lunedì 28 settembre 2026

... una Sinistra soffocata! ...

LA TENAGLIA PD-AVS BLOCCA L'ALTERNATIVA PROGRESSISTA DI SINISTRA 


C’è questa strana illusione. Questo continuo lamentarsi del fatto che in Italia la sinistra sia scomparsa, che non ci sia più un’alternativa, che manchi il coraggio. La gente si guarda intorno, si dispera, cerca un barlume di pensiero critico e vede solo il vuoto. Ma il problema non è che la sinistra non c’è. Il problema, molto più banale e tragico, è che lo spazio dove dovrebbe nascere è occupato. Chiuso per sovraffollamento di mestieranti della conservazione. Guardiamo le cose con un minimo di lucidità, senza la solita anestesia del meno peggio. Da una parte c’è il Partito Democratico. Cos’è diventato il Pd? L’amministrazione condominiale dello stato di fatto. Il partito della responsabilità, dove la responsabilità significa accettare qualsiasi diktat economico, qualsiasi precarietà lavorativa, qualsiasi logica di guerra, purché presentata con un tono garbato e una cravatta ben stirata. È la politica che ha smantellato le tutele dei lavoratori sventolando la bandiera del progresso, la sinistra che piace ai mercati, agli industriali e ai salotti che non hanno mai visto una fabbrica o una periferia. Un comitato di gestione che vive di una presunta superiorità morale, buono solo a ricordarti che loro sono quelli educati, mentre il paese reale sprofonda. A conferma di tutto questo c’è la figura della Schlein, dopo oltre tre anni di segreteria e’ la perfetta incarnazione di questo inganno. Un immobilismo calcolato, una paralisi infiocchettata da slogan vuoti per non scontentare nessuno. E quelle rare volte che si muove, cosa fa? Produce scelte ed elabora politiche che finiscono per essere perfettamente sovrapponibili a quelle del governo Meloni. Sull'atlantismo acritico, sulla linea di voto per l'invio continuativo di armi nei conflitti, sul sostegno all'incremento delle spese militari e sull'accettazione sostanziale dei vincoli di bilancio e dell'austerità europea, la convergenza con la destra è nei fatti. Si fa finta di litigare sui dettagli o sui diritti civili a costo zero, o sulla restituzione di alcuni diritti sul lavoro, per nascondere che sui grandi pilastri dell'economia, della geopolitica e della difesa la direzione di marcia è esattamente la stessa. Dall’altra parte c’è Alleanza Verdi e Sinistra. L’opposizione da passeggio, il reparto cosmetico per le coscienze inquiete. AVS è la valvola di sfogo perfetta del sistema: intercetta la rabbia, l’indignazione ecologista, il desiderio di giustizia sociale di chi non ce la fa più a mandare giù la minestra del Pd, e cosa fa? Confeziona quel dissenso, lo veste con un linguaggio radicale e poi lo riconsegna puntualmente, pacchetto regalo incluso, al tavolo delle alleanze con il Pd stesso. È il gioco delle parti: si fa la voce grossa nei comizi e poi ci si accontenta di due poltrone nel listone comune in nome dell’emergenza. Ed è qui che la trappola si chiude in modo perfetto e inconfutabile. Il Pd e AVS non sono la base su cui costruire un polo progressista: sono la diga che lo impedisce. Funzionano come una tenaglia. Il Pd stabilisce il confine dell’accettabile, cioè l’obbedienza alle logiche liberiste; AVS raccoglie chi vorrebbe uscire da quel confine e lo riporta dentro con la scusa del voto utile. È il ricatto permanente: vi dicono che bisogna fermare la destra, vi chiedono di turarvi il naso per la millesima volta, e intanto azzerano qualsiasi possibilità di far nascere un pensiero di classe, una vera redistribuzione della ricchezza, una vera alternativa di società. Se il monopolio dell’opposizione appartiene a chi gestisce l’esistente e a chi gli fa da spalla decorativa, una vera politica di sinistra non ha semplicemente lo spazio fisico per nascere. Verrà sempre soffocata sul nascere dall’accusa di dividere il fronte, dal calcolo elettorale, dalla miseria delle coalizioni. E parliamoci chiaro: chiunque non sia accecato dal fanatismo di partito, chiunque sia in buona fede e abbia l'onestà intellettuale di guardare in faccia e riconoscere decenni di errori, non può che convenire con la realtà di quello che c'è scritto qui. Non è una questione di sfortuna o di tempi difficili. È una certezza matematica: per piantare un albero nuovo non serve annaffiare le piante finte. Bisogna prima liberare il terreno da ciò che prosciuga l'aria e la terra. 

Il Pd e AVS non sono la casa della sinistra: sono il tappo che la soffoca. E badate bene, non sono un 5 stelle, sono un ex Pd ed un ex Sinistra Italiana.. e sono sempre di più in compagnia, sempre di più. 


 Mauro David.

AUGIAS, sempre grandissimo!! ...

Le cose sarebbero andate molto diversamente e l'Italia oggi sarebbe una GRANDE ITALIA se LA SINISTRA si fosse OPPOSTA CON TUTTE LE FORZE all'entrata in politica di un noto e ricchissimo imprenditore e che per giunta operava nel CAMPO TELEVISIVO! Ancor prima della sua discesa in campo già gli avevano concesso FAVORI e sostenuto con apposite leggi per espandere le sue reti televisive. Pensateci bene, ragionateci su! L'hanno fatto entrare a gamba tesa nelle istituzioni, gli hanno fatto mettere le mani in pasta negli interessi del paese, gli hanno aperto le porte ai segreti e agli interessi della nazione! Il CONFLITTO DI INTERESSI DA DECENNI GOVERNA INDISTURBATO! La coronazione fu IL PATTO DEL NAZARENO con il devoto renzi! E quando nacque il MOVIMENTO 5 STELLE le persone ONESTE di questo paese, le uniche che pagavano le tasse e che si comportavano correttamente da sempre, videro UNO SPIRAGLIO DI LUCE e DI SPERANZA! In effetti, NONOSTANTE AVESSERO TUTTI CONTRO, furono tantissimi, in poco tempo e con una pandemia mondiale da combattere, i provvedimenti che andarono in porto con l'unico scopo utile del BENE COMUNE e di un po' di GIUSTIZIA SOCIALE, ma non appena il Presidente del Consiglio rappresentante di quella forza politica, riuscì dopo giorni di lotte, a strappare oltre 209 miliardi all'Europa, TUTTI CONCORDI con il faccendiere renzi in testa DISARCIONARONO il nemico e SI APPROPRIARONO DELL'IRRESISTIBILE MALLOPPO. Poi si arriva alla terribile storia che adesso stiamo vivendo, ma non dobbiamo dare tutte le colpe alla sinistra. A VOTARE ANDIAMO o PEGGIO NON ANDIAMO "NOI" e che ancora non si sia imparato a discernere LE MELE MARCE da quelle SANE è STRAZIANTE, INQUIETANTE, IMBARAZZANTE, INCOMMENTABILE!

... fermare le guerre!! ...

PER FERMARE LE GUERRE BISOGNA ELEGGERE CHI NON LE VUOLE.... A PROPOSITO DI RIGORE MORALE, DISCIPLINA ED ONORE NEL RISPETTO DELLA COSTITUZIONE E DEI CITTADINI ELETTORI, CON " NOVA " LA RISPOSTA A CHI CONTINUA A DIRE CHE IL M5S NON HA UN PROGRAMMA: 

1) CANCELLARE LA GIUSTIZIA A DOPPIO BINARIO CON IL RIPRISTINO DELL'ABUSO D'UFFICIO; 

2) POTENZIAMENTO DELLE INTERCETTAZIONI; 

 3 ) FINALMENTE UNA LEGGE SUL CONFLITTI D'INTERESSI. 

4) RIPRISTINO DEI POTERI DI CONTROLLO ALLA CORTE DEI CONTI. 

5) GUERRA IN UCRAINA LA POSIZIONE DELLA BASE DEL MOVIMENTO 5 STELLE È CHIARA: NO SECCO AL RIARMO UE DA 800 MILIARDI A DEBITO ( SOLO IN PARTE SOVRAPPONIBILE AL 5 % DI PIL PER LA NATO), SIA ALL'INVIO DI ALTRE ARMI A KIEV. 


 Albertazzi Giuseppe.

domenica 27 settembre 2026

... i nuovi nazisti!! ...

Qualche giorno fa una sorta di nuovo Adolf Hitler ha parlato all’Assemblea generale dell’ONU vomitando violenza e menzogne con il consenso di gran parte delle delegazioni occidentali, quelle che straparlano di civiltà, di valori e di altre imposture. Col piglio di Goebbels che descrive la notte dei cristalli, Netanyahu si è pure cimentato con soddisfazione nel racconto di come la tecnologia israeliana ha sfigurato centinaia di libanesi inserendo dell’esplosivo nei cercapersona e colpendo così a casaccio, indiscriminatamente. Però da noi il problema è Francesca Albanese. Una presunta intellettuale ha pure affermato che la Albanese starebbe svuotando il significato della Shoah. Proprio così: non il terrorismo israeliano, non le vergognose politiche di occupazione, non la censura, non il disprezzo per ogni critica ricondotta all’antisemitismo, non Netanyahu ma Francesca Albanese. Che volete farci. La mia sensazione è che invece il primo ministro israeliano abbia ancora parecchie inibizioni se non si è vantato dello sterminio di donne e bambini a Gaza o dell’uso della fame e della sete come tortura, della distruzione degli ospedali, della riduzione in cenere di quel poco che resta dell’agricoltura, della pastorizia e del sostentamento di palestinesi e libanesi. Ma tranquilli, è solo questione di tempo. Quello che era incredibile solo pochi anni fa si sta realizzando. È lecito dunque ritenere che il peggio non sia ancora arrivato. Del resto non ci sono più anticorpi. L’esercito dei negazionisti dello sterminio a Gaza è enorme ed è ai posti di comando. Qualcuno di loro ogni tanto si lascia andare in qualche accusa al primo ministro Netanyahu, come se poi fosse il solo responsabile e non fosse complice gran parte del suo stesso paese. C’è poco da stupirsi. Fare di Netanyahu il cattivone solitario è solo una sporca mossa che i complici di Israele adottano per nascondere la propria camicia nera insieme al razzismo e all’attitudine alla menzogna di cui sono stracarichi i loro propositi politici. Si tratta di personaggi ignobili, gente che ha dato in pegno il cervello per poter finalmente esprimere il proprio suprematismo e sentitisi al contempo impuniti. Sono i razzisti di stato. Gente apparentemente ordinaria e presentabile, che svolge anche occupazioni privilegiate e che può esprimere finalmente tutto il proprio bisogno infantile di superiorità, riflesso moralistico di quel dominio dell’uomo sull’uomo alla base dello sfruttamento e dell’oppressione di classe. Anche per questo possiamo considerarli come i nuovi nazisti. 


 Paolo Desogus.

... il "non-programma del PD! ...

Prima il non-programma - di Marco Travaglio 

editoriale del 24 Set 2026 


Ieri, proprio nel giorno del nostro 17° compleanno, mi è capitato di scompisciarmi leggendo il Fatto. Cosa che di solito mi accade con i giornaloni. L’articolo è quello di Wanda Marra sulla caccia al tesoro in cerca del programma del Pd. Wanda ovviamente non c’entra, come sempre è stata brava: lo sghignazzo nasce dalle risposte che ha ricevuto dai piani alti del Pd, una via di mezzo fra una gag di Corrado Guzzanti e un film dei Monty Python. Il punto di partenza è il mantra della “testardamente unitaria” Elly Schlein ogni volta che le chiedono delle primarie: “Prima il programma e poi i nomi”. E la gente pensa: ammazza che volpe, questa avrà il programma in tasca e sfida gli altri partiti a darsene uno. Invece domenica i 5Stelle hanno votato il loro, mentre quello del Pd non risulta. Ma cos’è il genio? “È fantasia, intuizione, colpo d’occhio e velocità d’esecuzione” (Amici miei atto II). E al Nazareno i geni si sprecano. Quindi, alla domanda su dove sia il programma, o quando verrà deciso, votato e diffuso, rispondono così: “Il programma è l’intervento di Schlein alla Festa dell’Unità di Reggio Emilia e si trova sul sito del Pd”. Il che è vero: c’è il discorso di 110 minuti e c’è il testo in “versione integrale”, per collezionisti, consta di 11.551 parole e 72.714 caratteri. Brevi (si fa per dire) cenni sull’universo, una lunga lista di bei sogni, ma nulla che somigli vagamente a un programma: che richiede precisione, dati, cifre e coperture. Tant’è che ha fatto più notizia una frase netta e comprensibile di Virginia Libero. Anche perché non siamo la Cina, che segue piani ventennali e cinquantennali. In Italia è grasso che cola se hai cinque anni interi per fare dieci o venti cose. In 11.551 parole, “riarmo” ricorre una sola volta, per denunciare “la pericolosa corsa al riarmo nazionale di 27 eserciti ancora scoordinati tra loro”, peraltro decisa dalla Commissione Ue sostenuta dal Pd. Quindi, se è pericolosa, il Pd annullerà l’impegno preso anche col suo voto? Mistero. E il riarmo Nato al 5% del Pil (100 miliardi l’anno dal 2035)? Mai citato, anzi mai citata la Nato. E l’Ucraina? “Ha subìto un’aggressione criminale da Putin” e “non è accettabile che si riscrivano i confini con le armi”, non sia mai, ergo “chiediamo all’Ue un’iniziativa diplomatica e politica, che fin qui è mancata, per contribuire a una pace giusta, che non è la resa alle ragioni dell’aggressore”. E sia chiaro, “basta doppi standard insopportabili”: sanzioniamo pure Israele, anche se Gaza non è mai citata. E l’aggressione di Usa e Israele all’Iran? Nemmeno una parola, a parte l’esecrazione per “il brutale regime teocratico di Teheran”. Quindi lì i doppi standard insopportabili vanno benissimo. 

Anni fa Grillo inventò il non-statuto dei 5Stelle. Ora abbiamo il non-programma del Pd.

... un altro "riformista"!! ...

LA SINDROME DEL MARTIRE BORGHESE 


C’è una strana e antica abitudine in una certa sinistra di palazzo: per quarant’anni si sta seduti sulle stesse poltrone, si avallano i soliti compromessi, e poi, un mattino qualsiasi, ci si sveglia scoprendosi vergini e traditi. Emanuele Fiano si dice "politicamente espatriato" per il no del PD al DDL sull’antisemitismo. Dice che soffre, cita Auschwitz, evoca le grandi figure del passato. La lotta all’antisemitismo è un dovere sacro, che non si discute. Ma la recita di Fiano è un’altra cosa. La domanda da farsi è spietata: dov’è la linea che separa una ferita morale da un banalissimo calcolo politico? Perché quando un dirigente storico di quel partito si accorge di pensarla esattamente come la destra di governo della fiamma tricolore, e usa questa sintonia per fare la morale a tutti, non siamo di fronte a un dramma di coscienza. Siamo al solito, noiosissimo riflesso condizionato di una casta che scambia le proprie certezze per la libertà. Fiano accusa il PD di essersi piegato ai Cinque Stelle. Ma da che pulpito? Chi vota questo PD non sono certo io, che quella tessera l'ho lasciata tredici anni fa. Ma vedere chi per una vita ha alimentato quell'apparato oggi vestirsi da martire della purezza fa quasi sorridere. Il loro cosiddetto "riformismo" riscopre l’etica solo quando c’è da strizzare l'occhio a chi comanda e dare una mano alla maggioranza di turno. Sentirsi "espatriati" è l'alibi perfetto. Evita di guardarsi allo specchio e chiedersi come mai la propria visione sia così distante dalla realtà del paese e persino da chi ancora va a votare a sinistra. C’è un’eleganza del risentimento che è profondamente borghese: ci si rifugia nell’indignazione da salotto per non ammettere che ci si trova benissimo dalla parte del potere. L'antisemitismo si combatte con la cultura e la storia, non usandolo come grimaldello per giustificare l'ennesima convergenza a destra. Raccontare di soffrire per restare sempre dalla parte dei "giusti" è un vecchio trucco. 
Il problema è che, a forza di stare dalla parte dei giusti, si finisce sempre per stare dalla parte sbagliata. 


 Mauro David.

sabato 26 settembre 2026

... non ci sono parole!!! ...

Credo sia la prima volta nella storia che si rivendica all'ONU un atto di autentico terrorismo di stato, esibendo da spavaldo capomafia stragista quale costui è lo strumento utilizzato per uccidere, accecare, mutilare e sfigurare a vita migliaia di civili e bambini libanesi, con la perfidia di detonare simultaneamente migliaia di dispositivi apparentemente innocui. Pensate se la stessa identica operazione fosse stata realizzata dai servizi russi a Kiev, o da quelli iraniani a Tel Aviv. Immaginate migliaia di cellulari esplodere a Manhattan, o a Londra, o a Roma e Milano, mentre sono in mano a figli, mogli, sorelle, in auto in transito, dal barbiere, dal fruttivendolo, al supermercato, sullo scaffale della sala di attesa di un ospedale. E invece no. Non lo hanno fatto loro. Lo abbiamo fatto 'noi', i nostri alleati. Le nostre TV pubbliche, i nostri maggiori quotidiani, le aule parlamentari e gli scranni del Governo sono pieni di gente che applaude. 

Non trovo le parole. 
 Tutte le parole falliscono. 


 Luigi Daniele.