martedì 30 dicembre 2025

... ed un'altra! ...

Fa piacere che finalmente qualcuno, a sinistra, inizi a rendersi conto di cosa stia realmente accadendo in Ucraina, non solo della resistenza del popolo ucraino, ma anche della catastrofe che si é riversata sull’ordine mondiale internazionale, quello che, tra tanti limiti, abbiamo imparato ad apprezzare negli ultimi 80 anni. Alcuni ci erano già arrivati 4 anni fa. Altri 11 anni fa ai tempi di Maidan. Altri ancora già oltre 20 anni fa, al tempo delle rivoluzioni arancioni (che molti tacciavano di essere “sponsorizzate dalla NATO”). Ora vedo crescere il numero delle voci a sinistra che mettono in guardia per i rischi che corre “l’ordine mondiale internazionale” e che nelle relazioni internazionali si imponga la “legge del più forte” (cit. MicroMega). Bene! Si dirà: meglio tardi che mai. Purtroppo, però, arrivate quando di quel vecchio ordine internazionale, incluse le sue istituzioni, per non parlare di quel feticcio chiamato “diritto internazionale”, non c’è più nulla da difendere, perché è già morto, kaput, killerato dai nuovi grandi poteri oligarco-autoritari del pianeta (anche dall’indifferenza di tanti “distratti” o peggio complici). Siamo già oltre. Un nuovo ordine mondiale è già in formazione. Lo stanno scrivendo personaggi del calibro di Trump, Putin, Xi, Modi e tutta la variegata banda oligarchica al seguito. E vi assicuro, se quello vecchio aveva dei limiti, non avete la minima idea di cosa vi stia per arrivare. Altro che legge del più forte! Magari fosse solo quello. Pensate solo a cosa sono capaci di fare con l’AI e il controllo di tutti i dati e le comunicazioni del pianeta. Al mondo democratico ora è rimasta un’unica flebile speranza per evitare il peggio. E, non a caso, quei poteri gli hanno appena dichiarato una guerra di annientamento totale (ora codificata anche nell’ultimo documento strategico di sicurezza nazionale USA). Quella speranza si chiama Europa. Ha tanti difetti, ma è l’unico potenziale contropotere del nuovo ordine mondiale dove “diritto”, “democrazia”, “libertà”, “giustizia sociale”, “tolleranza”, “pace” (e ripeto “pace” mille volte) hanno ancora una speranza di sopravvivere. E il campo di battaglia dove oggi si difende l’Europa, in questa guerra disperata che ci vede accerchiati e fragili, sono le trincee dell’Ucraina, difese con il sangue di migliaia di eroi ucraini. Da lì si costruisce l’Europa. E solo da lì possiamo sperare in un nuovo ordine mondiale che non si riveli il peggiore dei peggiori incubi distopici. 

Peter W. Kruger.

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