sabato 2 maggio 2026

... 1° Maggio down!! ...

Il concertone del 1° Maggio a Roma è stato un fallimento. 

Uno spreco disumano, un'occasione persa. E non parlo di share, di numeri o di presenze, ma chi se ne frega di share, di numeri e presenze. 
Parlo del paniere di simboli che questo evento dovrebbe veicolare, specialmente verso le nuove generazioni. Il Primo Maggio è, o dovrebbe essere, tutela del lavoro, speranza in una tassazione equa, denuncia dei morti bianche, delle donne disoccupate e delle madri costrette a rinunciare alla carriera dopo il primo figlio. Sono "pipponi"? Forse per qualcuno sì. Ma questi "pipponi" sono i nostri diritti. Se accettiamo l'idea che discutere di diritti equivalga a annoiare il pubblico, stiamo spianando la strada al totalitarismo di domani. Il disinteresse verso la politica diventerà così profondo che in futuro potremmo ritrovarci a cedere volentieri il nostro potere a chiunque millanti di "saperne più di noi", senza neppure accorgercene! Partecipare al concertone e parlare di pipponi riferendosi ai diritti è una stronzata. E quando a guardarti dire qiesta roba sono milioni di giovani, è una stronzata e pure pericolosa. Così come lo è, la scelta di evitare termini come "partigiano" preferendo un generico "essere umano" perché considerato "divisivo". Attenzione anche qui, perchè è una strategia pericolosa. È il trionfo dell'equidistanza sulla posizione. È il tentativo di spegnere la coscienza critica in favore di una narrazione neutra che non disturba nessuno, ma che non costruisce nulla. Quando sul palco del lavoro si comincia a non voler disturbare, a dare spazio alla metrica dei follower e al successo commerciale, il messaggio che passa è che il valore di una persona risieda nella sua commerciabilità, non più nella sua dignità di lavoratore o cittadino. 
Noi invece non dobbiamo mai smettere di avere una coscienza politica. Non dobbiamo smettere mai di dare fastidio. 

 Lucia Coluccia.

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