martedì 10 febbraio 2026

... "vittime" di successo! ...

- Apriamo il nostro incontro riservato alle vittime della censura della sinistra italiana. So che tutti voi state passando un periodo difficile, ma sappiate che questo è uno spazio sicuro e potete parlare liberamente. Vorrei cominciare la seduta di oggi dando il benvenuto al nostro membro più recente: Andrea Pucci. - Chi? - Proprio lui. Che ha dovuto rinunciare al palco dell'Ariston per colpa della solita campagna d'odio della sinistra italiana. Andrea, vuoi dire qualche parola? - Ieri facevo le battute sulle suocere e oggi sono il comico più cercato su Google. - E come ti fa sentire? - È devastante. - Lo so, tutti qui ci sono passati. La censura della sinistra non perdona. Qualcuno che vuole raccontare la sua esperienza? - Checco Zalone. La sinistra ha preso di mira per il mio ultimo film. Pessime recensioni, accuse di razzismo... - E che è successo? - Non so se riesco a parlarne... - Devi provarci. - Ho incassato 75 milioni di euro. - Terribile, ma grazie per la tua testimonianza. Qualcun altro? - Pino Insegno. - Prego, Pino. - Io ho supportato pubblicamente la Meloni. Non sia mai, sono stato subito messo in croce dalla sinistra. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. - Cioè? - Sono appena stato riconfermato in Rai. - E questo come ti fa sentire? - Ciò che sono: un martire. - Comprensibile. Chi vuole parlare adesso? - Roberto Vannacci. Ho scritto un libro che è stato subito tracciato di razzismo e omofobia dalla solita macchina del fango della censura di sinistra. - Dev'essere stato terribile. - Ho venduto duecentomila copie, sono diventato europarlamentare e adesso ho fondato il mio partito. - Un'agonia. Chi altro? - Beatrice Venezi, direttrice d'orchestra. La mia nomina a direttrice de La Fenice è stata duramente contestata da tutta la sinistra italiana perché imposta dall'alto e legata più alle mie simpatie politiche che alla mia esperienza. Non avete idea della levata di scudi, si sono mobilitati in massa per cacciarmi. - E adesso cosa fa? - Gliel'ho detto, la direttrice de La Fenice. - Poverina. Qualcun altro? - Povia, cantautore. La sinistra mi ha boicottato sistematicamente affinché io non potessi parlare. - E quindi lei adesso non parla? - Con nessuno a parte i miei 73 mila follower. - Dev'essere dura. - Ogni giorno è una battaglia. - Lasciatemelo dire, vi guardo e vedo delle vittime. Voi tutti siete vittime dello stesso ingiusto, spietato meccanismo. Voi avete osato andare contro, dire quello che nessuno aveva avuto il coraggio di dire. Avete osato dire che l'omosessualità è una malattia, che la teoria gender esiste, che sti palestinesi hanno rotto i coglioni e soprattutto che non si può più dire niente. E per questo siete stati puniti con la massima visibilità, un'enorme popolarità e uno smodato successo di pubblico. E avete rischiato tutto facendo la cosa più difficile: schierandovi col potere. Siete stati obbligati a fare carriera, fare soldi, e diventare fenomeni di costume, e tutto per colpa della maledetta censura di sinistra che strangola questo paese e i suoi migliori artisti. Io non uso spesso la parola eroe, ma con voi non mi sembra fuoriluogo. So che certi giorni saranno più difficili di altri, e che in quei giorni, nei vostri palazzetti strapieni, sarete colti da un momento di profondo sconforto. Ma in quel momento, ricordate sempre cosa vi ho insegnato a ripetere. - Che siamo vittime. - Non smettete mai di ricordarglielo. Magari continuano a cascarci.

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