sabato 3 gennaio 2026

... il "Re" Petrolio! ...

Quando lo dicevo io venivo insultato, deriso, chiamato “comunista di m***a”. Oggi invece lo dice Trump stesso, senza più nemmeno fingere: “Saremo finalmente coinvolti nell’industria petrolifera venezuelana.” Ecco la verità, nuda e cruda. Altro che “democrazia”, altro che “libertà del popolo venezuelano”. Si è sempre trattato di petrolio. Del più grande bottino energetico del pianeta. Gli Stati Uniti — una superpotenza militare ed economica — pretendono di mettere le mani sulle risorse di un altro Paese sovrano, e c’è ancora chi ha il coraggio di chiamarlo “aiuto”, “transizione”, “intervento necessario”. No: questo è colonialismo moderno, è rapina geopolitica, è il solito copione riscritto mille volte. E fanno ancora più schifo tutti i governi che applaudono, che si accodano, che giustificano. Governi servi, senza dignità, pronti a chiudere gli occhi davanti al furto purché arrivi una briciola di vantaggio politico o economico. Gli stessi che parlano di diritto internazionale solo quando conviene. Gli stessi che gridano allo scandalo se lo fa un nemico, ma tacciono quando lo fa Washington. Il Venezuela non è “malato”: è ricco di petrolio, ed è questo il suo vero crimine. E Trump, con la sua solita brutalità, ha fatto quello che gli altri facevano in silenzio: ha detto la verità. 
A chi mi insultava, a chi rideva, a chi difendeva l’indifendibile: non servono più spiegazioni. Servirebbero solo delle SCUSE. 

Comitato di cittadini attivi e democratici in difesa della Costituzione 

Vincenzo San.

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