Le immagini di queste ore di giornalisti e cittadini palestinesi marchiati con dei numeri dai soldati israeliani in Cisgiordania rimandano ai periodi più bui della nostra storia.
Nel mentre continua senza sosta l'orrore in Palestina.
Oltre 300 bambini sono stati uccisi dall'inizio di quella che doveva essere una tregua.
Sempre più famiglie palestinesi sono sotto assedio dei coloni in Cisgiordania, senza cibo né acqua. Mi scrivono da Khirbet Umm Al-Khair, dove il governo israeliano ha modificato la classificazione di quella zona per permettere ai coloni di occupare quella terra. Non sono riusciti a cacciare i palestinesi con la violenza e gli omicidi, ora ci provano con la legge.
E ancora mancano cure, elettricità, cibo e acqua: l'essenziale per sopravvivere.
La verità è di fronte ai nostri occhi e di chiunque voglia guardare.
Israele non vuole la pace, non vuole fermarsi. Vuole perseguire il suo piano di annessione illegale e apartheid, il piano della cosiddetta "grande Israele".
Anche perché Netanyahu ha bisogno dello Stato di guerra permanente per non perdere il potere.
E, ancora una volta, l'Italia e l'Europa non dicono e non fanno alcunché.
Non interrompono l'accordo di associazione UE-Israele.
Non condannano il genocidio, l'apartheid, l'occupazione illegale.
Non riconoscono nemmeno lo stato di Palestina.
Una vergogna senza fine, alla quale abbiamo il dovere politico e morale di mettere fine.
Per questo al Governo riconosceremo lo Stato di Palestina e voteremo in EU per l'interruzione del patto con Israele.
Nicola Fratoianni.
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