lunedì 25 maggio 2026

... il razzista Erri! ...

Erri De Luca è un irredentista nazionalista ottocentesco, coerente con la sua visione. Riconosce quella ebraica come una nazione, dunque ritiene sia diritto della nazione ebraica conquistarsi uno Stato e difenderlo. Lo stesso diritto riconosce, coerentemente, agli ucraini, ai catalani, ai curdi, eccetera eccetera. In più occasioni ha espresso la sua solidarietà con tutti questi popoli. Il problema per essere affrontato in tutta la sua vertigine e profondità andrebbe spostato dal singolo, che tutto sommato non conta nulla, al tema generale. Non è che parliamo di pizza e fichi: sul nazionalismo irredentista si scontrarono tutti i giganti socialisti e rivoluzionari del primissimo ‘900. Si tratta di un tema che nessuna persona seria si può permettere di liquidare in 4 battute. Personalmente non mi sono mai sentita affascinata dall’irredentismo nazionalista, perché dietro di esso si celava e a mio avviso si cela tuttora la tromba sonora del colonialismo e la grancassa del tribalismo, in ogni sua espressione. Proprio per questo motivo non mi sono mai innamorata degli indipendentismi, neanche di quelli che tanto piacciono o sono piaciuti a sinistra; né di quello curdo, né di quello basco, né tantomeno di quello catalano, che a mio avviso ha sempre avuto fin dal primo momento tratti di somiglianza col sionismo abbastanza da rabbrividire. Ma il sionismo non è soltanto un indipendentismo. Il sionismo è stato dall’inizio un progetto di insediamento coloniale in una terra già abitata. Non c’è solo tutto il male dell’irredentismo nazionalista, c’è che in più quel progetto si è costruito praticando fin dal primo momento la deumanizzazione di popoli che quella terra la abitavano, e prevedendo per questi stessi popoli un destino di sottomissione e di schiavizzazione. Il film “Tutto quel che resta di te” fa piuttosto impressione nel come mostra il lavoro di fatica che i palestinesi erano costretti a fare nell’aiutare i coloni sionisti a traslocare nelle case da cui loro, i palestinesi, erano stati appena cacciati. Non solo li bombardavano e pestavano per cacciarli, ma li schiavizzavano per far fare a loro tutto il lavoro di trasloco dei coloni. Il sionismo non ha mai previsto la sparizione assoluta dei palestinesi. Ha sempre previsto, e tuttora prevede, la loro esistenza come minoranza di servitori, popolo di serie B soggiogato ed obbediente, da utilizzare all’occorrenza. Questo francamente è un gradino in più rispetto all’irredentismo nazionalista (sebbene la tentazione del suprematismo nei confronti dei popoli vicini si ritrovi nelle pieghe di tutti i nazionalismi e di tutti gli indipendentismi). Ed è su questo che De Luca si tradisce. Il suo problema non sta neanche tanto nella sua idea di cosa sia il sionismo. Il suo problema sta nel fatto che ha un approccio impastato di indifferenza razzista nei confronti del popolo palestinese, che per lui, semplicemente, non esiste. 


 Federica D'Alessio.
ERRI DE LUCA A GERUSALEMME

 Erri De Luca si dichiara sionista su Israel Hayom — il quotidiano fondato da Sheldon Adelson come strumento di supporto a Netanyahu — e dice che definire “genocidio” quello che accade a Gaza è “una distorsione storica e verbale”. 
Lo fa il 25 maggio 2026, mentre i morti certificati a Gaza superano i 70 mila !!!

... l'utile idiota!! ...

𝐁𝐞𝐧-𝐆𝐯𝐢𝐫, 𝐥'𝐮𝐭𝐢𝐥𝐞 𝐢𝐝𝐢𝐨𝐭𝐚 𝐝𝐢 𝐮𝐧 𝐠𝐨𝐯𝐞𝐫𝐧𝐨 𝐯𝐢𝐠𝐥𝐢𝐚𝐜𝐜𝐨 


Il #buongiorno di Giulio Cavalli 


 Ben-Gvir è il regalo che il governo italiano stava aspettando. Un volto così feroce da rendere accettabile tutto il resto: i settantamila morti a Gaza, l'annessione strisciante della Cisgiordania, le navi sequestrate in acque internazionali, l'export di armi italiane verso Tel Aviv mai sospeso. Tutto sparisce dietro la maschera del ministro kahanista che fa inginocchiare gli attivisti e ride. Antonio Tajani chiede a Kaja Kallas sanzioni Ue contro Itamar Ben-Gvir. Un mese fa, il 21 aprile a Lussemburgo, lo stesso Tajani con la Germania bloccava la sospensione dell'Accordo Ue-Israele. Sei settimane fa l'Italia si opponeva in sede europea proprio alle sanzioni contro Ben-Gvir e Smotrich. Adesso, dopo il video di scherno, la Farnesina scopre la linea rossa. Il giochetto è chiaro. Ben-Gvir ha otto condanne in Israele, una definitiva nel 2007 per istigazione al razzismo e sostegno a organizzazione terroristica. A diciotto anni aveva decine di incriminazioni, l'esercito lo esentò dalla leva perché troppo estremista. Per anni in salotto, a Kiryat Arba, ha tenuto il ritratto di Baruch Goldstein, autore della strage di Hebron del 1994: ventinove musulmani uccisi in preghiera. È il curriculum di un uomo protetto dal governo italiano fino a martedì. E ieri, mentre Tajani scriveva a Kallas, gli eurodeputati di FdI, Lega e Forza Italia votavano contro l'embargo armi a Israele al Parlamento Ue. Indignarsi per Ben-Gvir costa zero. Sanzionare il sistema che lo nutre costa il prezzo degli F-35. Quindi Ben-Gvir è l'utile idiota. Serve a far passare i bombardamenti come incidente di stile.

... nuntio vobis! ...

... nuntio vobis gaudium magnum, habemus INTERNET!!

domenica 24 maggio 2026

... Zohar Regev ...

Che storia interessante! 

Chi è questa signora? 

Zohar Regev. 

Una donna velata in catene dentro una delle aule di tribunale dello stato di occupazione. Si chiama Zohar Regev. È sempre stata in prima linea in ogni flottiglia per la libertà e la solidarietà lanciata da Turchia, Grecia e Spagna - accompagnando attivisti e sostenitori internazionali nei loro pericolosi viaggi marittimi. Le autorità di occupazione hanno rilasciato tutti gli altri che erano stati a bordo dell'ultima flottiglia e li hanno rimandati nei loro paesi... eccetto lei. Lei possiede la nazionalità dell'occupazione, è nata nel cuore dell'entità in un kibbutz, e originariamente proveniva da uno sfondo sionista. Ma in un momento decisivo del 2004, Zohar Regev decise di abbandonare quello che lei vedeva come un velo di inganno. Emigrò e lasciò la terra occupata, trasferendosi a Betlemme in Cisgiordania. Lì si immerse nel volontariato e viveva tra le famiglie nei campi profughi. In seguito ha descritto quel periodo come un punto di svolta nel suo viaggio spirituale, il momento in cui ha approfondito la sua comprensione della costanza palestinese e del Corano. Dopo due anni e mezzo, ha abbracciato l'Islam interamente per sua scelta e ha dedicato la sua vita a difendere ciò che riteneva giusto con tutte le sue forze. Più tardi lasciò Betlemme e si stabilì in Spagna. Dal 2008 è diventata una voce incessante in ogni flottiglia volta a rompere l'assedio su Gaza. Una donna di Israele, nata in mezzo a loro, che porta passaporto e nazionalità, lascia alle spalle conforto, ricchezza, ricordi d'infanzia e amici — emigrava sia con il corpo che con l'anima perché non poteva accettare di vivere in una terra che credeva non fosse sua. Qualche giorno fa, mentre il mondo guardava la "Flottiglia della fermezza", Zohar era ancora una volta in prima linea, proprio come lo era stata ogni volta precedente. A differenza degli attivisti stranieri che sono stati deportati, è stata portata in tribunale ad Ashkelon con l'accusa di "tradimento" - semplicemente perché era un' "israeliana" che ha osato rivelare la verità. Si è messa dentro la gabbia dell'imputato con la dignità di chi non ha più nulla da perdere. Una persona che ha sacrificato famiglia e patria per amore dell'umanità non sarà scossa dalle sbarre del carcere. In verità, Zohar non è solo un attivista. Lei è la prova vivente che la verità non è determinata dal luogo di nascita. 

 Paolo Ranzani.

... Torino 2 - Juventus 2 ...

Torino Juventus 2 -2 post partita 

Va bene. Non volevo. Non ho visto la partita in diretta, la sto riguardando tutta grazie alla registrazione. Lasciamo stare tutto ciò che è (o non è) successo prima, quasi fosse un nuovo esperimento sociale. Non commento gli scontri perché non so nulla se non quello raccontato dai media . Ne parleranno altri. Ho guardato la partita, ho visto i gol di Vlaovic, che esulta come un indemoniato per nulla. Ho visto qualche sprazzo di Torino, con Casadei e Che Adams che hanno quasi ribaltato il risultato, e non abbiamo perso solo per il cuore, e la voglia dei ragazzi in campo. Stagione deludente per tutte e due le compagini, quella di Torino e l'altra di Venaria. I grandi stanno fuori dalla Champions, sesti in campionato, noi piccoli siamo dodicesimi, ma non abbiamo perso nessuno dei due derby. Resta il rimpianto, negli occhi di chi c'era, di una grande festa, di un' ambiente che pareva quello delle Coppe, prima della follia. Tutto sbagliato, orario, calendario, percorsi autorizzati e altre cose. Qualcuno, in alto, si faccia l'esame di coscienza. Con questo spettacolo sprecato finisce il campionato e finisco di rompervi le scatole, almeno con continuità. Buona estate a tutti. 

 Claudio Calzoni 

 #controcalcioradioweb #claudiocalzoni #iluoghideltoro #TorinoFC #toro #torino #derby #TorinoJuventus #calcio #campionatoitaliano
“Piccola domanda: se migliaia di italiani andassero educatamente a vedere la partita allo stadio, sarebbero in pericolo di vita? Una semplice domanda.” Comitato di cittadini attivi e democratici in difesa della Costituzione

sabato 23 maggio 2026

... il "becchino" Renzi!! ...

IL VIZIO ASSURDO DEL CENTROSINISTRA: PERCHÉ ALLEARSI CON RENZI È UN SUICIDIO POLITICO ANNUNCIATO 


Gira un’aria strana nel centrosinistra. Per battere quella che viene definita l'“Armata Brancameloni”, qualcuno nel cosiddetto campo largo sta accarezzando di nuovo l’idea di imbarcare Matteo Renzi. L'obiettivo? Qualche voto in più per vincere le elezioni. Il risultato garantito? Consegnare le chiavi del futuro governo a un "Demolition Man" seriale. C'è una celebre favola che spiega tutto: quella della rana e dello scorpione. La rana si fida, lo carica sulle spalle per traghettarlo dall'altra parte del fiume, e a metà strada lo scorpione la punge condannandoli entrambi alla fine. "Perché lo hai fatto?", chiede la rana morente. "Perché è la mia natura", risponde lui. Ecco, snoccioliamo punto per punto qual è la "natura" politica ed economica di Matteo Renzi e cosa succederebbe il giorno dopo il voto. 1. Il curriculum del distruttore (Cosa ha già fatto) Chi pensa che Renzi sia un alleato affidabile soffre di amnesia selettiva. Negli anni ha scientificamente demolito: • Il governo Letta (dopo il famoso "Enrico stai sereno"). • Il suo stesso governo e la segreteria del PD. • Il governo Conte II, aprendo la strada a Draghi e, di riflesso, spianando l'autostrada elettorale a Giorgia Meloni. • Le alleanze con i suoi stessi alleati di centro (Calenda e Bonino). • La Costituzione e la legge elettorale (salvate solo dai cittadini e dalla Consulta). 2. Il ricatto programmatico (Cosa farebbe al governo) Proviamo a immaginare il centrosinistra al governo con Renzi dentro. Il giorno dopo il giuramento inizierebbe il logoramento quotidiano fatto di trappole, imboscate parlamentari e minacce di crisi. Su cosa si metterebbe di traverso? Praticamente su ogni misura progressista: • No al salario minimo e al reddito di cittadinanza. • No alla tassa sugli extraprofitti delle banche, delle multinazionali delle armi (Big Arma) e del farmaco (Big Pharma). • No alle tasse green, ai patrimoniali sui grandi patrimoni e alle norme serie anti-evasione. • Sì al riarmo UE-NATO, alle grandi opere inutili (come il Ponte sullo Stretto) a discapito della sanità e della scuola pubblica. In poche parole: bloccherebbe l'agenda sociale per cercare sponde a destra, magari bussando alla porta di Marina Berlusconi per un nuovo "Patto del Nazareno" in salsa ereditaria, chiedendo rimpasti continui in nome di un fantomatico "equilibrio al centro". 3. L'errore di fondo: Politico o Affarista? Il vero cortocircuito di chi a sinistra vuole dialogare con lui sta nel considerarlo ancora un attore politico tradizionale. La realtà, guardando i fatti, è un'altra. Parliamo di un uomo saldamente inserito in una fitta rete di interessi privati globali: • Consulente per il Tony Blair Institute. • Inserito in società israeliane di criptovalute. • Già nel board dell'azienda italo-russa di car sharing. • Membro del board saudita del fondo di Bin Salman. Parliamo di un lobbista internazionale prestato al Parlamento italiano. Come si può pensare di costruire un programma di riscatto sociale, di difesa dei beni pubblici e di transizione ecologica con chi risponde a logiche che con il bene pubblico italiano non hanno nulla a che fare? In conclusione: Regalare posti in lista a Italia Viva significa fare da taxi gratuito a chi ha come unico obiettivo politico il proprio posizionamento e il logoramento degli alleati. Se il PD e il Movimento 5 Stelle decideranno di caricarsi lo scorpione sulla schiena, non potranno poi lamentarsi del veleno. La rana è avvisata. 


 Raffaele De Santis.

... la crisi d'Israele! ...

LA FORTEZZA DI SABBIA 


 L’economia israeliana ha un’infrastruttura tecnologica di prim’ordine, un importante sostegno per il settore militare dal Congresso Usa, un sistema bancario robusto e la borsa di Tel Aviv in salute. Ma la realtà dei consumi, dei salari reali, del debito pubblico e della legittimità internazionale racconta di un’economia che ha smesso di crescere. In questo contesto chi partecipa alle campagne di boicottaggio dell’economia di guerra di Israele si sente rispondere che è inutile. Ma quella crescita che non c’è più dimostra altro. Non che il movimento BDS abbia già vinto, ma che l’economia israeliana è strutturalmente dipendente da condizioni esterne. Che non sono immutabili. La storia insegna che le economie di guerra non crollano per un singolo shock. “Il Sudafrica dell’apartheid era considerato, fino agli anni ’80, un’economia solida - scrive Riccardo Taddei - La campagna internazionale di sanzioni e boicottaggio fu a lungo derisa… Israele non è il Sudafrica ma il principio rimane: le lotte che sembrano impotenti di fronte alla forza accumulano nel tempo una pressione che i modelli econometrici non sanno misurare… Le lotte non creano il problema, lo rendono irreversibile…” 


 [Foto BDS Lanciano: Ortona (Chieti), 17 maggio: 18.457 nomi scritti su pezzi di stoffa bianchi, cuciti assieme a ricordare i sudari con cui i corpi assassinati sono stati avvolti. Sono i nomi delle bambine e dei bambini uccisi a Gaza dal 07/10/23 al 31/07/2025]