Il #buongiorno di Giulio Cavalli
Il primo febbraio gli account social della Polizia italiana hanno pubblicato un post per esprimere la propria vicinanza agli agenti feriti durante gli scontri di Torino. Nella foto pubblicata si scorgono Alessandro Calista e Lorenzo Virgulti nell’iconico frame in cui uno protegge l’altro dopo essere stato assalito dai manifestanti.
I due poliziotti sono stati usati dalla presidente del Consiglio e dalla maggioranza come simbolo degli scontri: quell’immagine è stata strumentalizzata per chiedere di votare sì al prossimo referendum sulla giustizia, è stata esposta per giustificare l’urgenza dell’ennesimo decreto sicurezza, è diventata clava per accusare l’opposizione di essere troppo compiacente nei confronti dei violenti.
Isolare un frame per trasformarlo in icona è un esercizio pubblicitario, spesso anche giornalistico. Farlo per motivazioni politiche invece è una scorciatoia: ci si può permettere di non aggiungere nessuna narrazione lucrando sulla reazione di pancia di chi vede l’immagine. Divulgare quell’immagine consente di omettere tutto il resto: strumentalizzare fingendo di semplificare.
C’è un problema: quell’immagine è stata ritoccata con l’intelligenza artificiale. Lo hanno certificato diversi media che si occupano di sofisticazione digitale. Quindi non solo quell’immagine è stata utilizzata come sineddoche (pretendendo di raccontare tutto) ma addirittura è stata resa più sentimentale attraverso strumenti di ritocco. E tutto questo è opera di un corpo dello Stato che ha l’enorme responsabilità di ricostruire i fatti senza condizionamenti. Ognuno tiri le proprie conclusioni.
L'immagine che ha fatto il giro del web è stata modificata tramite l'intelligenza artificiale.
A questo punto, potreste pensare di star seguendo una pagina che dà voce ai complottismi, ma se conoscete questo spazio, sapete bene che non è così. Lasciatemi spiegare.
Il video che tutti noi abbiamo visto è vero. E ripetiamo una volta, ancor di più, che i violenti, infiltrati nella manifestazione, devono essere identificati e processati. MA.
Molte delle immagini che abbiamo visto, si sono trasformate in volantini da campagna elettorale. E, difatti, sono state alterate tramite l'uso di intelligenza artificiale.
Questa immagine, nello specifico, ripubblicata dalla stessa Polizia di Stato, presenta numerose incongruenze. Dal video, vediamo che Alessandro, il poliziotto aggredito, aveva i capelli rasati, mentre nella foto sono magicamente ricresciuti.
Così come la strada asfaltata, si è trasformata in una strada in sampietrini.
Inoltre, l'immagine presenta diversi errori tipici della generazione di immagini tramite AI, come la scritta, incomprensibile dietro al casco del poliziotto e gli altri elementi indicati.
Questo è estremamente grave, perché dimostra che si è cercato di costruire una narrazione faziosa su quanto accaduto, speculandoci sopra.
Infatti, prima ancora che venisse ripostata dal canale ufficiale della Polizia di Stato, la foto era già comparsa in una pagina Instagram dal titolo inequivocabile: "Siete dei poveri comunisti" (fonte Open).
La veridicità di quanto riporto, non solo è sotto agli occhi di tutti, ma è stata confermata da alcuni fact-checker di Meta (Facta.news e Open), che hanno analizzato le immagini tramite l'utilizzo di SynthID, lo strumento di Google per il rilevamento di contenuti generati da intelligenza artificiale.











