Quello che avrebbe dovuto fare la sedicente sovranista Giorgia Meloni verso una sua cittadina coraggiosa, lo ha fatto ancora una volta Sánchez.
Con parole che inorgogliscono solo chi è spagnolo:
“La Spagna non tace e non guarda dall’altra parte. Siamo davanti a un momento decisivo per il diritto internazionale.
Da mesi vengono imposte sanzioni contro giudici e procuratori della Corte Penale Internazionale e contro la relatrice speciale delle Nazioni Unite per la Palestina, Francesca Albanese.
Sanzioni per aver svolto il proprio dovere. Sanzioni per aver difeso il diritto internazionale di fronte al genocidio a Gaza. Sono misure dalle conseguenze molto concrete: conti bloccati, restrizioni alla libertà di movimento, isolamento professionale. In altre parole: impedire che svolgano il loro lavoro in modo indipendente.
L’Unione Europea deve smettere di restare a braccia conserte davanti a questa persecuzione. Per questo, oggi, chiediamo alla Commissione Europea di attivare lo Statuto di Blocco, affinché queste misure abusive non abbiano effetto in Europa.
Va fermata ogni minaccia contro chi combatte le atrocità che si stanno commettendo in Palestina. Mentre alcuni tentano di demolire con la forza l’ordine internazionale, la Spagna continuerà a difendere i diritti umani e le persone e le istituzioni che lavorano perché siano rispettati”.
Menomale che oggi, in questo mondo che rotola al contrario, esiste uno statista del calibro e dello spessore umano e politico di Pedro Sánchez.
Lorenzo Tosa

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