domenica 26 aprile 2026
... imbarazzante!! ...
La seconda carica dello Stato, oggi, al Salone del Mobile di Milano, ha dato una delle prove più imbarazzanti degli ultimi anni.
Ignazio La Russa si presenta lì e comincia a parlare di calcio con alcuni giornalisti. Gli chiedono chi tiferà ora che la Nazionale non si è qualificata. Una chiacchiera da bar sport, con la stessa profondità.
A un certo punto si inserisce una giornalista. Non per parlare di pallone, ma per fare il suo mestiere. Gli chiede della costituzionalità del decreto sicurezza.
E lui, piccato, risponde così: “Ma che c’entra col calcio?”.
La giornalista, con una pazienza francescana, gli ricorda una sottigliezza: “Ma lei non è presidente di una squadra di calcio”.
Lei è il Presidente del Senato. Lei ha giurato sulla Costituzione. Lei presiede l’aula in cui quel decreto viene discusso e votato.
E lui cosa fa? Saluta indispettito e se ne va: “Sì, ciao”.
La seconda carica dello Stato che lascia un punto stampa perché si ostinano a chiedergli di ciò per cui prende lo stipendio. Perché non gli fanno domande sul calcio.
E menomale che c’era lei.
Menomale che c’era una giornalista con la faccia tosta di rompergli il momento da bar.
Menomale che ogni tanto qualcuno alza la mano e fa una domanda.
Quella che, in dieci secondi, racconta più di mille editoriali.
Abolizione del suffragio universale
Paolo Ranzani.
... Bella Ciao!! ...
Bella Ciao, il fascismo vigliacco
e la bellezza del 25 Aprile
di Raffaele Crocco
Il 25 aprile è “Bella Ciao”. D’accordo, è anche tante altre cose il 25 aprile. Soprattutto, però, è “Bella Ciao”. È una canzone bellissima. Se ci pensate, è la canzone di chiunque e di tutti. Non ha un autore certo, è stata probabilmente creata da più persone, in momenti vicini, ma differenti. Non è di nessuno, quindi. Non c’è chi possa dire: è mia. È una canzone libera e di libertà. Canta la libertà. La canta così bene da essere diventata un inno mondiale. Se ne conoscono almeno 70 differenti versioni, in altrettante lingue. La cantano in Africa, durante le mobilitazioni. Viene cantata in America del Sud, in Europa. La cantano a Gaza, per respingere l’invasore israeliano.
È una canzone di liberazione, “Bella Ciao”. Non è in alcun modo una canzone rivoluzionaria, non chiede, invoca o sogna un mondo particolare. No: dice solo che si deve e può lottare contro chi invade una terra non sua, negando la possibilità di essere ciò che siamo. Questo è un passaggio che mi affascina, perché mette in luce le contraddizioni di chi – soprattutto in Italia – non ama questa canzone.
Cerco di spiegarmi.
Se vogliamo, anzi anche se non lo vogliamo”, “Bella Ciao” è una canzone patriottica. Parla della scelta di andare a combattere per cacciare un invasore, uno straniero che arriva per opprimere. Tenuto conto della retorica patriottica dei fascisti e della destra conservatrice in questo Paese, “Bella Ciao” dovrebbe essere il loro inno. Chi meglio di chi si definisce “vero patriota” – e fascisti e la destra conservatrice continuano a ripetere di essere tali – dovrebbe cantare una canzone nata per opporsi all’invasione di uno straniero, in questo caso l’occupazione nazi-tedesca dell’Italia fra il 1943 e il 25 aprile del 1945? Nessuno, verrebbe da dire.
Invece… invece, la storia è diversa.
È diversa, perché storia e canzone svelano la vergognosa e vigliacca menzogna del patriottico fascismo italiano.
Ormai lo sappiamo: il fascismo – e la destra conservatrice che da sempre si allea con esso – non è un ideale, ma un comportamento, un’attitudine al furto – di potere, ruolo, ricchezze, prestigio – messo in atto con la violenza. Di conseguenza, come si arriva a conquistare e conservare il potere al fascista non frega nulla. Il fascismo è abituato a svendere i propri ideali in nome del potere personale, lo ha sempre fatto. Ce lo racconta la storia.
Nel 1919, il fascismo nasce repubblicano, anticlericale e dalla parte dei lavoratori. Arrivato al potere grazie alla convergenza di interessi con la destra conservatrice e con il re, abbandona tutti gli ideali sin lì propagandati e per rimanere in sella – compiacendo al re, non cacciandolo per creare una repubblica – crea un impero e sottoscrive con il Vaticano i Patti Lateranensi. Nel 1943, altra giravolta. Per tornare ad avere un qualche potere, Mussolini e il fascismo rinnegano i loro 21 anni di dittatura monarchico-clericale e creano una piccola e sgangherata repubblica, quella di Salò, accettando due situazioni poco coerenti con il loro “patriottismo”. La prima è l’invasione tedesca della penisola, che non combattono, ma anzi aiutano e favoriscono. Per effetto di questa, saranno migliaia i patrioti italiani uccisi dai nazisti e dai loro servi in camicia nera. La seconda è la cessione del Trentino Alto Adige della Venezia Giulia ai tedeschi. Quelle due terre, ricordiamolo, dal 1943 furono amministrate direttamente dal Reich, cioè da Berlino.
Questo è il volto vero del fascismo. Nato e alimentato dalla retorica irredentista e nazionalista pre e post Prima Guerra Mondiale, il fascismo e Mussolini accettarono di cedere ai tedeschi le terre che erano state annesse all’Italia grazie al sacrificio di 600mila giovani. Le terre cosiddette “irredente” che avevano portato alla grande carneficina del 1915 – 1918, erano state cedute in un attimo, in cambio del ridicolo potere personale avuto con la Repubblica Sociale Italiana.
Il fascismo è da sempre opportunista, vigliacco e anti patriottico. Per questo è impossibile che ai fascisti italiani e di tutto il Mondo piaccia “Bella Ciao”. Svela la menzogna. Smaschera la loro codardia. Mette in luce il loro essere meschini e opportunisti, oltre che violenti. Noi, “Bella Ciao” la canteremo e la cantiamo ogni giorno. Ci servirà per ricordarci che dobbiamo resistere. Ci aiuterà ad alimentare la battaglia politica contro l’ennesimo “decreto sicurezza” votato alla Camera il 23 aprile. Un’altra volta, il Parlamento ha votato una legge pensata non per combattere la criminalità, ma per mettere a tacere la protesta, l’opposizione e per discriminare gli stranieri che vivono in questo Paese. Una legge pessima, antidemocratica e contro i diritti umani. Resistere a queste ingiustizie l’unica cosa sensata che, come cittadini democratici, possiamo fare.
www.unimondo.org
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sabato 25 aprile 2026
... un anno fa!! ...
Per non dimenticare.
Era solo lo scrso anno, quando Lorenza Roiati, titolare del panificio "L'assalto ai forni" di Ascoli Piceno, fu identificata per due volte in poche ore da agenti in divisa e in borghese il 25 aprile per aver esposto fuori la sua panetteria lo striscione che vedete: "25 Aprile buono come il pane, Bello come l'Antif@scismo".
Sembra passato un secolo soprattutto grazie al voto referendario che in Italia ha avuto il merito di cambiare il clima politico. 15 milioni di italiani hanno difeso la Costituzione uscita dalla Resistenza antif@scista.
Oggi più che mai val la pena di ricordare la risposta che Lorenza diede a chi le chiese di farsi identificare per aver esposto nel giorno della Festa della Liberazione uno striscione antif@scista.
"Mio nonno Renzo e suo fratello Vittorio erano partigiani. Se mi chiedono di dichiarare il mio nome lo faccio con orgoglio".
Così Lorenza Roiati rispose agli agenti in borghese. Siamo tutti figli e nipoti dei partigiani e dobbiamo dirlo con orgoglio.
W il 25 Aprile. W la Resistenza. W la Costituzione antif@scista!
Mario Imbimbo.
... piccolo miracolo!! ...
Un piccolo barlume di lucidità in mezzo alle ombre nere?
Dichiarazione della presidente del Consiglio Giorgia Meloni in occasione dell'Anniversario della Liberazione.
"Oggi l'Italia celebra l'ottantunesimo anniversario della Liberazione. Il popolo italiano ricorda uno dei momenti decisivi della propria storia: la fine dell'occupazione nazista e la sconfitta dell'oppressione fascista (wow, l’ha detto!) che aveva negato agli italiani libertà e democrazia.
Oggi celebriamo i valori scolpiti nella Costituzione repubblicana, che hanno permesso all'Italia di diventare quello che è e che le viene riconosciuto da tutti: una Nazione forte e autorevole, protagonista sullo scenario europeo e internazionale. Oggi ci ritroviamo nelle parole del Presidente della Repubblica e rinnoviamo il nostro impegno affinché il 25 aprile sia ‘un momento di riflessione collettiva e di coesione nazionale’. È un auspicio che facciamo nostro, perché è dalla concordia e dal rispetto per l’altro che la Nazione può trarre rinnovato vigore. Oggi, in un’epoca scossa da guerre e minacce sempre più insidiose ai sistemi democratici, torniamo a ribadire che l’amore per la libertà è l’unico vero antidoto contro ogni forma di totalitarismo e autoritarismo. In Europa e nel mondo”.
Paolo Ranzani.
... 25 Aprile!! ...
Mi piace il 25 aprile perché è divisivo.
Mi piace il 25 aprile perché non è la festa di tutti. Perché, celebrandolo, ti costringe a prendere posizione.
Mi piace perché chi non lo festeggia si sente sempre in dovere di giustificarsi, smarcandosi e saltellando fra scuse, cazzate e vergogna, perché in fondo sa che c'è solo un motivo per non festeggiare il 25 aprile.
Mi piace il 25 aprile perché non è semplicemente una festa, è memoria. Perché non devi andare a pranzo da nessuno, vestirti elegante, fare regali. Mi piace il 25 aprile perché non c'è una liturgia concordata, perché lo puoi festeggiare dove vuoi e come vuoi. Però lo devi festeggiare.
Mi piace il 25 aprile perché è solido, inamovibile. Perché anche se son passati gli anni e c'è chi vorrebbe dimenticare, annacquare, smussare gli angoli e magari chiudere tutto il discorso con una gita fuori porta, lui non si lascia banalizzare, ammorbidire, semplificare.
Mi piace il 25 aprile perché non ci sono dolci tipici, non ci sono uova, non ci sono decorazioni, né saldi. Mi piace perché rigetta naturalmente ogni tentativo di commercializzazione, e anche se qualcuno prova comunque a venderselo, finisce sempre col risultare fuori luogo.
Mi piace il 25 aprile perché, ogni volta, riesce sempre a far incazzare le persone giuste.
Mi piace il 25 aprile perché spesso ha più dignità di chi lo celebra. Mi piace perché resiste a ogni forma di speculazione, di narrazione, di abuso. Perché indipendentemente da queste righe e da tutte quelle che ogni anno lo imbrattano, lui riesce a raccontarsi benissimo da solo.
Mi piace il 25 aprile perché è l'unico giorno in cui non solo si celebra un valore, ma lo si rivendica e lo si trasmette ad altri.
Mi piace il 25 aprile perché ogni anno ha sempre la stessa forza. Perché se da queste parti il fascismo è ricorsivo, lo è pure la voglia di pigliarlo a calci in culo.
Mi piace il 25 aprile perché è una festa che viene presa molto sul serio, e l'idea di un Paese dove, nonostante tutto, la liberazione rimane un discorso serio mi rassicura.
Soprattutto mi piace il 25 aprile perché è imprescindibile. E se decidete di non festeggiarlo, lo state festeggiando.
Buon 25 aprile.
... e stamane Maria Rosa è uscita dall'ospedale: Doppia Liberazione!!
venerdì 24 aprile 2026
... governo fascista!! ...
All’inizio della seduta di voto di uno dei decreti più razzisti e anticostituzionali della storia di questo Paese, i deputati di opposizione alla Camera si sono alzati in piedi e, tutti uniti, hanno intonato “Bella ciao”.
Per protestare contro il Dl Sicurezza.
Per celebrare il 25 aprile.
Per esprimere il proprio democratico e civile dissenso nei confronti di una destra che confonde la pacificazione con la parificazione.
Non c’è luogo migliore per cantare “Bella ciao” che il Parlamento della Repubblica antifascista.
Non c’è soddisfazione più grande che cantarlo in faccia alla destra più fascista della storia della Repubblica.
E i fischi e la stizza di ognuno di loro, la risposta piccata di Salvini, i fegati spappolati su tutti i banchi di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia sono e resteranno uno dei momenti più alti di questo 25 aprile.
È questo il fiore.
🌹
Lorenzo Tosa.
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