lunedì 14 settembre 2026

... l'Occidente sconfitto ...

L’Occidente sconfitto 

di Lucio Caracciolo 


 Quando gli storici studieranno questo nostro primo quarto di secolo si stupiranno di osservare come l’Occidente vi sia entrato dominante e stia finendovi sconfitto. Da sé stesso, non da un inesistente nemico superiore in astuzia e potenza. Per chi come noi dell’Occidente o di quel che ne resta è fiera parte, interrogarsi sul perché parrebbe d’obbligo. Per capirci qualcosa conviene connettere l’11 settembre 2001 al 7 ottobre 2023, le Torri Gemelle a Gaza. E scoprire che la frana dell’Occidente è figlia dell’analoga reazione degli Stati Uniti alla sfida di bin Laden e di Israele al pogrom di Sinwar: vendetta, tremenda vendetta. Ossia tentato suicidio via cosiddetta “guerra al terrorismo”. Caccia infinibile all’indefinibile terrorista — parafrasando Göring sugli ebrei, “chi è terrorista lo decido io” — con massacri di civili innocenti trattati da bestie o subumani e garanzia di fresche leve per le organizzazioni terroristiche. Niente strategia, solo isteria. Americani e soprattutto israeliani vi insistono con tenacia. Trascinando tutti noi occidentali nel gorgo di conflitti autodistruttivi. O, più probabilmente, scoprendoci orientali antemarcia, a disposizione del percepito vincente dagli occhi a mandorla. (Vale soprattutto per noi furbissimi italiani.) Tre ricordi personali in suffragio di questa interpretazione. Primo: incontro con diplomatico americano, subito dopo l’11 settembre: “Non abbiamo scelta: stivali per terra, dovunque e comunque, gli deve passar la voglia di rifarlo, magari con l’atomica”. Secondo: recente risposta di generale israeliano alla domanda sulle ragioni che hanno spinto lo Stato ebraico a imbarcarsi nel genocidio che Hamas voleva facesse: “Vendetta. Volevamo vendicarci”. E precisa: “Sappiamo che è sbagliato, ma non possiamo non farlo”. Terzo: sentenza di storico americano, a chiudere nel 2007 una discussione su chi possa batterci: “Solo l’Occidente può battere l’Occidente”. Concordiamo. E concordano finora i fatti. Marc’Aurelio non è più lettura obbligatoria nei curricula classici ma se Bush junior, Netanyahu o chi per lui lo (ri?)prendessero in mano ce ne gioveremmo assai: “Il miglior modo di vendicarsi di un’ingiuria è il non rassomigliare a chi l’ha fatta”. Nel caso di Israele, scimmiottare Hamas con sovrappiù di stragi significa sfigurarsi e compromettere gli ebrei nel mondo. Tanto che del 7 ottobre quasi non si parla più. Tutto comincia e non finisce con l’8 ottobre e il genocidio/suicidio che ne sta conseguendo. Nella percezione prevalente, americani e israeliani somigliano, in versione peggiorata dall’iperpotenza, ai provocatori mille volte più deboli ma molto più astuti che li hanno spinti alla vendetta. Non entriamo negli aspetti criminali. Restiamo alla non strategia. Prima che crimine, la guerra a sé stessi, battezzata “al terrore”, è errore. Peggio ancora se la intendiamo alla rovescia: non contro i terroristi ma contro il terrore che ne abbiamo. In questo caso sommiamo all’impossibilità di battere i nemici e alla certezza di migliorarne l’immagine la creazione dello stato di emergenza permanente. Con effetti devastanti sulla coesione sociale, sul clima culturale e sulle stesse istituzioni democratiche. Valga da allarme la persistenza in America di norme e strutture anti-terrorismo varate dopo l’11 settembre che facilitano lo slittamento verso l’autocrazia stile trumpiano, con il Congresso sotto tutela e l’esecutivo strapotente, agenzia immobiliar-finanziaria della famiglia Trump e associati. Per tacere di Israele in deriva teocratica. Questa follia si riflette sull’efficienza dello strumento militare. Le Forze armate israeliane sono in mutazione antropologica: al posto dei valorosi sionisti della prima e della seconda ora, troviamo persone spesso disturbate di dubbia provenienza, legate ai coloni più violenti e impregnate di ubbie ultrareligiose alla “Dio è con noi” — come minimo non porta fortuna. Quanto ai militari americani, gli ammutinamenti sulle portaerei spedite senza sosta in giro per il mondo sono solo la punta dell’iceberg. Con un comandante in capo che esorta i suoi generali e ammiragli a combattere “il nemico di dentro”, cioè gli americani che non la pensano come lui, che lealtà puoi pretendere? In fine due cifre. Nelle disastrose “guerre al terrore” di Bush figlio, Obama e Biden, tra 2001 e 2021, sono morti 37.729 soldati americani. 7.052 sul campo, 30.177 suicidi. And counting. 


tramite: https://www.ariannaeditrice.it/.../l-occidente-sconfitto....

... una presa per il culo! ...

𝐂𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐞𝐮𝐫𝐨 𝐝𝐢 𝐛𝐨𝐧𝐮𝐬 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨 𝟑𝟔𝟏,𝟖𝟎 𝐝𝐢 𝐫𝐢𝐧𝐜𝐚𝐫𝐨: 𝐢𝐥 𝐠𝐨𝐯𝐞𝐫𝐧𝐨 𝐬𝐢 𝐢𝐧𝐜𝐚𝐫𝐭𝐚 𝐬𝐮𝐥 𝐩𝐢𝐞𝐧𝐨 


𝐴𝑙𝑧𝑎𝑛𝑜 𝑙'𝑎𝑐𝑐𝑖𝑠𝑎 𝑎 𝑔𝑒𝑛𝑛𝑎𝑖𝑜 𝑒 𝑎 𝑜𝑡𝑡𝑜𝑏𝑟𝑒 𝑟𝑒𝑔𝑎𝑙𝑎𝑛𝑜 𝑢𝑛 𝑝𝑖𝑒𝑛𝑜 

Il #buongiorno di Giulio Cavalli 


 La propaganda di governo che sembra reggere su tutto si schianta sul tabellone di un distributore, perché quel numero è l'unico che non si riesce a riscrivere in un video. Ieri la benzina self stava a 2,105 euro e il gasolio a 2,214, e giovedì scade lo sconto di 17 centesimi che il governo ha già rinviato quattro volte in tre settimane. Al suo posto si studia un bonus una tantum da 100 euro per dipendenti e partite Iva, che ai prezzi di ieri fanno quarantasette litri: un pieno, e neanche pieno. Il conto lo ha fatto Nomisma Energia, che su una famiglia tipo calcola 361,80 euro in più in un anno di pieni: cento euro ne coprono un quarto scarso, una volta sola, e solo a chi ha un datore di lavoro o una partita Iva. Da lì in poi si incartano, perché qui la comunicazione conta zero e contano i soldi. Per questo è servito un vertice di maggioranza per decidere chi ci sta dentro, con la Lega che vuole tassare gli extraprofitti e Forza Italia che pretende prima l'accordo delle aziende che dovrebbero pagarli. Le proroghe dal 19 marzo al 10 settembre sono già costate 2 miliardi e 74,5 milioni secondo i servizi studi di Camera e Senato. Ben due miliardi per arrivare a giovedì. Dal 1° gennaio, del resto, lo stesso governo ha alzato l'accisa sul gasolio di 4 centesimi al litro, maggior gettito 587,2 milioni nel solo 2026. Alzano l'accisa a gennaio e a ottobre regalano un pieno. E giovedì, quando il gasolio si riprende i suoi diciassette centesimi, arriverà l'ennesimo video promettendo di essere vicini ai cittadini, ci sarà ancora la sfilata di ministri contriti che dichiarano solidarietà. 
E intanto muti, quasi servi, sulla guerra che sta infiammando il Medio Oriente e che sta producendo tutto questo.

... Torino - Roma ...

domenica 13 settembre 2026

... inferno che puzza!!! ...

... continua il periodo di MERDA!!! - Stamane, al nostro arrivo, altra bella sorpresa! saltato il contatore e tutti i surgelati andati a male - le nostre cose buttate qua e là -per fare le foto!! - MALEDETTO SETTEMBRE MALEDETTI TUTTI COLORO CHE MI HANNO MANDATO TUTTO QUESTO O LO HANNO PERMESSO!!! Ho sputato tre volte sul quadro con la croce nel mio studio!!!

sabato 12 settembre 2026

... Scusa, Denise!!! ...

𝐒𝐜𝐮𝐬𝐚, 𝐃𝐞𝐧𝐢𝐬𝐞 


Il #buongiorno di Giulio Cavalli 

 Quanto dolore, mentre fuori piove e sconquassa, per la morte di Denise Garofalo. Denise, figlia di Lea, che si portava addosso il dolore di una madre ammazzata da suo padre Carlo Cosco, uomo di mafia. Il clan non sopportava che Lea Garofalo avesse deciso di raccontare la mafia che aveva vissuto in famiglia e così madre e figlia, con Denise appena bambina, su e giù per l’Italia, poche ore per mettere in valigia una vita intera, un nome e un cognome finti e una storia da simulare a memoria, e poi un caravanserraglio che le portava via, di notte. È cresciuta così, Denise, scappando dalla mafia solo che la mafia aveva i denti di suo padre. È vissuta dovendo esistere il meno possibile, meglio ancora se trasparente, con le imposte socchiuse. E se per caso qualche volta avevano la sensazione di essere riconosciute si ripartiva di nuovo. Di nuovo ancora le valigie con tutta la vita dentro, di nuovo via, di nuovo. Carlo Cosco, padre di Denise, uccise Lea, madre di Denise, il 24 novembre 2009, dopo un appuntamento a Milano che si apparecchiava con troppo anticipo al Natale, poco lontano dal cimitero Monumentale. Nel processo Denise ha scoperto che anche il suo fidanzato d’allora, Carmine Venturino, fingeva amore per compiere l’omicidio. Così Denise ha cambiato nome, ha cambiato cognome e ha provato a rinascere. Era un giunco fragile, apolide, che aveva attraversato troppi cognomi da imparare a memoria. Li definiscono testimoni di giustizia e da anni sono scomparsi dal dibattito e dalla sensibilità pubblica. Denise s’è uccisa e aveva gli stessi anni di sua madre quando fu trovata fatta a pezzi. Si è buttata da una finestra, come fece Rita Atria, altra eroina civile di questo Paese con una memoria sempre più opaca. 

Non abbiamo fatto abbastanza, tutti. Scusa, Denise.

... fino a quando?? ...

... siamo di nuovo in partenza ... 

verso una casa che non sarà più nostra ... 

con un futuro che più di MERDA non si può!! 


 io mi chiedo: FINO A QUANDO????????

... disobbedite!!! ...

DISOBBEDITE.

 Disobbedite quando vi chiedono di odiare qualcuno. 
Quando vi dicono che un popolo vale più di un altro. 
Quando vi dicono di dividere le persone tra italiani e stranieri anziché tra diseredati ed oppressi. 

Disobbedite quando vi chiedono di scegliere un nemico per sentirvi più sicuri. 
Disobbedite quando vi dicono che la guerra è inevitabile e che armarsi serve a costruire la pace. Disobbedite quando vi chiedono di ignorare le vittime. 

Disobbedite. 
Quando vi dicono che siamo troppo pochi per cambiare le cose e ripetono che “è sempre stato così”. Quando obbedire appare più facile che pensare. 

Oppure obbedite alla vostra coscienza. Alla dignità, alla ragione, alla pietà. Alla libertà. 

Fate voi. 

Ma credo che il momento di essere pienamente umani sia arrivato per tutti. 
Penso anche per salvare le penne. 

Per questo DISOBBEDISCO! 
E voi? 


 Alberto Fois.