Ernesto Bronzelli.
sabato 29 agosto 2026
... Sassuolo 2 - Torino 1 ...
“Moriremo: noi siamo stupidi”
Pris, la replicante punkettona e di facili costumi di Blade Runner, non tifava Toro, ma aveva già capito tutto più di quarant’anni fa.
Noi moriremo.
Perché siamo stupidi.
Perché da ventun anni viviamo con un piede che ci schiaccia il collo ed il massimo che sappiamo fare è organizzare scampagnate per pochi intimi, canticchiando due cori in rima baciata.
Quella non deve mai mancare, mi raccomando.
Noi moriremo.
Perché siamo stupidi.
Perché qualcuno esultava quando Vagnati veniva cacciato a calci in culo per far posto a uno che pochi anni prima volevamo a sua volta vedere cacciato a calci in culo, e che ad oggi in due sessioni di calciomercato ci ha tenuto a rimarcare con vigore di essere uno che non distingue un pallone da un goldone.
Noi moriremo.
Perchè siamo stupidi.
Perché qualcuno solo un mese fa parlava di “buone avvisaglie” come se le avvisaglie potessero essere in qualche misura buone.
Le avvisaglie di una tempesta, le avvisaglie di una crisi, le avvisaglie di un cancro.
Non conosciamo l’italiano, figuriamoci il resto.
Noi moriremo.
Perché siamo stupidi.
Perché siamo i più furbi di tutti, quelli che credono che vendendo a cento e sostituendo comprando a due il risultato non cambi.
Come se pescare il gratta e vinci buono fosse consuetudine e non eccezionalità.
Noi moriremo.
Perché siamo stupidi.
Perché una parte di ambiente sotto sotto ci spera ancora, ci crede ancora, fa finta di giocare alle anime disilluse ma poi accende un cero alla Madonna e prega anche se ateo.
Noi moriremo,
Perché siamo stupidi.
Perché un’altra parte di noi passa le giornate a beccarsi come i capponi di Renzo, fra wannabe, finti influencer, analisti di stocazzo e parassiti scrocca tartine da tribuna.
Pulci che litigano fra di loro per sostenere il diritto di proprietà del cane su cui stanno.
Noi moriremo
Perchè siamo stupidi.
Perché siamo già pronti con la corda nella mano sinistra ed il sapone in quella destra.
La forca per Abate è già stata attrezzata.
Abate che era la quarta scelta dopo De Rossi, Gattuso ed Aquilani, che è appena passato all’incasso e ci ha dato due scuffie.
Mentre Cairo ride ed incassa pure lui: ben 28 milioni da un mercato che lo vede uscire ancora una volta trionfatore.
Spesa ridotta all’osso, prestiti che non saranno mai riscattati ed incassi fiume.
La sua Cairese a nolo viaggia che è un piacere.
Ottiene il suo scopo, fa il suo interesse e chi s’è visto s’è visto: tanto nessuno gli chiederà mai conto di nulla.
Noi moriremo.
Perchè siamo stupidi.
Perché era chiaro sin dal principio che questa squadra che anno dopo anno viene sistematicamente depauperata sotto il piano tecnico, umano, morale, non avesse nè capo nè coda.
Con un centravanti che storicamente canna la sua seconda stagione dimezzando i gol e che in più aveva già le valigie pronte in direzione Baires.
Con una squadra in leasing o a parametro zero.
Con un portiere retrocesso in serie C arrivato qui dopo una trattativa estenuante e già relegato a secondo dopo 270 minuti ed un paio di gol evitabili.
Se c’è una cosa di cui i tifosi granata hanno bisogno come il pane è tornare, non dico a vincere, ma almeno a divertirsi.
Invece siamo qui a trangugiare antiacidi all’unisono dopo tre partite di una bruttezza rara.
Giocate con un modulo osceno, un atteggiamento remissivo e claudicante e la stessa voglia di vivere trascinante e rigenerante scatenata dalla visione dei funerali di Papa Bergoglio.
È una questione di qualità.
È una questione di qualità.
O una formalità.
Avrebbero detto i CCCP.
Ma non solo di qualità dentro il rettangolo verde, ma di qualità della vita.
Tifare Torino oggi significa vivere a Scampia tra siringhe, cessi rotti e zoccole che escono dalle fogne.
Noi moriremo.
Perché siamo stupidi.
Perché abbiamo passato un’estate a sperare che Don Urbano il focomelico non vendesse Cacciamani, mentre lui già progettava di intascare il doppio da altri due.
Diabolico…
E figlio di madre ignota viene da aggiungere.
Noi moriremo.
Perché siamo stupidi.
Mentre Cairo è furbo, intelligente, intoccabile.
Ciarla a ruota libera sostenendo che Oristanio sia un fenomeno mai visto da queste parti e che questa sarà la sua miglior stagione da quando è presidente.
Tutto intorno una pletora di leccapiedi, giullari di corte e tapini senza capacità di replica di fronte al potere costitutito, annuisce sorridente come Filippo al falò di confronto di Temptation Island, mentre davanti ai suoi occhi ha due ex innamorati che si sputano in faccia ed accusano le reciproche genitrici di copulare con i cani.
E la testolina va su e va giù, va su e va giù.
In loop.
Noi moriremo.
Perché siamo stupidi.
E viene da dire “meno male”, perché qui è tutto finito, tutto devastato.
È un Sahara di sentimenti, speranze, sogni, fede.
Siamo il remake del Titanic ma senza nemmeno Di Caprio che si fa una sana ed onesta chiavata.
Noi moriremo.
Perché siamo stupidi.
E forse è giusto così.
Perché alla fine non ci serve una rivoluzione.
Non ci serve un nuovo presidente.
Non ci serve un nuovo allenatore.
Non ci serve un nuovo direttore sportivo.
Ci serve soltanto una cosa.
Un miracolo.
Ma siccome anche Dio, ormai, quando sente parlare di Toro mette il telefono in modalità aereo, possiamo tranquillamente organizzarci da soli.
Ci vediamo al prossimo comunicato.
Ci sarà scritto che il progetto continua.
E qualcuno farà finita di crederci.
Poi perderemo una partita, poi due, poi tre.
Ricominceremo ad insultarci.
Qualcuno organizzerà una scampagnata.
Qualcuno farà un coro.
Qualcuno venderà una maglietta.
Cairo incasserà.
E noi moriremo.
Perché siamo stupidi.
Ma almeno, dirá qualcuno, avremo cantato e postato un paio di meme contro Cairo porca puttana!
Si, mentre lui conterà i milioni e noi le pasticche di maalox.
Beh, sono soddisfazioni.
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