venerdì 1 maggio 2026

... sul Fascio non si può! ...

Ieri, durante la conferenza stampa di Giorgia Meloni sul tanto sbandierato “piano casa”, quello con dentro anche la stretta sugli sgomberi più veloci e “garantiti”, a un certo punto è successa una cosa interessante. 
Un giornalista, evidentemente più coraggioso della media, ha fatto la domanda che tutti stavano pensando ma pochi osano dire ad alta voce: 
“Quindi, presidente, possiamo aspettarci lo sgombero di CasaPound?” 

Silenzio. O meglio: risposta. 
Meloni non ha detto sì. 
Non ha detto no. 
Non ha detto quando. 

Ha fatto quello che in politica riesce benissimo: ha risposto senza rispondere. 
Ha parlato di legalità, di principi generali, di norme che valgono per tutti… senza mai arrivare al punto. Tradotto: sgomberi rapidi, certi, inflessibili, ma sugli indirizzi più scomodi, la certezza evapora. 

Curioso, no? Quando si tratta di stringere, lo Stato deve essere veloce. 
Quando si tratta di quel palazzo a Roma, invece, improvvisamente il tempo si dilata. 

Due pesi e due misure? No, no. Sarà sicuramente un caso.

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