domenica 4 ottobre 2026

... il gesto più grave! ...

IL GESTO PIÙ GRAVE 


È noto che la saggezza sia una prerogativa della maturità. Lo penso anch’io. Ora, nessuno ha da eccepire sul fatto che l’Olocausto sia una ferita ancora aperta per molti di noi. Che sia necessario tenere viva la memoria di quella tragedia e occorra soffocare sul nascere ogni tentativo di giustificarla, minimizzarla o addirittura di emularla. Questo però non ha nulla a che vedere con la legittima critica verso lo Stato, il governo di Israele e verso le sue politiche nei confronti del popolo palestinese. Parliamo di uno Stato, s’intende, non del popolo di Israele, che vorremmo tutti vedere ribellarsi contro il suo governo al massacro del popolo palestinese. Nessuno può essere giustificato per aver subito un torto nel momento in cui ha le mani sporche di sangue, come ora le hanno lo stato e il governo di Israele. È scritto in un codice universale che dovrebbe essere alla base di ogni civiltà: le vite sono tutte uguali, al di là delle religioni, delle idee e delle nazionalità. Francamente non mi aspettavo che la Segre non si accorgesse di questo. Non me lo aspettavo per ciò che ha sempre raccontato e del male che ha vissuto. Non me lo aspettavo per la sua età veneranda. Piuttosto che difendere gli innocenti di Gaza, sembra che ci si preoccupi di difendere la reputazione di chi è responsabile della loro morte. O almeno questo è un rischio molto concreto. Assistiamo a una battaglia politica e perfino a una legge sull’antisemitismo senza urlare, prima di tutto, di far tacere le armi e salvare la vita agli innocenti di Gaza e dei paesi vessati e occupati. E poi viene da pensare che già è vietata la discriminazione e la persecuzione per questioni religiose, razziali ecc. È prevista nel nostro ordinamento anche la giusta aggravante per chi nega la Shoah. Quello che tuttavia non è ancora vietato, evidentemente, è trucidare i palestinesi. Di ciò non si preoccupa nessuno. Ed è questo, secondo me, in questo momento storico, il gesto più grave. 


 Alberto Fois.

... figlia d'arte ...

... un FP 7 per Putin!! ...

La notizia era circolata subito: quello che era arrivato sulla zona nord di Mosca, proveniente dall'Ucraina, non era un drone ma un missile balistico fatto e finito. Immediatamente si era messa in moto la macchina delle indagini per capire di che missile si trattava, da dove era stato lanciato, chi poteva averlo fornito all'Ucraina. Tutto inutile. Ci ha pensato il presidente ucraino Zelensky, quello che di far ridere ha smesso da tempo, annunciando che l'oggetto misterioso era un missile balistico FP-7 di fabbricazione ucraina, dalla Fire Point, quella che finora sfornava droni come pagnotte di pane e che ne è bastata avviata la produzione. Ancora una volta quelli che qualcuno dà per spacciati da più di quattro anni, che forse e dico forse, non possono vincere, stanno dicendo al mondo che sono più in grado loro di portare Putin a un tavolo di trattativa che i tappeti rossi di Trump, o le inesistenti proposte europee. Qualcuno ha fatto notare che l'arma non è stata testata in modo indipendente, che mancano notizie sulla quantità di produzione e cose simili. Agli ucraini queste osservazioni non faranno venire nemmeno un brufolo dove non batte il sole. La narrativa dice che in Ucraina ormai le donne non fanno più la pasta a mano, perché costruiscono droni: tra un po' le vedremo anche assemblare missili? 

 Forse non possono vincere, ma accidenti se stanno vendendo cara la pelle! 


 Elisabetta Capodilupo.

... un Mistero Teologico?? ...

CERCASI MISTERO TEOLOGICO (ASTENERSI PERSONE VERE) 


C'è un’aritmetica surreale, quasi metafisica, che si aggira nei corridoi della politica. Non è ideologia, non è visione del mondo: è pura geometria del vuoto. Mettiamo a confronto i due pesi massimi del "campo largo": da una parte il PD, atlantista col colletto inamidato, riformista da salotto, europeista d'ordinanza e perennemente attanagliato da un'ansia etica verso il mondo intero. Dall’altra il Movimento 5 Stelle, sospeso in quell'eterna parabola che va dalle piazze dei primordi ai palazzi di potere, con un'ostinata volontà di purezza etica, un pacifismo integrale da difendere a ogni costo e la costante tentazione di considerarsi gli unici giusti della storia. Sullo sfondo c’è AVS. Ma su AVS sorvoliamo con pudore: fa esattamente quello che dice il PD, soltanto con un filo di ansia ecologica in più, come il fratello minore che annuisce forte alla tavola dei grandi per farsi notare. Tra PD e 5Stelle non ci sono semplici sfumature, ci sono distanze abissali. Sulla giustizia, sull'Ucraina, sulle armi, sul lavoro, persino sul modo di intendere lo stato. Due mondi che si osservano con garbo e reciproca diffidenza, ma che si cercano per necessità elettorale. E allora la domanda sorge spontanea, feroce, quasi banale: quale faccia può fare la sintesi di questa schizofrenia? Che connotati deve avere un essere umano per rappresentare contemporaneamente la fermezza atlantica e il pacifismo intransigente, il riformismo di governo e il moralismo rigorista, il termovalorizzatore e il comitato 'No a Tutto?'. Non può essere una faccia vera. Dovrebbe essere una maschera disossata, un ologramma privo di espressione, un camaleonte espressivo addestrato a sorridere a destra mentre strizza l'occhio a sinistra, sperando che gli occhi non gli rimangano incrociati. Ma la commedia non finisce qui. Perché per vincere, dicono i matematici della politica, bisogna allargare. E quando dici allargare, spunta immancabilmente Matteo Renzi. Ecco, aggiungiamo Renzi all'equazione. Il liberista da conferenza araba, l'uomo col 2% che pretese di valere il 50%, il rottamatore che sopravvive a qualunque rottamazione. Ora provate a immaginarla, quella faccia. Un volto che debba piacere a Conte, rassicurare la Schlein, non far venire l'orticaria a Fratoianni e contemporaneamente prendere un caffè al centro con Renzi senza farsi pugnalare alla schiena prima del dolce. Cos'è? Un mostro mitologico a quattro teste? Un puzzle anatomico assemblato alle quattro del mattino durante un vertice di coalizione? Non cercano un leader, cercano un mistero teologico. Cercano la personificazione del nulla compatto, della neutralità assoluta. Una faccia che non dica niente, non pensi niente e non scelga niente, perché qualunque parola pronunciata farebbe saltare il banco prima dell'apertura dei seggi. Forse un volto umano non basta più. Serve uno specchio. Uno specchio montato su un palo, da portare in piazza durante i comizi: così ciascun alleato guardandolo ci vedrà se stesso, e per cinque minuti potrà illudersi che quella cosa lì sia una coalizione. 


 Mauro David.

sabato 3 ottobre 2026

... un sondaggio Ipsos ...

INSEGUITORI E DORMORIENTI 

Ma avete notato come oggi si calcola la vittoria in politica? Basta leggersi l'ultimo sondaggio Ipsos firmato da Pagnoncelli per capirlo. Una volta si vinceva se la gente credeva in qualcosa. Oggi no. Oggi vinci se il tuo avversario riesce a fare più schifo di te. È la meravigliosa teoria del "meno peggio". Tu perdi dei pezzi? Non importa! L'importante è che quello di fronte a te ne perda il doppio, così puoi andare in televisione a spiegare che hai conquistato una grandiosa vittoria morale. Prendete il governo. Un disastro ordinato. Meloni e la sua squadra vanno in affanno, non sanno bene cosa fare, e allora cosa si inventano? Rincorrono Vannacci che passa per strada urlando fesserie da osteria. E la cosa tragica è che l'operazione riesce! Perché a destra c’è questa disciplina quasi militare: Salvini e Tajani possono pure perdere pezzi da Lega e Forza Italia, ma quando vedono il potere si compattano come un panetto di cemento. Se perde colpi la casa madre di Fratelli d'Italia, c'è subito la succursale dell'estremismo di Vannacci con Futuro Nazionale pronta a raccogliere la spazzatura e a rimetterla in circolo. Niente va sprecato! Ma la vera poesia, la vera tragedia greca, è la Sinistra. Ah, che capolavoro! Mentre fuori il mondo brucia e la gente chiede a gran voce da che parte stare, Schlein e i vertici del Pd si riuniscono in uno scantinato per perfezionare l'arte del non dire assolutamente nulla. Hanno questa capacità sovrumana di stare contemporaneamente a favore della pace e a favore delle bombe, pur di non scontentare il capocorrente di turno o il burocrate di turno. È una ginnastica della lingua fantastica: una parola a destra, una carezza a sinistra, un "sì ma anche no" pronunciato con lo sguardo grave di chi sta salvando la democrazia. Risultato? Conte con il Movimento 5 Stelle e Nicola Fratoianni con Avs dicono una cosa chiara sul no alle armi e li superano a sinistra senza neanche accelerare. E la Schlein, invece di darsi una mossa, resta lì, paralizzata dal terrore delle proprie primarie, a guardare i consensi del Pd che colano a picco sotto il venti percento, verso i minimi storici di Renzi e Letta. Ma loro no, loro non cambiano linea! Sotto sotto sperano nel miracolo: che la Consulta gli cancelli la legge elettorale, che il destino gli regali una scorciatoia, o di imbarcare l'ennesimo rottame come Renzi per fare numero. Siamo al ridicolo. Un centrodestra che vince per inerzia, sommando tutte le sue ossessioni, e un'opposizione che si addormenta sulla propria presunzione mentre la casa va a fuoco. E la gente? La gente guarda questa commedia grottesca, si alza dalla poltrona e smette persino di andare a votare. Ci vorrebbe un gesto rivoluzionario. Ma vero. Sbarazzarsi dei soliti furbetti da poltrona, piantarla con la diplomazia del nulla, dire finalmente una parola chiara che abbia il sapore della verità e ritrovare un briciolo di dignità. Invece no. Tutti lì, fermi, ad aspettare la prossima sconfitta. 

Ma andate a dormire.. anzi no: svegliatevi! 


 Mauro David .

... Politica suicida!! ...

Politica suicida: quando le ambizioni di partito calpestano la speranza di un'alternativa 

Guardare a quello che sta accadendo nel campo progressista fa male. Fa male a chi ci crede, a chi aspetta un'alternativa seria a questo governo e a chi continua a sperare in un cambiamento reale per il Paese. Anziché fare opposizione dura e pura a Meloni e alla destra, assistiamo all'ennesimo spettacolo indecente: il PD preferisce attaccare, sminuire e persino sfottere gli alleati. Arrivare a irridere lo slogan "Uno vale uno" – dichiarando che il PD farà "valere di più" le proprie posizioni – non è solo divisivo e ridicolo: è un insulto a chi ci crede e a chi lavora per l'unità. E la domanda sorge spontanea: far valere di più quali posizioni? Forse quelle sul riarmo e sull'invio di armi all'Ucraina ad oltranza, senza uno straccio di negoziato e con una politica estera fotocopia di quella della destra? Chi guida il Nazareno sembra dimenticare la matematica politica e la realtà dei fatti: nella coalizione c'è anche Alleanza Verdi e Sinistra. Se sommiamo le forze di AVS e del Movimento 5 Stelle, chi decide davvero la linea? Da mesi si cerca di sbloccare l'impasse, arrivando persino a ipotizzare un nome terzo per la leadership. E la risposta qual è stata? Rifiuti, seguiti dai sondaggi sulle primarie che vedono Conte nettamente avanti, e infine un temporeggiamento snervante. Un giorno si dice sì alle primarie, un giorno si dice no, un giorno si tira fuori la regola calata dall'alto del "partito che prende un voto in più esprime il premier". Non sa nemmeno lei cosa dire. La verità è una sola, ed è sotto gli occhi di tutti: Da una parte c'è il PD, bloccato dalle correnti interne, che parla solo di poltrone, calcoli di bottega e strategie per evitare che Conte guidi la coalizione e scongiurare le primarie. Dall'altra c'è il Movimento 5 Stelle, che di fronte a questo immobilismo ha costruito un programma vero, partecipato con iscritti ed elettori, con punti chiari e messi nero su bianco su energia, extraprofitti, accise, sicurezza, migrazione e giustizia sociale. In un Paese democratico e maturo, il PD tirerebbe fuori il suo programma, sedendosi subito a un tavolo per fare una sintesi, trovare punti in comune e limare le divergenze. Invece no: si preferisce andare in assemblea ad attaccare, a dividere e a conservare il potere. Altro che "testardamente unitaria": questa è una strategia testardamente perdente, portata avanti sulla pelle di chi non ce la fa più. 

Continuando di questo passo, la Schlein farà dritta la fine di Enrico Letta, e riuscirà a far fare alla coalizione la stessa identica fine che Letta le ha fatto fare alle scorse elezioni. 


 Raffaele De Santis.

... schifo assoluto!! ...

Povera stellina! È tutto indignato. Chi di noi non ha avuto miliardi “piovuti dal cielo” negli anni ’60 e un boss mafioso come stalliere a tutto fare? 

CHE SCHIFO!!!