lunedì 12 gennaio 2026

... Viva Cuba!! ...

A Cuba c’è un embargo da oltre 60 anni, che ha messo in ginocchio la sua economia, che rende la vita impossibile alla sua popolazione, che ne soffoca i sogni. A Cuba, prima della rivoluzione, c’era un regime dittatoriale, che aveva trasformato l’Isola nella casa da gioco e nel bordello dorato dei vicini statunitensi. Non c’è petrolio né gas naturale, ma di certo il problema per Donald Trump non è la democrazia, come non lo è in Venezuela, in Iran, in Colombia, in Messico, in Groenlandia o in Palestina. Il problema è che hanno osato sfidare il padrone e che hanno osato resistergli, che li hanno respinti quando hanno provato a invaderli a Playa Giron, che sono sopravvissuti agli attacchi terroristici negli anni ‘90, al blocco economico, ai cento attentati ai suoi leader, alla propaganda, all’impossibilità di commerciare. Ci raccontano che la popolazione cubana vive male perché c’è un regime e perché c’è carenza di beni di prima necessità. Vorremmo ben vedere voi, nelle medesime condizioni. A Cuba gli americani hanno tolto tutto: medicinali, petrolio, cibo, flussi finanziari. E sono decenni che ci raccontano che è colpa del comunismo, mica loro. Il problema di Cuba, per gli Usa, è sempre stata la dignità, l’orgoglio, l’indipendenza, la testardaggine di andare avanti nonostante decenni di ingiustizia e assedi. Il problema degli Usa è che hanno continuato a mettere i pochi soldi sulla sanità, sull’istruzione pubblica, sul recupero dei centri storici, sulle tessere mensili con cui hanno provato per decenni a redistribuire il poco che avevano. Mentre gli altri, quelli fautori di uno strano concetto di democrazia, ospitavano e coccolavano gli esuli, le organizzazioni malavitose e terroristiche pronte a far cadere Castro e a ricostruire bordelli, casinò e centrali dello spaccio. Quel coraggio i cubani lo stanno pagando sulla loro pelle. Ma quando la canea dei tifosi del satrapo americano inizierà ad abbaiare contro il comunismo caraibico ricordatevi la Storia, rimettete insieme i pezzi, non chinate la testa e non abbandonate quello Stato in miniatura che, con tutte le sue contraddizioni e gli errori che tutti fanno, è stata sogno di rivoluzione, movimento di liberazione, esempio di resistenza. 
 Non rinnegate Davide, che ha osato combattere Golia. 
 Viva Cuba! 

Michele Piras.

Nessun commento:

Posta un commento