martedì 2 giugno 2026

... niente parate!! ...

La nostra Repubblica non ama le parate 


di Raffaele Crocco 

 La Repubblica ha chiuso la stagione della dittatura, della guerra e della devastazione fascista. È il risultato della lotta della Liberazione, della Resistenza, del sacrificio di donne e uomini che da civili – non da soldati – immaginarono uno Stato fondato non sulla disciplina militare, ma sui diritti umani, sulla dignità della persona, sul lavoro, sulla partecipazione democratica. Così, è sempre più contraddittorio trasformare la Festa della Repubblica in una vetrina di militarizzazione simbolica. Le parate militari romane, gli armamenti esibiti, il linguaggio patriottico costruito attorno alla forza dell’esercito e al mito della difesa di confini che non abbiamo mai dovuto difendere, rischiano di alterare il senso profondo del 2 giugno. Perché una democrazia non si riconosce innanzitutto nella potenza militare. Si riconosce nella qualità delle istituzioni, nella giustizia sociale, nella libertà dei cittadini, nella pace. La Costituzione nata dalla Resistenza è il risultato dell’incontro tra tre grandi culture politiche: quella liberale, che difese i diritti e i limiti del potere; quella socialista e del lavoro, che pose al centro uguaglianza e dignità sociale; quella cattolica democratica, che affermò solidarietà e valore della persona. Culture diverse, spesso conflittuali, unite dal rifiuto del fascismo e della guerra come strumenti ordinari della politica. Ridurre questa storia complessa all’immagine di soldati in parata significa impoverire la memoria repubblicana e mancare di rispetto a chi quella Costituzione ha scritta. Significa dimenticare che l’articolo 11 della Costituzione “ripudia la guerra” e che la Repubblica si fonda sul lavoro, non sulle armi. L’esercito appartiene alle istituzioni democratiche e svolge funzioni previste dalla Costituzione: non può e non deve diventare il simbolo identitario principale della Repubblica nata dall’antifascismo. Il 2 giugno dovrebbe essere soprattutto la festa della cittadinanza democratica: delle scuole, dei lavoratori, del volontariato, della cultura, della sanità pubblica, della partecipazione civile. Dovrebbe ricordare il voto delle donne nel referendum del 1946 e ribadire la necessità di costruire una democrazia vera eliminando ogni disuguaglianza di genere. Dovrebbe fare memoria della speranza collettiva di ricostruire un Paese devastato, il compromesso alto che rese possibile la Costituzione. La Repubblica italiana è nata per allontanarsi dalla retorica della forza e del nazionalismo aggressivo. Rifiutare le parate e difenderne oggi il significato significa custodire quella promessa originaria: una democrazia fondata sulla pace, sulla pluralità e sui diritti, non sull’esibizione stupida e maschilista delle armi. 


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... Repubblica!! ...

2 giugno 1946 – 2 giugno 2026 


Ottant'anni fa, dalle macerie della guerra e della dittatura, l'Italia scelse la Repubblica. Fu una giornata storica: per la prima volta le donne votarono in una consultazione politica nazionale, partecipando pienamente alla costruzione di un Paese fondato sulla libertà, sulla democrazia e sull'uguaglianza. Il voto del 2 giugno 1946 rappresentò il compimento di un percorso aperto dalla Resistenza e dalla lotta di Liberazione, che restituirono agli italiani il diritto di decidere il proprio destino. A ottant'anni da quella scelta, ricordiamo tutte le donne e tutti gli uomini che contribuirono alla rinascita democratica dell'Italia e riaffermiamo il valore dei principi che animano la nostra Costituzione: antifascismo, partecipazione, giustizia sociale, pace e solidarietà. 

Viva la Repubblica. 
Viva la Costituzione. 
Viva l'antifascismo. 


 ANPI #2Giugno #FestadellaRepubblica #80AnniDellaRepubblica #ANPI #Resistenza #Costituzione #Antifascismo #SuffragioUniversale #DirittiDelleDonne

... ottanta anni fa!! ...

Quel due giugno di ottanta anni fa poteva andarci molto peggio. Potevamo essere sudditi e non cittadini. 

Buona festa della Repubblica! 

 Maurizio Moroni

lunedì 1 giugno 2026

... fascista bastardo!! ...

𝐐𝐮𝐞𝐥𝐥𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 "𝐜𝐫𝐨𝐜𝐢𝐞𝐫𝐚", 𝐚𝐝𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐥𝐚 𝐭𝐨𝐫𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐡𝐚 𝐮𝐧 𝐧𝐮𝐦𝐞𝐫𝐨 𝐝𝐢 𝐟𝐚𝐬𝐜𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨 


Il #buongiorno di Giulio Cavalli 


 Ignazio La Russa (FdI), il 4 maggio, sulla Global Sumud Flotilla aveva la battuta: farsi fermare in mare e poter «gridare che sei stato torturato è il massimo a cui aspirare», «a scarso rischio e a molto ritorno mediatico». Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi rincarava, aiuti «irrisori». E Israele, il 3 maggio, certificava che nessuno era «mai stato torturato». Tre settimane dopo la Procura di Roma ha messo agli atti un'altra versione. I fascicoli del procuratore Francesco Lo Voi, dell'aggiunta Lucia Lotti e del sostituto Stefano Opilio portano, tra le ipotesi di reato, la parola che a palazzo faceva sorridere: tortura. Con sequestro di persona, rapina e danneggiamento, a carico di ignoti, dopo gli abbordaggi del 29-30 aprile al largo di Creta e del 18-19 maggio a sud di Cipro. I referti, intanto, dicono altro: l'ong Adalah ha messo agli atti decine di fratture alle costole, taser, proiettili di gomma, molestie sessuali. Il video delle umiliazioni l'ha pubblicato il ministro israeliano Itamar Ben Gvir in persona, fiero, e persino Antonio Tajani ha parlato di «atteggiamento da regime dittatoriale». E adesso? Adesso i pm hanno una lista di nove nomi tra militari e politici, e una strada già battuta: la sentenza 192/2023della Corte costituzionale, quella del caso Giulio Regeni, permette di procedere senza gli imputati quando si indaga per tortura e lo Stato d'origine non collabora. Israele, infatti, collaborare non vuole: la rogatoria è ferma da settimane al ministero della Giustizia. Restano quelli della crociera. Andrebbero riletti ora che la tortura ha un numero di fascicolo. Ma quelli non sanno leggere, ordinano solo cosa scrivere

... Calendario ...

... lo so che gli scongiuri non servono, quando si è nel bel mezzo di un periodo di MERDA, ma lasciatemeli fare a mo' di sfogo, nella mia rabbia senza fine!!

... Giugno ...

... caro bastardissimo Giugno, quanta merda hai in serbo per me? Qualunque sia la sua schifosa quantità sappi che soppravviverò, BASTARDO!!

domenica 31 maggio 2026

... fine mese ...

... immagini che valgono più delle parole, con una degna conclusione di mese!!