Lorenzo Tosa.
lunedì 3 agosto 2026
... Santiago Abascal ...
Pensavamo di aver assistito al punto più basso della disinformazione e dell’abiezione della destra italiana ed europea su Ceuta.
Poi è arrivato il leader di Vox e dell’ultradestra spagnola Santiago Abascal e all’improvviso ha sposta l’asticella chilometri più in là.
L’amico di Giorgia Meloni è atterrato direttamente a Ceuta, si è presentato davanti alle telecamere di mezzo mondo e ha invocato senza mezzi termini la “prigione per Pedro Sánchez”, definendo apertamente lui e i membri del suo governo dei “criminali che promuovono l’invasione”.
E uno a quel punto si chiede: chissà cosa avrà combinato Sánchez?
Chissà quali prove schiaccianti porterà Abascal per giustificare un simile attacco frontale al primo ministro del governo del suo Paese, ai limiti e anzi ben oltre il vilipendio?
E invece se ne esce con questa supercazzola pescata e ripetua a pappagallo dalla peggior propaganda delle destre italiane, spagnole, europee e mondiali:
“Pedro Sánchez dovrebbe andare in prigione perché ha consentito l’atto di guerra del Marocco nei confronti della Spagna”.
E lo ha fatto aprendo le porte alla regolarizzazione di mezzo milione di migranti.
Peccato che la regolarizzazione dei migranti non c’entri una beneamata mazza con la crisi di Ceuta e con i migranti lanciati da mani straniere verso i confini spagnoli, come ha capito chiunque dieci secondi dopo la cosiddetta “invasione”, risolta da Sánchez più o meno nel giro di 24 ore.
In pratica, ricapitolando, per i fascisti e sedicenti “patrioti” spagnoli, se un Paese straniero colpisce deliberatamente il tuo Paese, come ha fatto il Marocco, per conto di qualcuno di molto più grande (?), la colpa non è del Marocco o di chi c’è dietro, ma del primo ministro che non lo avrebbe evitato.
Certo che i fasci sono uguali ovunque in ogni Paese da ottant’anni a questa parte: la loro massima idea di democrazia è mettere in carcere chi non la pensa come loro.
Immaginatevi la minima.
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