giovedì 8 ottobre 2026

... un'altra legge truffa!!! ...

Il ricorso alla Corte Costituzionale sul Melonellum (o legge truffa) va fatto, ma per il campo progressista non può essere il piano A. Non ci si può permettere di aspettare mesi, perché probabilmente nella primavera del prossimo anno si voterà. Occorre organizzarsi con un programma elettorale già da subito (i ritardi sono forti) e trovare un leader di coalizione entro dicembre. Il campo progressista si impegni di fronte agli elettori a cambiare la legge elettorale nella prossima legislatura, qualora vincesse le elezioni, blindandola nella Costituzione per evitare future tentazioni di modificarla nuovamente. 

 Una legge elettorale aderente alla Carta Costituzionale italiana. 


 Francesco Sperlinga.

... Maricarmen ...

La storia di Maricarmen Giovanna Mezzatesta 08 Ottobre 2026 Manifesto del Sindicato de inquilinas e inquilinos de Madrid Cara studentessa, caro studente, ti scrivo queste righe alla fine di una giornata di scuola qualunque, ma dopo aver letto una notizia che non riesco a lasciar andare. A Madrid è morta Maricarmen Abascal: aveva 87 anni, ed è stata sfrattata dalla casa in cui viveva da quando ne aveva quattordici. Una vita intera custodita dentro quattro mura, spazzata via per far spazio a nuove dinamiche di mercato e a canoni di locazione ormai del tutto fuori dalla portata delle persone reali (leggi anche Un 15M per la casa?). Vedi, quando guardo alla Spagna non riesco a non guardare alla nostra Milano. La storia di Maricarmen non è una cronaca lontana o estranea: è lo specchio di ciò che accade fuori dai portoni della nostra scuola ogni giorno. Milano è una città straordinaria, stimolante, piena di opportunità ed energia, la stessa energia che portate voi nelle nostre aule. Ma è anche una città che sta diventando spietata. Una città dove i costi degli affitti sono saliti a vertici insostenibili, dove i fondi speculativi e le logiche del profitto rapido stanno divorando il diritto fondamentale ad avere un tetto sopra la testa. Lo vedo negli occhi di molti dei vostri compagni di classe, nelle difficoltà delle vostre famiglie, nei sacrifici enormi dei fuorisede e dei giovani lavoratori che cercano di muovere i primi passi nell’indipendenza. In Spagna, di fronte a casi tragici come questo, si è aperto un dibattito duro ma necessario. Si cercano strumenti legislativi, tetti ai canoni d’affitto, tutele d’emergenza per chi è vulnerabile. A Milano, invece, continuiamo spesso a far finta che la crisi abitativa sia solo “il prezzo da pagare per il progresso”. Non è così. Una città che espelle i propri anziani, che rende impossibile la vita agli studenti e ai lavoratori e che misura il proprio valore solo dal costo al metro quadro, è una città che sta smarrendo la propria anima democratica. La scuola non è una bolla separata dal mondo. La scuola esiste per darvi gli strumenti per capire la realtà e, se necessario, per cambiarla. Vi racconto la storia di Maricarmen perché non vorrei mai che vi abituaste all’ingiustizia considerandola semplicemente “inevitabile”. Il diritto alla casa, la dignità della persona e la solidarietà sociale sono i pilastri della nostra Costituzione e della convivenza civile. Vi invito a parlarne in classe, a discuterne con i vostri professori, a farvi domande. Chiedetevi che tipo di città e di società volete costruire per il vostro futuro. Con affetto e fiducia, la vostra preside. [Giovanna Mezzatesta] FacebookTwitterMastodonPinterestWhatsAppTelegramEmailCondividi

... campo visivo ...

... pomeriggio dall'Alovisi per l'esame "campo visivo". Pressione oculare: 10 - 10 (mai così favorevole!.

mercoledì 7 ottobre 2026

... un nome solo!! ...

UN NOME SOLO PER UNIRE IL CAMPO LARGO: PIER LUIGI BERSANI. E CHI NON E' D'ACCORDO LO SPIEGHI. 


La sinistra non può più permettersi di scannarsi per le primarie mentre la destra governa indisturbata. È un regalo alla Meloni, che vive delle nostre divisioni. Serve un federatore, e quel federatore ha un nome: Pier Luigi Bersani. Punto. Bersani ha testa, memoria, mestiere. Parla chiaro, non gioca con gli slogan, non rincorre le correnti. Ricorda che bastano dieci punti seri per cambiare il Paese, se c’è la volontà di farlo. Chi è nato di sinistra oggi è stanco, confuso, deluso. E ha ragione. La politica non è una rissa: è responsabilità, è servizio, è Paese.

 Basta guerre interne. Ricominciamo dalla serietà, dalla democrazia, dalla capacità di unire. 


 Giuseppe Manzo.

... cinque anni fa!! ...

Ultim'ora

 Assalto alla Cgil, confermate in appello condanne a Fiore e Castellino I due leader di estrema destra condannati a 8 anni e 6 mesi e 8 anni e 7 mesi. 

Nella foto di repertorio: Castellino e Meloni durante un corteo e nel ritaglio Roberto Fiore.

... e sono NOVE!!! ...

... come passa il Tempo!!! Tra mille difficoltà, incazzature e simili il Tempo ci spinge avanti, a volte a calci in culo, verso la nostra meta finale, speriamo ancoa lontana!!

martedì 6 ottobre 2026

... la Mazzetta ed il Pendolo! ...

La Mazzetta e il Pendolo 


In questa foto potete "ammirare" come Armao, marito della Bartolozzi, sia stato colto con le mazzette in auto e all’università. I soldi erano nascosti nell’orologio a pendolo dello studio. 

L’atto d’accusa della procura di Palermo, che chiede di arrestare l’avvocato amministrativista: «Nel ruolo di presidente della Commissione tecnica e in quello di esperto del presidente della Regione veniva remunerato illecitamente dagli imprenditori». 

Che schifo.

... Epstein, sempre lui!!! ...

𝐌𝐚𝐢 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐞𝐬𝐬𝐚 𝐬𝐭𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐜𝐨𝐧 𝐄𝐩𝐬𝐭𝐞𝐢𝐧, 𝐝𝐢𝐜𝐞𝐯𝐚 𝐋𝐮𝐭𝐧𝐢𝐜𝐤 

𝑀𝑜𝑟𝑡𝑜 𝑆𝑖𝑚𝑜𝑛 𝐴𝑛𝑑𝑟𝑖𝑒𝑠𝑧: 𝑎𝑣𝑒𝑣𝑎 𝑑𝑒𝑛𝑢𝑛𝑐𝑖𝑎𝑡𝑜 𝑖 𝑙𝑒𝑔𝑎𝑚𝑖 𝑡𝑟𝑎 𝐸𝑝𝑠𝑡𝑒𝑖𝑛 𝑒 𝑖𝑙 𝑠𝑒𝑔𝑟𝑒𝑡𝑎𝑟𝑖𝑜 𝑑𝑒𝑙 𝐶𝑜𝑚𝑚𝑒𝑟𝑐𝑖𝑜 𝑈𝑠𝑎 

Il #buongiorno di Giulio Cavalli 


Tre lettere: HWL, Howard William Lutnick, segretario al Commercio degli Stati Uniti d’America nella seconda amministrazione Trump dal 21 febbraio 2025. Quando a gennaio il Dipartimento di Giustizia ha pubblicato i milioni di file su Jeffrey Epstein, gli altri cercavano il cognome, mentre Simon Andriesz, britannico, ex managing director di BGC Partners, società di Lutnick, sapeva che lì i capi si scrivevano con le iniziali e ha trovato le email del 2018 in cui Epstein chiedeva a HWL come andasse Adfin, società pubblicitaria dove avevano investito entrambi. Ha passato tutto alla commissione di vigilanza della Camera prima che Lutnick deponesse, a maggio. Ci aveva già provato con l’FBI nel 2020 e nel 2021, e alla BBC si lamentava che non interessasse a nessuno. Licenziato nel 2017 dopo aver segnalato irregolarità contabili, raccontava che le ritorsioni gli avevano tolto carriera, soldi e salute. Nell’ultimo post su X definiva devastanti per sé e per la famiglia le conseguenze della denuncia e prometteva altre prove. Secondo The Banker si è tolto la vita, a 57 anni. Lutnick intanto, l’anno scorso, in un podcast raccontava di aver deciso nel 2005 di non stare mai più nella stessa stanza con Epstein, nemmeno per affari. A febbraio, al Senato, ha ammesso un pranzo di un’ora sull’isola nel 2012, con moglie e figli, e il 28 dicembre, a pranzo ampiamente digerito, i due firmavano un documento sulle quote di Adfin. «Non avevo alcuna relazione con lui», ha detto. Nessuno gli contesta reati e infatti resta al suo posto: mercoledì una foto ripresa da Raw Story lo mostrava nello Studio Ovale a guardare Donald Trump che parlava, con l’aria di chi ha sempre indovinato la stanza giusta.

... la sciagurata Meloni!! ...

Ennesimo disastro ed ennesima presa in giro targata Meloni. Nel giorno in cui finisce lo sconto sulle accise, salta anche il tetto ai prezzi di benzina e diesel di ENI e altre compagnie perché il governo non ha fatto quanto promesso. Meloni aveva infatti promesso ad ENI un decreto con le sconti e agevolazioni fiscali sulle accise. A questo era legato il tetto ai prezzi del carburante. Il decreto non è arrivato, il tetto è saltato e così oggi i prezzi di benzina e gasolio aumentano di due volte. E alla fine di tutto, a pagare saranno ancora una volta lavoratori e famiglie che non ce la fanno più. Che dire, l'ennesimo capolavoro meloniano.. 
Prima se ne vanno, prima smettono di far danni. Dovremo essere noi a ripulire questo disastro e invertire la rotta. Lo faremo. 


 Nicola Fratoianni.

lunedì 5 ottobre 2026

... Schlein - Renzi - Tajani!! ...

SCHLEIN VUOLE RENZI, E RENZI VUOLE TAJANI 


L'aritmetica del campo largo targato PD ha travalicato ogni limite del ridicolo. Matteo Renzi, appena riaccolto dal Pd, si spinge dalla Leopolda a lanciare un appello ad Antonio Tajani e a Forza Italia per invitarli a lasciare la maggioranza e unirsi al centrosinistra. Bisogna fermarsi un istante e valutare l'assurdità di questa proposta. Come si può solo ipotizzare di mettere insieme le forze di opposizione con chi sta oggi al governo ed è complice quotidiano dell'agenda della destra? Parliamo di chi approva ogni manovra economica, sostiene i tagli al sociale e siede comodamente al tavolo di un esecutivo dominato dalla fiamma tricolore. Il PD guarda apparentemente inerme a queste manovre, dimostrando ancora una volta di preferire il mero calcolo elettorale alla chiarezza delle idee. Non si può pretendere di lottare per il salario minimo, la sanità pubblica e i diritti dei lavoratori se le porte vengono spalancate a chi ha votato fino a ieri per la precarietà, i condoni e i tagli ai servizi. Questa non è un'alternativa, è una farsa di palazzo costruita solo per spartirsi le poltrone. Chi ha a cuore la giustizia sociale non può accettare che il proprio voto venga svenduto per imbarcare gli storici alleati della Meloni. La coerenza non è una merce di scambio: è tempo di abbandonare questi compromessi al ribasso e sostenere senza esitazioni chi garantisce un'opposizione reale, seria e intransigente a questo governo. 


 Mauro David.

... Fermezza e Coraggio!! ...

Mentre prevedono di aumentare ulteriormente le spese in difesa e armi di 14 miliardi in due anni, la pressione fiscale continua a crescere per l'Istat e si continuano a prosciugare gli stipendi degli italiani con una tassa invisibile: viene definita "fiscal drag", con miliardi che vengono succhiati con la perdita del potere d’acquisto dei cittadini, già spellati dai rincari al distributore di carburante e da quelli del carrello della spesa e delle bollette. Stanno affossando il ceto medio: un reddito di 35mila euro si vedrà mangiare in un biennio 1138 euro, secondo le simulazioni del Corriere della Sera di qualche giorno fa. È una “tassa da inflazione” che il Governo Meloni continua a incassare in un momento drammatico: se il tuo stipendio aumenta solo perché salgono i prezzi e il fisco rimane fermo come è, lo stipendio reale diminuisce perché si pagano più tasse. Un anno fa avevo consegnato a Meloni in Aula il libro delle tasse del suo governo, denunciando questa enorme fregatura agli italiani in un momento difficile, oltre al suo record di pressione fiscale dai tempi di Monti. La situazione è peggiorata: bisogna intervenire con una scala mobile fiscale per indicizzare scaglioni e aliquote all’inflazione neutralizzando questa tassa occulta sugli stipendi in maniera automatica. 

Bisogna recuperare risorse dagli extraprofitti dei colossi energetici, delle armi e delle banche per redistribuirli su un taglio delle tasse, sul potere d'acquisto, sui servizi ai cittadini. 
Ci vuole fermezza e coraggio. 


 Giuseppe Conte.

... ormai, vale tutto!! ...

TORO, SENTI ABATE: "SONO SEMPRE PIÙ CONTENTO DI ESSERE QUI, SAPEVAMO CHE SAREBBE SERVITO TEMPO" 


📝Dichiarazioni di ieri da parte di mister Abate, il suo Toro è in terza posizione alle spalle di Inter e Roma, ed è la rivelazione del campionato. 


😲Ah no? Come? Siamo in zona merda, quart'ultimi ,in coabitazione con il quinto peggior attacco e già fuori dalla Coppa Italia? 

Fa lo stesso, tanto ormai vale tutto.
PAURA CAIRO, LA CROAZIA NE PRENDE 7 IN CASA, TREMA IL RECORD DI 0-7 CASALINGHI DEL PRES! 


📝Croazia-Inghilterra termina 0-7, per Vlasic e compagni un'umiliazione epocale. Trema il record di Cairo, con due 0-7 casalinghi in due stagioni consecutive.

... il lavoro nero uccide! ...

𝟔𝟏 𝐚𝐧𝐧𝐢, 𝐮𝐧 𝐭𝐞𝐭𝐭𝐨, 𝐮𝐧𝐚 𝐠𝐮𝐚𝐢𝐧𝐚 𝐞 𝐮𝐧 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐬𝐩𝐮𝐧𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐨𝐩𝐨: 𝐂𝐚𝐢𝐯𝐚𝐧𝐨 𝐞̀ 𝐢𝐥 𝐫𝐢𝐭𝐫𝐚𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐥 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 𝐧𝐞𝐫𝐨 


Il #buongiorno di Giulio Cavalli 


Salvatore Calignano aveva 61 anni e venerdì pomeriggio, secondo il racconto della moglie, stendeva in nero una guaina isolante sul tetto di un capannone a Caivano, e i sanitari del 118 l’hanno trovato altrove, da solo, in una strada secondaria dove prima di svenire ha detto di essere caduto da una scala. Sabato è morto. Poi dagli accertamenti dei carabinieri è spuntata un’assunzione regolare datata primo ottobre, il giorno prima, che la moglie ignorava: a settembre, racconta il legale, Salvatore prendeva ancora la disoccupazione. Il giorno prima, appunto. Nel 2004 il quotidiano PuntoSicuro segnalava un’anomalia tutta edile, troppi infortuni gravi al primo giorno di lavoro, perché spesso erano operai in nero assunti il giorno stesso dell’incidente per scansare le sanzioni. Così dal 2006 nei cantieri, e dal 2007 in ogni settore, l’assunzione va comunicata entro la mezzanotte del giorno precedente. Vent’anni dopo la data è caduta esattamente lì dove la legge la voleva, e la comunicazione telematica ha una data certa che la Procura di Napoli Nord farà bene a guardare per prima. Il resto è statistica: l’Istat stima 3 milioni e 132mila unità di lavoro irregolari, l’Inail ha contato 1.189 morti sul lavoro nel 2025 e due vittime su tre avevano più di cinquant’anni, cioè l’età di chi sale ancora sui tetti perché la pensione è lontana e il lavoro regolare pure. 

Se i dubbi della famiglia troveranno conferma, a Caivano qualcuno ha avuto il tempo di sistemare le carte di un uomo e di fare una telefonata senza nome al 118, e poi l’ha lasciato lì, sull’asfalto.

domenica 4 ottobre 2026

... il gesto più grave! ...

IL GESTO PIÙ GRAVE 


È noto che la saggezza sia una prerogativa della maturità. Lo penso anch’io. Ora, nessuno ha da eccepire sul fatto che l’Olocausto sia una ferita ancora aperta per molti di noi. Che sia necessario tenere viva la memoria di quella tragedia e occorra soffocare sul nascere ogni tentativo di giustificarla, minimizzarla o addirittura di emularla. Questo però non ha nulla a che vedere con la legittima critica verso lo Stato, il governo di Israele e verso le sue politiche nei confronti del popolo palestinese. Parliamo di uno Stato, s’intende, non del popolo di Israele, che vorremmo tutti vedere ribellarsi contro il suo governo al massacro del popolo palestinese. Nessuno può essere giustificato per aver subito un torto nel momento in cui ha le mani sporche di sangue, come ora le hanno lo stato e il governo di Israele. È scritto in un codice universale che dovrebbe essere alla base di ogni civiltà: le vite sono tutte uguali, al di là delle religioni, delle idee e delle nazionalità. Francamente non mi aspettavo che la Segre non si accorgesse di questo. Non me lo aspettavo per ciò che ha sempre raccontato e del male che ha vissuto. Non me lo aspettavo per la sua età veneranda. Piuttosto che difendere gli innocenti di Gaza, sembra che ci si preoccupi di difendere la reputazione di chi è responsabile della loro morte. O almeno questo è un rischio molto concreto. Assistiamo a una battaglia politica e perfino a una legge sull’antisemitismo senza urlare, prima di tutto, di far tacere le armi e salvare la vita agli innocenti di Gaza e dei paesi vessati e occupati. E poi viene da pensare che già è vietata la discriminazione e la persecuzione per questioni religiose, razziali ecc. È prevista nel nostro ordinamento anche la giusta aggravante per chi nega la Shoah. Quello che tuttavia non è ancora vietato, evidentemente, è trucidare i palestinesi. Di ciò non si preoccupa nessuno. Ed è questo, secondo me, in questo momento storico, il gesto più grave. 


 Alberto Fois.

... figlia d'arte ...

... un FP 7 per Putin!! ...

La notizia era circolata subito: quello che era arrivato sulla zona nord di Mosca, proveniente dall'Ucraina, non era un drone ma un missile balistico fatto e finito. Immediatamente si era messa in moto la macchina delle indagini per capire di che missile si trattava, da dove era stato lanciato, chi poteva averlo fornito all'Ucraina. Tutto inutile. Ci ha pensato il presidente ucraino Zelensky, quello che di far ridere ha smesso da tempo, annunciando che l'oggetto misterioso era un missile balistico FP-7 di fabbricazione ucraina, dalla Fire Point, quella che finora sfornava droni come pagnotte di pane e che ne è bastata avviata la produzione. Ancora una volta quelli che qualcuno dà per spacciati da più di quattro anni, che forse e dico forse, non possono vincere, stanno dicendo al mondo che sono più in grado loro di portare Putin a un tavolo di trattativa che i tappeti rossi di Trump, o le inesistenti proposte europee. Qualcuno ha fatto notare che l'arma non è stata testata in modo indipendente, che mancano notizie sulla quantità di produzione e cose simili. Agli ucraini queste osservazioni non faranno venire nemmeno un brufolo dove non batte il sole. La narrativa dice che in Ucraina ormai le donne non fanno più la pasta a mano, perché costruiscono droni: tra un po' le vedremo anche assemblare missili? 

 Forse non possono vincere, ma accidenti se stanno vendendo cara la pelle! 


 Elisabetta Capodilupo.

... un Mistero Teologico?? ...

CERCASI MISTERO TEOLOGICO (ASTENERSI PERSONE VERE) 


C'è un’aritmetica surreale, quasi metafisica, che si aggira nei corridoi della politica. Non è ideologia, non è visione del mondo: è pura geometria del vuoto. Mettiamo a confronto i due pesi massimi del "campo largo": da una parte il PD, atlantista col colletto inamidato, riformista da salotto, europeista d'ordinanza e perennemente attanagliato da un'ansia etica verso il mondo intero. Dall’altra il Movimento 5 Stelle, sospeso in quell'eterna parabola che va dalle piazze dei primordi ai palazzi di potere, con un'ostinata volontà di purezza etica, un pacifismo integrale da difendere a ogni costo e la costante tentazione di considerarsi gli unici giusti della storia. Sullo sfondo c’è AVS. Ma su AVS sorvoliamo con pudore: fa esattamente quello che dice il PD, soltanto con un filo di ansia ecologica in più, come il fratello minore che annuisce forte alla tavola dei grandi per farsi notare. Tra PD e 5Stelle non ci sono semplici sfumature, ci sono distanze abissali. Sulla giustizia, sull'Ucraina, sulle armi, sul lavoro, persino sul modo di intendere lo stato. Due mondi che si osservano con garbo e reciproca diffidenza, ma che si cercano per necessità elettorale. E allora la domanda sorge spontanea, feroce, quasi banale: quale faccia può fare la sintesi di questa schizofrenia? Che connotati deve avere un essere umano per rappresentare contemporaneamente la fermezza atlantica e il pacifismo intransigente, il riformismo di governo e il moralismo rigorista, il termovalorizzatore e il comitato 'No a Tutto?'. Non può essere una faccia vera. Dovrebbe essere una maschera disossata, un ologramma privo di espressione, un camaleonte espressivo addestrato a sorridere a destra mentre strizza l'occhio a sinistra, sperando che gli occhi non gli rimangano incrociati. Ma la commedia non finisce qui. Perché per vincere, dicono i matematici della politica, bisogna allargare. E quando dici allargare, spunta immancabilmente Matteo Renzi. Ecco, aggiungiamo Renzi all'equazione. Il liberista da conferenza araba, l'uomo col 2% che pretese di valere il 50%, il rottamatore che sopravvive a qualunque rottamazione. Ora provate a immaginarla, quella faccia. Un volto che debba piacere a Conte, rassicurare la Schlein, non far venire l'orticaria a Fratoianni e contemporaneamente prendere un caffè al centro con Renzi senza farsi pugnalare alla schiena prima del dolce. Cos'è? Un mostro mitologico a quattro teste? Un puzzle anatomico assemblato alle quattro del mattino durante un vertice di coalizione? Non cercano un leader, cercano un mistero teologico. Cercano la personificazione del nulla compatto, della neutralità assoluta. Una faccia che non dica niente, non pensi niente e non scelga niente, perché qualunque parola pronunciata farebbe saltare il banco prima dell'apertura dei seggi. Forse un volto umano non basta più. Serve uno specchio. Uno specchio montato su un palo, da portare in piazza durante i comizi: così ciascun alleato guardandolo ci vedrà se stesso, e per cinque minuti potrà illudersi che quella cosa lì sia una coalizione. 


 Mauro David.

sabato 3 ottobre 2026

... un sondaggio Ipsos ...

INSEGUITORI E DORMORIENTI 

Ma avete notato come oggi si calcola la vittoria in politica? Basta leggersi l'ultimo sondaggio Ipsos firmato da Pagnoncelli per capirlo. Una volta si vinceva se la gente credeva in qualcosa. Oggi no. Oggi vinci se il tuo avversario riesce a fare più schifo di te. È la meravigliosa teoria del "meno peggio". Tu perdi dei pezzi? Non importa! L'importante è che quello di fronte a te ne perda il doppio, così puoi andare in televisione a spiegare che hai conquistato una grandiosa vittoria morale. Prendete il governo. Un disastro ordinato. Meloni e la sua squadra vanno in affanno, non sanno bene cosa fare, e allora cosa si inventano? Rincorrono Vannacci che passa per strada urlando fesserie da osteria. E la cosa tragica è che l'operazione riesce! Perché a destra c’è questa disciplina quasi militare: Salvini e Tajani possono pure perdere pezzi da Lega e Forza Italia, ma quando vedono il potere si compattano come un panetto di cemento. Se perde colpi la casa madre di Fratelli d'Italia, c'è subito la succursale dell'estremismo di Vannacci con Futuro Nazionale pronta a raccogliere la spazzatura e a rimetterla in circolo. Niente va sprecato! Ma la vera poesia, la vera tragedia greca, è la Sinistra. Ah, che capolavoro! Mentre fuori il mondo brucia e la gente chiede a gran voce da che parte stare, Schlein e i vertici del Pd si riuniscono in uno scantinato per perfezionare l'arte del non dire assolutamente nulla. Hanno questa capacità sovrumana di stare contemporaneamente a favore della pace e a favore delle bombe, pur di non scontentare il capocorrente di turno o il burocrate di turno. È una ginnastica della lingua fantastica: una parola a destra, una carezza a sinistra, un "sì ma anche no" pronunciato con lo sguardo grave di chi sta salvando la democrazia. Risultato? Conte con il Movimento 5 Stelle e Nicola Fratoianni con Avs dicono una cosa chiara sul no alle armi e li superano a sinistra senza neanche accelerare. E la Schlein, invece di darsi una mossa, resta lì, paralizzata dal terrore delle proprie primarie, a guardare i consensi del Pd che colano a picco sotto il venti percento, verso i minimi storici di Renzi e Letta. Ma loro no, loro non cambiano linea! Sotto sotto sperano nel miracolo: che la Consulta gli cancelli la legge elettorale, che il destino gli regali una scorciatoia, o di imbarcare l'ennesimo rottame come Renzi per fare numero. Siamo al ridicolo. Un centrodestra che vince per inerzia, sommando tutte le sue ossessioni, e un'opposizione che si addormenta sulla propria presunzione mentre la casa va a fuoco. E la gente? La gente guarda questa commedia grottesca, si alza dalla poltrona e smette persino di andare a votare. Ci vorrebbe un gesto rivoluzionario. Ma vero. Sbarazzarsi dei soliti furbetti da poltrona, piantarla con la diplomazia del nulla, dire finalmente una parola chiara che abbia il sapore della verità e ritrovare un briciolo di dignità. Invece no. Tutti lì, fermi, ad aspettare la prossima sconfitta. 

Ma andate a dormire.. anzi no: svegliatevi! 


 Mauro David .

... Politica suicida!! ...

Politica suicida: quando le ambizioni di partito calpestano la speranza di un'alternativa 

Guardare a quello che sta accadendo nel campo progressista fa male. Fa male a chi ci crede, a chi aspetta un'alternativa seria a questo governo e a chi continua a sperare in un cambiamento reale per il Paese. Anziché fare opposizione dura e pura a Meloni e alla destra, assistiamo all'ennesimo spettacolo indecente: il PD preferisce attaccare, sminuire e persino sfottere gli alleati. Arrivare a irridere lo slogan "Uno vale uno" – dichiarando che il PD farà "valere di più" le proprie posizioni – non è solo divisivo e ridicolo: è un insulto a chi ci crede e a chi lavora per l'unità. E la domanda sorge spontanea: far valere di più quali posizioni? Forse quelle sul riarmo e sull'invio di armi all'Ucraina ad oltranza, senza uno straccio di negoziato e con una politica estera fotocopia di quella della destra? Chi guida il Nazareno sembra dimenticare la matematica politica e la realtà dei fatti: nella coalizione c'è anche Alleanza Verdi e Sinistra. Se sommiamo le forze di AVS e del Movimento 5 Stelle, chi decide davvero la linea? Da mesi si cerca di sbloccare l'impasse, arrivando persino a ipotizzare un nome terzo per la leadership. E la risposta qual è stata? Rifiuti, seguiti dai sondaggi sulle primarie che vedono Conte nettamente avanti, e infine un temporeggiamento snervante. Un giorno si dice sì alle primarie, un giorno si dice no, un giorno si tira fuori la regola calata dall'alto del "partito che prende un voto in più esprime il premier". Non sa nemmeno lei cosa dire. La verità è una sola, ed è sotto gli occhi di tutti: Da una parte c'è il PD, bloccato dalle correnti interne, che parla solo di poltrone, calcoli di bottega e strategie per evitare che Conte guidi la coalizione e scongiurare le primarie. Dall'altra c'è il Movimento 5 Stelle, che di fronte a questo immobilismo ha costruito un programma vero, partecipato con iscritti ed elettori, con punti chiari e messi nero su bianco su energia, extraprofitti, accise, sicurezza, migrazione e giustizia sociale. In un Paese democratico e maturo, il PD tirerebbe fuori il suo programma, sedendosi subito a un tavolo per fare una sintesi, trovare punti in comune e limare le divergenze. Invece no: si preferisce andare in assemblea ad attaccare, a dividere e a conservare il potere. Altro che "testardamente unitaria": questa è una strategia testardamente perdente, portata avanti sulla pelle di chi non ce la fa più. 

Continuando di questo passo, la Schlein farà dritta la fine di Enrico Letta, e riuscirà a far fare alla coalizione la stessa identica fine che Letta le ha fatto fare alle scorse elezioni. 


 Raffaele De Santis.

... schifo assoluto!! ...

Povera stellina! È tutto indignato. Chi di noi non ha avuto miliardi “piovuti dal cielo” negli anni ’60 e un boss mafioso come stalliere a tutto fare? 

CHE SCHIFO!!!

... Berlusconi 2.0 ...

Il Metodo Berlusconi 2.0: 

come la destra italiana ha trasformato fake news, bot e reti unificate nell’arma definitiva 


di Antonio Francesco Spitale 

Una cosa che ha imparato molto bene questa cosiddetta destra italiana è il metodo Berlusconi: inondare tutti insieme, a reti unificate, il loro obiettivo. Spargere fake, usare mezze verità, usare tutti i mezzi (anche quelli non leciti) per abbattere il loro nemico. Così Berlusconi ha utilizzato le televisioni e i giornali per anni. Una lezione che Giorgia Meloni ha imparato bene con i social, anche con bot indiani, senza la quale non avrebbe avuto nessun successo. 

Più che metodo Boffo, lo ribattezzerei Metodo Berlusconi. 

Povera Italia!!!

venerdì 2 ottobre 2026

... VIVA i nonni!!! ...

2 ottobre - festa dei nonni viva i nonni ❤️ da Filastrocche in cielo e in terra, (pubblicate nel 1960.) Filastrocca brontolona brontola il tuono quando tuona, brontola il mare quando ha in testa di preparare una tempesta, brontola il nonno - Ah! come vorrei ritornare ai tempi miei. Non c'erano allora, egregi signori, elicotteri e ciclomotori; senza far tanto fracasso in carrozzella si andava a spasso! - Accende la pipa, inforca gli occhiali e affonda il naso nei giornali. Ma tosto aggiunge: - Però... però... senza lo scooter che figura fo? il mondo cammina, il mondo ha fretta! - Viva il nonno in motoretta! ~~~ Capelli bianchi Quanti capelli bianchi ha il vecchio muratore? Uno per ogni casa bagnata dal suo sudore. Ed il vecchio maestro quanti capelli ha bianchi? Uno per ogni scolaro cresciuto nei suoi banchi. Quanti capelli bianchi stanno in testa al nonnino? Uno per ogni fiaba che incanta il nipotino #GianniRodari #nonni #lanonnaleggerodari

... A 23 - P 34 ...

giovedì 1 ottobre 2026

... una legge truffa!!! ...

La nuova legge elettorale della destra è un furto di democrazia. 

 Per questo accogliamo e condividiamo appieno l'appello del Presidente ANPI Gianfranco Pagliarulo, che in una lettera indirizzata a tutti i parlamentari chiede di fermare questa legge e di aprire una vera discussione in Parlamento. 
 Non potremmo essere più d'accordo. Perché questa legge elettorale fa carta straccia della volontà popolare e dei principi democratici della nostra Repubblica. Dal premio di maggioranza esorbitante di oltre 100 parlamentari, più di 1 su 5, ai capilista bloccati senza alternanza di genere, all'indicazione del candidato premier che mina i poteri costituzionali del Presidente della Repubblica, alla richiesta indegna di raccogliere 6000 firme in ogni collegio per le liste che non sono in Parlamento. Non possiamo permettere questa ennesima deriva antidemocratica. 
 Faremo di tutto per fermare questa legge truffa e difendere la nostra democrazia. 


 Nicola Fratoianni.

... chez O - Leandro ...

... quale miglior modo di iniziare il mese se non con una bella detartrasi chez O - Leandro?

... calendario ...

... tanti impegni ad ottobre, mese impegnativo ... speriamo che quello spicchio di luce di fine settembre resista e si fortifichi!!!

... Ottobre ...

... Ottobre parte col botto!: una visita dal dentista e la telefonata della Tecnocasa che il nostro "buen retiro" è stato venduto ...

mercoledì 30 settembre 2026

... fine mese ...

... nell'ultimo suo giorno settembre ci regala un piccolo spiraglio di luce ... la luce che si usa di questi tempi non è molto ramantica, ma tant'è: 4900 euro fanno comodo, eccome!!!

... la Cultura oggi? BAH!!

𝐃𝐚 𝐏𝐢𝐫𝐚𝐧𝐝𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐚 𝐖𝐚𝐧𝐧𝐚 𝐌𝐚𝐫𝐜𝐡𝐢: 𝐜𝐞 𝐥’𝐡𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐭𝐚 𝐥𝐞 𝐜𝐥𝐚𝐬𝐬𝐢 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐠𝐞𝐧𝐭𝐢 


Il #buongiorno di Giulio Cavalli 


Stefania Nobile ha ragione, e fa pure un po’ rabbia doverlo ammettere. Nel video in cui risponde a chi si indigna per il “Premio internazionale della cultura” ritirato con la madre Wanna Marchi nella Sala della Protomoteca del Campidoglio, liquida Pirandello e recita la sua definizione dei manuali: la cultura è ciò che un gruppo umano apprende e trasmette. Appunto. E chi ce l’ha insegnata, la cultura che oggi ci passiamo di mano? Il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, per dire, allo Strega 2023 votò i finalisti e poi in diretta promise che avrebbe provato a leggerli. Intanto il governo del ministro cancellava i 500 euro che la 18app dava ai diciottenni per la cultura. Sulla scuola siamo ultimi in Europa per quota di spesa pubblica, parola della relazione della Commissione europea. Gli imprenditori, del resto, ci avevano pensato prima: sull’American Economic Review Ruben Durante, Paolo Pinotti e Andrea Tesei hanno dimostrato che chi da bambino è cresciuto con la tv commerciale di Silvio Berlusconi, imprenditore prima che premier, è diventato un adulto meno attrezzato cognitivamente e più esposto al populismo. E i media che oggi si stracciano le vesti? Nel 2017 la tv aveva già messo Wanna Marchi e la figlia nel cast dell’Isola dei famosi, poi Netflix le ha rilanciate con una serie, e Stefania Nobile lo spiega benissimo: più se ne parla, più si sale. Per l’Ocse il 35% degli adulti si ferma ai testi brevi. Il premio quindi è giusto, anzi esatto: hanno scritto un ricettario dove niente si pesa, applaudito sotto i busti dei grandi letterati, che almeno loro hanno la scusa di essere di marmo.

... patrioti di cartone! ...

Pare che l’erede Savoia voglia querelare il nostro vice capogruppo Marco Grimaldi. E la ragione è che ha depositato un'interrogazione che parte da un fatto semplice: le leggi hanno sancito la cessazione del conferimento per l'Ordine Mauriziano e il divieto di usare onorificenze non riconosciute dallo Stato. Eppure Casa Savoia continua a conferire onorificenze. E pare che da questo giro si generi un affare da centinaia di migliaia di euro. Quel che chiediamo è trasparenza: bilanci pubblici, base giuridica dei conferimenti gratuiti e a pagamento, a che titolo si usa ancora la denominazione Mauriziana. Forse a casa Savoia non sanno che è un diritto dei parlamentari, sancito dalla Costituzione repubblicana e antifascista, poter attivare atti di sindacato ispettivo per avere chiarezza e trasparenza sulle più varie vicende. Noi abbiamo chiesto spiegazioni al Governo. Se ci sono profili opachi, li chiarirà la Procura di Torino che sta approfondendo a partire dagli esposti presentati. Le case ex regnanti a casa loro in privato e per gioco, magari a Carnevale, possono nominare cavaliere chi vogliono. Ma nella Repubblica Italiana e senza autorizzazione dello Stato, quella roba non vale nulla e non si può fare. 
E la destra? 
La destra ci attacca. Si mette in coda, si inchina alla finta Sua Altezza Reale invece che alla Costituzione. Partecipano al carnevale e si travestono da cavalieri dei Savoia, con mantello e spilla. 

 Patrioti di cartone. 

 Nicola Fratoianni.

martedì 29 settembre 2026

... puzza di Sionismo!!! ...

Lo ha detto a Gerusalemme il rabbino Yaakov Shapiro: gli ebrei del mondo non rispondono delle azioni dello Stato sionista. Israele non rappresenta il popolo ebraico. Non è una formula. È un fatto. Un popolo non è un ministero della Difesa. Una fede non è un governo. L’ebraismo precede il 1948 e non coincide con nessun esecutivo di Tel Aviv. Shapiro lo ripete da anni: il sionismo è un nazionalismo moderno. Nato in Europa tra Ottocento e Novecento. Non è la Torah. Non è il Talmud. Non è la preghiera verso Gerusalemme. Gerusalemme è città santa. Non è, per questo, «capitale del popolo ebraico». Gli Stati hanno capitali. Le comunità religiose hanno santuari. Confondere le due cose, per Shapiro, è un furto di identità, non teologia. Quando uno Stato occupa, colonizza, bombarda, la responsabilità è di quello Stato. Attribuire quelle azioni «agli ebrei» è lo schema dell’antisemita: colpa di sangue. È grottesco che lo stesso schema venga usato da chi parla «in nome degli ebrei». La pretesa che Israele sia lo Stato di tutti gli ebrei ha due funzioni. La prima è interna: trasformare una comunità in nazione e zittire il dissenso ebraico. La seconda è esterna: convertire ogni critica allo Stato in accusa di razzismo. Così l’occupazione diventa sacra e i fatti diventano tabù. I fatti restano. Territori sotto controllo militare. Colonie illegali. Un assedio. Una popolazione privata di sovranità da decenni. Queste non sono «azioni ebraiche». Sono politiche di un governo. Chi le approva le difenda come scelte di Stato, non come essenza di un popolo. Gli ebrei di New York, Parigi, Buenos Aires o Roma non votano la Knesset. Non firmano ordini di sgombero. Non pilotano gli aerei. Trattarli come debitori morali di ogni raid, dice Shapiro, è usarli da scudi. È il rapimento di un’identità: la religione ridotta a passaporto di un progetto statale. Un ebreo non è israeliano per nascita, come un cristiano non è vaticano per fede. La diaspora non è una filiale. Non è una riserva di legittimità da spendere in guerra. Chi ha memoria della persecuzione dovrebbe rifiutare per primo la colpa collettiva. Nessun popolo è un monolite. Nessuna comunità ha un papa laico a Gerusalemme. Netanyahu non è il premier degli ebrei del mondo. Non lo è mai stato. Shapiro lo chiama pretesa unilaterale, non storiografia e non halakhah. Israele è lo Stato degli israeliani. Le sue vittorie e le sue colpe gli appartengono. Il popolo ebraico non è una caserma, non è un partito, non è un ministero. Finché questa distinzione resterà inaccettabile, la critica allo Stato verrà scambiata per odio verso gli ebrei. E gli ebrei pagheranno un conto che non hanno contratto, in sicurezza e in dignità. Separare ebrei e Stato non è un favore a nessuno. È un atto di verità. È anche l’unico modo per non consegnare l’ebraismo a un governo. 

Le azioni di Israele sono di Israele. Punto. Come ha detto Shapiro. 


 Roberto Buscetta.

... la sentenza Regeni ...

𝐋𝐚 𝐬𝐞𝐧𝐭𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐑𝐞𝐠𝐞𝐧𝐢 𝐜𝐢 𝐬𝐭𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐨𝐝𝐚 𝐢𝐧 𝐯𝐚𝐥𝐢𝐠𝐢𝐚, 𝐞 𝐚𝐥-𝐒𝐢𝐬𝐢 𝐡𝐚 𝐠𝐢𝐚̀ 𝐢𝐧𝐯𝐢𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐌𝐞𝐥𝐨𝐧𝐢 𝐚𝐥 𝐂𝐚𝐢𝐫𝐨 


Il #buongiorno di Giulio Cavalli 


Una sentenza non restituisce un figlio, è solo un alito dentro il dolore, eppure ieri sera a Roma ha rimesso in piedi la verità giudiziaria. La Corte d'Assise ha condannato a 10 anni tre ufficiali della National Security egiziana per il sequestro di Giulio Regeni, 3.890 giorni dopo il ritrovamento del suo corpo torturato. L'omicidio è caduto, il sequestro resta e porta la divisa di un altro Stato. Però il passato resta, conviene tenerlo sempre in tasca, con la mandria di chi su Giulio ha pasteggiato: Maurizio Gasparri (Forza Italia) che nel 2021 prestava la faccia a un documentario egiziano che dipingeva Regeni come pedina dei Fratelli musulmani, per insinuare su Cambridge e sulla Procura di Roma; il Giornale che nel 2017 annunciava "un'altra verità", quella di un ricercatore che sarebbe stato usato dagli 007 britannici. E c'è chi ad al-Sisi ha retto il vassoio: Antonio Tajani che nel 2023 tornava dal Cairo garantendo «nessuna reticenza da parte egiziana», mentre l'Egitto negava perfino gli indirizzi degli imputati, tanto che per processarli è servita la Consulta. E poi c'è il futuro, che da ieri è un obbligo: Palazzo Chigi, costituendosi parte civile, scrisse che quel crimine aveva colpito "la comunità nazionale", e adesso tocca al governo pretendere dal Cairo tre funzionari condannati per aver sequestrato un cittadino italiano. Cosa c'è di più sovranista? Lo sanno bene loro, che di nazione campano. A inizio settembre Tajani era da al-Sisi e l'invito per Giorgia Meloni per un altro amichevole incontro è già partito: una sentenza ci sta comoda in valigia, basta volerla portare.

... un furto con scasso!! ...

Mentre vi distraete con la solita propaganda da quattro soldi, nelle vostre tasche c’è un buco nero che si sta ingoiando mesi di lavoro. Si chiama drenaggio fiscale, ma potete tranquillamente chiamarlo per quello che è: un furto con scasso silenzioso autorizzato dallo Stato. La truffa è semplicissima. L’inflazione vi devasta la spesa ogni giorno, e appena prendete un aumento da fame per cercare di non affogare, scatta la trappola. Gli scaglioni dell’Irpef restano bloccati dove sono, la vostra busta paga sale solo sulla carta e lo Stato vi salta alla gola pretendendo un’aliquota più alta. Risultato? Pagate più tasse su soldi che valgono meno di prima. Un capolavoro di ingegneria finanziaria per spennarci. I numeri non mentono! Le proiezioni sulle stime della Banca d'Italia parlando chiaro: nei prossimi due anni ci sfilano tra gli 8 e i 13 miliardi di euro. Una stangata colossale che calerà come una scure principalmente sulle spalle dei lavoratori dipendenti, mentre ai pensionati passeranno a ritirare i restanti miliardi. Con una mano vi vendono la storiella della riduzione delle tasse, con l’altra vi prosciugano il conto corrente nel silenzio generale. Chi le tasse le ha sempre pagate fino all'ultimo centesimo si ritrova puntualmente a fare da bancomat per coprire i buchi di palazzo, senza uno straccio di protezione per il potere d'acquisto reale. Siamo al limite e la gente non ce la fa più. Guardate la busta paga di questo mese e fatemi sapere nei commenti quanti euro vi hanno già sfilato via senza dire una parola. 


Fabrizio Uda

lunedì 28 settembre 2026

... una Sinistra soffocata! ...

LA TENAGLIA PD-AVS BLOCCA L'ALTERNATIVA PROGRESSISTA DI SINISTRA 


C’è questa strana illusione. Questo continuo lamentarsi del fatto che in Italia la sinistra sia scomparsa, che non ci sia più un’alternativa, che manchi il coraggio. La gente si guarda intorno, si dispera, cerca un barlume di pensiero critico e vede solo il vuoto. Ma il problema non è che la sinistra non c’è. Il problema, molto più banale e tragico, è che lo spazio dove dovrebbe nascere è occupato. Chiuso per sovraffollamento di mestieranti della conservazione. Guardiamo le cose con un minimo di lucidità, senza la solita anestesia del meno peggio. Da una parte c’è il Partito Democratico. Cos’è diventato il Pd? L’amministrazione condominiale dello stato di fatto. Il partito della responsabilità, dove la responsabilità significa accettare qualsiasi diktat economico, qualsiasi precarietà lavorativa, qualsiasi logica di guerra, purché presentata con un tono garbato e una cravatta ben stirata. È la politica che ha smantellato le tutele dei lavoratori sventolando la bandiera del progresso, la sinistra che piace ai mercati, agli industriali e ai salotti che non hanno mai visto una fabbrica o una periferia. Un comitato di gestione che vive di una presunta superiorità morale, buono solo a ricordarti che loro sono quelli educati, mentre il paese reale sprofonda. A conferma di tutto questo c’è la figura della Schlein, dopo oltre tre anni di segreteria e’ la perfetta incarnazione di questo inganno. Un immobilismo calcolato, una paralisi infiocchettata da slogan vuoti per non scontentare nessuno. E quelle rare volte che si muove, cosa fa? Produce scelte ed elabora politiche che finiscono per essere perfettamente sovrapponibili a quelle del governo Meloni. Sull'atlantismo acritico, sulla linea di voto per l'invio continuativo di armi nei conflitti, sul sostegno all'incremento delle spese militari e sull'accettazione sostanziale dei vincoli di bilancio e dell'austerità europea, la convergenza con la destra è nei fatti. Si fa finta di litigare sui dettagli o sui diritti civili a costo zero, o sulla restituzione di alcuni diritti sul lavoro, per nascondere che sui grandi pilastri dell'economia, della geopolitica e della difesa la direzione di marcia è esattamente la stessa. Dall’altra parte c’è Alleanza Verdi e Sinistra. L’opposizione da passeggio, il reparto cosmetico per le coscienze inquiete. AVS è la valvola di sfogo perfetta del sistema: intercetta la rabbia, l’indignazione ecologista, il desiderio di giustizia sociale di chi non ce la fa più a mandare giù la minestra del Pd, e cosa fa? Confeziona quel dissenso, lo veste con un linguaggio radicale e poi lo riconsegna puntualmente, pacchetto regalo incluso, al tavolo delle alleanze con il Pd stesso. È il gioco delle parti: si fa la voce grossa nei comizi e poi ci si accontenta di due poltrone nel listone comune in nome dell’emergenza. Ed è qui che la trappola si chiude in modo perfetto e inconfutabile. Il Pd e AVS non sono la base su cui costruire un polo progressista: sono la diga che lo impedisce. Funzionano come una tenaglia. Il Pd stabilisce il confine dell’accettabile, cioè l’obbedienza alle logiche liberiste; AVS raccoglie chi vorrebbe uscire da quel confine e lo riporta dentro con la scusa del voto utile. È il ricatto permanente: vi dicono che bisogna fermare la destra, vi chiedono di turarvi il naso per la millesima volta, e intanto azzerano qualsiasi possibilità di far nascere un pensiero di classe, una vera redistribuzione della ricchezza, una vera alternativa di società. Se il monopolio dell’opposizione appartiene a chi gestisce l’esistente e a chi gli fa da spalla decorativa, una vera politica di sinistra non ha semplicemente lo spazio fisico per nascere. Verrà sempre soffocata sul nascere dall’accusa di dividere il fronte, dal calcolo elettorale, dalla miseria delle coalizioni. E parliamoci chiaro: chiunque non sia accecato dal fanatismo di partito, chiunque sia in buona fede e abbia l'onestà intellettuale di guardare in faccia e riconoscere decenni di errori, non può che convenire con la realtà di quello che c'è scritto qui. Non è una questione di sfortuna o di tempi difficili. È una certezza matematica: per piantare un albero nuovo non serve annaffiare le piante finte. Bisogna prima liberare il terreno da ciò che prosciuga l'aria e la terra. 

Il Pd e AVS non sono la casa della sinistra: sono il tappo che la soffoca. E badate bene, non sono un 5 stelle, sono un ex Pd ed un ex Sinistra Italiana.. e sono sempre di più in compagnia, sempre di più. 


 Mauro David.

AUGIAS, sempre grandissimo!! ...

Le cose sarebbero andate molto diversamente e l'Italia oggi sarebbe una GRANDE ITALIA se LA SINISTRA si fosse OPPOSTA CON TUTTE LE FORZE all'entrata in politica di un noto e ricchissimo imprenditore e che per giunta operava nel CAMPO TELEVISIVO! Ancor prima della sua discesa in campo già gli avevano concesso FAVORI e sostenuto con apposite leggi per espandere le sue reti televisive. Pensateci bene, ragionateci su! L'hanno fatto entrare a gamba tesa nelle istituzioni, gli hanno fatto mettere le mani in pasta negli interessi del paese, gli hanno aperto le porte ai segreti e agli interessi della nazione! Il CONFLITTO DI INTERESSI DA DECENNI GOVERNA INDISTURBATO! La coronazione fu IL PATTO DEL NAZARENO con il devoto renzi! E quando nacque il MOVIMENTO 5 STELLE le persone ONESTE di questo paese, le uniche che pagavano le tasse e che si comportavano correttamente da sempre, videro UNO SPIRAGLIO DI LUCE e DI SPERANZA! In effetti, NONOSTANTE AVESSERO TUTTI CONTRO, furono tantissimi, in poco tempo e con una pandemia mondiale da combattere, i provvedimenti che andarono in porto con l'unico scopo utile del BENE COMUNE e di un po' di GIUSTIZIA SOCIALE, ma non appena il Presidente del Consiglio rappresentante di quella forza politica, riuscì dopo giorni di lotte, a strappare oltre 209 miliardi all'Europa, TUTTI CONCORDI con il faccendiere renzi in testa DISARCIONARONO il nemico e SI APPROPRIARONO DELL'IRRESISTIBILE MALLOPPO. Poi si arriva alla terribile storia che adesso stiamo vivendo, ma non dobbiamo dare tutte le colpe alla sinistra. A VOTARE ANDIAMO o PEGGIO NON ANDIAMO "NOI" e che ancora non si sia imparato a discernere LE MELE MARCE da quelle SANE è STRAZIANTE, INQUIETANTE, IMBARAZZANTE, INCOMMENTABILE!

... fermare le guerre!! ...

PER FERMARE LE GUERRE BISOGNA ELEGGERE CHI NON LE VUOLE.... A PROPOSITO DI RIGORE MORALE, DISCIPLINA ED ONORE NEL RISPETTO DELLA COSTITUZIONE E DEI CITTADINI ELETTORI, CON " NOVA " LA RISPOSTA A CHI CONTINUA A DIRE CHE IL M5S NON HA UN PROGRAMMA: 

1) CANCELLARE LA GIUSTIZIA A DOPPIO BINARIO CON IL RIPRISTINO DELL'ABUSO D'UFFICIO; 

2) POTENZIAMENTO DELLE INTERCETTAZIONI; 

 3 ) FINALMENTE UNA LEGGE SUL CONFLITTI D'INTERESSI. 

4) RIPRISTINO DEI POTERI DI CONTROLLO ALLA CORTE DEI CONTI. 

5) GUERRA IN UCRAINA LA POSIZIONE DELLA BASE DEL MOVIMENTO 5 STELLE È CHIARA: NO SECCO AL RIARMO UE DA 800 MILIARDI A DEBITO ( SOLO IN PARTE SOVRAPPONIBILE AL 5 % DI PIL PER LA NATO), SIA ALL'INVIO DI ALTRE ARMI A KIEV. 


 Albertazzi Giuseppe.

domenica 27 settembre 2026

... i nuovi nazisti!! ...

Qualche giorno fa una sorta di nuovo Adolf Hitler ha parlato all’Assemblea generale dell’ONU vomitando violenza e menzogne con il consenso di gran parte delle delegazioni occidentali, quelle che straparlano di civiltà, di valori e di altre imposture. Col piglio di Goebbels che descrive la notte dei cristalli, Netanyahu si è pure cimentato con soddisfazione nel racconto di come la tecnologia israeliana ha sfigurato centinaia di libanesi inserendo dell’esplosivo nei cercapersona e colpendo così a casaccio, indiscriminatamente. Però da noi il problema è Francesca Albanese. Una presunta intellettuale ha pure affermato che la Albanese starebbe svuotando il significato della Shoah. Proprio così: non il terrorismo israeliano, non le vergognose politiche di occupazione, non la censura, non il disprezzo per ogni critica ricondotta all’antisemitismo, non Netanyahu ma Francesca Albanese. Che volete farci. La mia sensazione è che invece il primo ministro israeliano abbia ancora parecchie inibizioni se non si è vantato dello sterminio di donne e bambini a Gaza o dell’uso della fame e della sete come tortura, della distruzione degli ospedali, della riduzione in cenere di quel poco che resta dell’agricoltura, della pastorizia e del sostentamento di palestinesi e libanesi. Ma tranquilli, è solo questione di tempo. Quello che era incredibile solo pochi anni fa si sta realizzando. È lecito dunque ritenere che il peggio non sia ancora arrivato. Del resto non ci sono più anticorpi. L’esercito dei negazionisti dello sterminio a Gaza è enorme ed è ai posti di comando. Qualcuno di loro ogni tanto si lascia andare in qualche accusa al primo ministro Netanyahu, come se poi fosse il solo responsabile e non fosse complice gran parte del suo stesso paese. C’è poco da stupirsi. Fare di Netanyahu il cattivone solitario è solo una sporca mossa che i complici di Israele adottano per nascondere la propria camicia nera insieme al razzismo e all’attitudine alla menzogna di cui sono stracarichi i loro propositi politici. Si tratta di personaggi ignobili, gente che ha dato in pegno il cervello per poter finalmente esprimere il proprio suprematismo e sentitisi al contempo impuniti. Sono i razzisti di stato. Gente apparentemente ordinaria e presentabile, che svolge anche occupazioni privilegiate e che può esprimere finalmente tutto il proprio bisogno infantile di superiorità, riflesso moralistico di quel dominio dell’uomo sull’uomo alla base dello sfruttamento e dell’oppressione di classe. Anche per questo possiamo considerarli come i nuovi nazisti. 


 Paolo Desogus.

... il "non-programma del PD! ...

Prima il non-programma - di Marco Travaglio 

editoriale del 24 Set 2026 


Ieri, proprio nel giorno del nostro 17° compleanno, mi è capitato di scompisciarmi leggendo il Fatto. Cosa che di solito mi accade con i giornaloni. L’articolo è quello di Wanda Marra sulla caccia al tesoro in cerca del programma del Pd. Wanda ovviamente non c’entra, come sempre è stata brava: lo sghignazzo nasce dalle risposte che ha ricevuto dai piani alti del Pd, una via di mezzo fra una gag di Corrado Guzzanti e un film dei Monty Python. Il punto di partenza è il mantra della “testardamente unitaria” Elly Schlein ogni volta che le chiedono delle primarie: “Prima il programma e poi i nomi”. E la gente pensa: ammazza che volpe, questa avrà il programma in tasca e sfida gli altri partiti a darsene uno. Invece domenica i 5Stelle hanno votato il loro, mentre quello del Pd non risulta. Ma cos’è il genio? “È fantasia, intuizione, colpo d’occhio e velocità d’esecuzione” (Amici miei atto II). E al Nazareno i geni si sprecano. Quindi, alla domanda su dove sia il programma, o quando verrà deciso, votato e diffuso, rispondono così: “Il programma è l’intervento di Schlein alla Festa dell’Unità di Reggio Emilia e si trova sul sito del Pd”. Il che è vero: c’è il discorso di 110 minuti e c’è il testo in “versione integrale”, per collezionisti, consta di 11.551 parole e 72.714 caratteri. Brevi (si fa per dire) cenni sull’universo, una lunga lista di bei sogni, ma nulla che somigli vagamente a un programma: che richiede precisione, dati, cifre e coperture. Tant’è che ha fatto più notizia una frase netta e comprensibile di Virginia Libero. Anche perché non siamo la Cina, che segue piani ventennali e cinquantennali. In Italia è grasso che cola se hai cinque anni interi per fare dieci o venti cose. In 11.551 parole, “riarmo” ricorre una sola volta, per denunciare “la pericolosa corsa al riarmo nazionale di 27 eserciti ancora scoordinati tra loro”, peraltro decisa dalla Commissione Ue sostenuta dal Pd. Quindi, se è pericolosa, il Pd annullerà l’impegno preso anche col suo voto? Mistero. E il riarmo Nato al 5% del Pil (100 miliardi l’anno dal 2035)? Mai citato, anzi mai citata la Nato. E l’Ucraina? “Ha subìto un’aggressione criminale da Putin” e “non è accettabile che si riscrivano i confini con le armi”, non sia mai, ergo “chiediamo all’Ue un’iniziativa diplomatica e politica, che fin qui è mancata, per contribuire a una pace giusta, che non è la resa alle ragioni dell’aggressore”. E sia chiaro, “basta doppi standard insopportabili”: sanzioniamo pure Israele, anche se Gaza non è mai citata. E l’aggressione di Usa e Israele all’Iran? Nemmeno una parola, a parte l’esecrazione per “il brutale regime teocratico di Teheran”. Quindi lì i doppi standard insopportabili vanno benissimo. 

Anni fa Grillo inventò il non-statuto dei 5Stelle. Ora abbiamo il non-programma del Pd.

... un altro "riformista"!! ...

LA SINDROME DEL MARTIRE BORGHESE 


C’è una strana e antica abitudine in una certa sinistra di palazzo: per quarant’anni si sta seduti sulle stesse poltrone, si avallano i soliti compromessi, e poi, un mattino qualsiasi, ci si sveglia scoprendosi vergini e traditi. Emanuele Fiano si dice "politicamente espatriato" per il no del PD al DDL sull’antisemitismo. Dice che soffre, cita Auschwitz, evoca le grandi figure del passato. La lotta all’antisemitismo è un dovere sacro, che non si discute. Ma la recita di Fiano è un’altra cosa. La domanda da farsi è spietata: dov’è la linea che separa una ferita morale da un banalissimo calcolo politico? Perché quando un dirigente storico di quel partito si accorge di pensarla esattamente come la destra di governo della fiamma tricolore, e usa questa sintonia per fare la morale a tutti, non siamo di fronte a un dramma di coscienza. Siamo al solito, noiosissimo riflesso condizionato di una casta che scambia le proprie certezze per la libertà. Fiano accusa il PD di essersi piegato ai Cinque Stelle. Ma da che pulpito? Chi vota questo PD non sono certo io, che quella tessera l'ho lasciata tredici anni fa. Ma vedere chi per una vita ha alimentato quell'apparato oggi vestirsi da martire della purezza fa quasi sorridere. Il loro cosiddetto "riformismo" riscopre l’etica solo quando c’è da strizzare l'occhio a chi comanda e dare una mano alla maggioranza di turno. Sentirsi "espatriati" è l'alibi perfetto. Evita di guardarsi allo specchio e chiedersi come mai la propria visione sia così distante dalla realtà del paese e persino da chi ancora va a votare a sinistra. C’è un’eleganza del risentimento che è profondamente borghese: ci si rifugia nell’indignazione da salotto per non ammettere che ci si trova benissimo dalla parte del potere. L'antisemitismo si combatte con la cultura e la storia, non usandolo come grimaldello per giustificare l'ennesima convergenza a destra. Raccontare di soffrire per restare sempre dalla parte dei "giusti" è un vecchio trucco. 
Il problema è che, a forza di stare dalla parte dei giusti, si finisce sempre per stare dalla parte sbagliata. 


 Mauro David.

sabato 26 settembre 2026

... non ci sono parole!!! ...

Credo sia la prima volta nella storia che si rivendica all'ONU un atto di autentico terrorismo di stato, esibendo da spavaldo capomafia stragista quale costui è lo strumento utilizzato per uccidere, accecare, mutilare e sfigurare a vita migliaia di civili e bambini libanesi, con la perfidia di detonare simultaneamente migliaia di dispositivi apparentemente innocui. Pensate se la stessa identica operazione fosse stata realizzata dai servizi russi a Kiev, o da quelli iraniani a Tel Aviv. Immaginate migliaia di cellulari esplodere a Manhattan, o a Londra, o a Roma e Milano, mentre sono in mano a figli, mogli, sorelle, in auto in transito, dal barbiere, dal fruttivendolo, al supermercato, sullo scaffale della sala di attesa di un ospedale. E invece no. Non lo hanno fatto loro. Lo abbiamo fatto 'noi', i nostri alleati. Le nostre TV pubbliche, i nostri maggiori quotidiani, le aule parlamentari e gli scranni del Governo sono pieni di gente che applaude. 

Non trovo le parole. 
 Tutte le parole falliscono. 


 Luigi Daniele.