Mimmo Stolfi.
martedì 11 agosto 2026
... YABLOKO ...
C'è una notizia che gli pseudopacifisti occidentali farebbero bene a leggere. Sempre che trovino un momento libero tra un appello a disarmare l'Ucraina e l'ennesima lezione su come Zelensky dovrebbe essere più disponibile al dialogo. La Corte Suprema russa ha escluso dalle elezioni Yabloko, l'unico partito apertamente contrario alla guerra. La sola forza politica che chiedeva il cessate il fuoco, il ritiro delle truppe e una soluzione negoziata. E no, non stiamo parlando di un gruppo di rivoluzionari. Yabloko è un partito liberal-democratico, riformista, europeista, che da decenni difende lo Stato di diritto, i diritti civili e si oppone tanto al nazionalismo quanto all'autoritarismo putiniano. Così estremista da chiedere semplicemente pace, libertà ed elezioni vere. Evidentemente, nella Russia di Putin basta questo per essere considerati una minaccia. Fuori. Cancellati. Per ordine di un regime dispotico che, a quanto pare, ama talmente tanto la pace da mettere al bando chi la propone.
È quasi commovente. Per tre anni ci siamo sorbiti la favola oscena secondo cui il vero ostacolo alla pace sarebbero gli ucraini che resistono. Che basterebbe smettere di inviare armi e la guerra si dissolverebbe come neve al sole. Peccato che, mentre in Europa c'è ancora chi predica la resa di Kyiv in nome della pace, a Mosca Putin elimini l'unico partito che quella pace la chiede davvero. Forse perché il problema non è mai stato Zelensky. Forse il problema è un regime che ha costruito il proprio potere sulla guerra, sull'imperialismo e sulla repressione. Un regime che imprigiona gli oppositori, avvelena i dissidenti, censura la stampa e adesso impedisce persino agli elettori di votare l'unica forza apertamente pacifista.
Eppure, incredibilmente, c'è ancora qualcuno che continua a ripetere che "Putin vuole trattare". Certo. Lo vuole a tal punto che mette fuori gioco chiunque chieda di trattare. La verità è che questa decisione umilia tutti quelli che, in questi anni, hanno raccontato che la pace dipendesse soprattutto dall'Ucraina. No. La pace dipende innanzitutto da chi ha deciso di invadere un altro Paese e oggi considera un partito pacifista più pericoloso di qualsiasi ultranazionalista.
Gli pseudopacifisti italiani dovrebbero avere almeno il pudore di tacere (ma non lo avranno). Perché mentre loro continuano a chiedere agli ucraini di deporre le armi, Putin impedisce ai russi di votare chi vorrebbe deporle davvero.
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