sabato 30 maggio 2026

... il crimine d'Israele! ...

Il crimine dei crimini Ieri ho pubblicato sul mio profilo un lungo articolo, uscito su Left, che prova a fare il punto sul procedimento in corso davanti alla Corte internazionale di giustizia tra Sudafrica e Israele. Al centro c’è l’accusa di genocidio e l’eventuale violazione della Convenzione ONU del 1948. Un tema complesso, che offre materia per ragionamenti giuridici capaci di affascinare chi continua a vedere nel diritto internazionale uno strumento per comprendere e, forse, governare i conflitti del mondo. La realtà, tuttavia, è sempre più ostinata delle categorie giuridiche. In una lunga intervista pubblicata oggi su L’Unità, Anna Foa sostiene che Israele sia ormai prigioniero del sionismo, un’ideologia che, a suo giudizio, entra in tensione con i principi della democrazia liberale. Richiama le limitazioni alla partecipazione politica dei partiti arabi e descrive una società attraversata da paure, pulsioni suprematiste e derive che stanno erodendo i fondamenti democratici dello Stato. Per quel che vale, e anche alla luce di esperienze ormai lontane nel tempo, credo che questa fotografia colga aspetti reali della situazione. Non so se ciò che sta accadendo a Gaza sia genocidio. Non so se si tratti di genocidio, di atti genocidari o di altro ancora; se le responsabilità siano individuali, statali o entrambe le cose. E, a dire il vero, mi interessa relativamente attribuire un nome giuridico alla morte, alla distruzione e alla sofferenza. Le qualificazioni giuridiche sono importanti; le vite umane lo sono di più. Il 17 giugno, alle ore 17 (non è un venerdì, peccato: sarebbe stato perfetto), presenterò insieme ad amiche e amici il mio libro sul genocidio alle Oblate. Parleremo probabilmente anche di questo, e sarà soprattutto un’occasione di confronto. 


 Massimo Lensi.

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