venerdì 20 marzo 2026

... Ilja Remeslo ...

"Ilya Remeslo" segnatevi questo nome perché in settimana cade da una finestra... Giornalista smaccatamente putiniano della tv di stato RT. Dopo anni di propaganda per il governo ha invitato a processare Putin come criminale di guerra. (è un po' lungo ma merita) -Cinque motivi per cui ho smesso di sostenere Vladimir Putin. Qualcuno a questo punto doveva pur dirlo. 1. La guerra in Ucraina. Iniziata come una “operazione di polizia”, la guerra ha già causato, con certezza 1,2 milioni tra vittime e feriti. Nel 2014 avevo sostenuto l’annessione della Crimea proprio perché era stata senza spargimento di sangue. Allora ci sembrava che Putin fosse il “riunificatore delle terre russe”. Ma a cosa siamo arrivati? Assalti suicidi, reclutamento ingannevole di contrattisti e molto altro che qualsiasi partecipante alla cosiddetta operazione militare speciale può confermare. Una guerra senza sbocco, con perdite enormi, che può durare ancora 5–10 anni — siete pronti a questo? Nessuno invoca una guerra contro la Russia. Ma ora la guerra viene condotta esclusivamente per i complessi di Putin: noi, cittadini comuni, non ne otteniamo nulla, perdiamo soltanto. 2. Enormi danni all’economia russa e al benessere dei cittadini. Sanzioni, infrastrutture distrutte, perdita di partner commerciali. Anche secondo le statistiche ufficiali si tratta di trilioni di dollari, con cui avremmo potuto costruire città, scuole, ospedali pediatrici, rinnovare completamente i servizi pubblici. Invece si costruiscono soprattutto i palazzi del presidente e dei suoi amici. Anche prima della guerra l’economia aveva problemi: in un paese ricchissimo, decine di milioni di persone sono povere. Qualche milione poverissime! Il potere è arrivato al punto da togliere alle persone persino il bestiame, come è successo recentemente nella regione di Novosibirsk. 3. Soffocamento della libertà di Internet e dei media. Per ironia, nel 2017 fui proprio io a porre a Putin una domanda sul futuro di Internet in Russia durante un forum mediatico del Fronte Popolare Russo. Putin rispose che non avremmo seguito il modello cinese — e ha mentito. Lo stesso Putin non usa Internet, cosa vergognosa per un capo di Stato. Vediamo che Internet mobile non funziona nemmeno nelle grandi città russe. Tutti i social e i messaggi sono bloccati, da settimane, da mesi. Telegram è bloccato all’80%, e dal 01.04 è prevista la chiusura totale. Il sistema è talmente impazzito da soffocare persino Telegram, usato dagli stessi militari. Parallelamente le persone vengono spinte verso un messaggero “nazionale” promosso da Kirienko, venendo private dell’accesso a servizi essenziali come sanità e istruzione. 4. La durata del potere di Putin. Putin ha 74 anni ed è al potere dal 1999, quindi da oltre 26 anni. E, a quanto pare, intende restare sul trono ancora a lungo. Come si sa, il potere assoluto corrompe in modo assoluto — e cosa succede quando è anche senza limiti? Anche una persona moralmente irreprensibile si degraderebbe in tali condizioni. Putin non è sempre stato così: fino al 2003 era difficile criticarlo, per questo molti di noi lo sostenevano. Ma tutto ha un limite. Abbiamo bisogno di un presidente nuovo e moderno. 5. Putin non rispetta i suoi elettori e non vuole ascoltarli. Guardate qualsiasi recente “linea diretta”: è un vero circo! Al presidente non interessano la politica interna né i problemi dei cittadini. Non legge i canali Telegram, non gli importa nulla delle nostre proteste quotidiane. A Putin interessano guerre infinite (alle quali i suoi figli e parenti non partecipano), non libertà e stipendi dignitosi. Dell’opposizione non parlo nemmeno — semplicemente non esiste. Lo stesso Putin per 26 anni ha parlato dell’importanza della critica e dell’opposizione. Ma nominate almeno un deputato o attivista che lo critichi apertamente. Non ce ne sono: chi ha provato è stato dichiarato “agente straniero”, è all’estero o peggio. Putin teme dibattiti e elezioni libere — perché allora sarebbe chiaro che il re è nudo. Conclusione: Vladimir Putin non è più un presidente legittimo. 


 Massimo Biondi.

... non lo sapeva?|? ...

𝐀 𝐬𝐮𝐚 𝐢𝐧𝐬𝐚𝐩𝐮𝐭𝐚 

Il #buongiorno di Giulio Cavalli 


Il 16 dicembre 2024 il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro Delle Vedove (Fratelli d'Italia) firma a Biella la costituzione di una srl. Il 50% va a Miriam Caroccia, diciottenne romana, amministratrice unica. Suo padre, Mauro Caroccia, è il prestanome del clan di Michele Senese: condannato in via definitiva con aggravante mafiosa. Non lo sapeva, dice Delmastro. Solo che Caroccia promuoveva il ristorante sui social. Solo che Delmastro ha cenato in quel locale, e Miriam non lo ha riconosciuto: è stato Mauro infatti a presentargli il suo socio, gestendo lui stesso la sala. La parte più istruttiva però è la cronologia. Quando la Corte d'Appello, nel secondo processo, reintroduce l'aggravante mafiosa e condanna Caroccia, Delmastro trasferisce il suo 25% alla G&G Srl, società immobiliare di cui detiene il 100%. Il 19 febbraio 2026 la Cassazione rende definitiva la condanna. Otto giorni dopo la G&G cede tutto. È casuale? Delmastro da parte sua invoca il «rigore etico e morale» che lo contraddistingue e aggiunge la scorta come certificato d'integrità. Sostanzialmente si difende con il curriculum della vittima mentre siede al ministero che sorveglia la cella del padre della sua ex socia. La domanda è una: perché un sottosegretario alla Giustizia, penalista, apre una srl con una diciottenne figlia di un uomo nell'orbita della Dda? La risposta potrebbe essere nell'omissione patrimoniale all'Antitrust e nelle quote girate prima a sé stesso. A quattro giorni dal referendum, il principale sostenitore del Sì è condannato in primo grado per rivelazione di segreto nello stesso ministero in cui lavora. 
La scorta non c’entra un fico secco, quella al massimo attesta una minaccia ricevuta; il rigore etico è tutt’altra cosa.

... niente rinnovo!!! ...

... stamane visita per il rinnovo della mia patente di guida presso la Commissione Medica Locale: NIENTE RINNOVO!! conseguenze: abbandono auto e "buen retiro"!!!

... Primavera ...

Equinozio, primo giorno di primavera: ecco perché cade oggi 20 marzo Ci saranno esattamente 12 ore di luce e 12 ore di buio: perché i raggi del Sole sono perpendicolari all’equatore Un passaggio stagionale agognato dopo il freddo dell'inverno, che però, non accenna a smorzarsi almeno per ora. Per i prossimi sei mesi il nostro diventa l’emisfero più illuminato: varcata oggi la porta della primavera con l'Equinozio. Nella giornata di oggi ci saranno esattamente 12 ore di luce e 12 ore di buio perché i raggi del Sole sono perpendicolari all’equatore e quindi tra emisfero Nord ed Emisfero Sud non ci sono differenze tra le ore di luce solare e quelle di assenza di luce solare. La parola, da dove viene "Equinozio" La parola per definire l'evento astronomico che sancisce l'inizio della nuova stagione, equinozio, "viene dal latino aequa-nox, ovvero notte uguale e indica che in un dato giorno la durata del periodo diurno e di quello notturno sono uguali", ricorda l'Istituto nazionale di Astrofisica. Perché la primavera non inizia il 21 marzo È credenza diffusa che la primavera inizi il 21 marzo, ma in realtà le date degli equinozi, come quelle dei solstizi, possono cambiare di anno in anno in base al moto della Terra intorno al Sole. Nello specifico quello di marzo si posiziona tra il 20 e il 21 (raramente il 19). Quindi la primavera può effettivamente iniziare il 21 marzo, ma in realtà dal 2000 a oggi è accaduto solo due volte (nel 2003 e nel 2007) e la prossima volta sarà nel 2102.

giovedì 19 marzo 2026

... un pazzo furioso!! ...

Si, è vero. É un pazzo. 
 Ma in una democrazia la responsabilità è di chi l’ha votato. Questa considerazione non è affatto secondaria, perché ci induce a ragionare sullo stato mentale e morale di un intero Paese. 
 Prima di tutto: che fine hanno fatto i democratici? Sembrano tutti sotto scacco, sotto ricatto ( Epstein di Clinton…) Poi, ragionando sulla storia americana ,ricordo che il Primo Emendamento (First Amendment) della Costituzione degli Stati Uniti d'America è quello che sancisce le libertà fondamentali, garantendo la libertà politica individuale, di espressione e di pensiero. Anche dei nostalgici Nazifascisti. Mentre il 1° emendamento non ha impedito il “maccartismo”, cioè la persecuzione del pensiero marxista. Non ha impedito la dottrina Monroe, che ha trasformato tutti i Paesi limitrofi in un “cortile di casa”, fino alle numerose e crudeli “esportazioni di democrazia nel mondo che ha lasciato Paesi distrutti ( Vietnam, 🇻🇳, Irak, Afghanistan, Libia, ecc… E gli USA mostrano con Trump di non avere strumenti per fermare la follia di chi sta portando il mondo intero in un futuro distopico e in un caos irreversibile e sterminatore… 

Angelica Lubrano.

... un pieno per il SI!!! ...

𝐈𝐥 𝐩𝐢𝐞𝐧𝐨 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐯𝐨𝐭𝐨 

Il #buongiorno di Giulio Cavalli 


 Tre settimane di crisi, quattro giorni prima del referendum: il consiglio dei ministri si riunisce alle sette di sera. Fino a mercoledì mattina l'ipotesi più probabile era il rinvio a dopo il voto. Poi, nel pomeriggio, la decisione improvvisa: annuncio al Tg1, Mattarella che firma il decreto da Salamanca. Urgenza selettiva, con tempistica chirurgica. Solo che l'urgenza aveva già tre settimane di età. La guerra in Iran aveva fatto salire i prezzi alla pompa da subito. Il governo aveva chiesto tempo, valutato, rimandato. La scorsa settimana in Parlamento Meloni aveva invocato cautela, dicendo di voler valutare bene come calibrare l'intervento. Poi arriva il 18 marzo e la calibrazione è pronta in trenta minuti di consiglio dei ministri. Il decreto prevede 25 centesimi al litro su benzina e diesel per venti giorni, crediti d'imposta per autotrasportatori e pescherecci, più poteri al Garante dei prezzi, multe ai petrolieri. Circa 500 milioni di euro. Tutto temporaneo, tutto urgentissimo. Francesco Boccia, presidente dei senatori del Partito Democratico, ha centrato il meccanismo: «Il governo ha inventato un nuovo modello economico: uno sconto di 20 giorni pagato con i soldi che gli italiani hanno già versato con i rincari delle settimane scorse». Matteo Salvini, da canto suo, ha aggiunto che se i petrolieri «diranno di no a tutto», l'extrema ratio sarà tassare gli extraprofitti. Tradotto: il governo sapeva, poteva agire prima, ha aspettato. E ora brandisce la tassa come carta futura, non come errore da ammettere. Sostanzialmente, questo decreto è la firma del governo sulla propria incapacità di gestire una crisi senza un tornaconto immediato. Non perché tagliare le accise sia sbagliato in sé, ma perché farlo adesso, così, con questo tempismo, rivela la funzione reale del provvedimento. 
Vorrebbe sembrare una risposta alla crisi ma è una banale risposta al sondaggio.

... anime di ghiaccio! ...

SIAMO ICEBERG ALLA DERIVA, UN ESPERIMENTO DI CONGELAMENTO SOCIALE... 



C’è un tipo di freddo che non ha niente a che fare con il meteo. È un gelo che batte sui vetri dell'anima, che siede a tavola con te, ti guarda fisso negli occhi congelando il cuore. Non è una stagione. È la nostra paura e indifferenza. Succede quando l’intelligenza diventa un’armatura di ghiaccio, lucida, tagliente... ma perde il coraggio della reazione. È il cuore? Quello è rimasto chiuso fuori nella tormenta a bussare, con le nocche insanguinate. Abbiamo trasformato la nostra mente in un ufficio asettico dove la musica dell’anima non entra perché "disturba il nostro oblio". E fuori? Fuori c’è solo il silenzio monumentale di un mondo che ha smesso di ascoltare perché ha troppa paura di sentire. Guardiamoci allo specchio, se abbiamo il fegato di farlo. Non siamo più esseri umani, siamo iceberg alla deriva in un oceano di indifferenza. Il gelo di cui parlo non è una metafora letteraria, è la cristallizzazione delle nostre anime. Ci siamo trasformati in minerali. Fuori, il mondo è un mattatoio a cielo aperto gestito da assassini assatanati di potere, folli che giocano a dadi con la carne dei figli degli altri. E noi? Noi guardiamo lo schermo, sorseggiamo il caffè e non sentiamo più niente. Siamo diventati monumenti alla solitudine, statue di marmo che sanno tutto ma non provano più niente, capaci solo di beceri sentimentalismi da telenovela. Stendiamo i nostri panni sporchi sotto i riflettori dei social come stendardi ridicoli delle nostre meschine vite . Siamo diventati esperti nel sopravvivere, ma abbiamo dimenticato come si brucia di passione per un alto ideale di vita. L’intelligenza è diventata un’arma bianca, ci serve per analizzare l’orrore senza lasciarci toccare il cuore. Siamo diventati chirurghi del nulla. Vediamo la violenza, la ferocia, il sopruso sistematico, e la nostra reazione è un commento acido o, peggio, un silenzio monumentale. Questa è la vera morte, non quando il cuore smette di battere, ma quando smette di ribellarsi. Quando l'anima diventa un pezzo di ghiaccio talmente denso che nemmeno il grido di una madre riesce a incrinarlo. Siamo l'apice della paralisi. Più il mondo brucia sotto i colpi della tirannia e della follia, più noi diventiamo freddi, lucidi, immobili. Una solitudine definitiva, perché chi non sa più inorridire è già un cadavere che cammina. Ma ricordate, anche il ghiaccio più spesso, alla fine, si spacca. Sotto quella crosta c'è un seme che non ha ancora rinunciato a sognare la primavera, una primavera fatta di sana rabbia e di vita vera. Svegliatevi o godetevi l'inverno. Perché il silenzio di oggi è la complicità di domani. Non lasciate che il gelo vinca l'ultima partita. Smettetela di essere così maledettamente intelligenti da dimenticarvi di essere vivi. Fate in modo che il vostro cuore torni a sognare il sole della RIVOLUZIONE, unica fonte di vita per rigenerare questa rinsecchita umanità... prima che il silenzio diventi l'unica lingua che sapete parlare. 


Karima Angiolina Campanelli