mercoledì 1 luglio 2026

... sdegno retrattile! ...

𝐋𝐨 𝐬𝐝𝐞𝐠𝐧𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐋𝐞𝐠𝐚 𝐞̀ 𝐝𝐮𝐫𝐚𝐭𝐨 𝐮𝐧𝐚 𝐦𝐚𝐭𝐭𝐢𝐧𝐚: 𝐩𝐨𝐢 𝐥'𝐚𝐬𝐬𝐚𝐬𝐬𝐢𝐧𝐨 𝐞̀ 𝐫𝐢𝐬𝐮𝐥𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐢𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚𝐧𝐨 


Il #buongiorno di Giulio Cavalli 


 La Lega ha invocato la remigrazione per l'omicidio di un pizzaiolo, poi ha ritirato tutto appena ha scoperto che l'assassino era italiano. È successo a Reggio Emilia. Lunedì sera Raffaele Stipa, 67 anni, titolare della pizzeria Yoghi, è stato accoltellato da un cliente per una pizza non pagata, un debito di una ventina di euro. La sorella Antonella, accorsa a difenderlo, è rimasta ferita. Ieri mattina, quando l'assassino era ancora senza nome, il capogruppo regionale Tommaso Fiazza e la deputata Laura Cavandoli avevano il comunicato pronto: un uomo ucciso "per essersi rifiutato di regalare l'ennesima pizza ad uno straniero", la remigrazione come "strumento concreto di tutela della sicurezza". Poi l'arresto: Andrea Pellati, 43 anni, nato e cresciuto a Reggio, tossicodipendente seguito dai servizi. Italiano. Alle 11.33 la richiesta alle agenzie di annullare le note, "alla luce delle nuove informazioni". Lo sdegno aveva una scadenza, ed è scaduto col passaporto. Se l'indignazione fosse stata per Stipa sarebbe sopravvissuta al nome del colpevole, invece è evaporata con la sua nazionalità: riguardava quella, e quella soltanto. A maggio Salvini aveva  additato lo straniero per l'uomo che a Modena aveva falciato i passanti in auto, salvo scoprire che era italiano. Lì, anziché correggersi, raddoppiò. Chi sbaglia così confessa un metodo: prima la colpa allo straniero, poi semmai i fatti. La remigrazione qui non c'entra, l'assassino è di Reggio come la vittima, e a un uomo fragile e dipendente non si risponde con un tweet. Si scuseranno, certo. Intanto l'odio è già stato consegnato a domicilio.

... doppia puntura!!! ...

... calendario ...

... non mi spaventa l'impegno, ma chiedo una svolta per noi due!!!

... LUGLIO ...

... "l'ottimismo della volontà": questo sarà d'ora in poi il mio metodo ... e abbatterò ogni ostacolo!!!

martedì 30 giugno 2026

... fine mese ...

... Grazie bastardo giugno, hai lasciato la tua scia di MERDA ma Luglio la pulirà!!!

... c'ero anch'io!! ...

C’ero anch’io, in quei giorni. Da Sindaca, durante il Covid, ho dovuto fare delle scelte e firmare delle ordinanze. Quindi so bene cosa significava decidere allora: nel buio più totale, contro qualcosa che nessuno al mondo conosceva ancora, con milioni di vite sulle spalle e nessuno che ti dicesse come si fa. Per questo abbiamo il dovere di indignarci e alzare la voce e denunciare lo squallido sciacallaggio costruito dalla destra contro il Movimento 5 Stelle e il Presidente Conte. Da settimane i giornaloni della famiglia Angelucci - sì, quell’Angelucci che si è fatto eleggere con la Lega e che in Parlamento non si presenta mai - agiscono come un megafono della propaganda della destra, rilanciando quasi a penne unificate la stessa narrazione. Lo dipingono come un fuggitivo, riciclano accuse già smentite, parlano di mascherine e ventilatori evocando presunte tangenti. Non è informazione: è un processo mediatico costruito per riscrivere la storia della pandemia e trasformare chi ha governato l’emergenza in un capro espiatorio. Eppure lo sappiamo tutti: quelle accuse, nei procedimenti giudiziari, non hanno trovato conferma e si sono via via sgonfiate fino alle archiviazioni. Ma questo ai giornali di Angelucci e alla destra non interessa. Lo dimostra anche il tentativo della maggioranza, nella Commissione d’inchiesta sul Covid, di escludere dall’analisi proprio le Regioni, che hanno competenza sulla sanità. E guarda a caso le più colpite sono ed erano governate dalla destra. Se davvero cercassero la verità, partirebbero da lì. Invece cercano un bersaglio politico. La verità è che la destra preferisce processare il passato perché è allo sbando e non sa difendere il proprio presente. Mentre il Governo Meloni colleziona fallimenti su sanità, salari, industria e costo della vita, prova a spostare l’attenzione costruendo un nemico. Conte ha retto l'Italia nel momento più buio del Dopoguerra e non si è mai nascosto: ha chiarito davanti ai magistrati, ha risposto pubblicamente decine di volte, si è sempre detto disponibile a essere ascoltato. È facile fare processi a tavolino, anni dopo, con giornali amici a fare da cassa di risonanza. Molto più difficile è assumersi la responsabilità di decidere quando ogni scelta può significare salvare vite umane e quando gli altri - da Meloni a Salvini - sbraitano tutto e il contrario di tutto per raccattare qualche consenso. A chi continua a gettare fango sul M5S, rispondiamo con i fatti, con la verità e con la piena vicinanza al nostro Presidente, Giuseppe Conte. Non un passo indietro. 


 Chiara Appendino.

... lettera aperta ...

Da settimane Fratelli d’Italia cerca di costruire una narrazione falsa sul mio conto, arrivando persino a sostenere che mi sottragga alla Commissione Covid. La verità è esattamente l’opposto. Da quasi due anni chiedo di essere ascoltato e continuo a non ricevere risposta. Per questo oggi ho scritto ai Presidenti delle Camere e pubblico questa lettera, affinché tutti possano conoscere i fatti. 


*** 


Signori Presidenti del Senato e della Camera dei Deputati, 


mi rivolgo a Voi, quali massimi garanti del rispetto dei Regolamenti parlamentari e della correttezza delle procedure, per segnalare che sono ormai quasi due anni da quando, nell’ottobre 2024, ho scritto al presidente della Commissione parlamentare di cui all’oggetto, Marco Lisei, per informarlo della mia disponibilità a essere audito in Commissione nelle forme e nei modi ritenuti congrui. Aggiungo che questa mia disponibilità l’ho riconfermata intervenendo spontaneamente nel corso della quinta seduta della Commissione, tenutasi il 15 ottobre 2024. A questa mia lettera non c’è stata nessuna risposta formale da parte del presidente Lisei, il quale si è solo limitato, nel corso della medesima seduta della Commissione, a valutare genericamente questa possibilità. Da allora non ho mai revocato questa mia disponibilità, alla quale, tuttavia, il presidente Lisei non ha inteso dare alcun seguito concreto. Eppure sono settimane che i suoi colleghi di Fratelli d’Italia che siedono in Commissione, unitamente ai giornali del deputato Angelucci, tentano di screditarmi in tutti i modi, sostenendo anche l’idea che io abbia qualcosa da nascondere e che per questo stia cercando di sottrarmi al confronto in Commissione. Si è così prodotto un paradosso, mio malgrado. Sulle varie questioni su cui vengo attaccato e infamato dai Commissari di Fratelli d’Italia e dai giornalisti a loro vicini ho fornito ampie delucidazioni a mezzo stampa e tv, in molteplici occasioni. Ma non mi è consentito riprodurre queste precisazioni anche in Commissione Covid, considerato che il presidente Lisei preferisce attaccarmi pubblicamente, anche a mezzo video, piuttosto che acconsentire alla mia richiesta formale. Sono pertanto costretto a rimettermi ai Vostri poteri, anche solo di moral suasion, per chiederVi di intercedere con il presidente della Commissione affinché possa essere audito al più presto, concordando la prima data utile. Questa mia richiesta - mi par di capire - costituisce un “precedente” che non ha riscontri nella prassi parlamentare, tanto che agenzie di stampa, nei giorni scorsi, hanno riferito (riportando “fonti delle Presidenze delle Camere”) di una qualche incertezza per quel che riguarda l’an e il modus procedendi riguardanti la mia audizione. Tali fonti ipotizzavano la necessità di interrogare le Giunte per il regolamento, al fine di superare eventuali perplessità e di definire le modalità di questo passaggio. Ora, però, siccome tengo in massima considerazione la tutela delle Istituzioni e la piena correttezza delle procedure parlamentari, vorrei evitare che gli attacchi strumentali di Fratelli d’Italia nei miei confronti possano arrivare a coinvolgere anche le Giunte del Regolamento, che, peraltro, mi risultano a tutt’oggi non ancora convocate. E allora provo a semplificare il passaggio procedurale, dichiarando con la presente che, non appena conosciute le modalità con cui avverrà la mia libera audizione e una volta concordata la data in cui mi sarà consentito presentarmi, farò pervenire, immediatamente prima dell’audizione, le mie dimissioni da Componente della Commissione. Mi rivolgo, tuttavia, al Presidente della mia Camera di appartenenza, Lorenzo Fontana, al quale spetta il compito di assicurare che ciascun Deputato sia posto nella condizione di poter esercitare i propri diritti e di osservare i propri doveri: non intendo affatto rinunciare, una volta completata l’audizione, al mio ruolo di Componente della Commissione, per cui chiedo a Lui di farsi garante sin d’ora affinché non siano frapposti ostacoli al mio tempestivo reinsediamento in Commissione. Un’ultima considerazione. Come a Voi noto, i Capigruppo delle opposizioni Vi hanno scritto ben due lettere, con le quali hanno denunciato la faziosa e illegittima conduzione dei lavori della Commissione ad opera del presidente Lisei, il quale, da ultimo, ha violato ogni regola, costituzionale e parlamentare, a garanzia dei procedimenti, consentendo a consulenti della Commissione, indicati peraltro da lui e dalla sua parte politica, di procedere ad acquisire prove testimoniali in totale segretezza, in un Commissariato di polizia, senza che i rappresentanti dell’opposizione fossero informati e potessero presenziare agli interrogatori. Questo è stato l’ennesimo strappo procedurale, che ha fatto traboccare un vaso già colmo di violazioni e scorrettezze, e che ha spinto i Capigruppo delle opposizioni a invocare congiuntamente, con le due lettere sopra richiamate, le dimissioni del presidente Lisei. Mi preme precisare che con la presente lettera, con la quale chiedo di essere audito, non viene affatto meno questa richiesta di dimissioni del presidente Lisei. Confido, infatti, che la mia libera audizione si possa tenere davanti a un Presidente di Commissione imparziale e rispettoso delle regole. Pur tuttavia, se questo non dovesse avvenire, non posso rimanere oltre ostaggio di una campagna denigratoria che, prima ancora che indirizzata a colpire la mia persona e il mio operato, svilisce le Istituzioni parlamentari piegandole agli interessi di parte di coloro che, già durante l’emergenza pandemica, in una fase storica così tragica e senza precedenti per la vita del Paese, hanno dimostrato di avere a cuore la più becera e sterile propaganda piuttosto che l’interesse degli Italiani. 

Cordiali saluti, 

Giuseppe Conte