Gen. Paolo Capitini
mercoledì 6 maggio 2026
... trovo ributtante! ...
So bene che tutto questo non serve a nulla e che le cose continueranno ad andare come devono andare, cioè male. Tuttavia, non so se voi condividete con me il fastidioso disagio e la sensazione di rabbia impotente che provo ogni qual volta giungono immagini sull’orgia di rabbiosa violenza che lo Stato ebraico e il suo governo da oltre due anni stanno perpetrando ai danni di quanti, verosimilmente, ritengono essere i nuovi “untermenschen”. L’esercito che si autodefinisce “il più morale del mondo” invade, occupa, distrugge, perseguita in nome del suo diritto di esistere, negando ad altri quello di vivere. Accanto a quelli in uniforme altri e non pochi cittadini di etnia e religione ebraica (entrambe le definizioni sono sottolineate proprio da quel governo) sono lasciati liberi di uccidere, devastare e rapinare altri uomini da essi stessi ritenuti appartenenti ad un’etnia inferiore o che professano un credo blasfemo.
Trovo ributtante spintonare una suora e, una volta a terra, tornare indietro e prenderla a calci. Trovo ributtante picchiare e dileggiare per la via religiosi cristiani. Trovo ributtante radere al suolo interi villaggi in un paese straniero e sovrano. Trovo ributtante sparare sulle ambulanze, falciare gente disarmata che si arrende e costringere più di un milione di persone a sopravvivere tra topi e fame, negando anche la pietà di cercare e seppellire i propri morti. Trovo ributtante che un ministro di quel governo auspichi che in Libano rimanga in piedi qualche villaggio in modo che il proprio figlio possa, a tempo debito, divertirsi a distruggerli e ad uccidere altri esseri umani deprivandoli di ogni speranza. Trovo ributtante che un altro ministro si batta per portare un popolo “all’età della pietra”. Trovo ributtante che un terzo ministro festeggi il proprio compleanno con una torta dove al posto degli auguri la gentile consorte ha fatto disporre una forca di zucchero per ringraziarlo di aver fatto approvare una legge sulla pena di morte per i non appartenenti al popolo eletto. Trovo ributtante far vivere milioni di persone nella paura e continuare a sostenere che lo si faccia anche per me, per salvaguardare la mia civiltà e i valori della democrazia. Ma chi ve ne ha dato il diritto? Chi vi ha autorizzato a parlare anche in mio nome?
Per questo trovo ancora più ributtante che il mio paese, il mio governo, il mio parlamento e quelli dell’Unione di cui facciamo parte accettino ancora di avere qualsiasi forma di relazione e collaborazione con questo stato palesemente volto al male. Lasciarli andare per la loro strada non è conveniente? Non è opportuno? Pazienza, ma questo silenzio che avvolge il loro agire ci rende complici e questo si che non è né conveniente, né opportuno.
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