mercoledì 20 maggio 2026

... da Obama e Biden in poi ...

PERO' TUTTO E' COMINCIATO CON BIDEN ( e OBAMA ) 

Proprio così, non è un dettaglio da poco. Serve a capire tante cose, Trump sta solo proseguendo una linea che è stata tracciata dai due democratici che l'hanno preceduto. Mi piace partire da Joe Biden perchè il tema è più attuale . C'è qualcuno che pensa che gli americani non sapessero nulla del 7 ottobre 2023 ? Se c'è , è un ingenuo . Ma aggiungo, l'ingenuità soltanto può farci credere che non sapessero nulla neppure le cancellerie europee, nonostante la loro modesta levatura. Insomma, qualcuno può pensare che l'imponente flotta americana si trovasse nel Mediterraneo e nel Mar Rosso pochi giorni prima dell'attacco di Hamas, così per caso ? Suvvia, hanno spostato quasi 30/40.000 soldati , hanno portato per la prima volta la più grande portaerei mai costruita, la Gerald Ford nei nostri mari , per turismo ? Ad essere sinceri, ne fecero di turismo, dovevano ingannare il tempo no ? I 4500 imbarcati su quella nave, insieme alla sua scorta ( altre 6/7 navi da guerra + un sottomarino nucleare ) hanno svernato in Italia per una decina di giorni. La Ford addirittura arrivò sino a Trieste, poi a Venezia. Più di una settimana a fare shopping e ingozzarsi di cibo italiano. Il TG3 sale sulla Ford, intervista l'immancabile oriundo italiano, poi il capitano al quale chiede perchè si trovano lì, ci sono esercitazioni , soli o con la Nato ? La risposta è no, non c'è alcuna esercitazione. E allora perchè siete qui ? La risposta è illuminante : "siamo qui perchè la sola nostra presenza garantisce la democrazia" ( testuale ). Poi il 26 settembre, piano piano, la Ford e tutto il suo codazzo bellico, scendono dall'Adriatico , ai primi di ottobre non visitano più niente, ci sono le isole greche, la Grecia, niente, il turismo è stato solo in Italia. Il 7 ottobre sono tutti pronti. Quindi è credibile che i governi europei, non si siano interrogati su questa massiccia presenza militare americana nel Mediterraneo ? Ci sono state nel passato altre vacanze premio per così tanti soldati e tantissime navi da guerra ? Certo che no. Quindi o pensiamo che siano tutti imbecilli oppure anche loro conoscevano le vere ragioni. Infatti sapevano, abbiamo conosciuto l'omertà europea nella migliore delle ipotesi, ma il sospetto della complicità è legittimo, se giudichiamo i comportamenti successivi dell'Europa. Quindi : l'amministrazione "democratica" di Joe Biden era perfettamente al corrente del piano, a cominciare dell'attentato. La storiella che Hamas ha colto tutti di sorpresa ormai non la si può dare da bere a nessuno. Tutti sapevano tutto il 7 ottobre 2023. Tranne noi comuni mortali, sparsi sul Pianeta. Eppure questo piano , studiato alla perfezione , una cosa non aveva previsto : la reazione popolare mondiale. Non mi dilungo qui sulle ragioni profonde che hanno spinto USA ed Israele a fare quel che hanno iniziato quel giorno e che ancora continua con Trump. A me interessa guardare al tutto con occhiali veri . Tutta la narrazione occidentale sull'attentato, alla luce di una semplice analisi dei fatti, appare come un castello di carta, è sotto gli occhi di tutti quindi , non di defaillance della sicurezza israeliana dobbiamo parlare, ma di un piano perfetto , che è andato in porto, è servito a mettere in atto lo sterminio,la distruzione della Striscia di Gaza , il genocidio. Il secondo step era la deportazione totale dei palestinesi. Questo andava di pari passo con l'attacco americano all'Iran. Scusate ma mica gli americani hanno spostato lì una flotta " capace di distruggere l'intero Medio Oriente " ( Sole 24 Ore ) per i tunnel di Hamas ? Solo uno scemo può bersi una minchiata come questa. L'obiettivo era l'Iran. Questo attacco all'Iran non c'è stato. La domanda seria da farsi è perchè ? Perchè gli USA , dopo aver concordato tutto con Netanyahu, si sono poi fermati ? Così come è fallito il piano di deportazione. Quando io, solo un paio di giorni dopo, ho cominciato a fare post sostenendo che questo fosse l'obiettivo israeliano, il NYT non aveva pubblicato il piano dei servizi segreti israeliani, consegnato al loro infame governo. La guerra attuale tra Netanyahu e il giornale americano, risale al 2023, quel rapporto , pubblicato senza commento, per intero, svelava al Mondo , il senso dell'attentato. Che diceva ? Il governo israeliano commissiona il rapporto ai propri servizi, la domanda è una sola : come si possono deportare da Gaza 2,5 milioni di palestinesi ? La domanda non è se, ma come. La risposta è corposa, mica poche paginette. In gran parte l'abbiamo vista, e il povero popolo palestinese l'ha vissuta sulla propria pelle. Dicevano, possiamo spostarli, piano, piano dal Nord di Gaza al centro, poi dal Centro verso il Sud, TUTTI. Dobbiamo ammassarli tutti a ridosso di Rafah ( il valico con l'Egitto ). Questo è tecnicamentr possibile, nessun problema, dicevano queste belve, che parlavano di numeri e non di persone in carne e ossa. Poi , dicono, abbiamo un problema : l'Egitto non li fa passare. Questa parte dell'Egitto è la più interessante, a mio avviso , di quel rapporto. Loro dicono : abbiamo tentato di convincerli , dicendo che noi ci assumiamo l'onere finanziario di costruire delle case nel deserto per i gazawi. Non hanno accettato. Abbiamo proposto loro di cancellare tutti i debiti che hanno con noi. Niente. Abbiamo offerto loro forniture a prezzo speciale di GAS ( quello rubato a libanesi e palestinesi ) , ci hanno detto che non hanno che farsene visto che loro ce l'hanno e lo esportano pure (vero ). E qui arriva la bomba : "forse potremmo convincerli con l'azzeramento dei debiti con la UE ". Cioè, cosa spinge i servizi israeliani a parlare di cose che riguardano la Comunità Europea? Cosa fa pensare loro di poter offrire l'azzeramento dei debiti egiziani ( non erano biscottini ) con la UE ? Era questo il lavoro sporco di cui parlerà Merz ? Certo è che durante il massacro a Gaza, la Ursula farà diversi viaggi al Cairo e solo al Cairo. Perchè ? La prima volta ci va con Borrell, ma la seconda, alla vigilia delle elezioni europee, ci va da sola. Incontra Al Sisi e tirano fuori uno strano comunicato, dove la nostra signora dice di essere contraria " alla deportazione forzosa dei palestinesi da Gaza ". Le parole sono importanti, il senso sta tutto nel FORZOSA . E' un ossimoro, come dire che sei contraria ad un assassinio violento. Evidentemente, ciò che la Ursula ha offerto al dittatore egiziano non è stato sufficiente, l'Egitto ha alzato un bel muro e portato al valico di Rafah carri armati e soldati. La deportazione violenta non è avvenuta. Il governo israeliano cerca da mesi di spingere "volontariamente" quanti più palestinesi ad uscire da Rafah, per ottenere questo deve continuare a bombandarli ( nonostante la tregua ) ed affamarli. Comunque questa parte del piano non è andata come si sperava. Resta da capire lo stop americano, nessun attacco all'Iran, la Ford e compagnia navale tornano , lemme lemme a casa, senza aver sparato un colpo. Io non ho tutte le risposte, mi piace pensare che Biden ha tirato i remi in barca perchè una cosa non avevano previsto : la reazione imponente della gente in tutto il Mondo, cominciata proprio negli States e addirittura guidata dalla fortissima comunità ebraica americana. L'attentato di Hamas , con la ferocia mostrata, gli ostaggi, doveva secondo le loro intenzioni assicurare un sostegno necessario alle vergogne che avremmo visto. Invece è avvenuto il contrario. Ecco, a me piace pensare questo, anche perchè, fateci caso, ovunque , è partito di pari passo l'attacco a questo movimento , bollato come pro-pal ( non è una bella definizione questo pro-pal ) , addirittura qualcuno che si dichiara di sinistra, anche in Israele, ha detto di sentirsi tradito dai "liberals" progressisti di tutto il Mondo. E' così, non se l'aspettavano questi milioni di uomini e donne, nelle piazze del Mondo, sino agli angoli più remoti della Terra. Non ci hanno visto arrivare. Se è andata così, bisogna continuare . 
 

 Pompeo Benincasa.

... la "vera" Sinistra!! ...

«Ho letto il post che hai scritto qualche giorno fa» mi dice il collega mentre si alza dal lettino dopo essere stato visitato. E lo dice con la faccia di uno che sta per consegnarti una diagnosi grave. «Eh?» gli rispondo, preso alla sprovvista, mentre già mentalmente cercavo di ricordare quale post fosse. «Quello che parla della Flotilla bloccata dagli israeliani in navigazione verso Gaza» dice cantilenando un poco. «Quelli che usano la traghettata (ha detto proprio così) come provocazione politica per avere più visibilità». E poi tace. Ma non è un silenzio normale. È il silenzio di chi ha appena appoggiato sul tavolo una bomba a mano e aspetta di vedere se esplode. «E quindi?» chiedo io, facendo assumere alla testa una posa obliqua di curiosità, come fa un entomologo davanti a un insetto raro. Lui mi guarda con un sorriso un po’ troppo sarcastico e dice: «Ma allora sei veramente di sinistra». Ora, detto così, “essere di sinistra” sembra quasi una malattia rara e potenzialmente letale. Una cosa che si prende a leggere troppi libri o ad ascoltare il lamento degli ultimi. Confesso che per un attimo sono rimasto sorpreso. Ma non dalla frase in sé, quanto dal contesto. Perché ormai nel nostro bellissimo campionato dell’imbarbarimento civile, se mostri mezzo grammo di empatia verso qualcuno che soffre, subito ti appiccicano addosso un’etichetta come si fa coi barattoli della marmellata. Hai pena per chi muore in mare? Sei di sinistra. Soffri a vedere un vecchio che cerca nei cassonetti roba da mangiare? Sei sinistra. Pensi che portare cibo e farmaci ad una popolazione indifesa e violentata nel diritto alla vita sia un’azione legittima prima che morale ? Sei un pericoloso estremista bolscevico. Mancava solo che mi chiedesse se custodivo un poster di Che Guevara dietro l’elettrocardiografo. Avrei potuto dirgli che se provo vergogna quando vedo un bambino chiedere l’elemosina invece di andare a scuola, se sto male e mi sento sconfitto quando vedo cento persone stremate su una barca alla deriva in mezzo al mare, se penso che una madre che piange perché non ha niente da dare ai suoi figli sia una ferita aperta sul volto dell’umanità, allora sì, forse sono di sinistra. Avrei potuto dirgli che certe cose non dovrebbero nemmeno avere un colore politico. Che la pietà non è un programma elettorale. Che il dolore umano non dovrebbe diventare una partita di calcetto tra tifoserie idiote. Avrei potuto dirgli tante cose. Ma non gliele ho dette. E per un attimo mi sono veramente sentito in colpa per non averlo fatto. Perché uno pensa sempre che il dialogo serva, che spiegarsi abbia senso, che da qualche parte ci sia ancora un ponte possibile tra esseri umani. Poi però ho guardato la sua espressione. Quella faccia soddisfatta di chi non voleva capire, ma solo catalogarti, metterti dentro una casella e chiudere il cassetto. E allora ho pensato: ma perché dovrei giustificarmi? E soprattutto perché dovrei condividere i miei sentimenti con chi considera la compassione una debolezza da sfigati? E mentre lo pensavo, iniziava a formarsi nel mio cervello una frase di quel politicamente scorretto che è Woody Allen: «Il vantaggio di essere intelligenti è che si può sempre fare il cretino, mentre il contrario è del tutto impossibile». E allora sono metaforicamente sceso di almeno un paio di gradini sulla scala dell’imbarbarimento morale per portarmi al suo livello, e col sorriso più falso che potessi trovare gli ho risposto: «Hai ragione. Non sono di sinistra…» E lui, fraintendendo in pieno, mi dice ammiccando: «Ecco, infatti, mi sembrava strano…» «Sono proprio comunista. Di quelli duri. Di quelli che mangiano i bambini». Mi ha guardato sgranando gli occhi, poi ha scosso la testa ed è uscito senza salutare. 


 Giuseppe Pellizzeri.

... la "vera" Destra!! ...

𝐋𝐚 𝐝𝐞𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐞̀ 𝐜𝐨𝐫𝐭𝐞𝐬𝐞 𝐟𝐢𝐧𝐜𝐡𝐞́ 𝐥𝐚 𝐠𝐮𝐚𝐫𝐝𝐢. 𝐋𝐚𝐬𝐜𝐢𝐚𝐭𝐞𝐥𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐥𝐚𝐫𝐞 𝐢𝐧 𝐮𝐧 𝐩𝐢𝐜𝐜𝐨𝐥𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐞 


Il #buongiorno di Giulio Cavalli 

 A Mantova, il 3 maggio, l'aperitivo elettorale per il candidato consigliere comunale di Fratelli d'Italia Luca Viani dura abbastanza perché qualcuno, lì accanto, accenda il telefono. Un volume alto, una casa privata sul lago, e l'audio che Fanpage.it pubblica oggi: Ivan Sogari, vicepresidente del comitato Remigrazione e riconquista, parla di «sterminare il germe del comunismo» e aggiunge che si sostiene il candidato «non perché a noi ci interessa la vil politica della democrazia», ma per «portare qualcuno che la pensa come noi all'interno dei palazzi». Prima cori di «Sieg Heil!» e insulti antisemiti, poi un «Ivan, mein Fuhrer!» fra gli applausi. Il meccanismo si ripete a ogni giro. Finché credono di parlare in pubblico, alla destra escono le parole misurate: libertà di espressione, sicurezza, decoro. Quando si sentono in casa, in un piccolo comune al voto il 24 e 25 maggio, dove pensano che nessuno trascriva, dicono la cosa per come la pensano davvero. La democrazia è la «vil politica» da usare per occupare le stanze, gli altri sono il «germe» da bonificare. Bastava lasciarli finire la grigliata. Il giorno dopo, sui social di Viani, resta il discorso ufficiale, quello istituzionale. La traduzione per il pubblico arriva sempre dopo lo sfogo, mai prima. E vale ricordarlo: a gennaio, alla Camera, era stata bloccata la conferenza dello stesso comitato sulla remigrazione, e Matteo Salvini parlò di metodo «non democratico», Roberto Vannacci di democrazia «morta». 
La democrazia gli interessa quando li ospita. Quando devono dire cosa ne pensano davvero, l'hanno appena detto a Mantova. 


 In foto Wikiart, Ave Maria, Maurizio Cattelan (2007)

martedì 19 maggio 2026

... l'indifferenza!!! ...

L'INDIFFERENZA "UCCIDE" DUE VOLTE. 


La prima forma di indifferenza da condannare è senza dubbio quella del barista che vigliaccamente ha negato rifugio a Sako Bakary in fuga dai suoi assassini. La seconda occasione, in cui l'indifferenza si è avvertita in modo pesante, è quella della latitanza in piazza delle istituzioni locali e nazionali. Contrariamente da Modena infatti, non sono state accanto ai cittadini di Taranto scesi in piazza, né sono andate ad incontrare i famigliari della vittima e la comunità africana cittadina sconvolta dall'omicidio. Spero che si presenteranno ai funerali per porre rimedio a questa grave assenza, per non lasciare spazio al sospetto che la morte di un lavoratore africano per mano di cinque italiani sia "solo" un fatto di cronaca nera e non il segno di una deriva culturale violenta e razzista. Un fenomeno crescente da contrastare a volte anche attraverso la presenza fisica delle Istutuzioni, perché anche i simboli hanno grande importanza in una battaglia di civiltà come questa, che è prima di tutto culturale. Una consapevolezza che sembra ancora mancare purtroppo e che invece sarebbe necessaria. Una battaglia che ogni forza politica dovrebbe condurre senza esitazioni, andando oltre le divisioni politiche, pensando meno ai voti e più all'Italia e al suo futuro. Sarebbe un'inversione di rotta giusta e necessaria, perché come hanno dimostrato le belle piazze di Modena e Taranto, pur nelle differenze, accomunate dalla presenza di tanti cittadini non più disponibili a tollerare l'indifferenza, brodo di coltura dell'odio e del razzismo o a permettere basse speculazioni politiche di parte su simili tragedie. La politica, soprattutto a destra, farebbe bene ad ascoltare quelle piazze composte e silenziose - più di tanti haters da tastiera - ma comunque eloquenti. 

#Immigrazione #antirazzismo #convivenza 

 Marco Pacciotti.

... un po' di rispetto!! ...

Edizione Straordinaria dalla Savana 

 Cari amici, oggi è accaduto l’inverosimile. 

 Nella più profonda savana, sciacallo, iena e avvoltoio hanno indetto una conferenza stampa congiunta, visibilmente scossi. Con cartelli scritti con cura, hanno tuonato all’unisono: 

 «BASTA PARAGONARCI A SALVINI E MELONI!» 

 Lo sciacallo, con dignitosa indignazione: «Noi arriviamo quando c’è qualcosa da spolpare, è vero… ma lo facciamo con stile e senza fingere di essere i salvatori della patria.» 

 La iena, ridacchiando amara: «Noi ridiamo sulle carcasse, d’accordo. Loro invece ci costruiscono sopra campagne elettorali.» 

 L’avvoltoio, con aria professorale: «E noi almeno aspettiamo che il corpo sia freddo. Loro iniziano lo sciacallaggio politico mentre la tragedia è ancora calda. C’è una differenza, signori.» 

Persino i tre classici necrofagi della savana si sentono calunniati dal paragone.

... il "solito" Salvini!! ...

𝐋𝐚 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚𝐝𝐢𝐧𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐚 𝐩𝐮𝐧𝐭𝐢 𝐜𝐡𝐞 𝐥𝐚 𝐂𝐨𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐯𝐢𝐞𝐭𝐚 𝐝𝐚 𝐬𝐞𝐭𝐭𝐚𝐧𝐭𝐨𝐭𝐭𝐨 𝐚𝐧𝐧𝐢 


Il #buongiorno di Giulio Cavalli 


 Il 18 aprile 2026, dal palco dei Patrioti in piazza Duomo a Milano, Matteo Salvini ha annunciato il "permesso di soggiorno a punti", e il 16 maggio, dopo il caso Modena, ci ha aggiunto la cittadinanza: "Come la patente, per chi delinque via i documenti". L'idea ha un solo difetto: è incostituzionale. L'articolo 22 della Costituzione vieta di privare chiunque della cittadinanza per motivi politici, e i costituenti lo scrissero con davanti le leggi razziali del 1938 e la cittadinanza tolta ai fuoriusciti antifascisti. La cittadinanza, ricorda la Cassazione, è uno status permanente, imprescrittibile, indisponibile. Non un punteggio che cala a ogni infrazione. La revoca esiste già, ma è altra cosa. L'articolo 10-bis della legge 91/1992, inserito dal decreto sicurezza del 2018, la consente solo per chi ha acquisito la cittadinanza, solo dopo condanna definitiva, solo per terrorismo ed eversione. La Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo vieta la privazione "arbitraria" e le convenzioni Onu vietano di creare un apolide. Il giurista Antonio Marchesi, su Fanpage, lo ha riassunto: una misura che colpisce gli "Al-qualcosa" e risparmia chi viene dal Nord viola il principio di non discriminazione. E poi c'è il dettaglio che fa cadere tutto: Salim El Koudri, l'uomo di Modena, è nato a Bergamo, cittadino italiano. Lo ha ricordato Antonio Tajani dentro la maggioranza: nessun permesso da revocare. Resta il consenso da incassare su una tragedia mentre un uomo in disagio psichiatrico, dicono gli inquirenti, diventa il pretesto per una legge che la Costituzione respinge da settantotto anni.

lunedì 18 maggio 2026

... il razzismo nuovo!! ...

𝐄𝐥 𝐊𝐨𝐮𝐝𝐫𝐢 𝐞̀ 𝐢𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚𝐧𝐨, 𝐦𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐒𝐚𝐥𝐯𝐢𝐧𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐚𝐛𝐛𝐚𝐬𝐭𝐚𝐧𝐳𝐚: 𝐢𝐥 𝐫𝐚𝐳𝐳𝐢𝐬𝐦𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐝𝐚 𝐝𝐨𝐦𝐚𝐧𝐢 𝐩𝐮𝐨̀ 𝐭𝐨𝐜𝐜𝐚𝐫𝐞 𝐜𝐡𝐢𝐮𝐧𝐪𝐮𝐞


 Il #buongiorno di Giulio Cavalli 

 Salim El Koudri è nato a Seriate il 30 marzo 1995. Italiano, laureato in Economia, residente a Ravarino. Sabato 16 maggio ha lanciato una Citroën C3 a folle velocità in via Emilia a Modena, falciando otto persone, quattro gravi, due donne con le gambe amputate. Un fatto atroce. E un cittadino italiano. Su quel "cittadino italiano" si è aperta la voragine. Matteo Salvini (Lega) ha rilanciato la revoca del permesso di soggiorno e della cittadinanza per chi delinque: «un Paese serio ti espelle immediatamente, è legittima difesa». Solo che El Koudri un permesso di soggiorno non ce l'ha, perché non gli serve: è italiano per legge. Glielo ha fatto notare il suo stesso governo. Tajani: "non aveva un permesso di soggiorno, è cittadino italiano". Zangrillo: non decidere "sull'onda dell'emotività". Piantedosi: "è un'altra cosa rispetto a questo fatto". Salvini ha aggiustato il tiro sulle "seconde generazioni": chi "rifiuta la cultura e la legge del Paese in cui cresce costituisce un problema". La legge dice che El Koudri è italiano. La percezione di Salvini dice di no, perché il nome è marocchino e la pelle è quella sbagliata. La cittadinanza diventa una concessione revocabile a vista, su base etnica. Il quadro investigativo parla un'altra lingua. Niente radicalizzazione nei dispositivi sequestrati, disturbi schizoidi, l'uomo seguito dal Centro di salute mentale tra il 2022 e il 2024 e poi sparito. Piantedosi: matrice psichiatrica evidente, terrorismo escluso. A fermarlo, mentre fuggiva col coltello, sono stati Luca Signorelli e due cittadini egiziani. Stranieri. Se un italiano per legge smette di esserlo per il colore della pelle, la cittadinanza vale finché qualcuno decide che valga. Domani tocca a chi ha il nome sbagliato. Poi all'accento, alle idee, alla fede. Prima i marocchini, poi si vedrà.