giovedì 20 agosto 2026

... il ruggito del coniglio!! ...

𝐈𝐥 𝐫𝐮𝐠𝐠𝐢𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐌𝐞𝐥𝐨𝐧𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐮𝐧 𝐦𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐦𝐮𝐠𝐨𝐥𝐢𝐨 


Il #buongiorno di Giulio Cavalli 


 L'autorevolezza di una voce si misura da quel che provoca intorno quando decide di alzarsi. Giorgia Meloni l'ha alzata il 31 luglio, con la faccia golosa davanti alle immagini di Ceuta: "L'immigrazione clandestina fuori controllo rappresenta una minaccia concreta per la sicurezza dei confini europei", scriveva, e subito giù la sospensione di Schengen con la Spagna, la lettera di 22 governi contro Madrid. Tutto vannaccismo preventivo in purezza nella speranza di non avere bisogno di Roberto Vannacci, che Youtrend dà al 7,6%. Cosa abbia provocato si è visto ieri, quando anche l'Austria ha rimandato in Italia quattro richiedenti asilo con un biglietto del treno o dell'autobus pagato da Vienna. L'ennesimo episodio dopo Germania e Svizzera. Lo strumento usato è il Patto europeo su migrazione e asilo, in vigore dal 12 giugno, quello che Matteo Piantedosi salutava come «un grande successo per l'Europa e per l'Italia»: il Paese di primo ingresso resta responsabile, e i vicini adesso hanno le procedure bell'e scritte per attivare il meccanismo. Il grande successo urlato da Piantedosi del resto sta scritto tra i numeri di Eurostat: nel 2025 l'Italia ha ricevuto 24.152 richieste di riprendersi i dublinanti, la Germania ne ha spedite 35.993. Forse prima di alzarla, la voce, converrebbe guardare da che parte pende la bilancia. E mentre quelli a Palazzo Chigi provano a capire cosa hanno firmato Berlino ne vorrebbe spedire indietro tre arrivati prima del 12 giugno e, secondo il Quotidiano Nazionale, la via d'uscita allo studio sarebbe accettarne due, mentre sull'Austria, scrive l'Ansa, dal governo italiano ieri non è arrivata mezza parola. Insomma, la voce alzata contro Madrid è finita a risuonare come un mesto mugolio. 

Quattro biglietti di seconda classe: ecco quanto pesa la voce di Meloni.

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