Cesare Di Trocchio.
Ha ragione Sigfrido Ranucci. La sua è una "voce che spaventa". E non esagera affatto quando scrive che nella vita ha "imparato, seguendo per anni il filo che lega Aldo Moro a Piersanti Mattarella, e Piersanti Mattarella a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, che la storia italiana non uccide mai i suoi uomini migliori per debolezza: li uccide per eccesso di chiarezza.
Muoiono tutti nello stesso identico modo — non tanto per la pallottola o per il tritolo, quanto per aver visto, un attimo prima degli altri, il disegno intero di cui erano parte, e per aver tentato, con l'ingenuità di chi crede ancora nella verità come in un bene comune, di raccontarlo a voce alta".
E chi ha interesse a zittire questa voce che spaventa? Beh due conticini li hanno fatti tutti. E chi muove i fili di Telemeloni è chiaro anche alle pietre. E sappiate che usare un attentato di cui ricordiamolo, in ogni caso, Ramicci è vittima sarà il macigno più grande sulla vostra coscienza. Giù le mani da Report! Mario Imbimbo.
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