giovedì 16 luglio 2026

... trasmigratori! ...

Insegnamo un pó di storia ai fascistelli che inneggiano al Duce. C'è un paradosso che vale la pena ricordare. Nel 1935 Benito Mussolini celebrava gli italiani definendoli: Un popolo di poeti, di artisti, di eroi, di santi, di pensatori, di scienziati, di navigatori, di Trasmigratori ». Quel termine, TRASMIGRATORI, non era casuale: riconosceva una caratteristica storica dell'Italia, quella di un popolo che, per secoli, è emigrato in ogni parte del mondo in cerca di lavoro, dignità e futuro. Milioni di italiani sono stati accolti, con difficoltà e spesso subendo discriminazioni, in Europa, nelle Americhe e in Australia. Oggi, invece, molti di coloro che si richiamano al fascismo o ne rivendicano simboli e idee sostengono la remigrazione , cioè l'espulsione o il rimpatrio forzato di immigrati e, in alcune versioni del concetto, anche di persone nate e cresciute in Europa ma considerate "non appartenenti" per origine. Fa riflettere che gli stessi che si richiamano a quella tradizione politica sembrino dimenticare una parola incisa persino sul Palazzo della Civiltà Italiana: trasmigratori. La storia dell'Italia è anche una storia di emigrazione. Ricordarlo non significa negare il diritto di discutere le politiche migratorie di oggi, ma evitare di cancellare ciò che siamo stati. 

Comitato di cittadini attivi e democratici in difesa della Costituzione 

 Vincenzo San.

... Meloni!! ...

Furbizia tanta, statura da statista poca: Meloni doveva dimettersi un minuto dopo il referendum. Invece sceglie un anno di agonia, a fare la babysitter di una maggioranza a pezzi e di un governo disoccupato.

... Mario Roggero ...

Caso Mario Roggero: se la pancia sostituisce il cervello, vince l'ignoranza. 


La storia è triste e terribile da qualsiasi parte la si guardi. È tutto sbagliato in un mondo sbagliato. Non sono un buonista, anche io vorrei vedere chi delinque pagare per il suo reato. Siamo nel 2026 e non nel medioevo e usare la testa sarebbe il minimo sindacale per un essere umano che ragiona. La storia è triste e terribile. Ma purtroppo non esistono leggi al mondo che possano fermare la delinquenza, un esempio è che dove esiste la pena di morte non si è MAI verificata una diminuzione dei reati. Mai. Questo per spiegare che non c’è modo per evitare che ci siano delinquenti, nessuna legge più dura, nessuna, neanche le dittature ci son riuscite anche perché spesso i delinquenti sono quelli che portano alla dittatura. Forse eliminando la povertà si potrebbe raggiungere una discreta diminuzione dei reati, tema complesso, ma probabilmente esisterebbero lo stesso perché l’essere umano è meravigliosamente e terribilmente pieno di sfumature diverse nel suo modo di ragionare e di percepire il vivere in una società. Poi. Andiamo sul concreto. La legge italiana (Art. 52 c.p.) tutela la legittima difesa solo quando c'è un pericolo attuale e imminente per l'incolumità fisica propria o altrui. Se Roggero avesse sparato all’interno della gioielleria avrebbe usufruito della legittima difesa perché lui e i familiari erano in pericolo. I giudici hanno accertato che i colpi sono stati esplosi all'esterno del negozio, quando la rapina era ormai terminata e i malviventi stavano scappando a bordo di un'auto. Il principio della legge è questo: Se il pericolo è passato, sparare non serve più a "difendersi", ma diventa una punizione privata. In una democrazia moderna i cittadini non possono farsi giustizia da soli come nel far west. E c’è un motivo preciso. Se ogni cittadino potesse inseguire e uccidere chi commette un reato o (attenzione!) un presunto reato, sarebbe il caos. Altro esempio: Mi vedo con uno per valutare la vendita della mia attrezzatura fotografica, ma siccome mi sta sulle palle lo accoppo… e poi dico che mi ha minacciato e me la voleva rubare. 🤷🏼‍♂️ Quali prove ci sono per dire che non è andata così? Ho pure dei testimoni (mie amici). Se sdoganiamo questa possibilità di omicidio pensate a quante vendette private partirebbero!! Il rischio è arrivare all’anarchia totale. Permettere la reazione armata durante una fuga trasformerebbe le strade pubbliche in campi di battaglia. Inoltre un conflitto a fuoco in mezzo alla strada o un inseguimento armato mette a rischio anche eventuali passanti, vicini di casa o automobilisti del tutto innocenti. Se venisse colpito un passante? Come la risolviamo? - “eh ci spiace ma sai, stava inseguendo dei rapinatori!”… Se permetti questo tipo di giustizia devi anche prevedere cosa potrebbe accadere in mille altre situazioni a effetto domino. Senza regole rigide, imperfette ma rigide, chiunque potrebbe sparare a un sospettato basandosi su un malinteso, degenerando in una spirale di violenza incontrollabile. Inoltre la morte di chi commette reato non è una pena prevista dal nostro ordinamento, nemmeno per i reati più gravi, e tantomeno può essere decretata sul momento da un privato cittadino. I rapinatori devono essere catturati, processati e condannati a scontare la galera, non giustiziati sul marciapiede. Quindi… pur rendendomi conto che essere rapinati così è una ingiustizia terribile brutale è assolutamente inaccettabile e pur capendo che faccia uscire fuori di testa dalla rabbia… non si può permettere la giustizia privata in quel modo! Uscire e sparare a chi scappa. Per un momento l’idea soddisfa la pancia. Hai sbagliato hai rischiato e vaff te la sei cercata! Se si accetta che queste cose si possano fare allora non c’è più un confine e visto che gli esseri umani non sono divisi in buoni e cattivi riconoscibili avverrebbero giustizie private mascherate da legittima difesa… basta che uno ti stia sui maroni… e pam!!! - ”signor giudice mi ha aggredito… mi stava rapinando … “ - ok, capisco, può andare. Non c’è possibilità di trovare la giusta posizione, ma non si può liberare la giustizia privata. È terribile ed ingiusto, è vero. Ma al momento … o viviamo in uno stato democratico con leggi imperfette ma che ci permettono di regolare in qualche modo la vita dei cittadini o sennò i due estremi sono o la dittatura dove nessuno ha più libertà di nessun tipo oppure anarchia totale. Tra le tre… quella più percorribile è la via di mezzo, seppur imperfetta. Seppur la si senta ingiusta. Il problema siamo noi. Alla fine, se ci guardiamo in faccia, il problema siamo tutti noi. Tutti noi che accettiamo un mondo consumistico, dove chi è più ricco è più figo, dove il denaro è potere. Abbiamo messo in piedi questo mondo marcio dove esistono multimiliardari che applaudiamo e guardiamo con stima ed esistono disgraziati che non hanno da mangiare, non possono neanche curarsi. Accettiamo che avvengano guerre nel nome di una religione o di un sacro diritto e stiamo a guardare bambini morire. La vera vergogna siamo noi, ma il loop in cui ci siamo ficcati è troppo grande. E quindi ci sfoghiamo con il tifo da stadio, pensando che esistano davvero i "buoni" e i "cattivi", ma la linea è così sottile che non c’è certezza vera. Quando non riusciamo a cambiare le grandi ingiustizie del mondo, riversiamo la nostra rabbia sulla cronaca nera, pretendendo risposte facili a problemi enormi. Ma la giustizia non è una partita di calcio. Aggiungo: Nel 2005, in seguito a un forte litigio, Roggero si era presentato a casa dell'allora fidanzato della figlia e, impugnando una pistola, aveva minacciato il ragazzo e i suoi genitori. Tanto per capire il personaggio che tuttora continua a vantarsi di quello che ha fatto. 

#giustizia #marioroggero #statodidiritto #legittimadifesa 


 Paolo Ranzani.

mercoledì 15 luglio 2026

... il "porta sfiga"!! ...

Lo chiamavano : Sentenza 

Con il post di Salvini, non aveva più scampo! 

Confermata la sentenza d’appello con una pena di 14 anni e 9 mesi. 
Il colpo era avvenuto a Grinzane Cavour

... la palude ...

𝐋𝐚 𝐩𝐚𝐥𝐮𝐝𝐞 𝐞̀ 𝐢𝐥 𝐬𝐮𝐨 𝐠𝐨𝐯𝐞𝐫𝐧𝐨 


Il #buongiorno di Giulio Cavalli 


 188 contro 187. A scrutinio segreto la Camera ha affossato l'emendamento sulle preferenze di Fratelli d'Italia, Noi moderati e Udc, quello su cui il governo aveva messo il timbro con il parere favorevole dei relatori e della ministra Casellati. Semplificando, niente di meno di una fiducia mascherata da tecnicismo. Giorgia Meloni aveva alzato la posta poche ore prima, con un post: sfidava le opposizioni a votare a viso aperto, ognuno "ci metta la faccia". Ha chiesto di mostrare le carte ma le hanno stanato il bluff. Con la beffa dentro la beffa: la faccia la pretendeva dagli altri e al momento del voto è mancata proprio la sua. Chi ha sparato nell'urna resta ignoto, perché il segreto serve a questo. Il Pd conta 36 franchi tiratori, la Lega ne ammette 31 e giura di avere i banchi puliti, i vannacciani accusano gli azzurri, gli azzurri negano. Una maggioranza che si perquisisce da sola. Fuori dai banchi del governo è subito coro. Giuseppe Conte parla di premier sfiduciata dai suoi, Elly Schlein intima «andate a casa». Antonio Tajani prova a rimpicciolire tutto, «incidente di percorso», dice. Sarà. Un incidente su cui il governo aveva messo la faccia intera. Resta il fatto politico, e pesa: cade la legge-feticcio, il "Melonellum", in un paese con i salari fra i più bassi d'Europa e le bollette fra le più care. "Ha vinto di nuovo la palude", scrive lei. Vero, solo che la palude, stavolta, sedeva tra i suoi banchi. La palude è il suo governo. E già qualcuno sussurra elezioni, come se una débâcle fosse la scorciatoia per le urne. La doppia maschera si scioglie col caldo, e sotto resta una crepa che la seduta a oltranza serve solo a far vedere meno.

... INDECENTE!!! ...

Secondo voi una Premier che ha bloccato il Parlamento sulla legge elettorale anziché su stipendi e sanità e che è stata appena sfiduciata dalla sua stessa maggioranza, dove dovrebbe essere oggi?

 1. Al Quirinale per dimettersi. 

2. ⁠A un vertice di maggioranza per uscire dalla palude in cui sono precipitati e hanno precipitato l’Italia. 

3. ⁠ Alla cerimonia di premiazione dei Maestri della cucina 

Ecco la risposta!!!


 Giuseppe Conte.

martedì 14 luglio 2026

... il futuro??? ...

Preistoria, 10.000 a.C. - Se gestisce tutte quelle caverne ci sarà un motivo. Egitto, 2560 a.C. - Prima di criticarlo, prova tu a tirar su una piramide dal niente. Grecia, 336 a.C. - Sei solo invidioso perché tu non saresti mai in grado di fare quello che ha fatto lui. Cina, 221 a.C. - Però alla fine guarda cosa è riuscito a costruire! Roma, 44 a.C. - Il Senato lo attacca perché è l’unico che fa paura ai poteri forti. Inghilterra, 1066 - Questo è un Re che capisce davvero le nostre esigenze. Mongolia, 1220 - È partito dal nulla. Tutto quello che ha, se l’è sudato. Firenze, 1434 - Intanto fa più lui coi suoi soldi che cento ONG messe insieme. Spagna, 1490 - La cosa bella di Torquemada è che è contro il sistema. Transilvania, 1459 - Finalmente uno che parla coi fatti. Messico, 1520 - Sentiamo, se Cortes se ne va allora chi crea lavoro? Francia, 1680 - Se non ci fossero i suoi grandi capitali, saremmo tutti più poveri. Stati Uniti 1850 - Guarda quanta gente ha aiutato con le sue piantagioni. Germania, 1933 - Almeno è uno che ha il coraggio di dire le cose come stanno. Russia, 1949 - C’è da dire che ha azzerato la corruzione. Cile, 1973 - Ci ha salvato dal comunismo. Oggi - Sai perché questo qui ti fa così paura? - Perché? - Perché è il futuro.

... emendamenti?? ...

Presidente Meloni, 


poco fa ci ha sfidato sulla legge elettorale. Credo però che il suo post sia frutto di un equivoco. Quale sarebbe l'emendamento sulle preferenze su cui ci sta sfidando? Ho letto e riletto gli emendamenti di maggioranza, ma non ne trovo nessuno che consenta agli elettori di scegliere liberamente i propri rappresentanti. Non vorrà mica farci credere che l’emendamento “farsa” presentato da Fratelli d’Italia introduca davvero le preferenze… Le vostre sono preferenze farlocche, come il blocco navale e i 1000 euro con un click che lei aveva millantato. La verità è che avete blindato con un accordo di maggioranza una proposta di legge con listone nazionale e listini locali tutti preconfezionati dalle segreterie di partito. E così nella “legge truffa” avete introdotto un emendamento “truffaldino” su finte preferenze, che non toccheranno mai la stragrande maggioranza dei parlamentari che entreranno nel nuovo Parlamento. Lei la faccia ce la mette. Certo. Ma è la solita faccia di bronzo. Quando la smetterà di prendere in giro gli italiani? L’appello contenuto nel suo post mi induce a credere che non è sicura dei numeri della maggioranza. Sbrigatevela tra voi. Noi per bloccare i vostri obbrobri useremo tutti i mezzi previsti per il voto parlamentare. Se davvero vuole fare una battaglia per le preferenze, faccia votare l’emendamento del M5S che lascia agli elettori l’effettiva libertà di scegliere i nomi dei propri rappresentanti. Ma soprattutto ci richiami quando inizierà a occuparsi di stipendi ed emergenze degli italiani anziché di come rimanere imbullonati alle poltrone. 


 Giuseppe Conte.

lunedì 13 luglio 2026

... valutazione ...

... syamane incontro con il Sig. Melis per una prima valutazione del nostro "buen retiro" = Euro 78.000,00 ,!!! mi sono alzato di scatto inorridito!!

domenica 12 luglio 2026

... nel mirino!! ...

Chi minaccia Giorgia Meloni minaccia tutti noi. 
Le minacce rivolte al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni sono un fatto gravissimo. Ancora più grave è che, secondo quanto riportato da organi di stampa, il suo nome compaia in una lista di obiettivi pubblicata da un quotidiano iraniano vicino al regime di Teheran. Non colpiscono soltanto una persona o un leader politico. Colpiscono le istituzioni della Repubblica, la democrazia e tutti noi. Di fronte a chi usa l’intimidazione e la violenza non possono esistere divisioni politiche. Su questi temi non esistono maggioranza e opposizione: esiste soltanto lo Stato. A Giorgia Meloni va la mia piena solidarietà e la mia vicinanza. Nelle minacce rivolte a lei non è sola: vengono colpiti tutti noi, viene colpita l’Italia intera. La risposta deve essere una sola: unità, fermezza e difesa delle nostre istituzioni democratiche. Perché l’Italia non si lascia intimidire. 

 Enzo Amich.

... riposi in pece! ...

È morto il senatore Lindsey Graham, l’uomo che aveva portato il concetto di «guerrafondaio» a una dimensione tragica, grottesca e apparentemente insuperabile. 

Lo hanno già commemorato il Babbuino arancione della Barbarie, il Genocida dello staterello mediorientale e naturalmente Zelensky, che lo aveva opportunamente incontrato a Kiev appena il giorno prima. 

Ci uniamo anche noi al cordoglio: riposi in pece. 

 Pino Cabras.

... Noi con Report!!! ...

Stasera la squadra di Report non è sola 

Questa sera Report non va in onda: la Rai ha sospeso cautelativamente le repliche estive, in attesa di chiarimenti sull’attentato che “abbiamo” subito lo scorso ottobre nella persona di Sigfrido Ranucci. Una decisione che non condividiamo, e che l’Ordine dei giornalisti e l’Usigrai hanno definito priva di reali motivazioni giornalistiche, parlando di “censura senza precedenti”. Siamo una squadra pesantemente attaccata — prima con un attentato, ora con una sospensione — ma non ci fermiamo: continuiamo a lavorare con la stessa determinazione di sempre. Ed è proprio questa tenuta, crediamo, a fare di Report un patrimonio da difendere: una garanzia di libertà di informazione che riguarda tutti. Per questo, come squadra, ci rivolgiamo al nostro pubblico, che in questi anni è sempre stato al nostro fianco, per una mobilitazione che vada a colmare il vuoto lasciato dalla sospensione delle repliche estive. Per policy aziendale non possiamo usare i nostri canali social ufficiali per promuoverla, ma chiediamo la vostra partecipazione: stasera, alle 21.15 — l’orario in cui saremmo dovuti andare in onda su Rai3 - collegatevi a RaiPlay attraverso questo link: bit.ly/RivediReport_pontemorandi, e guardate l’inchiesta che sarebbe dovuta andare in onda. Poi fatevi una foto davanti allo schermo (o dello schermo) e pubblicatela sui social, taggandoci e usando l’hashtag #giulemanidareport. Report è anche il suo pubblico. La memoria delle nostre inchieste non si sospende per decreto aziendale, e una squadra di giornalisti sotto attacco non è sola quando il pubblico le sta accanto. 
Report è un patrimonio di tutti. 

La redazione di Report

sabato 11 luglio 2026

... l'uovo di Colombo! ...

Le prime crepe dell'uovo di Colombo 


 Il Campo Largo ha finalmente liberato tutta una serie di personalità un po' costrette nel recinto dell'invisibilità mediatica. Frequentare la solitudine del pensiero critico non dà grandi soddisfazioni carismatiche in effetti. E dunque la trovata geniale per accodarsi al Campo Largo è l'entrismo partecipativo. Cioè condizionare, grazie alle proprie ed enormi capacità persuasive, il centrosinistra per convincerlo dell'esattezza di alcune criticità del sistema. Come è stato possibile non averci pensato prima? L'uovo di Colombo era lì, proprio a portata di mano. Peccato però che, nonostante i continui sermoni esplicativi di questi infaticabili ottimisti, la realtà già appare nuda e cruda. A un timido accenno di Giuseppe Conte sulla pretestuosità di alcune posizioni riguardo la Russia, tanto per giustificare guerre e riarmo, ecco che è partita di slancio la controffensiva democratica. Una fuoco di fila a più voci condanna le parole dell'avvocato del popolo, fino a mettere in discussione l'alleanza stessa e il prossimo comizio congiunto. La Russia non deve partecipare alle Olimpiadi, per sempre. Così si esprime il bellicismo democratico. Appare chiaro chi detta la linea e chi si deve adeguare. Quindi, come qualcuno sommessamente provava a ribattere di fronte a quell'esercizio prestazionale rappresentato dalla litania spiegona degli ottimisti, la questione Partito democratico non si risolve con una Pina Picerno qualsiasi e la questione alleanze non si liquida con l'accantonamento del renzismo. Il punto critico sono proprio il Partito democratico e la sua pertinenza manipolatoria rosé chiamata AVS. I democratici rappresentano il perno strutturale del sistema che ha il dovere di garantire la supremazia della sfera sovranazionale. Loro, quei dirigenti così educatamente levigati non fanno nient'altro e non servono a nient'altro se non alle loro truppe cammellate, chiamate alle armi a ogni tornata elettorale. Il Pd, insomma, deve assicurare stabilità istituzionale, motivo per cui non potrà mai rinunciare al Quirinale. Il giochino è molto semplice. Creare un'alleanza per disinnescare i pochi elementi di novità politica portati dai 5Stelle in questi anni. E cioè intimidirli per minimizzare quello sguardo più attento alla democrazia economica e correggere una postura meno asservita alle leggi della Ue e della Nato. Il progressismo di sinistra, difatti, ha partecipato a tutte le controriforme reazionarie degli ultimi trent'anni. Tutte, nessuna esclusa. Ma non lo ha fatto causa l'irruzione di stravaganti personaggi sempre attenti a insultare il vecchio vocabolario socialista. Il Pd ha costruito la dittatura dei mercati e dei vincoli esterni grazie all'opera scrupolosa dei suoi generali più genuinamente di sinistra. Bersani rappresenta il prototipo di questa illusione ottica. Il posizionamento del Partito democratico sui diritti economici e sulla politica internazionale è esiziale per la sua sopravvivenza. Qualora tradisse il mandato per cui vive, scomparirebbe in venti secondi contati. Libera circolazione dei capitali, europeismo e americanismo imperiale. E da qualche anno guerra alla Russia. Questi i dogmi indissolubili. Quindi quante dosi di ottimismo appiccicaticcio ancora dovremo ascoltare prima di una presa di coscienza definitiva sul ruolo antisocialista della sinistra italiana? Quanto tempo dovrà passare prima di comprendere che è proprio lei il problema politico del Paese e che non c'è alcun entrismo che tenga di fronte ai suoi interessi costitutivi? Quanti fascismi dovranno affacciarsi per capire che questi fioriscono quando l'orizzonte socialista scompare dallo sguardo della politica? Nessun potere è stato mai scalzato dall'interno. Nessuno. Fossi stato a Napoli mi sarei accodato a quella contestazione, a quei sonori e meritati fischi. Ovviamente ignorati da Gruber e sodali, da quel circo civilizzato di casa a La7, sempre pronto, al contrario, nel dar voce, spazio e credibilità mediatica a generali da operetta, comunque orgogliosamente fedeli alla Nato, perché il ricatto sull'antifascismo sia sempre in prima pagina a corrompere il consenso. Non sia mai che qualcosa spunti all'esterno del sistema. Meglio continuare a spiegare quanto è saggio l'entrismo. 
E spiega dai. 

 Ferdinando Pastore.

... siamo arrivati!!! ...

venerdì 10 luglio 2026

... - Euro 917,00!!! ...

Milano, 10 luglio 2026 


OGGETTO: Pratica di disconoscimento n. 010252026000949919 


Gentile Cliente CURTA RENATO, 


ci riferiamo alla pratica nr 010252026000949919 relativa al disconoscimento delle operazioni eseguite tramite l'utilizzo dei seguenti rapporti: carta pagamento nr. 516795******1662 per l'importo totale di Euro 917,00, che le è già stato accreditato dalla Banca in attesa delle opportune verifiche. 

Abbiamo rilevato che le informazioni fornite con il modulo di disconoscimento non risultano tra loro coerenti in quanto, nello stesso modulo inizialmente lei dichiara di non avere eseguito tali operazioni, mentre nella denuncia è stata fornita una descrizione diversa della dinamica dell'evento. Considerata tale difformità, la invitiamo a rivolgersi alla sua filiale/gestore che le fornirà il necessario supporto. 

Sulla base delle informazioni finora da lei rilasciate, non possiamo accogliere la richiesta di disconoscimento. 
Provvediamo pertanto all'addebito dell'importo che le avevamo accreditato all'apertura della pratica.




... Auguro al BASTARDO che mi ha colpito di morire tra atroci sofferenze e, per quanto mi riguarda, spero che questo periodo di Merda finisca, prima o poi!!!

... intervento ...

Avete visto che polverone? In Italia basta mettere in discussione i miliardi buttati per la corsa al riarmo per finire bersaglio di attacchi da tutte le direzioni. Io lo confermo: non penso che la minaccia numero uno per gli italiani sia la volontà della Russia di invaderci e che quindi la nostra emergenza sia buttare montagne di miliardi per una affannosa corsa al riarmo. Mi preoccupano altre minacce. Il crollo dei salari rispetto al 2021, i costi energetici che mandano sul lastrico le aziende, i 130 milioni di ore di cassa integrazione autorizzate aumentate in appena due anni, le file in ospedale, il record storico di persone in assoluta povertà. Comunque se il problema è quel che dico io potete rileggere la dichiarazione di Carlo Messina, amministratore delegato di Intesa San Paolo: "se mi si chiede qual è la priorità dico il sociale, non la difesa militare. Vedendo 95mila bambini in famiglie con reddito sotto i 15mila euro, il fatto che stiamo ragionando su come aumentare le spese per le armi mi fa sentire in imbarazzo da cittadino italiano". Quanto alla minaccia russa nei confronti dei Paesi europei, che i potenti comparti industriali e finanziari che ne traggono profitto economico hanno interesse ad alimentare sempre più, si può leggere la valutazione del comandante Nato Grynkewich secondo cui "la Russia non sta cercando un conflitto". Io e la mia comunità politica continueremo a contrastare la folle logica del riarmo e tutta la retorica che la accompagna per interessi che sono molto lontani da quelli reali dei cittadini. Su questo fronte, basterebbe costruire una difesa comune europea per ottenere un notevole risparmio delle spese militari. Ma soprattutto non dovremmo perdere tempo nel designare – sono passati ormai due mesi e non abbiamo ancora un nome – un delegato europeo per negoziare con la Russia, visto che la diplomazia non costa nulla e la storia ci insegna che è efficace, ben più del riarmo, per assicurarci un futuro di pace e di effettiva sicurezza. Se ne facciano tutti una ragione. 


 Giuseppe Conte.

... il costo della "paura" ...

Ad Ankara non si è discusso di pace. Si è stabilito quanto dovrà costare la "paura". I capi hanno sorriso davanti alle telecamere, si sono stretti le mani, hanno pronunciato la parola sicurezza. È una parola elegante. Sta bene nei comunicati ufficiali. Trump ha ottenuto ciò che voleva. Un’Europa più povera, più armata, più dipendente. Non ha cercato alleati. Ha preteso clienti. E l’Europa ha accettato. Naturalmente anche l’Italia. Ci raccontano che aumentare le spese militari significhi proteggere l’interesse nazionale. Come se una nazione fosse più sicura quando rinuncia alle scuole, agli ospedali, al lavoro, per riempire i depositi di missili. Come se il futuro potesse essere custodito dentro un arsenale. L’Occidente somiglia ormai a un vecchio sovrano che continua a sedersi a capotavola, senza accorgersi che gli invitati hanno imparato a mangiare altrove. Il mondo è cambiato. Sono cresciute nuove potenze, nuove economie, nuove tecnologie, nuove forme di influenza. Altri Paesi hanno smesso di muoversi dentro confini tracciati da altri. Hanno scelto di parlare con la propria voce. Ed è proprio questo che non viene perdonato. Perché il vero scandalo, agli occhi di chi ha comandato per secoli, non è l’esistenza di altri modelli. È la possibilità che quei modelli funzionino senza inchinarsi. Così, quando non si riesce più a guidare il mondo con il prestigio, si prova a governarlo con il timore. Quando la cultura non seduce più, si mostra il ferro. Quando il consenso si spezza, si fabbrica un nemico. Il riarmo non è il segno della forza occidentale. È il sintomo della sua inquietudine. La febbre di un sistema che sente sfuggirgli il tempo e, invece di cambiare, prepara il conflitto. L’America teme di non essere più indispensabile. L’Europa teme di restare sola. Da queste due paure nasce un patto triste. Una comanda, l’altra paga. La NATO non protegge più soltanto un confine. Difende una gerarchia. Sorveglia un ordine che si sta consumando, ma pretende ancora obbedienza e tributi. E i governi europei si adeguano. Pronunciano parole solenni. Patria, libertà, responsabilità. Poi consegnano bilanci, industrie e futuro a un progetto che non appartiene ai loro popoli. La sovranità viene celebrata nei discorsi e ceduta nei fatti. Ci diranno che non esisteva alternativa. È la frase preferita di chi ha già deciso al posto nostro. Intanto le spese militari cresceranno. Le risorse civili diminuiranno. I sacrifici avranno il volto della gente comune. A chi governa resteranno i palazzi sorvegliati. A chi specula, i profitti. A chi produce armi, nuovi mercati. Agli altri resterà il conto. Ci sono epoche in cui i popoli vengono condotti verso il pericolo al suono delle fanfare. Questa è più cupa. Non ci sono inni. Soltanto grafici, percentuali e dichiarazioni prudenti. La guerra oggi arriva in giacca e cravatta. Parla di stabilità. Sorride. E mentre i potenti celebrano l’unità ritrovata, 

l’Europa si allontana lentamente da se stessa. Non cade. Si consegna. 


( Illustrazione di Paweł Kuczyńsk via Pinterest )

... finalmente!! ...

... domani mattina si parte per Mattie ... ore 8 e 30 come da orario fissato dal Comandante Antonio (FUCK ALL THEM!!).

giovedì 9 luglio 2026

... una vergogna!!! ...

Non ci andare Giovanna, non ci andare. Questo le aveva detto suo padre Pasquale quando Giovanna gli aveva detto che iniziava a lavorare nella fabbrica di materassi di Biagio Miceri, a Montesano sulla Marcellana. Pensava che la figlia fosse troppo giovane, che quel salario di 1,5 euro l’ora (due per le sue colleghe maggiorenni) fosse una vergogna, che lei doveva studiare per migliorare il suo futuro. Ma Giovanna voleva darsi da fare, voleva aiutare i suoi genitori, padre forestale e madre disoccupata, a mandare avanti la famiglia e così alla fine aveva accettato quello stipendio così basso e quelle condizioni di lavoro terrificanti proposte da Miceri. Non era solo un lavoro mal retribuito ed in nero, si trattava di stare ore e ore, anche più di dieci, in un sottoscala non arieggiato pieno di materiale infiammabile. L’azienda, totalmente illegale, non era registrata presso nessun ufficio pubblico, il locale privo delle elementari norme di sicurezza, i contratti verbali, spesso disattesi, i libretti di lavoro addirittura sequestrati. Insomma un ambiente malsano da ogni punto di vista nel quale donne di ogni età passavano l’intera giornata per portare a casa una ventina di euro. E fu in quell’ambiente che finì la vita di Giovanna e di una sua collega, Annamaria Mercadante, di 49 anni. Nella fabbrica di materassi c’era un impianto elettrico vecchio e non a norma e numerosi materiali infiammabili. E così il 5 luglio del 2006, quando probabilmente un cortocircuito, intorno alle dieci e mezza fece divampare le fiamme, queste presto avvolsero l’intera struttura. Biagio Miceri si diede subito alla fuga abbandonando le sue operaie in mezzo ai fumi. Due di loro riuscirono a fuggire: non Giovanna che, forse per spegnere l’incendio o più probabilmente per salvare Annamaria, collega alla quale era legatissima, tornò sui suoi passi e rimase intrappolata tra le fiamme. Le due donne si rintanarono nel bagno e lì morirono soffocate a causa di una combinazione di monossido di carbonio, benzene e acido cianidrico. Ovviamente non vi erano porte di sicurezza e nemmeno estintori, anzi i vigili del fuoco giunsero appena in tempo per arginare l’incendio prima che arrivasse alle bombole di gas lasciate sulla porta della fabbrica abusiva. Bombole che avrebbero fatto saltare in aria l’intera palazzina - comprese le scuole elementari pubbliche lì presenti. Tutti in paese sapevano della fabbrica abusiva, comprese le istituzioni. I vigili locali l’avevano multata per non aver pagato alcune imposte comunali ma non avevano certo chiamato l’ispettorato del lavoro o fatto una denuncia, mentre il sindaco di un comune vicino era la persona che aveva “procurato l’impiego” a Giovanna. Giovanna, morta a 15 anni per un euro e mezzo l’ora. 

Cronache Ribelli

... un "italiano/a vero/a"!!! ...

Proprio adesso che si stava Vannaccizzando... 


 - #marioadinolfi #ladro #vignette #cartoon #satira

... Guglielmo di Occam ...

Il Rasoio di Occam 

È un principio metodologico e uno dei criteri di economia euristica, non una legge fisica immutabile. Ma non è sempre vero. Il principio fu enunciato dal frate francescano e filosofo inglese Guglielmo di Occam, vissuto tra il 1288 e il 1347. Nonostante il rasoio porti il suo nome, la storia della sua formula è curiosa. L'idea di preferire la parsimonia era già presente in filosofi precedenti, come Aristotele e Tommaso d'Aquino. Guglielmo, tuttavia, lo utilizzò in modo così metodico e tagliente nelle sue opere teologiche da farlo associare definitivamente al suo nome. La formula più famosa attribuita a lui, "Entia non sunt multiplicanda praeter necessitatem" (Non moltiplicare gli elementi oltre il necessario), non si trova scritta in nessuno dei suoi testi superstiti. Nei suoi libri reali, Guglielmo esprimeva il concetto in modo leggermente diverso, scrivendo: "Pluralitas non est ponenda sine necessitate" (La pluralità non dev'essere posta senza necessità). La metafora del rasoio fu introdotta solo secoli dopo dai filosofi successivi, per descrivere visivamente come la sua logica tagliasse via tutte le ipotesi superflue. Ma perché la spiegazione più semplice non è sempre quella corretta? Efficacia vs Verità: Non garantisce che la teoria più semplice sia la verità assoluta. Serve solo a preferire l'ipotesi che richiede meno assunzioni non verificate a parità di potere esplicativo. Poi la realtà è complessa Molti fenomeni naturali richiedono spiegazioni articolate. Esiste un limite noto al principio, che si riassume nella frase: "Una teoria dovrebbe essere il più semplice possibile, ma non più semplice". In pratica è un ottimo punto di partenza per tagliare via le ipotesi infondate o le speculazioni astruse, ma le conclusioni definitive richiedono sempre prove empiriche e osservazioni. Facciamo un esempio Se non si accende il computer il Rasoio di Occam suggerisce di testare prima le cause più banali e probabili, scartando momentaneamente scenari catastrofici o complessi come un attacco hacker o la fusione della scheda madre. Se applichi il Rasoio di Occam, la primissima azione deve essere controllare che la spina sia inserita. Solo se questa e le altre verifiche basilari falliscono, avrai la prova empirica per passare a ipotesi più costose e complesse. Il Rasoio di Occam non funziona e fallisce quando la spiegazione più semplice è errata perché la realtà dei fatti è intrinsecamente complessa, insolita o stratificata. Il rasoio presuppone che la natura e le persone agiscano in modo lineare. Se qualcuno sta mentendo, truffando o nascondendo le proprie tracce intenzionalmente, la spiegazione più semplice (es. "ha perso il portafoglio") è falsa, mentre quella complessa (es. "lo ha nascosto per simulare un furto") è quella vera. In medicina, nell'ecologia o nell'economia, un singolo sintomo può derivare da una catena lunghissima di cause ed effetti. Esempio medico: Se hai il mal di testa, l'ipotesi più semplice è la disidratazione. Ma potrebbe trattarsi di un effetto collaterale raro di un farmaco combinato con la postura scorretta e un problema cervicale. La soluzione semplice (bere acqua) fallisce. Se formuli un'ipotesi basandoti solo su tre indizi, la tua spiegazione "semplice" sarà parziale. Non appena emergono nuovi dati, ciò che prima sembrava assurdo e complesso diventa l'unica spiegazione logica. Il rasoio funziona solo a parità di informazioni. La fisica quantistica ha dimostrato che l'universo, a livello microscopico, sfida la logica comune ed è incredibilmente controintuitivo. Spiegare il comportamento di una particella che si trova in due posti contemporaneamente (sovrapposizione) richiede formule matematiche e concetti enormemente più complessi rispetto alla fisica classica. All'inizio del Novecento, la spiegazione più semplice per la luce era che fosse un'onda o una particella. La realtà si è rivelata molto più complessa e controintuitiva. Il dualismo onda-particella e la meccanica quantistica violano la logica lineare del Rasoio. La regola d'oro per capire quando abbandonarlo Il rasoio si rompe non appena raccogli una prova empirica che contraddice l'ipotesi semplice. Se la spiegazione più lineare non supera la prova dei fatti, devi scartarla immediatamente e passare a quella più complessa. 

AdScienza

mercoledì 8 luglio 2026

... quale Paese? ...

𝐈𝐥 𝐏𝐚𝐞𝐬𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐠𝐥𝐢 𝐢𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚𝐧𝐢 𝐬𝐞𝐧𝐭𝐨𝐧𝐨 𝐞 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐠𝐥𝐢 𝐫𝐚𝐜𝐜𝐨𝐧𝐭𝐚𝐧𝐨 


Il #buongiorno di Giulio Cavalli 


 Cinquantasei italiani su cento mettono il caro vita in testa alle loro paure: lo dice l'ultimo Osservatorio politico dell'istituto Ixè, uscito ieri. Vuol dire che la spesa costa di più, che lo stipendio basta di meno, che il benessere se ne va e le famiglie sono più povere. Altro che propaganda. Poi viene la sanità che si sfalda, al 42%, toccata con mano da chi aspetta mesi una visita e paga di tasca la prestazione che il pubblico non gli dà più. E l'immigrazione, feticcio quotidiano dei talk show, sta quasi in fondo alla lista, al 22%. Curioso, per un Paese che a sentire i titoli non parlerebbe d'altro. Il mondo visto da qui somiglia poco a quello dei telegiornali. Alla domanda su chi minaccia la pace gli italiani mettono primi gli Stati Uniti di Trump (50%), poi l'Israele di Netanyahu (40%), e solo terza la Russia di Putin. Della Cina si fidano di più (29%) che dell'America (17%), che stacca Mosca di appena due punti. In Trump personalmente la fiducia è l'8%. E intanto la fiducia nell'Unione europea, quella che nei nostri editoriali è sempre la stella polare, è scivolata dal 67% del 2020 al 45% di oggi. Nel governo Meloni si ferma al 37%, nell'opposizione al 20%. Alle prossime politiche promette di votare di sicuro solo il 50,7%, contro il 63,9% del 2022. Adesso riavvolgete il telegiornale di ieri, un talk, un editoriale di prima pagina, e contate quanto spazio prende ognuna di queste cose, e in che ordine. Non raccontano agli italiani la loro vita. 
Raccontano la loro. Poi ci stupiamo che votino di meno, comprino meno giornali, di loro si fidino sempre meno.

... il volto nascosto ...

OGGI, 8 luglio 2026, 

il Comunismo è eternamente presente, fra le nuvole che stan fisse in cielo sulla Penisola e i ventricoli degli italiani: le caverne inconfessabili del petto cui spetta ospitare miti immarcescibili nonostante il fallimento su tutta la linea e in tutta Europa. Il Comunismo è filotecnologico e positivista senza tentennamenti, dunque odia i luddisti, a meno che essi non si schierino per la rivoluzione e la lotta di classe – ma quale classe? Forse una imprecisabile almeno da quarant’anni: tanto non conta identificarla, visto che rimane sempre valido, sui murales e nelle epopee propagandistiche, fra le righe degli scrittori italiani, il ritratto (eterno come un francobollo) di Pelizza da Volpedo. Il Comunismo sottocutaneo, virtuale e assurdamente nonviolento degli italiani non ha bisogno di conferme storiche, né ammette sconfitte della medesima natura: gli fa un baffo, la Storia dell’Europa dell’Est, dell’URSS, della Cina e della Cambogia; gli fa un baffo, al Comunismo bambino arrabbiato e statico degli italiani, il Comunismo che mette al muro e fa pagare alle famiglie il prezzo del proiettile; gli fa il solletico sotto ai piedi, al Comunismo serafico e semicristiano degli ausoni, quel Comunismo che richiede sacrifici personali per stare in piedi e funzionare – funzionare come dittatura beninteso, dittatura di un ceto inesistente o imprecisato. E crede a piè fermo nella bontà della natura umana, il Comunismo, e anche nell’uguaglianza fra gli uomini e nella libertà di ogni uomo: purché ciascun uomo rinunci volontariamente alla propria libertà. Ah, Comunismo! Chimera e fucilata, Comitato Centrale e Stella Rossa (Venere in ciel?), Censura per il bene dell’Italia proletaria! Comunismo, o infinita fase di transizione tra abbrutimento capitalistico-fascista e Gerusalemme Celeste! Non morirai mai, ne son sicuro, quant’è vero che ti ho creduto anch’io, all’epoca dei Saturnia Regna… e adesso mi spaventi proprio perché hai nascosto il tuo volto fra le lenzuola dell’utopia più inaffermabile e luciferina. 


Sergio Sozi

... Estate Italiana ...

ESTATE ITALIANA 


2026 
Caldo record. L’opinione generale è che abbia sempre fatto caldo. Christopher Nolan presenta un adattamento dell’Odissea dove Elena di Troia è nera: scoppia la polemica. Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ironizza su Giorgia Meloni con un post: c’è bisogno di un ordine restrittivo. Immigrato irregolare accoltella un passante, Vannacci tuona: remigrazione subito! Scisma nella chiesa cattolica: i Lefebvriani, che vogliono la messa in latino e credono in una chiesa meno moderna, si allontanano dal Vaticano. Concerto record per Ultimo: 250 mila spettatori paganti. Il telegiornale dice di bere almeno due litri di acqua al giorno e non uscire nelle ore più calde. 

2027 
Caldo record. L’opinione generale è che la gente è sempre morta di caldo d’estate. Christopher Nolan presenta un adattamento della Divina Commedia dove Dante è pisano: scoppia la polemica. Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ironizza sul premier italiano Giorgia Meloni con un post: l’ho baciata al camposcuola, ma per pietà. Italiano di seconda generazione accoltella un passante, Vannacci tuona: remigrazione subito! Scisma nella chiesa cattolica: i Transustanziani, che credono nel fatto che, ogni tanto, il corpo di Cristo potrebbe anche essere una ricca colazione a buffet, si allontanano dal Vaticano. Concerto record per Ultimo: un milione di spettatori paganti. Il telegiornale dice di bere almeno sei litri d’acqua al giorno e non uscire prima che tramonti il sole. 

2028 
Caldo record. L’opinione generale è che ci siano sempre state alluvioni, incendi, trombe d’aria e piogge di fuoco d’estate. Christopher Nolan presenta un adattamento de Il Piccolo Principe dove il Principe è alto due metri e dodici e gioca come centro per i Knicks: scoppia la polemica. Il Re degli Stati Uniti Donald Trump ironizza sul premier italiano Giorgia Meloni con un post: mi guarda tutte le storie su Instagram. Italiano di Brindisi accoltella un passante, Vannacci tuona: è terrone, remigrazione subito! Scisma nella chiesa cattolica: i Cruciani, che credono nel fatto che Gesù non si fosse mai lavato i capelli, si allontanano dal Vaticano. Concerto record per Ultimo: gli italiani cominciano a ricevere le lettere di coscrizione per partecipare. Il telegiornale dice di bere dieci litri di acqua al giorno e non uscire mai. 

2029 
Caldo record. L’opinione generale è che d’estate ci sia sempre stato un angelo biblicamente corretto grande come una metropoli che cantilena in latino scendendo lentamente dalla troposfera. Christopher Nolan presenta un adattamento de I Miserabili, dove sono tutti benestanti: scoppia la polemica. L’Imperatore Trump I ironizza sul premier italiano Giorgia Meloni con un post: è ossessionata da me! Adinolfi accoltella un passante, Vannacci tuona: avrà avuto le sue ragioni! Scisma nella chiesa cattolica: i Vegani, che credono nella moltiplicazione del tofu e della quinoa, si allontanano dal Vaticano. Tutti gli italiani sono obbligati, sotto la minaccia delle armi, a diventare spettatori paganti del concerto di Ultimo. Chi si rifiuta viene spedito in campi di lavoro resi particolarmente brutali dal fatto che i prigionieri sono costretti ad ascoltare Ultimo. Il telegiornale dice di tenere la testa sott’acqua più tempo possibile e murare porte e finestre. 

2030 
Caldo record. L’opinione generale è che gigantesche creature non euclidee abbiano sempre camminato sulla terra corrompendo le menti e sventrando le anime delle persone d’estate. Christopher Nolan presenta un adattamento della Bibbia in cui Dio è Lefebvriano: scoppia la polemica. Il dio-imperatore Trump Harkonnen è depresso: perché i messaggi che mando a Giorgia danno visualizzato, ma lei non risponde? Vannacci accoltella un passante, Vannacci tuona: immunità parlamentare subito! Ennesimo scisma nella chiesa cattolica, il Vaticano si ricorda: regà, ma sticazzi, tanto ci siamo inventati tutto! Una volta all’anno la nazione partecipa collettivamente al rito apotropaico che è diventato il concerto di Ultimo. Uno sparuto gruppo di dissidenti fugge sulle montagne, fonda una comunità chiamata Primiani che chiede di tornare a una musica meno popolare, che non si misuri solo coi freddi numeri. Il Vaticano valuta la scomunica. Il telegiornale dice di chiedere a ChatGPT cosa fare nelle ore più calde. ChatGPT suggerisce di ascoltare Ultimo. 

2031 
Muoiono tutti. Ma proprio tutti. Perché mentre eravamo distratti, il mondo ci è riuscito: ci ha sudato fuori. Sopravvive qualche animale scemo e qualche pianta priva di ambizioni evolutive. 
Si alza un po’ di vento. Comincia a rinfrescare.

martedì 7 luglio 2026

... Rima Hassan ...

Voglio esprimere la mia piena e totale solidarietà all’eurodeputata Rima Hassan, oggi sottoposta a un clima crescente di intimidazione politica e pressione giudiziaria per aver scelto di dire la verità su ciò che accade al popolo palestinese. So cosa significa essere colpiti non per ciò che si è fatto, ma per ciò che si rappresenta e per le parole che si hanno il coraggio di pronunciare. So cosa significa essere trascinati dentro meccanismi giudiziari e mediatici che mirano a isolare e delegittimare chi non si piega. So anche cosa significa la parola solidarietà. La conosco non come formula retorica, ma come scelta politica e umana. Dal sostegno al popolo palestinese al gesto del gemellaggio con Gaza, ho sempre ritenuto necessario stare dalla parte di chi subisce oppressione, assedio e violazione dei diritti fondamentali. A Gaza, davanti agli occhi del mondo, si consuma una tragedia che numerose voci autorevoli descrivono come una delle più gravi catastrofi umanitarie del nostro tempo, mentre le potenze globali restano a guardare o intervengono troppo tardi, quando il danno è già compiuto. In questo contesto, colpire chi denuncia, chi parla, chi prende posizione non è un fatto isolato: è un segnale politico preciso. Ed è per questo che oggi la solidarietà non può essere tiepida né diplomatica. Ribadisco quindi la mia vicinanza politica, umana e militante a Rima Hassan. Difendere la sua libertà di parola significa difendere la libertà di tutti. Il diritto di denunciare l’ingiustizia non è un crimine. Tacere di fronte all’ingiustizia è complicità con chi commette ingiustizie. 


 #rimahassan #theleftintheeuropeanparliament #freepalestine🇵🇸 #freedom 


 Mimmo Lucano.

... cose inaudite!!! ...

La grazia di Trump pretesa e accordata dal suo servo strisciante Infantino è una condanna per il calcio USA. Cosa succede nella testa dei giocatori quando sei consapevole di aver barato, di essere protagonista di una truffa orchestrata dal Presidente del tuo paese, una roba oscena che oltrepassa la linea rossa che mai nessuno, pur in quel carrozzone di maneggioni corrotti della Fifa aveva osato oltrepassare? Innanzitutto bisogna tener conto che negli States esiste una cultura sportiva sincera, vincere con l'inganno, oltretutto perpetrato per via politica, è una infamia. Tant'è che le critiche sono state fortissime, con tanto di editoriali infuocati sul New York times. Gli americani esaltano oltre misura il merito, e si sentono spesso i migliori in tanti sport, dove vincono essendo i più forti. Provate a pensare cosa possano aver pensato gli atleti di altre discipline, della NBA, del Football, del Baseball. Cosa penserebbero se durante un loro torneo capitasse una cosa del genere, per favorirli? Ai giocatori USA dunque è calato addosso, loro malgrado, il marchio dell'infamia. Provate a pensare se avessero vinto contro il Belgio: sarebbero tutti passati alla storia come gli infami dei Mondiale, dando materiale per chissà quanti film hollywoodiani sulla grande truffa orchestrata dal loro governo e dalla Fifa. Non dico certo che abbiano giocato per perderla, ma un tarlo si annidava nei loro cervelli. Quel tarlo che inconsciamente ti fa fare il gesto sbagliato, come é capitato nella topica del loro portiere che ha regalato il 3 a 1 che di fatto ha chiuso il match. La sconfitta non cancella il fattaccio, ma lo ridimensiona, e la debordante vittoria dei belgi con tanto di balletto finale di Lukaku e annessa presa per il culo di Trump ("annulla anche queste 4 pere, coglione") scomoda il giudizio divino. E in fondo evita ai 22 pedatori a stelle strisce un futuro di ricostruzioni infuocate, interviste corrosive, film e doc di denuncia in cui sarebbero comparsi nelle vesti dei truffatori, dei paraculati che si son piegati all'inciucio politico senza reagire, un marchio che li avrebbe accompagnati per sempre: non c'è nessun "eroe" in questo film americano, quello che si alza, da solo, e dice NO! dal mister all'ultima riserva, nessuno che abbia detto: "cosi non vale, Balogun non gioca lo stesso, sta in panca". Tutti vili, tutti accucciati, tutti complici. 
Vi è andata meglio così, sappiatelo. 

 Paolo Soglia.

... tanti, tanti servi!!! ...

𝐈𝐧𝐟𝐚𝐧𝐭𝐢𝐧𝐨, 𝐓𝐫𝐮𝐦𝐩 𝐞 𝐑𝐮𝐭𝐭𝐞: 𝐥'𝐞𝐩𝐨𝐜𝐚 𝐝𝐞𝐢 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐢 


Il #buongiorno di Giulio Cavalli 


 La Fifa ha cancellato la squalifica di Folarin Balogun, l'attaccante degli Stati Uniti espulso l'1 luglio contro la Bosnia. Il perché lo ha spiegato Donald Trump: aveva telefonato a Gianni Infantino per chiedere una revisione. Dal 1962 non si vedeva un rosso ai Mondiali cancellato. Infantino giura che i suoi giudici "sono indipendenti", poi ammette la telefonata e la racconta come una cortesia tra pari. L'Uefa parla di linea rossa superata, il Belgio si dice sbigottito. Trump, da parte sua, si gode il regalo e chiama il presidente Fifa «un uomo sveglio e duro». Era prevedibile. A dicembre lo stesso Infantino aveva inventato un "Premio Fifa per la pace" da consegnare a Trump. È l'uomo che nel 2018 sedeva tra Vladimir Putin, oggi ricercato dalla Corte penale internazionale, e Mohammed bin Salman, e che ha portato i Mondiali in Qatar e in Arabia Saudita. Un ex investigatore della Fifa, Mark Pieth, lo ha chiamato servo dei peggiori autocrati. Lo stesso servilismo tiene in piedi la Nato. Mark Rutte la guida da meno di due anni con un metodo solo, adulare. A giugno ha portato alla Casa Bianca una lavagna dorata sui miliardi europei per le armi, ha chiamato Trump «leader del mondo libero», un anno prima lo aveva paragonato a un «papà». E Trump lo tiene lì proprio per questo: «Non ci serve il vostro denaro. Voglio lealtà». È l'epoca dei servi. Gente senza qualità spinta in alto per fedeltà, lobbisti scambiati per esperti, difensori dell'indifendibile pronti a perdere la faccia pur di restare fedeli. 
Il pallone e la guerra hanno lo stesso arbitro, e fischia sempre per chi comanda.

lunedì 6 luglio 2026

... INDECENTE!!! ...

LA DIGNITA' PERDUTA 


Ogni giorno Trump trova un modo nuovo per umiliare la sua più fedele sostenitrice italiana. L'ultimo episodio è il meme pubblicato su Truth con la frase: "Serve un ordine restrittivo". E pensare che pochi giorni fa il governo aveva mandato i propri rappresentanti a Villa Taverna per l'Independence Day, in una dimostrazione di ossequio che non ha prodotto rispetto, ma soltanto l'ennesima mortificazione. Ma il problema non è Trump. Trump fa Trump. Il vero problema è Giorgia Meloni, che sembra aver smarrito il senso della dignità istituzionale. Un Presidente del Consiglio dovrebbe rappresentare un Paese sovrano, non inseguire il consenso del potente di turno. Invece ogni affronto viene minimizzato, ogni umiliazione trasformata in successo diplomatico, ogni schiaffo raccontato come una carezza. La propaganda può riscrivere i comunicati, ma non i fatti. E i fatti raccontano di una premier che rincorre il proprio modello politico senza ottenerne né rispetto né considerazione. Quando chi guida il Paese rinuncia alla propria autorevolezza, a perdere non è solo la sua credibilità: è l'Italia. 

Se questa è la longevità di cui il governo si vanta, assomiglia più a un lento accanimento terapeutico della dignità nazionale che a un successo politico 

 Paolo Masia.

... intanto a GAZA ...

Non sappiamo chi è l’autore della foto, ormai diffusissima su siti e social. Chi avesse notizie certe può scrivere a info@comune-info.net. Ci siamo permessi di pubblicarla per il suo grande valore: la vita che si difende contro l’orrore 


Questa foto sarà in tutti i libri di storia. La foto del medico di Gaza che si para contro i carri armati dell’esercito per impedire loro di distruggere l’ultimo ospedale funzionante. Secondo i dati ufficiali delle Nazioni Unite, il bilancio del personale medico ucciso a Gaza ha superato quota 1.700. Uno studio pubblicato sull’European Journal of Public Health di Oxford University Press a inizio 2026 ha documentato come il rischio di morire per un medico – e per un giornalista – a Gaza non ha pari in nessun contesto storico o geografico ed è nettamente e sproporzionatamente più elevato rispetto a quello della popolazione civile generale (“Mortality risk for healthcare workers and journalists in the Gaza Strip over 2023–24”). I medici, come i giornalisti, a differenza dei civili, non muoiono solo nei bombardamenti a tappeto e certamente non sono vittime accidentali, “danni collatarali”. Sono proprio l’obiettivo, sono nel mirino dei cecchini e dell’esercito che ha bombardato tutti e 36 gli ospedali della Striscia al fine di distruggere l’intero sistema sanitario e provocare così la morte di quante più persone possibili: feriti, denutriti, malati cronici. Un dato per comprendere gli effetti della distruzione intenzionale e sistematica delle strutture ospedaliere e della mancanza di farmaci e cure è l’impatto sull’assistenza prenatale resa quasi impossibile. L’accesso ai servizi ginecologici e ostetrici è ridotto al minimo. Gli aborti spontanei sono triplicati e il tasso di natalità è crollato del 67%. Oxfam lo definisce un “genocidio riproduttivo”. Infinite sono le testimonianze documentate dell’uccisione a sangue freddo di medici disarmati, di ambulanze bombardate per impedire che soccorressero i feriti. Il caso più celebre è quello della bambina di 5 anni Hindi Rajab, rimasta intrappolata per ore in un’auto sotto i cadaveri dei suoi familiari e morta dopo aver passato ore al telefono con i soccorritori implorando aiuto. L’ambulanza che stava andando a soccorrerla è stata deliberatamente bombardata. Non è un caso isolato. Il 23 marzo 2025 le Nazioni Unite e la Croce Rossa hanno denunciato e documentato il ritrovamento dei corpi di 15 operatori sanitari uccisi dall’esercito israeliano e successivamente sepolti con le loro ambulanze sotto la sabbia. Israele ha prima negato poi ammesso e promesso come sempre promette un’indagine interna che come sempre si è conclusa senza condanne e colpevoli. Ai medici uccisi e feriti si aggiungono le centinaia di medici arrestati e torturati senza processo, capo d’accusa, diritto alla difesa, nella totale illegalità costituita dal sistema carcerario e dalla giustizia israeliana secondo i parametri del diritto internazionale. Attualmente sono più di 80 i medici detenuti senza processo e imputazione formale. Tra loro c’è l’uomo della foto: il dottor Hussam Abu Safiya, direttore dell’ospedale pediatrico Kamal Adwan fino al nel dicembre 2024, quando l’esercito israeliano ha preso di mira l’ospedale – l’ultimo che era rimasto funzionante nel nord della Striscia – ordinandone l’evacuazione. Abu Safiya, disarmato, era andato incontro ai carri armati, camminando tra le macerie per chiedere all’esercito di fermare i colpi. I soldati lo hanno prelevato e da allora è detenuto senza processo e capo d’accusa. Tecnicamente, rapito, ostaggio. Dal 3 giugno 2026 Abu Safiya è detenuto in isolamento, una misura che si protrae molto oltre quindici giorni consecutivi, il limite stabilito dalle “Regole Mandela” del diritto internazionale, le regole minime standard delle Nazioni Unite per il trattamento dei detenuti. Un isolamento di questa durata costituisce una violazione del divieto di tortura e di altri maltrattamenti. Il 16 giugno, la Corte suprema israeliana ha però stabilito che il dottor Abu Safiya resterà in carcere almeno fino a ottobre. Le sue condizioni di detenzione, denuncia Amnesty, così come quelle di altre persone, sono estremamente precarie: è confinato in una cella sotterranea, non ha accesso alle cure mediche e le quantità di cibo sono misere. Abu Safiya ha perso 40 chili. Il 2 luglio il suo avvocato è finalmente riuscito a incontrarlo, nel carcere di Nitzan. Il legale ha raccontato di come Abu Safiya abbia subito torture e percosse, ripetuti colpi alla schiena, al collo e al volto. «Mi hanno portato qui per uccidermi, questa è l’ultima volta che mi vedrai», gli ha detto il medico, la cui colpa, agli occhi di Israele, non è solo quella di curare i feriti ma quella di aver lanciato l’allarme sulla grave malnutrizione dei bambini di Gaza per la mancanza di latte materno. Per Medici Senza Frontiere, A Gaza, la malnutrizione colpisce in modo devastante fino a sette madri su dieci in gravidanza e in allattamento. Una condizione che si ripercuote direttamente sui neonati: si registra il 90% di parti prematuri. Il 91% dei neonati malnutriti è a rischio di ritardi nella crescita e nello sviluppo. Anche l’associazione israeliana Physicians for Human Rights ha dichiarato che la vita di Abu Safiya è in pericolo immediato e ne chiede la liberazione. In questa pagina tre mail già scritte e documentate chiedono alle istituzioni di prendere posizione: una per gli psichiatri, una per i medici in generale e una per chiunque, indirizzata a redazioni e parlamentari. Scrivete, facciamo pressione, facciamo girare questo appello. C’è una collina, in Israele, dalla quale si vede Gaza. la collina di Sderot. Gli israeliani ci vanno a fare i pic-nic mentre osservano la distruzione di Gaza. Pagano pochi spicci per guardare dal binocolo e godersi lo spettacolo degli ospedali in macerie, delle colonne di fumo, delle città rase al suolo. Quanto a noi, ci sono solo due posti dove possiamo stare, con il cuore, con la testa. Su quella collina in Israele o tra le macerie di Gaza. Non c’è un terzo spazio, non c’è un’altra posizione, un’altra postura che non sia a difesa di chi muore sotto le macerie, di chi muore per mancanza di cibo e cure, di chi muore prima di nascere. 

Sei con loro o sei su quella collina, voltato di spalle ma su quella collina, a banchettare durante il genocidio. Teniamoci stretti.

... lo "spauracchio"!! ...

Anche Trump, capitalista miliardario e guerrafondaio, resuscita lo spauracchio del “comunismo”. Evidentemente è l’arma preferita della propaganda farlocca dei miliardari viziosi in crisi di consensi. Ne abbiamo conosciuto uno anche in Italia! Di fronte ai colpi di coda di un capitalismo violento e in crisi profonda, che spinge moltitudini di uomini nella sofferenza e nella disperazione, che aumenta in maniera insopportabile il divario tra ricchi e poveri, che sottrae risorse per il lavoro, la scuola, la sanità, la spesa sociale e le impegna in una assurda e suicida corsa agli armamenti che sta facendo ballare il mondo sul ciglio del baratro di una guerra nucleare,…non è forse arrivato il momento di reagire? Rileggere, oggi, Gramsci e Berlinguer ci aiuta ad alimentare la fioca fiammella della speranza, a reagire ad una deriva violenta e autoritaria dove i ricchi ed i potenti (i “padroni del vapore” o i “padroni dell’universo” per dirla con Gramsci e, oggi, con Giulietto Chiesa) sembrano invincibili. 

“La lotta di classe esiste e l’abbiamo vinta noi!” ha sentenziato un altro capitalista miliardario, guarda caso anch’egli americano. Io dico che non è vero! Io non ci sto!! 


 Adriano Salis

... C,so Svizzera 32 ...

... appuntamento alle 12,00 con il Dottor Domenico Tommasi per il ripristino del nostro conto San Paolo dopo il maledetto furto!

domenica 5 luglio 2026

... i doppi standard ...

A BRUXELLES QUALCUNO HA ANCORA IL CORAGGIO DI PARLARE? 


 Nel Parlamento europeo è arrivata una voce che rompe il copione. Non perché assolva qualcuno, ma perché pone una domanda che dovrebbe essere normale in qualsiasi democrazia: i civili valgono tutti allo stesso modo oppure dipende da chi li colpisce? Se un attacco contro obiettivi civili viene condannato quando lo compie una parte, dovrebbe esserlo anche quando lo compie l’altra. Se si vogliono davvero aprire negoziati, i doppi standard non aiutano: alimentano sfiducia, propaganda e allontanano qualsiasi possibilità di pace. 
Mentre Bruxelles continua a discutere di nuovi stanziamenti per armamenti, missili e droni, qualcuno ha ricordato che l’obiettivo della politica dovrebbe essere un altro: fermare la guerra, non renderla permanente. Forse è questo il punto più scomodo. Un’Europa che misura tutto con due pesi e due misure rischia di perdere la propria credibilità prima ancora della propria sicurezza. 

 A DIR LA VERITÀ L’HA GIÀ PERSA… 

La pace non nasce dall’uniformità del pensiero, ma dalla capacità di guardare la realtà senza paraocchi, anche quando è politicamente scomoda. 

 Maurizio Moroni.

... Rosa Parks 2.0 ...

ROSA PARKS 2.0 


“Anche nel nostro Paese non mancano. Per la verità non se ne sono mai andati. Spesso si sono sdoganati fin nelle aule parlamentari se non, addirittura, al governo. Poi ci sono quelli che con quelli delle aule parlamentari e con quelli giunti fin sulle poltronissime del governo si ritrovano nelle adunate, nelle cene tra camerati, occupando immobili di proprietà pubblica nel loro immobilismo intellettuale e intellettivo. Veementi nell’odio razziale come ai tempi dei loro nonni legiferanti nel ’38, nonché alleati del criptorchidista coi baffetti. Sono il percolato della storia. Di quella storia che ha segnato la pagina più criminale e vergognosa della nostra nazione. Sempre al guinzaglio del potere economico di turno e, come si suol dire, forti con i deboli e deboli con i forti. Insomma dei servetti a libro paga. Ma di gente così ne è, purtroppo, pieno il mondo. Ieri a Whashington D.C. in occasione dei festeggiamenti del 4 luglio. Suprematisti bianchi da parata col volto coperto in perfetto stile KKK. I MAGA protagonisti deteriorati della politica trumpiana. I follower dell’ICE. I sottoprodotti, in offerta speciale, al servizio delle meravigliose e progressive sorti del capitalismo trasformista e trionfante. Ma è bastata lei! Una inconsapevole e giovanissima Rosa Parks 2.0 che si è seduta con fiera normalità nel bel mezzo di un gruppo di nazionalisti bianchi del Patriot Front. Il suo gesto, tanto semplice quanto dirompente, è diventato un atto di resistenza politica silenziosa contro il razzismo e contro la retorica del peggior patriottismo imbiancato. Senza bisogno di slogan o di chissà cos’altro, quella istantanea ha dimostrato (e dimostra) come la rivendicazione del proprio spazio, della propria dignità e della propria libertà può disinnescare qualunque provocazione, trasformando una semplice corsa in metro in una profonda denuncia sociale. 
Io odio i nazisti dell’Illinois. ¡No pasarán!...”. -

Maurizio Bonugli

- #quattroluglio #magamaledetti #incappucciati #remigrastocazz #rosaparks #stoprazzismo #liberieuguali #antifa #nonpasseranno

... il rispetto!! ...

Ci sono concetti che feriscono l'anima. Pensare che l'intimità possa passare attraverso l'insistenza, o attraverso il superamento di una resistenza, mi riempie di un profondo, viscerale disgusto. 
Io sono un uomo e sono un marito. Amo mia moglie e mai, in nessun momento, mi sono sognato di pretendere da lei qualcosa che non fosse offerto con gioia e assoluta libertà. 
Il rispetto non è una regola: è la base stessa dell'essere umani. Custodire la volontà della persona che si ha accanto è l'unico modo sano di stare al mondo. Dobbiamo guardarci negli occhi, noi uomini, e dircelo chiaramente: nessuna forma di forzatura è lecita. Mai. Non esiste un "no" che nasconda un "sì", né un tentennamento che autorizzi a insistere fino a sfinire l'altra persona. 
Quando una donna si ritrae o esita, l'unico dovere di un uomo è fermarsi. Tutto il resto non è amore, è solo prevaricazione. Dobbiamo viverlo ogni giorno, affinché sia chiaro una volta per tutte: la dignità e la libertà di una donna sono sacre e inviolabili. Sempre. 

Comitato di cittadini attivi e democratici in difesa della Costituzione 

 Vincenzo San.

sabato 4 luglio 2026

... VIVA RAI 3!!! ...

Si sono messi tutti insieme, giornaliste e giornalisti, premi Nobel, attivisti, donne e uomini della cultura e dello spettacolo, per fare qualcosa che non era mai accaduto prima: Un video-comunicato per difendere un patrimonio culturale di questo Paese come Rai 3 dall’agguato di Telemeloni e dalla destra che sta facendo di tutto per smantellarla, trasformarla, piegarla, silenziarla. 


 Da Anna Foglietta ad Alessio Boni, da Giuliano Sangiorgi dei Negramaro a Daria Bonfietti per l’associazione Parenti strage di Ustica. E poi Maurizio De Giovanni, Ottavia Piccolo, Ascanio Celestini, il premio Nobel Giorgio Parisi, Viola Ardone, Vinicio Capossela, Dacia Maraini, le lavoratrici di Electrolux, Gherardo Colombo, i genitori di Giulio Regeni, le colleghe e i colleghi di Usigrai e moltissimi altri ancora. 

Eppure quel video così grondante passione civile non è mai andato in onda, bloccato, censurato dai vertici dell’azienda, che evidentemente non hanno gradito il messaggio Anche per questa ragione oggi le giornaliste e i giornalisti di Tg3 e Tgr hanno deciso di ritirare le proprie firme come atto di protesta. "La RAI smantella l'identità storica della terza rete. Una decisione che nell'ultimo anno ha portato ad un grave calo di ascolti. Così si toglie forza anche a tutta l'informazione del canale, patrimonio per il pluralismo e per la democrazia di questo paese. Le giornaliste e i giornalisti di Usigrai, Tg3 e Tgr dicono no. Ridate un'identità a Rai3. Non muoia Rai3. Viva Rai3. Che non muoia Rai3. Viva Rai3”. Eccolo, il messaggio che Telemeloni ha bloccato. Se hanno paura di mandarlo in onda, facciamolo girare noi. Che tutti sappiano e che arrivi lontano. Solidarietà a tutte le colleghe e ai colleghi di che stanno lottando per difendere Rai 3 e il Servizio pubblico dal più grave attacco della storia repubblicana. E grazie a tutti quelli che ci hanno messo la faccia e la voce. Di questi tempi è tantissimo. 


 Lorenzo Tosa.

... il regime di Erdogan ...

Un nostro delegato, invitato a partecipare a un meeting contro il vertice NATO di Ankara convocato a Istanbul dal Partito dei Lavoratori di Turchia TIP Türkiye İşçi Partisi, viene intercettato dalla polizia turca all'arrivo dell'aereo, identificato ed espulso, con divieto di tornare in territorio turco per 5 anni. Ironicamente, viene da commentare: roba da montarsi la testa! La realtà è che, mentre a centinaia di km l'autocrate fascista di Ankara di appresta a "baciare il culo" a Trump (i termini sono quelli usati dal presidente USA per questo genere di occasioni), all'opposizione è stato recapitato, una volta di più, un messaggio chiaro: non disturbare. Il vettore di questo messaggio è stata l'espulsione del nostro compagno e di altri invitati internazionali all'evento di Istanbul, tra cui la delegazione tedesca di Die Linke. La considerazione da fare, a questo punto, è una: un regime autoritario che non riesce più a mantenere i livelli minimi di libertà di espressione, organizzazione e dissenso su cui, per vent'anni, si è retta la sua legittimità internazionale, è un regime che ha crepe evidenti. Tanto evidenti da costringerlo, per tenersi in piedi, a incarcerare, uno dopo l'altro, tutti i candidati presidenziali forti dell'opposizione con false accuse di corruzione. Tanto evidenti da perdere le elezioni in tutte le principali città del paese, poi mettere in galera i sindaci eletti e nominare commissari. Tanto evidenti da calpestare l'immunità parlamentare e tenere in carcere Can Atalay, deputato del TIP, colpevole solo di essere stato alla testa delle proteste del 2013 e per questo condannato a 18 anni di prigione. La nostra piccola, rapida esperienza d'ingiustizia subita ci dice a cosa devono far fronte, ogni giorno, le nostre compagne e i nostri compagni turchi. Per loro chiediamo la solidarietà di chi ci segue. Noi, da questa esperienza, traiamo un insegnamento. Più minuto è il sistema d'intimidazione e repressione, più debole è il regime che lo attua. Ne siamo certi: tra non molto tempo Erdoğan finirà, come tutti i suoi simili che lo hanno preceduto, nella spazzatura della Storia. 

#erdogan #turkey #nonato Workers' Party of Turkey - International Relations Committee 


 Fronte Popolare.

... Gianni Mellillo ...

Questa è una di quelle giornate che segnano un prima e un dopo. Una di quelle date che finiscono dritte nei libri di storia perché quello che è successo non ha precedenti. Il Procuratore nazionale antimafia Gianni Melillo ha preso carta e penna e ha scritto una lettera senza appello al Ministro della Giustizia Carlo Nordio, al Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e alla presidente della Commissione antimafia Chiara Colosimo. Non era mai successo che la massima autorità investigativa contro le mafie dovesse arrivare a un gesto così estremo e pubblico per denunciare il rischio di un collasso del sistema. Il contenuto è da brividi. Melillo parla di unl“obiettivo arretramento della linea di efficacia delle investigazioni in materia di criminalità organizzata e terrorismo” Avete capito bene? Grazie alle norme di questo governo, siamo tornati indietro nella lotta ai clan e ai terroristi. Un effetto che il Procuratore definisce “oltremodo grave e allarmante” Siamo davanti a paradossi che gridano vendetta. Per colpa dei nuovi limiti, oggi puoi usare le intercettazioni di un altro processo per una ricettazione o un documento falso, ma non puoi usarle per inchiodare qualcuno per riciclaggio mafioso o scambio elettorale-mafioso. È una follia pura che favorisce solo i colletti bianchi e i boss. Le procure sono costrette a spendere il doppio dei soldi per rifare le stesse intercettazioni, sprecando risorse preziose. E mentre accade tutto questo, la Presidente della Commissione antimafia Chiara Colosimo si è tenuta la lettera nel cassetto per giorni senza dire nulla a nessuno. È “gravissimo e inaccettabile” che una comunicazione così urgente sia stata nascosta. Sembra quasi che qualcuno debba fare da "guardaspalle" al governo invece di difendere la legalità. Dopo questo schiaffo della realtà, ci auguriamo che la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni abbia la decenza di non pronunciare mai più i nomi di Falcone e Borsellino. Non puoi fare passerelle ogni 19 luglio e poi avallare leggi che, come dice Melillo, creano un vulnus nell'azione di contrasto ai rapporti tra mafia e colletti bianchi.
 La lotta alla mafia si fa con i fatti, non con le sceneggiate da Mentana mentre si disarmano i magistrati. Noi non stiamo zitti. Gli italiani hanno già detto NO a questo scempio con il Referendum, ma loro continuano a ignorare il voto e gli allarmi di chi rischia la vita sul campo. 
È ora di finirla con questa ipocrisia. 

#Antimafia #Melillo #Giustizia #Intercettazioni #GovernoMeloni #Borsellino #Legalità #Italia #FattiNonParole 


 Angelo Mazzone.