Giovanni Pugliese.
lunedì 16 febbraio 2026
... il Male vince sempre? ...
Ci siamo chiesti per decenni come fosse potuto accadere ciò che accadde nella Germania nazista.
Ci siamo detti che c’era qualcosa di sbagliato, di malato, in una popolazione e nelle nazioni europee che avevano lasciato fare, assecondato o addirittura partecipato a tutto questo.
Ci siamo ripetuti che il male era ben visibile, che gridava alle folle.
Che da quel momento in poi sarebbe stato facilmente riconoscibile, e lo avremmo osteggiato e combattuto.
E invece oggi sappiamo com’è successo. Perché, in forme diverse, sta accadendo di nuovo.
Ora sappiamo che il male non porta necessariamente i baffetti, non ha per forza la testa rasata e non risiede in un unico individuo, leader o meno che sia.
Il male è banale e spaventosamente efficace, soprattutto quando ci si abitua a viverlo come normalità.
Sigmund Freud e Albert Einstein si interrogarono in un carteggio sul “Perché la guerra?”.
Io aggiungerei, perché il male?
I pochi Paesi che osano alzare la testa sono soggetti a ricatti e vessazioni di vario tipo.
Lo stesso accade ai singoli individui.
Le distrazioni di massa continuano a funzionare, sostenute da un bombardamento mediatico che dura da decenni e dalla normalizzazione della guerra e di pratiche che un tempo avremmo definito inaccettabili.
Il pensiero critico sembra morto, si procede per cieco tifo, tutto bianco o tutto nero.
Il mondo sta morendo, come pianeta e come comunità umana, perché ciò che resta è sempre meno umano.
Pochissimi governi sono capaci di guardare appena oltre il proprio naso e di vedere il baratro verso cui ci stiamo dirigendo da tempo.
Che infinita tristezza e che dolore, soprattutto per chi, come me, pensa a ciò che stiamo lasciando alle generazioni che verranno.
Che eredità è questa? Che insegnamento è?
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