domenica 9 agosto 2026

... povera Italia!!! ...

 ULTIM'ORA: DOPO LO SCONTRO ROMA-MADRID, SI APRE IL FRONTE TEDESCO. BERLINO RIAVVIA I TRASFERIMENTI DI MIGRANTI VERSO L'ITALIA 


Dopo la durissima querelle tra Roma e Madrid sui controlli alle frontiere interne di Schengen, per il governo Meloni si apre ora un altro fronte europeo sull'immigrazione: quello tedesco. La Germania guidata dal cancelliere Friedrich Merz intende tornare ad applicare nei confronti dell'Italia i trasferimenti dei richiedenti asilo per i quali Roma risulta competente secondo le regole europee. È importante precisare di cosa stiamo parlando: non si tratta di espellere genericamente verso l'Italia i migranti presenti in Germania. Si tratta dei cosiddetti trasferimenti "Dublino", cioè del meccanismo attraverso il quale un richiedente asilo può essere trasferito nello Stato europeo considerato competente per l'esame della sua domanda. Il dossier viene da lontano. Nel dicembre 2022 l'Italia aveva comunicato agli altri Stati europei la sospensione delle riammissioni Dublino verso il nostro Paese. La questione aveva provocato negli anni successivi un contenzioso politico e giuridico anche in Germania. Adesso Berlino cambia passo. Secondo quanto riportato oggi dalla stampa, il governo Merz vuole applicare nuovamente le regole europee nei confronti delle persone entrate quest'anno e considerate di competenza italiana. Un primo caso è già indicato: quello di una giovane somala di 22 anni, arrivata in Germania dopo essere passata dall'Italia, per la quale sarebbe previsto il trasferimento nel nostro Paese il prossimo 19 agosto. La notizia arriva in un momento politicamente molto delicato. Soltanto nelle ultime ore lo scontro tra Italia e Spagna sulla gestione della crisi migratoria di Ceuta e sui controlli Schengen si è ulteriormente aggravato. Roma ha rifiutato la richiesta di Madrid di ritirare i controlli introdotti nei confronti degli arrivi dalla Spagna, sostenendo che resteranno necessari almeno fino al 15 agosto alla luce dei rischi migratori e di sicurezza. Il governo italiano ha inoltre fatto sapere di non voler accettare "ultimatum o imposizioni" da Madrid. La Spagna ha risposto introducendo controlli sui viaggiatori provenienti dall'Italia, via mare e via aerea, trasformando ormai la vicenda in un vero scontro diplomatico tra due Paesi dell'Unione europea. E anche sul piano europeo la linea italiana sulla crisi di Ceuta non ha trovato la conferma politica che Roma probabilmente avrebbe auspicato. Dopo la riunione straordinaria dei ministri dell'Interno dell'UE, è infatti emerso il riconoscimento della rapidità della risposta spagnola: la grandissima parte delle persone entrate a Ceuta aveva già lasciato l'enclave e Madrid ha ribadito che la libera circolazione nello spazio Schengen non era stata messa in pericolo. Ora arriva anche Berlino. Nel giro di pochi giorni il governo italiano si ritrova prima in uno scontro aperto con Madrid sui controlli Schengen e adesso davanti alla decisione tedesca di applicare nuovamente all'Italia le regole sui trasferimenti dei richiedenti asilo. Ed è proprio qui che si apre una questione politica che il governo dovrebbe spiegare agli italiani. La strategia scelta da Roma sta realmente rafforzando il peso dell'Italia in Europa oppure rischia di produrre l'effetto opposto, aumentando progressivamente i fronti di tensione con i principali partner europei? Perché difendere gli interessi nazionali è certamente compito di qualsiasi governo. Ma quando nel giro di pochi giorni ci si trova prima contrapposti alla Spagna, poi isolati sulla lettura della crisi di Ceuta e infine davanti alla Germania che riapre un dossier migratorio particolarmente delicato per l'Italia, una valutazione politica sulla strategia adottata diventa inevitabile. Non significa che "tutti siano contro l'Italia". Significa però che il governo Meloni deve spiegare quale sia la strategia diplomatica per evitare che una politica presentata come difesa dell'interesse nazionale finisca per lasciare proprio l'Italia più esposta nei rapporti con i suoi partner europei.


 Fonti: stampa tedesca, Deutscher Bundestag, Reuters, ANSA, La Repubblica

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