domenica 5 luglio 2026

... i doppi standard ...

A BRUXELLES QUALCUNO HA ANCORA IL CORAGGIO DI PARLARE? 


 Nel Parlamento europeo è arrivata una voce che rompe il copione. Non perché assolva qualcuno, ma perché pone una domanda che dovrebbe essere normale in qualsiasi democrazia: i civili valgono tutti allo stesso modo oppure dipende da chi li colpisce? Se un attacco contro obiettivi civili viene condannato quando lo compie una parte, dovrebbe esserlo anche quando lo compie l’altra. Se si vogliono davvero aprire negoziati, i doppi standard non aiutano: alimentano sfiducia, propaganda e allontanano qualsiasi possibilità di pace. 
Mentre Bruxelles continua a discutere di nuovi stanziamenti per armamenti, missili e droni, qualcuno ha ricordato che l’obiettivo della politica dovrebbe essere un altro: fermare la guerra, non renderla permanente. Forse è questo il punto più scomodo. Un’Europa che misura tutto con due pesi e due misure rischia di perdere la propria credibilità prima ancora della propria sicurezza. 

 A DIR LA VERITÀ L’HA GIÀ PERSA… 

La pace non nasce dall’uniformità del pensiero, ma dalla capacità di guardare la realtà senza paraocchi, anche quando è politicamente scomoda. 

 Maurizio Moroni.

... Rosa Parks 2.0 ...

ROSA PARKS 2.0 


“Anche nel nostro Paese non mancano. Per la verità non se ne sono mai andati. Spesso si sono sdoganati fin nelle aule parlamentari se non, addirittura, al governo. Poi ci sono quelli che con quelli delle aule parlamentari e con quelli giunti fin sulle poltronissime del governo si ritrovano nelle adunate, nelle cene tra camerati, occupando immobili di proprietà pubblica nel loro immobilismo intellettuale e intellettivo. Veementi nell’odio razziale come ai tempi dei loro nonni legiferanti nel ’38, nonché alleati del criptorchidista coi baffetti. Sono il percolato della storia. Di quella storia che ha segnato la pagina più criminale e vergognosa della nostra nazione. Sempre al guinzaglio del potere economico di turno e, come si suol dire, forti con i deboli e deboli con i forti. Insomma dei servetti a libro paga. Ma di gente così ne è, purtroppo, pieno il mondo. Ieri a Whashington D.C. in occasione dei festeggiamenti del 4 luglio. Suprematisti bianchi da parata col volto coperto in perfetto stile KKK. I MAGA protagonisti deteriorati della politica trumpiana. I follower dell’ICE. I sottoprodotti, in offerta speciale, al servizio delle meravigliose e progressive sorti del capitalismo trasformista e trionfante. Ma è bastata lei! Una inconsapevole e giovanissima Rosa Parks 2.0 che si è seduta con fiera normalità nel bel mezzo di un gruppo di nazionalisti bianchi del Patriot Front. Il suo gesto, tanto semplice quanto dirompente, è diventato un atto di resistenza politica silenziosa contro il razzismo e contro la retorica del peggior patriottismo imbiancato. Senza bisogno di slogan o di chissà cos’altro, quella istantanea ha dimostrato (e dimostra) come la rivendicazione del proprio spazio, della propria dignità e della propria libertà può disinnescare qualunque provocazione, trasformando una semplice corsa in metro in una profonda denuncia sociale. 
Io odio i nazisti dell’Illinois. ¡No pasarán!...”. -

Maurizio Bonugli

- #quattroluglio #magamaledetti #incappucciati #remigrastocazz #rosaparks #stoprazzismo #liberieuguali #antifa #nonpasseranno

... il rispetto!! ...

Ci sono concetti che feriscono l'anima. Pensare che l'intimità possa passare attraverso l'insistenza, o attraverso il superamento di una resistenza, mi riempie di un profondo, viscerale disgusto. 
Io sono un uomo e sono un marito. Amo mia moglie e mai, in nessun momento, mi sono sognato di pretendere da lei qualcosa che non fosse offerto con gioia e assoluta libertà. 
Il rispetto non è una regola: è la base stessa dell'essere umani. Custodire la volontà della persona che si ha accanto è l'unico modo sano di stare al mondo. Dobbiamo guardarci negli occhi, noi uomini, e dircelo chiaramente: nessuna forma di forzatura è lecita. Mai. Non esiste un "no" che nasconda un "sì", né un tentennamento che autorizzi a insistere fino a sfinire l'altra persona. 
Quando una donna si ritrae o esita, l'unico dovere di un uomo è fermarsi. Tutto il resto non è amore, è solo prevaricazione. Dobbiamo viverlo ogni giorno, affinché sia chiaro una volta per tutte: la dignità e la libertà di una donna sono sacre e inviolabili. Sempre. 

Comitato di cittadini attivi e democratici in difesa della Costituzione 

 Vincenzo San.

sabato 4 luglio 2026

... VIVA RAI 3!!! ...

Si sono messi tutti insieme, giornaliste e giornalisti, premi Nobel, attivisti, donne e uomini della cultura e dello spettacolo, per fare qualcosa che non era mai accaduto prima: Un video-comunicato per difendere un patrimonio culturale di questo Paese come Rai 3 dall’agguato di Telemeloni e dalla destra che sta facendo di tutto per smantellarla, trasformarla, piegarla, silenziarla. 


 Da Anna Foglietta ad Alessio Boni, da Giuliano Sangiorgi dei Negramaro a Daria Bonfietti per l’associazione Parenti strage di Ustica. E poi Maurizio De Giovanni, Ottavia Piccolo, Ascanio Celestini, il premio Nobel Giorgio Parisi, Viola Ardone, Vinicio Capossela, Dacia Maraini, le lavoratrici di Electrolux, Gherardo Colombo, i genitori di Giulio Regeni, le colleghe e i colleghi di Usigrai e moltissimi altri ancora. 

Eppure quel video così grondante passione civile non è mai andato in onda, bloccato, censurato dai vertici dell’azienda, che evidentemente non hanno gradito il messaggio Anche per questa ragione oggi le giornaliste e i giornalisti di Tg3 e Tgr hanno deciso di ritirare le proprie firme come atto di protesta. "La RAI smantella l'identità storica della terza rete. Una decisione che nell'ultimo anno ha portato ad un grave calo di ascolti. Così si toglie forza anche a tutta l'informazione del canale, patrimonio per il pluralismo e per la democrazia di questo paese. Le giornaliste e i giornalisti di Usigrai, Tg3 e Tgr dicono no. Ridate un'identità a Rai3. Non muoia Rai3. Viva Rai3. Che non muoia Rai3. Viva Rai3”. Eccolo, il messaggio che Telemeloni ha bloccato. Se hanno paura di mandarlo in onda, facciamolo girare noi. Che tutti sappiano e che arrivi lontano. Solidarietà a tutte le colleghe e ai colleghi di che stanno lottando per difendere Rai 3 e il Servizio pubblico dal più grave attacco della storia repubblicana. E grazie a tutti quelli che ci hanno messo la faccia e la voce. Di questi tempi è tantissimo. 


 Lorenzo Tosa.

... il regime di Erdogan ...

Un nostro delegato, invitato a partecipare a un meeting contro il vertice NATO di Ankara convocato a Istanbul dal Partito dei Lavoratori di Turchia TIP Türkiye İşçi Partisi, viene intercettato dalla polizia turca all'arrivo dell'aereo, identificato ed espulso, con divieto di tornare in territorio turco per 5 anni. Ironicamente, viene da commentare: roba da montarsi la testa! La realtà è che, mentre a centinaia di km l'autocrate fascista di Ankara di appresta a "baciare il culo" a Trump (i termini sono quelli usati dal presidente USA per questo genere di occasioni), all'opposizione è stato recapitato, una volta di più, un messaggio chiaro: non disturbare. Il vettore di questo messaggio è stata l'espulsione del nostro compagno e di altri invitati internazionali all'evento di Istanbul, tra cui la delegazione tedesca di Die Linke. La considerazione da fare, a questo punto, è una: un regime autoritario che non riesce più a mantenere i livelli minimi di libertà di espressione, organizzazione e dissenso su cui, per vent'anni, si è retta la sua legittimità internazionale, è un regime che ha crepe evidenti. Tanto evidenti da costringerlo, per tenersi in piedi, a incarcerare, uno dopo l'altro, tutti i candidati presidenziali forti dell'opposizione con false accuse di corruzione. Tanto evidenti da perdere le elezioni in tutte le principali città del paese, poi mettere in galera i sindaci eletti e nominare commissari. Tanto evidenti da calpestare l'immunità parlamentare e tenere in carcere Can Atalay, deputato del TIP, colpevole solo di essere stato alla testa delle proteste del 2013 e per questo condannato a 18 anni di prigione. La nostra piccola, rapida esperienza d'ingiustizia subita ci dice a cosa devono far fronte, ogni giorno, le nostre compagne e i nostri compagni turchi. Per loro chiediamo la solidarietà di chi ci segue. Noi, da questa esperienza, traiamo un insegnamento. Più minuto è il sistema d'intimidazione e repressione, più debole è il regime che lo attua. Ne siamo certi: tra non molto tempo Erdoğan finirà, come tutti i suoi simili che lo hanno preceduto, nella spazzatura della Storia. 

#erdogan #turkey #nonato Workers' Party of Turkey - International Relations Committee 


 Fronte Popolare.

... Gianni Mellillo ...

Questa è una di quelle giornate che segnano un prima e un dopo. Una di quelle date che finiscono dritte nei libri di storia perché quello che è successo non ha precedenti. Il Procuratore nazionale antimafia Gianni Melillo ha preso carta e penna e ha scritto una lettera senza appello al Ministro della Giustizia Carlo Nordio, al Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e alla presidente della Commissione antimafia Chiara Colosimo. Non era mai successo che la massima autorità investigativa contro le mafie dovesse arrivare a un gesto così estremo e pubblico per denunciare il rischio di un collasso del sistema. Il contenuto è da brividi. Melillo parla di unl“obiettivo arretramento della linea di efficacia delle investigazioni in materia di criminalità organizzata e terrorismo” Avete capito bene? Grazie alle norme di questo governo, siamo tornati indietro nella lotta ai clan e ai terroristi. Un effetto che il Procuratore definisce “oltremodo grave e allarmante” Siamo davanti a paradossi che gridano vendetta. Per colpa dei nuovi limiti, oggi puoi usare le intercettazioni di un altro processo per una ricettazione o un documento falso, ma non puoi usarle per inchiodare qualcuno per riciclaggio mafioso o scambio elettorale-mafioso. È una follia pura che favorisce solo i colletti bianchi e i boss. Le procure sono costrette a spendere il doppio dei soldi per rifare le stesse intercettazioni, sprecando risorse preziose. E mentre accade tutto questo, la Presidente della Commissione antimafia Chiara Colosimo si è tenuta la lettera nel cassetto per giorni senza dire nulla a nessuno. È “gravissimo e inaccettabile” che una comunicazione così urgente sia stata nascosta. Sembra quasi che qualcuno debba fare da "guardaspalle" al governo invece di difendere la legalità. Dopo questo schiaffo della realtà, ci auguriamo che la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni abbia la decenza di non pronunciare mai più i nomi di Falcone e Borsellino. Non puoi fare passerelle ogni 19 luglio e poi avallare leggi che, come dice Melillo, creano un vulnus nell'azione di contrasto ai rapporti tra mafia e colletti bianchi.
 La lotta alla mafia si fa con i fatti, non con le sceneggiate da Mentana mentre si disarmano i magistrati. Noi non stiamo zitti. Gli italiani hanno già detto NO a questo scempio con il Referendum, ma loro continuano a ignorare il voto e gli allarmi di chi rischia la vita sul campo. 
È ora di finirla con questa ipocrisia. 

#Antimafia #Melillo #Giustizia #Intercettazioni #GovernoMeloni #Borsellino #Legalità #Italia #FattiNonParole 


 Angelo Mazzone.

... la follia al potere! ...

Alla vigilia del 250esimo anniversario della nascita degli Stati uniti, il presidente Donald Trump si è scagliato contro i suoi avversari politici, definendoli comunisti "senza Dio" e "malvagi". Nel suo discorso pronunciato dal Monte Rushmore, il tycoon ha usato toni durissimi nei confronti di quella che ritiene essere la principale minaccia degli Stati Uniti: il comunismo