domenica 10 maggio 2026

... ancora D'Aversa, o no? ...

La gente si affeziona in fretta, specialmente quando non hai nulla a cui aggrapparti. Bastano due parole giuste in conferenza, qualche partita sporca tirata fuori con dignità, un gruppo che corre un pochino più del solito, ed ecco che allenatore, tifosi e giocatori si stringono come reduci sotto la stessa pioggia. Così oggi molti vogliono D’Aversa ancora sulla panchina della Cairese per la prossima stagione, e forse lo vogliono davvero. Per riconoscenza, per paura di ricominciare, perché nel calcio la mediocrità rassicura più del salto nel vuoto. Ma la verità è che la sua conferma sarebbe soprattutto la miglior garanzia per Cairo. Perché D’Aversa, se resta, si accontenterà delle briciole. Non farà guerre pubbliche, non pretenderà rivoluzioni, non spaccherà i tavoli. Lavorerà con quello che passa la casa e proverà pure a dire grazie. Lo ha già fatto solo poche settimane fa quando ha dichiarato che Cairo è un “valore aggiunto” perché resta accanto alla squadra. D’altra parte arriva da una serie di situazioni una più disperata dell’altra: salvare questa banda di falliti per lui era quasi l’ultima spiaggia. Ci è riuscito: bravo lui, ci mancherebbe. Ma c’è un dettaglio che molti fingono di non vedere: se Cairo avesse davvero voluto confermare D’Aversa, lo avrebbe già fatto. Invece non è convinto, per niente. Per mille motivi, giusti o sbagliati che siano. Cerca altro, si guarda in giro, annusa disponibilità da parte di terzi. Ed allora, qual’ ora lo confermasse, mister braccino corto avrebbe il capolavoro perfetto: spendere poco, rischiare meno ed avere già pronto il parafulmine. Perché alla prima sconfitta pesante, al primo accenno di fondo classifica, al primo impantanamento nel fango dei pareggi inutili, potrà alzare le spalle e dire: “Lo avete voluto voi”. 
E la cosa peggiore è che avrebbe pure drammaticamente ragione. 
Perché alla fine deve decidere lui. 
Non i tifosi. 
Non i giocatori. 
Lui. 
Da più di vent’anni quest’aborto targato mandrogne è roba sua. Oneri ed onori compresi. 
Gli oneri finge di non sapere cosa siano, gli onori non arrivano mai. 
Ma allora anche gli errori devono essere suoi fino in fondo. 
Se sbaglia, devono essere cazzi suoi, non nostri. 
Abbiamo già fin troppi sagrin: non accolliamocene altri. 


 Ernesto Bronzelli.

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