lunedì 15 dicembre 2025

... Giuseppe Pinelli ...

Oggi ricordiamo il compagno anarchico #GiuseppePinelli, 18° vittima della strage di Piazza Fontana, ucciso innocente nei locali della questura di #Milano il #15dicembre 1969, a tre giorni dalla strage. Dal 1944, sedicenne, aveva partecipato alla #Resistenza come staffetta della Brigata “Franco”, collaborando con un gruppo di partigiani anarchici, attraverso cui venne in contatto con il pensiero libertario. Nel 1954 entrò nelle ferrovie come manovratore e nel 1955 si sposò con Licia Rognini, sua coetanea nata a Senigallia, figlia di un falegname anarchico, che aveva conosciuto a un corso serale di esperanto al Circolo filologico milanese; insieme avrebbero avuto due figlie, Silvia e Claudia. Dai primi anni Sessanta, #Pinelli militò nel gruppo anarchico Gioventù libertaria; nel 1965 fu tra i fondatori del circolo milanese “Sacco e Vanzetti”, dove si stampava la rivista «Mondo beat»; dopo lo sfratto, il suo impegno politico continuò presso il circolo anarchico “Ponte della Ghisolfa” inaugurato il 1° maggio 1968 in piazzale Lugano, nel quartiere operaio della Bovisa, poco distante dalla stazione ferroviaria di Porta Garibaldi, dove Pinelli lavorava. Trattenuto oltre il limite di 48 ore, nonostante la magistratura non avesse convalidato il “fermo di polizia”, Pinelli venne interrogato per ore. Intorno alla mezzanotte tra il 15 e 16 dicembre, precipitò dalla finestra della stanza di #LuigiCalabresi al quarto piano della Questura (il commissario però, stando alle ricostruzioni giudiziarie, non si trovava nella stanza al momento del fatto), e morì poco dopo all’Ospedale Fatebenefratelli. Quella stessa notte, il Questore Marcello Guida e il capo dell’Ufficio politico Antonino Allegra, alla presenza di Calabresi, indissero una conferenza stampa per annunciare che Pinelli si era suicidato davanti alle evidenze che la bomba era di matrice anarchica. Per la sua morte, nessuno ha mai pagato, anche se oggi sappiamo la verità storica. Pinelli fu ucciso. 

#qualcosadisinistra
Facciamo memoria sempre!! 

Ciao Pino 

 Io non sono un anarchica, cosi come non erano anarchici quei giornalisti come Marco Nozza, Piero Scaramucci, Camilla Cederna, che hanno impegnato molti anni della vita a ricercare la verità sull'uccisione di Pino Pinelli e i depistaggi degli apparati dello Stato,no,non lo sono ma sono ancora alla ricerca della verità! Lo voglio ricordare così insieme alla sua famiglia Notte tra il 15 e il 16 dicembre Pino Pinelli volo' giù da una finestra.... Aveva 15 anni Giuseppe Pinelli, detto Pino, quando correva per Milano, staffetta partigiana della brigata "Franco". Era solo un ragazzo, "tra la pioggia e il fuoco. Era solo un ragazzo tra il primo lavoro e l'ultimo gioco..." Dopo 24 anni dalla fine del fascismo, in una dichiarata democrazia, verrà ucciso in una questura. "Innocente vittima di un'assurda fine" dirà molti anni dopo un presidente della repubblica che si sarebbe voluta nata dai valori della Resistenza. Pino scelse e mantenne saldi quei valori con il suo impegno politico e sociale per tutta la vita. Noi continuiamo, anche per lui. 

Claudia Pinelli

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