Le menti sembrano sempre più offuscate da messaggi semplicistici, fuorvianti e costruiti per alimentare paure e risentimenti. L’immigrazione clandestina, la criminalità, i femminicidi, la violenza nelle strade: per ogni problema complesso arriva la soluzione miracolosa. E, naturalmente, arriva Lui.
L’uomo forte. Quello che, con il suo immancabile sorrisetto e una comunicazione apparentemente semplice e diretta, dovrebbe risolvere tutto.
Il problema non è soltanto chi lancia questi messaggi. Il problema è chi li accoglie senza interrogarsi, senza verificare, senza distinguere tra slogan e soluzioni concrete. È il trionfo dell’analfabetismo funzionale applicato alla politica: non comprendere la complessità dei problemi, ma cercare risposte facili, immediate e rassicuranti.
E qui sta il vero pericolo.
L’ex generale Roberto Vannacci ha dimostrato di saper utilizzare con abilità i nuovi strumenti della comunicazione. Sa parlare alla “pancia” delle persone, utilizzare parole semplici, individuare paure e malcontenti e trasformarli in consenso politico. Non è necessario condividere le sue idee per riconoscere questa capacità comunicativa.
Proprio per questo non basta indignarsi. Non basta etichettare chi lo vota o lo ascolta come “ignorante” o “fascista”. Anzi, sarebbe un errore strategico.
Bisogna confrontarsi. Bisogna spiegare, punto per punto, dove finiscono gli slogan e dove iniziano i problemi reali. Bisogna dimostrare con i fatti, con i numeri e con argomentazioni comprensibili quali siano i limiti, le contraddizioni e le conseguenze concrete delle sue proposte.
E soprattutto il centrosinistra deve svegliarsi.
Non può continuare a parlare soltanto a chi è già convinto. Deve tornare nelle piazze, nei quartieri, nei luoghi di lavoro, sui social, nei luoghi dove si formano le opinioni. Deve fare proselitismo democratico, senza arroganza e senza paternalismi.
È tempo di una nuova RESISTENZA democratica: non contro le persone, ma contro la semplificazione della realtà, contro la manipolazione della paura, contro l'idea che per governare un Paese complesso bastino slogan, nemici da indicare e un uomo forte da applaudire.
La democrazia non si difende insultando chi la pensa diversamente.
Si difende convincendo.
E per convincere bisogna esserci, parlare, ascoltare e soprattutto spiegare. Perché lasciare campo libero a chi sa comunicare meglio significa consegnargli anche il monopolio del racconto della realtà.
Diamoci una svegliata. La democrazia non è mai conquistata una volta per tutte. Va difesa ogni giorno.
Raffaello Briguglio.



