Gira un’aria strana nel centrosinistra. Per battere quella che viene definita l'“Armata Brancameloni”, qualcuno nel cosiddetto campo largo sta accarezzando di nuovo l’idea di imbarcare Matteo Renzi. L'obiettivo? Qualche voto in più per vincere le elezioni. Il risultato garantito? Consegnare le chiavi del futuro governo a un "Demolition Man" seriale.
C'è una celebre favola che spiega tutto: quella della rana e dello scorpione. La rana si fida, lo carica sulle spalle per traghettarlo dall'altra parte del fiume, e a metà strada lo scorpione la punge condannandoli entrambi alla fine. "Perché lo hai fatto?", chiede la rana morente. "Perché è la mia natura", risponde lui.
Ecco, snoccioliamo punto per punto qual è la "natura" politica ed economica di Matteo Renzi e cosa succederebbe il giorno dopo il voto.
1. Il curriculum del distruttore (Cosa ha già fatto)
Chi pensa che Renzi sia un alleato affidabile soffre di amnesia selettiva. Negli anni ha scientificamente demolito:
• Il governo Letta (dopo il famoso "Enrico stai sereno").
• Il suo stesso governo e la segreteria del PD.
• Il governo Conte II, aprendo la strada a Draghi e, di riflesso, spianando l'autostrada elettorale a Giorgia Meloni.
• Le alleanze con i suoi stessi alleati di centro (Calenda e Bonino).
• La Costituzione e la legge elettorale (salvate solo dai cittadini e dalla Consulta).
2. Il ricatto programmatico (Cosa farebbe al governo)
Proviamo a immaginare il centrosinistra al governo con Renzi dentro. Il giorno dopo il giuramento inizierebbe il logoramento quotidiano fatto di trappole, imboscate parlamentari e minacce di crisi. Su cosa si metterebbe di traverso? Praticamente su ogni misura progressista:
• No al salario minimo e al reddito di cittadinanza.
• No alla tassa sugli extraprofitti delle banche, delle multinazionali delle armi (Big Arma) e del farmaco (Big Pharma).
• No alle tasse green, ai patrimoniali sui grandi patrimoni e alle norme serie anti-evasione.
• Sì al riarmo UE-NATO, alle grandi opere inutili (come il Ponte sullo Stretto) a discapito della sanità e della scuola pubblica.
In poche parole: bloccherebbe l'agenda sociale per cercare sponde a destra, magari bussando alla porta di Marina Berlusconi per un nuovo "Patto del Nazareno" in salsa ereditaria, chiedendo rimpasti continui in nome di un fantomatico "equilibrio al centro".
3. L'errore di fondo: Politico o Affarista?
Il vero cortocircuito di chi a sinistra vuole dialogare con lui sta nel considerarlo ancora un attore politico tradizionale. La realtà, guardando i fatti, è un'altra. Parliamo di un uomo saldamente inserito in una fitta rete di interessi privati globali:
• Consulente per il Tony Blair Institute.
• Inserito in società israeliane di criptovalute.
• Già nel board dell'azienda italo-russa di car sharing.
• Membro del board saudita del fondo di Bin Salman.
Parliamo di un lobbista internazionale prestato al Parlamento italiano. Come si può pensare di costruire un programma di riscatto sociale, di difesa dei beni pubblici e di transizione ecologica con chi risponde a logiche che con il bene pubblico italiano non hanno nulla a che fare?
In conclusione: Regalare posti in lista a Italia Viva significa fare da taxi gratuito a chi ha come unico obiettivo politico il proprio posizionamento e il logoramento degli alleati. Se il PD e il Movimento 5 Stelle decideranno di caricarsi lo scorpione sulla schiena, non potranno poi lamentarsi del veleno. La rana è avvisata.
Raffaele De Santis.

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