martedì 24 marzo 2026
... cade una testa!! ...
È ufficiale! Ce l’abbiamo fatta!
Andrea Delmastro Delle Vedove si è finalmente dimesso da sottosegretario alla Giustizia.
L’uomo condannato in primo grado per rivelazione di segreto d’ufficio.
L’uomo che risultava socio al 25% di una società con la figlia di Mauro Caroccia, prestanome del clan Senese.
L’uomo che quella società se l’era tenuta nascosta, omettendola dalla dichiarazione patrimoniale obbligatoria alla Camera.
Quest’uomo era il sottosegretario alla Giustizia della Repubblica Italiana.
Alla Giustizia.
Ci sono voluti giorni, un’inchiesta giornalistica, la sconfitta al referendum e una pressione politica insostenibile per ottenere quello che sarebbe dovuto accadere il giorno stesso dello scoop.
Anzi, molto prima. Già dopo la condanna.
Le dimissioni arrivano tardi. Troppo tardi. Ma finalmente sono arrivate.
E adesso aspettiamo Daniela Santanchè.
... cara sinistra ...
Cara sinistra.
Cari tutti i leader della sinistra.
Ed i nomi non li metto non per pigrizia, ma perché in realtà non saprei quali mettere. Non saprei proprio dire chi sia davvero la sinistra.
Anzi, non saprei manco dire chi rappresenti il minimo sindacale, ovvero il centro-sinistra, visto che anche per questo referendum sulla giustizia il funambolo Renzi non aveva dato indicazioni di voto, ed il suo compare Calenda addirittura suggeriva il sì.
Motivo per cui è più importante che mai acchiapparvi tutti per le orecchie.
L'Italia ha detto NO.
Soprattutto i giovani, hanno detto NO.
MA scordatevi che lo abbiano fatto per le vostre belle facce.
Sì, ok, ci avete messo del vostro nello spiegare che questa riforma ci avrebbe spediti dritti dritti nelle mani di Benita ed i suoi gerarchi.
MA quello che è accaduto, in realtà, è che il popolo ha lanciato anche a VOI un messaggio.
Chiaro e forte.
E cioè che la gente l'aveva capito eccome, il quesito. E pure il giochetto.
E vi ha detto che ci tiene eccome, alla democrazia.
Quella democrazia conquistata a lacrime e sangue.
E se lo sa, che è costata lacrime e sangue, è perché lo ha studiato a scuola: la scuola pubblica. È perché è un popolo che la storia trasmessa e testimoniata dai nonni (i 50enni) ed i bisnonni (i 30enni) l'ha capita e la porta ancora nel cuore. Con menzione d'onore per i giovani siciliani, che sull'importanza della giustizia ed i magistrati hanno molto da dire.
Su questa cosa però, cicci belli, non si vive di rendita.
Non potete pensare di stare lì a pettinare le bambole, a giochicchiare con le vostre ventordicimila correnti, di prendervi il voto per diritto divino.
Questa alta affluenza è stata un'affluenza di coscienza. Un'affluenza di emergenza. Un evidente "ok, tocca intervenire a noi. Questi non sono capaci".
Tenetela a mente, questa cosa.
Coltivatela davvero, questa massa risvegliata.
Perché, se non accogliete il segnale, il rischio è che la bomba dei giovani stanchi di sopportare ed aspettare scoppi in faccia a tutti quanti.
lunedì 23 marzo 2026
... tanto rosso!!! ...
Vi presento la nuova mappa aggiornata dell’Italia nel giorno del Referendum Costituzionale.
Una marea rossa di No, dal Sud al Centro, alle isole, fino al Nord ovest e pure pezzi del Nord est, a casa loro.
L’Italia che resiste e dice NO!
❤️🙏🌹
Lorenzo Tosa.
A oltre il 60% delle schede scrutinate, possiamo parafrasare #SandroPertini: "NON CI PRENDONO PIU'!"
Dopo mesi di fango e di una campagna elettorale oscena, gli italiani per la seconda volta in dieci anni hanno dimostrato di non voler essere presi per i fondelli dalla maggioranza di turno, perché la #Costituzione NON SI CAMBIA A COLPI DI MAGGIORANZA E CONTRO QUALCUNO.
Grazie a tutte le compagne e i compagni che in queste settimane si sono impegnate da Nord a Sud per un risultato insperato fino a due mesi fa. Ora il Governo #Meloni la smetta di frignare e inizi davvero a fare qualcosa per far funzionare la giustizia in #Italia, anziché continuare a varare leggi che favoriscono corrotti e mafiosi!
Viva la Costituzione nata dalla Resistenza antifascista!
#qualcosadisinistra
... FUCK MELONI and friends! ...
+ 𝐓𝐨𝐫𝐢𝐧𝐨 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚̀, 𝟔𝟎% 𝐍𝐨 𝐞 𝟒𝟎% S𝐢̀, 𝐬𝐞𝐜𝐨𝐧𝐝𝐨 𝐠𝐥𝐢 𝐄𝐱𝐢𝐭 𝐩𝐨𝐥𝐥 ++
A Torino stravince il No, dicono i primi exit poll: il 60% dei votanti, infatti, avrebbe optato per negare la riforma e solo il 40% per approvarla.
Un dato che è da considerarsi significativo anche in vista delle prossime elezioni comunali, poiché il voto referendario è stato molto politicizzato in campagna elettorale, da entrambi gli schieramenti.
... vince il NO!! ...
Ha vinto il NO, di 8 punti, risultati oltre ogni previsione!
È il momento delle riflessioni.
Ricapitolando.
Il primo dato positivo è l’affluenza, più alta rispetto ad altre occasioni. Questo significa che le persone hanno ancora voglia di partecipare e di confrontarsi sulla politica. E quando la partecipazione cresce, cresce anche la richiesta di contenuti veri, di serietà, di risposte concrete. Non è un caso che queste siano state elezioni fortemente tematiche: un referendum sulla giustizia più che uno scontro tra partiti. Lo dimostra anche il fatto che, all’interno degli stessi schieramenti, non tutti hanno seguito la linea ufficiale. È un segnale chiaro: tutti, nessuno escluso, hanno materia su cui riflettere.
La maggioranza dei votanti si è espressa: il risultato è quindi una chiara e legittima espressione della volontà popolare. Questo è il punto da cui partire, senza scorciatoie e senza interpretazioni di comodo.
Nonostante le spinte e le forzature a favore del “Sì”, ha prevalso il “No”. E questo accade perché il popolo non è composto da burattini da manovrare, ma da persone consapevoli, capaci di scegliere con la propria testa. Persone che vivono tempi, bisogni e priorità spesso diversi da quelli di chi le rappresenta. Ed è proprio qui che la politica dovrebbe interrogarsi: sulla distanza che esiste, ancora oggi, tra chi decide e chi vive le conseguenze di quelle decisioni.
In conclusione, la proposta sulla separazione delle carriere, così com’era strutturata, non ha convinto. Il popolo si è espresso, e la democrazia ha fatto il suo corso. Ora spetta alla politica ascoltare davvero. Ai politici, ma anche ai politicanti.
... Vittoria!!! ...
Ora è ufficiale.
ABBIAMO VINTO!!!!!!!!!!
HA VINTO IL NO!
Con 8 punti percentuali in più!!!!!
Ha vinto, soprattutto, la Costituzione.
Ed è una vittoria storica, epocale, dal valore non calcolabile e che è anche difficile fino in fondo realizzare.
Ha vinto il buon senso della maggioranza degli italiani che non si sono lasciati fregare dall’oscena propaganda della destra-destra di governo sui giuidici, dalla montagna di insulti, fake news, veri e propri agguati.
Ha perso (malamente) Giorgia Meloni, anche se non lo ammetterà mai.
Milioni di italiani hanno capito l’enormità di quello che c’era in gioco e l’importanza di una giustizia libera, autonoma, indipendente, non asservita a nessun potere politico, men che meno un potere che, invece di separare le carriere, voleva cancellare la separazione dei poteri.
Abbiamo vinto TUTTI NOI che per tre mesi abbiamo fatto una campagna elettorale a tappeto nelle piazze, sui social, negli uffici, in radio, in televisione, persino in casa con lo zio leghista.
Quella di oggi, credetemi, è la vittoria più importante degli ultimi 20 anni.
La conferma che gli italiani sono spesso indifferenti, stanchi, impigriti, rassegnati, ma quando osi toccargli la Costituzione con questa violenza mista a dilettantismo, si alzano in piedi, vanno alle urne e la difendono con una matita in mano.
Gli sia lieve il No ai Meloni, ai Nordio, Salvini, Bartolozzi, ai Delmastro, ai Sallusti, ai Bocchino e a tutti i lacché di regime che stanno rosicando in tempo reale a media unificati.
C’è un’Italia molto migliore di come la vorrebbero trasformare.
OGGI È UNA GIORNATA BELLISSIMA e commovente.
Che sia l’inizio di una riscossa politica, civile, morale. Deve esserlo. Non abbiamo più alternative né scuse.
Ha vinto l’Italia! Ha vinto la Costituzione!
Lorenzo Tosa.
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