venerdì 17 luglio 2026

... VERGOGNA!!! ...

🛑 FINITA LA RECITA: IL FALLIMENTO DI UN SISTEMA E LA VERGOGNA DI UNA CLASSE POLITICA 


Ci siamo. La Procura di Milano ha messo nero su bianco quello che in tanti sospettavano da tempo: l’indagine sul "sistema Santanchè" è ufficialmente chiusa. Non stiamo parlando di voci di corridoio, ma della notifica dell'avviso di conclusione delle indagini preliminari (il cosiddetto 415-bis) che inchioda Daniela Santanchè e altri 15 soggetti alle proprie responsabilità. E il quadro che emerge è devastante. COSA HANNO COMBINATO: IL DISASTRO SOCIETARIO Al centro di questo crac non c'è stata una sfortunata gestione imprenditoriale, ma un susseguirsi di manovre su Ki Group, Ki Group Holding, Bioera e Umbria Srl. Le accuse sono pesanti come macigni: bancarotta, falso in bilancio e truffa aggravata ai danni dello Stato. In pratica, si contesta l’aver portato al fallimento delle società lasciando dietro di sé una scia di debiti e ombre inquietanti. IL CUORE DELLA TRUFFA: LA CASSA INTEGRAZIONE E I PRESTITI Il punto più basso, quello che fa più rabbia, è l'accusa di truffa aggravata ai danni dello Stato. Gli inquirenti hanno puntato il faro sulla gestione della Cassa Integrazione in deroga durante il periodo Covid. L’accusa parla di lavoratori che avrebbero continuato a lavorare mentre l’azienda chiedeva (e otteneva) il sussidio pubblico. Invece di tutelare i dipendenti in un momento di crisi nazionale, si è preferito intascare soldi pubblici. Non basta: sotto la lente c'è anche il sistema di finanziamenti ottenuti, in particolare quelli erogati da Banca Progetto, che sarebbero stati ottenuti – secondo l'accusa – attraverso pratiche opache. COSA SUCCEDERÀ ORA: IL PROCESSO Questa notifica non è un dettaglio burocratico, è il segnale che la Procura ha raccolto elementi solidi. Ora gli indagati hanno un tempo limitato per tentare di difendersi o chiedere di essere interrogati. Ma la strada è segnata: il prossimo passo sarà, con ogni probabilità, la richiesta di rinvio a giudizio. A quel punto, toccherà a un GUP decidere se ci sono abbastanza prove per celebrare un processo pubblico. LA VERGOGNA DI CHI COMANDA Vedere chi ha ricoperto la carica di Ministro della Repubblica coinvolto in un'inchiesta di tale portata – dove si parla di distrazione di fondi, fallimenti pilotati e truffe sui sussidi – è uno schiaffo a tutti i cittadini onesti. È la dimostrazione plastica di un modo di fare politica e impresa dove il "bene comune" è solo una parola vuota usata per nascondere interessi personali. La politica dovrebbe essere sacrificio e servizio. Qui abbiamo visto solo il contrario: l'uso del potere e della posizione per salvare le proprie aziende dal naufragio, incuranti del danno causato alla collettività. Non c'è giustificazione che tenga. La legge ora farà il suo corso, ma il giudizio morale, per chi si è comportato così, è già stato emesso da tempo.

... ancora su Roggero! ...

Mi spiegate una cosa? Se uno entra nel tuo negozio con una pistola e un coltello, tu hai il tempo di chiedergli se la pistola è vera o è un giocattolo? Hai il tempo di ragionare, di guardare, di verificare? Oppure reagisci con la paura di morire? Perché è questo il punto. Oggi si discute se Mario Roggero abbia reagito qualche secondo prima o qualche secondo dopo. Si misura il tempo. Si ricostruiscono i movimenti. Si stabilisce il momento esatto in cui il pericolo sarebbe finito. Ma chi ha vissuto anche solo un istante di terrore sa che la paura non si spegne quando parte il cronometro. La paura non ha un interruttore. Il terrore non guarda l’orologio. È facile stabilire, anni dopo, che il pericolo era finito. Molto meno facile è spiegare a chi si è visto puntare una pistola e un coltello addosso e che ha visto minacciare i propri familiari, in quale preciso secondo avrebbe dovuto smettere di avere paura. Quattordici anni e nove mesi. E le famiglie dei ladri risarcite. A me questa sentenza lascia addosso una sensazione terribile. Perché temo che il messaggio che passa sia che, se ti trovi davanti dei criminali, devi sperare che vada tutto bene. Perché se sopravvivi, potrebbe iniziare un altro incubo. Una persona per bene non dovrebbe mai avere paura dei criminali e nemmeno di ciò che potrebbe accadergli dopo averli affrontati. 

#MarioRoggero #Sicurezza #LegittimaDifesa #Giustizia #Commercianti #Italia 


 Marco Della Pietra.

... mandato a ripasso!! ...

𝐈𝐥 𝐦𝐢𝐧𝐢𝐬𝐭𝐫𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐆𝐢𝐮𝐬𝐭𝐢𝐳𝐢𝐚 𝐦𝐚𝐧𝐝𝐚𝐭𝐨 𝐚 𝐫𝐢𝐩𝐚𝐬𝐬𝐨 𝐝𝐢 𝐂𝐨𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 


Il #buongiorno di Giulio Cavalli 


 Le telecamere della gioielleria hanno ripreso tutto, e chi in queste ore trasforma Mario Roggero nel santino del giustiziere fai da te quei fotogrammi li ha saltati. Il 15 luglio 2026 la Cassazione ha reso definitiva la condanna a 14 anni e 9 mesi, come già la Corte d'assise d'appello di Torino, che nelle motivazioni aveva scritto una frase sola: l'azione aggressiva dei rapinatori era "totalmente conclusa". Erano in fuga verso l'auto, e lui è uscito con il revolver. Era esasperato, dicono. Nel 2005 una condanna per minaccia, per aver mostrato la pistola al fidanzato di una delle figlie, gli era già costata il porto d'armi. Chissà se anche l'esasperazione di quella sera meritava una pallottola e un morto. Sopra Roggero, però, c'è tutto il resto. Carlo Nordio ha aperto l'istruttoria per la grazia e Sergio Mattarella lo ha convocato al Quirinale per puntualizzargli i limiti delle sue attribuzioni: la grazia la Costituzione la riserva al capo dello Stato, e lo ha confermato la Corte costituzionale con la sentenza 200 del 2006. Un ministro della Giustizia mandato a ripasso di Costituzione dal Colle. Del resto era già successo nell'aprile scorso, quando il governo ha corretto in corsa il decreto sicurezza con un secondo decreto e l'ha blindato con la fiducia dopo i rilievi del Quirinale. Ed è successo il 9 ottobre 2025, quando la Camera ha negato l'autorizzazione a procedere sul caso Almasri e Nordio ha parlato dello "strazio" del diritto compiuto dal Tribunale dei ministri. Dilettanti allo sbaraglio ma pericolosi, che l'autoritarismo lo indossano perfino per fame di propaganda. Le telecamere restano lì. 

Sono i ministri a guardare altrove. E noi esasperati, ma senza pistola, che ce li dobbiamo sorbire.

giovedì 16 luglio 2026

... trasmigratori! ...

Insegnamo un pó di storia ai fascistelli che inneggiano al Duce. C'è un paradosso che vale la pena ricordare. Nel 1935 Benito Mussolini celebrava gli italiani definendoli: Un popolo di poeti, di artisti, di eroi, di santi, di pensatori, di scienziati, di navigatori, di Trasmigratori ». Quel termine, TRASMIGRATORI, non era casuale: riconosceva una caratteristica storica dell'Italia, quella di un popolo che, per secoli, è emigrato in ogni parte del mondo in cerca di lavoro, dignità e futuro. Milioni di italiani sono stati accolti, con difficoltà e spesso subendo discriminazioni, in Europa, nelle Americhe e in Australia. Oggi, invece, molti di coloro che si richiamano al fascismo o ne rivendicano simboli e idee sostengono la remigrazione , cioè l'espulsione o il rimpatrio forzato di immigrati e, in alcune versioni del concetto, anche di persone nate e cresciute in Europa ma considerate "non appartenenti" per origine. Fa riflettere che gli stessi che si richiamano a quella tradizione politica sembrino dimenticare una parola incisa persino sul Palazzo della Civiltà Italiana: trasmigratori. La storia dell'Italia è anche una storia di emigrazione. Ricordarlo non significa negare il diritto di discutere le politiche migratorie di oggi, ma evitare di cancellare ciò che siamo stati. 

Comitato di cittadini attivi e democratici in difesa della Costituzione 

 Vincenzo San.

... Meloni!! ...

Furbizia tanta, statura da statista poca: Meloni doveva dimettersi un minuto dopo il referendum. Invece sceglie un anno di agonia, a fare la babysitter di una maggioranza a pezzi e di un governo disoccupato.

... Mario Roggero ...

Caso Mario Roggero: se la pancia sostituisce il cervello, vince l'ignoranza. 


La storia è triste e terribile da qualsiasi parte la si guardi. È tutto sbagliato in un mondo sbagliato. Non sono un buonista, anche io vorrei vedere chi delinque pagare per il suo reato. Siamo nel 2026 e non nel medioevo e usare la testa sarebbe il minimo sindacale per un essere umano che ragiona. La storia è triste e terribile. Ma purtroppo non esistono leggi al mondo che possano fermare la delinquenza, un esempio è che dove esiste la pena di morte non si è MAI verificata una diminuzione dei reati. Mai. Questo per spiegare che non c’è modo per evitare che ci siano delinquenti, nessuna legge più dura, nessuna, neanche le dittature ci son riuscite anche perché spesso i delinquenti sono quelli che portano alla dittatura. Forse eliminando la povertà si potrebbe raggiungere una discreta diminuzione dei reati, tema complesso, ma probabilmente esisterebbero lo stesso perché l’essere umano è meravigliosamente e terribilmente pieno di sfumature diverse nel suo modo di ragionare e di percepire il vivere in una società. Poi. Andiamo sul concreto. La legge italiana (Art. 52 c.p.) tutela la legittima difesa solo quando c'è un pericolo attuale e imminente per l'incolumità fisica propria o altrui. Se Roggero avesse sparato all’interno della gioielleria avrebbe usufruito della legittima difesa perché lui e i familiari erano in pericolo. I giudici hanno accertato che i colpi sono stati esplosi all'esterno del negozio, quando la rapina era ormai terminata e i malviventi stavano scappando a bordo di un'auto. Il principio della legge è questo: Se il pericolo è passato, sparare non serve più a "difendersi", ma diventa una punizione privata. In una democrazia moderna i cittadini non possono farsi giustizia da soli come nel far west. E c’è un motivo preciso. Se ogni cittadino potesse inseguire e uccidere chi commette un reato o (attenzione!) un presunto reato, sarebbe il caos. Altro esempio: Mi vedo con uno per valutare la vendita della mia attrezzatura fotografica, ma siccome mi sta sulle palle lo accoppo… e poi dico che mi ha minacciato e me la voleva rubare. 🤷🏼‍♂️ Quali prove ci sono per dire che non è andata così? Ho pure dei testimoni (mie amici). Se sdoganiamo questa possibilità di omicidio pensate a quante vendette private partirebbero!! Il rischio è arrivare all’anarchia totale. Permettere la reazione armata durante una fuga trasformerebbe le strade pubbliche in campi di battaglia. Inoltre un conflitto a fuoco in mezzo alla strada o un inseguimento armato mette a rischio anche eventuali passanti, vicini di casa o automobilisti del tutto innocenti. Se venisse colpito un passante? Come la risolviamo? - “eh ci spiace ma sai, stava inseguendo dei rapinatori!”… Se permetti questo tipo di giustizia devi anche prevedere cosa potrebbe accadere in mille altre situazioni a effetto domino. Senza regole rigide, imperfette ma rigide, chiunque potrebbe sparare a un sospettato basandosi su un malinteso, degenerando in una spirale di violenza incontrollabile. Inoltre la morte di chi commette reato non è una pena prevista dal nostro ordinamento, nemmeno per i reati più gravi, e tantomeno può essere decretata sul momento da un privato cittadino. I rapinatori devono essere catturati, processati e condannati a scontare la galera, non giustiziati sul marciapiede. Quindi… pur rendendomi conto che essere rapinati così è una ingiustizia terribile brutale è assolutamente inaccettabile e pur capendo che faccia uscire fuori di testa dalla rabbia… non si può permettere la giustizia privata in quel modo! Uscire e sparare a chi scappa. Per un momento l’idea soddisfa la pancia. Hai sbagliato hai rischiato e vaff te la sei cercata! Se si accetta che queste cose si possano fare allora non c’è più un confine e visto che gli esseri umani non sono divisi in buoni e cattivi riconoscibili avverrebbero giustizie private mascherate da legittima difesa… basta che uno ti stia sui maroni… e pam!!! - ”signor giudice mi ha aggredito… mi stava rapinando … “ - ok, capisco, può andare. Non c’è possibilità di trovare la giusta posizione, ma non si può liberare la giustizia privata. È terribile ed ingiusto, è vero. Ma al momento … o viviamo in uno stato democratico con leggi imperfette ma che ci permettono di regolare in qualche modo la vita dei cittadini o sennò i due estremi sono o la dittatura dove nessuno ha più libertà di nessun tipo oppure anarchia totale. Tra le tre… quella più percorribile è la via di mezzo, seppur imperfetta. Seppur la si senta ingiusta. Il problema siamo noi. Alla fine, se ci guardiamo in faccia, il problema siamo tutti noi. Tutti noi che accettiamo un mondo consumistico, dove chi è più ricco è più figo, dove il denaro è potere. Abbiamo messo in piedi questo mondo marcio dove esistono multimiliardari che applaudiamo e guardiamo con stima ed esistono disgraziati che non hanno da mangiare, non possono neanche curarsi. Accettiamo che avvengano guerre nel nome di una religione o di un sacro diritto e stiamo a guardare bambini morire. La vera vergogna siamo noi, ma il loop in cui ci siamo ficcati è troppo grande. E quindi ci sfoghiamo con il tifo da stadio, pensando che esistano davvero i "buoni" e i "cattivi", ma la linea è così sottile che non c’è certezza vera. Quando non riusciamo a cambiare le grandi ingiustizie del mondo, riversiamo la nostra rabbia sulla cronaca nera, pretendendo risposte facili a problemi enormi. Ma la giustizia non è una partita di calcio. Aggiungo: Nel 2005, in seguito a un forte litigio, Roggero si era presentato a casa dell'allora fidanzato della figlia e, impugnando una pistola, aveva minacciato il ragazzo e i suoi genitori. Tanto per capire il personaggio che tuttora continua a vantarsi di quello che ha fatto. 

#giustizia #marioroggero #statodidiritto #legittimadifesa 


 Paolo Ranzani.

mercoledì 15 luglio 2026

... il "porta sfiga"!! ...

Lo chiamavano : Sentenza 

Con il post di Salvini, non aveva più scampo! 

Confermata la sentenza d’appello con una pena di 14 anni e 9 mesi. 
Il colpo era avvenuto a Grinzane Cavour