martedì 26 maggio 2026

... un NO prestato!! ...

𝐈𝐥 𝐍𝐨 𝐝𝐢 𝐦𝐚𝐫𝐳𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐞𝐫𝐚 𝐮𝐧𝐚 𝐜𝐚𝐦𝐛𝐢𝐚𝐥𝐞: 𝐚 𝐕𝐞𝐧𝐞𝐳𝐢𝐚 𝐢𝐥 𝐜𝐚𝐦𝐩𝐨 𝐥𝐚𝐫𝐠𝐨 𝐬𝐢 𝐬𝐯𝐞𝐠𝐥𝐢𝐚 


Il #buongiorno di Giulio Cavalli 

 A Venezia ha vinto Simone Venturini al primo turno, oltre il 50%, undici anni dopo l'arrivo di Brugnaro a Ca' Farsetti. Andrea Martella si è fermato sotto il 40%, quando Bidimedia e Tecnè lo davano avanti di sei punti. Tredici punti di scarto contro un vantaggio atteso: la fotografia di un'illusione costata cara. Due mesi fa, il 23 marzo, era stata Elly Schlein a dichiarare dal Nazareno che «c'è già una maggioranza alternativa al governo». Il No alla riforma Nordio aveva incassato il 53,7% con un'affluenza del 58,9%, quindici milioni di voti contro la separazione delle carriere. Conte aveva rilanciato le primarie del campo largo. Sembrava un trionfo capace di riempire da solo i mesi successivi. Solo che quei quindici milioni non erano un elettorato. Erano una somma: magistrati e accademici, ex astenuti rientrati, giovani in cabina per la prima volta. Una mobilitazione di merito su un contenuto costituzionale, dove il 31% del No invocava il contrasto a Meloni e il 39% parlava di sorteggio del CSM. Trasformarla in capitale di coalizione era operazione contabile, mai politica. L'affluenza di ieri lo ha detto meglio di ogni commento: 60,06% complessivo, cinque punti in meno della tornata precedente. A Venezia 55,87%, sei punti sotto il 2020. L'onda referendaria non si è trasferita: ieri si è dispersa un bel po'. Per battere Meloni non basta opporsi. Bisogna costruire un campo proprio, con proposte e identità. Altro che facce da primarie. Il centrosinistra ha incassato troppo presto un voto prestato, non regalato. Resta da capire se saprà restituirlo in proposta o se vorrà rivendicarlo ancora. Di tempo ce n'è, ora bisogna scoprire se c'è anche la voglia e le capacità.

Nessun commento:

Posta un commento