lunedì 23 febbraio 2026

... Toro in serie B? ...

IL TORO ANDRÀ IN SERIE B? 

 A volte non ci si accorge di quello che sta per capitare fino a quando non succede. sulle nostre pagine, fino a qualche settimana fa, molti tifosi ritenevano impossibile una retrocessione in serie b, in virtù del fatto che due squadre (Verona e Pisa) erano spacciate, mentre Fiorentina e Lecce erano distanti e messe male. Ma arrivati quasi a marzo la situazione è cambiata, e la squadra di Baroni è allo sbando. Avevamo scritto che a Marassi sarebbe stata una sicura debacle, e così è stato, e la cosa brutta è che la previsione era scontata. Questo Toro retrocederá? Questa è la domanda che possiamo farci. E no...a nostro avviso in caso di serie B, Cairo non venderebbe e resterebbe al timone per altri anni, ne siamo certi, perché del resto questa situazione è già avvenuta al termine della stagione 2009 senza reazioni veementi da parte dei tifosi granata. Noi ripetiamo da mesi che una squadra che prende tutti questi gol retrocede sempre. Il Verona ha preso un gol in meno ed è già spacciato. La fortuna di Cairo e Baroni è stata quella di avere vinto due o tre partite grazie a una discreta dose di fortuna, ma i numeri non mentono mai. Bisogna sperare che D'Aversa sia in grado di sistemare la difesa (ma sarà difficilissimo) e servirà una discreta dose di fortuna. Sarà serie B? Esiste una cosa peggiore della cadetteria: Andare in serie B perdendo l'ultima contro la Juve, con Cairo che rimane al timone del Toro.
Se Agonia Baroni più che un tecnico è stato un necroforo, il suo successore designato, D’Aversa è uno di quelli che non sfondano mai davvero, ma restano lì, appesi al sistema come una giacca dimenticata in uno spogliatoio umido di terza categoria. Una carriera da allenatore che non decolla: Parma lo esonera, lo riprende, lo riesonera. Alla Sampdoria dura meno di una stagione. A Lecce parte bene e poi si sbriciola, come certi castelli (non quelli difensivi di cui vaneggiava Mortimer) fatti con la sabbia bagnata male. E poi c’è quel passato che non profuma: sei mesi di squalifica per le scommesse quando ancora correva in campo. Non un crimine da romanzo nero, ma abbastanza per lasciare una macchia, una crepa nella parola “probità” che nel calcio suona già come una barzelletta raccontata male. Il presente è pure peggio. L’episodio Henry non è rabbia, è perdita di controllo. Una testata, mesi di squalifica, e la sensazione che la panchina gli scivoli via dalle mani come una bottiglia vuota. E allora lo guardi e capisci: non è l’uomo delle svolte, è quello delle transizioni sbagliate. Uno che oggi appare disperato, pronto ad aggrapparsi a qualsiasi panchina pur di restare dentro al giro. Uno che, per dire, accetterebbe di allenare pure i galeotti di San Vittore in terza categoria, purché qualcuno gli dia ancora una lavagnetta ed undici maglie da distribuire. Se arriva alla Cairese non è una scelta, è una resa. Perché chi mendica non può scegliere ed ancora una volta Cairo ha sbagliato tutto l’umanamente sbagliabile, e personalmente ritengo sbagli anche questa volta. Gotti non è un drago, ma almeno è una persona decente. Invece no: se si sbaglia sbagliamo fino in fondo. Beviamo l’amaro calice di piscio invecchiato con D’Aversa esclamando “buona annata il 2026!”. Si passa dalla diarrea ematica di Agonia Baroni alla diarrea liquida di D’Aversa. Cambia la consistenza, non la sostanza. Sempre mal di pancia, sempre lo stesso odore nell’aria, un’eau de toilette di sottomarca. 
Afrore di Cairo: per il presidente che non deve chiedere scusa…mai. 

 Ernesto Bronzelli.

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