mercoledì 6 maggio 2026

... Valditara delira! ...

Valditara nell’ultima delirante intervista rilasciata a Libero attacca “gli antifa”, sostenendo che sono “intolleranti come lo erano i comunisti". E poi parla di incompatibilità tra chi in questi mesi ha animato le piazze italiane contro il genocidio in Palestina e quelle del 25 aprile o del 1° maggio con la nostra costituzione. Ovviamente si tratta dell’ennesimo tentativo di revisionismo storico. Valditara non soltanto sa benissimo che in Italia i comunisti hanno partecipato alla Resistenza e scritto quella Costituzione che il suo governo vorrebbe stravolgere. Ma sa anche che i movimenti attuali vivono di esperienze e riflessioni che in larga misura travalicano le esperienze e le sconfitte del Novecento. Quello che si vuole attaccare con questa propaganda - e, soprattutto, bloccare coi decreti sicurezza - è una grande massa di persone che finalmente ha deciso di rimettere in discussione un ordine sociale fondato sul privilegio, sulla diseguaglianza, sulla progressiva cancellazione dei diritti faticosamente conquistati. Si usano i fatti del passato come spettri per distrarre le persone da una vita sempre più precaria, da un’inflazione devastante, dal collasso dei servizi pubblici. In questo quadro arriviamo all’assurdo di evocare le morti di Gobetti, Matteotti e Rosselli come strumento per attaccare l’antifascismo contemporaneo. Gobetti morì nel 1926 in esilio a Parigi per le conseguenze delle percosse dei fascisti; Matteotti fu rapito e assassinato nel 1924 da una squadraccia legata al regime dopo aver denunciato in Parlamento le violenze e i brogli elettorali; Rosselli venne ucciso nel 1937 in Francia da sicari legati a gruppi dell’estrema destra francese in collegamento con l’apparato fascista italiano. 

 La verità è che se Gobetti, Matteotti e Rosselli fossero qui sarebbero a lottare contro gli eredi politici di quelli che li hanno ammazzati, contro questo governo e le sue politiche liberticide e classiste.

Nessun commento:

Posta un commento