mercoledì 30 settembre 2026

... fine mese ...

... nell'ultimo suo giorno settembre ci regala un piccolo spiraglio di luce ... la luce che si usa di questi tempi non è molto ramantica, ma tant'è: 4900 euro fanno comodo, eccome!!!

... la Cultura oggi? BAH!!

𝐃𝐚 𝐏𝐢𝐫𝐚𝐧𝐝𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐚 𝐖𝐚𝐧𝐧𝐚 𝐌𝐚𝐫𝐜𝐡𝐢: 𝐜𝐞 𝐥’𝐡𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐩𝐨𝐫𝐭𝐚𝐭𝐚 𝐥𝐞 𝐜𝐥𝐚𝐬𝐬𝐢 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐠𝐞𝐧𝐭𝐢 


Il #buongiorno di Giulio Cavalli 


Stefania Nobile ha ragione, e fa pure un po’ rabbia doverlo ammettere. Nel video in cui risponde a chi si indigna per il “Premio internazionale della cultura” ritirato con la madre Wanna Marchi nella Sala della Protomoteca del Campidoglio, liquida Pirandello e recita la sua definizione dei manuali: la cultura è ciò che un gruppo umano apprende e trasmette. Appunto. E chi ce l’ha insegnata, la cultura che oggi ci passiamo di mano? Il ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, per dire, allo Strega 2023 votò i finalisti e poi in diretta promise che avrebbe provato a leggerli. Intanto il governo del ministro cancellava i 500 euro che la 18app dava ai diciottenni per la cultura. Sulla scuola siamo ultimi in Europa per quota di spesa pubblica, parola della relazione della Commissione europea. Gli imprenditori, del resto, ci avevano pensato prima: sull’American Economic Review Ruben Durante, Paolo Pinotti e Andrea Tesei hanno dimostrato che chi da bambino è cresciuto con la tv commerciale di Silvio Berlusconi, imprenditore prima che premier, è diventato un adulto meno attrezzato cognitivamente e più esposto al populismo. E i media che oggi si stracciano le vesti? Nel 2017 la tv aveva già messo Wanna Marchi e la figlia nel cast dell’Isola dei famosi, poi Netflix le ha rilanciate con una serie, e Stefania Nobile lo spiega benissimo: più se ne parla, più si sale. Per l’Ocse il 35% degli adulti si ferma ai testi brevi. Il premio quindi è giusto, anzi esatto: hanno scritto un ricettario dove niente si pesa, applaudito sotto i busti dei grandi letterati, che almeno loro hanno la scusa di essere di marmo.

... patrioti di cartone! ...

Pare che l’erede Savoia voglia querelare il nostro vice capogruppo Marco Grimaldi. E la ragione è che ha depositato un'interrogazione che parte da un fatto semplice: le leggi hanno sancito la cessazione del conferimento per l'Ordine Mauriziano e il divieto di usare onorificenze non riconosciute dallo Stato. Eppure Casa Savoia continua a conferire onorificenze. E pare che da questo giro si generi un affare da centinaia di migliaia di euro. Quel che chiediamo è trasparenza: bilanci pubblici, base giuridica dei conferimenti gratuiti e a pagamento, a che titolo si usa ancora la denominazione Mauriziana. Forse a casa Savoia non sanno che è un diritto dei parlamentari, sancito dalla Costituzione repubblicana e antifascista, poter attivare atti di sindacato ispettivo per avere chiarezza e trasparenza sulle più varie vicende. Noi abbiamo chiesto spiegazioni al Governo. Se ci sono profili opachi, li chiarirà la Procura di Torino che sta approfondendo a partire dagli esposti presentati. Le case ex regnanti a casa loro in privato e per gioco, magari a Carnevale, possono nominare cavaliere chi vogliono. Ma nella Repubblica Italiana e senza autorizzazione dello Stato, quella roba non vale nulla e non si può fare. 
E la destra? 
La destra ci attacca. Si mette in coda, si inchina alla finta Sua Altezza Reale invece che alla Costituzione. Partecipano al carnevale e si travestono da cavalieri dei Savoia, con mantello e spilla. 

 Patrioti di cartone. 

 Nicola Fratoianni.

martedì 29 settembre 2026

... puzza di Sionismo!!! ...

Lo ha detto a Gerusalemme il rabbino Yaakov Shapiro: gli ebrei del mondo non rispondono delle azioni dello Stato sionista. Israele non rappresenta il popolo ebraico. Non è una formula. È un fatto. Un popolo non è un ministero della Difesa. Una fede non è un governo. L’ebraismo precede il 1948 e non coincide con nessun esecutivo di Tel Aviv. Shapiro lo ripete da anni: il sionismo è un nazionalismo moderno. Nato in Europa tra Ottocento e Novecento. Non è la Torah. Non è il Talmud. Non è la preghiera verso Gerusalemme. Gerusalemme è città santa. Non è, per questo, «capitale del popolo ebraico». Gli Stati hanno capitali. Le comunità religiose hanno santuari. Confondere le due cose, per Shapiro, è un furto di identità, non teologia. Quando uno Stato occupa, colonizza, bombarda, la responsabilità è di quello Stato. Attribuire quelle azioni «agli ebrei» è lo schema dell’antisemita: colpa di sangue. È grottesco che lo stesso schema venga usato da chi parla «in nome degli ebrei». La pretesa che Israele sia lo Stato di tutti gli ebrei ha due funzioni. La prima è interna: trasformare una comunità in nazione e zittire il dissenso ebraico. La seconda è esterna: convertire ogni critica allo Stato in accusa di razzismo. Così l’occupazione diventa sacra e i fatti diventano tabù. I fatti restano. Territori sotto controllo militare. Colonie illegali. Un assedio. Una popolazione privata di sovranità da decenni. Queste non sono «azioni ebraiche». Sono politiche di un governo. Chi le approva le difenda come scelte di Stato, non come essenza di un popolo. Gli ebrei di New York, Parigi, Buenos Aires o Roma non votano la Knesset. Non firmano ordini di sgombero. Non pilotano gli aerei. Trattarli come debitori morali di ogni raid, dice Shapiro, è usarli da scudi. È il rapimento di un’identità: la religione ridotta a passaporto di un progetto statale. Un ebreo non è israeliano per nascita, come un cristiano non è vaticano per fede. La diaspora non è una filiale. Non è una riserva di legittimità da spendere in guerra. Chi ha memoria della persecuzione dovrebbe rifiutare per primo la colpa collettiva. Nessun popolo è un monolite. Nessuna comunità ha un papa laico a Gerusalemme. Netanyahu non è il premier degli ebrei del mondo. Non lo è mai stato. Shapiro lo chiama pretesa unilaterale, non storiografia e non halakhah. Israele è lo Stato degli israeliani. Le sue vittorie e le sue colpe gli appartengono. Il popolo ebraico non è una caserma, non è un partito, non è un ministero. Finché questa distinzione resterà inaccettabile, la critica allo Stato verrà scambiata per odio verso gli ebrei. E gli ebrei pagheranno un conto che non hanno contratto, in sicurezza e in dignità. Separare ebrei e Stato non è un favore a nessuno. È un atto di verità. È anche l’unico modo per non consegnare l’ebraismo a un governo. 

Le azioni di Israele sono di Israele. Punto. Come ha detto Shapiro. 


 Roberto Buscetta.

... la sentenza Regeni ...

𝐋𝐚 𝐬𝐞𝐧𝐭𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐑𝐞𝐠𝐞𝐧𝐢 𝐜𝐢 𝐬𝐭𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐨𝐝𝐚 𝐢𝐧 𝐯𝐚𝐥𝐢𝐠𝐢𝐚, 𝐞 𝐚𝐥-𝐒𝐢𝐬𝐢 𝐡𝐚 𝐠𝐢𝐚̀ 𝐢𝐧𝐯𝐢𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐌𝐞𝐥𝐨𝐧𝐢 𝐚𝐥 𝐂𝐚𝐢𝐫𝐨 


Il #buongiorno di Giulio Cavalli 


Una sentenza non restituisce un figlio, è solo un alito dentro il dolore, eppure ieri sera a Roma ha rimesso in piedi la verità giudiziaria. La Corte d'Assise ha condannato a 10 anni tre ufficiali della National Security egiziana per il sequestro di Giulio Regeni, 3.890 giorni dopo il ritrovamento del suo corpo torturato. L'omicidio è caduto, il sequestro resta e porta la divisa di un altro Stato. Però il passato resta, conviene tenerlo sempre in tasca, con la mandria di chi su Giulio ha pasteggiato: Maurizio Gasparri (Forza Italia) che nel 2021 prestava la faccia a un documentario egiziano che dipingeva Regeni come pedina dei Fratelli musulmani, per insinuare su Cambridge e sulla Procura di Roma; il Giornale che nel 2017 annunciava "un'altra verità", quella di un ricercatore che sarebbe stato usato dagli 007 britannici. E c'è chi ad al-Sisi ha retto il vassoio: Antonio Tajani che nel 2023 tornava dal Cairo garantendo «nessuna reticenza da parte egiziana», mentre l'Egitto negava perfino gli indirizzi degli imputati, tanto che per processarli è servita la Consulta. E poi c'è il futuro, che da ieri è un obbligo: Palazzo Chigi, costituendosi parte civile, scrisse che quel crimine aveva colpito "la comunità nazionale", e adesso tocca al governo pretendere dal Cairo tre funzionari condannati per aver sequestrato un cittadino italiano. Cosa c'è di più sovranista? Lo sanno bene loro, che di nazione campano. A inizio settembre Tajani era da al-Sisi e l'invito per Giorgia Meloni per un altro amichevole incontro è già partito: una sentenza ci sta comoda in valigia, basta volerla portare.

... un furto con scasso!! ...

Mentre vi distraete con la solita propaganda da quattro soldi, nelle vostre tasche c’è un buco nero che si sta ingoiando mesi di lavoro. Si chiama drenaggio fiscale, ma potete tranquillamente chiamarlo per quello che è: un furto con scasso silenzioso autorizzato dallo Stato. La truffa è semplicissima. L’inflazione vi devasta la spesa ogni giorno, e appena prendete un aumento da fame per cercare di non affogare, scatta la trappola. Gli scaglioni dell’Irpef restano bloccati dove sono, la vostra busta paga sale solo sulla carta e lo Stato vi salta alla gola pretendendo un’aliquota più alta. Risultato? Pagate più tasse su soldi che valgono meno di prima. Un capolavoro di ingegneria finanziaria per spennarci. I numeri non mentono! Le proiezioni sulle stime della Banca d'Italia parlando chiaro: nei prossimi due anni ci sfilano tra gli 8 e i 13 miliardi di euro. Una stangata colossale che calerà come una scure principalmente sulle spalle dei lavoratori dipendenti, mentre ai pensionati passeranno a ritirare i restanti miliardi. Con una mano vi vendono la storiella della riduzione delle tasse, con l’altra vi prosciugano il conto corrente nel silenzio generale. Chi le tasse le ha sempre pagate fino all'ultimo centesimo si ritrova puntualmente a fare da bancomat per coprire i buchi di palazzo, senza uno straccio di protezione per il potere d'acquisto reale. Siamo al limite e la gente non ce la fa più. Guardate la busta paga di questo mese e fatemi sapere nei commenti quanti euro vi hanno già sfilato via senza dire una parola. 


Fabrizio Uda

lunedì 28 settembre 2026

... una Sinistra soffocata! ...

LA TENAGLIA PD-AVS BLOCCA L'ALTERNATIVA PROGRESSISTA DI SINISTRA 


C’è questa strana illusione. Questo continuo lamentarsi del fatto che in Italia la sinistra sia scomparsa, che non ci sia più un’alternativa, che manchi il coraggio. La gente si guarda intorno, si dispera, cerca un barlume di pensiero critico e vede solo il vuoto. Ma il problema non è che la sinistra non c’è. Il problema, molto più banale e tragico, è che lo spazio dove dovrebbe nascere è occupato. Chiuso per sovraffollamento di mestieranti della conservazione. Guardiamo le cose con un minimo di lucidità, senza la solita anestesia del meno peggio. Da una parte c’è il Partito Democratico. Cos’è diventato il Pd? L’amministrazione condominiale dello stato di fatto. Il partito della responsabilità, dove la responsabilità significa accettare qualsiasi diktat economico, qualsiasi precarietà lavorativa, qualsiasi logica di guerra, purché presentata con un tono garbato e una cravatta ben stirata. È la politica che ha smantellato le tutele dei lavoratori sventolando la bandiera del progresso, la sinistra che piace ai mercati, agli industriali e ai salotti che non hanno mai visto una fabbrica o una periferia. Un comitato di gestione che vive di una presunta superiorità morale, buono solo a ricordarti che loro sono quelli educati, mentre il paese reale sprofonda. A conferma di tutto questo c’è la figura della Schlein, dopo oltre tre anni di segreteria e’ la perfetta incarnazione di questo inganno. Un immobilismo calcolato, una paralisi infiocchettata da slogan vuoti per non scontentare nessuno. E quelle rare volte che si muove, cosa fa? Produce scelte ed elabora politiche che finiscono per essere perfettamente sovrapponibili a quelle del governo Meloni. Sull'atlantismo acritico, sulla linea di voto per l'invio continuativo di armi nei conflitti, sul sostegno all'incremento delle spese militari e sull'accettazione sostanziale dei vincoli di bilancio e dell'austerità europea, la convergenza con la destra è nei fatti. Si fa finta di litigare sui dettagli o sui diritti civili a costo zero, o sulla restituzione di alcuni diritti sul lavoro, per nascondere che sui grandi pilastri dell'economia, della geopolitica e della difesa la direzione di marcia è esattamente la stessa. Dall’altra parte c’è Alleanza Verdi e Sinistra. L’opposizione da passeggio, il reparto cosmetico per le coscienze inquiete. AVS è la valvola di sfogo perfetta del sistema: intercetta la rabbia, l’indignazione ecologista, il desiderio di giustizia sociale di chi non ce la fa più a mandare giù la minestra del Pd, e cosa fa? Confeziona quel dissenso, lo veste con un linguaggio radicale e poi lo riconsegna puntualmente, pacchetto regalo incluso, al tavolo delle alleanze con il Pd stesso. È il gioco delle parti: si fa la voce grossa nei comizi e poi ci si accontenta di due poltrone nel listone comune in nome dell’emergenza. Ed è qui che la trappola si chiude in modo perfetto e inconfutabile. Il Pd e AVS non sono la base su cui costruire un polo progressista: sono la diga che lo impedisce. Funzionano come una tenaglia. Il Pd stabilisce il confine dell’accettabile, cioè l’obbedienza alle logiche liberiste; AVS raccoglie chi vorrebbe uscire da quel confine e lo riporta dentro con la scusa del voto utile. È il ricatto permanente: vi dicono che bisogna fermare la destra, vi chiedono di turarvi il naso per la millesima volta, e intanto azzerano qualsiasi possibilità di far nascere un pensiero di classe, una vera redistribuzione della ricchezza, una vera alternativa di società. Se il monopolio dell’opposizione appartiene a chi gestisce l’esistente e a chi gli fa da spalla decorativa, una vera politica di sinistra non ha semplicemente lo spazio fisico per nascere. Verrà sempre soffocata sul nascere dall’accusa di dividere il fronte, dal calcolo elettorale, dalla miseria delle coalizioni. E parliamoci chiaro: chiunque non sia accecato dal fanatismo di partito, chiunque sia in buona fede e abbia l'onestà intellettuale di guardare in faccia e riconoscere decenni di errori, non può che convenire con la realtà di quello che c'è scritto qui. Non è una questione di sfortuna o di tempi difficili. È una certezza matematica: per piantare un albero nuovo non serve annaffiare le piante finte. Bisogna prima liberare il terreno da ciò che prosciuga l'aria e la terra. 

Il Pd e AVS non sono la casa della sinistra: sono il tappo che la soffoca. E badate bene, non sono un 5 stelle, sono un ex Pd ed un ex Sinistra Italiana.. e sono sempre di più in compagnia, sempre di più. 


 Mauro David.

AUGIAS, sempre grandissimo!! ...

Le cose sarebbero andate molto diversamente e l'Italia oggi sarebbe una GRANDE ITALIA se LA SINISTRA si fosse OPPOSTA CON TUTTE LE FORZE all'entrata in politica di un noto e ricchissimo imprenditore e che per giunta operava nel CAMPO TELEVISIVO! Ancor prima della sua discesa in campo già gli avevano concesso FAVORI e sostenuto con apposite leggi per espandere le sue reti televisive. Pensateci bene, ragionateci su! L'hanno fatto entrare a gamba tesa nelle istituzioni, gli hanno fatto mettere le mani in pasta negli interessi del paese, gli hanno aperto le porte ai segreti e agli interessi della nazione! Il CONFLITTO DI INTERESSI DA DECENNI GOVERNA INDISTURBATO! La coronazione fu IL PATTO DEL NAZARENO con il devoto renzi! E quando nacque il MOVIMENTO 5 STELLE le persone ONESTE di questo paese, le uniche che pagavano le tasse e che si comportavano correttamente da sempre, videro UNO SPIRAGLIO DI LUCE e DI SPERANZA! In effetti, NONOSTANTE AVESSERO TUTTI CONTRO, furono tantissimi, in poco tempo e con una pandemia mondiale da combattere, i provvedimenti che andarono in porto con l'unico scopo utile del BENE COMUNE e di un po' di GIUSTIZIA SOCIALE, ma non appena il Presidente del Consiglio rappresentante di quella forza politica, riuscì dopo giorni di lotte, a strappare oltre 209 miliardi all'Europa, TUTTI CONCORDI con il faccendiere renzi in testa DISARCIONARONO il nemico e SI APPROPRIARONO DELL'IRRESISTIBILE MALLOPPO. Poi si arriva alla terribile storia che adesso stiamo vivendo, ma non dobbiamo dare tutte le colpe alla sinistra. A VOTARE ANDIAMO o PEGGIO NON ANDIAMO "NOI" e che ancora non si sia imparato a discernere LE MELE MARCE da quelle SANE è STRAZIANTE, INQUIETANTE, IMBARAZZANTE, INCOMMENTABILE!

... fermare le guerre!! ...

PER FERMARE LE GUERRE BISOGNA ELEGGERE CHI NON LE VUOLE.... A PROPOSITO DI RIGORE MORALE, DISCIPLINA ED ONORE NEL RISPETTO DELLA COSTITUZIONE E DEI CITTADINI ELETTORI, CON " NOVA " LA RISPOSTA A CHI CONTINUA A DIRE CHE IL M5S NON HA UN PROGRAMMA: 

1) CANCELLARE LA GIUSTIZIA A DOPPIO BINARIO CON IL RIPRISTINO DELL'ABUSO D'UFFICIO; 

2) POTENZIAMENTO DELLE INTERCETTAZIONI; 

 3 ) FINALMENTE UNA LEGGE SUL CONFLITTI D'INTERESSI. 

4) RIPRISTINO DEI POTERI DI CONTROLLO ALLA CORTE DEI CONTI. 

5) GUERRA IN UCRAINA LA POSIZIONE DELLA BASE DEL MOVIMENTO 5 STELLE È CHIARA: NO SECCO AL RIARMO UE DA 800 MILIARDI A DEBITO ( SOLO IN PARTE SOVRAPPONIBILE AL 5 % DI PIL PER LA NATO), SIA ALL'INVIO DI ALTRE ARMI A KIEV. 


 Albertazzi Giuseppe.

domenica 27 settembre 2026

... i nuovi nazisti!! ...

Qualche giorno fa una sorta di nuovo Adolf Hitler ha parlato all’Assemblea generale dell’ONU vomitando violenza e menzogne con il consenso di gran parte delle delegazioni occidentali, quelle che straparlano di civiltà, di valori e di altre imposture. Col piglio di Goebbels che descrive la notte dei cristalli, Netanyahu si è pure cimentato con soddisfazione nel racconto di come la tecnologia israeliana ha sfigurato centinaia di libanesi inserendo dell’esplosivo nei cercapersona e colpendo così a casaccio, indiscriminatamente. Però da noi il problema è Francesca Albanese. Una presunta intellettuale ha pure affermato che la Albanese starebbe svuotando il significato della Shoah. Proprio così: non il terrorismo israeliano, non le vergognose politiche di occupazione, non la censura, non il disprezzo per ogni critica ricondotta all’antisemitismo, non Netanyahu ma Francesca Albanese. Che volete farci. La mia sensazione è che invece il primo ministro israeliano abbia ancora parecchie inibizioni se non si è vantato dello sterminio di donne e bambini a Gaza o dell’uso della fame e della sete come tortura, della distruzione degli ospedali, della riduzione in cenere di quel poco che resta dell’agricoltura, della pastorizia e del sostentamento di palestinesi e libanesi. Ma tranquilli, è solo questione di tempo. Quello che era incredibile solo pochi anni fa si sta realizzando. È lecito dunque ritenere che il peggio non sia ancora arrivato. Del resto non ci sono più anticorpi. L’esercito dei negazionisti dello sterminio a Gaza è enorme ed è ai posti di comando. Qualcuno di loro ogni tanto si lascia andare in qualche accusa al primo ministro Netanyahu, come se poi fosse il solo responsabile e non fosse complice gran parte del suo stesso paese. C’è poco da stupirsi. Fare di Netanyahu il cattivone solitario è solo una sporca mossa che i complici di Israele adottano per nascondere la propria camicia nera insieme al razzismo e all’attitudine alla menzogna di cui sono stracarichi i loro propositi politici. Si tratta di personaggi ignobili, gente che ha dato in pegno il cervello per poter finalmente esprimere il proprio suprematismo e sentitisi al contempo impuniti. Sono i razzisti di stato. Gente apparentemente ordinaria e presentabile, che svolge anche occupazioni privilegiate e che può esprimere finalmente tutto il proprio bisogno infantile di superiorità, riflesso moralistico di quel dominio dell’uomo sull’uomo alla base dello sfruttamento e dell’oppressione di classe. Anche per questo possiamo considerarli come i nuovi nazisti. 


 Paolo Desogus.

... il "non-programma del PD! ...

Prima il non-programma - di Marco Travaglio 

editoriale del 24 Set 2026 


Ieri, proprio nel giorno del nostro 17° compleanno, mi è capitato di scompisciarmi leggendo il Fatto. Cosa che di solito mi accade con i giornaloni. L’articolo è quello di Wanda Marra sulla caccia al tesoro in cerca del programma del Pd. Wanda ovviamente non c’entra, come sempre è stata brava: lo sghignazzo nasce dalle risposte che ha ricevuto dai piani alti del Pd, una via di mezzo fra una gag di Corrado Guzzanti e un film dei Monty Python. Il punto di partenza è il mantra della “testardamente unitaria” Elly Schlein ogni volta che le chiedono delle primarie: “Prima il programma e poi i nomi”. E la gente pensa: ammazza che volpe, questa avrà il programma in tasca e sfida gli altri partiti a darsene uno. Invece domenica i 5Stelle hanno votato il loro, mentre quello del Pd non risulta. Ma cos’è il genio? “È fantasia, intuizione, colpo d’occhio e velocità d’esecuzione” (Amici miei atto II). E al Nazareno i geni si sprecano. Quindi, alla domanda su dove sia il programma, o quando verrà deciso, votato e diffuso, rispondono così: “Il programma è l’intervento di Schlein alla Festa dell’Unità di Reggio Emilia e si trova sul sito del Pd”. Il che è vero: c’è il discorso di 110 minuti e c’è il testo in “versione integrale”, per collezionisti, consta di 11.551 parole e 72.714 caratteri. Brevi (si fa per dire) cenni sull’universo, una lunga lista di bei sogni, ma nulla che somigli vagamente a un programma: che richiede precisione, dati, cifre e coperture. Tant’è che ha fatto più notizia una frase netta e comprensibile di Virginia Libero. Anche perché non siamo la Cina, che segue piani ventennali e cinquantennali. In Italia è grasso che cola se hai cinque anni interi per fare dieci o venti cose. In 11.551 parole, “riarmo” ricorre una sola volta, per denunciare “la pericolosa corsa al riarmo nazionale di 27 eserciti ancora scoordinati tra loro”, peraltro decisa dalla Commissione Ue sostenuta dal Pd. Quindi, se è pericolosa, il Pd annullerà l’impegno preso anche col suo voto? Mistero. E il riarmo Nato al 5% del Pil (100 miliardi l’anno dal 2035)? Mai citato, anzi mai citata la Nato. E l’Ucraina? “Ha subìto un’aggressione criminale da Putin” e “non è accettabile che si riscrivano i confini con le armi”, non sia mai, ergo “chiediamo all’Ue un’iniziativa diplomatica e politica, che fin qui è mancata, per contribuire a una pace giusta, che non è la resa alle ragioni dell’aggressore”. E sia chiaro, “basta doppi standard insopportabili”: sanzioniamo pure Israele, anche se Gaza non è mai citata. E l’aggressione di Usa e Israele all’Iran? Nemmeno una parola, a parte l’esecrazione per “il brutale regime teocratico di Teheran”. Quindi lì i doppi standard insopportabili vanno benissimo. 

Anni fa Grillo inventò il non-statuto dei 5Stelle. Ora abbiamo il non-programma del Pd.

... un altro "riformista"!! ...

LA SINDROME DEL MARTIRE BORGHESE 


C’è una strana e antica abitudine in una certa sinistra di palazzo: per quarant’anni si sta seduti sulle stesse poltrone, si avallano i soliti compromessi, e poi, un mattino qualsiasi, ci si sveglia scoprendosi vergini e traditi. Emanuele Fiano si dice "politicamente espatriato" per il no del PD al DDL sull’antisemitismo. Dice che soffre, cita Auschwitz, evoca le grandi figure del passato. La lotta all’antisemitismo è un dovere sacro, che non si discute. Ma la recita di Fiano è un’altra cosa. La domanda da farsi è spietata: dov’è la linea che separa una ferita morale da un banalissimo calcolo politico? Perché quando un dirigente storico di quel partito si accorge di pensarla esattamente come la destra di governo della fiamma tricolore, e usa questa sintonia per fare la morale a tutti, non siamo di fronte a un dramma di coscienza. Siamo al solito, noiosissimo riflesso condizionato di una casta che scambia le proprie certezze per la libertà. Fiano accusa il PD di essersi piegato ai Cinque Stelle. Ma da che pulpito? Chi vota questo PD non sono certo io, che quella tessera l'ho lasciata tredici anni fa. Ma vedere chi per una vita ha alimentato quell'apparato oggi vestirsi da martire della purezza fa quasi sorridere. Il loro cosiddetto "riformismo" riscopre l’etica solo quando c’è da strizzare l'occhio a chi comanda e dare una mano alla maggioranza di turno. Sentirsi "espatriati" è l'alibi perfetto. Evita di guardarsi allo specchio e chiedersi come mai la propria visione sia così distante dalla realtà del paese e persino da chi ancora va a votare a sinistra. C’è un’eleganza del risentimento che è profondamente borghese: ci si rifugia nell’indignazione da salotto per non ammettere che ci si trova benissimo dalla parte del potere. L'antisemitismo si combatte con la cultura e la storia, non usandolo come grimaldello per giustificare l'ennesima convergenza a destra. Raccontare di soffrire per restare sempre dalla parte dei "giusti" è un vecchio trucco. 
Il problema è che, a forza di stare dalla parte dei giusti, si finisce sempre per stare dalla parte sbagliata. 


 Mauro David.

sabato 26 settembre 2026

... non ci sono parole!!! ...

Credo sia la prima volta nella storia che si rivendica all'ONU un atto di autentico terrorismo di stato, esibendo da spavaldo capomafia stragista quale costui è lo strumento utilizzato per uccidere, accecare, mutilare e sfigurare a vita migliaia di civili e bambini libanesi, con la perfidia di detonare simultaneamente migliaia di dispositivi apparentemente innocui. Pensate se la stessa identica operazione fosse stata realizzata dai servizi russi a Kiev, o da quelli iraniani a Tel Aviv. Immaginate migliaia di cellulari esplodere a Manhattan, o a Londra, o a Roma e Milano, mentre sono in mano a figli, mogli, sorelle, in auto in transito, dal barbiere, dal fruttivendolo, al supermercato, sullo scaffale della sala di attesa di un ospedale. E invece no. Non lo hanno fatto loro. Lo abbiamo fatto 'noi', i nostri alleati. Le nostre TV pubbliche, i nostri maggiori quotidiani, le aule parlamentari e gli scranni del Governo sono pieni di gente che applaude. 

Non trovo le parole. 
 Tutte le parole falliscono. 


 Luigi Daniele.

... tutto di fretta!!! ...

... sono le 14,40 e Antonio è già arrivato ... questo da la misura della nostra situazione attuale ... domani scriverò di più!!!

venerdì 25 settembre 2026

... MISERABILI 2!!! ...

I 77 paesi le cui delegazioni hanno abbandonato l'aula dell'Assemblea generale dell'ONU durante il discorso di Netanyahu. 
La delegazione italiana, da buona serva devota, è rimasta ma non in mio nome 

#NotInMyName 


 Arab Countries — 18 Delegazioni ▪️ Syria ▪️ Palestine ▪️ Jordan ▪️ Lebanon ▪️ Iraq ▪️ Saudi Arabia ▪️ Qatar ▪️ Kuwait ▪️ Oman ▪️ Yemen ▪️ Egypt ▪️ Sudan ▪️ Tunisia ▪️ Algeria ▪️ Libya ▪️ Mauritania ▪️ Somalia ▪️ Comoros 🔴 Asia and Turkey — 14 Delegazioni ▪️ Turkey ▪️ Iran ▪️ Pakistan ▪️ Afghanistan ▪️ Bangladesh ▪️ Indonesia ▪️ Malaysia ▪️ Brunei Darussalam ▪️ Maldives ▪️ Myanmar ▪️ North Korea ▪️ Turkmenistan ▪️ Uzbekistan ▪️ Kyrgyzstan 🔴 Non-Arab Africa — 20 Delegazioni ▪️ South Africa ▪️ Senegal ▪️ Djibouti ▪️ Angola ▪️ Congo ▪️ Democratic Republic of the Congo ▪️ Liberia ▪️ Eritrea ▪️ Chad ▪️ Central African Republic ▪️ Madagascar ▪️ Niger ▪️ Botswana ▪️ Uganda ▪️ Lesotho ▪️ Eswatini ▪️ Equatorial Guinea ▪️ Mozambique ▪️ Namibia ▪️ Kenya 🔴 Latin America and the Caribbean — 17 Delegazioni ▪️ Suriname ▪️ Panama ▪️ Venezuela ▪️ Antigua and Barbuda ▪️ Belize ▪️ Barbados ▪️ Colombia ▪️ Dominica ▪️ Nicaragua ▪️ Peru ▪️ Saint Lucia ▪️ Bahamas ▪️ Bolivia ▪️ Cuba ▪️ Guyana ▪️ Brazil ▪️ Chile 🔴 Europe — 6 Delegazioni ▪️ North Macedonia ▪️ San Marino ▪️ Slovenia ▪️ Bosnia and Herzegovina ▪️ Spain ▪️ Ireland 🔴 Oceania — 2 Delegazioni ▪️ Tuvalu ▪️ Tonga 

🔴 Total: 77 Delegazioni 


 Laura Rocci

... MISERABILI!!! ...

Bassezza morale e miserabilismo politico 


Quando ti accorgi di annaspare perché hai esaurito gli effetti speciali e l’uditorio, assuefatto alle giaculatorie, mostra disincanto, i miserabili non cercano di migliorare se stessi ma trascinano nel fango, o almeno ci provano, chi è migliore di loro. Sopraffatta dai fallimenti politici e amministrativi: riforme bocciate, economia in stato di asfissia, nonostante gli effetti dei Bonus edilizi e le risorse del PNRR che hanno mascherato una economia inerziale, senza guida, senza crescita, infatti ultima in Europa; una politica energetica vissuta alla giornata, senza programmazione e disattesa ogni promessa, dal taglio delle accise fino al prezzo fuori controllo del carburante; dall’abolizione della legge Fornero, alla realtà del pensionamento a 67 anni e 1 mese nel 2027, in progressione fino a 67 anni e 8 mesi nel 2031; Una sanità devastata in cui è assistito chi se la può pagare; lo squallore di un welfare ridotto ad elemosina; alla crescita del debito pubblico fino alla possibile procedura di infrazione per il deficit al 3,1%; alla politica estera al servizio dei potenti guerrafondai e genocidari, nonchè ridicola nella rappresentanza. Allora l’urgenza di ricreare consenso ricorrendo, almeno in casa propria, ai fedeli cavalli di battaglia, razzismo e menzogna, per ritrovare nuova luce possono non bastare, lo avverti che non basta, ma occorre fare altro, ad esempio attenuare la luce degli altri, trascinare nel fango chi, istituzionalmente, moralmente e politicamente ti sovrasta: il Capo dello Stato, Sergio Mattarella. Così è stato, ieri sera, da Bruno Vespa, il domestico di corte, il genuflesso della comunicazione, in cui, programma di pochi minuti, ma in una fascia di ascolto elevata, Giorgia Meloni, per cercare di riaggiustare la sua miseranda idea della scuola in cui la realtà sociale multietnica era stata, il giorno prima, derisa e ghettizzata, ha cercato di associare alla stessa sua idea quella del Capo dello Stato, riesumando sue circolari vecchie di 36 anni, il cui contenuto, rivolto alla migliore inclusione degli alunni stranieri nelle scuole, raccomandava lo spirito dell’art.34 della Costituzione, senza imposizioni, ma lasciando piena autonomia gestionale alla scuola. L’esatto contrario di ciò che intende fare lei con una proposta di legge tesa a ghettizzare gli alunni stranieri, a separare anziché includere, irregimentando il sistema scolastico caratterizzandolo con una impronta razzista per dimostrare che il fascismo di Vannacci è solo una minaccia, mentre quello di Meloni è già in opera, concreto e pure istituzionale. 


 Giovanni Maria Fresu.

... guerra ai poveri!! ...

𝐈𝐥 𝐬𝐞𝐥𝐟𝐢𝐞 𝐚𝐢 𝐠𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐅𝐞𝐧𝐢𝐱, 𝐮𝐧 𝐩𝐫𝐨𝐜𝐮𝐫𝐚𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐚𝐧𝐭𝐢𝐦𝐚𝐟𝐢𝐚 𝐚 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐢 𝐠𝐥𝐢 𝐚𝐥𝐭𝐫𝐢 



Il #buongiorno di Giulio Cavalli Giovedì 


il governo ha affidato i quattordicenni all’Antimafia. Il decreto giustizia del Consiglio dei ministri porta la Procura nazionale antimafia dentro i processi ai minorenni, mentre il decreto scuola fissa per legge un tetto del 30 per cento agli alunni stranieri appena arrivati e multe fino a mille euro per chi entra col volto coperto. L’aveva annunciato domenica Giorgia Meloni dal palco di Fenix, la festa dei giovani di Fratelli d’Italia che si è chiusa con un sorridente e sguaiato selfie collettivo. La guerra ai giovani, del resto, è l’unica che questo governo combatte con metodo da quando, a ottobre 2022, il suo primo decreto inventava il reato di rave. Poi il decreto Caivano, che dava l’avviso orale del questore ai quattordicenni e il carcere cautelare più facile, la bocciatura col cinque in condotta nel 2024, le multe ai genitori a febbraio e a luglio due disegni di legge con il fermo preventivo per i minori e la capacità di intendere presunta dai quattordici anni, perché chi sbaglia, spiegava Meloni, risponde «anche quando è minorenne». Il conto lo tiene Antigone: negli istituti penali per minorenni i ragazzi erano 381 a fine 2022 e 572 a fine 2025. Eppure la scienza dice l’opposto. Uberto Gatti, criminologo dell’Università di Genova, seguendo 779 ragazzi poveri ha misurato che chi passa dal tribunale per i minorenni finisce più spesso nel crimine da adulto, e Stanley Cohen già nel 1972 dava un nome al meccanismo che fabbrica un nemico giovane per fargli la guerra: panico morale. Ai giovani di Fenix il selfie con la premier, a tutti gli altri un procuratore antimafia.

... ritorno in città ...

... domani pomeriggio si ritorna in città con la prospettiva di un mese di ottobre semplicemente orribile!!

giovedì 24 settembre 2026

... un segnale potente!!! ...

La sala delle Nazioni Unite si svuota mentre Benjamin Netanyahu si appresta a parlare. 

Un’immagine potentissima. Ma, a mio giudizio, il problema è ancora più grave: un personaggio sul quale grava un mandato d’arresto della Corte Penale Internazionale per presunti crimini di guerra e crimini contro l’umanità non dovrebbe nemmeno avere accesso a quel podio. Chi ha le mani politicamente sporche del sangue di decine di migliaia di palestinesi non dovrebbe essere accolto nella più importante istituzione multilaterale del mondo come un normale interlocutore diplomatico. E l’ipocrisia raggiunge il massimo livello proprio qui. Netanyahu ha attaccato ripetutamente le Nazioni Unite, accusandole di essere ostili a Israele e arrivando a definirle un «covo» di antisemitismo. Quando l’ONU denuncia ciò che accade a Gaza, per lui diventa un’organizzazione delegittimata e antisemita. Quando invece gli offre un microfono davanti al mondo, quel podio improvvisamente gli va bene. 

Le delegazioni che oggi hanno scelto di alzarsi e abbandonare la sala hanno mandato un messaggio molto più forte di qualsiasi dichiarazione diplomatica: non tutto può essere normalizzato. Non tutto può essere coperto dal protocollo. E non basta indossare una giacca, entrare in un palazzo internazionale e parlare da un podio per cancellare il sangue. 


 Emir Alili.

... che venga "'o miracolo!!" ...

TUTTI A CASA! 


Ma vi rendete conto di cosa succederebbe se quell'8 o 9 di ottobre il tabellone della Camera si illuminasse di rosso? Se per un meraviglioso, grottesco errore di calcolo la fiducia venisse bocciata e lei, mantenendo la parola d'acciaio, dicesse: "Basta, è finita, me ne vado!". Altro che crisi d'impatto o spread che sale. Sarebbe la catarsi! Un’esplosione di giubilo da far sembrare i baccanali dell'antica Roma un tranquillo catechismo di periferia. Un mese intero di festa nazionale contagiosa, viscerale, un vero e proprio delirio istituzionale! Guardate i comunisti! Quelli veri, ma anche quelli del centro-sinistra con il golfino di cachemire, gente che da cinquant'anni fa del malumore un'arte. Improvvisamente li vedi saltare! Non nei cortei: saltano di gioia! Professori di sessant'anni con l'artrosi che tentano dei jump acrobatici a mezz'aria, travolti da un'estasi che manco la caduta del Muro di Berlino! E la finanza? Piazza Affari che chiude per manifesta ebbrezza, con gli analisti finanziari che lanciano i caviali dalle finestre e i controllori del fisco che strappano le cartelle esattoriali ballando la tarantella nei corridoi dell'Agenzia delle Entrate! Nelle piazze si organizzerebbero tavolate lunghe chilometri con le fontane storiche che zampillano vino rosso e i ristoratori di Roma che regalano amatriciane ai passanti piangendo di commozione. E in televisione? Ma vi immaginate il telegiornale? Il mezzobusto storico, l'uomo che per anni ha letto le veline con la maschera di bronzo, che si blocca, guarda la telecamera, si strappa la cravatta, stappa uno spumante da tre euro schizzando la lente e parte il trenino da capodanno tra le quinte sulle note di una marcia funebre riarrangiata in versione dance! Persino le agenzie di scommesse inizierebbero a quotare il Papa che si affaccia su San Pietro per intonare Bella Ciao a reti unificate! Ma la vera festa, la liberazione più pura e commovente, avverrebbe nei corridoi dei ministeri! Immaginatevi i suoi ministri. Quelli che per quattro anni sono stati tenuti al guinzaglio, col terrore costante di una sua telefonata urlata alle sette di mattina: "Ma che hai detto?! Ma ti devi sempre far riconoscere?!". Ecco, immaginateveli finalmente liberi! Li vedresti correre nei corridoi a torso nudo a sparare castronerie in piena libertà senza più il tutoraggio di Palazzo Chigi! Lollobrigida che convoca una conferenza stampa d'urgenza solo per dichiarare che le verdure coltivate con la musica di Pupo crescono più forti e resistenti. Piantedosi che propone di risolvere il traffico sulle tangenziali sgomberando direttamente i semafori. Sangiuliano che riscrive la storia in diretta su Rai 3 collocando la scoperta dell'America a Montecatini Terme nel 1984! Una cascata incontrollata di perle quotidiane, rilasciate senza freni, senza paura, senza l'ombra minacciosa di lei che spunta da dietro la porta a gridare "Vergogna!". E la cosa più fantastica è che persino i parlamentari della sua maggioranza, passato il terrore per la perdita del vitalizio, verrebbero travolti da questo orrore bellissimo! Li vedresti nei corridoi che si strappano la spilletta dal bavero, abbracciano le opposizioni e confessano a squarciagola: "Finalmente! Smetto di dire che le preferenze temperate erano un'idea geniale! Libertà!". Un mese di sbornia collettiva in cui persino i gatti di Roma brindano a champagne. 

Certo.. poi il trentunesimo giorno ci si sveglierebbe col mal di testa, ricordandoci che dobbiamo ritornare a votare con il Rosatellum. Ma per la miseria.. che meravigliosa, indimenticabile, altissima farsa! 


 Mauro David.

... il morto può aspettare!! ...

𝟔.𝟓𝟎𝟎 𝐛𝐢𝐠𝐥𝐢𝐞𝐭𝐭𝐢 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐝𝐞𝐥 𝐥𝐮𝐭𝐭𝐨: 𝐚𝐥 𝐂𝐨𝐥𝐨𝐬𝐬𝐞𝐨 𝐢𝐥 𝐦𝐨𝐫𝐭𝐨 𝐬𝐮𝐥 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 𝐩𝐮𝐨̀ 𝐚𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐚𝐫𝐞 


Il #buongiorno di Giulio Cavalli 


 Dalle nostre parti il morto sul lavoro si tratta come un guasto alla linea: se ne parla il meno possibile, badando che anche da morto intralci poco la circolazione, e se poi la notizia scappa gli si concede un giro di solidarietà. Ieri il Colosseo ci ha offerto la fotografia perfetta. Andrea Moretti, operaio rocciatore di 22 anni, è precipitato per dieci metri martedì notte mentre montava le nuove luci dell'Anfiteatro Flavio. Al mattino il Parco archeologico chiudeva soltanto il settore del secondo ordine dove il ragazzo era caduto e il resto del Colosseo apriva ai turisti. La serrata totale è arrivata solo dopo le proteste della Cgil, e il ministero della Cultura l'ha pure rivendicata in una nota: decisione "assunta già nella notte", attuata però "dopo aver gestito il primo turno di visita". Il direttore Simone Quilici ha spiegato che bisognava garantire la visita a circa 6.500 persone. Insomma, prima il biglietto e poi il lutto. Ai turisti rimasti fuori, raccontano, le spiegazioni le ha date un volantino del sindacato, nient'altro. Quando la notizia del morto è rimbalzata sulle agenzie internazionali allora il cordoglio si è messo in fila, ordinato come i visitatori del mattino: la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha definito inaccettabile morire a 22 anni, il ministro Alessandro Giuli ha deposto una corona al secondo anello precisando che «una corona di fiori del genere non si improvvisa in pochi minuti». La chiusura del Colosseo invece sì, improvvisata sotto dettatura di un sindacato nel monumento che per un'intera mattinata ha contato i visitatori prima del morto. 

 𝐼𝑚𝑚𝑎𝑔𝑖𝑛𝑒 𝑟𝑒𝑎𝑙𝑖𝑧𝑧𝑎𝑡𝑎 𝑐𝑜𝑛 𝐼𝐴

... la sintesi di un budino! ...

CARA BINDI, FARE LA SINTESI CON UN BUDINO È UN ESERCIZIO DI METAFISICA 


Rosy Bindi la si stimava ieri e la si stima oggi. La si stima per quel rigore d’altri tempi e per la legittima pretesa che la politica torni a essere una cosa seria. Quando ci spiega, dall’alto della sua esperienza, che un leader di coalizione debba saper fare sintesi e non limitarsi a sventolare il proprio programma di partito, dice una cosa impeccabile. Formidabile. Da manuale di scienza della politica. Poi però la teoria cede il passo alla realtà. E la realtà, si sa, è sempre un po' più volgare. Per fare una sintesi servono almeno due elementi certi. Da una parte c'è un Movimento che, piaccia o meno, si è preso la briga di fare un’assemblea, contarsi, discutere e decidere una linea chiara su riarmo, Ucraina ed economia. Una posizione definita, magari spigolosa, ma leggibile. Dall’altra parte c'è il Partito Democratico. E qui la sintesi smette di essere politica e diventa intrattenimento per appassionati di enigmistica. Prima di pretendere che un alleato trovi un punto d’intesa con il PD, bisognerebbe sommessamente chiedersi: con quale PD? Con quello della segreteria che prova a parlare a sinistra, o con quello della sua intramontabile componente neoliberista e bellicista, sempre prontissima a imbracciare l'elmetto (altrui) pur di non perdere la propria rendita di posizione? Con chi tenta di ascoltare la piazza o con i maestrini dalla penna rossa che spiegano al proprio elettorato quanto sia rozzo e impreparato a capire le sublimi esigenze del riarmo? Chiedere a un potenziale leader di far sintesi con il PD è una pretesa quasi crudele: equivale a chiedergli di trovare il centro di gravità di un budino in permanente agitazione atomica. Con immutata devozione per la Bindi, la sensazione è che prima di fare le pulci alla maturità di coalizione degli alleati, ci si dovrebbe porre una domanda più banale: ma in casa PD, prima di chiedere agli altri di sintetizzare la propria linea, si sono messi d'accordo su quale sia? Perché fare la sintesi con chi ha idee diverse dalle tue è il mestiere della politica. 

Fare la sintesi con chi ne manifesta tre contemporaneamente, e tutte in lite tra loro, richiede invece doti che esulano dalla politica e sconfinano nel miracolo. 


 Mauro David.

mercoledì 23 settembre 2026

... destinati alla sconfitta! ...

Conte vs Schlein. 


Mi rivolgo a tutti coloro che si riconoscono nel centro sinistra. Chiamatelo come volete, a me non importa del nome, io intendo a sinistra del centro destra. Stiamo scherzando con il fuoco. Putin ha consolidato il suo potere in Russia. In Germania molti Land hanno visto crescere l'estrema destra, decuplicando i voti, e di conseguenza, i consensi. Trump sta trasformando gli USA nelle tragicomica rappresentanza di un occidente senza una guida. Gli USA detengono il 70% del debito mondiale, sono in guerra su molti fronti,senza un criterio,con l'Iran per esempio, verso cui non nutro alcuna simpatia, non sanno come tirarsi fuori. Il prossimo anno molti paesi importanti andranno al voto. In Francia la Le Pen è accreditata come prossimo Presidente. La Spagna? Anche l'Italia andrà al voto: cosa ci aspetta? Non mi faccio illusioni, non più, la destra vincerà a man bassa. Sono una falange, granitica, nessuno ha mai criticato un alleato. Neanche di fronte al compimento di reati. Quando nel 2022 FdI è risultato il primo partito, la candidatura a PdC della Meloni è stata naturale e pacifica,eppure il suo nome,prima delle elezioni,non era mai stato fatto.( nessun nome era stato fatto ). I partiti del centro sinistra cosa stanno facendo ? Un osceno balletto sulle spoglie della defunta Dc e del defunto PCI. Al centro siedono orgogliosamente almeno sei formazioni che,tutte insieme arrivano a malapena al 10% e,ciononostante si beccano come i quattro capponi di Renzo, di manzoniana memoria. La povera Elly Schlein continua a definirsi " testardamente unitaria" ma con chi? Conte la sbeffeggia facendosi votare in rete ,da un pugno di militanti, un programma politico vistosamente diverso in politica estera che sappiamo essere il cuore della politica di un Paese. Lui dice " basta al riarmo e alle armi all'Ucraina ". Bene significa che, a parti inverse, se qualcuno ci invadesse, in nome di una OPERAZIONE SPECIALE, non ci dovremo aspettare alcun aiuto. La Russia, come a suo tempo Hitler, ha il diritto di invadere perché noi siamo pacifisti? Il popolo ucraino è guerrafondaio o sta facendo la RESISTENZA? Come se non fosse abbastanza grave la situazione, si continuano a chiedere le primarie di coalizione infischiandosene che il PD è abbondantemente il partito più grande. Sono consapevoli i nostri recalcitranti alleati che abbiamo già perso in partenza con queste premesse? Oppure il proprio orgoglio di parte deve comunque prevalere? Gradirei un parere da amici e simpatizzanti e anche da persone interessate ad un apporto costruttivo. 


 Enrica Perucca.

... beati idioti!!! ...

𝐈𝐥 𝐭𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐚𝐠𝐥𝐢 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐧𝐢𝐞𝐫𝐢 𝐝𝐢 𝐌𝐞𝐥𝐨𝐧𝐢 𝐞̀ 𝐝𝐮𝐫𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐮𝐞 𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐢 


Il #buongiorno di Giulio Cavalli 

Conviene cominciare con le proporzioni, almeno per comprendere la minuteria che riempie le prime pagine: parliamo di meno di mille classi, parola del ministro, su 34mila che hanno più del 30 per cento di stranieri. A tanto si riduce il tetto che Giorgia Meloni aveva gridato domenica dal palco di Fenix: ieri il ministro Giuseppe Valditara ha spiegato al Corriere della Sera che toccherà solo chi ignora l’italiano, e che si sposta solo chi trova posto. Pugno di ferro pieno di condizionali, quindi. È il metodo di un governo che dal 2022 ha varato 132 decreti-legge e perso tutte e tre le riforme promesse: separazione delle carriere bocciata dal referendum di marzo, premierato fermo alla Camera dal 2024, autonomia smontata dalla Consulta. Riforma pochissimo e parla moltissimo, certo che la comunicazione sia la politica, anzi tutta la politica. Murray Edelman lo aveva scritto nel 1964: il potere distribuisce simboli per rassicurare le masse, e qui è avanzato solo il simbolo. La si dice grossa per calmare i bassi istinti di chi potrebbe preferire un’altra destra, quella dell’ex generale Roberto Vannacci (baby pensionato a 56 anni, mi piace sempre ricordarlo) e poi si sbatte il muso contro la Costituzione. Lunedì ad Amatrice Sergio Mattarella, che della Costituzione guarda caso è il garante, ha ricordato che la scuola «è aperta a tutti», e ieri il tetto era già annacquato. Del provvedimento a loro interessa poco, quasi niente. Il 30 per cento c’è già dal 2010, in una circolare di Mariastella Gelmini che riguardava proprio chi l’italiano lo mastica poco. Conta la “sensazione”, la politica “percepita”, per elettori che evidentemente non hanno l’auto, non fanno benzina e non pagano le bollette, per poter amare così spassionatamente solo la percezione. 
Beati loro.

... governo fallito!!! ...

Risparmiare su tutte le spese sociali non è bastato, il rapporto tra deficit e Pil resta al 3,1% e l’Italia non esce dalla procedura di infrazione europea. L’austerità è stata inutile, il governo ha fallito su tutti i fronti economici: cala la produttività e salgono le tasse. E non c’è un euro per l’ultima legge di bilancio 


 La prima del 23 settembre

... AUTUNNO! ...

Estate agli sgoccioli, oggi arriva l’equinozio d’autunno: ecco cosa cambia Nell’emisfero settentrionale le ore di luce continueranno a diminuire progressivamente fino al solstizio d’inverno del 21 dicembre, la giornata più corta dell’anno. 


 Dopo mesi di afa e temperature record, l’estate 2026 è giunta al termine: nella notte tra il 22 e il 23 settembre, alle ore 2:05, è caduto l’equinozio d’autunno, l’istante che ha segnato il cambio di stagione in tutto l’emisfero settentrionale. In quel momento, il Sole ha attraversato l’equatore celeste, ossia la proiezione dell’equatore terrestre sulla volta celeste, spostandosi da Nord a Sud. Se questo passaggio nell’emisfero boreale segna l’inizio dell’autunno, in quello australe dà il via alla primavera.

martedì 22 settembre 2026

... la strana coppia!! ...

LA STRANA COPPIA ALLA PROVA DEL FUOCO 


Ascoltate che capolavoro di ingegneria politica.
 I Cinque Stelle un programma ce l'hanno: niente spesa militare e niente armi all'Ucraina. Una posizione rigida, lineare, persino comprensibile nella sua ostinazione. Poi c'è AVS, che naviga sulla stessa onda pacifista ma, quando la sedia scotta, si adatta alla bisogna con la flessibilità di un giocoliere. La solita arte del galleggiamento. E poi il capolavoro assoluto: il PD. Lì la schizofrenia è un valore fondativo. C'è chi vuole il riarmo ma non l'invio di armi a Kiev, chi vuol mandare i carri armati ma disarmare pure i vigili urbani, e chi è contrario a tutto, persino a se stesso. In mezzo a questo buffet svetta la segretaria Schlein che, dopo tre anni, sei mesi e dieci giorni, non è ancora riuscita a dare una faccia al partito. Non per incapacità, ma per pudore: che faccia dai a un organismo con quattro braccia, sei gambe e lo sguardo rivolto in tre direzioni diverse? Eppure questi due punti sono la bomba di fine mondo del Campo Largo. Ognuno recita la sua parte, ma tutti sanno che andare divisi sarebbe un suicidio politico senza appello, l'ecatombe del centro-sinistra e la condanna all'irrilevanza. E allora quali sublimi possibilità restano? La prima è il "Super-documento del nulla": quattrocento pagine di programma con una frase sulle armi così ambigua che al primo voto parlamentare il governo cade in quattro secondi. La seconda è la "Menzione d'onore alla coscienza": ognuno vota come gli pare e la politica estera si decide tirando i dadi in un'assemblea condominiale permanente. La terza è la "Capitolazione della notte prima": uno dei blocchi cede di schianto all'ultimo minuto e gli elettori si disperdono sconfortati nell'astensionismo. La quarta è la "Scommessa delle primarie": fare votare la base dopo aver firmato col sangue un patto dove chi vince fa la linea. Peccato che verrebbe calpestato subito dopo, specialmente da un PD che assomiglia più alla Jugoslavia del dopo Tito che a un partito coeso. Infine c'è la "Fuga dalla realtà": un patto per parlare solo di sanità e salario minimo, facendo finta che la geopolitica non esista. Un piano perfetto, a patto che nel mondo regni la pace per i prossimi cinque anni. Insomma, sono condannati a stare insieme per pura sopravvivenza. Un matrimonio d'interesse dove ci si odia ma si condivide il mutuo. Salvo che, dentro i Cinque Stelle, ci sono già anime pronte a rischiare la catastrofe pur di dire "andiamo da soli e lasciamo che il PD affondi nella sua solenne confusione". 


 Mauro David.

... Amichettismo!! ...

𝐀𝐦𝐢𝐜𝐡𝐞𝐭𝐭𝐢𝐬𝐦𝐨 𝐬𝐮 𝐦𝐢𝐬𝐮𝐫𝐚: 𝐢𝐥 𝐠𝐨𝐯𝐞𝐫𝐧𝐨 𝐌𝐞𝐥𝐨𝐧𝐢 𝐧𝐨𝐦𝐢𝐧𝐚 𝐢𝐥 𝐬𝐚𝐫𝐭𝐨 


Il #buongiorno di Giulio Cavalli 



 Alla Camera, il 25 ottobre 2022, Giorgia Meloni chiedeva la fiducia promettendo guerra a una società in cui «il tuo destino è segnato dalla famiglia di provenienza o dalle amicizie che hai». Promessa mantenuta, a modo suo: il destino adesso dipende dalla famiglia sua. L'allora cognato Francesco Lollobrigida fatto ministro. Geronimo La Russa, primogenito del presidente del Senato, piazzato dal ministero nel cda del Piccolo di Milano. Gabriella Alemanno, sorella di Gianni, alla Consob, e la moglie del viceministro Edmondo Cirielli a capo delle emergenze sanitarie del ministero della Salute, che almeno in caso di pandemia ci tiene tutti in famiglia. Poi c'è la corte, dove trovi Beatrice Venezi dalla consulenza di Gennaro Sangiuliano alla Fenice, Pino Insegno su Rai2, Claudia Conte che racconta una relazione con il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi e intanto conduce su Radio1, Paolo Petrecca a RaiSport fino alla sera in cui ha scambiato la presidente del Cio per la figlia di Mattarella. E Sangiuliano stesso, dimesso per il caso Boccia e rispedito a guidare la sede Rai di Parigi, da dove è ripartito capolista di Fratelli d'Italia in Campania. Ultimo arrivato Domenico Vacca, lo stilista che veste il ministro della Cultura Alessandro Giuli, ora suo consulente per il cinema a titolo gratuito, ci tiene a precisare il ministero. È la nomina più onesta di tutte, perché un governo che i posti li taglia addosso alla persona prima o poi il sarto doveva nominarlo: qui il curriculum si prende a misura e chi sbaglia cade verso l'alto, con la giacca appena stirata.

lunedì 21 settembre 2026

... futura morale fascista!!! ...

AVVERTIMENTI AI FUTURI SPOSI: LE FONTI DI TAJANI 


Anni fa, una cara amica mi regalò per ridere questo libretto (come si vede dalla copertina, non l’ho tenuto benissimo, incautamente sottovalutando le sue potenzialità future) che raccoglie le migliori perle della cultura patriarcale sul matrimonio rielaborate, edulcorate e adattate ad una famiglia relativamente moderna - anni ‘50? - e che fin dall’impostazione grafica rivela la tipica visione antropologica e psicologica di una coppia profondamente duale e antinomica in cui i ruoli restino rigorosamente separati. In esso si elargiscono consigli in modo speculare, agli uomini perché siano affidabili, oculati, fedeli e attenti guardiani della virtù delle proprie mogli, e alle donne che siano sempre e su tutto sobrie, discrete, premurose, modeste, ubbidienti e soprattutto assennate esecutrici dei dettami maritali. Dopo la pubblica uscita di ieri dell’egregio ministro degli Esteri, mi sono ricordata di questa preziosa guida da cui mi pare evidente discenda la Weltanschauung tajanese e la sua visione della donna in particolare. Il livello delle sue esternazioni direi che riveli a quale genere di fonti si sia abbeverato e quali documenti abbia egli diligentemente compulsato nella sua lunga vita da benemerito della Res publica. 

Favorisco in allegato dettagliata documentazione acciocché si possa giungere adeguatamente preparate/i ad accogliere i futuri orizzonti ideologici. 


 Lucia Annunziata.

... stile fascista!! ...

𝐓𝐚𝐣𝐚𝐧𝐢 𝐦𝐢𝐬𝐮𝐫𝐚 𝐥𝐞 𝐠𝐨𝐧𝐧𝐞, 𝐕𝐚𝐥𝐝𝐢𝐭𝐚𝐫𝐚 𝐮𝐦𝐢𝐥𝐢𝐚, 𝐋𝐚 𝐑𝐮𝐬𝐬𝐚 𝐝𝐮𝐛𝐢𝐭𝐚: 𝐢𝐥 𝐠𝐨𝐯𝐞𝐫𝐧𝐨 𝐟𝐚 𝐬𝐜𝐮𝐨𝐥𝐚 𝐚𝐢 𝐦𝐚𝐬𝐜𝐡𝐢 


Il #buongiorno di Giulio Cavalli 


 «A mio figlio dico: scegli la seconda», ha detto venerdì a Formello, sul palco di Itaca, il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani (FI), e la seconda è la ragazza meno appariscente, buona madre di famiglia, con la gonna più lunga di quella che cambia fidanzati e mette qualche cornetto. Voleva descrivere il centrodestra e ci è riuscito. Del resto la scuola dei padri ai giovani italiani è lunga. Il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara (Lega) nel 2022 inneggiava all'umiliazione che fa crescere, nel 2024 alla presentazione della Fondazione Giulia Cecchettin datava al 1975 la fine del patriarcato, almeno per legge, e a giugno ha incassato la legge che toglie l'educazione sessuo-affettiva alle elementari e ancorandola al permesso dei genitori. Ah, la modernità. Il presidente del Senato Ignazio La Russa (FdI) nel 2023 difendeva il figlio denunciato per violenza sessuale scrivendo che la ragazza "aveva consumato cocaina". Chissà che ne pensano i figli di Berlusconi, Marina e Pier Silvio, che da una vita provano a sembrare moderni e sono la cultura padronale fatta partito: lei sui diritti si sente vicina alla "sinistra di buon senso" perché "ognuno deve essere libero di scegliere", lui a Tajani chiedeva facce nuove nel partito del padre. Eccola, la modernità: il padre che sceglie per il figlio la ragazza con la gonna più lunga. 

Per l'Istat il 23,5% dei ragazzi fra 14 e 19 anni pensa che una ragazza possa provocare una violenza sessuale per come si veste. Il 18,9% la ritiene in parte responsabile se era ubriaca o drogata. 
La gonna di Tajani e la cocaina di La Russa, insomma. E poi ci stupiamo dei giovani maschi italiani?

... la Sinistra esiste!!! ...

Mentre in Germania l'onda nera di AFD pare inarrestabile, a #Berlino la futura sindaca sarà lei, Elif Eralp, 45 anni, già ribattezzata “la Zohran Mamdani tedesca” perché ha un "difetto": dice e fa cose di #sinistra. Figlia di rifugiati turchi, ha portato il suo partito, Die Linke, al 24,5% e governerà in coalizione coi Verdi e con la SPD. Non era mai successo nella storia della città. Contro di lei era sceso in campo persino il Cancelliere Friedrich Merz, in quanto i conservatori la considerano una iattura peggio dei neonazisti. Perché? Semplice: in una città dove l'85% delle famiglie vive in affitto, lei compresa, ha promesso di congelare per un anno quelli delle società immobiliari pubbliche e di dare piena attuazione al referendum con cui 5 anni fa il 57,6% dei berlinesi si disse favorevole all'esproprio degli immobili dei grandi gruppi finanziari. Non solo affitti, si intende. Il programma sociale è vasto e, pensate un po', di sinistra. 

Laddove la sinistra fa la sinistra, VINCE. Quando lo si capirà anche in Italia, sarà troppo tardi. 


#qualcosadisinistra
A Berlino vince Die Linke, con Elif Eralp come candidata sindaco! Un risultato straordinario, ricaccia indietro tutte le destre, quelle liberali e quelle radicali neonaziste. Elif ha vinto con un programma chiaro e netto, basato innanzitutto sulla tutela dei ceti popolari. La vittoria di Elif è la dimostrazione che l’unica risposta all’estrema destra in Europa siamo noi, sono le forze di sinistra ed ecologiste, con idee chiare e programmi altrettanto chiari. 

Andiamo avanti. 

 Nicola Fratoianni.

domenica 20 settembre 2026

... una voce dal PD ...

Enrico Rossi del Pd poco fa ha scritto: 


Buongiorno. 

Il centrosinistra ha bisogno del massimo di unità e di chiarezza, perché per battere la destra e governare insieme occorre spiegare ai cittadini quali scelte si intendano compiere. Il sondaggio Ipsos pubblicato il 19 settembre dà Conte davanti a Schlein nelle ipotetiche primarie: 38% contro 22%. Un dato che merita una riflessione, anche perché il consenso dell’ex presidente del Consiglio supera i confini del suo partito. Una diversa rilevazione, quella di Ixè, indica che soltanto il 18% degli italiani sceglie di continuare il sostegno militare all’Ucraina finché necessario, mentre le altre risposte si distribuiscono fra interruzione delle forniture, priorità al negoziato e riduzione del coinvolgimento italiano. Sono indagini differenti, che non dimostrano un rapporto di causa ed effetto. Tuttavia, ritengo ragionevole pensare che la riconoscibilità delle posizioni di Conte sulla guerra e sul riarmo contribuisca al suo consenso. Sarebbe un errore sottovalutare questa domanda di pace che viene sempre più forte dal popolo italiano. Per costruire un’alleanza solida occorre affrontare apertamente le differenze, concordando un programma di fondo e individuando le questioni sulle quali chiedere agli elettori di pronunciarsi. Le primarie potrebbero diventare il momento di questa partecipazione, consentendo di tenere separate la scelta del candidato e quella su alcune opzioni politiche. La fiducia in una persona non comporta necessariamente la condivisione di ogni sua proposta. Servirebbero poche alternative formulate con chiarezza, compatibili con il programma comune, e un impegno assunto prima del voto: chiunque vinca dovrà rispettare le scelte degli elettori, insieme a tutte le forze della coalizione. Così le primarie potrebbero diventare un grande momento di partecipazione e discussione, dare un mandato riconoscibile a chi dovrà guidare il centrosinistra e una base più forte alla sua unità.

... elezioni farsa!!! ...

Elezioni parlamentari in Russia, le prime legislative che si svolgono anche nelle quattro regioni ucraine occupate e annesse con un referendum farsa nel 2022. Una tornata elettorale segnata ancora una volta dalla repressione dell'opposizione interna e di qualunque voce in dissenso con la guerra voluta da Putin, il partito pacifista "Yabloko" cancellato dalle schede per decisione della Corte suprema. Per "Russia Unita" del Presidente russo, una affermazione più che scontata che rafforzerà il controllo della Duma che detiene da più di 20 anni. 

"Le modalità di svolgimento delle elezioni evidenziano la continua e crescente erosione della democrazia in Russia" ha dichiarato un portavoce della Commissione europea, "le autorità russe hanno continuato a intensificare la repressione sistematica e istituzionalizzata per impedire a qualsiasi forza di opposizione democratica di sfidare lo status quo. Condanniamo inequivocabilmente l'organizzazione illegale delle cosiddette elezioni nei territori ucraini temporaneamente occupati. Rappresentano l'ennesima palese violazione del diritto internazionale". 


La vignetta della domenica del #tg3 di Pasquale Martello

... il post - partita ...

GRANA TORO, L'ATTACCO PASSA TUTTO DA KULENOVIC! 


Ignazio Abate sarà ancora acerbo per la Serie A, e di certo la sua idea di calcio è piuttosto antica e non porta bel gioco e occasioni a grappoli, ma la situazione dell'attacco granata è gravissima. 

Ché Adams è probabilmente quello più in forma ma ora è infortunato e ne avrà per un po'. 

Duvan Zapata è ormai un cadavere ambulante, lo stesso Abate si è pronunciato sul colombiano, spiegando che il problema al ginocchio non è superato dopo il grave infortunio di due anni fa. (Perché rinnovargli il contratto? N.d.r.). 

Il cholito Simeone è la fotocopia sbiadita di quello visto lo scorso anno. Lento, bolso, fuori dal gioco e apparentemente senza la grinta di un anno fa. Segno evidente che, forse, è rimasto controvoglia. 

Chi rimane? Sandro Kulenovic, autore del gol del pari ieri a Bologna Fc 1909 anche grazie alla papera di Skorupski. L'attacco granata al momento si regge su di lui e sullo spento Simeone. 

Bisognerà intervenire a gennaio per rinforzare "l'attacco potente" creato da Urbano Cairo?

sabato 19 settembre 2026

... Forza Virginia! ... o NO! ...

Dovrebbe essere chiara distanza tra la difesa della Patria che per l'articolo 52 della Costituzione è un sacro dovere del cittadino ed il ripudio della guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali sancito nell'articolo 11. Se l'Italia viene aggredita da un esercito straniero ciascuno di noi ha il dovere di difendere il nostro ruolo le nostre case i nostri amici i nostri parenti la nostra famiglia. Se due paesi vivono tra loro una tensione e uno dei due entra in armi nel territorio dell'altro quella fattispecie non è regolata dall'articolo 52, ma dall'articolo 11: c'è una controversia internazionale e l'Italia devo utilizzare tutti gli strumenti tranne la guerra per cercare di estinguerla. Questa considerazione però cozza con gli intenti della NATO fatti propri dalla Unione Europea di espandersi verso est: maggior spazio di influenza, maggiori mercati di sbocco, più disponibilità di materie prime. La situazione attuale è stata indubbiamente favorita dalla capacità delle nostre economie di attrarre verso di noi le popolazioni dell'est europeo e dell'ex Unione sovietica. Laddove e verso coloro per i quali l'attrazione non era bastante questa è stata promossa da finanziamenti e financo dall'azione di servizi di intelligence occidentali. Ma se alla Nato e alle oligarchie economiche e occidentali fa gola lo spazio di influenza una volta sovietico e se questa cupidigia viene ammantata sotto la morbida coltre del diritto internazionale, valido in Ucraina ma non valido in Medio Oriente Venezuela e America Latina e meno ancora in Africa, grazie a Dio la Costituzione italiana è un testo scritto e neanche gli sforzi ermeneutici dei fautori per professione della difesa a intermittenza dei valori dell'Occidente può distorcerla oltre misura purché chi è deputato a difenderla faccia il proprio dovere e -per chiarezza- laddove le nostre istituzioni repubblicane manchino i propri compiti il supplente generale è il soggetto che da quella Costituzione ha casa, strada e norma fondamentale: il popolo italiano. 
Devo dire che la dichiarazione di @Virginia Libero dei giovani democratici mi fa sperare bene. La guerra ha senso solo per chi la promuove seguendo i propri fini. Gli altri sono tutti vittime e i giovani fanno bene a ribellarsi alle sue logiche atroci. 


 @fanpiùattivi 

 Francesco Campanella.


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La breve vicenda di Virginia Libero, segretaria dei giovani dem, si è trasformata in pochissimo tempo in una storia triste e penosa. Come molti ho apprezzato le sue parole contro la guerra. Le ho trovate giuste anche nei toni. E ho anche pensato di scrivere qualcosa per elogiarla, soprattutto dopo il fuoco di fila degli estremisti del suo partito, come Gori e Zampa. Per prudenza ho però voluto aspettare. Vi confesso che non immaginavo una simile retromarcia. La segretaria dei giovani dem si è sostanzialmente rimangiata tutto e ha ripreso la solita retorica dell'aggressore e dell'aggredito e della necessità di dare armi all'Ucraina. Ora, vorrei evitare di concentrarmi su di lei. I giovani dem hanno del resto un ruolo politico molto marginale, del tutto inferiore a quello che avevano le organizzazioni giovanili di sinistra di un tempo. Vorrei piuttosto soffermarmi sulla condizione di ricatto di cui è ostaggio la politica. Non credo infatti che la Libero fosse in combutta con la Schlein per dare al PD una parvenza di pacifismo. Se fosse così, non avrebbero gestito così male la ritrattazione apparsa ieri sul Corriere della sera. Per come è andata ci hanno fatto tutti una figuraccia. La questione ritengo sia un'altra. Il PD è un partito sotto ricatto. È sicuramente un partito occupato da politici in malafede, legati a gruppi di interesse, e da carrieristi in cerca di strapuntini. Ma per una questione di tenuta della baracca e del consenso deve anche includere figure dal profilo autonomo. Elly Schlein è sicuramente una di queste. Se al suo posto avessero piazzato un altro come Letta, il PD sarebbe morto. Ma Schlein, Bersani o Cuperlo o forse anche la Libero (vedremo) possono andare nella misura in cui sottostanno a un ricatto più o meno implicito. Sono in altre parole "tollerati" entro specifici margini. Quando vengono superati, come nel caso delle posizioni sulla guerra, il ricatto diventa esplicito e innesca la macchina del fango. Naturalmente possiamo chiederci perché queste figure accettino di stare in un partito così malato diventandone di fatto complici. Ma finiremmo per non vedere che la questione è generale. Il PD è senz'altro un caso esemplare. Lo è per le profonde pressioni che subisce, per la funzione politica di freno a una vera politica sociale. Ma in forme diverse tutta la politica italiana è soggetta a un'ingerenza generale che promuove lo status quo. Diremmo anzi che tutto lo stato italiano attraverso varie forme subisce il diktat dei mercati e dei vincoli esterni, USA, UE e persino di Israele, a cui abbiamo ceduto la cybersicurezza. La triste vicenda di Virginia Libero è allora solo la punta dell'iceberg di un problema generale legato a una fitta serie di squilibri di potere e di conflitti da cui è possibile uscire solo con una politica più forte e organizzata, una politica che sappia porre una barriera più solida alla logica dei ricatti e alle pregiudiziali dei vincoli esterni. 


 Paolo Desogus.