
«Dovremmo uccidere 30-40 persone ogni notte». E ancora: «Non sono degni di vivere».
Non sono parole di un estremista qualunque. Sono le ultime dichiarazioni di Itamar Ben-Gvir, ministro della Sicurezza nazionale del governo israeliano, che ha anche sostenuto l’emigrazione di massa dei palestinesi da Gaza e rivendicato la Striscia come territorio israeliano.
E mentre a Gaza si continua a morire, in Cisgiordania occupata proseguono aggressioni, intimidazioni e tentativi di espulsione da parte dei coloni. A Qusra, negli ultimi giorni, coloni israeliani hanno accerchiato abitazioni palestinesi per oltre una settimana; persino l’ambasciatore statunitense Mike Huckabee ha definito gli autori di queste azioni «terroristi israeliani».
Human Rights Watch ha denunciato inoltre una forte escalation della violenza dei coloni, documentando a luglio attacchi nei pressi di Nablus costati la vita anche a palestinesi.
Chiamare tutto questo per nome non significa attaccare un popolo o una religione. Significa contestare le responsabilità di un governo e di chi pratica o sostiene queste violenze.
Israele: governo terrorista e genocida.
Giacomo Pellini.
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