venerdรฌ 27 febbraio 2026

... scuse di carta! ...

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Il #buongiorno di Giulio Cavalli 


Arrivano le scuse. Arrivano per iscritto, su carta, dal carcere. Carmelo Cinturrino affida al suo avvocato una lettera: «Quel ragazzo doveva essere in prigione e non morto. Mi dispiace per la sua famiglia. Sono triste e pentito per ciรฒ che ho fatto… Perdonatemi, pagherรฒ per il mio errore». La parola scelta รจ “errore”. ๐„๐ซ๐ซ๐จ๐ซ๐ž ๐ฌ๐š๐ซ๐ž๐›๐›๐ž ๐ฎ๐ง ๐ฏ๐ž๐ซ๐›๐š๐ฅ๐ž ๐œ๐จ๐ฆ๐ฉ๐ข๐ฅ๐š๐ญ๐จ ๐ฆ๐š๐ฅ๐ž, ๐ฎ๐ง๐š ๐ฉ๐ซ๐จ๐œ๐ž๐๐ฎ๐ซ๐š ๐ฌ๐š๐ฅ๐ญ๐š๐ญ๐š, ๐ฎ๐ง๐š ๐ฏ๐š๐ฅ๐ฎ๐ญ๐š๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ž ๐Ÿ๐ซ๐ž๐ญ๐ญ๐จ๐ฅ๐จ๐ฌ๐š. ๐๐ฎ๐ข ๐œ’๐ž̀ ๐ฎ๐ง ๐ฎ๐จ๐ฆ๐จ ๐œ๐จ๐ฅ๐ฉ๐ข๐ญ๐จ ๐š๐ฅ๐ฅ๐š ๐ญ๐ž๐ฌ๐ญ๐š ๐ฆ๐ž๐ง๐ญ๐ซ๐ž ๐ฌ๐œ๐š๐ฉ๐ฉ๐š, una pistola finta fatta portare da un collega e posata accanto al corpo per costruire la scena della legittima difesa, circostanza che l’indagine considera falsa. E infatti la famiglia di Abderrahim Mansouri risponde senza giri: «Gli errori si commettono a scuola, ammazzare una persona e dopo creare una messa in scena non รจ un errore». Nella lettera Cinturrino parla di paura, rivendica encomi, si definisce servitore dello Stato. La famiglia replica che, se ha un briciolo di coscienza, deve confessare «tutto il male» e chiarire il ruolo dei complici. In mezzo restano i tentativi di depistaggio contestati, i colleghi indagati per favoreggiamento e omissione, un commissariato sotto la lente della Procura. Si รจ scusato l’assassino primo del ministro Salvini, dei parlamentari meloniani, dei giornalisti con la bava alla bocca e dei leghisti infoiati. Quelli, no. Ma un agente dello Stato non chiede indulgenza pubblica. Un uomo di Stato denuncia, racconta, consegna ai magistrati ogni dettaglio, anche quello che lo riguarda. Le scuse appartengono alla sfera privata. La veritร  รจ un atto pubblico. I familiari lo dicono con chiazza: se davvero c’รจ coscienza, servono confessioni piene, nomi, responsabilitร . Il resto รจ carta. E la carta, quando si parla di un proiettile alla testa e di una scena manipolata, pesa meno dei fatti.

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