Come sapete io sono un professionista dell’ovvio, dispensatore seriale di banalità.
Quindi, per tenere fede al mio ruolo, in un unico post ne metterò ben tre, così evito a me la fatica di scrivere gli altri due e a voi di leggerli.
PRIMA BANALITA’
D’inverno fa freddo. Lo so, in questo mondo così saturo di comfort e comodità tre gradi sottozero possono rappresentare un trauma talmente sconvolgente da segnare per sempre per l’esistenza, tuttavia vi assicuro che quando ero vivo io capitava, e pure piuttosto spesso, soprattutto a Gennaio e Febbraio, talmente spesso da essere ritenuta una cosa normale. Come il caldo a ferragosto, quei trenta gradi e oltre, più o meno percepiti. Altro sofismo moderno, quello del percepito appunto, inventato per consentire ai meteorologi di disquisire sul niente. Nel mondo di prima la temperatura era una e basta.
E pensate, quando era molto caldo i vecchi stavano a casa e bevevano di più anche senza che gli esperti gli triturassero i coglioni invitandoli a farlo. Erano vecchi, mica rincoglioniti.
Sembrava perfino che questa cosa del freddo, del caldo e del mite fosse prevista dallo stesso alternarsi delle stagioni.
SECONDA BANALITA’
La giustizia esiste solo nella misura in cui te la puoi permettere. Come la sanità o qualsiasi altro bene di consumo.
Sì perché se puoi pagare i migliori avvocati e hai da spendere qualche milione per convincere le tue vittime a ritirare le querele vieni prosciolto da ogni accusa. Reati, truffe e illeciti di varia natura si dissolvono in un iban.
Se poi vi esibite anche in un teatrino penitenziale con un velo di contrizione e una tristissima felpa addosso diventerete pure vittima del sistema con un roseo futuro di presenzialismo a gettone assicurato.
E se siete dei barboni e non avete i soldi potrete sempre fare gli influencer/imbonitori, mettendo in pratica la ben nota teoria enunciata da wanna marchi secondo la quale “i coglioni vanno inculati”.
Funzionerà.
TERZA BANALITA’
L’ultima banalità di cui volevo rendervi edotti è che meloni è fascista. Anche basta di definirla progressista, illuminata e pure democratica come sostengono ormai anche quelli che non dovrebbero ma che in nome del paraculismo imperante devono garantirsi un futuro, nel caso essa vincesse ancora.
Non di “quel” fascismo, certo: oggi certe cose non potrebbero succedere e certe leggi non verrebbero emanate (non ancora, almeno) e comunque se il nome vi dà fastidio cambiatelo pure, per esempio in destra diversamente democratica, ma la sostanza rimane quella e per me è il nome giusto.
E’ fascista come si può essere fascisti oggi. E’ autoritaria, arrogante, insofferente e intollerante verso chi non la pensa come lei, allergica alle domande, convinta che essere stata legittimata a governare la autorizzi a qualsiasi forzatura oltre il potere che detiene.
E’ fascista perché rappresenta solo sé stessa e i privilegi di chi l’ha votata, ma non dimostra nessuna attenzione verso i bisogni delle persone, alla faccia di quella destra sociale così evocata ma che è solo uno sgradevole ossimoro e non è mai esistita. Non da noi, almeno.
E’ fascista perché pur di schierarsi col più forte rinnega sé stessa e le sue convinzioni di appena poco tempo fa.
E’ fascista perché non mantiene gli impegni e tutte le sue promesse si sono rivelate bugie così enormi che nemmeno Pinocchio. Ma Pinocchio era un bambino ed era simpatico. Lei no.
E’ fascista perché indossa una maschera ma se la guardate bene mentre parla e, come vi consiglio sempre togliete l’audio, nelle espressioni che assume, nel livore che traspare, negli occhi pronti a schizzare in orbita come i satelliti di musk, c’è tutta la teatralità che la contraddistingue.
Detto quello che penso, naturalmente riferito alla sua figura pubblica e con rispetto parlando, è tuttavia vero che quasi tutti i suoi elettori lo sanno bene che è così e sanno anche che ha un rapporto difficile con la dignità e la coerenza, come dimostrano il suo atteggiamento passivo, quindi complice, verso il genocidio di Gaza e la servitù totale nei confronti di trump, ma è proprio così che la vogliono.
Sono come lei, seguaci di quella dottrina fascista sdoganata con orgoglio da berlusconi e tornata prepotentemente in auge molto al di là di quello che potrebbe sembrare.
Lei li rappresenta perfettamente ed è per questo che l’hanno votata.
Quindi, e mi rivolgo a chi dice e avrebbe pure il compito e il dovere di fare opposizione, anche basta con questa litania dell’antifascismo come unico programma elettorale, non avendone altri possibili, perché ai suoi va bene così, sono pronti a qualsiasi nefandezza e non torneranno indietro.
Per essere uno più di loro servono i voti degli altri, quelli che alle urne non ci vanno: sono loro da convincere.
Per farlo serve un po' di chiarezza e soprattutto serve un programma credibile e condiviso, entrambe cose che al momento paiono del tutto lontanissime.
Orso Grigio
Nessun commento:
Posta un commento