giovedรฌ 28 maggio 2026

... Vergogna infinita!! ...

๐‹๐จ ๐ฌ๐œ๐ซ๐š๐ง๐ง๐จ ๐๐ข ๐Œ๐š๐ญ๐ญ๐ž๐จ๐ญ๐ญ๐ข ๐ฏ๐ฎ๐จ๐ญ๐จ ๐ฉ๐ž๐ซ ๐ฅ๐ž๐ ๐ ๐ž, ๐ข ๐›๐š๐ง๐œ๐ก๐ข ๐๐ž๐ฅ๐ฅ๐š ๐๐ž๐ฌ๐ญ๐ซ๐š ๐ฏ๐ฎ๐จ๐ญ๐ข ๐ฉ๐ž๐ซ ๐ฌ๐œ๐ž๐ฅ๐ญ๐š 


Il #buongiorno di Giulio Cavalli 


 Lo scranno 14, quarta fila a sinistra dell'emiciclo di Montecitorio, da ieri ha una targa di metallo: "Da questo banco il deputato socialista Giacomo Matteotti pronunciรฒ lo storico discorso del 30 maggio 1924, in difesa del libero Parlamento e contro le intimidazioni e le violenze fasciste che gli sarebbe costato la vita." Quel seggio resta lรฌ, vuoto per sempre. Intorno, durante la cerimonia, i banchi della destra di Fratelli d'Italia erano semivuoti. L'ha fotografato l'Ansa, l'ha denunciato su X Arturo Scotto (Pd). L'episodio si legge meglio in serie. Il 30 maggio 2024, centenario, Il Foglio titolava "In Aula molto Pd e poco FdI" e Giorgia Meloni mandรฒ un comunicato a cerimonia in corso: Matteotti "ucciso da squadristi fascisti per le sue idee". Mussolini mandante, scomparso. La parola antifascismo, scomparsa. Due anni dopo, stessa configurazione fisica, stesso silenzio politico. Da parte sua la replica del partito, filtrata anonima all'Ansa, suona rivendicativa: "Da adesso anche noi inizieremo a guardare le presenze in Aula della sinistra e ci sarร  da divertirsi". Un applauso si nega, una conta si promette. In mezzo, due targhe divelte. Riano, 18 giugno 2024, "W fascio" sulla stele e sulla corona di Mattarella. Lungotevere Arnaldo da Brescia, 21 luglio 2025, distrutta la lapide con la frase attribuita a Matteotti: "Uccidete me, ma l'idea che รจ in me non l'ucciderete mai." Le targhe a Matteotti, da due anni, vengono colpite o disertate. Lo scranno 14 resta vuoto per delibera, accolta all'unanimitร  su proposta di Devis Dori (Avs). I banchi di FdI ieri erano vuoti per scelta. Due vuoti diversi: uno รจ memoria che parla, l'altro รจ la maggioranza che tace nel momento in cui la memoria parla.

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