venerdì 29 maggio 2026

... indecenti!!! ...

In un gruppo WhatsApp, chiamato "Congresso FdI", dirigenti territoriali e candidati di Fratelli d’Italia si scambiano messaggi antisemiti senza alcun imbarazzo. Cristian Zanetti, ex candidato alla presidenza provinciale di FdI in Trentino e oggi nel coordinamento locale del partito, scrive: “Peggio degli ebrei non so cosa possa esserci”. Sotto quella frase arrivano altre risposte dello stesso tono: Antonio Manara parla dei “leccaculo dei giudei”, mentre Silvia Farci, candidata del partito alle comunali, rincara la dose. Parliamo di persone che hanno ricoperto ruoli politici, che siedono nei coordinamenti provinciali, che si sono candidate nelle liste del partito della presidente del Consiglio. Davanti a tutto questo, la signora M non apre bocca. La premier che ogni 27 gennaio compare puntuale con il post sulla Shoah, che stringe la mano ai rappresentanti della comunità ebraica nelle foto ufficiali, cosa ha da dire mentre i suoi dirigenti si scambiavano quei messaggi? Il suo partito ha provato a cavarsela dicendo che quel gruppo non gli apparteneva. Ma il nome del gruppo richiama esplicitamente il partito, gli autori dei messaggi sono organici al partito. E poi è arrivato il capolavoro: il problema, secondo loro, non sarebbero i messaggi antisemiti ma chi li ha resi pubblici. Come sempre, quando il contenuto è indifendibile, si prova ad attaccare il metodo. E infatti Zanetti, nel giro di poche ore, è passato dal dire che gli screenshot fossero “falsi” al sostenere che le frasi fossero “decontestualizzate”. 

Qualcuno dovrebbe spiegargli che certe parole non hanno un contesto che le renda accettabili. 

Se messaggi identici fossero emersi da una chat di attivisti dell'opposizione, qualcuno starebbe ancora minimizzando? 


(Fonti: Domani, Rai News, Fanpage)

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