giovedì 27 agosto 2026
... 27 agosto 1950 ...
Il 27 agosto 1950, Cesare Pavese sceglieva di congedarsi dal mondo nella stanza di un hotel torinese, lasciando scritte le celebri parole: «Perdono tutti e a tutti chiedo perdono. Va bene? Non fate troppi pettegolezzi».
Oggi ricordiamo una delle voci più profonde e tormentate del Novecento italiano. Poeta delle langhe, della solitudine, del mito e del dolore d'oltremare, Pavese ha saputo trasformare l'inquietudine e la ricerca d'identità in una letteratura immortale. «Verrà la morte e avrà i tuoi occhi»: il suo sguardo sul mondo resta un faro indelebile per chiunque cerchi la verità nelle parole.
***
Da VERRA' LA MORTE E AVRA' I TUOI OCCHI (11 marzo - 11 aprile ’50)
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi –
questa morte che ci accompagna
dal mattino alla sera, insonne,
sorda, come un vecchio rimorso
o un vizio assurdo. I tuoi occhi
saranno una vana parola,
un grido taciuto, un silenzio.
Così li vedi ogni mattina
quando su te sola ti pieghi
nello specchio. O cara speranza,
quel giorno sapremo anche noi
che sei la vita e sei il nulla.
Per tutti la morte ha uno sguardo.
Verrà la morte e avrà i tuoi occhi.
Sarà come smettere un vizio,
come vedere nello specchio
riemergere un viso morto,
come ascoltare un labbro chiuso.
Scenderemo nel gorgo muti.
22 marzo 1950.
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