sabato 7 febbraio 2026

... il Generale Inverno! ...

Il Generale Inverno parla Ucraino. 

 di Micol Flammini, Il Foglio di oggi 


 Putin impone ai civili ucraini il Kholodomor, la morte per freddo, ma lungo il fronte sono i soldati di Kyiv ad avere il meglio. I russi si muovono a piedi, senza equipaggiamento, puniti dal gelo. ( e ora anche senza Starlink) "I droni ucraini colpiscono e spiano. Spesso, lungo il fronte, sono in grado di vedere la vita dei soldati di Mosca, di mostrare le loro abitudini, i loro problemi. Molto di quello che sappiamo dell’esercito della Russia ci è stato mostrato dai droni ucraini che avanzano oltre le linee nemiche e guardano, osservano, catturano o colpiscono anche in questi giorni di freddo rigido, di temperature abbondantemente sotto lo zero. Kyiv ha creato un neologismo carico di storia e di dolore per raccontare il trattamento del gelo imposto dalla Russia, che da settimane, da quando il freddo si è fatto insostenibile tanto che ormai è ufficiale che si tratti dell’inverno più rigido degli ultimi anni, bombarda le infrastrutture energetiche per fare in modo che i civili non possano usare il riscaldamento. Lo chiamano Kholodomor, un gioco di parole fra la parola “freddo” e Holodomor, la morte per fame imposta da Stalin all’Ucraina negli anni Trenta. La morte per freddo è la strategia di punta del Cremlino, anche perché lungo il fronte i suoi uomini non si muovono, anzi muoiono, spesso per ipotermia. Le ultime avanzate russe sono state condotte allo stesso modo: piccoli gruppi di sabotatori vengono mandati avanti, a piedi, a volte vestiti da civili, per infiltrarsi dietro alle linee ucraine. Il loro compito è raggiungere una città o un villaggio e poi attendere l’arrivo dei rinforzi, che partono, proprio come i precedenti, in piccoli gruppi e si muovono a piedi. Se riescono ad arrivare si sistemano in case disabitate, in rovina, o in scantinati. L’esercito cerca di rifornire i suoi uomini mandando dei droni. In questo modo i russi sono riusciti durante la scorsa estate a conquistare gran parte della città di Pokrovsk. Anche in primavera o d’estate con il caldo il cammino è difficile e bisogna schivare i droni degli ucraini; con il freddo invece l’impresa è devastante. Se a Kyiv la temperatura arriva a meno venti, nel Donbas è ancora più rigida. I soldati mandati avanti spesso non hanno l’equipaggiamento giusto, devono resistere all’aperto, nascondersi dai droni, non possono né usare stufe portatili né accendere un fuoco per riscaldarsi: verrebbero subito visti. L’avanzata è impossibile e anche per coloro, i pochi, che riescono a raggiungere la meta, a sistemarsi nello scantinato di una casa in rovina in attesa che qualcuno arrivi a rinfoltire il gruppo di sabotatori per poter sferrare l’attacco dall’interno, sopravvivere è complicato: così come gli ucraini non possono riscaldarsi, non possono farlo neanche i russi che rimangono in attesa, al gelo, sperando di sentire un drone che possa portare i rifornimenti. Quando lunedì nello Studio ovale Donald Trump si è vantato di essere riuscito a persuadere Vladimir Putin ad accettare una tregua energetica, ha detto che il capo del Cremlino conosceva il tipo di freddo con cui hanno a che fare gli ucraini. E’ vero, lo conosce, ma nonostante tutto non soltanto non ha fermato gli attacchi alle infrastrutture energetiche, ma ha continuato a mandare i suoi soldati a morire nella neve. L’inverno per i civili ucraini è un tormento, ma lungo il fronte i soldati di Kyiv si muovono molto meglio dei russi: sono meglio equipaggiati, hanno dei tunnel in cui resistere al freddo durante gli attacchi e lasciano che siano i russi a essere consumati dal gelo. Il nuovo ministro della Difesa ucraino, Mykhailo Fedorov, ha detto di voler portare le vittime russe a 50 mila al mese, il freddo sta rendendo questa impresa più semplice. Prima dell’arrivo del secondo inverno di guerra, nel 2022, era spuntato un nuovo personaggio immaginario che i russi vedevano come un loro alleato: il Generale Inverno, che aveva aiutato Mosca a sconfiggere Napoleone e Hitler. Sembrava che sarebbe bastato il freddo a far procedere i soldati russi dentro al territorio ucraino. I dubbi però erano molti: gli ucraini conoscono bene il loro inverno, non sono Napoleone o i nazisti. E soprattutto sono i russi gli invasori, proprio come lo erano Napoleone e i nazisti, alle prese con un territorio non loro, a temperature insostenibili per il corpo umano, senza cibo, senza acqua, esposti alla sorveglianza e ai colpi dei droni di Kyiv. 


di Micol Flammini. Il Foglio di oggi.

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