martedì 28 aprile 2026

... "mezzo litro" ...

E non finiscono di abbattersi tegole su Carletto "mezzo litro" Nordio e su come ha gestito, a dir poco malamente gestito, la vicenda della Grazia concessa alla ex organizzatrice di festini per l'allora Premier Berlusconi. Infatti l’ospedale di Padova ha smentito Nicole Minetti sulle mai avvenute visite ospedaliere al figlio adottivo uruguayano che figuravano tra gli elementi principali alla base della richiesta di grazia. Il direttore di Neurochirurgia pediatrica dell’Uoc di Padova Luca Denaro ha negato che il bambino sia mai stato visitato a Padova e di avere avuto alcun contatto con Minetti. Insomma nell'istruttoria che è stata sottoposta alla controfirma del Presidente della Repubblica erano contenute vere e proprie balle. Inoltre pare che neanche a Milano ci sarebbero tracce di alcuna visita. E come sperava di uscirsene Carletto? La pratica dicono dal Ministero di Grazia e Giustizia sarebbe stata gestita da Giusy Bartolozzi. Capito? Vogliono uscirsene scaricando la colpa sulla già dimissionata Bartolozzi. Possono mica farla nuovamente dimettere? Capito? Semplice. Vorrebbero così lavarsene le mani. Peccato che se anche avesse fatto tutto la Bartolozzi, e visti gli altarini che si iniziano a scoprire la cosa non sorprende neanche, è ovviamente del Ministro e di nessun altro la responsabilità politica se la sua allora capo di gabinetto ha detto vere e proprie balle per truccare le carte al fine di consentire la Grazia a Nicole Minetti. Caro indegno ed incapace Ministro crediamo sia venuto il tempo che tu prenda atto di aver chiuso indegnamente la tua carriera di magistrato ricoprendo il ruolo di peggior Ministro della Giustizia della storia repubblicana e tolga finalmente il disturbo. Anche con discreto ritardo tutto sommato considerando il risultato referendario. 

Anche basta. Anche basta! 

 Mario Imbimbo.

... il dito e la luna! ...

𝐈𝐥 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐚𝐥𝐢𝐬𝐦𝐨, 𝐢𝐥 𝐝𝐢𝐭𝐨, 𝐥𝐚 𝐥𝐮𝐧𝐚 


Il buongiorno di Giulio Cavalli 

Il Quirinale ha scritto al ministero della Giustizia. Vuole sapere se i fatti su cui si è fondato il decreto di grazia a Nicole Minetti, condannata per peculato e favoreggiamento della prostituzione, siano veri. La domanda viene da un'inchiesta del Fatto quotidiano: bambino uruguayano, adozione opaca, madre scomparsa, due avvocati morti che la procura di Garzón indaga per duplice omicidio. Nordio aveva firmato. Mattarella aveva firmato il 18 febbraio ma adesso chiede conto. Alberto Nerazzini lavorava su criminalità e politica quando ha trovato negli atti della DDA il nome del sottosegretario Andrea Delmastro Delle Vedove, socio della figlia diciottenne di Mauro Caroccia, prestanome del clan Senese, in un ristorante a Roma. Il 24 marzo si è dimesso. Fanpage ha mandato una giornalista infiltrata tra i ragazzi di Gioventù Nazionale finché non li ha ripresi a cantare «Sieg Heil» nelle sedi del partito, e la Commissione Segre ha acquisito i filmati. Nello Scavo di Avvenire, sotto scorta dal 2019, ha documentato gli incontri tra funzionari italiani e Bija, sanzionato dall'Onu, in un centro di accoglienza in Sicilia. C'è chi guarda il dito e ce lo rivende come se fosse la notizia. Dice: uso politico dell'inchiesta. Dice: bisogna capire il contesto. Sono i moralisti del giornalismo, quelli che pontificano sul metodo mentre i fatti bruciano. Il giornalismo fa meno numeri dei video virali. Però modifica la realtà: un decreto in sospeso, un sottosegretario a casa, un cronista sotto scorta perché qualcuno temeva quello che scriveva. Sono risultati. Esistono.

... un anormale ministro! ...

La cosa che va giudicata "normale" è che il "guardagingilli", al secolo Dott. Carlo Nordio, ne abbia fatta un'altra delle sue. La cosa che invece va considerata "anormale", anzi rivoltante, è che il peggior ministro della Giustizia della storia abbia preso l'iniziativa di chiedere e fare concedere la grazia a una conclamata, condannata e capace curatrice di giri di prostituzione anche di minori; organizzatrice di "cene eleganti e relativi travestimenti, oltre che conclamata mentitrice. Stavolta però il "guardagingilli" non è alle prese con una dichiarazione sbagliata dopo qualche spritz di troppo, stavolta ha messo in mezzo il Capo dello Stato e in qualche modo lo ha indotto a una decisione, quella della concessione della grazia appunto, che il Presidente ha finito per sputtanarlo. Lo scoop del Fatto Quotidiano, infatti, non ha messo in luce solo la continuazione del mestiere preferito della ex igienista dentale di Berlusconi, quello di organizzatrice di giri di prostituzione di alto bordo in Uruguay. Con Epstein in mezzo, fra l'altro. Lo scoop ha messo in evidenza un fatto che se venisse dimostrato sarebbe gravissimo: la documentazione portata da Nordio a supporto della richiesta di grazia sarebbe falsa o basata su fatti inesistenti o taroccati. Poiché il Presidente Mattarella e il suo Ufficio non hanno gli strumenti per verificare la congruità e la veridicità di quella documentazione, strumenti che invece ha il Ministro della Giustizia, è notizia di pochi minuti fa che il Presidente della Repubblica, attraverso il suo ufficio Stampa, abbia chiesto a Nordio delucidazioni in merito. È un fatto che non ha precedenti. Qualora quanto riportato dal Fatto Quotidiano venisse accertato, va revocata la grazia a Minetti, ma quella non doveva neppure essere stata concessa, ma vanno considerate inevitabili le dimissioni di un Ministro della Giustizia del quale questo Paese non aveva assolutamente bisogno. Forse è la volta buona che il popolo italiano Carletto mezzolitro, senza giri di parole, se lo toglie dalle palle. Scusate il francesismo. 


 Giancarlo Selmi.

lunedì 27 aprile 2026

... medicazione! ...

... prima medicazione per Maria Rosa: la ferita è in ordine con modesto ematoma superficiale.

... tre colpi di pistola! ...

𝐔𝐧 𝐮𝐨𝐦𝐨 𝐢𝐧 𝐬𝐜𝐨𝐨𝐭𝐞𝐫 𝐬𝐩𝐚𝐫𝐚. 𝐈𝐥 𝐫𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐞̀ 𝐫𝐮𝐦𝐨𝐫𝐞 

Il #buongiorno di Giulio Cavalli 

 Un uomo su uno scooter, casco integrale e mimetica verde, si è fermato in via delle Sette Chiese a Roma e ha sparato tre colpi contro una coppia con il fazzoletto dell'Anpi. Cercavano un bar dopo il corteo. Questa è la fotografia del Paese. Il resto è chiacchiera. C'è un esercizio di moda: il lamento. Per la festa sporcata, la piazza indisciplinata, i toni da abbassare. Un piagnisteo bipartisan che suppone un'Italia capace di andare d'accordo, se solo qualcuno smettesse di fare casino. Se invece siamo un Paese spaccato. La povertà cresce. Le leggi si stringono. C'è gente disgustata da governi che massacrano civili e dalla compiacenza morale di pezzi della politica italiana. C'è gente che rivendica il diritto di portare il dissenso in piazza. Il conflitto esiste, ogni giorno di più. Meloni sogna la pacificazione nazionale. Solo che governare un paese pacificato non è governare: è gestire. Un paese quieto, rassegnato, che smette di fare domande. La pace che chiede è il silenzio. Chi si duole perché il mondo intorno non è come lo vorrebbe soffre di una sindrome precisa: la paura del conflitto. Produce paternalismi e ipocrisie. Ci si duole dello scontro senza chiedersi perché esiste. Le bandiere israeliane portate come provocazione, la Brigata ebraica scortata fuori da Milano dalla polizia antisommossa, gli insulti a Fiano: tutto occupa i titoli. E intanto in via delle Sette Chiese sparano a due pensionati con il fazzoletto al collo. Quella è la posta in gioco. I provocatori usano il dissenso come materia prima per ritagliarsi notorietà. 

Ma siamo un paese spaccato. Meglio saperlo. 

 Foto @anpi.roma

... calcoli sbagliati! ...

Alla Casa Bianca, ieri, è andata in scena una delle pagine più memorabili della storia recente dell’amministrazione Trump. Robert F. Kennedy Jr., ministro della Salute degli Stati Uniti d’America, ha deciso di riscrivere completamente le regole della matematica. E davanti a un Trump che annuiva soddisfatto, ha affermato: “Un senatore democratico mi ha detto che è matematicamente impossibile che un farmaco scenda di prezzo del 600%. E io gli ho risposto: se costa 100 e sale a 600, quello è un aumento del 600%. Se scende da 600 a 100, è un risparmio del 600%”. E Trump, compiaciuto: “Giusto”. In due frasi, il ministro della Salute della prima potenza mondiale è riuscito nell’impresa di sbagliare due calcoli su due. Il primo: se un prodotto costa 100 e arriva a 600, l’aumento è del 500%, non del 600%. Le percentuali si calcolano sulla differenza rispetto al prezzo di partenza (600 − 100). Il secondo, ancora più clamoroso: se quello stesso prodotto torna da 600 a 100, il risparmio è dell’83%. E il motivo è semplice. Il risparmio massimo possibile, nell’universo conosciuto, è il 100%. E si raggiunge quando il prodotto diventa gratis. Oltre il 100% significherebbe che la farmacia ti consegna il medicinale e in più ti paga per portartelo via. Ma nel regno di Kennedy esistono farmacie magiche che ti rimborsano cinque volte il prezzo del Moment. Il tutto certificato in diretta dal Presidente degli Stati Uniti con un solenne “giusto”. 

Questi sono quelli a cui è stato consegnato il più grande sistema sanitario del pianeta. E sono gli stessi che i nostri, da Meloni in giù, continuano a definire “modelli”. 
Dormite bene. 

Abolizione del suffragio universale 

Paolo Ranzani.

domenica 26 aprile 2026

... Merda ai merdosi!! ...

Stamattina a Dongo è successa una cosa bellissima: mentre un centinaio di merdosi nostalgici col braccio teso celebrava col rito del “presente” e praticava il saluto fascista per commemorare il maiale Mussolini e i quindici gerarchi fascisti che 81 anni fa come codardi si diedero alla fuga verso la Svizzera, dall’altra parte qualcuno ha pensato di replicare nell’unico modo all’altezza della situazione: lanciando palloncini pieni di merda. Provate ad immaginare il silenzio liturgico del momento, lo sguardo fiero, il braccio teso, il viso commosso. E poi all'improvviso: “splat!” una bella merda sulla camicia nera stirata stanotte. 

Un affettuoso grazie a chi stamattina ha ricordato a questi sottosviluppati che il fascismo è stato merda putrida e come merdosi immondi devono essere trattati i militanti e nostalgici. 

Tony Mele.
Era la mattina del 27 aprile 1945 quando a Dongo, sul lago di Como, gli uomini della cinquantaduesima brigata Garibaldi fermarono un' autocolonna tedesca diretta in Svizzera. A bordo del quinto camion, i partigiani scorsero un uomo rannicchiato in un angolo, con l' elmetto in testa e addosso un cappotto militare ben abbottonato. «Camerata ubriaco, vino!» cercò di spiegare un soldato. Insospettito, uno dei partigiani avvertì il compagno «Bill», il più alto in grado. Lui si avvicinò, osservò, capì: 

«Lo chiamai. Prima gli dissi: "Camerata!". Niente, nessuna risposta. Allora feci: "Eccellenza!". Ancora niente. Provai così: "Cavalier Benito Mussolini!". Ebbe come una scossa elettrica. Saltai sul camion e, di fronte al suo stupore, gli dissi: "In nome del popolo italiano, io l' arresto"». 

L' uomo che arrestò il Duce: .

.....Mussolini e i suoi erano solo degli usurpatori che si reggevano al potere solo in virtù dell’appoggio tedesco e di spietati metodi di repressione... il mio sdegno contro gli uni e contro gli altri – scrive – aumentava di giorno in giorno... Mi convinsi così che mi sarebbe stato impossibile rimanermene con le mani in mano ad attendere la salvezza e la liberazione da altri, ............ 

partigiano Pedro.