venerdì 10 luglio 2026

... - Euro 917,00!!! ...

Milano, 10 luglio 2026 


OGGETTO: Pratica di disconoscimento n. 010252026000949919 


Gentile Cliente CURTA RENATO, 


ci riferiamo alla pratica nr 010252026000949919 relativa al disconoscimento delle operazioni eseguite tramite l'utilizzo dei seguenti rapporti: carta pagamento nr. 516795******1662 per l'importo totale di Euro 917,00, che le è già stato accreditato dalla Banca in attesa delle opportune verifiche. 

Abbiamo rilevato che le informazioni fornite con il modulo di disconoscimento non risultano tra loro coerenti in quanto, nello stesso modulo inizialmente lei dichiara di non avere eseguito tali operazioni, mentre nella denuncia è stata fornita una descrizione diversa della dinamica dell'evento. Considerata tale difformità, la invitiamo a rivolgersi alla sua filiale/gestore che le fornirà il necessario supporto. 

Sulla base delle informazioni finora da lei rilasciate, non possiamo accogliere la richiesta di disconoscimento. 
Provvediamo pertanto all'addebito dell'importo che le avevamo accreditato all'apertura della pratica.




... Auguro al BASTARDO che mi ha colpito di morire tra atroci sofferenze e, per quanto mi riguarda, spero che questo periodo di Merda finisca, prima o poi!!!

... intervento ...

Avete visto che polverone? In Italia basta mettere in discussione i miliardi buttati per la corsa al riarmo per finire bersaglio di attacchi da tutte le direzioni. Io lo confermo: non penso che la minaccia numero uno per gli italiani sia la volontà della Russia di invaderci e che quindi la nostra emergenza sia buttare montagne di miliardi per una affannosa corsa al riarmo. Mi preoccupano altre minacce. Il crollo dei salari rispetto al 2021, i costi energetici che mandano sul lastrico le aziende, i 130 milioni di ore di cassa integrazione autorizzate aumentate in appena due anni, le file in ospedale, il record storico di persone in assoluta povertà. Comunque se il problema è quel che dico io potete rileggere la dichiarazione di Carlo Messina, amministratore delegato di Intesa San Paolo: "se mi si chiede qual è la priorità dico il sociale, non la difesa militare. Vedendo 95mila bambini in famiglie con reddito sotto i 15mila euro, il fatto che stiamo ragionando su come aumentare le spese per le armi mi fa sentire in imbarazzo da cittadino italiano". Quanto alla minaccia russa nei confronti dei Paesi europei, che i potenti comparti industriali e finanziari che ne traggono profitto economico hanno interesse ad alimentare sempre più, si può leggere la valutazione del comandante Nato Grynkewich secondo cui "la Russia non sta cercando un conflitto". Io e la mia comunità politica continueremo a contrastare la folle logica del riarmo e tutta la retorica che la accompagna per interessi che sono molto lontani da quelli reali dei cittadini. Su questo fronte, basterebbe costruire una difesa comune europea per ottenere un notevole risparmio delle spese militari. Ma soprattutto non dovremmo perdere tempo nel designare – sono passati ormai due mesi e non abbiamo ancora un nome – un delegato europeo per negoziare con la Russia, visto che la diplomazia non costa nulla e la storia ci insegna che è efficace, ben più del riarmo, per assicurarci un futuro di pace e di effettiva sicurezza. Se ne facciano tutti una ragione. 


 Giuseppe Conte.

... il costo della "paura" ...

Ad Ankara non si è discusso di pace. Si è stabilito quanto dovrà costare la "paura". I capi hanno sorriso davanti alle telecamere, si sono stretti le mani, hanno pronunciato la parola sicurezza. È una parola elegante. Sta bene nei comunicati ufficiali. Trump ha ottenuto ciò che voleva. Un’Europa più povera, più armata, più dipendente. Non ha cercato alleati. Ha preteso clienti. E l’Europa ha accettato. Naturalmente anche l’Italia. Ci raccontano che aumentare le spese militari significhi proteggere l’interesse nazionale. Come se una nazione fosse più sicura quando rinuncia alle scuole, agli ospedali, al lavoro, per riempire i depositi di missili. Come se il futuro potesse essere custodito dentro un arsenale. L’Occidente somiglia ormai a un vecchio sovrano che continua a sedersi a capotavola, senza accorgersi che gli invitati hanno imparato a mangiare altrove. Il mondo è cambiato. Sono cresciute nuove potenze, nuove economie, nuove tecnologie, nuove forme di influenza. Altri Paesi hanno smesso di muoversi dentro confini tracciati da altri. Hanno scelto di parlare con la propria voce. Ed è proprio questo che non viene perdonato. Perché il vero scandalo, agli occhi di chi ha comandato per secoli, non è l’esistenza di altri modelli. È la possibilità che quei modelli funzionino senza inchinarsi. Così, quando non si riesce più a guidare il mondo con il prestigio, si prova a governarlo con il timore. Quando la cultura non seduce più, si mostra il ferro. Quando il consenso si spezza, si fabbrica un nemico. Il riarmo non è il segno della forza occidentale. È il sintomo della sua inquietudine. La febbre di un sistema che sente sfuggirgli il tempo e, invece di cambiare, prepara il conflitto. L’America teme di non essere più indispensabile. L’Europa teme di restare sola. Da queste due paure nasce un patto triste. Una comanda, l’altra paga. La NATO non protegge più soltanto un confine. Difende una gerarchia. Sorveglia un ordine che si sta consumando, ma pretende ancora obbedienza e tributi. E i governi europei si adeguano. Pronunciano parole solenni. Patria, libertà, responsabilità. Poi consegnano bilanci, industrie e futuro a un progetto che non appartiene ai loro popoli. La sovranità viene celebrata nei discorsi e ceduta nei fatti. Ci diranno che non esisteva alternativa. È la frase preferita di chi ha già deciso al posto nostro. Intanto le spese militari cresceranno. Le risorse civili diminuiranno. I sacrifici avranno il volto della gente comune. A chi governa resteranno i palazzi sorvegliati. A chi specula, i profitti. A chi produce armi, nuovi mercati. Agli altri resterà il conto. Ci sono epoche in cui i popoli vengono condotti verso il pericolo al suono delle fanfare. Questa è più cupa. Non ci sono inni. Soltanto grafici, percentuali e dichiarazioni prudenti. La guerra oggi arriva in giacca e cravatta. Parla di stabilità. Sorride. E mentre i potenti celebrano l’unità ritrovata, 

l’Europa si allontana lentamente da se stessa. Non cade. Si consegna. 


( Illustrazione di Paweł Kuczyńsk via Pinterest )

... finalmente!! ...

... domani mattina si parte per Mattie ... ore 8 e 30 come da orario fissato dal Comandante Antonio (FUCK ALL THEM!!).

giovedì 9 luglio 2026

... una vergogna!!! ...

Non ci andare Giovanna, non ci andare. Questo le aveva detto suo padre Pasquale quando Giovanna gli aveva detto che iniziava a lavorare nella fabbrica di materassi di Biagio Miceri, a Montesano sulla Marcellana. Pensava che la figlia fosse troppo giovane, che quel salario di 1,5 euro l’ora (due per le sue colleghe maggiorenni) fosse una vergogna, che lei doveva studiare per migliorare il suo futuro. Ma Giovanna voleva darsi da fare, voleva aiutare i suoi genitori, padre forestale e madre disoccupata, a mandare avanti la famiglia e così alla fine aveva accettato quello stipendio così basso e quelle condizioni di lavoro terrificanti proposte da Miceri. Non era solo un lavoro mal retribuito ed in nero, si trattava di stare ore e ore, anche più di dieci, in un sottoscala non arieggiato pieno di materiale infiammabile. L’azienda, totalmente illegale, non era registrata presso nessun ufficio pubblico, il locale privo delle elementari norme di sicurezza, i contratti verbali, spesso disattesi, i libretti di lavoro addirittura sequestrati. Insomma un ambiente malsano da ogni punto di vista nel quale donne di ogni età passavano l’intera giornata per portare a casa una ventina di euro. E fu in quell’ambiente che finì la vita di Giovanna e di una sua collega, Annamaria Mercadante, di 49 anni. Nella fabbrica di materassi c’era un impianto elettrico vecchio e non a norma e numerosi materiali infiammabili. E così il 5 luglio del 2006, quando probabilmente un cortocircuito, intorno alle dieci e mezza fece divampare le fiamme, queste presto avvolsero l’intera struttura. Biagio Miceri si diede subito alla fuga abbandonando le sue operaie in mezzo ai fumi. Due di loro riuscirono a fuggire: non Giovanna che, forse per spegnere l’incendio o più probabilmente per salvare Annamaria, collega alla quale era legatissima, tornò sui suoi passi e rimase intrappolata tra le fiamme. Le due donne si rintanarono nel bagno e lì morirono soffocate a causa di una combinazione di monossido di carbonio, benzene e acido cianidrico. Ovviamente non vi erano porte di sicurezza e nemmeno estintori, anzi i vigili del fuoco giunsero appena in tempo per arginare l’incendio prima che arrivasse alle bombole di gas lasciate sulla porta della fabbrica abusiva. Bombole che avrebbero fatto saltare in aria l’intera palazzina - comprese le scuole elementari pubbliche lì presenti. Tutti in paese sapevano della fabbrica abusiva, comprese le istituzioni. I vigili locali l’avevano multata per non aver pagato alcune imposte comunali ma non avevano certo chiamato l’ispettorato del lavoro o fatto una denuncia, mentre il sindaco di un comune vicino era la persona che aveva “procurato l’impiego” a Giovanna. Giovanna, morta a 15 anni per un euro e mezzo l’ora. 

Cronache Ribelli

... un "italiano/a vero/a"!!! ...

Proprio adesso che si stava Vannaccizzando... 


 - #marioadinolfi #ladro #vignette #cartoon #satira

... Guglielmo di Occam ...

Il Rasoio di Occam 

È un principio metodologico e uno dei criteri di economia euristica, non una legge fisica immutabile. Ma non è sempre vero. Il principio fu enunciato dal frate francescano e filosofo inglese Guglielmo di Occam, vissuto tra il 1288 e il 1347. Nonostante il rasoio porti il suo nome, la storia della sua formula è curiosa. L'idea di preferire la parsimonia era già presente in filosofi precedenti, come Aristotele e Tommaso d'Aquino. Guglielmo, tuttavia, lo utilizzò in modo così metodico e tagliente nelle sue opere teologiche da farlo associare definitivamente al suo nome. La formula più famosa attribuita a lui, "Entia non sunt multiplicanda praeter necessitatem" (Non moltiplicare gli elementi oltre il necessario), non si trova scritta in nessuno dei suoi testi superstiti. Nei suoi libri reali, Guglielmo esprimeva il concetto in modo leggermente diverso, scrivendo: "Pluralitas non est ponenda sine necessitate" (La pluralità non dev'essere posta senza necessità). La metafora del rasoio fu introdotta solo secoli dopo dai filosofi successivi, per descrivere visivamente come la sua logica tagliasse via tutte le ipotesi superflue. Ma perché la spiegazione più semplice non è sempre quella corretta? Efficacia vs Verità: Non garantisce che la teoria più semplice sia la verità assoluta. Serve solo a preferire l'ipotesi che richiede meno assunzioni non verificate a parità di potere esplicativo. Poi la realtà è complessa Molti fenomeni naturali richiedono spiegazioni articolate. Esiste un limite noto al principio, che si riassume nella frase: "Una teoria dovrebbe essere il più semplice possibile, ma non più semplice". In pratica è un ottimo punto di partenza per tagliare via le ipotesi infondate o le speculazioni astruse, ma le conclusioni definitive richiedono sempre prove empiriche e osservazioni. Facciamo un esempio Se non si accende il computer il Rasoio di Occam suggerisce di testare prima le cause più banali e probabili, scartando momentaneamente scenari catastrofici o complessi come un attacco hacker o la fusione della scheda madre. Se applichi il Rasoio di Occam, la primissima azione deve essere controllare che la spina sia inserita. Solo se questa e le altre verifiche basilari falliscono, avrai la prova empirica per passare a ipotesi più costose e complesse. Il Rasoio di Occam non funziona e fallisce quando la spiegazione più semplice è errata perché la realtà dei fatti è intrinsecamente complessa, insolita o stratificata. Il rasoio presuppone che la natura e le persone agiscano in modo lineare. Se qualcuno sta mentendo, truffando o nascondendo le proprie tracce intenzionalmente, la spiegazione più semplice (es. "ha perso il portafoglio") è falsa, mentre quella complessa (es. "lo ha nascosto per simulare un furto") è quella vera. In medicina, nell'ecologia o nell'economia, un singolo sintomo può derivare da una catena lunghissima di cause ed effetti. Esempio medico: Se hai il mal di testa, l'ipotesi più semplice è la disidratazione. Ma potrebbe trattarsi di un effetto collaterale raro di un farmaco combinato con la postura scorretta e un problema cervicale. La soluzione semplice (bere acqua) fallisce. Se formuli un'ipotesi basandoti solo su tre indizi, la tua spiegazione "semplice" sarà parziale. Non appena emergono nuovi dati, ciò che prima sembrava assurdo e complesso diventa l'unica spiegazione logica. Il rasoio funziona solo a parità di informazioni. La fisica quantistica ha dimostrato che l'universo, a livello microscopico, sfida la logica comune ed è incredibilmente controintuitivo. Spiegare il comportamento di una particella che si trova in due posti contemporaneamente (sovrapposizione) richiede formule matematiche e concetti enormemente più complessi rispetto alla fisica classica. All'inizio del Novecento, la spiegazione più semplice per la luce era che fosse un'onda o una particella. La realtà si è rivelata molto più complessa e controintuitiva. Il dualismo onda-particella e la meccanica quantistica violano la logica lineare del Rasoio. La regola d'oro per capire quando abbandonarlo Il rasoio si rompe non appena raccogli una prova empirica che contraddice l'ipotesi semplice. Se la spiegazione più lineare non supera la prova dei fatti, devi scartarla immediatamente e passare a quella più complessa. 

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