mercoledì 17 dicembre 2025

... memento!! ...

Ricapitoliamo. 

Per gli smemorati, per gli ignoranti e soprattutto per gli stupidi. 

 I comunisti, in quanto partito politico e movimento di massa in grado di influenzare e modificare i rapporti sociali, non ci sono più. Da quasi quarant’anni. I poveri si, ma non hanno rappresentanza, aumentano a dismisura secondo tutti i dati e sono continuamente taglieggiati da questo governo. Eliminato il reddito di cittadinanza, alzata l’età pensionabile, precarizzato ulteriormente i contratti, negato il salario minimo. Queste non sono opinioni. Sono fatti, purtroppo. Quando dicono “poveri comunisti” per loro l’accento va messo sull’aggettivo, non sul sostantivo. Perché, siccome i comunisti italiani hanno costruito la democrazia di questo paese, chiederei di contare fino a dieci prima di sparare cazzate. Anche se sei ministro. Perché siedi su quella sedia perché prima di te c’è qualcuno che ha scavato il pozzo. E quel pozzo lo ha scavato chi ha preso le armi e cacciato la più terribile dittatura che il mondo abbia conosciuto. I fascisti invece prima si alleavano con l’invasore e poi vigliaccamente scappavano. Essere chiamato comunista in Italia non è un insulto, dunque, ma un complimento. Hanno realizzato qualcosa che nessuno aveva osato pensare: che i subordinati contassero qualcosa, che gli ultimi della fila potessero alzare la mano e dire come la pensavano. E soprattutto hanno contribuito a scrivere le pagine di una Costituzione che è il terreno più avanzato ancora oggi per la rimozione delle diseguaglianze sociali. Imparino a governare piuttosto. 
 Cosa che pare non gli interessi più di tanto.

Arturo Scotto.

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