Mario Imbimbo.
domenica 23 agosto 2026
... la "ducetta" schifosetta! ...
Nell'intervista rilasciata al New York Times Meloni sostiene che le femministe avrebbero combattuto "le battaglie sbagliate", per esempio sulle quote di genere. E ha difeso la scelta di utilizzare per sé il maschile e poi precisa: "Quello che mi interessa è se sono libera di diventare presidente del Consiglio dei ministri".
"Questa è uguaglianza, non essere chiamata 'la presidenta'". Alla domanda successiva però se sia femminista, invece, non risponde. Ecco io ora su questo breve stralcio vorrei riflettessimo tutti. Quali erano, e quali sono, le battaglie delle femmiste, beh non certo e non quelle di rivendicare una dimensione femminile per ogni ruolo sociale. Quella al più è una battaglia simbolica, ma accessoria. La battaglia principale delle femministe era una e una sola avere gli stessi diritti degli uomini indipendentemente dal genere. Non può essere il genere un elemento di discriminazione.
Una battaglia per tutte le donne. Più diritti per tutte. Parità salariale per tutte, diritto al lavoro per tutte (anche se la natura assegna alla donna parto, allattamento etc...). E invece significativamente come la declina la Meloni la parità di genere? "Diventare Presidente del Consiglio". Ovvio che una donna abbia diritto a ricoprire qualunque ruolo apicale ed ovviamente senza in questo esser sfavorita.
Ma questa declinazione è esattamente una declinazione di destra. Una declinazione carrierista e classista. E le altre? Tutte le altre che non scmmiottando le dinamiche di comando maschili non ci arrivano a ruoli apicali? S'attaccano? In tutta evidenza sì.
Più simile ad una sorta di Berlusconi al femminile che non invece ad una "ducetta". Per questo forse se esiste una citazione che più di tutte descrive il suo modo di vedere la vita è la famosa battuta di Sordi ne "Il Marchese del Grillo "Io sono io e voi non siete un c@z*o
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