al 14 luglio. Ufficialmente per il disagio dei treni della settimana prossima, che è già una confessione: la maggioranza passa le notti nei palazzi a spartirsi la riforma e dà la colpa alle Ferrovie. Dentro la legge non c'è niente che riguardi chi vota. Liste bloccate, nessuna preferenza: gli eletti continuano a sceglierli le segreterie. C'è invece il premio di maggioranza, 70 seggi in più alla Camera e 35 al Senato a chi supera il 42%, e il nome del candidato premier stampato sulla scheda accanto alle liste. Serve a tenersi il potere che si ha. La stampa estera l'ha vista subito. Euronews si è chiesta se Giorgia Meloni stia ridisegnando il sistema per rieleggersi, Politico ha registrato le accuse di un voto inclinato a proprio favore. Un giudizio che qui dentro nessuno pronuncia ad alta voce. Cinque milioni di italiani hanno rinunciato a curarsi. La maggioranza la poltrona se la tiene stretta, e la legge del 14 luglio serve a questo.

... TA 028 ...

... stamane cambio del nostro medico di base presso l'ASL di via Pacchiotti: ora è il Dott. Gallo Alessandro.

mercoledì 1 luglio 2026

... sdegno retrattile! ...

𝐋𝐨 𝐬𝐝𝐞𝐠𝐧𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐋𝐞𝐠𝐚 𝐞̀ 𝐝𝐮𝐫𝐚𝐭𝐨 𝐮𝐧𝐚 𝐦𝐚𝐭𝐭𝐢𝐧𝐚: 𝐩𝐨𝐢 𝐥'𝐚𝐬𝐬𝐚𝐬𝐬𝐢𝐧𝐨 𝐞̀ 𝐫𝐢𝐬𝐮𝐥𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐢𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚𝐧𝐨 


Il #buongiorno di Giulio Cavalli 


 La Lega ha invocato la remigrazione per l'omicidio di un pizzaiolo, poi ha ritirato tutto appena ha scoperto che l'assassino era italiano. È successo a Reggio Emilia. Lunedì sera Raffaele Stipa, 67 anni, titolare della pizzeria Yoghi, è stato accoltellato da un cliente per una pizza non pagata, un debito di una ventina di euro. La sorella Antonella, accorsa a difenderlo, è rimasta ferita. Ieri mattina, quando l'assassino era ancora senza nome, il capogruppo regionale Tommaso Fiazza e la deputata Laura Cavandoli avevano il comunicato pronto: un uomo ucciso "per essersi rifiutato di regalare l'ennesima pizza ad uno straniero", la remigrazione come "strumento concreto di tutela della sicurezza". Poi l'arresto: Andrea Pellati, 43 anni, nato e cresciuto a Reggio, tossicodipendente seguito dai servizi. Italiano. Alle 11.33 la richiesta alle agenzie di annullare le note, "alla luce delle nuove informazioni". Lo sdegno aveva una scadenza, ed è scaduto col passaporto. Se l'indignazione fosse stata per Stipa sarebbe sopravvissuta al nome del colpevole, invece è evaporata con la sua nazionalità: riguardava quella, e quella soltanto. A maggio Salvini aveva  additato lo straniero per l'uomo che a Modena aveva falciato i passanti in auto, salvo scoprire che era italiano. Lì, anziché correggersi, raddoppiò. Chi sbaglia così confessa un metodo: prima la colpa allo straniero, poi semmai i fatti. La remigrazione qui non c'entra, l'assassino è di Reggio come la vittima, e a un uomo fragile e dipendente non si risponde con un tweet. Si scuseranno, certo. Intanto l'odio è già stato consegnato a domicilio.

... doppia puntura!!! ...

... mezz'ora di grandine, il numero dei taxi irraggiungibile, poi finalmente la soluzione di questa suspence di inizio luglio!!

... calendario ...

... non mi spaventa l'impegno, ma chiedo una svolta per noi due!!!