
Il sovranismo nazionale è il suicidio dell'Europa
Smettiamola di perdere tempo con le vecchie etichette di destra e sinistra, che ormai servono solo a riempire i talk show mentre il mondo corre altrove. Qui non si tratta di simpatie politiche, ma di utilità e di sopravvivenza. La verità è cruda: il sovranismo nazionale, in questo periodo storico, è un fallimento certificato. È un lusso che non possiamo più permetterci. Pensare che l'Italia possa gestire una difesa individuale, una politica commerciale autonoma o la sicurezza energetica in un mondo dominato da colossi come la Russia di Putin, la Cina di Xi Jinping, l’India di Modi o l’America di Trump, è pura allucinazione. Questi giganti non trattano con i singoli staterelli, impongono la loro volontà.
Se vai da solo a quel tavolo, non sei un interlocutore: sei la portata principale del loro banchetto.
Dal punto di vista tecnico e strategico, la frammentazione è il nostro cappio al collo. Avere ventisette eserciti diversi, spesso incompatibili e burocraticamente pesanti, ci costa decine di miliardi in inefficienze ogni anno, lasciandoci paradossalmente vulnerabili e totalmente dipendenti dagli umori di Washington. È un’inefficienza criminale. La vera indipendenza non si ottiene con una bandierina sul balcone, ma costruendo una massa critica europea capace di fare investimenti massicci in tecnologia e difesa. Questo non significa cancellare chi siamo: l’Italia deve mantenere le sue tradizioni, la sua cultura e la sua identità unica. Ma la cultura è il nostro cuore, mentre lo Stato deve essere il nostro muscolo. È ora di iniziare a fare sul serio gli Stati Uniti d’Europa.
Questo approccio federale è l’unico modo per gestire anche le emergenze che la propaganda politica usa solo per raccattare voti, come l’immigrazione. Dobbiamo imporre un concetto base: chi sbarca in Italia sbarca in Europa.
Punto.
Finché ragioniamo per "orticelli", l’Italia sarà sempre lasciata sola a gestire l’impossibile. Solo un’Europa federata può avere la forza diplomatica ed economica per governare i flussi, gestire le frontiere comuni e imporre accordi ai paesi d'origine. Passare dalla propaganda alla gestione reale significa smettere di fare i piccoli patrioti da tastiera e iniziare a pretendere una sovranità europea vera.
Essere pragmatici oggi significa capire che l'unico modo per difendere il nostro benessere e la nostra libertà è smettere di giocare a Risiko con i confini del secolo scorso. O l’Europa diventa un blocco federale capace di guardare negli occhi i padroni del mondo senza chiedere il permesso, o rassegniamoci a essere il parco giochi dei turisti asiatici e il mercato di sbocco delle tecnologie altrui. Il sovranismo dei piccoli passi ci sta portando nel baratro; l'unica salvezza è il sovranismo europeo.
O ci muoviamo come un blocco unico, o la storia ci passerà sopra senza nemmeno chiederci scusa.
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Fabrizio Uda.
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