venerdì 21 agosto 2026

... uscire dal buio!!! ...

È il buio totale. 

Le menti sembrano sempre più offuscate da messaggi semplicistici, fuorvianti e costruiti per alimentare paure e risentimenti. L’immigrazione clandestina, la criminalità, i femminicidi, la violenza nelle strade: per ogni problema complesso arriva la soluzione miracolosa. E, naturalmente, arriva Lui. L’uomo forte. Quello che, con il suo immancabile sorrisetto e una comunicazione apparentemente semplice e diretta, dovrebbe risolvere tutto. Il problema non è soltanto chi lancia questi messaggi. Il problema è chi li accoglie senza interrogarsi, senza verificare, senza distinguere tra slogan e soluzioni concrete. È il trionfo dell’analfabetismo funzionale applicato alla politica: non comprendere la complessità dei problemi, ma cercare risposte facili, immediate e rassicuranti. E qui sta il vero pericolo. L’ex generale Roberto Vannacci ha dimostrato di saper utilizzare con abilità i nuovi strumenti della comunicazione. Sa parlare alla “pancia” delle persone, utilizzare parole semplici, individuare paure e malcontenti e trasformarli in consenso politico. Non è necessario condividere le sue idee per riconoscere questa capacità comunicativa. Proprio per questo non basta indignarsi. Non basta etichettare chi lo vota o lo ascolta come “ignorante” o “fascista”. Anzi, sarebbe un errore strategico. Bisogna confrontarsi. Bisogna spiegare, punto per punto, dove finiscono gli slogan e dove iniziano i problemi reali. Bisogna dimostrare con i fatti, con i numeri e con argomentazioni comprensibili quali siano i limiti, le contraddizioni e le conseguenze concrete delle sue proposte. E soprattutto il centrosinistra deve svegliarsi. Non può continuare a parlare soltanto a chi è già convinto. Deve tornare nelle piazze, nei quartieri, nei luoghi di lavoro, sui social, nei luoghi dove si formano le opinioni. Deve fare proselitismo democratico, senza arroganza e senza paternalismi. È tempo di una nuova RESISTENZA democratica: non contro le persone, ma contro la semplificazione della realtà, contro la manipolazione della paura, contro l'idea che per governare un Paese complesso bastino slogan, nemici da indicare e un uomo forte da applaudire. La democrazia non si difende insultando chi la pensa diversamente. Si difende convincendo. E per convincere bisogna esserci, parlare, ascoltare e soprattutto spiegare. Perché lasciare campo libero a chi sa comunicare meglio significa consegnargli anche il monopolio del racconto della realtà. 

Diamoci una svegliata. La democrazia non è mai conquistata una volta per tutte. Va difesa ogni giorno. 


 Raffaello Briguglio.

... non ci sono parole!!! ...

«Dovremmo uccidere 30-40 persone ogni notte». E ancora: «Non sono degni di vivere». Non sono parole di un estremista qualunque. Sono le ultime dichiarazioni di Itamar Ben-Gvir, ministro della Sicurezza nazionale del governo israeliano, che ha anche sostenuto l’emigrazione di massa dei palestinesi da Gaza e rivendicato la Striscia come territorio israeliano. E mentre a Gaza si continua a morire, in Cisgiordania occupata proseguono aggressioni, intimidazioni e tentativi di espulsione da parte dei coloni. A Qusra, negli ultimi giorni, coloni israeliani hanno accerchiato abitazioni palestinesi per oltre una settimana; persino l’ambasciatore statunitense Mike Huckabee ha definito gli autori di queste azioni «terroristi israeliani». Human Rights Watch ha denunciato inoltre una forte escalation della violenza dei coloni, documentando a luglio attacchi nei pressi di Nablus costati la vita anche a palestinesi. Chiamare tutto questo per nome non significa attaccare un popolo o una religione. Significa contestare le responsabilità di un governo e di chi pratica o sostiene queste violenze. 

Israele: governo terrorista e genocida. 


 Giacomo Pellini.

... un po' di serietà!!! ...

𝐄𝐩𝐩𝐮𝐫𝐞 𝐛𝐚𝐬𝐭𝐞𝐫𝐞𝐛𝐛𝐞 𝐩𝐨𝐜𝐨: 𝐪𝐮𝐚𝐭𝐭𝐫𝐨 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐞 𝐬𝐮𝐥 𝐭𝐚𝐯𝐨𝐥𝐨, 𝐨𝐠𝐠𝐢 


 Il #buongiorno di Giulio Cavalli 


 Che il governo rimesti nel torbido attorno a Sigfrido Ranucci, che in quell'indagine per attentato è la parte lesa, o si impunti su qualche decina di stranieri caricati sui treni, i quattro che l'Austria ci ha rispedito da giugno con il biglietto in tasca, ce lo aspettiamo, era prevedibile. Lo sanno fare benissimo. In questo Giorgia Meloni è maestra, e da anni. Non affronta i giornalisti in pubblico, le sue decisioni le annuncia con un post su Facebook, e in privato tiene una schiera di distrattori che lavora a pieno ritmo, con la ripetitività di una scadente intelligenza artificiale. Che poi l'opposizione e i giornali di opposizione seguano la linea tracciata dalla maggioranza è l'ennesima dimostrazione di come l'egemonia della destra sia figlia anche della fragilità di tutti gli altri. Eppure basterebbe poco. Basterebbe raccontare le sei donne uccise da Ferragosto, tutte per mano di mariti o compagni, per dire quanto sia fallimentare l'idea di educazione che pervade il ministero di Giuseppe Valditara. Basterebbe raccontare che il 18 agosto, tre settimane dopo il no di Antonio Tajani all'annessione, Israele ha messo a bando 1.234 case nel piano E1, per tratteggiare l'evanescenza della Farnesina. Basterebbe la benzina a 2,002 euro e il gasolio a 2,116, con lo sconto valido solo sul diesel, per fotografare un governo in vacanza. Basterebbe dire che dal 2022 il reddito delle famiglie italiane è cresciuto del 2,9 per cento contro il 7 della media Ocse, come ha rimesso in fila Pagella Politica proprio ieri, per inchiodare la propaganda. 

Basterebbe essere seri, insomma, per una volta.

giovedì 20 agosto 2026

... più Antifascismo!!! ...

CI VUOLE PIÙ ANTIFASCISMO 


Sulle pareti di questo profilo non ci sono mezze misure. Questo profilo è orgogliosamente e irriducibilmente ANTIFASCISTA. Stamattina mi sono svegliato così. Con il bisogno di ribadirlo. Perché vedo troppe scorie fasciste trattate con sufficienza. Liquidate come semplice folclore. Occhio. Si inizia così. Normalizzando il grottesco. Trasformando l’ennesima sparata suprematista in macchietta. Derubricando l’anti-antifascismo a nostalgia da bar. Il nuovo fascismo non arriva col botto. Con un golpe. S’infila piano piano, come una muffa. Roberto Vannacci non è una meteora caduta per sbaglio nel dibattito pubblico. È il sintomo, in alta uniforme, di qualcosa che covava sotto la cenere da un pezzo. Il meccanismo è vecchio come il mondo: prendi un linguaggio d'ordine, travestilo da "coraggio delle idee" o da sfacciata "libertà di pensiero", e servilo a una platea stanca, spaventata, affamata di scorciatoie. In un Paese che ha un rapporto irrisolto con la propria memoria, le parole del Generale sono un richiamo della foresta. I nostalgici ci vedono un leader, i progressisti un bersaglio perfetto per indignarsi a costo zero, e i salotti tv il carburante per fare ascolti. Ma a guardare oltre i toni da caserma, la sostanza è fredda. Quella che divide il mondo tra "noi" e "loro", e che ti dice che per stare in piedi devi per forza calpestare qualcun altro. Apro una parentesi, e la apro da osservatore della storia di questo Paese. Non ho carte firmate o scottanti. Sia chiaro. Ma le dinamiche del potere non cambiano mai davvero spartito. Chi conosce come funzionano certi ingranaggi sa che i personaggi pubblici non nascono quasi mai per caso nel vuoto spinto. Dietro questa figura è difficile non intravedere la regia di quei mondi di mezzo abitati da Logge occulte, cenacoli coperti, settori deviati degli apparati. Quelle reti d'influenza che da sempre, in Italia, usano l'uomo d'ordine del momento per sondare il terreno e misurare quanto si sia disposti ad arretrare. In questo Paese il potere reale non ha mai giocato a carte scoperte. È una lunga storia di stanze segrete e burattinai d'alto bordo. Vedi: la regia d'oltremare della CIA, la Gladio blindata da Cossiga, l’Anello ombroso vicino ad Andreotti, l’Ufficio Affari Riservati dell’infedele D’Amato, fino ai cappucci della P2 di Licio Gelli. Non hanno semplicemente tramato. Hanno disegnato i contorni della Repubblica con il compasso della strategia della tensione, muovendo le pedine nell'ombra mentre sul tabellone ufficiale si fingeva di fare la democrazia. Occhio. La memoria non è un monumento di marmo. L'antifascismo militante è un atto di vigilanza collettiva. Guardare a vista il presente significa non cedere neanche un centimetro di strada alla rimozione. 


Alfredo Facchini

... il ruggito del coniglio!! ...

𝐈𝐥 𝐫𝐮𝐠𝐠𝐢𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐌𝐞𝐥𝐨𝐧𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐮𝐧 𝐦𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐦𝐮𝐠𝐨𝐥𝐢𝐨 


Il #buongiorno di Giulio Cavalli 


 L'autorevolezza di una voce si misura da quel che provoca intorno quando decide di alzarsi. Giorgia Meloni l'ha alzata il 31 luglio, con la faccia golosa davanti alle immagini di Ceuta: "L'immigrazione clandestina fuori controllo rappresenta una minaccia concreta per la sicurezza dei confini europei", scriveva, e subito giù la sospensione di Schengen con la Spagna, la lettera di 22 governi contro Madrid. Tutto vannaccismo preventivo in purezza nella speranza di non avere bisogno di Roberto Vannacci, che Youtrend dà al 7,6%. Cosa abbia provocato si è visto ieri, quando anche l'Austria ha rimandato in Italia quattro richiedenti asilo con un biglietto del treno o dell'autobus pagato da Vienna. L'ennesimo episodio dopo Germania e Svizzera. Lo strumento usato è il Patto europeo su migrazione e asilo, in vigore dal 12 giugno, quello che Matteo Piantedosi salutava come «un grande successo per l'Europa e per l'Italia»: il Paese di primo ingresso resta responsabile, e i vicini adesso hanno le procedure bell'e scritte per attivare il meccanismo. Il grande successo urlato da Piantedosi del resto sta scritto tra i numeri di Eurostat: nel 2025 l'Italia ha ricevuto 24.152 richieste di riprendersi i dublinanti, la Germania ne ha spedite 35.993. Forse prima di alzarla, la voce, converrebbe guardare da che parte pende la bilancia. E mentre quelli a Palazzo Chigi provano a capire cosa hanno firmato Berlino ne vorrebbe spedire indietro tre arrivati prima del 12 giugno e, secondo il Quotidiano Nazionale, la via d'uscita allo studio sarebbe accettarne due, mentre sull'Austria, scrive l'Ansa, dal governo italiano ieri non è arrivata mezza parola. Insomma, la voce alzata contro Madrid è finita a risuonare come un mesto mugolio. 

Quattro biglietti di seconda classe: ecco quanto pesa la voce di Meloni.

... false flag ...

L'Ucraina sta chiaramente esaurendo carne da macello per la NATO, il suo crollo economico è senz'altro più accelerato di quello Russo. Buttare ancora soldi e armi non servirà a cambiare lo stallo attuale, ci può essere solo un'escalation che semplicemente ucciderà altre centinaia di migliaia di persone, da una parte e dall'altra (ricordo che molti soldati sono letteralmente buttati in trincea senza preparazione e senza consenso). C'è bisogno di nuova carne e nuova spinta per rinvigorire le "truppe" e soprattutto per tagliare completamente il welfare e comprare armi, armi e ancora armi. Per questo serve un nemico, possibilmente più credibile dei russi, che, in fin dei conti, in Europa, salvo pochi esaltati calendiani o picierniani, fatichiamo a riconoscere come nemici. Il nuovo sistema tedesco di reclutamento militare ha inviato quasi 300 mila questionari ai diciottenni. A metà giugno soltanto 530 giovani provenienti da questo canale erano già stati assegnati al servizio nel 2026, malgrado uno stipendio iniziale di circa 2.600 euro lordi. I giovani europei non ne vogliono sapere di fare la guerra. Per cosa poi? Per arricchire i già ricchi? Quindi c'è bisogno di una minaccia su cui tutti i governi lavorano da decenni: i cattivissimi islamici! Peraltro in combutta con i russi! I media stanno già preparando la strada. Sicuramente qualcuno a Washington si è chiesto: come facciamo a ribaltare una guerra persa? Ma è ovvio, costringere gli alleati-sudditi a buttarsi nella mischia. Come si fa? Si costruisce una profezia che si autoavvera. E se non si autoavvera, visto che abbiamo esperienza di 11 settembre, 7 ottobre e Nord Stream, prima costruiamo minacce immaginarie e poi alla fine una meravigliosa e spettacolare "false flag" e poi vediamo che succede.

 Ecco questo è ciò che penso. 

 Lavinia Marchetti.

... Marco tra le onde! ...

... una bellissima foto di nostro nipote Marco alle prese con il mare ... un periodo di gioia in un nuovo ambiente, lontano dal grigiore della città!