
Vuole le Americhe sotto il suo tallone. Pretende che gli ex alleati paghino il debito pubblico degli Stati Uniti, comprino le sue armi, non si sognino di tassare i profitti delle multinazionali e contribuiscano a re-industrializzare il suo paese (anche se è una causa persa)
Protegge gli Stati autoritari e meglio armati. Vuole che tutti gli si inchinino perché ha trovato la via per la pace: dar ragione a chi stia vincendo, umiliare aggrediti, deboli, indifesi. I diritti dei popoli, delle nazioni e delle persone siano affidati al discernimento della sua “morale” e della sua “mente”, come era già con i sovrani per diritto divino.
Nella sua patria -che vuole di nuovo grande- non c’è posto per migranti latini, indiani, cinesi. E se una madre bianca, bionda e con gli occhi azzurri, prova a difenderli, fa bene l’agente dell’Ice ad ammazzarla a sangue freddo. Se poi gli oppositori vanno in piazza come a Minneapolis, invoca l’insurrection act, legge del 1807 che gli dà il potere di sparare sulla folla, come Bava Beccaris fece a Milano nel 1898.
Intorno a lui si va riunendo una internazionale reazionaria, genocida, colonialista, razzista. I nomi dei suoi capi li troveresti tra chi è sceso in campo a sostegno di Orban. Netanyahu, Le Pen, Abascal, Weidel. Meloni. Putin in seconda fila, tanto già finanzia Orban e lo muove come un burattino.
Dite che è più complicato? Che la Russia è ancora quella della Grande Guerra Patriottica? Che Israele, Arabia e Turchia non sono poi male, se hanno chiesto a Trump di non attaccare, per ora, l’Iran? Che gli altri sono peggiori, dagli Ayatollah a Maduro, dal Sud Africa alla Cina? Che gli eccessi di Trump moriranno con lui e resteranno governi forti e democrazie governanti?
Beh, per quel che vale, non concordo.
Corradino Mineo.
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