Il #buongiorno di Giulio Cavalli
Il ministro della Giustizia porta in tribunale l'emittente del proprio alleato di governo. La vicenda che genera la mossa - la grazia a Nicole Minetti, la puntata di Cartabianca, le scuse di Ranucci e il silenzio di Berlinguer - รจ giร nota. Quello che vale capire รจ altro: perchรฉ il bersaglio รจ Mediaset e non Sigfrido Ranucci.
Ranucci si era scusato. Bianca Berlinguer no. Fin qui la cronaca. Solo che Berlinguer non lavora per una televisione qualsiasi: Mediaset รจ la rete di Piersilvio Berlusconi e Marina Berlusconi, eredi diretti di Silvio Berlusconi, fondatore del partito alleato che siede nel governo. Colpire Mediaset significa mandare un messaggio alla famiglia che controlla Forza Italia, che ha i voti che tengono in piedi l'esecutivo. Secondo Il Fatto Quotidiano, gli uffici del ministero hanno trattato con alti dirigenti di Mediaset, a loro volta in contatto con Piersilvio, nelle ore prima dell'annuncio. La causa era preceduta da una trattativa. Il messaggio era giร scritto: le scuse si chiedono, e se non arrivano si va in tribunale.
Lo scontro tra Meloni e i Berlusconi covava da tempo. Il caso Minetti ha incrinato qualcosa: Mediaset aveva ospitato Ranucci, Meloni aveva parlato di «spettacolo indegno», FdI aveva ricevuto indicazione di disertare le trasmissioni del Biscione. Nordio ha premuto sul nervo che c'era giร .
La sede civile, dove basta il danno all'immagine, รจ scelta con cura. Il risarcimento andrร in beneficenza: il gesto รจ sobrio, il messaggio no.
Dentro la coalizione, le scuse non sono un atto di cortesia. Sono una dichiarazione di fedeltร .

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