lunedì 22 dicembre 2025
... qualche altro dato ...
Ieri ripensavo alla stronzata detta da Salvini a proposito dei “Russi che hanno sconfitto Napoleone, Hitl3r” e compagnia cantante, probabilmente detta solo per attirare le attenzioni di “Barbie Vodka e cetriolini” (nota al grande pubblico come Maria Zakharova).
Ora, a questo proposito la prima domanda da farsi è: perché penso a quello che dice Salvini? Immagino che sia a causa della mia enorme passione per il trash: al pari di una vasta selezione di film orribili che comprendono capisaldi come Samurai Cop o The Room (e se non sapete di cosa sto parlando, non so se invidiarvi o avere pietà di voi…), anche le sue interviste sono talmente piene di discorsi inconcludenti e ragionamenti nonsense da diventare bellissime.
Comunque, detto ciò, perché pensavo a questa specifica dichiarazione? Perché mi sono reso conto che è una delle tante versioni di una fallacia logica molto comune: la Russia ha sempre sconfitto chiunque tentasse di conquistarla, ergo è imbattibile. Rapportato al caso specifico della guerra in Ucraina, un ragionamento del genere è fallace su due diversi livelli; in primis perché si mettono a confronto due casi in cui la Russia era il paese invaso con il caso ucraino, in cui la Russia è il paese invasore. E da quando abbiamo iniziato a farci la guerra, chi attacca è sempre in una posizione di svantaggio rispetto a chi si difende. Già basterebbe questa semplice notazione per mandare a fare in culo Bimbominkia e la pletora di stronzi che tirano fuori questa storia per darsi un tono da fini conoscitori di storia militare. Ma andiamo avanti, il punto che volevo analizzare è un’altro: a sconfiggere questa gente non sono stati “i Russi”, bensì “la Russia”: territori vastissimi che ti costringono a disperdere le truppe, distanze enormi che allungano all’infinito le tue linee di rifornimento, scarsissima urbanizzazione e una popolazione che non è fra le più ospitali del mondo. E poi c’è il clima: un caldo che ti fa sudare anche l’acqua del battesimo d’estate, piogge torrenziali che trasformano in fango qualsiasi superficie non sia coperta d’asfalto d’autunno, un gelo che farebbe crepare i coglioni a una statua di marmo d’inverno.
Guarda caso, in tutte le occasioni in cui qualcuno ha tentato di invadere la loro terra, i Russi si sono comportati nello stesso modo, prendendo sonore mazzate durante la bella stagione e resistendo fino all’arrivo di quella brutta, in attesa che il loro paese facesse il lavoro sporco al posto loro. Facendo morire di fame e di freddo l’avversario per poi batterlo con l’unica risorsa militare su cui i generali russi hanno sempre potuto contare: un sacco di uomini sacrificabili.
Quindi, a uso e consumo di chi voglia rispondere per le rime agli esperti di storia militare di sta gran nerchia che tirano fuori la combo Napoleone + l’austriaco più famoso della storia fino all’avvento di Lauda, di seguito riporto una breve carrellata di conflitti meno noti.
- Guerra Russo-Giapponese (1904-1905): guerra combattuta fra Impero russo e Giappone per il controllo di Manciuria e Corea. I Russi, sottovalutando la macchina bellica giapponese, presero sonori schiaffi sia via terra che via mare (1).
Esito: sconfitta umiliante.
- I Guerra Mondiale (1914-1918): sul fronte orientale la Russia si oppose a Tedeschi e Austriaci in una lunga serie di scontri. A eccezione della battaglia di Galizia e di quella della Vistola, i Russi presero calci sui denti un po’ in tutte le battaglie. Poi arrivò la Rivoluzione d’Ottobre, scatenata in parte anche dal pessimo andamento della guerra, e i Russi firmarono un armistizio indecoroso (per loro) (2).
Esito: incerto sul campo, ma decisamente pendente a favore della Germania.
- Guerra d’inverno (1939-1940): invasione Russa della Finlandia, portata avanti con il triplo degli uomini e una totale superiorità aerea (2000 aerei contro 200) e di mezzi blindati (2000 e passa carri contro 32) rispetto all’avversario. Ciononostante i Russi riuscirono a farsi prendere a sberle per tutto il primo mese di guerra, vincendo solo a costo di perdite dalle 5 alle 10 volte superiori rispetto ai Finlandesi (3).
Esito: vittoria, meno rapida e schiacciante di quanto fosse lecito aspettarsi.
- Guerra in Afghanistan (1979-1989): invasione imperialista dell’Afghanistan da parte dell’URSS, condotta in modo rapido e enormemente di successo. Poi iniziarono i cazzi: nove anni di imboscate, attentati, sabotaggi e offensive armate da parte dei mujaheddin. Delle bande di guerriglieri e di pecorari armati con qualche missile Stinger e tanta rabbia li tennero sotto scacco fino a costringerli a ritirarsi, come prima era successo agli Inglesi e come in seguito successe agli Americani. Ci sarà un motivo se lo chiamano “il Cimitero degli imperi” (4).
Esito: umiliazione in mondovisione
- I Guerra Cecena (1994-1996): scontro fra la Russia e le forze cecene scoppiato in seguito alla dichiarazione di indipendenza cecena. Perché il diritto all’autodeterminazione vale solo quando i separatisti sono filorussi. Anche in questo caso, a seguito di una rapida e schiacciante invasione da parte dei Russi, arrivarono gli attentati, i sabotaggi, le imboscate e le offensive, culminate con la riconquista di Groznyj da parte delle forze indipendentiste. Il tutto potendo schierare solo 15000 campagnoli male armati contro 50000-70000 uomini dell’esercito regolare Russo (5).
Esito: ulteriore umiliazione in mondovisione, ma Eltsin era troppo sbronzo per accorgersene.
Insomma, durante tutto il secolo scorso, ogni volta che i Russi si sono trovati fuori dalla loro comfort zone fatta di freddo e fame, l’hanno prepotentemente sucata, quasi sempre contro avversari che sulla carta erano decisamente inferiori. Forse a causa di un apparato militare che ha sempre puntato molto più sulla quantità che sulla qualità; forse a causa di un sistema politico che tendeva a rimuovere i generali più brillanti, dato che potevano diventare una minaccia per il regime.
Ah, sì, poi c’è la guerra in Ucraina. Pokrovsk è ancora spacciata, giusto?
My due cents.
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