lunedì 16 febbraio 2026

... un fastidio!! ...

𝐋𝐚 𝐂𝐨𝐬𝐭𝐢𝐭𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐟𝐚𝐬𝐭𝐢𝐝𝐢𝐨, 𝐓𝐫𝐮𝐦𝐩 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐨𝐩𝐩𝐨𝐫𝐭𝐮𝐧𝐢𝐭𝐚̀ 

Il #buongiorno di Giulio Cavalli 


Giorgia Meloni porta l’Italia dentro il “Board of Peace” voluto da Donald Trump. La formula scelta è quella dell’osservatore. Una presenza senza adesione formale al trattato, spiegano da Palazzo Chigi. Un modo per restare al tavolo evitando l’impatto diretto con l’articolo 11 della Costituzione, che consente limitazioni di sovranità solo in condizioni di parità e per finalità di pace e giustizia tra le nazioni. La premier lo aveva indicato come ostacolo. Poi, da Addis Abeba, ha annunciato la partecipazione italiana: «Siamo stati invitati come Paese osservatore» e «penso che risponderemo positivamente». L’invito è arrivato il giorno prima. La decisione è maturata in poche ore. Intanto il governo prende le distanze dalle critiche europee al progetto trumpiano e lavora per coinvolgere altri Paesi dell’Unione. La distinzione pesa. Il limite evocato è quello tecnico, come se la politica fosse un orpello. Come se, superato l’ingombro formale, l’adesione potesse diventare naturale. l’Italia quindi si siede a un tavolo costruito fuori dai meccanismi multilaterali esistenti, contribuendo a legittimare un’architettura alternativa che divide l’Europa e alleandosi di fatto con chi da mesi si adopera per distruggere il diritto internazionale. Conviene ricordarsene quando questo stesso governo vuole aprire il cantiere delle riforme costituzionali con il prossimo referendum. Se la Costituzione è percepita come un intralcio e non come una bussola, il rischio non è solo cambiare un articolo. 
È cambiare il rapporto tra il potere e il limite che lo contiene.
L’Italia di Giorgia Meloni entrerà nel cosiddetto “Board of Peace” di Donald Trump. Ma lo farà dalla porta si servizio, ufficialmente solo come “osservatore”. Che è un modo ipocrita e furbetto per fare ciò che la Costituzione esplicitamente le vieta. In un colpo solo il governo Meloni è riuscita: Ad aggirare ed eludere l’articolo 11 che impedisce all’Italia di aderire a organizzazioni internazionali, se non in condizioni - inesistenti in questo caso - di parità. A baciare la pantofola a Donald Trump e non irritarlo. Non sia mai. A sostenere un organismo neocolonialista che disporrà a proprio piacimento di ciò che resta di Gaza trasformandolo in un’occasione di speculazione per i pochi soliti noti, sulla pelle dei palestinesi. Mentre il premier spagnolo Pedro Sanchez respinge al mittente l’invito di Trump a testa altissima, la Presidente del Consiglio china il capo al boss americano e fa ciò che l’Italia fa da sempre: schierarsi dalla parte sbagliata della Storia. Senza neanche metterci la faccia. 

Da italiano, non in mio nome. 

Lorenzo Tosa.

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