venerdì 19 dicembre 2025

... Paolo Soglia ...

IL PUTSCH TEDESCO 

L'asse Von der Leyen / Merz ha tentato il putsch in Europa, ma è stato sconfitto. La battaglia si giocava sul sequestro e l'utilizzo per la prosecuzione della guerra dei 240 miliardi di asset russi congelati nelle banche europee, principalmente in Belgio. L'obiettivo dichiarato era quello di far fallire il piano di pace americano, prolungare la guerra in Ucraina per quanto più tempo possibile dando modo alla Germania di riconvertire la sua economia in economia di guerra. La Germania infatti è in crisi profonda: privata dell'energia a basso costo e con il settore auto in caduta libera. È in crescita zero e si preannunciano tempi cupi: proprio l'altro giorno il presidente degli industriali ha lanciato un allarme prefigurando un quadro da incubo. Sono previsti a breve tre milioni di disoccupati, ed è una crisi che non è congiunturale ma sistemica in quanto investe il modello di sviluppo tedesco costruito negli ultimi 60 anni. La soluzione sarebbe dunque trasformare l'Economia industriale civile in economia di guerra (piano Draghi). La Germania punta a ricostruire in 5 anni il più forte esercito europeo, dotandosi delle armi più sofisticate. Col cambio della Costituzione che limitava le capacità militari tedesche nulla è ora precluso alla Germania, nemmeno la costruzione di ordigni nucleari. Ma cosa succede quando la Germania va in crisi economica e si riarma? A voi la risposta, memori delle ultime due guerre mondiali. Il putsch tedesco ha subito ieri una battuta d'arresto con la sconfitta sull'utilizzo degli asset russi congelati: una rapina a mano armata, un'operazione illegale, che ha visto l'opposizione netta del Belgio e sottotraccia di molto altri paesi. La rinuncia e il dover ripiegare sul nuovo indebitamento per proseguire la guerra lacera comunque la UE, mai così divisa: Ungheria, Repubblica Ceka e Slovacchia sono apertamente filo russi, l'Italia guida il fronte trumpiano, mentre in Francia cova sotto le ceneri la preoccupazione per il riarmo tedesco e la possibilità di perdere lo status di unica potenza nucleare dell'Unione. Si va avanti divisi, deboli, senza una minima strategia per la risoluzione del conflitto in Ucraina, solo con l'idea di prolungarlo il più possibile. Per ottenere cosa? Non si sa. Intanto però il mondo viaggia a tutt'altra velocità: Trump sta lavorando per sostituire il G7 con un nuovo G5 ribattezzato Core Five. Partecipanti: Stati Uniti, Russia, Cina, India e Giappone. Bie bie Europe: benvenuti nel nuovo mondo multipolare. 
Gli altri si muovono veloci mentre i nostri governanti lavorano alacremente per scavarci la fossa.

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