
"Vent'anni fa, trent'anni fa, si stava meglio. Quando non c'erano gli immigrati".
Altro pilastro delle convinzioni dei sostenitori di Vannacci: l’idea che questo Paese fosse un tempo un Paradiso terrestre.
Guardate, sciocchini, che c'eravamo anche noi.
C'eravamo anche noi quando giravamo con le autoradio incollate alle mani per evitare che ce le rubassero.
C'eravamo anche noi quando facevamo lo slalom tra le siringhe nei parchi e i tossicodipendenti ti venivano incontro come zombi.
C’eravamo anche noi quando nei bagni pubblici si trovavano cucchiaini bruciati e lacci emostatici e in tv si contavano i morti per AIDS.
C’eravamo anche noi quando sparivano le ruote delle auto e al mattino le trovavi poggiate sui mattoni.
C'eravamo anche noi quando la mafia faceva saltare le autostrade e la camorra lasciava un morto al giorno per strada.
C'eravamo anche noi quando la mafia uccideva prima Falcone e poi Borsellino e teneva in ostaggio tutta l'Italia.
C'eravamo anche noi quando le rapine in banca finivano con gli ostaggi, quando i sequestri di persona duravano mesi e intere famiglie vendevano tutto per riavere un figlio.
C'eravamo anche noi quando nei quartieri popolari comandavano i clan, quando il pizzo era una tassa ordinaria e denunciare significava restare soli.
C'eravamo anche noi quando le donne venivano picchiate in casa e tutti restavano in silenzio e dicevano che erano fatti di famiglia.
C'eravamo anche noi quando i gay vivevano nascosti, i disabili venivano tenuti in casa e senza scuola e chi aveva un problema psichiatrico finiva dimenticato in qualche istituto.
C'eravamo anche noi quando nessuno si preoccupava se le città venivano avvolte dallo smog, i fiumi diventavano discariche e il mare riceveva qualunque schifezza.
C'eravamo anche noi quando il Sud perdeva ragazzi sui treni dell'emigrazione e gli italiani all'estero venivano trattati da sporchi, delinquenti e invasori.
C’eravamo anche noi quando i grandi imprenditori italiani come Tanzi falsificavano i conti mentre migliaia di famiglie si rovinavano.
C’eravamo anche noi quando Wanna Marchi vendeva numeri del lotto e rimedi miracolosi sfruttando la paura delle persone più fragili.
Erano tutti italiani.
E poi facciamo un passo indietro, perché questo giochino della nostalgia funziona per arretramento del calendario e qualcuno parlerà inevitabilmente dei decenni precedenti.
C’erano anche i nostri genitori e ci hanno raccontato di quando le Brigate Rosse sequestravano, gambizzavano e uccidevano.
C’erano anche loro quando i neofascisti mettevano bombe nelle banche, sui treni e nelle piazze.
C’erano anche loro durante la strage di Piazza Fontana, quella di Piazza della Loggia, l’attentato al treno Italicus e la strage alla stazione di Bologna.
C’erano anche loro quando magistrati, giornalisti, sindacalisti e uomini delle istituzioni venivano assassinati.
C’erano anche loro quando Aldo Moro fu rapito, tenuto prigioniero per cinquantacinque giorni e poi lasciato morto nel bagagliaio di un’auto.
C’erano anche loro quando nelle università e nelle piazze si sparava, quando gli scontri politici finivano a sprangate e ogni settimana sembrava poter esplodere una guerra civile.
C’erano anche loro negli anni della strategia della tensione, dei servizi deviati, dei depistaggi e delle verità sepolte per decenni.
Quell’Italia con meno immigrati era attraversata dal terrorismo italiano, dalle stragi e dalla paura.
La memoria selettiva trasforma il passato in una cartolina: toglie la paura, la violenza e la miseria, poi lascia soltanto le domeniche in famiglia e le canzoni alla radio.
Il passato sembra migliore perché eravate giovani.
Gli immigrati c'entrano poco.
È la giovinezza che vi manca.
E ora che non siete più giovani, avete più facilmente paura. Ora che state in continuazione coi telefoni in mano, provate sempre più paura. Su questa paura poggia tutta la propaganda della destra.
L'Italia non è mai stata un Paradiso terrestre.
Siete semplicemente invecchiati.
E siete invecchiati malissimo.
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