Lorenzo Tosa.
martedì 26 maggio 2026
... numeri non opinioni! ...
Da ieri la destra meloniana decanta e declama una presunta grande vittoria alle amministrative.
Addirittura la Presidente del Consiglio in persona esulta tronfia e boriosa: “E anche oggi crolliamo domani”.
E uno a quel punto si aspetta: ohibò, chissà che vittoria schiacciante, chissà che debacle a sinistra.
Solo che io ho questo vizio: guardare i fatti, i numeri, la realtà.
E la realtà dice che, dei 18 comuni capoluoghi al voto, il centrosinistra (o campo largo, chiamatelo come volete) ne ha conquistati ben 6, ovvero 1/3 del totale.
Di cui 2 strappati alla destra: Pistoia col Verde Giovanni Capecchi e Avellino.
A cui si aggiungono i quattro confermati: Prato, Mantova, Andria ed Enna.
E sarebbero stati 7 se Vincenzo De Luca non avesse testardamente deciso di andare da solo.
E la destra?
Ne ha presi esattamente la metà (di cui due, va detto, Città Metropolitane): Venezia, Crotone e Reggio Calabria, ma solo quest’ultima ha visto un ribaltone, peraltro largamente prevedibile alla vigilia.
Risultato finale: 6-3 per il centrosinistra.
Il resto è diviso tra civici e ballottaggi.
E allora? Dov’è questa fantomatica grande affermazione della destra?
Semplicemente non esiste. È inventata di sana pianta, una bugia raccontata talmente tanto - e ripetuta da abbastanza giornali - da trasformarsi in verità.
È il miglior risultato possibile? Assolutamente no.
Certo, poteva andare ancora meglio, soprattutto a Venezia, e non c’è stato l’auspicato “effetto Referendum”, ma il campo largo nel complesso tiene, il Partito Democratico è quasi ovunque primo partito e il centrosinistra doppia la destra-destra (contenti loro…)
Non sono opinioni.
Sono numeri. È la realtà.
E va raccontata tutta, sino in fondo.
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