
Ma quando davanti alla sofferenza di un uomo, di un padre e di un marito, riesci a sorridere e a scrivere “meno uno”, allora non sei più davanti al semplice dissenso politico.
Sei davanti a qualcosa di molto più misero.
Perché puoi odiare le sue idee. Puoi detestare la sua politica. Puoi considerarlo un avversario, puoi criticarlo, attaccarlo, contestare ogni sua parola.
Ma gioire perché un essere umano sta male significa avere già perso qualcosa di fondamentale: la dignità, l'umanità, la coscienza.
E forse la cosa più triste è che nemmeno ve ne rendete conto.
Siete stati talmente riempiti di odio da non riuscire più a distinguere un avversario da un nemico. Un odio inculcato giorno dopo giorno da chi ha fatto dell'ignoranza uno strumento di consenso, trasformando il rancore in voti, i nemici in consenso e il consenso in poltrone.
E voi, lobotomizzati da questo odio, siete arrivati al punto di festeggiare davanti alla sofferenza.
Che miseria.
La miseria di chi non ha più nulla da perdere perché ha già perso tutto quello che conta davvero.
Ha perso la capacità di provare compassione.
Ha perso il rispetto per la vita.
Ha perso la dignità di distinguere la politica dalla barbarie.
E allora continuate pure a scrivere “meno uno”. Continuate a sorridere. Continuate a sentirvi superiori perché qualcuno che non la pensa come voi sta attraversando un momento drammatico.
Ma ricordatevi una cosa: quel “meno uno” non racconta nulla di Di Battista. Racconta tutto di voi.
Racconta chi siete diventati.
Perché una persona può essere ignorante, arrogante, presuntuosa, politicamente distante da noi quanto vogliamo. Ma davanti alla sofferenza rimane un essere umano.
E se questo concetto vi è diventato incomprensibile, allora il problema non è più politico.
È umano.
Si possono combattere le idee senza desiderare la morte di chi le sostiene.
Si può essere avversari senza diventare bestie.
Si può essere lontanissimi politicamente senza perdere la propria umanità.
Il vero dramma è che alcuni hanno talmente bisogno di sentirsi dalla parte giusta da non accorgersi di essere diventati esattamente ciò che dicono di combattere.
Non avete vinto nulla.
Non siete più forti.
Non siete più intelligenti.
Non siete più civili.
Siete soltanto diventati l'ennesima dimostrazione di quanto l'odio, quando viene coltivato abbastanza a lungo, riesca a svuotare una persona fino a lasciarle dentro soltanto il rancore.
E davanti alla sofferenza di un uomo, di un padre e di un marito, io non riesco a sorridere.
Voi sì.
E questa è la differenza.
Vincenzo San
Comitato di cittadini attivi e democratici in difesa della Costituzione
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