giovedì 13 agosto 2026

... rozzo fascismo!!! ...

Il programma dei neofascisti di Futuro Nazionale è proprio come uno se lo immaginava, un fascismo rozzo e brutale come quello di una volta, di una “destra identitaria, pura e vitale, radicata nella tradizione romana e cristiana”, anche se purezza e vitalità richiamano più il linguaggio nazista che fascista. (Poi, a un certo punto, parlano di civiltà greca, romana e cristiana: forse forse vorranno ripristinare i camerateschi rapporti sessuali tra maestro e discepolo?). Tanto per iniziare, i vannaccini dicono No ai reati d'opinione e chiedono l'abrogazione della legge Mancino, così finalmente si potrà dire di essere fascisti senza più paura, senza i sotterfugi della X Mas e dell'arditismo, basta coi giri di parole. E basta, soprattutto, coi veri mali di questo tempo: il “relativismo etico”, il “nichilismo”, “l’ideologia femminista che fomenta la contrapposizione tra maschi e femmine” (che, bada bene, sostituisce “l’ormai logora opposizione tra proletari e padroni”) e lo “sradicamento legato all’immigrazione di massa”: tutto questo provoca “fenomeni di violenta barbarie”, e se le donne vengono uccise queste sono le ragioni. Perciò, basta col femminicidio, che non esiste. Non può esistere, in una società improntata, udite udite, al “patriarcato mediterraneo”, in cui verranno formati “maschi forti, capaci di dominare le emozioni e le passioni, proteggendo le donne e offrendo se stessi per la costruzione e la difesa della società”. Uomini-uomini, uomini che reprimono le emozioni che sono roba da femminucce, le quali devono essere protette essendo minori per natura; uomini che siano sacrificabili per la patria patriarcalmediterranea. Considerando che anche la “transizione verde” non rientra nei “bisogni nazionali”, gli uomini-uomini patriarcali hanno deciso di votare al sacrificio non solo se stessi, ma il pianeta intero. E' chiaro, non si può che ridere di fronte a questa immondizia, ma ci tocca prenderla sul serio, perché è l'estremità di una condizione reale di barbarie esistente. Una cosa lucida, però, la dicono: il nemico principale è il femminismo, e tutto ciò che lo riguarda. A questa barbarie fascista e patriarcale, occorre contrapporre un concetto che viene proprio dalla pratica e dall'elaborazione del femminismo: la Cura. Qui ha radici la speranza. Perché la dimensione politica della Cura emerge proprio nella qualità specifica dell'essere nel mondo delle giovani generazioni, nella loro corporeità, nella centralità dell'affettività nella loro esperienza, perchè la cura coinvolge l'orizzonte esistenziale dei giovani, la loro soggettività in formazione, e implica il loro essere soggetti sociali, politici. Le parole chiave della Cura, per una parte consistente degli adolescenti e dei giovani adulti, sono Ascolto, Empatia, Dignità. Cose che stanno all'opposto dell'universo di questi barbari che parlano di futuro ma sono installati in un remoto passato immaginario. 


 Marco Rovelli.

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