venerdì 24 luglio 2026

... dedicato!! ...

TOH! SEMBRA SCRITTA SU MISURA! 


“LA VIPERA" 


"Appena che la vipera s'accorse d'esse vecchia e sdentata, cambiò vita. S'era pentita? Forse. Lo disse ar Pipistrello: Me ritiro in un orto de monache qui in torno, e farò penitenza fino ar giorno che m'esce fori l'urtimo respiro, così riparerò a tanto male inutile ch'ho fatto... Capisco; je rispose er Pipistrello la crisi de coscienza è sufficente per aggiustà li sbaji der cervello: ma er veleno ch'hai sparso fra la gente, crisi o nun crisi, resta sempre quello.” 

(Trilussa) 


 Silvana Correggioli.

... Incredibile!!! ...

Incredibile. Lasciano ancora gli italiani soli. Sono usciti dal Consiglio dei Ministri a mani vuote: zero interventi sui prezzi dei carburanti che schizzano oltre 2 euro al litro e che stanno divorando il potere d'acquisto e gli stipendi dei cittadini. Quando restituiranno ai cittadini le risorse incassate in più dallo Stato per i vari rincari e andranno a prendere gli extraprofitti dai big dell'energia e delle armi? Quando recupereranno risorse dal folle piano di Riarmo per metterle sulle emergenze dei cittadini? Però una cosa Meloni l'ha fatta ieri: un video roboante in cui dice "chi sbaglia paga, pure se minore". L'importante è che non sia di Fratelli d'Italia: lì partono scudi di protezione come nel caso di Santanchè o di Delmastro, con il partito di Meloni che si rifiuta di fornire alla giustizia le chat dell'ex sottosegretario con un prestanome del clan Senese. 

#fuorilechat 

 Giuseppe Conte.

... GIU' LE MANI!!! ...

GIÙ LE MANI DAL NOME "SINISTRA": TROVATENE UNO CHE VI RAPPRESENTI... 


chiamateli centristi, ma non più Sinistra, la Sinistra ha perso i suoi veri rappresentanti trent’anni fa: ridiamo dignità alla storia e cambiamo nome a questa opposizione. C’è un limite igienico oltre il quale la menzogna cessa di essere politica e diventa vilipendio di cadavere. La Sinistra in questo Paese non esiste più da oltre trent’anni. È morta, sepolta, e la cosa più onesta che potremmo fare è lasciarla riposare in pace assieme a chi l'ha resa grande: Berlinguer, Ingrao, Nilde Iotti, Longo, Amendola, Di Vittorio, Lama. Eppure, continuiamo caparbiamente ad appiccicare quell'etichetta gloriosa a un manipolo di tremebondi e balbettanti bambocci che di sinistra non hanno nemmeno la visione periferica. 
Serve urgentemente un referendum popolare per decreto: 
CAMBIAMO NOME ALLE OPPOSIZIONI. 
 Togliete quella parola (sinistra) dalla vostra ragione sociale. Non vi appartiene. Il rifugio peccatorum della Prima Repubblica Prendiamo il PD, il perfetto rifugio peccatorum per i residuati bellici della Democrazia Cristiana e di altri micro-partiti della Prima Repubblica che già allora contavano come il due di coppe quando regna bastoni. I vari reggenti e liquidatori passati al comando, da Renzi a Letta and Company, non sono stati leader di opposizione, ma gli spietati smantellatori di ogni singolo diritto dei lavoratori conquistato in decenni di lotte, sudore e sangue dalla vera sinistra. E oggi? Oggi in testa c'è Elly Schlein: una privilegiata che vive come una ricca alternativa-New Age, una sbilenca tiroidea che ci propina pillole olistiche di vuoto cosmico come panacea per tutti i mali sociali. La classe operaia affoga nell'inflazione e nel precariato, e dal Nazareno rispondono con supercazzole concettuali ad alto contenuto di nulla. Il nulla che ha permesso alla nuova destra incolta, frustrata, violenta e corrotta di vincere le elezioni. (Perché ammettiamolo, i rappresentanti della vecchia destra potevano competere intellettualmente con la sinistra, Almirante era un uomo colto... la destra di oggi è a dir poco analfabeta) Il dramma profondo di questi cosiddetti "progressisti" è che hanno smesso di tutelare le classi lavoratrici per un motivo di una semplicità disarmante: non hanno la più pallida idea di cosa sia la vita vera. I bisogni reali delle persone comuni non li hanno mai sperimentati. Sono tutti cresciuti a Plasmon e paghetta settimanale, coccolati da mamme ansiose per non farli affaticare ( vedi quell'idiota di Calenda che salta da una coalizione all'altra pur di restare a galla... la madre ne ha fatto una pellicola tragicomica da Oscar). Siedono nei loro salotti bene, omologati esattamente come la destra alle solite politiche di stampo liberale e centrista. Ciò che interessa loro non è la trasformazione sociale, ma la mera gestione del potere e una comoda "pseudo-stabilità". Aveva ragione Fausto Bertinotti quando, con amarissimo pragmatismo, ammetteva: “Purtroppo per chi è di sinistra, la sinistra politica non c'è più. Il PD si è annegato nella governabilità e sarebbe preferibile che si autosciogliesse.” Sono sepolcri imbiancati senza coraggio, vera logistica e poca dignità. Stiamo facendo un danno incalcolabile alla storia e a noi stessi continuando a chiamarli con un nome che definiva giganti della politica. Questi infanti del nulla cosmico non hanno né gli ideali, né la visione, né il coraggio del vero cambiamento. Trovar loro un nome che finalmente li rappresenti è un dovere morale. "Centristi di stazionamento"? "Amministratori di condominio ad alto reddito"? "I professionisti dell'attesa"? Scegliete voi, ma giù le mani dalla Sinistra. Alla fine, tra macerie ideologiche, aperitivi chic e codardia istituzionale, mi guardo intorno e mi viene da sorridere: di Sinistra, quella vera, quella che fa tremare i polsi ai potenti e difende chi non ha voce, sono rimasta solo io... e io non conto nulla. 😅😅🤣🤣😅🤣🤣😅😂✊✊✊ 


Karima Angiolina Campanelli

... Ddl codardo!!! ...

𝐃𝐝𝐥 𝐚𝐧𝐭𝐢 𝐦𝐚𝐫𝐚𝐧𝐳𝐚, 𝐝𝐞𝐥 𝐫𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐝𝐚𝐫𝐝𝐢𝐚 𝐞̀ 𝐮𝐧 𝐭𝐚𝐥𝐞𝐧𝐭𝐨 


𝐻𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑟𝑖𝑠𝑐𝑟𝑖𝑡𝑡𝑜 𝑖𝑙 𝑐𝑜𝑑𝑖𝑐𝑒 𝑝𝑒𝑛𝑎𝑙𝑒 𝑝𝑒𝑟 𝑠𝑒𝑠𝑠𝑎𝑛𝑡𝑎 𝑟𝑎𝑔𝑎𝑧𝑧𝑖 𝑒 𝑙𝑜 ℎ𝑎𝑛𝑛𝑜 𝑎𝑛𝑛𝑢𝑛𝑐𝑖𝑎𝑡𝑜 𝑐𝑜𝑛 𝑢𝑛 𝑣𝑖𝑑𝑒𝑜 𝑠𝑢𝑖 𝑠𝑜𝑐𝑖𝑎𝑙 

Il #buongiorno di Giulio Cavalli 


 La codardia ha un calendario, e questa settimana lo ha rispettato alla lettera. Mercoledì la Giunta per le autorizzazioni della Camera ha negato alla Procura di Roma le chat tra Andrea Delmastro Delle Vedove, ex sottosegretario alla Giustizia, e Mauro Caroccia, per gli inquirenti prestanome del clan Senese. Ventiquattr'ore dopo lo stesso governo ha scoperto di essere severissimo con i quattordicenni. Sono quelli che il 9 ottobre hanno votato il salvacondotto sul caso Almasri, 251 voti per salvare Carlo Nordio e 256 per Matteo Piantedosi, e che il 13 aprile hanno lasciato rinnovare in silenzio fino al 2031 il memorandum militare con Israele, perché per fermarlo serviva una firma e nessuno se l'è sentita. Sono gli stessi che scodinzolano e fanno da lettiera alla merda di Trump. Il ddl di ieri ribalta l'articolo 98 del codice penale, e all'articolo 2 cancella l'obbligo per il pubblico ministero e per il giudice di acquisire d'ufficio gli elementi personali, familiari, sociali e ambientali del ragazzo. La sua vita, insomma: guardarla diventa facoltativo. Save the Children conta 60 sentenze di non luogo a procedere per immaturità nel 2024, ed erano 256 nel 2004: hanno riscritto il codice penale per sessanta ragazzi e lo hanno annunciato con un video sui social. L'Istat intanto conta 1 milione e 283mila minori in povertà assoluta, il valore più alto dal 2014, e per quelli nessuno ha mai convocato un Consiglio dei ministri d'urgenza. Perché lì servirebbe coraggio, e coi ragazzini invece basta la bacchetta del maestro che li ricacciava nel banco in fondo, con la testa dura che era la sua. La codardia, quando trova qualcuno più piccolo, la chiamano fermezza.

giovedì 23 luglio 2026

... Ministro Nordio ...

Ministro Nordio, 

ricordo perfettamente quando si presentò in Parlamento, il 5 febbraio 2025, per giustificare gli ostacoli che lei stesso aveva frapposto all’esecuzione del mandato di arresto emesso dalla Corte penale internazionale nei confronti del generale libico Almasri. Il comportamento del Governo italiano rappresentò una delle pagine più disonorevoli per uno Stato di diritto: rimpatriare con un volo di Stato un uomo accusato di gravissimi crimini di guerra, in aperta violazione degli obblighi derivanti dalla giustizia internazionale. Quel giorno lei sostenne argomentazioni a dir poco surreali: che la documentazione fosse in inglese; che vi fosse un’imprecisione nelle date; che l’arresto fosse stato eseguito, ma nel modo sbagliato perché si sarebbe dovuta attendere una sua richiesta; soprattutto, che la sua decisione non costituisse un “atto dovuto”, perché le sarebbe spettata una valutazione discrezionale sul merito della richiesta della Corte penale internazionale. Ascoltai quelle spiegazioni con profondo sconcerto, incredulo che principi fondamentali della giustizia internazionale potessero essere piegati fino a questo punto. Oggi è stata depositata la sentenza n. 143 del 2026 della Corte costituzionale, dedicata proprio al caso Almasri. Ed è una sentenza che smonta, punto per punto, quella ricostruzione e certifica ancora una volta l’inadeguatezza del vostro Governo. La Corte chiarisce, anche a futura memoria, che la legge n. 237 del 2012, con cui l’Italia ha dato attuazione allo Statuto della Corte penale internazionale, non attribuisce alcuna discrezionalità al Ministro della Giustizia. Al contrario, gli impone di dare pronta esecuzione alla richiesta della Corte, trasmettendo immediatamente gli atti al Procuratore generale presso la Corte d’appello di Roma. Solo in presenza dell’esigenza di tutelare principi costituzionali preminenti — come i diritti fondamentali o l’identità costituzionale della Repubblica — il Ministro può seguire un diverso percorso, ma anche in quel caso è tenuto ad agire con la stessa immediatezza. In altre parole, la Corte costituzionale ha dovuto intervenire con una pronuncia additiva per impedire che interpretazioni arbitrarie della legge potessero ripetersi. Ministro Nordio, ora che la Corte costituzionale l’ha smentita in modo così netto, cosa intende fare? Ritiene di trarne le conseguenze? Oppure resterà al suo posto, come se nulla fosse accaduto? 
Temo di conoscere già la risposta. 
Del resto, da un Governo che ha scelto di proteggere e rimpatriare un presunto criminale di guerra come Almasri, potevamo davvero aspettarci che non facesse scudo anche attorno al sottosegretario Delmastro? 


 Giuseppe Conte.

... caro Direttore ...

𝑳𝒆𝒕𝒕𝒆𝒓𝒂 𝒂𝒍 𝑫𝒊𝒓𝒆𝒕𝒕𝒐𝒓𝒆 𝒅𝒆 "𝑰𝑳 𝑭𝑨𝑻𝑻𝑶 𝑸𝑼𝑶𝑻𝑰𝑫𝑰𝑨𝑵𝑶" 


Caro Direttore, 

Matteo Renzi ha deciso di rispondere alle mie critiche politiche speculando sulla tragedia di Piazza San Carlo. Su quella ferita voglio essere breve, perché merita rispetto e non strumentalizzazione. Poi parliamo di ciò di cui Renzi non vuole parlare: la politica. Ho sempre affrontato i processi a testa alta, mi sono sempre difesa nei processi e mai dai processi. E il dolore per quanto accadde il 3 giugno 2017 lo porterò con me per sempre. Ma quella vicenda pone una domanda che riguarda tutti i sindaci d’Italia: fino a che punto un primo cittadino può rispondere penalmente di ciò che accade in una piazza, compreso il panico scatenato con lo spray al peperoncino da una banda di ladri? Per questo ho ricevuto la solidarietà di sindaci ed ex sindaci di ogni colore che conoscono bene la "paura della firma". È di questo che un Paese serio discuterebbe. Tra quegli ex sindaci c'era anche Matteo Renzi. Il 28 gennaio 2021, il giorno dopo la sentenza di primo grado, mi dedicò la sua Enews, dichiarando la sua vicinanza e auspicando la mia assoluzione. Scriveva che lui non è come chi "usa i processi per regolare i conti della politica". Parole giuste, che sottoscrivo. La sentenza su Piazza San Carlo, da allora, non è cambiata. È cambiato ciò che conviene a Renzi: nel 2021 poteva farsi bello del garantismo e prendere le distanze dal Movimento, oggi si scopre giustizialista per mettermi a tacere quando dico quello che penso di lui. Ma non mi tocca e di certo non mi zittisce. Passiamo dunque al terreno che a Renzi è più alieno: la coerenza. Renzi mi sfida a parlare del passato? Parliamone. Noi siamo quelli del Reddito di cittadinanza. Lui quello che l'ha combattuto. Noi quelli del salario minimo. Lui quello che non l'ha voluto. Noi quelli della Spazzacorrotti. Lui quello che l'ha ostacolata. Noi quelli che una legge sul conflitto d'interessi la vogliono. Lui quello che ne è terrorizzato, e sappiamo tutti perché. Noi quelli dei 209 miliardi del PNRR. Lui quello che ha fatto cadere il governo per non farceli gestire. Ed eccolo, il vero tema: prima ancora delle idee, l'affidabilità. Renzi - il Loki della politica italiana, il dio dell'inganno e del trasformismo - ha una sola coerenza documentata: distrugge tutto. Ha rottamato Enrico Letta dopo avergli detto di stare sereno, ha stretto il Patto del Nazareno con Berlusconi, ha fatto cadere il governo Conte II in piena pandemia, ha logorato ogni tavolo a cui si è seduto. Un alleato così non è un alleato: è un conto alla rovescia. E mentre il Paese reale soffre, lui si candida a costruire l'ennesimo finto "centro", impegnato a barattare emendamenti alla legge elettorale cuciti su misura per la propria sopravvivenza. È lo stesso che, pur di colpire il Movimento 5 Stelle, fa sponda con la destra fino a votare quella vergognosa Commissione d'inchiesta sul Covid: un processo politico a Giuseppe Conte e a chi si è trovato a gestire la più grande crisi dal dopoguerra. Come ha ricordato Roberto Scarpinato su queste colonne, la bussola del Movimento resta l'articolo 3 della Costituzione: rimuovere gli ostacoli economici e sociali che limitano libertà e uguaglianza. La storia politica di Renzi parla la lingua opposta: il Jobs Act, la "Buona Scuola" contro cui scioperò tutta Italia, la vicinanza ai potentati e alle lobby. Chi vuole rimuovere quegli ostacoli non può allearsi con chi li costruisce. E c'è un dato che nessun sondaggio smentisce: Renzi i voti non li fa guadagnare, li fa perdere. Nei territori la gente me lo dice in faccia: se andiamo con Renzi, loro restano a casa. 
Perché qui il problema non è tanto il passato quanto il futuro. E in futuro, io a casa preferisco lasciarci Renzi. Non i nostri elettori. 

Chiara Appendino

... FOTTUTI INCAPACI! ...

IL MONDO DI FRUTTA CANDITA 

La battuta su schillaci che Iacchetti ha fatto durante l’incontro con Andrea a “Naturalmente Pianoforte”, relativa al fatto che nell’attesa di una tac si può morire, ha sollevato un polverone. Sì perché a destra fanno video dove certi imperatori de noantri ordinano la decapitazione pubblica degli avversari politici poi però si indignano, cazzo come si indignano, per una battuta. Forte, certo, non proprio buonista, ma si tratta di satira. Feroce quanto volete, ma satira. E con un senso tragicamente attuale, non solo per odio gratuito contro l’avversario politico. E quel senso lo condivido in pieno. Anch’io vorrei vedere il politico schillaci, e con lui tutti gli altri politici incapaci di questo governo che sta devastando il paese, annaspare nell’attesa del responso di una tac che gli faranno fra più di un anno. E vorrei chiedergli che effetto fa, come ci si sente, come si vive con quella paura addosso. E poi vorrei anche chiedergli se pensa davvero che sia giusto sputtanarsi miliardi in armi che non serviranno mai a una sega solo per ossequiare un sociopatico fuori controllo, visto che dotarsi di quelle armi non solo tradisce la nostra Costituzione ma sarebbe come riempire d’acqua le nostre pistoline mentre gli altri ci spianano coi missili. Quegli stessi miliardi che spesi in un altro modo salverebbero vite e le renderebbero migliori. Io lo dico sempre. Il problema vero è che siamo rappresentati da soggetti che dei problemi delle persone non sanno un cazzo di una fava di meno di niente. C’è un esempio straordinario proprio di queste ore: a un deputato di fratelli d’italia, tale lorenzo malagola (chi?) hanno fatto una domanda sul prezzo del pane e lui ha risposto senza nemmeno dubitare che costa 1 euro al chilo. Non c'è andato nemmeno vicino. Questi vivono nel loro “mondo di frutta candita”, per citare Morandi, e non solo ignorano i bisogni veri delle persone normali, ma, udite udite, non gliene frega proprio un cazzo. Leggo pure di fenomeni che esprimono “tutta la loro solidarietà” a schiilaci, come se quella di Iacchetti fosse stata una minaccia, una busta con un proiettile, l’assoldamento di un killer, una bomba sotto il cofano. Tranquillizzateli e rassicurate il loro preziosissimo et illustrissimo et capacissimo ministro. Quelli come Iacchetti, e anche come me, non alzerebbero le mani contro nessuno e vorrebbero che tutti, compreso schillaci, avessero una buona vita, in salute e serenità. Quelli come noi sono solo incazzati come le bisce e sono convinti che certe cose, per capirle, vadano provate. 

 Come per l’appunto capita alle persone normali, che nell’attesa di una tac muoiono. 


 Orso Grigio.